Convenzione INPS 2018 – Vantaggi e tassi cessione del quinto

Convenzione INPS cessione del quinto: le novità per i pensionati

La convenzione INPS che occupa maggiore spazio all’interno delle pagine del sito ufficiale dell’ente previdenziale, è quella dedicata alle cessioni del quinto. In particolare a spiccare, per numero di banche e società convenzionate, oltre che per l’attenzione riposta nella determinazione periodica dei tassi, è la cessione del quinto per i pensionati. Ci sono poi varie altre convenzioni rivolte ad esempio ai prestiti pluriennali indiretti ex Inpdap oppure agli appartenenti ad altri enti previdenziali minori convogliati nell’INPS a seguito della scelta di riorganizzare la gestione delle pensioni iniziata diversi anni fa, con la nascita del SuperINPS.

Le convenzioni per i pensionati

La scelta del legislatore di estendere la cessione del quinto anche ai pensionati INPS ‘non ex dipendenti pubblici’, ha spinto l’ente a operare in modo tale da tutelare tutti i possibili beneficiari al massimo. Una forma di tutela che si è evidenziata in primis nelle modalità di determinazione dei tassi e di altre possibili agevolazioni.

Elenco banche e società finanziarie convenzionate

Ricordiamo che la convenzione INPS per la cessione del quinto pensionati non è obbligatoria, ma è facoltativa per cui se si vuole avere un prodotto che ne rispecchia le caratteristiche principali, allora bisogna rivolgersi a una della banche e società riportate nell’elenco di quelle con convenzione attiva. L’elenco è in continuo cambiamento per cui non è detto che le banche e le finanziarie presenti ad esempio nel 2017, lo siano anche nel 2018, e viceversa. Per conoscere questi elenchi basta collegarsi periodicamente alla pagina preposta del sito ufficiale dell’ente o, per chi non vuole o non può accedere alla pagina web, anche nelle varie agenzie territorialmente competenti.

Condizioni e tassi

L’INPS determina le condizioni della convenzione. Quindi stabilisce delle condizioni “tipo” che le banche e le finanziarie aderenti alla convenzione stessa si impegna a rispettare. Generalmente viene stabilito un tasso massimo oltre il quale non si può andare. Quindi non si ha un tasso univoco e unico per tutte le proposte di cessione del quinto da parte delle varie banche e finanziarie, ma si ha la certezza che se si rivolge a una società aderente alla convenzione al massimo verrà applicato il tasso limite. Ciò implica che facendo attenzione alla scelta, si potrà ottenere anche un tasso molto più favorevole, perché la società proponente ha deciso di applicare tassi ancor più bassi, oppure ha tolto costi di istruttoria o altre spese accessorie, ecc.

In quest’ottica non c’è la necessità di conoscere la circolare INPS in toto ma basta controllare sul sito ufficiale INPS i tassi limite che ogni tre mesi vengono pubblicati dallo stesso ente. Ad esempio possiamo mettere a confronto i tassi applicati dal 1 ottobre 2017 a 31 dicembre 2017 con quelli attivi dal 31 dicembre 2017 fino al 29 marzo 2018 e con quelli in corso al momento della stesura dell’articolo (validi dal 30 marzo 2018 fino a 29 giugno 2018). Le scadenze sono sempre ogni tre mesi, ovvero fine dicembre, fine marzo, fine giugno e fine settembre di ogni anno:

Dall’ 1 ottobre 2017 al 31 dicembre 2017

Classi di età tassi Fino a 15.000 € di finanziamento tassi Oltre 15.000 € di finanziamento
Fino a 59 anni 8,74% 7,45%
da 60 a 64 anni 9,54% 8,25%
da 65 a 69 anni 10,34% 9,05%
da 70 a 74 anni 11,04% 9,75%
da 75 a 79 anni 11,84% 10,55%

Dall’ 1 gennaio 2018 al 30 marzo 2018

Classi di età tassi Fino a 15.000 € di finanziamento tassi Oltre 15.000 € di finanziamento
Fino a 59 anni 8,66% 7,40%
da 60 a 64 anni 9,46% 8,20%
da 65 a 69 anni 10,26% 9,00%
da 70 a 74 anni 10,96% 9,70%
da 75 a 79 anni 11,76% 10,50%

Dall’ 1 aprile 2018 al 30 giugno 2018

Classi di età tassi Fino a 15.000 € di finanziamento tassi Oltre 15.000 € di finanziamento
Fino a 59 anni 8,70% 7,30%
da 60 a 64 anni 9,50% 8,10%
da 65 a 69 anni 10,30% 8,90%
da 70 a 74 anni 11,00% 9,60%
da 75 a 79 anni 11,80% 10,40%

Ricordiamo che le classi d’età inserite in tabella non devono essere intese al momento della richiesta bensì alla fine del piano di ammortamento.

Cosa cambia a livello di richiesta?

La cessione del quinto, se coinvolge una convenzione INPS, porta non solo a una maggior tutela sui tassi applicati, ma anche a uno snellimento dell’iter in sé. Infatti è previsto che la banca o la finanziaria convenzionata possano evadere parte delle procedure, a partire dalla richiesta della certificazione della quota cedibile, con un iter telematico che le collega direttamente ai sistemi dell’INPS.

In questo modo il richiedente ha minori disagi ed una maggiore forma di assistenza. Invece per quanto riguarda il rimborso delle rate della cessione del quinto eventualmente accordate non si ha alcune differenza se si ci si rivolge a chi è o non è in convenzione con l’INPS, in quando sarà sempre quest’ultimo che dovrà trattenere la rata a monte sulla pensione ed occuparsi del suo rimborso direttamente alla società finanziatrice.

Approfondimento: Rimborso cessione del quinto.

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TiAnticipo – Come ottenere l’anticipo dei crediti con le PA

Conviene TiAnticipo di Banca Ifis – Guida pratica

TiAnticipo è un servizio che Banca Ifis offre alle aziende che hanno credito verso la pubblica amministrazione. Tramite l’accesso alla piattaforma omonima (TiAnticipo.it) si possono infatti monetizzare in tempi rapidi le fatture con le PA, passando attraverso i crediti certificati.

La possibilità di potersi avvalere di questa possibilità si basa sui seguenti riferimenti normativi:

  • artt. 69 e 70 R.D. 18/11/1923 n. 2440;
  • art. 9 All. E L. 20/03/1965 n. 2248;
  • art. 117 D. Lgs. 12 aprile 2006 n. 163;
  • Art. 106, comma 13, D. Lgs. 18 aprile 2016 n. 50;
  • Decreto Legge n. 66 del 24/04/2014, art. 37, comma 7-bis.

Approfondimento: Guida al microcredito.

Come funziona la piattaforma?

La piattaforma Ti Anticipo offre un servizio interamente digitale, che consente di accedere al credito, così da poter superare lo scoglio dei ritardi di pagamenti, usando fatture già emesse. Entrando nella piattaforma si può richiedere un preventivo gratuito che indica il valore di anticipo che si potrà ottenere sulle fatture verso la PA.

