Polizza CPI – Quanto costa e perchè conviene?

Polizza CPI – Perchè conviene?

Quando si decide di accendere un finanziamento, o ancor più un mutuo, ovviamente ci si concentra soprattutto sulla ricerca delle migliori condizioni economiche offerte tra quelle in circolazione. Ed è giusto cercare di ottenere il massimo al minor costo possibile, ma questo non deve far trascurare un altro aspetto quando ci si “indebita”e soprattutto quando la durata del finanziamento è particolarmente lunga: la tutela della propria capacità futura di rimborso.

Una cosa è, infatti, firmare per un piccolo prestito da rimborsare in 12/24 mesi, ben altra quando ci impegniamo a rimborsare mensilmente cifre importanti per 20 o addirittura 30 anni, come avviene nei mutui. Si parla di un lasso di tempo enorme, in cui effettivamente può succedere di tutto, sia a livello lavorativo, soprattutto oggigiorno, che a livello di salute.

Ed a maggior ragione chi ha famiglia vuole dormire sonni tranquilli tutelando i propri cari in caso di imprevedibili, ma pur sempre possibili, problemi futuri. Ed è qui che entrano in gioco le polizze CPI (Credit Protection Insurance), che hanno proprio lo scopo di subentrare al debitore nel pagamento delle rate nel caso in cui questi sia impossibilitato a farlo per cause di forza maggiore, ben circoscritte dal contratto assicurativo sottoscritto. L’offerta in questo ramo è vasta, sia presso le agenzie di assicurazioni che presso gli istituti bancari o finanziarie. Come orientarsi? Cosa valutare al momento della scelta? Quali sono i costi? Scopriamolo insieme.

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Cos’è una CPI e quando la si deve sottoscrivere?

Le CPI vengono sottoscritte in concomitanza con l’accensione di un finanziamento o di un mutuo con lo scopo appunto di estinguere il debito al posto del debitore nel caso in cui questi sia impossibilitato a farlo (approfondimento: Estinzione anticipata prestito). Solitamente tali polizze coprono gravi eventi che possono colpire l’assicurato, come ad esempio malattia, infortunio, invalidità o decesso.

Alcune possono comprendere nel pacchetto anche la perdita dell’impiego.

In questa tipologia di polizza compaiono tre figure:

  1. il contraente: può essere la banca/finanziaria (polizza collettiva, la più diffusa e solitamente più accessibile economicamente) o il sottoscrivente il finanziamento (polizza individuale, il cui premio sale notevolmente con l’aumentare dell’età dell’assicurato e per questo poco utilizzata);
  2. l’assicurato: è colui che ha contratto il debito con la banca o la finanziaria e che versa il premio dovuto;
  3. il beneficiario: è la persona che l’assicurato indica come destinatario dell’indennizzo. Nel caso di decesso di solito si indica un familiare e per legge il beneficiario non può essere la banca/finanziaria che eroga il finanziamento/mutuo nel caso in cui sia anche intermediaria dell’assicurazione, onde evitare conflitti d’interesse. In caso di morte del debitore, il parente indicato, con il capitale ricevuto dall’assicurazione, potrà scegliere se rimborsare il debito residuo in un’unica soluzione o continuare a versare le rate secondo il piano di ammortamento originale.

E’ obbligatoria?

No. La legge non prevede alcun obbligo di assicurazione per chi accende un prestito. Assicurare il finanziamento è una scelta individuale. Nel caso di un mutuo è obbligatoria solo la sottoscrizione di una polizza scoppio/incendio per tutelare l’immobile ipotecato. E’ anche vero, però, che sempre più banche oggigiorno, soprattutto quando si parla di mutuo, fanno pressioni affinchè si decida di accostare al finanziamento una CPI, perchè ciò le tutela da problemi futuri. Alle volte tale polizza diventa una “conditio sine qua non” per ottenere il finanziamento. In questo caso tieni bene a mente che non sei obbligato a sottoscrivere la polizza proposta dall’istituto bancario presso cui stai richiedendo il finanziamento/mutuo: se lo desideri, potrai rivolgerti altrove cercandone una che offra le medesime coperture, ma magari ad un costo inferiore e la banca ha l’obbligo di accettarla.

Inoltre il contraente la polizza può usufruire del diritto di recesso entro 30 giorni dalla firma del contratto ed avrà diritto entro 30 giorni dalla ricezione della disdetta da parte dell’agenzia alla restituzione del premio versato, al netto delle commissioni dovute all’intermediario se espressamente indicate al momento della stipula. E’ quindi importante richiedere che tale costo sia ben quantificato nel contratto onde evitare controversie future.

Costi e modalità di pagamento

protezione polizza cpi

Se hai già fatto un giro tra agenzie di assicurazioni e istituti bancari, avrai notato che i costi delle CPI variano anche parecchio tra loro. Maggiore è la copertura, più alto sarà il premio da corrispondere. Le più economiche solitamente coprono solo la vita e costano all’incirca il 2,5% dell’importo assicurato. Il prezzo però sale con l’aggiunta della copertura infortunio e ancor più con la protezione dell’impiego. Comunque si tratta di un costo onesto se si rimane tra il 2,5% e il 7% circa dell’importo.

Il premio assicurativo va corrisposto quasi sempre anticipatamente, al momento della firma del finanziamento/mutuo. Se non si dispone dei contanti necessari, si può aggiungere l’importo del premio al finanziamento che si sta richiedendo, così da pagare il dovuto spalmandone la spesa nel tempo. In tal caso, però, si dovranno corrispondere gli interessi anche sul premio, aumentandone così l’importo effettivo finale.

Cosa valutare al momento della scelta?

Ci sono alcuni aspetti della polizza assicurativa che devi controllare e valutare bene prima della firma, consultando attentamente il foglio informativo. Ad esempio:

  • la durata: controlla che la copertura assicurativa abbia una durata pari a quella del finanziamento che si sta assicurando, altrimenti potrebbero rimanere scoperte anche molte rate in caso di sinistro;
  • le condizioni: fai bene attenzione a cosa rientra nella copertura assicurativa. Ci sono limitazioni o casi di decesso non coperti? (morte all’estero, suicidio, pratica di attività pericolose…). La copertura assicurativa parte dalla firma o è previsto il cosiddetto “periodo di carenza” (di solito i 90 o 180 giorni iniziali)? Sono previste franchigie?
  • le commissioni: si tratta quasi sempre di prodotti intermediati, ma a che prezzo? Informati sempre, in quanto possono essere commissioni anche piuttosto salate.
  • tipologia della polizza: scegli quella che meglio soddisfa le tue reali esigenze. Sei un giovane single? Potrebbe essere sufficiente una polizza perdita dell’impiego. Stai accendendo un mutuo e vuoi tutelare i tuoi eredi? Ti è indispensabile una polizza vita, magari a capitale decrescente, che diminuisce man mano che rimborsi il debito, ma che fornisca comunque ai tuoi figli la sicurezza di rimborso nel malaugurato caso di un tuo decesso… Hai più esigenze? Indirizzati su un pacchetto completo.

Fai anche molta attenzione a presentare fedelmente e nel dettaglio il tuo stato di salute attuale e pregresso, onde evitare in futuro di non vederti erogato il denaro a causa di un’imprecisione o dimenticanza. Effettua le dovute visite mediche, anche se a tue spese, ne vale decisamente la pena.

In caso di sinistro cosa devo fare?

Quando si stipula una CPI di certo non ci si augura di doverla utilizzare. Ma se purtroppo ciò fosse necessario, nel contratto troverai indicate le modalità di denuncia del sinistro, la documentazione da presentare e tutte le informazioni relative ai tempi e alle modalità di erogazione dell’indennizzo. Attenzione: ci sono delle tempistiche da rispettare per la richiesta del capitale assicurato, oltre le quali si perde il diritto al beneficio. Controlla sempre tale aspetto al momento della sottoscrizione, così da non incappare in gravi dimenticanze al momento debito…

I premi delle CPI sono detraibili?

detrazioni polizza cpi

I premi assicurativi di molte tipologie di polizze sono detraibili, anche se negli ultimi anni sono stati notevolmente abbassati i tetti massimi. Ad esempio, per quanto riguarda le polizze vita e infortuni è possibile detrarre in dichiarazione dei redditi il 19% del premio, calcolato su un ammontare massimo di 530€. Sono previste limitazioni (art. 15, comma 1, lett. f, TUIR).

Opinioni

Come abbiamo visto, le polizze CPI hanno il loro costo che in parte dipende dalle commissioni degli intermediari ancora piuttosto salate e per la restante parte dalle coperture offerte. Eppure, a mio personale parere, sono utili soprattutto quando il finanziamento richiederà diversi anni per il rimborso.

E’ vero, su un mutuo di 100.000€ significherà aggiungere altri 5 o 6.000€, ma la sicurezza di non trovarsi in futuro nell’impossibilità di restituire la somma in prestito col rischio di perdere anche l’immobile di proprietà ne giustifica la spesa. L’importante è informarsi, valutare con attenzione le proprie reali esigenze e non fermarsi alla prima offerta, ma girare in cerca delle migliori condizioni economiche in circolazione a parità di servizi offerti.

Le agenzie a cui rivolgersi sono tante: Generali, Agos, UnipolSai, Axa, Genialloyd…Solo dopo aver valutato la concorrenza potrai decidere se sottoscrivere la PCI proposta dalla banca che ti sta concedendo il prestito o preferirne un’altra a tua scelta.