In base a questo si potrà valutare di proseguire la procedura tramite registrazione alla piattaforma stessa per arrivare ad ottenere l’accredito delle somme stimate nella fase di preventivo. I crediti (commerciali) dovranno essere :

  • certificati;
  • non prescritti;
  • liquidi ed esigibili.

Poche limitazioni per quanto riguarda le aziende che potranno accedere al servizio da un punto di vista della ragione sociale. TiAnticipo infatti può essere usufruito da:

  • Spa;
  • Aziende individuali;
  • Società di persone fisiche.

Caratteristiche della piattaforma

Il software usato non richiede alcun download e l’interfaccia è di facile utilizzo. La fase che potrebbe sembrare più complessa è quella di caricamento delle fatture ma di fatto si riduce a una procedura semplice proprio perché viene interamente guidata. E’ però necessario far certificare in via preventiva il proprio credito, il che avviene senza costi tramite la Piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti (PCC) che è gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Qui si deve:

  • andare sulla pagina preposta del Mef;
  • utilizzare nel menu la funzione “Utilizzi del Credito/Ricerca certificazioni”;
  • cliccare sulla funzione “Download”;
  • selezionare la certificazione che si vuole ottenere.

Tempi

La procedura ha una tempistica variabile e dipende principalmente dal fatto che si sia al primo accesso (si deve per prima cosa registrare la propria azienda), oppure ad accessi successivi. La durata di registrazione delle fatture dipende da vari fattori, ma in tutti i casi si tratta di iter che durano pochi minuti. La richiesta di preventivo è invece molto rapida. Infine come tempi vanno considerati quelli di pagamento dell’anticipo della fattura registrata, che arrivano al massimo a 10 giorni complessivi.

(Fonte: sito ufficiale TiAnticipo – Data: 18/06/2018)

Limiti

Non sono previsti dei limiti massimi per ottenere l’anticipo dei crediti certificati ma è necessario raggiungere almeno la soglia di 10 mila euro che costituiscono di fatto il limite minimo.

(Fonte: sito ufficiale TiAnticipo – Data: 18/06/2018)

Richiesta del preventivo

Procedere all’uso del tool per richiedere il preventivo è utile soprattutto per calcolare l’importo che si potrà effettivamente ottenere come anticipo. Seppur non siano previsti elevati costi dovuti a notai (od alla gestione diretta) l’importo che viene erogato non può essere pari al valore della fattura stessa. In senso assoluto maggiore è l’anticipo rispetto alla scadenza e maggiore è lo scarto di importo rispetto al valore della fattura stessa.

Prendiamo come esempio una richiesta di anticipo su fattura certificata del valore di 50 mila euro con scadenza il 5 agosto 2018 (in data 18 giugno 2018). I passaggi obbligati sono:

  1. Scegliere l’importo e cliccare su “Ottieni preventivo”;
  2. Compilare gli spazi con le informazioni riportate sulle fatture e inserire l’indirizzo e-mail dove ricevere il preventivo una volta calcolato;
  3. Controllare l’importo che si può ottenere, in un range riportato nel preventivo;
  4. Cliccare su Registrati nel caso il preventivo venga ritenuto consono alle proprie aspettative. Tale procedura (gratuita) porterà alla firma di un regolare contratto e si potrà completare totalmente online nel caso si utilizzi la firma digitale. Con quella autografa è invece necessario riferirsi ad un incaricato di Banca Ifis (i ‘poteri’ del firmatario dovranno essere in entrambi i casi certificati con apposita documentazione).

(Fonte: sito ufficiale TiAnticipo – Data: 18/06/2018)

A questo punto è possibile caricare le fatture on line. Terminata la fase di valutazione (necessaria per vedere se effettivamente le fatture hanno tutti i requisiti richiesti) Banca Ifis accrediterà le somme preventivate entro i tempi variabili che come già detto possono arrivare fino a un massimo di 10 giorni. L’anticipo avviene con modalità pro-soluto.

Contatti e informazioni

E’ possibile contattare TiAnticipo usando il modulo di contatto sul sito:

In alternativa è possibile chiamare il numero verde 800712433 al quale rispondono operatori dalle ore 8.30 fino alle 13.30 e poi dalle 14.30 fino alle 17.30 i giorni che vanno dal lunedì al venerdì compresi.

Approfondimento: CrediFamiglia di Banca Ifis.

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Finanziamenti tasso zero – Prestiti e Pagodil

Finanziamenti tasso zero: come risparmiare veramente

Acquistare a rate senza pagare interessi è possibile con quelli che vengono raggruppati sotto la dicitura di finanziamenti a tasso zero. Si tratta di un tipo di prestito che però va attentamente valutato per vedere se si stratta di una tasso zero “reale” oppure di un tasso zero implicito.

Cosa bisogna sapere?

Quando una banca o una finanziaria propone un finanziamento a tasso zero sicuramente si riferisce al Tasso Annuo Nominale ovvero il Tan. Quando il Tan è pari allo 0% siamo di fronte sicuramente a un prestito senza interessi ovvero di tipo “implicito”. Perché però si tratti di un finanziamento a tasso zero reale è anche necessario che il Taeg sia pari allo zero. Si tratta infatti del tasso globale che prende in considerazione anche i costi accessori come quelli di istruttoria, di gestione pratica e di incasso delle rate.

La condizione ottimale si ha logicamente con un tasso reale pari allo 0%, ma questo solo si riesce a trovare solo nel campo dei prestiti finalizzati o di alcuni prestiti concessi come incentivi statali o regionali per l’avvio di attività imprenditoriale a vantaggio di determinate categorie (come ad esempio giovani e donne).

Prestiti finalizzati realmente a tasso 0

Rientrano in questa categoria formule che spesso sono frutto di particolari accordi tra grandi catene di negozi e importanti finanziarie come Agos o banche come Findomestic che hanno un elevato know how e presenza nel credito al consumo. Si tratta di prestiti che diventano accessibili rispettando alcuni limiti che sono legati:

  • ad un importo minimo e massimo finanziabile;
  • alla tipologia di prodotti acquistabili con questi tipi di finanziamenti;
  • all’adesione e richiesta durante un periodo promozionale;
  • ad un numero di rate limitato e prestabilito (generalmente 10, 20, 24, ecc).

Come richiederli?

Per ottenere queste forme di finanziamento, che offrono realmente il risparmio della rateizzazione dei pagamenti, ci si deve rivolgere al personale preposto nel punto vendita oppure seguire le procedure online (logicamente quando si tratta di catene o negozi dotati anche di e-commerce). In entrambi i casi l’accettazione del finanziamento condiziona la possibilità di poter portare a casa o ricevere il prodotto acquistato con la formula rateale.

E’ invece piuttosto difficile trovare un finanziamento a tasso zero per auto “reale”. Spesso si tratta infatti di formule di prestito che hanno un Taeg di qualche punto percentuale. Questo garantisce comunque un risparmio che può essere notevole rispetto all’acquisto con altre formule di finanziamenti ‘non agevolati’.

Differenza tra Pagodil e prestiti a tasso zero

Infine troviamo una realtà che può rappresentare una valida alternativa ai classici finanziamenti a tasso 0 come Pagodil. Tecnicamente non si tratta di un vero e proprio finanziamento finalizzato, ma di una concessione di dilazione di pagamento a tasso veramente pari a zero.

Parliamo di tipologie molto diverse sia per i tempi di risposta che per la modalità di richiesta.

La richiesta di un ‘classico’ finanziamento necessita infatti di un reddito dimostrabile attraverso documentazione reddituale (busta paga, Modello Unico, ecc). I tempi di approvazione possono variare invece da qualche decina di minuti fino a qualche ora o qualche giorno (se si procede on line ed è a volte necessario un riconoscimento attraverso bonifico).

L’uso di Pagodil non richiede la presentazione di documenti reddituali. Bisogna avere solamente un conto corrente e un bancomat (o assegni) da usare per far partire la procedura. Il responso arriva in pochi minuti e viene dato tramite Pos ed sms sul proprio device mobile. Se la dilazione è concessa automaticamente dopo averla accettata con firma sullo scontrino del Pos.

Incentivi senza interessi donne e giovani

Nel 2018 sono state riproposte varie formule che i giovani, gli ultra 50 anni e le donne (come categorie privilegiate) possono usare per finanziare a tasso zero l’avvio di una propria attività. Le percentuali e le spese finanziabili sono indicate nei regolamenti che ne prevedono le modalità di richiesta e di concessione, oltre il tipo di attività in cui si decide di mettere alla prova la capacità imprenditoriale.

Per avere informazioni è preferibile riferirsi al sito Invitalia e valutare se ci sono proposte anche con carattere regionale. Ad esempio su Invitalia (alla data del 10 maggio 2018), nella sezione e nel progetto “Creiamo nuove Imprese” è previsto un finanziamento che copre il 75% delle spese fino a 1,5 milioni di euro, denominato Nuove Imprese a Tasso Zero. E’ interessante constatare che le domande possono essere fatte on line usando la piattaforma Invitalia. Questa non è la sola iniziativa con il carattere “a tasso zero” tra le quali ricordiamo anche ‘RestoalSud’.

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Fido Ing Direct: come richiederlo e quanto costa

Fido conto corrente Arancio Ing Direct: costi ed opinioni

Anche le banche on line sono diventate più flessibili nella concessione delle aperture di credito in conto corrente come nel caso del fido Ing Direct, collegato al noto conto corrente Arancio. Vediamone insieme costi, caratteristiche e peculiarità

Caratteristiche dello scoperto del conto corrente Arancio

L’importo che può essere richiesto come fido con Ing Direct deve essere compreso tra 1000 e 12 mila euro. Dal foglio informativo, in data 9 maggio 2018, vediamo che:

  • il tasso applicato è del 7%;
  • la liquidazione degli interessi avviene con cadenza trimestrale;
  • non sono previsti costi di istruttoria per la sua concessione e nemmeno la commissione omnicomprensiva.

Questo permette di calcolare in modo abbastanza facile gli interessi passivi che dovranno essere pagati per l’uso del fido con una semplice formula:

(Importo di fido utilizzato x giorni di effettivo utilizzo x tasso di interesse) / 36500

Come si evince anche dai forum e dalla community Arancio i tempi invece sono variabili, potendo andare da qualche giorno ad alcune settimane. Ciò è dovuto al fatto che la banca concede il fido sulla base di una serie di valutazioni che devono essere fatte su ogni singolo richiedente: per alcuni clienti questo tipo di analisi e di indagine necessita di tempi più lunghi rispetto ad altre situazioni.

Come funziona la richiesta?

La richiesta può essere fatta online oppure passando per una filiale Ing Direct. Nel primo caso si dovrà fare la richiesta dall’internet banking sfruttando l’apposita funzione. A procedere potrà essere l’interessato direttamente oppure con l’aiuto del consulente Ing Direct.

Se invece si sceglie la modalità ‘tradizionale’ si deve compilare il modulo cartaceo con l’aiuto di un impiegato. In caso di concessione comunque al richiedente arriverà la comunicazione secondo i canali indicati come principali quando è stato aperto il conto stesso.

Procedura per la richiesta online

Se si vuole fare la richiesta direttamente dalla propria area clienti, una volta loggati inserendo il pin e l’apposito codice, si deve entrare nella sotto sezione “Altre operazioni” presente nella sezione del conto corrente. Qui tra le altre voci c’è anche quella riferita al Fido. Una volta entrati nella funzione si potrà scegliere “Richiesta apertura” oppure “Richiesta Modifica Fido”. In entrambi i casi la banca farà le valutazioni che riterrà opportune per concedere il fido oppure per l’aumento o la modifica richiesti.

Attenzione: anche la procedura on line termina con l’uso del cartaceo. Si deve infatti stampare il modulo che risulterà precompilato, firmarlo ed inviarlo all’indirizzo indicato sul modulo stesso.

Se si ha una certa premura nel far avanzare la richiesta è consigliato inviare il cartaceo immediatamente perché la banca prenderà in carico la richiesta non quando questa viene inserita nel sistema via web, ma quando ottiene conferma con il cartaceo debitamente firmato. Sulla tempistica delle due vie per la richiesta le opinioni sono contrastanti anche se la più veloce sembra essere quella tramite filiale.

Quali requisiti servono?

La concessione di un fido Ing Direct, come per ogni altro istituto di credito, consiste nella messa a disposizione di una linea di credito. Quindi la banca vuole avere delle garanzie e delle forme di tutela ben specifica. Queste ad oggi (rilevazione dal sito Ing Direct in data 9 maggio 2018) si possono riassumere in:

  1. parere positivo in fase di valutazione della richiesta: si tratta di un giudizio insindacabile che segue dei criteri che non sono specificati, quindi se si vuole provare bisognerà farlo ed attendere una risposta sperando che sia positiva;
  2. anzianità di conto corrente superiore ai 6 mesi: questa viene ‘calcolata’ dal momento di apertura e attivazione del conto fino al momento in cui si fa la richiesta di fido;
  3. accredito dello stipendio sul conto corrente Arancio: non è necessario aver fatto l’accredito per tutto il periodo dei 6 mesi di anzianità. E’ sufficiente che siano stati effettuati due accrediti consecutivi prima della richiesta di fido. In alternativa è possibile garantire una giacenza media pari ad almeno 3 mila euro sempre per i due mesi che precedono la richiesta dell’apertura di credito in conto corrente.

Quindi ricapitolando, tutte e tre le condizioni devono essere presenti simultaneamente, mentre non è necessario che si verifichino contemporaneamente: giacenza media di 3 mila euro e 2 stipendi accreditati.

C’è un ultimo aspetto, che anche se non specificato su nessun documento Ing Direct, rappresenta una regola di buon senso che può fare la differenza tra una richiesta di fido accettata ed una rifiutata: non andare in rosso prima che il fido sia stato concesso. Questo aspetto può condizionare infatti la fase di valutazione della richiesta di scoperto.

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Fido Widiba – Guida alla richiesta online

Fido Widiba – Quali documenti sono richiesti?