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BeCrowdy – Cos’è e come funziona?

BeCrowdy Crowdfunding – Vantaggi e svantaggi

In un’era sempre più social e digitale, internet può fare la differenza. Ed è ciò che avviene attraverso il Crowdfunding. Si tratta di una raccolta fondi alimentata dalla community con donazioni spontanee che ha lo scopo di finanziare i più svariati progetti. Sono tante le piattaforme di crowdfunding in circolazione: Eppela, BoomStarter, GoFundMe…Oggi voglio parlarti di una in particolare, tutta italiana: BeCrowdy.

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Cos’è?

BeCrowdy è una piattaforma di crowdfunding “reward-based”, cioè di raccolta fondi basata sulle ricompense offerte dai progettisti ai propri sostenitori. Nasce dall’intuizione di cinque giovani che nel 2013 hanno partecipato e vinto la prima edizione di ON/OFF, un concorso promosso dal Comune di Parma per incoraggiare le innovative idee imprenditoriali degli under 31.

I fondatori hanno voluto mettere al servizio esclusivamente dell’arte e della cultura le loro competenze nel settore creando questa piattaforma di raccolta fondi volta a finanziare artisti, musicisti, scrittori, attori e ballerini che hanno un progetto ma che non dispongono delle risorse economiche necessarie per realizzarli. Una forma di mecenatismo culturale 3.0, per intenderci.

Come funziona e costi

Artista/promoter

L’utilizzo della piattaforma è molto semplice. Se sei un artista o un promoter culturale ed hai un progetto in cerca di finanziatori, dovrai registrarti gratuitamente su BeCrowdy inserendo i tuoi dati personali, la tua e-mail e scegliendo Username e Password. A questo punto potrai proporre il tuo progetto esponendolo seguendo le linee guida che ti saranno fornite ed indicando l’importo di cui necessiti. Se il team della piattaforma riterrà la tua idea valida e realizzabile, avrà inizio la campagna vera e propria, che avrà una durata variabile a tua scelta tra i 30 e i 90 giorni. Dovrai fornire al team di BeCrowdy l’indirizzo email di un tuo conto PayPal attivo e un IBAN bancario su cui versare l’importo raccolto (attenzione:il denaro viene erogato soltanto nel caso in cui a fine campagna l’obiettivo sia stato raggiunto al 100% o superato, secondo la formula “all or nothing”).

Per invogliare la community ad investire nel tuo progetto dovrai offrire delle “ricompense” a tema. Ad esempio, se stai cercando finanziamenti per incidere un cd, a seconda del contributo che il sostenitore vorrà fornirti, potresti offrire un ringraziamento specifico sul tuo sito ufficiale, una copia autografata del cd oppure un biglietto per il tuo prossimo concerto, una maglietta promozionale ecc.

Al momento di stabilire il budget che desideri raccogliere dovrai tenere presenti oltre alle spese di realizzazione del progetto vere e proprie, anche quelle necessarie a finanziare le ricompense promesse e a coprire la commissione della piattaforma. Iscriversi ed aprire una campagna presso BeCrowdy è infatti gratuito e se non si raggiunge l’obiettivo non ottieni nulla e non devi nemmeno nulla, ma nel caso in cui la raccolta fondi copra per intero il budget stabilito, al momento della liquidazione dei fondi ottenuti la piattaforma tratterrà l’8% dell’importo +IVA e ti addebiterà anche i costi legati alle singole transazioni effettuate dai donatori.

Queste spese aggiuntive devi preventivarle nell’importo fissato come obiettivo della campagna, per evitare di trovarti impreparato dopo. L’importo preventivato ed effettivamente raccolto sarà erogato sul c/c da te indicato entro 30 giorni dalla chiusura della campagna.

logo becrowdy

Sostenitori

Il vero cuore pulsante di BeCrowdy è la community. Gli utenti, non necessariamente iscritti alla piattaforma, navigando sul sito si informeranno sulle varie campagne in atto leggendo le presentazioni dei progetti e i loro aggiornamenti. Se incuriositi e interessati, potranno decidere di diventarne sostenitori (acquistando fino a massimo tre ricompense) effettuando una donazione tramite carta di credito, prepagata o Paypal, il cui importo sarà visibile esclusivamente al progettista, per motivi di privacy.

Nel caso in cui non si disponga di un conto Paypal, quest’ultimo può essere aperto contestualmente alla donazione. L’importo minimo che si può finanziare è 2€, quello massimo 1000€. Le donazioni possono avvenire attraverso due circuiti differenti: PayPal e MangoPay. Nel primo caso si tratta in realtà di una promessa di pagamento, cioè il donatore si impegna a mantenere disponibile la somma offerta alla data di chiusura della campagna.

Se il progetto raggiungerà l’obiettivo indicato, solo allora la quota offerta sarà effettivamente prelevata dal conto PayPal ed erogata. Nel caso in cui, invece, si utilizzi il circuito MangoPay, la quota offerta viene immediatamente prelevata, ma, se alla fine della campagna non dovesse esser stata raggiunto l’obiettivo, ti sarà riaccreditato quanto donato. In ogni caso al sostenitore non si applica alcuna commissione.

Sito web

Il sito ha una grafica ed un’impaginazione chiare ed accattivanti di facilissima intuizione. La formica, operosa e risparmiatrice, è stata scelta come figura simbolo della cooperazione nel logo della piattaforma.

Nella homepage sono proposti in bella vista i progetti in evidenza, ma è possibile navigare nel sito per categoria, a seconda dei propri interessi (arti visive, editoria, eventi, musica e arti performative), oppure digitando nel campo “Cerca” il nome dell’artista di cui si è sentito parlare e che si intende finanziare, ad esempio Cisco, De Rev.

becrowdy home page

Cliccando su un progetto in particolare, si apre la pagina dedicata, dove troverai tutte le informazioni a riguardo, eventuali aggiornamenti, informazioni sul progettista e l’elenco dei sostenitori. Sempre ben in evidenza l’obiettivo da raggiungere, l’importo raccolto, i giorni rimanenti della campagna e il numero dei sostenitori per adesso coinvolti.

esempio raccolta fondi becrowdy

Sicurezza: ci si può fidare?

Nel momento in cui viene pubblicata una campagna di raccolta fondi per un dato progetto, BeCrowdy si obbliga a fornire al progettista i mezzi per la raccolta fondi, ma non assicura il risultato. Per questo è dovuta una commissione solo nel caso in cui il budget viene raggiunto al 100% e quindi erogato. Si tratta di un tipo di finanziamento moderno, che proviene dalla folla, che offre tanti vantaggi ma che può nascondere qualche insidia.

Ad esempio, il progettista potrebbe temere il furto della sua idea. Effettivamente il pericolo c’è, ma per realizzare un qualunque progetto è necessario condividerlo, soprattutto se si cercano dei finanziatori. Occorre rischiare. Alcuni rischi li corre anche il sostenitore. Potrebbe capitare che i fondi offerti vengano solo intascati dal progettista e non utilizzati per la realizzazione del progetto.

La piattaforma, infatti, termina il suo compito e si libera da ogni responsabilità erogando il budget raggiunto al 100% all’artista/promoter finanziato dalla community e non ha alcun controllo su ciò che accade dopo. La responsabilità di come viene utilizzato il denaro offerto è esclusivamente del progettista. I sostenitori sono però tutelati da PayPal nel caso in cui si dovesse entrare in contestazione con l’artista o il promoter.

Per ulteriori informazioni è a disposizione degli utenti il seguente contatto: info@becrowdy.com

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Prestito ristrutturazione prima casa – Agevolazioni e proposte 2019

Prestito ristrutturazione prima casa: come e perchè sceglierlo

Se è arrivato il momento di avviare i lavori di ristrutturazione della tua prima casa, ma non disponi della somma necessaria per affrontarne la spesa, dovrai necessariamente richiedere un finanziamento. Orientarti tra le numerose alternative non è affatto semplice. In questo articolo cercherò di fornirti delle linee guida che potranno aiutarti nella scelta della soluzione più adatta alle tue esigenze.

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Prestito o mutuo?

Se hai già cominciato ad informarti sulle possibili alternative, avrai notato che è possibile ottenere la liquidità necessaria a sostenere i lavori sia nella forma del credito al consumo (prestito personale, finalizzato o cessione del quinto), sia sotto forma di mutuo di ristrutturazione. Cerchiamo di far luce sulle differenze tra le due tipologie.

Prestito prima casa

E’ la tipologia di finanziamento più idonea da scegliere nel caso di richiesta di importi contenuti e nel caso di urgenza dei fondi. Infatti di norma un prestito personale ha una durata di massimo 120 mesi, quindi se la somma da finanziare è elevata, per forza di cose le rate mensili saranno di notevole importo, sicuramente più alte rispetto a quelle di un mutuo che spalma il rimborso del debito anche su 30/35 anni. Risulta quindi più facilmente sostenibile per importi fino ai 50.000€ circa. Inoltre un prestito personale è caratterizzato da tempi di istruttoria ed erogazione rapidi e ridotti, quindi risulta essere preferibile ad un mutuo, i cui tempi si estendono anche a 60 giorni, nel caso di bisogno di immediata disponibilità. Altro vantaggio di un prestito è rappresentato dal fatto che l’unico requisito necessario per ottenerlo è la dimostrazione di percepire un reddito in grado di sostenere il rimborso. Nella maggioranza dei casi non occorrono ulteriori garanzie. Molti istituti bancari, però, permettono di richiedere un prestito soltanto a chi è già titolare da alcuni mesi di un conto corrente presso di loro.