Il modo dei servizi offerti da Widiba prevede una presenza per quasi ogni tipologia di prodotto e/o servizio bancario collegato. In quest’ottica al conto corrente è collegata la possibilità di richiedere un fido, che Widiba concede se si rispettano alcuni requisiti fondamentali.

Requisiti e condizioni applicate

Il primo requisito è logicamente rappresentato dalla necessaria titolarietà di un conto corrente Widiba, anche perché la richiesta deve passare forzatamente tramite l’internet banking. Bisogna poi inviare alla banca, per consentire l’istruttoria, una serie di documenti che possono variare a seconda che:

  • si faccia richiesta di affidamento in conto corrente per importi inferiori a 75 mila euro;
  • apertura di credito in conto corrente superiore a 75 mila euro;
  • richiesta di variazione del fido.

Per ogni ipotesi è prevista la possibilità di poter presentare dei garanti, così da poter aumentare gli importi che Widiba può essere disposta a concedere come fido, ferma restando la sua facoltà di decidere a favore o meno di una qualsiasi richiesta.

In generale vale il principio in base al quale non c’è un collegamento diretto e restrittivo tra l’eventuale importo di stipendio o pensione percepito ed accreditato sul conto Widiba. La cifra concessa come fido terrà infatti conto anche di altre fonti di reddito, purché dimostrabili, oltre che dei garanti presentati nelle richieste. Tuttavia è pressoché necessario disporre l’accredito degli emolumenti (stipendio, pensione, ecc) per aumentare le possibilità che la somma richiesta venga accordata (senza tuttavia avere alcuna garanzia).

Da sottolineare infine la possibilità di richiedere il fido ‘garantendolo’ attraverso strumenti finanziari o meglio titoli offerti in garanzia. Questi devono coprire interamente l’importo concesso a meno che Widiba stessa non decida di applicare eventuali scarti ‘ad personam’.

Condizioni

Le condizioni variano in primis a seconda dei tassi di mercato. Oltre a questo ci possono essere delle differenze a seconda che si richieda un’apertura di credito in conto corrente superiore o inferiore ai 75 mila euro. Per essere aggiornati sui tassi applicati e le commissioni (in ogni caso omnicomprensive) si deve controllare l’ultimo foglio informativo approvato presente sul sito ufficiale Widiba. Ad esempio al 10 aprile 2018 i costi previsti sono:

  • commissione su corrispettivo accordato: 0,5% trimestrale;
  • spese di comunicazione: 50 centesimi.

Il tasso è sempre in tale data pari al 7% più euribor a tre mesi se non si usa lo scoperto garantito da pegno su titoli, altrimenti lo spread dal 7% si dimezza (3,5% più euribor a tre mesi). Il tasso per quanto riguarda i primi mesi del 2018 rimane lo stesso, indipendentemente dall’importo concesso come fido, così come le condizioni e i costi accessori come si evince dai fogli informativi disponibili sempre al 16 aprile 2018.


Documenti necessari

Da allegare alla richiesta di fido Widiba sono necessari come documenti:

  • fotocopia di un documento di identità;
  • copia del codice fiscale o tessera sanitaria;
  • copia ultima dichiarazione dei redditi (quindi sono accettati Modello Unico per gli autonomi, e Modello 730 o CUD per pensionati o dipendenti);
  • in caso di dipendenti copia originale della certificazione del datore di lavoro dell’anzianità di servizio, mentre per professioni l’iscrizione all’Albo e per gli autonomi Estratto Camera di Commercio;
  • ultime due buste paga o cedolini della pensione;
  • per gli stranieri anche la copia del permesso di soggiorno.
  • utenza intestata al richiedente il fido che deve risultare pagata in modo regolare.

Tali documenti sono ‘caricabili’ direttamente online grazie alla funzione proposto oppure possono presentati in modo cartaceo ad una delle filiali Mps.

Attenzione: ribadiamo ancora una volta che la presentazione di una documentazione in “regola” non assicura la concessione del fido. Widiba, alla pari di un finanziamento, eseguirà un’istruttoria e deciderà in modo insindacabile sull’eventualità di concedere o meno il fiso.

Questo viene concesso di norma a tempo indeterminato con revoca. Quindi in qualsiasi momento la banca può decidere di revocare la messa a disposizione dello scoperto. Queste stesse regole valgono anche in caso di richiesta di variazione dell’importo di fido concesso in precedenza, per il quale si deve compilare l’apposito modulo scaricabile dal sito ufficiale Widiba.

Approfondimento: Guida alla richiesta di prestiti veloci.

Come avviene la richiesta?

Il primo passaggio, come detto, è quello di aprire un conto corrente Widiba. Si tratta di una procedura non complessa, ma che tuttavia può richiedere alcuni giorni per le procedure di riconoscimento (possibile sia con webcam che è più rapida, che con bonifico online da un conto che deve essere intestato al richiedente l’apertura).

E’ consigliato procedere con l’accredito dello stipendio con qualche mese di anticipo rispetto a quello in cui si provvederà alla richiesta del fido. A questo punto, per procedere con la richiesta, si dovrà:

  • entrare nell’internet banking loggandosi;
  • selezionare la sezione prestiti;
  • cliccare sulla voce del fido;
  • seguire le istruzioni per la compilazione degli spazi obbligatori.

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Prestiti arredamento – 3 regole per risparmiare

Prestiti arredamento: quali alternative con Ikea e Mondo Convenienza?

A volte per poter arredare la propria casa oppure una o più stanze, è necessario richiedere un finanziamento. I prestiti per l’arredamento sono oggi proposti anche dalle grandi catene e dai negozi di maggiori dimensioni, con offerte che a volte, possono coinvolgere anche la formula del tasso zero.

Quali tipi sono disponibili?

Le alternative possono essere principalmente due:

  • la richiesta di un prestito personale, che non coinvolge il venditore;
  • la richiesta di un finanziamento finalizzato, con la pratica avviata dal venditore stesso.

Mentre la prima alternativa è svincolata dalle dimensioni e dagli accordi che il venditore può avere con le varie finanziarie, la seconda sarà sfruttabile solo nei negozi che hanno un volume di affari tale da spingere verso questa direzione.

In tal senso si muove anche il servizio Pagodil che però non è un finanziamento vero e proprio bensì una dilazione di pagamento. E’ una soluzione fruibile solo con i negozi che hanno attiva un’apposita convenzione con Cofidis ed è priva di interessi. Le rate, a seconda degli accordi, posso varia da sei ad un massimo di 10. (Fonte sito ufficiale Cofidis – Data: 8/03/2018)

Quali tassi?

Anche sui tassi applicati ci possono essere delle differenze notevoli. Come già accennato con i prestiti finalizzati, se si rientra nelle condizioni previste dalla promozione, si può riuscire ad ottenere il doppio vantaggio di frazionare il pagamento del costo dell’arredamento senza dover pagare in più gli interessi passivi. Di contro con i prestiti personali generalmente non si ha questo vantaggio.

A chi chiedere?

Da un punto di vista formale per la richiesta dei prestiti personali ci si può rivolgere direttamente ad una banca o finanziaria che propone delle condizioni che soddisfano le specifiche necessità come ad esempio:

  • tassi;
  • costi accessori;
  • maggiori chance di vedere la domanda di finanziamento soddisfatta, ecc.