In caso di estinzione anticipata del debito alcune banche o finanziarie potrebbero prevedere il pagamento di un indennizzo.

Banche e finanziarie propongono decine di offerte diverse di credito al consumatore. Per effettuare una scelta consapevole ricordati di confrontare sempre il TAEG delle varie alternative, perchè è il valore che indica il costo effettivo del finanziamento in questione, comprensivo di gran parte delle spese accessorie, come imposta di bollo, istruttoria, incasso rate ecc.

Mutuo per la ristrutturazione prima casa

A favore del mutuo troviamo sicuramente la maggiore durata del finanziamento che permette di contenere l’ammontare delle rate anche in caso di elevato importo erogato, e i tassi di interesse decisamente più bassi rispetto a quelli tipicamente applicati ad un prestito. Le spese accessorie di un mutuo però, attenzione, sono più elevate e numerose rispetto a quelle di un prestito, perchè bisogna considerare in più le spese della perizia, del notaio e dell’assicurazione, che si ammortizzano rispetto ad un prestito solo se l’importo richiesto supera all’incirca i 50.000€, rendendolo più conveniente. Altro fattore da non sottovalutare è il fatto che per ottenere il mutuo è necessario non solo dimostrare di percepire un reddito costante ed adeguato alla rata, ma occorre anche la garanzia reale dell’ipoteca sull’immobile di proprietà.

Se si considerano eventuali detrazioni fiscali, il mutuo ti permetterà di detrarre il 19% degli interessi pagati annualmente su un importo massimo di 2.582,25€. Il prestito non prevede invece alcun tipo di detrazione.

Nel caso di estinzione anticipata del debito, sul mutuo per legge non è dovuto alcun indennizzo. Inoltre per richiedere un mutuo non è assolutamente obbligatorio essere titolari di un conto corrente presso la banca che lo eroga.

Detrazioni fiscali 2019

Può tornarti utile sapere che, qualunque sia la forma di finanziamento scelta per sovvenzionare i lavori di ristrutturazione della tua casa, potrai detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria avvenuti entro il 31/12/2019, fino ad un tetto massimo di 96.000€, seguendo le limitazioni e le modalità stabilite (i pagamenti devono avvenire tramite bonifico bancario o postale con segnalati i seguenti dati: causale Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986, tuo codice fiscale e codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento). Recupererai tali detrazioni nei 10 anni successivi, un tanto all’anno.

Banche e finanziarie 2019

Ecco brevemente alcuni esempi di prestiti per ristrutturazione anche per prima casa offerti da banche e finanziarie:

Prestito BancoPosta Ristrutturazione Casa

logo poste italiane

Se sei un correntista BancoPosta potrai accedere ad un prestito finalizzato alla ristrutturazione della tua casa presentando le documentazioni relative ai preventivi di spesa ed ai buoni d’ordine effettuali per l’acquisto dei materiali necessari. Potrai richiedere da 10.000€ a 60.000€, a tasso fisso, da restituire in 36/ 120 mesi con addebito in c/c. Potrai usufruire di questa tipologia di finanziamento anche se sei titolare di un Libretto Postale nominativo ordinario, ma l’importo massimo erogabile in tal caso scende a 30.000€ e il rimborso avverrà tramite bollettini postali a carico del cliente. Tali finanziamenti sono intermediati da BancoPosta ma erogati da Deutsche Bank o Findomestic senza costi aggiuntivi.

Esempio:

  • Importo: 15.000€
  • Durata: 78 mesi
  • Rata: 246,51€
  • TAN fisso: 7,90%

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito Poste Italiane

Approfondimento: Prestiti Poste Italiane.

Prestito UbiBanca Creditopplà Ristrutturazione Casa

logo ubi banca

Anche UBI Banca offre ai suoi correntisti la possibilità di richiedere un prestito finalizzato ai lavori di ristrutturazione del proprio appartamento previa presentazione della dovuta documentazione dei preventivi. Potrai richiedere da 3.000€ in su, fino ad una massimo non predefinito, in base alle tue esigenze, da restituire in 19/120 mesi con rate addebitate sul tuo c/c.

Esempio:

  • importo: 13.000€
  • durata: 120 mesi
  • rata: 176,38€
  • TAN fisso: 10,49%

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito Ubi Banca

Approfondimento: Prestiti Ubi Banca.

Unicredit CreditExpress Rinnova

logo unicredit

Se invece sei correntista Unicredit, potrai richiedere, in seguito alla presentazione dei preventivi e di un’autocertificazione in cui assicuri che i fondi ricevuti saranno utilizzati per effettuare i lavori, l’erogazione di un importo da 5.000€ a 100.000€ da restituire in 36/120 mesi. TAN fisso: 6,50%.

Esempio:

  • importo: 50.000€
  • durata: 96 mesi
  • rata: 669,31€
  • TAN fisso: 6,50%

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito UniCredit

Approfondimento: Prestiti UniCredit.

Prestito Findomestic Ristrutturazione casa

logo findomestic

Ovunque tu sia titolare di un c/c, potrai rivolgerti a Findomestic per richiedere dai 1.000€ ai 60.000€ da restituire in massimo 120 mesi. Flessibilità assicurata grazie alla possibilità di variare leggermente l’importo della rata ogni mese e di posticiparne periodicamente il pagamento in caso di difficoltà. Previste ulteriori agevolazioni del TAN fisso nel caso di lavori finalizzati al risparmio energetico o all’utilizzo di energia rinnovabile (prestito RataVerde).

Esempio:

  • Importo: 15.000€
  • Durata: 96 mesi
  • Rata: 199,00€
  • TAN fisso: 6,43%

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito Findomestic

Approfondimento: Prestiti Findomestic.

Prestito Mediolanum Riparti Italia

logo banca mediolanum

Nel caso tu sia un correntista Mediolanum ed abbia investito un patrimonio da 5.000€ in su presso la Banca, potrai richiedere, presentando i dovuti preventivi dei lavori, da 4.000€ a 100.000€ da restituire in 12/120 mesi.

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito Banca Mediolanum

Approfondimento: Prestiti Mediolanum.

Prestito diretto quinquennale o decennale INPDAP (ex INPS)

logo inpdap

Da non sottovalutare questa interessante alternativa se sei un dipendente pubblico o un ex dipendente pubblico in pensione. Si tratta di un prestito a tasso agevolato (TAN 3,50%) il cui importo massimo dipende dall’entità del tuo stipendio o pensione, e il cui rimborso avviene tramite trattenuta in busta paga/cedolino della pensione in 60 o 120 mesi, con rate il cui importo non può mai superare il quinto dello stipendio/pensione. Sono finanziamenti strettamente regolamentati sia per quanto riguarda i requisiti necessari per potervi accedere, sia per l’utilizzo dei fondi erogati. Tra le motivazioni valide per la richiesta è presente la manutenzione ordinaria (prestito quinquennale, max. 30.000€) e straordinaria (prestito decennale, max 100.000€) della casa di proprietà e di residenza.

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito INPS

L’elenco dei prodotti è puramente indicativo: quasi tutte le banche e finanziarie propongono prestiti finalizzati alla ristrutturazione di casa. Pertanto ti consigliamo di contattare anche la tua banca di fiducia magari di cui sei già correntista (come ad esempio BNL, MPS o Intesa Sanpaolo) per verificare se ci sono prodotti specifici.

Opinioni personali

Se la tua prima casa necessita di lavori di ristrutturazione, il momento è favorevole per avviarli in quanto lo Stato ha prorogato le detrazioni fiscali al 50% sino al 31 Dicembre del 2019. Se vuoi approfittare di tali agevolazioni fai sempre molta attenzione ai tassi dei finanziamenti che prenderai in considerazione e valuta attentamente se per le tue esigenze è più conveniente affidarti ad un prestito o ad un mutuo.

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MotusQuo opinioni – Prestiti e investimenti online

MotusQuo – Cos’è e come funziona?

Se possiedi un capitale che desideri investire oppure se hai necessità di richiedere un prestito per esigenze personali o per finanziare un progetto che ti sta particolarmente a cuore, tradizionalmente ci si rivolge agli istituti bancari, fisici o online, o alle finanziarie sparse sul territorio nazionale.

Ma forse non sai che da circa un decennio in Italia è possibile soddisfare tali esigenze anche in un altro modo, ricorrendo al cosiddetto “Social lending” (prestito sociale) noto anche come “Peer to peer lending” (individui che prestano ad altri individui), investendo o ricevendo in prestito denaro senza l’intermediazione di banche ed istituti di credito, ma affidandosi a piattaforme dedicate che mettono direttamente in contatto investitori e richiedenti. Ed è proprio di una di queste piattaforme di social lending che voglio parlarti oggi: MotusQuo.

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Cos’è MotusQuo

MotusQuo è una start up italiana ed innovativa fondata nel 2014 dal dott. Giorgio Martelli, che si è lanciato in quest’avventura dopo essere stato per oltre 7 anni direttore esecutivo di UBS, quindi dopo aver acquisito una notevole esperienza nel settore bancario.

Tramite la creazione e gestione di una piattaforma essenziale ed intuitiva, MotusQuo fornisce ai privati la possibilità di incrociare le proprie esigenze di investire o essere finanziati risparmiando tempo e denaro, eliminando completamente l’intermediazione di istituti bancari o di credito. Entrare a far parte della community di MotusQuo è semplice: in pochi click potrai iniziare ad investire la somma che deciderai di caricare sul tuo conto MotusQuo, oppure potrai immediatamente formulare la richiesta di un prestito.

Partners

MotusQuo, dunque, nasce con l’intenzione di eliminare gli intermediari tra il finanziatore e il finanziato al fine di abbattere costi e tempistiche, ma per la società in questione ciò non deve andare a scapito della sicurezza e trasparenza delle operazioni, obiettivi chiave spesso ribaditi dal CEO.

Per questo MotusQuo si appoggia a partner affidabili come:

  • Lemon way, un istituto di pagamento, supervisionato dal solido Gruppo bancario BNL-BNP Paribas, che rispetta le regolamentazioni europee per tutelare da frodi, riciclaggio e terrorismo tutte le transazioni che avvengono al suo interno;
  • la Centrale dei Rischi, che fa capo alla Banca d’Italia, e il CRIF che raccolgono tutte le informazioni relative a finanziamenti concessi a persone fisiche, aziende e società, in modo tale da permettere alla piattaforma MotusQuo di stabilire che tipo di pagatore sia e quindi a che classe di rischio appartenga (dalla A alla F, la più rischiosa) chiunque stia richiedendo un prestito. Sono comunque inseriti nella piattaforma solo i richiedenti ritenuti idonei a ricevere un prestito.

Costi e servizi

Il punto di forza del social lending, ed in particolare di MotusQuo è rappresentato dall’abbattimento dei costi. Infatti l’iscrizione alla piattaforma e l’usufrutto dei servizi di pagamento Lemon way sono completamente gratuiti.

Investitori

Se sei un investitore potrai caricare sul tuo conto MotusQuo da un minimo di 500€ ad un massimo di 50.000€ che potrai investire a tuo piacimento tra le richieste di finanziamento presenti in piattaforma già nel giro di 72 ore e con tassi di rendimento variabili e vantaggiosi.

MotusQuo tratterrà sui capitali investiti una commissione pari all’1,5%. Non sono previste commissioni sugli interessi, sui quali però sarà applicata una ritenuta fiscale pari al 26%, a titolo di sostituto d’imposta.

schema funzionamento investimento motusquo

Potrai scegliere tra due modalità d’investimento, a seconda della tua esperienza nel settore:

  • automatico: in base al rapporto rendimento/rischio che intendi sostenere potrai scegliere di investire seguendo uno dei tre piani proposti: prudente, moderato o intraprendente; ovviamente, come in qualsiasi investimento, più alto è il rendimento, più sale il rischio.
  • manuale: potrai comporre a tuo piacimento il piano che preferisci attivando manualmente le offerte che più soddisfano le tue esigenze e i tuoi obiettivi.

esempio di rendimenti investimenti motusquo

Quindi sarai sempre tu a scegliere di volta in volta i margini di rischio da sostenere e i tassi d’interesse che vuoi ottenere, in tali scelte la piattaforma non interferisce in alcun modo. Inoltre per ogni richiesta di prestito che visionerai ti saranno fornite tutte le informazioni necessarie per effettuare le dovute valutazioni (scopo, importo totale, età, occupazione e classe di rischio del richiedente, identificato per motivi di privacy da un nickname).

Potrai anche visionare le offerte proposte da altri investitori per quel medesimo prestito ed eventualmente modificare la tua per renderla più concorrenziale. Inizierai a ricevere i rimborsi sul tuo conto MotusQuo già dal mese successivo e potrai scegliere di volta in volta se ritirarli o eventualmente rinvestirli.

Attraverso l’app MotusQuo, disponibile sia per Android che per iOS, potrai monitorare l’andamento dei tuoi investimenti anche grazie ai grafici.

esempio schermata app motusquo

E’ importante sottolineare il fatto che non presterai denaro ad una persona in particolare, ma investirai un capitale che verrà ripartito dalla piattaforma in svariati progetti in modo tale che, in caso di insolvenze, il problema riguarderebbe solo una parte e non la totalità dell’importo investito. Diversificherai quindi i tuoi investimenti sia nei tempi di rientro che negli interessi percepiti.

Inoltre, al momento dell’iscrizione, delegherai la società in questione a gestire le eventuali insolvenze in tua vece; MotusQuo incasserà al tuo posto la quota interessi maturata sul credito recuperato e addebiterà sul tuo conto fino ad un massimo del 50% delle spese sostenute per il recupero del credito. In caso di problematiche complesse potrai richiedere il rientro rapido del credito tramite la cessione del finanziamento in questione a società terze, pagando una commissione pari a max. il 3% del valore ceduto.

Finanziato

Se sei un maggiorenne con residenza italiana, hai massimo 65 anni e non sei protestato, potrai richiedere da 1.500€ a 30.000€ , scegliendo di rimborsare l’importo in un numero di rate a tua scelta partendo da 12 fino a 60 mesi. Quando la tua richiesta sarà approvata, l’importo stabilito sarà versato sul tuo conto in 5 giorni lavorativi e il rimborso comincerà dal mese successivo. MotusQuo applicherà una commissione pari al 3% dell’importo erogato, che il debitore dovrà versare con piccole quote inserite nelle rate mensili del rimborso. Non è previsto alcun costo aggiuntivo in quanto la burocrazia è azzerata e non ci sono spese di istruttoria o apertura pratica.

fasi richiesta prestito motusquo

Nel momento in cui inserirai nel sistema la tua richiesta di prestito, la piattaforma cercherà per te le migliori offerte disponibili in quel momento, col tasso di interesse più conveniente, sempre garantito al di sotto della soglia di usura. La tua richiesta sarà quindi plurifinanziata al fine di offrirti le migliori condizioni possibili. Nell’immagine seguente tratta direttamente dal foglio informativo è rappresentata la panoramica della provenienza dei fondi che hanno contribuito all’erogazione del prestito e le singole quote da restituire ai vari tassi applicati. E’ ben in evidenza anche la commissione che dovrà essere versata a MotusQuo.

esempio condizioni prestito motusquo

Come si vede, i tuoi dati sensibili e quelli degli investitori saranno tutelati, in quanto non apparirà mai il tuo nome e cognome, ma solo il tuo nickname.
Anche se non ci sono di mezzo le banche, ciò non vuol dire che si possa facilmente ovviare al rimborso del prestito. La puntualità dei rimborsi è importante, anche perchè sono previsti interessi di mora e spese per il recupero credito. Può inoltre essere utile sapere che è possibile richiedere un solo finanziamento per volta, quindi non è previsto il consolidamento.

Come effettuare l’iscrizione alla piattaforma

L’iscrizione si svolge completamente online, in pochi e semplici passaggi. Cliccando sul bottone Diventa un investitore o Chiedi un prestito inizierà la fase di registrazione durante la quale dovrai inserire il tuo nome, cognome, password, indirizzo email e numero di cellulare. La mail ti servirà per autenticare l’account mentre sul cellulare riceverai un SMS che ti servirà per confermare la procedura. I documenti che dovrai scansionare sono il tuo documento d’identità, una bolletta necessaria per verificare la tua effettiva residenza in Italia e un documento che attesti l’IBAN del tuo conto corrente. Dovrai poi continuare seguendo le procedure indicate, molto intuitive, per cominciare ad investire o per effettuare una richiesta di prestito.

Se avessi bisogno di assistenza, potrai richiederla via email a support@motusquo.it oppure, se ti sei già registrato, telefonicamente aprendo online un ticket: sarai contattato appena possibile

Opinioni

Il social lending timidamente negli anni si sta facendo strada per gli investimenti e le richieste di credito come canale alternativo ai tradizionali istituti bancari, fisici o online. Si tratta naturalmente di un metodo che può generare perplessità nei consumatori, proprio per la mancanza di un intermediario solido e rassicurante, ma che trae proprio da ciò i suoi vantaggi economici più rilevanti. Su diversi forum online ho riscontrato una certa diffidenza tra gli utenti che investono sul social lending, però non solo su MotusQuo, poichè, proprio come succede alle banche, anche incrociando tutti i possibili dati a disposizione, può capitare di imbattersi in un neo cattivo pagatore e vedersi quindi definire come inesigibili i propri crediti. Ma è un rischio che fa parte del gioco, bisogna metterlo in conto.

Data rilevazione: 14 Giugno 2019 – Fonte: sito MotusQuo

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Pensione di cittadinanza 2019 – Ecco quando può essere richiesta

Pensione di cittadinanza – Cos’è e come presentare la domanda online

Avrai sicuramente sentito parlare del Reddito di Cittadinanza, una forma di politica attiva atta ad integrare il reddito di quelle famiglie in comprovate difficoltà economiche a causa della mancanza di un lavoro. Forse, però, non sai che esiste anche la Pensione di Cittadinanza. Se hai più di 67 anni, continua a leggere questo articolo, perchè cercherò di chiarirti tutti gli aspetti principali di tale provvedimento.