Nel caso di un prestito finalizzato si è invece condizionati dalle banche o finanziarie con le quali ha un accordo il venditore. Tra gli Istituti di credito troviamo Agos e Findomestic che, sia con accesso diretto online che tramite l’esercente, propongono condizioni con tassi più o meno vantaggiosi a seconda del tipo di promozione attiva. Non a caso entrambe rientrano tra le società di riferimento delle grande catene in Italia come Mondo Convenienza e Ikea.

I finanziamenti Ikea

Ad inizio marzo del 2018 troviamo tre proposte differenti a seconda che si rientri nella:

  • categoria privati;
  • categoria giovani (età 18 fino a 4 anni);
  • categoria business.

I referenti dei finanziamenti come società sono Agos e Findomestic. Sono frequentemente presenti offerte legate ai tassi. Ad esempio per gli acquisti fatti entro giugno 2018, in negozio oppure online, troviamo il tasso zero. Per accedere a tale promo bisognerà optare per una durata tra 10, 20 oppure 30 rate e richiedere un importo minimo di 299 euro fino ad un massimo di 10 mila euro (Fonte sito ufficiale Ikea – Data: 8/03/2018).

Un esempio (8 marzo 2018), fornito dalla stessa Ikea vede la richiesta di 1200 euro, per il quale le rate saranno di 60 euro per 20 mensilità. Parliamo quindi di un tasso zero reale (Tan 0% e Taeg 0%).

(Fonte sito ufficiale Ikea – Data: 8/03/2018)

Sul sito ufficiale è anche possibile fare una simulazione del finanziamento. Ovviamente il tasso zero non è sempre disponibile, per cui si dovranno considerare le condizioni applicate quando si richiede il prestito.

Mondo Convenienza

Tra i negozi di riferimento nell’ambito dell’arredamento, sia per dimensioni che per presenza sul territorio italiano, troviamo quelli di Mondo Convenienza. Anche in questo caso in alcuni periodi si possono trovare finanziamenti a tasso zero a carattere promozionale o il pagamento delle rate posticipato più avanti nel tempo. Le società di riferimento sono Agos e Findomestic.

(Fonte sito ufficiale Mondo Convenienza – Data: 8/03/2018)

Findomestic

Ecco come utilizzare il servizio Calcola Rata presente sul sito Mondo Convenienza:

  • Inserire l’importo desiderato e ‘cliccare’ sul banner rosso che riporta la dicitura ‘Calcola’:
  • A questo punto bisogna scegliere la durata e la rata desiderata tra quelle proposte

Da notare che richiedendo il finanziamento con Findomestic in base agli accordi con Mondo Convenienza la durata massima, anche per un importo alto come 30 mila euro, è al massimo di 48 rate (Fonte sito ufficiale Mondo Convenienza – Data: 8/03/2018).

Al 9 marzo del 2018 Mondo Convenienza e Findomestic prevedono anche un prodotto ad hoc per i giovani con un’età tra i 20 e i 35 anni. Questo prende il nome di ‘Senza Sorprese’ è permette la richiesta di una cifra compresa tra i 200 e i 1800 euro. (Fonte sito ufficiale Mondo Convenienza – Data: 9/03/2018)

Agos

Per quanto riguarda Agos possiamo effettuare un confronto tra il preventivo di un prestito finalizzato effettuato tramite sito ufficiale Mondo Convenienza e quello di prestito personale richiedibile dal sito ufficiale Agos.

Dal sito ufficiale di Mondo Convenienza simulando la richiesta di un finanziamento di importo pari a 10 mila euro da rimborsare in 72 rate mensili si otterrà una rata pari a 181,40€, Tan dell’8,96%.

(Fonte sito ufficiale Mondo Convenienza – Data: 9/03/2018)

Dal sito Agos invece utilizzando sempre 10 mila euro come importo richiesto e 72 rate di rimborso, la rata del prestito personale (senza l’inserimento di assicurazioni contro gli imprevisti) risulterà pari a 163,80€, con l’applicazione di un Tan pari a 4,90%.

Si può notare che la richiesta di un prestito personale sul sito ufficiale Agos genera una rata inferiore rispetto al preventivo di finanziamento finalizzato effettuato sul sito ufficiale di Mondo Convenienza.

Le soluzioni

Detto questo attraverso il prestito finalizzato con Mondo Convenienza è possibile accedere ad altri tipi di agevolazione come la possibilità di far partire il finanziamento con alcuni mesi di ritardo.

Nel particolare, come si evince dal sito ufficiale, al 9 marzo del 2018 si può usufruire della seguente soluzione agevolata:

Conclusioni

Da questi esempi possiamo trarre alcune conclusioni importanti che ci possono permettere di fare una scelta più consapevole:

  1. Non sempre i prestiti per arredamento finalizzati sono necessariamente più convenienti dei prestiti personali richiesti direttamente alle banche o finanziarie convenzionate;
  2. Bisogna chiedere più preventivi (possibilmente anche on line) per fare dei confronti diretti;
  3. I prestiti finalizzati prevedono generalmente importi massimi e durate minori rispetto ai prestiti personali proposti dalle stesse società.

N.B. Il prestito finalizzato rientra tra i metodi di pagamento accettati dal sistema del Bonus Arredamento: bisognerà tener da parte il contratto di finanziamento da allegare alla documentazione per la compilazione e presentazione del 730.

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Fido Bancoposta – Come richiederlo e quanto costa

Fido Bancoposta: come funziona lo scoperto di Poste Italiane

Per poter gestire le proprie spese quotidiane o straordinarie con maggiore tranquillità, i titolari del conto di Poste Italiane possono richiedere il fido Bancoposta. Si tratta di uno scoperto in conto corrente che viene concesso fattivamente da Deutsche Bank che svolgerà i necessari accertamenti prima di accordarlo.

Nel caso in cui venisse rifiutato è sempre a Deutsche Bank da imputare questa scelta, essendo Poste italiane il semplice collocatore.

Requisiti necessari e documentazione richiesta

La richiesta del fido Bancoposta può essere fatta solo dai titolari di un conto che siano lavoratori dipendenti o pensionati, con accredito di stipendio o pensione sul conto stesso. E’ inoltre necessario che il conto abbia al massimo due intestatari (in caso di cointestazione) e che questi siano residenti in Italia. I documenti che bisogna presentare con la richiesta di attivazione del fido sono:

  • un documento di riconoscimento non scaduto;
  • la tessera sanitaria o il codice fiscale (se si ha la carta di identità con il codice fiscale è sufficiente come unico documento);
  • la copia dell’ultima busta paga per i lavoratori e del cedolino della pensione per i pensionati.

Può essere richiesta ulteriore documentazione soprattutto in corso di specifiche o particolari promozioni (Fonte sito ufficiale Poste Italiane – Data: 08/03/2018).

Una volta che si è diventati titolari del fido Bancoposta bisogna anche prendere la decisione se compilare il modulo di autorizzazione che permette di addebitare gli interessi sul conto corrente in modo automatico (si tratta di un’opzione facoltativa e non obbligatoria).