Indice articolo

Cos’è?

La Pensione di Cittadinanza, così come il Reddito di Cittadinanza, nasce con l’intento di fornire un’integrazione economica esentasse e non pignorabile a quei nuclei familiari in difficoltà, portando ad un minimo di 780€ la pensione di un single. Tale soglia si innalza nel caso in cui il nucleo familiare sia composto da più elementi rispondenti a determinati requisiti. Prima dell’introduzione della Pensione di Cittadinanza, il massimo a cui potevano aspirare i pensionati sotto la soglia di povertà era di circa 662€ mensili, comprensivi di integrazione al trattamento minimo, maggiorazione sociale e incremento al milione.

Con la Pensione di Cittadinanza si accede a poco più di 100€ aggiuntivi, non tantissimo, ma che possono comunque fare la differenza. Inoltre ne possono beneficiare anche coloro il cui trattamento dipende dal sistema contributivo (pensionati a cui non spetta l’integrazione al minimo), e in più tale sussidio economico è compatibile con eventuali altre prestazioni di previdenza o assistenza, sempre entro la soglia dei 780€ mensili per un unico componente.

Requisiti

Per avere diritto a tale sussidio è necessario rientrare in una serie di requisiti, sia di cittadinanza che economici.

Innanzitutto occorre essere cittadini italiani o della Comunità Europea oppure stranieri o parenti di stranieri che abbiano un permesso di soggiorno UE a lungo termine. Occorre inoltre risiedere in Italia almeno da 10 anni, di cui gli ultimi due continuativamente. Per la Pensione di Cittadinanza tutti i membri del nucleo familiare devono avere un’età maggiore di 67 anni, a meno che eventuali conviventi più giovani non siano gravemente disabili o non autosufficienti.

E’ necessario rientrare anche in una serie di requisiti economici, come:

  • avere un ISEE inferiore ai 9.360€ annui;
  • il proprio patrimonio immobiliare non deve superare i 30.000€, sia in Italia che all’estero (esclusa la prima casa);
  • il patrimonio mobiliare deve essere inferiore ai 6.000€, soglia che si alza nel caso di minori o familiari disabili a carico;
  • il reddito familiare non deve superare quello che si ottiene moltiplicando i massimo 6.000€ annui per il coefficiente di equivalenza, che varia da 1 a 2,2 in base al numero di componenti del nucleo familiare e alla loro età o eventuale disabilità. La soglia massima che si ottiene con tale calcolo si eleva ulteriormente nel caso in cui si stia pagando un affitto o un mutuo. Nella tabella seguente riporto le soglie massime che permettono di richiedere la pensione di cittadinanza, senza contare l’eventuale fitto o mutuo sostenuti.
Nucleo familiare Scala di equivalenza Soglia massima del reddito familiare
1 adulto 1 6.000,00 €
1 adulto +1 minore 1,2 7.200,00 €
2 adulti 1,4 8.400,00 €
2 adulti +1 minore 1,6 9.600,00 €
2 adulti +2 minori 1,8 10.800,00 €
2 adulti +3 minori 2 12.000,00 €
3 adulti + 2 minori 2,1 12.600,00 €
4 adulti 2,1 12.600,00 €
4 adulti + una persona disabile o non autosufficiente 2,2 13.200€
  • non bisogna possedere un’auto immatricolata nei sei mesi precedenti o di cilindrata superiore ai 1600cc;
  • non bisogna possedere una moto immatricolata nei precedenti due anni o con cilindrata superiore ai 250cc;
  • non si devono possedere imbarcazioni da diporto o navi.

Simulatore

Prossimamente sul portale INPS sarà inserito un simulatore per aiutare coloro che intendono presentare domanda a valutare in base ai propri DSU e ISEE se effettivamente rientrano nei requisiti richiesti e a quanto ammonterebbe l’integrazione a cui si ha diritto.

Il simulatore potrà essere utilizzato in due modi, sia autenticandosi sul sito INPS attraverso SPID, PIN o carta nazionale dei servizi, utilizzando così documentazioni certe ed ottenendo risultati attendibili, sia senza autenticarsi utilizzando autocertificazioni che potrebbero però non essere corrette e quindi dare risultati non corrispondenti a quelli effettivi.

Come presentare la domanda

Nel caso in cui rientrassi nei requisiti di cittadinanza ed economici che ti ho appena elencato, dovrai consegnare al CAF il modulo DSU compilato in tutte le sue parti per richiedere la certificazione ISEE 2019, fondamentale per attestare il tuo reddito quando si aspira ad accedere ad agevolazioni.

Completato il recupero di tutta la documentazione necessaria, dovrai scaricare sul sito web www.redditodicittadinanza.gov.it il modello SR 180, compilarlo attentamente e consegnarlo attraverso uno di questi canali:

  • presso un CAF;
  • presso un Ufficio Postale dopo il quinto giorno del mese;
  • on line sul sito www.redditodicittadinanza.gov.it , dopo aver attivato le credenziali SPID di secondo livello da richiedere presso uno degli enti indicati sul sito www.spid.gov.it .

Se necessario, bisognerà allegare alla domanda anche i due moduli integrativi SR181 e SR182 relativi ad eventuali attività lavorative il cui reddito non confluisce nell’ISEE.

Modalità e tempi di erogazione

Se la domanda sarà accolta, comincerai a percepire il beneficio dal mese successivo. Il contributo economico non ti verrà erogato direttamente in pensione, ma attraverso una carta prepagata elettronica fornita dalle Poste Italiane, che potrai ritirare presso l’Ufficio Postale indicato dopo il quinto giorno del mese. In seguito ad un emendamento del decreto, la Pensione di Cittadinanza potrà essere ritirata dal beneficiario anche in contanti presso il medesimo Ufficio Postale.

A differenza del Reddito di Cittadinanza, che prevede 18 mesi di erogazione e la possibilità, se sussistono i requisiti, di richiederlo nuovamente dopo un mese di pausa, tale pausa non è necessaria per la Pensione di Cittadinanza.

Obblighi per il beneficiario

Il diritto alla Pensione di Cittadinanza non prevede alcun obbligo da parte del pensionato se non il protrarsi nel tempo della rispondenza ai requisiti necessari. Infatti, poichè tale provvedimento economico è rivolto ai cittadini con più di 67 anni, quindi in età pensionabile, non c’è l’obbligo di stipulare il Patto per il lavoro o il Patto per l’inclusione sociale che invece sussiste per chi percepisce il Reddito di Cittadinanza.

Volendo, il pensionato in questione può anche svolgere regolare attività lavorativa, ma il reddito prodotto in totale non deve superare i requisiti sopra indicati per poter continuare ad avere diritto del beneficio.

Com’è spendibile la Pensione di Cittadinanza

Se sceglierai di percepire la Pensione di Cittadinanza tramite prepagata, potrai utilizzarla per acquistare beni e servizi di base, come farmaci, bollette e alimentari. Ti sarà permesso prelevare da 100€ a 220€ in contanti al mese in base al numero dei componenti del tuo nucleo familiare e della loro situazione di salute. Inoltre potrai pagare tramite bonifico l’affitto del tuo appartamento o la rata del mutuo. Non è consentito l’utilizzo della carta per il gioco d’azzardo. La somma percepita mensilmente sulla carta va utilizzata entro i trenta giorni successivi. Se a fine mese dovesse rimanere del credito sulla carta, verrà sottratta tale rimanenza dalla successiva erogazione fino ad un massimo del 20%, escluso eventuali arretrati.

Conclusioni

Con il Reddito e la Pensione di Cittadinanza lo Stato si impegna attivamente a contrastare la povertà di quei nuclei familiari in difficoltà, come ad esempio tanti pensionati italiani che non riescono ad arrivare a fine mese. Dal 6 Marzo 2019, data in cui è iniziata la possibilità di effettuare richiesta per tale sussidio, le domande presentate sono state di gran lunga sopra il milione con un’elevata percentuale di esito positivo, circa il 75%.

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Quota 100 INPS – Conviene andare in pensione in anticipo?

Quota 100 per pensionati INPS – Cos’è e come funziona

Nella Legge di Bilancio 2019 è presente una misura nota come Quota100 che interessa un gran numero di lavoratori pubblici e privati perchè fornisce loro una possibilità in più per andare in pensione prima dei 67 anni anagrafici necessari per conseguire la pensione di anzianità della legge Fornero.

Si tratta di una norma operativa in via sperimentale per il triennio 2019-2021 ed è stata nominata Quota 100 in quanto si rivolge a quei lavoratori che in questo triennio raggiungeranno la quota di 100 come somma tra l’età anagrafica e gli anni di contributi versati, per la precisione minimo 62 anni di età e almeno 38 di contributi . E’ quindi una legge che permette a chi possiede i requisiti necessari di poter andare in pensione con anche 5 anni di anticipo, senza che ciò influisca sull’importo del proprio assegno previdenziale se non nella misura dei contributi in meno versati uscendo dal mondo lavorativo leggermente prima del dovuto.

La pensione percepita continuerà ad essere calcolata secondo il sistema retributivo o misto come se si trattasse di una normale pensione di anzianità e varranno tutte le tipologie di contributi, anche quelli accreditati.

Ma andiamo con ordine…

Indice articolo

A chi si rivolge

Possono fare richiesta di pensione usufruendo di Quota 100 i lavoratori iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) e alle forme sostitutive dell’Ago gestite dall’INPS. Rientrano anche i lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Si rivolge quindi a dipendenti pubblici e privati ed a lavoratori autonomi come artigiani, commercianti e agricoltori. Non possono partecipare i dipendenti delle Forze Armate, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

La decorrenza, cioè le cosiddette “finestre trimestrali” che si aprono per uscire dal lavoro per coloro che hanno maturato i requisiti necessari, variano a seconda se si sia dipendente pubblico, privato o autonomo. In generale si parte dal 1° Aprile 2019 per i dipendenti privati e i lavoratori autonomi che hanno maturato i requisiti entro il 31/12/2018 , passando poi per il 1° Agosto per i dipendenti pubblici, il 1° settembre per i dipendenti della scuola, fino ad arrivare al 1° Novembre per il personale dell’AFAM. I dipendenti statali e della scuola devono comunicare almeno 6 mesi prima l’intenzione di andare in pensione anticipatamente all’amministrazione di appartenenza

Requisiti

La pensione Quota 100 può essere richiesta dai lavoratori che rientrano nelle tipologie sopra descritte che abbiano maturato minimo 62 anni di età e minimo 38 anni di contributi nel triennio in questione, che va dal 1°Gennaio 2019 al 31 Dicembre 2021. E come ho accennato prima, ai fini del conteggio valgono tutte le tipologie di contributi versati, anche cumulandoli. Il neo pensionato ha però l’obbligo di non percepire redditi derivanti da attività lavorative occasionali superiori ai totali 5.000€ lordi l’anno sino al raggiungimento dell’età di 67 anni, età a cui avrebbe dovuto andare in pensione se non avesse usufruito dell’opportunità fornita da Quota 100. Se si dovesse infrangere tale obbligo, per quell’anno in cui il reddito ha superato la soglia dei 5.000€ verrà sospesa l’erogazione della pensione.

spiegazione giornali quota 100 inps

Come presentare la domanda

La domanda va presentata online presso la sezione dedicata Quota 100 del sito Inps oppure tramite call center al numero gratuito 803.164 se si chiama da rete fissa, al numero 06.164.164 se si chiama da rete mobile. E’ possibile presentare la domanda anche tramite enti di patronato.

Approfondimento: Prestiti banche online.

Vantaggi e svantaggi di Quota 100

Tirando le somme, Quota 100 offre sicuramente dei vantaggi ai lavoratori in possesso dei requisiti necessari per fare domanda. Innanzitutto la possibilità di andare in pensione in anticipo, fino ad un massimo di 5 anni, che, considerata l’età avanzata di 67 anni richiesta attualmente per la pensione Fornero, costituisce già di per sè un elemento a favore. Inoltre, come abbiamo visto, sono valide tutte le tipologie di contributi versati negli anni e possono anche essere cumulati tra loro, anche se non sovrapposti.

Naturalmente c’è l’altra faccia della medaglia: andando anticipatamente in pensione si versano meno anni di contributi e ciò determina inevitabilmente una riduzione dell’assegno previdenziale che si percepirà, che può arrivare anche al 25% in meno, come si evince dalla seguente tabella tratta da Il Sole24Ore.

come si calcola assegno quota 100 inps

In più, se si desiderasse continuare a svolgere attività lavorativa, fino ai 67 anni c’è l’obbligo di non percepire da esse un reddito lordo annuo superiore ai 5.000€. Gli irriducibili del lavoro dovranno quindi pazientare un pò.

Bisogna inoltre evidenziare che soddisfare i requisiti contributivi richiesti da Quota 100 risulta molto più difficile per le donne, che per tanti motivi si trovano molto spesso ad avere carriere lavorative discontinue e anzianità di contributi minore.

Approfondimento: Cessione del quinto della pensione.

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Tassi cessione quinto – Consigli per scegliere al meglio

Tassi cessione quinto – Consigli per ottenere una rata bassa

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione, ha un funzionamento tipico che lo rende un finanziamento unico, pur trattandosi sempre di un prestito appartenente alla categoria dei “prestiti personali”. Questa unicità si riflette anche sulla determinazione dei tassi di interesse, che avvengono con modalità differenti a seconda che si tratti di una cessione del quinto Inps, Inpdap oppure proposta da una banca o una finanziaria senza convenzioni attive con gli enti pubblici.

Analizziamo insieme le differenti situazioni ricordando come indipendentemente dalla tipologia sarà sempre applicato un tasso fisso immutato per tutto il piano d’ammortamento.

Quali sono le differenze

Iniziamo subito affermando come i tassi della cessione del quinto non sempre siano determinati in modo del tutto autonomo dal soggetto che svolge la funziona di “finanziatore”. Questo limite può essere legato a molteplici aspetti e condizioni, che possiamo suddividere ancora una volta in funzione dell’istituto erogante e dalla tipologia del finanziamento. Vediamo alcuni esempi a riguardo (Data: 3 maggio 2019):
Cessione del quinto Inps

Parliamo in questo caso delle proposte di cessione del quinto della pensione che alcune banche e finanziarie offrono ai pensionati Inps in base ad apposita convenzione con l’ente pensionistico. Proprio in base a questi accordi gli istituti di credito si impegnano a mantenere dei livelli di tasso al di sotto della soglia che con cadenza trimestrale viene indicata con propria circolare dall’Inps stessa.

I tassi sulle cessioni del quinto Inps rivolte ai pensionati, sono determinati considerando l’andamento dei tassi di mercato o meglio in base al loro valore medio. Ribadiamo come il tasso soglia indicherà il valore oltre il quale le società firmatarie non potranno andare mentre è sempre possibile proporre tassi migliorativi rispetto a questo valore massimo. Da sottolineare come questa tipologia di finanziamento presenti anche delle agevolazioni inerenti alle procedure, notevolmente più snelle rispetto alle cessioni ‘classiche’.

Prestito pluriennale diretto Inpdap

Si tratta di un finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione, per il quale si applica un tasso fisso che può essere modificato solo con apposito regolamento. Questo deve essere emanato ed approvato dallo stesso ente (quello attuale risale al 2011 e la decisione ora spetta all’Inps ex Inpdap). Proprio in base a questo regolamento il tasso è ancora pari al 3,5%.

Ma attenzione i prestiti pluriennali erogati direttamente dall’ente pensionistico nazionale hanno una serie di vincoli, essendo richiedibili solo entro specifiche somme e per determinate motivazioni che devono essere dimostrabili, con erogazione fino a quando il plafond stanziato periodicamente non si esaurisce.

Prestito pluriennale indiretto Inpdap

Alla pari della cessione Inps i livelli di tassi devono rimanere al di sotto della soglia stabilita con apposite convenzioni con l’ex Inpdap. Anche in questo caso entro tale massimale ogni banca può poi definire in modo autonomo il tasso applicato eventualmente più basso rispetto ad un altro istituto di credito.

Approfondimento: Guida ai prestiti pluriennali INPS.

Cessioni senza vincoli o specifiche convenzioni

La cessione del quinto senza convenzioni rivolta a dipendenti pubblici, privati e pensionati riprende il criterio del “rischio” tipico dei finanziamenti in generale. Proprio per questo viene applicato un tasso più basso per le categorie con minor rischio rappresentate logicamente dai dipendenti pubblici che godono generalmente anche di importi massimi concessi maggiori.

Una scelta che potrebbe sembrare poco sensata dal momento che nella cessione del quinto il discorso del rischio appare marginale. E’ infatti il datore di lavoro che assolve il compito di pagare le rate ‘a monte’. Detto questo un’amministrazione pubblica non può andare incontro al rischio di fallimento o altre procedure concorsuali come potrebbe accadere per un’azienda privata.

Proprio per questa ragione il tasso applicato al dipendente privato tende ad essere più elevato seguito da quello destinato ai pensionati per i quali pesa soprattutto il fattore dell’età e le più frequenti problematiche di salute. Un dipendente privato può ottenere tassi più contenuti se può sfruttare delle convenzioni che una banca o una finanziaria hanno personalmente stipulato con l’azienda stessa, ma si tratta di una possibilità riservata di norma solo alle società di maggiori dimensioni. Delle differenze si possono avere anche a seconda del tipo di società o azienda per la quale lavorano i dipendenti (non a caso alcuni tipi di attività o aziende non sono mai considerate valutabili per una cessione del quinto).

Online si ottiene un tasso più basso?

Siamo abituati alle differenze non trascurabili tra i costi o prezzi da pagare per prodotti o servizi online rispetto ai canali tradizionali. Quando si tratta però dei tassi sulle cessioni del quinto il discorso diventa più complicato. Infatti anche quando ci si rivolge a una banca o una finanziaria che opera prevalentemente online, ci ritroviamo di fronte a trattamenti non sempre omogenei.

E’ per questo indispensabile farsi fare un preventivo da parte di più istituti di credito. Questo viene rilasciato solo dopo aver comunicato tutte le informazioni principali personali e dell’azienda, ente pensionistico o amministrazione. Infatti i tassi vengono determinati anche in base alla solidità e livello di rischio dell’azienda o ente per il quale si lavora.