Caratteristiche e condizioni dello scoperto

Il fido offerto da Poste Italiane può essere concesso di un importo pari a:

Il tasso Tan è fisso per tutte e tre le ‘taglie’ ed all’8 marzo 2018 è pari all’8,9% (Fonte: foglio informativo Fido Bancoposta presente sul sito ufficiale in data 8/03/2018). Ovviamente c’è una variazione del Taeg in funzione degli importi dovuta anche alla commissione crescente trimestrale omnicomprensiva applicata per la concessione stessa dell’affidamento:

Importo scoperto Taeg Commissione trimestrale
1500 euro 10,27% 3,73 euro
3000 euro 9,93% 5 euro
5000 euro 9,76% 6,25 euro

(Fonte: foglio informativo Fido Bancoposta del Novembre 2017 valido al 8/03/2018)

Per conoscere il “costo effettivo” e capire se questo scoperto conviene in base alle proprie necessità, può essere usato un tool che è presente sul sito Poste Italiane. Il sistema non è aggiornatissimo, perché ad esempio è riportato l’importo di fido più basso di 750 euro ora non più presente. Il sistema è comunque funzionale ad una simulazione orientativa e può per questo dare un aiuto nelle proprie valutazioni. Per sfruttarlo si deve:

  1. Scegliere se si ha o meno il fido già sul conto:
  2. Inserire il tipo di conto che si ha (attenzione, se si è titolari di un conto Bancoposta Click comunque la richiesta di Fido non cambia);
  3. Scegliere l’ammontare del fido che si vorrebbe chiedere:
  4. Inserire il valore che si stima si utilizzerà come “scoperto” e la sua durata;
  5. Considerare il costo stimato dal sistema.

Attenzione: in fondo alla pagina sono presenti due pulsanti che dovrebbero permettere di eseguire differenti funzioni di richiesta (online oppure fissando un appuntamento). In realtà questo sistema è puramente indicativo e selezionando i pulsanti non si giunge a nessuna funzione operativa utile (info valida al 8/03/2018).

Come si richiede?

La richiesta del Fido Bancoposta va fatta per forza all’ufficio postale presso il quale è stato aperto il conto corrente (compreso il sabato mattina). Se si ha un conto cointestato è necessario che entrambi i titolari compilino il modulo di richiesta del fido stesso. Per ridurre i tempi di attivazione è consigliato prendere un appuntamento (può essere fatto chiamando il numero 800.00.33.22) e poi recarvisi con tutti i documenti che abbiamo indicato sopra.

L’esito logicamente non è immediato e dipende da numerosi fattori. Per conoscere i tempi si può al massimo chiedere all’ufficio postale stesso, che generalmente sa dire qual è la tempistica media, vista l’esperienza e il tipo di rapporto più o meno diretto con gli uffici Deutsche Bank preposti alla decisione di approvazione o di rifiuto.

Costi e commissioni extra

Nel caso in cui ci dovessero essere dei ritardi di pagamento, si applicano interessi di mora calcolati aggiungendo al tasso standard altri due punti e mezzo. In questo calcolo non viene considerata la commissione omnicomprensiva che è un costo fisso che viene liquidato in modo posticipato ad ogni trimestre.

Un esempio di costi proposto sui documenti ufficiali di Poste Italiane per un affidamento di € 1.500,00 è il seguente (da foglio informativo di Novembre 2017 al 6-03-2018):

  • totale degli interessi da liquidare per il periodo di utilizzo: 33,37 euro;
  • commissione omnicomprensiva per l’affidamento 3,75 euro;
  • totale da rimborsare pari a 1.537,12 (fido + interessi + commissione).

Nel caso in cui il fido non venisse utilizzato l’unico importo da liquidare è quello di 3,75 euro che viene richiesto indipendentemente dall’uso della linea di fido accordata.

Prodotti Poste Italiane

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Prestito Webank – E’ un finanziamento online veloce?

Opinioni prestito webank – Quali condizioni del 2018?

Il fido (o scoperto bancario), il prestito Small e quello Large, costituiscono l’offerta dei finanziamenti per esigenze di tipo personale che Webank offre ai propri clienti. La principale differenza tra le due taglie di prestito è data dagli importi minimi e massimi richiedibili ed ovviamente dai tassi applicati, mentre le condizioni accessorie ed i requisiti pressoché coincidono.

Ciò che accomuna invece tutte e tre le tipologie di “credito” a cui si potrà accedere è invece il requisito di fondo obbligatorio rappresentato dalla titolarità di un conto corrente Webank.

I prestiti personali

Se si sta cercando un vero e proprio finanziamento, che non imponga la comunicazione o la giustificazione del tipo di impiego che se ne dovrà fare, allora si dovrà optare per il prestito Small o Large (a seconda dell’importo di cui si ha bisogno). Vediamo ora le principali caratteristiche e le condizioni di entrambi.

Prestito Small

Questo prestito personale permette di ottenere dai 500 euro fino ad un massimo di 10 mila euro. Dati anche gli importi, la scelta per il rimborso dovrà ricadere all’interno dell’intervallo che va dai 6 mesi ai 60 mesi (fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018).

Non sono applicati costi accessori come le spese di istruttoria o quelle di incasso delle rate che vanno obbligatoriamente addebitate sul conto corrente Webank che rappresenta, come detto, la condizione fondamentale per poter richiedere il finanziamento.

Il tasso fisso è a fine maggio 2018 pari al 7% come Tan. Se si dispone l’accredito dello stipendio si ottiene uno sconto sul tasso (che sarà quindi pari al 6,3%). L’estinzione anticipata è gratuita. Come esempio sul sito di Webank è riportato:

(fonte: sito ufficiale Webank – data 06/03/2018)

Prestito Large

Il prestito Large è destinato a chi vuole una somma che superi i 10 mila euro fino ad un massimo di 30 mila euro. Questo aumento degli importi prevede una durata molto più estesa che può arrivare fino a 120 rate. (fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018)

Non ci sono costi accessori mentre il tasso annuale Tan pur rimanendo fisso sale all’8%. In caso di addebito dello stipendio sul conto si ottiene lo sconto del tasso (che sarà pari a 7,2%). Zero anche la commissione legata all’estinzione anticipata.

Anche in questo caso possiamo vedere un esempio dal sito di Webank, le cui condizioni saranno valide per chi ne fa richiesta entro la fine di maggio prossimo:

(fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018)

Requisiti e condizioni Large e Small

Abbiamo già accennato al fatto che bisogna avere come requisito principale la titolarità di un conto corrente con Webank con un’anzianità di almeno 6 mesi. A questo si aggiunge la necessità di aver disposto l’accredito dello stipendio da almeno 3 mesi in modo continuativo od, in alternativa, di avere una certificazione reddituale da allegare alla richiesta (busta paga, modello Unico, ecc).

Infine è previsto il limite anagrafico che impone che alla scadenza non sia stata superato il settantesimo anno di età del finanziato (fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018).