Una volta in possesso dei vari preventivi e necessario confrontarli e valutare la soluzione più in linea con le proprie necessità anche in base ad alcuni aspetti non totalmente inerenti al tasso applicato, come ad esempio il premio dell’assicurazione obbligatoria (del quale in alcuni casi si farà carico la banca o la finanziaria anziché farlo pagare al finanziato, ecc).

Per confrontare più tassi cessione del quinto con una sola richiesta è invece possibile riferirsi ai comparatori. Attualmente la proposta è abbastanza ampia e va dai portali generalisti fino ai siti di confronto specializzati in questa tipologia di finanziamento come Il Comparatore.

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Cessione quinto online dipendenti e pensionati – Come fare?

Cessione quinto online: quali alternative?

I finanziamenti online si sono diffusi di pari passo con il successo dei servizi digitali sia bancari che non. In alcuni casi, come quello della cessione del quinto online, il discorso diventa un po’ più complicato, proprio per la natura e le caratteristiche di questa tipologia di finanziamento, che pur rientrando nella categoria dei “prestiti personali” ha delle peculiarità che la rendono unica nel suo genere.

On line è possibile oppure no?

Per poter capire le possibilità e gli eventuali limiti di accessibilità alla cessione del quinto online, bisogna per prima cosa considerare il principale requisito obbligatorio per legge per questa forma di finanziamento: per richiedere una cessione del quinto bisogna infatti essere dipendenti oppure pensionati. Di conseguenza troviamo subito una prima importante limitazione, ovvero la preclusione di accesso per i dipendenti. Questo aspetto porta a un altro limite, che è quello procedurale, poiché per il suo funzionamento la cessione del quinto prevede il coinvolgimento anche del datore di lavoro o dell’ente amministrativo od ancora dell’ente pensionistico.

Un aspetto fondamentale già quando si fa la richiesta di un preventivo ad un determinato istituto di credito. Questo per valutare correttamente la richiesta e non fornire valutazioni sommarie su dati approssimativi deve infatti avere anche i dati del datore di lavoro (o dell’ente pensionistico).

Ciò porta ad un’ulteriore conseguenza sulla tempistica. Il preventivo della cessione del quinto non viene infatti fornito immediatamente bensì dopo qualche giorno (solo in alcuni casi si parla di alcune ore). Non solo, nella maggioranza dei casi si deve comunque passare per il contatto da parte di un consulente. Questo può essere anche un dipendente specializzato della banca o della finanziaria e non necessariamente un mediatore creditizio o un agente.

Come richiedere il preventivo?

Fatte queste premesse dobbiamo anche evidenziare come le modalità di richiesta di preventivo possano essere diverse tra i vari istituti di credito. Questo anche se l’obiettivo è lo stesso, ovvero quello di richiedere una cessione del quinto online. Per apprezzare queste differenze vediamo ad esempio le modalità usate da note banche e/o finanziarie che propongono questa possibilità. In particolare ci concentreremo su Findomestic, Agos, Directafin.

Come fare con Findomestic

Se si vuole avere un preventivo da parte di Findomestic, per prima cosa bisogna accertarsi di avere i requisiti minimi necessari, soprattutto se si è dipendenti del settore privato. In tal caso è infatti necessario lavorare per un’azienda con almeno 16 dipendenti e ragione sociale o struttura aziendale di una:

  • S.p.A.
  • S.r.l.
  • S.c.a.r.l.
  • Enti, Fondazioni, Onlus
  • Cooperative (in questo solo caso il numero minimo sale a 200 dipendenti).

I limiti per dipendenti pubblici o pensionati sono invece a livello anagrafico. Comunque in tutti i casi si deve cliccare sul sito web ufficiale su “Fai la richiesta”. A questo punto si dovrà seguire la procedura inserendo in modo esatto i dati personali (bisogna essere molto precisi anche per quelli di contatto), poi quelli sui documenti personali ed infine quelli lavorativi.

Come già accennato in più punti si dovranno inserire i dati esatti anche sulla propria azienda. Proprio per questo quando si compilano i vari spazi è bene avere sotto mano la busta paga o il cedolino della pensione, da cui estrapolare anche i dati esatti anche sugli importi percepiti, ecc.

Una volta che si è completata la fase di compilazione si accede ad una schermata per controllare che i dati inseriti siano corretti, quindi si dà la conferma e si fa l’invio della richiesta. Si deve attendere il ricontatto per poter visionare il preventivo. E’ possibile anche riferirsi a una filiale, ma in questo modo si perde il senso della ricerca della cessione del quinto online.

Come fare con Agos

La richiesta della cessione del quinto online con Agos segue una modalità simile a quella prevista per gli altri tipi di finanziamento. Di contro anche in questo caso si devono compilare tutti i dati richiesti, compresi quelli del datore di lavoro o ente pensionistico, con grande attenzione. Rispetto ad altri sistemi online qui abbiamo fin da subito indicate le tappe e quindi le schermate che dobbiamo compilare e/o controllare per arrivare alla richiesta formale del preventivo che, ribadiamo ancora una volta, non arriverà immediatamente dopo il completamento della procedura.

N.B. Sia con Findomestic che con Agos in questa prima fase si sta chiedendo un preventivo ufficiale, ma non si sta facendo una richiesta di cessione del quinto. Una volta ricevuto il preventivo si dovrà/potrà decidere se procedere, e solo in questo caso, si dovranno seguire le indicazioni che la stessa società comunica al richiedente.

Come fare con Directafin

In base a quanto evidenziato sul sito ufficiale questa finanziaria propone la possibilità di richiedere un preventivo online immediato. La schermata da compilare richiede di contro dei dati più generali rispetto agli esempi precedenti (come nome e cognome, professione, importo da richiedere, ecc);

Infatti completando questo breve form e cliccando su Richiedi il Preventivo si mandano in realtà i dati di contatto alla società e poi si dovrà attendere il ricontatto da parte di un consulente.

E’ possibile con i comparatori?

In senso assoluto il pregio dei comparatori è quello di aiutare a trovare più soluzioni simili, con una sola ricerca. Anche nel caso della cessione del quinto online ci sono comparatori che offrono questa possibilità anche se in alcuni casi si seguirà un funzionamento più simile ad un marketplace. Inserendo infatti i propri dati personali e lavorativi si verrà ricontattati dai vari istituti di credito aderenti al portale scelto, potendo comunque ottenere con una sola richiesta più proposte mirate.

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Pc a rate anche a tasso zero – 3 alternative

Pc a rate – Finanziamento, Pagodil o credito revolving?

E’ possibile dilazionare i pagamenti oppure richiedere dei finanziamenti anche per acquistare un pc a rate. Tuttavia ogni scelta porta con sé degli aspetti negativi e degli aspetti positivi, che riguardano sia la “facilità” di accesso che il discorso della “convenienza”. Analizziamo insieme questi aspetti.

Con chi acquistare?

La prima domanda da porsi è: “A chi rivolgersi” per comprare un pc a rate? Infatti non tutti i venditori permettono di poter scegliere allo stesso tempo tra le diverse alternative che vedremo in seguito. In generale è possibile pagare un computer in maniera dilazionata presso:

  • le grandi catene di negozi che vendono prodotti tecnologici;
  • venditori specializzati hi-tech convenzionati con finanziarie o con forme di dilazione dei pagamenti;
  • provider tipo Tim, Vodafone, Wind.

Questi ultimi possono offrire la possibilità di acquisto a rate sia nel caso di tablet che pc veri e propri anche con addebito della rata in bolletta o sulla carta di credito.

Come vedremo al termine dell’articolo l’unica alternativa sempre accessibile è rappresentata dall’uso di una carta revolving o da forme di credito revolving che sono state ottenute autonomamente da chi deve fare l’acquisto. Negli altri casi si è vincolati a fare l’acquisto presso un punto vendita specifico piuttosto che presso un altro in base al servizio di finanziamento offerto.

Finanziamenti specifici o generici

Quando ci si rivolge alle grandi catene dei negozi (come ad esempio Mediaworld, Unieuro, Trony, ecc) oppure a quelle di e-commerce (un esempio lo abbiamo con Eprice, Monclick, ecc) ed in generale ai venditori specializzati hi-tech la soluzione più comune per l’acquisto di un pc a rate è rappresentata dai prestiti “finalizzati”. Questi possono essere suddivisi in 2 macrocategorie e cioè:

  • finanziamenti standard, con tassi (tan e taeg predeterminati) e durate differenti in funzione degli importi da rateizzare. Per questi finanziamenti bisogna avere un reddito dimostrabile e esibire la relativa certificazione (ad esempio busta paga, modello Unico, cedolino della pensione, ecc);
  • finanziamenti a tasso zero: i requisiti e le modalità di accesso rimangono gli stessi ma si usufruisce di un Tan pari a 0. Si tratta di finanziamenti proposti per intervalli di tempo limitati e spesso presentano durate ‘meno elastiche’ (ad esempio 10 rate, 20 rate, ecc). In molti casi anche i prodotti che possono essere rateizzati a tasso agevolato devono essere specificati nei vari regolamenti oppure devono presentare un prezzo di acquisto compreso tra determinati importi.

Di norma quando una catena di negozi offre l’acquisto tramite finanziamento finalizzato, le condizioni sono comuni a tutti i punti vendita che appartengono allo stesso franchising, e l’applicazione avviene anche sui prodotti venduti online. La condizioni proposte dipendono dalla finanziaria o dalla banca ‘convenzionata’ con Agos e Findomestic che rappresentano le alternative più frequenti.