Modalità di richiesta: guida pratica

La richiesta dei prestiti Webank può essere fatta direttamente online tramite internet banking. Attenzione: si tratta di una modalità che non può essere bypassata e che si ‘sbloccherà’ solo una volta raggiunta l’anzianità dei 6 mesi.

Se ci sono i requisiti necessari il percorso da seguire, una volta loggati ed entrati nell’area personale, è il seguente:

  • conto corrente-> prestiti
    • fido
    • prestito small
    • prestito large
    • (a scelta uno dei tre)

  • richiedi online.

A questo punto si aprirà la schermata della richiesta on line da compilare. Terminata la compilazione il tutto deve essere stampato e firmato. Una copia va inviata per posta all’indirizzo messo in evidenza sul modulo stesso.

La banca risponderà, come specificato dal sito ufficiale, in “tempi brevi” (ovviamente le opinioni sulla velocità variano a seconda dell’esperienza personale) fornendo il proprio responso sull’erogazione (o meno) del finanziamento. Se la richiesta è accettata la somma domandata viene accreditata direttamente sul conto corrente Webank dal quale è stata fatta partire la richiesta e dove automaticamente ci sarà anche l’addebito delle rate.

N.b. La procedura sopra indicata permette di richiedere anche il fido che necessita come requisiti un’anzianità del conto pari almeno a sei mesi e l’accredito dello stipendio da tre.

Caratteristiche del fido

Il fido Webank può essere concesso per un importo pari al doppio dello stipendio accreditato sul conto corrente, ma entro un massimo di 5 mila euro. Le condizioni applicate, fino alla revisione di fine maggio 2018, prevedono un tasso pari al 4,5%.

(fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018)

Dalla scheda prodotto ufficiale il tasso applicato è comunque sempre pari al tasso Bce più lo spread del 4,5%. Non sono previste spese d’istruttoria e zero sono anche le commissioni legate alla disponibilità dei fondi. Qualora l’accredito dovesse essere tolto dal conto allora anche il fido verrebbe immediatamente revocato (fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018).

Contatti

Per richiedere informazioni i ‘non clienti’ possono riferirsi al numero verde Webank 800148149 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 21 e il sabato fino alle 17. I clienti hanno invece a disposizione un altro numero gratuito e cioè l’800060070 che risponde nei giorni feriali dalle 8 fino alle 22 ed il sabato fino alle 17.

Ai numeri telefonici si aggiunge la possibilità di contattare i promotori finanziari (il cosiddetto Sales Team) tramite il form presente alla pagina preposta del sito Webank.

Prodotti Webank

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Bonus Verde 2018 – Guida alle detrazioni fiscali

Bonus Verde – Ecco tutte le spese ammesse in detrazione

L’art. 1 della Legge di Bilancio 2018, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2017, conferma anche se con qualche variazione e novità, il pacchetto di agevolazioni fiscali dedicate a chi ristruttura e/o riqualifica il proprio immobile.

Nello specifico introduce il cosiddetto “Bonus Verde”, misura fiscale normata dai commi 12-13-14-15 e successive modificazioni del suddetto art.1, si permette al contribuente di portare in detrazione IRPEF il 36% di spese certificate per interventi atti a “risistemare le aree verdi” di un immobile ad uso abitativo. Il tetto massimo fissato della legge è pari a 5.000,00 € di spese effettuate nel 2018 per ogni unità immobiliare e, dunque, una detrazione massima di 1.800,00 € da ripartirsi in 10 anni.

Interventi ammessi

Diciamo subito che il testo della norma è generale e dà adito a qualche dubbio soprattutto riguardo cosa comprende effettivamente il Bonus e quindi quali sono i lavori agevolabili.

Il comma 12, infatti, parla di interventi di “sistemazione a verde”, di “realizzazione di impianti di irrigazione, di pozzi, di coperture a verde e di giardini pensili”; il comma 14, inoltre, consente di detrarre anche le “spese di progettazione e manutenzione” connesse agli interventi permessi dal comma 12.

Il comma 13, infine, chiarisce che l’agevolazione è concessa anche per interventi su parti condominiali (Approfondimento: Guida al prestito condominiale). Questo significa che un singolo contribuente intestatario di due unità immobiliari diverse, magari una privata e una condominiale, può detrarre il 36% su un totale di spesa di 10.000,00 € e un importo complessivo detraibile di 3.600,00 €, ripartito in due pratiche distinte.

Da Telefisco 2018, il Convegno Mondiale, giunto alla 27° Edizione, promosso da Il Sole 24 Ore in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, arrivano, però, le prime delucidazioni: non sono agevolabili gli interventi “in economia”, quelli fatti dal privato stesso, e le manutenzioni annuali, in quanto incompatibili con la natura di interventi di sistemazione “straordinaria” o “ex-novo”.

A essere sinceri l’obbligatorietà che gli interventi agevolabili non possano riguardare sistemazioni verdi già preesistenti è emersa durante lo svolgimento di Telefisco, in quanto, in effetti, il testo originale del DLL è ambiguo e interpretabile anche in altro modo.

In quest’ottica, dunque, sono escluse le spese di acquisto di piante in vaso, a meno che non siano ricadenti all’interno di un intervento di risistemazione ampio e strutturato di un giardino o di un terrazzo; non si possono, quindi, detrarre i costi relativi al mero acquisto di piante in vaso annuali.

Non è così improbabile che siano in arrivo ulteriori chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Fonte Il Sole 24 Ore

Bonus Verde: come si paga?

Altro capitolo importante è quello relativo alla modalità di pagamento; si deve, in questo caso,fare riferimento al comma 15, dove è genericamente indicato che deve essere eseguito con “strumenti idonei per consentire la tracciabilità”.

Inizialmente si era, dunque, pensato che tale strumento fosse il cosiddetto “bonifico parlante”, il metodo di pagamento specificatamente studiato per poter ottenere le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie ( approfondimento Finanziamenti finalizzati alla ristrutturazione casa) e che deve essere eseguito compilando l’apposito modello su cui devono essere riportati alcuni dati obbligatori, come, ad esempio, il numero di fattura, il nome della ditta che ha eseguito i lavori e il codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione .

l’Agenzia delle Entrate ha, però, chiarito che il pagamento può essere effettuato anche con assegni, carta di credito, carta di debito e bonifico ordinario; ciò comporta che non debba essere versata la ritenuta d’acconto dell’8% da parte degli istituti finanziari, obbligatoria, invece, per i bonifici parlanti.
Se si sono, dunque, già effettuati lavori e interventi dal momento dell’entrata in vigore del Bonus Verde, ovvero dal 1° gennaio del 2018, possono tutti essere ancora agevolati, se rispondenti ai requisiti illustrati nel capitolo precedente, purché non siano stati pagati in contanti.