Dilazione di pagamento

L’alternativa principale ad un classico finanziamento finalizzato è rappresentata da Pagodil che però necessita un convenzione in corso tra il venditore presso cui si acquista il personal computer e Cofidis che offre questo servizio di dilazione. Detto questo Pagodil presenta alcuni innegabili vantaggi come la possibilità di comprare il pc a rate senza l’applicazione di spese e interessi e soprattutto senza dover esibire una documentazione attestante il reddito.

Al momento di pagare basterà presentare il proprio bancomat o un assegno al venditore convenzionato (oltre al numero di telefono cellulare, Codice Fiscale ed un documento di identitá valido) ed attendere il responso che arriva nell’arco di alcuni minuti. Se non si ha il via libera si potrà decidere se acquistare con un’altra modalità anche a rate visto che un eventuale rifiuto non viene segnalato in banca dati.

Come detto questa interessante alternativa può essere usata solo nei negozi che hanno l’accordo su Pagodil con Cofidis con possibili limitazioni anche all’interno di una stessa catena (ad esempio Unieuro di Roma potrebbe avere questa possibilità mentre quello di Milano, no). Quindi bisogna informarsi direttamente presso il negozio selezionato se c’è la possibilità di fare l’acquisto con Pagodil, ed eventualmente appurare le condizioni offerte (in primis l’importo minimo e massimo dilazionabile, e il numero di rate con le quali arriverà la dilazione).

N.B. Pagodil non è un finanziamento ma una dilazione di pagamento, tuttavia se non si pagano le rate si viene segnalati come cattivi pagatori.

(Fonte: sito ufficiale Cofidis – Data: 3 aprile 2019)

I finanziamenti revolving

Negli ultimi anni si sono diffusi alcune soluzioni di finanziamento che sfruttano il criterio della pre-valutazione oppure del “credito” revolving. Come detto queste alternative offrono maggiore libertà di scelta sul negozio presso il quale acquistare e eliminano il rischio che la richiesta di finanziamento venga rifiutata. Infatti con questi prodotti colui che vuole fare degli acquisti da rateizzare ottiene a monte (ad esempio dalla propria banca) un credito revolving o una linea revolving di un importo prefissato. Fino a che le somme non sono usate non si pagano gli interessi, che vengono pagati solo sulle cifre che vengono a mano a mano utilizzate. Facciamo un paio di esempi:

  • Credito ricaricabile Cofidis: i tempi di approvazione della linea di credito sono di circa 72 ore. Quando si usa una somma della linea concessa si inizia a pagare una rata fissa. Questa rimarrà immutata anche in caso di utilizzo ulteriore di denaro che porterà invece ad un prolungamento del piano di ammortamento. Con il rimborso progressivo si ripristina anche la linea di credito. Per usare le somme basta fare una telefonata al numero dedicato;
  • Smart voucher di Unicredit: il voucher dura 60 giorni, può essere di importo compreso tra 200 e 30 mila euro che va rimborsato tra 12 e 84 mesi. Tuttavia l’acquisto va fatto presso un partner convenzionato con Unicredit (NB. Ad aprile 2019 non risultano partner specializzati nell’offerta di pc ma l’elenco dei negozi convenzionati è costantemente aggiornato).

In entrambi i casi il vantaggio principale sta nella valutazione che avviene prima dell’acquisto e quindi nella possibilità di un uso “istantaneo”.

(Fonte: sito ufficiale Unicredit/Cofidis – Data: 3 aprile 2019)

Carte di credito

Rimane sempre la possibilità di procedere all’acquisto tramite una carta di credito revolving. In questo caso l’acquisto può essere fatto presso qualsiasi venditore purché il plafond sia sufficiente a coprire la spesa del pc e il tipo di carta (circuito) venga accettato.

Bisogna ovviamente considerare i tassi di interesse che saranno applicati sulla dilazione che non è detto siano meno onerosi di un normale finanziamento.

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Mini prestito Bancoposta – Requisiti e come richiederlo online

Mini prestito Bancoposta: ecco come ottenere fino a 3000 euro con Postepay

Tra i vari finanziamenti proposti da Poste Italiane tramite BancoPosta troviamo quello che è denominato “Mini Prestito BancoPosta”. Come si può evincere anche dal nome si tratta di un piccolo prestito, logicamente per quanto riguarda la somma che può essere concessa, e rientra tra i classici prestiti personali.

A queste caratteristiche standard unisce però una peculiarità specifica, ovvero il Mini Prestito può essere richiesto solo da chi è titolare di una carta Postepay Evolution. Questo finanziamento viene fattivamente concesso da Compass spa, in quanto Poste Italiane funge da collocatore, ma non ci sono costi aggiuntivi applicati per i finanziati (non solo, in caso di estinzione anticipata non viene applicata alcuna penale).

Caratteristiche principali

Il Mini Prestito Bancoposta può essere usato per qualsiasi necessità, entro la somma massima che viene concessa. Questa può essere scelta tra tre diversi importi, tutti legati a ad un’unica durata predeterminata. Ricordiamo che il prestito una volta erogato viene messo a disposizione direttamente sulla carta Postepay Evolution, per offrire una maggiore libertà di utilizzo negli acquisti che si vogliono effettuare.

(Fonte: sito ufficiale Poste Italiane – Data: 3 marzo 2019)

Requisiti

I requisiti sono solo legati all’età del richiedente, alla titolarità della Postepay Evolution e alla possibilità di dimostrare un reddito, quindi riassumendo bisogna avere:

  • età compresa tra i 18 e 70 anni ( che non devono essere stati compiuti a fine rimborso);
  • residenza in Italia;
  • Postepay Evolution attiva;
  • reddito da lavoro/pensione (che sia dimostrabile e che sia prodotto in Italia).

Documentazione necessaria

Al fine di poter dimostrare di possedere tutti i requisiti necessari si deve poter presentare:

  • un documento d’identità non scaduto;
  • la Tessera Sanitaria oppure il tesserino del codice fiscale;
  • un documento di reddito;

Solo per i cittadini stranieri devono essere anche presentati:

  • passaporto (che va in aggiunta all’altro documento di identità presentato);
  • carta di soggiorno oppure il Permesso di soggiorno non scaduto;
  • documento che dimostra che si è residenti in Italia da almeno 12 mesi per chi ha un contratto come lavoratore dipendente (dovendo anche dimostrare di lavorare da almeno 12 mesi presso lo stesso datore di lavoro) oppure 36 mesi per chi è lavoratore autonomo.

Importi e durate

Come già detto in precedenza gli importi richiedibili con il Mini Prestito Bancoposta sono 3 e cioè:

Per quanto riguarda la durata questa è sempre pari a 22 mesi, il che incide in modo diverso sugli interessi rendendo più “oneroso” come Tan e Taeg applicati quello da 1.000 euro in proporzione rispetto agli altri due importi più elevati.

(Fonte: sito ufficiale Poste Italiane – Data: 3 marzo 2019)

Rimborso e richiesta

Se la domanda di erogazione del Mini Prestito Bancoposta viene accettata la somma ottenuta viene accreditata in una sola soluzione sulla carta Postepay Evolution. Per il rimborso poi le relative rate vengono addebitate sulla stessa Postepay oppure sul conto Bancoposta. Le rate sono addebitate il giorno 15 o il giorno 30 di ogni mese fino alla scadenza del piano di ammortamento.

La richiesta va fatta presso un ufficio postale che ha la sezione per i servizi e prodotti Bancoposta. Per conoscere questa possibilità e per fissare un appuntamento si può chiamare il numero verde 800.00.33.22. L’appuntamento può essere fissato anche il Sabato mattina (logicamente se c’è disponibilità di orario presso l’ufficio postale scelto al momento di prendere l’appuntamento).

E’ anche possibile prendere un appuntamento online con il sito di Poste Italiane tramite area personale previa registrazione od accesso attraverso le credenziali Spid se possedute.

Perché Postepay Evolution?

Non si tratta di una vera e propria novità quella di collegare una carta conto a un prestito, grazie alla possibilità di addebito della rid bancaria per rimborsare le rate anche con alcune ricaricabili con iban. Tuttavia in questo finanziamento troviamo alcune innegabili peculiarità a partire dalle tre taglie ‘fisse’ di importi richiedibili tutti rimborsabili con una stessa durata (come detto pari a un anno e 10 mesi).

Detto questo l’obbligo di possedere una Postepay Evolution per accedere alla richiesta impone di valutare attentamente i costi diretti collegati proprio all’uso della carta oltre a quelli di tenuta (in primis il canone mensile). La prepagata con iban offerta da Poste Italiane anche in caso di non utilizzo prevede infatti l’applicazione di alcuni costi come quello di emissione che è di 5 euro (con obbligo di fare 15 euro di ricarica quindi una spesa iniziale di 20 euro) più 12 euro all’anno di canone( data rilevazione: 03/04/2019 – Fonte: sito Poste Italiane).

La durata della carta è di 5 anni, con rinnovo “automatico” a meno di disdetta. L’eventuale costo per l’addebito di ogni rid SDD è a partire da 40 centesimi ad eccezione di alcune ipotesi specificate da Poste Italiane (per cui in fase di richiesta bisogna informarsi sull’applicazione o meno di tali commissioni, che sono soggette a variazioni).

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