Fonte Fisco e Tasse

Conclusioni

Riassumiamo le caratteristiche principali del Bonus Verde:

  • si tratta di un’agevolazione fiscale il cui oggetto è l’unità immobiliare ad uso abitativo, o porzione di essa in caso di condomìni e non la persona fisica; se, dunque, un contribuente interessato all’agevolazione, proprietario, conduttore o comodatario che sia, sostiene spese su diversi immobili, ha diritto a più detrazioni
  • gli interventi agevolabili sono tutti quelli utili alla sistemazione di aree verdi private e condominiali – terrazze, giardini e balconi -, al recupero di giardini di interesse storico, all’installazione di piante, anche in vaso, purché ricadenti all’interno di un intervento di recupero straordinario o ex novo, lavori necessari per trasformare aree incolte in aiuole o prati, rifacimento di impianti di irrigazione e spese di progettazione e manutenzione connesse con gli interventi ammessi
  • i pagamenti devono essere eseguiti nel corso del 2018 attraverso bonifici parlanti, bonifici ordinari, assegni, transazione con carta di credito o di debito, ossia con qualsiasi strumento che risulti tracciabile

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Prestito Bper – Personale a tasso fisso o variabile

Finanziamenti Bper – Tutti i prestiti a confronto

Le radici del Gruppo Bper risalgono al 1867 con la nascita della Banca Popolare di Modena anche se l’assunzione della denominazione Bper è avvenuta solamente nel 1992. Dal 1994 è iniziato un processo di acquisizioni e di espansioni che ha portato ad un forte ampliamento dell’organigramma societario e ad una maggiore presenza su vari territori e Regioni italiane.

Tra queste si segnala l’Abruzzo soprattutto grazie all’acquisizione della Carispaq e della Banca Popolare di Lanciano e Sulmona e l’Emilia Romagna per l’acquisizione della Banca Popolare di Ravenna.

Tra i prodotti proposti dal gruppo troviamo anche una buona sezione di prestiti dove è presente anche una possibile soluzione a tasso variabile

I finanziamenti

L’offerta è concentrata soprattutto sui prestiti personali. Per i privati ci sono 4 prodotti, che vantano un “piccolo prestito” a tasso fisso e tre finanziamenti con importi che arrivano fino ad un massimo di 30 mila euro (Fonte: sito ufficiale Banca Bper – Data: 15/02/2018). A questi si aggiungono poi il Valore Casa, quello Giovani, il prestito Libri, il finanziamento Senza Barriere e la cessione del quinto. Vediamo nel dettaglio le principali caratteristiche:

Prestito Mini

Per questo finanziamento l’importo va da un minimo di 1000 fino ad un massimo di 3 mila euro. La durata dei rimborsi deve essere scelta tra 12 e 36 rate, mentre l’importo della rata minima parte da 30 euro mensili. Non sono applicate né imposta di bollo e né costi di istruttoria. Al 15-02-2018 (da sito ufficiale Bper) il Tan massimo è del 9,9% mentre il Taeg massimo è pari a 11,63%. Il tasso è solo fisso.

Esempio Prestito Mini su una somma di 3000 euro

Le condizioni proposte saranno (Fonte: sito ufficiale Banca Bper – Data: 15/02/2018):

  • durata piano di ammortamento 24 rate;
  • Taeg 11,71%;
  • Tan 9,9%;
  • interessi passivi alla scadenza: 339,55 euro;
  • rata mensile di 138,30 euro.

Approfondimento: Preventivi prestito da 3000 euro.

Prestito Leggero

L’importo sale da un minimo di 3 mila ad un massimo di 30 mila euro. Anche la durata di rimborso sale partendo da un minimo di 36 ad un massimo di 72 rate. Nei primi 12 mesi di rimborso si paga una rata più “leggera”. Il Tan va da un minimo di 7% fino a un massimo di 9,5% (rilevazione 15-02-2018 da sito Bper). Il Taeg va da 7,7% a 11,92%. Anche i questo caso il tasso di interesse può essere solo fisso.

Esempio “Prestito Leggero” calcolato su 12 mila euro

In questo caso le condizioni economiche saranno:

  • Taeg 7,96%;
  • Tan 7%;
  • durata 60 rate;
  • interessi passivi al termine del piano pari a 2.572,89 euro
  • rata mensile 118,42 euro per i primi 12 mesi e poi 272,99 euro

Finanziamento “A tasso Fisso”

Si tratta di un prestito personale flessibile, in quanto è accessoriato con delle opzioni che permettono di saltare la rata o cambiarne l’importo. La somma che si può richiedere deve essere compresa tra i 3 mila e i 30 mila euro. La durata del piano di rimborso invece va da 12 ai 120 mesi. I tassi sono determinati a seconda dell’importo e della durata scelti. Per questo il Tan può essere compreso tra il 6,5% e il 9,50% mentre il Taeg tra 7,28% e 13,12% (Fonte: sito Bper – Rilevazione al 15-02-2018).

Esempio Prestito Tasso Fisso su 10 mila euro.

Condizioni applicate:

  • Taeg 7,60%;
  • Tan 6,50%;
  • durata di rimborso 60 rate;
  • interessi passivi alla scadenza di 1.782,33 euro;
  • rata al mese di 195,66 euro.

(Fonte: sito Bper – Rilevazione al 15-02-2018)

Finanziamento A tasso variabile

L’unica possibilità di poter sfruttare, in un prestito personale, un tasso variabile si ha con questa tipologia, il cui importo dovrà essere sempre compreso tra i 3 mila e i 30 mila euro. La durata va da 12 a 120 rate e il vantaggio che si può ottenere è dettato da eventuali momenti di ribasso dei tassi di mercato (con indicizzazione all’euribor). Il tan è tra 6,5% e 9% mentre il Taeg va da 7,27% e 12,80%.

Come costi previsti accessori ci sono poi da aggiungere le spese di istruttoria e l’incasso rata (1,5 euro) e le comunicazioni periodiche 0,9 euro.

Quali alternative?

Come detto Banca Bper non offre ai propri clienti solo i 4 finanziamenti suddetti. La sezione prestiti è infatti arricchita da:

Prestito Valore Casa

Fino a 75 mila euro da rimborsare in massimo 10 anni per fare lavori sulla propria casa per renderla più ecologica ed efficiente.

Prestito Giovani

Importo compreso tra 500 e 15 mila euro da rimborsare in massimo 120 rate.

Prestito Senza Barriere

Da 1000 a 25 mila euro per aiutare le persone con disabilità ad affrontare le varie spese documentate.

Prestito libri e PC zero

Il finanziamento è rivolto ai genitori che devono affrontare spese per i propri figli. L a somma richiedibile è compresa tra i cinquecento ed i 5000 euro da restituire al massimo in 3 anni.

Cessione del quinto

Nella proposta dei prestiti è presente anche una cessione del quinto per pensionati e dipendenti a tempo indeterminato e per i pensionati. La durata massima è pari a 120 mesi e la rata rimane fissa per tutto il piano di ammortamento.

(Fonte: sito Bper – Rilevazione al 15-02-2018)

Approfondimenti: Cessione del quinto dipendenti privati e Prestiti per pensionati.

Come si richiedono i finanziamenti?

Bisogna recarsi presso una delle 1300 filiali presenti nelle varie Regioni. Per conoscere o ricevere informazioni si possono invece usare vari canali:

E’ possibile anche utilizzare il form di contatto sul sito che prevede la compilazione di tre schermate per arrivare a ottenere un ricontatto.

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