Valutazione del merito creditizio: cos’è e come si calcola?

Valutazione del merito creditizio: come influisce sulla concessione di un prestito

Nel momento in cui un consumatore privato o un’azienda si rivolgono ad un istituto di credito per ottenere liquidità si apre la cosiddetta fase di istruttoria durante la quale la banca, prima di concedere o meno il finanziamento, si riserverà alcuni giorni per valutare la fattibilità dell’operazione, analizzando il cosiddetto merito creditizio del cliente (all’estero si parla di credit score). Infatti le banche non sono obbligate a concedere un finanziamento (prestito o mutuo che sia) a chiunque lo richieda, ma

l’erogazione di un prestito è sempre a discrezione dell’istituto di credito, che effettuerà la sua scelta in base alle sue politiche interne e, appunto, in seguito ad un’attenta valutazione del merito creditizio del potenziale debitore.

tabella istruttoria

Indice

Cos’è e perchè è obbligatorio valutarlo?

Il merito creditizio di un consumatore o di un’impresa rappresenta la capacità che il cliente ha di rimborsare al creditore l’importo richiesto.

L’obbligatorietà della valutazione dell’affidabilità del potenziale debitore da parte degli istituti di credito è stata stabilita nel 2010 dall’accordo di Basilea 3 per tre importanti motivazioni:

  1. tutela dell’intero sistema bancario; la concessione di prestiti “a perdere”, ovvero che risultano nel tempo non recuperabili, limita enormemente la liquidità a disposizione delle banche mettendo a lungo andare a rischio la possibilità di erogare prestiti a chi invece ha tutte le carte in regola per ottenerli e rimborsarli;
  2. tutela del cliente; da un lato si aiuta il consumatore ad evitare di andare incontro ad un sovraindebitamento, dall’altro si impedisce alle banche di ricorrere alla pratica scorretta di approfittare dei clienti “deboli” erogando mutui ipotecari con lo scopo di guadagnarci in seguito con la vendita dell’immobile all’asta grazie alla prevedibile insolvenza;
  3. tutela del mercato finanziario mondiale; essendo molto comune la pratica della “cartolarizzazione” (le banche, per vedere un più rapido rientro della liquidità, usano vendere i loro crediti ad investitori terzi trasferendo a quest’ultimi il rischio legato al finanziamento ceduto), attraverso l’obbligatorietà della valutazione del merito creditizio si evita che vengano immessi sul mercato internazionale prodotti apparentemente sicuri che invece finiscono per rivelarsi a rischio mettendo in difficoltà l’intero sistema.

Come si calcola il merito creditizio?

punti di domanda

I parametri presi in considerazione per effettuare una valida valutazione del merito creditizio di un soggetto variano a seconda che si stia parlando di un’azienda o di un privato consumatore.

Nel caso di un’azienda o di un’impresa gli aspetti da controllare e da mettere in relazione tra loro sono numerosi e complessi:

  • livello di indebitamento del richiedente;
  • rapporto tra indebitamento e flussi di reddito (in entrata e in uscita);
  • reddito e suo mantenimento in futuro (stabilità);
  • eventuale presenza di insoluti precedenti;
  • presenza di fonti finanziarie o patrimoniali aggiuntive;
  • finalità del finanziamento;
  • garanzie addizionali.

Nel caso di un consumatore privato, invece, gli elementi da analizzare sono meno numerosi e viene meno l’importanza data alla finalità del finanziamento, essendo legato al consumo e quindi comunque utile per l’economia. In tal caso, dunque, si prenderà in considerazione esclusivamente la capacità di rimborso (reddito e stabilità) e la presenza o meno di segnalazioni passate nelle banche dati.

In seguito all’analisi di tutti questi fattori, al potenziale cliente viene attribuito un punteggio di merito, espresso in lettere, in base ad una specifica graduatoria detta Rating. Più è alto il merito creditizio ottenuto, minore è il rischio dell’operazione finanziaria e quindi minore sarà il costo applicato al finanziamento. Viceversa, più basso è il merito creditizio del cliente, maggiore è il rischio dell’operazione e quindi maggiore sarà il costo del finanziamento, sempre se l’istituto di credito interpellato decida comunque a favore della fattibilità della pratica senza rigettarla.

immagini di timbro con tripla A

I punteggi comunemente usati per indicare il merito creditizio sono i seguenti:

  • AAA sicurezza elevata;
  • AA sicurezza;
  • A ampia solvibilità;
  • BBB solvibilità;
  • BB vulnerabilità;
  • B elevata vulnerabilità;
  • CCC rischio;
  • CC rischio elevato;
  • C rischio molto elevato.

Cosa si intende per capacità di rimborso?

E’ la disponibilità reddituale del potenziale debitore su cui il creditore può fare mensilmente affidamento per il rimborso delle rate del finanziamento.

Un reddito non è come un altro. Ad esempio gli istituti di credito valutano solitamente più solido un reddito che deriva da un contratto statale o dalla pensione rispetto a quello di un dipendente privato o di un lavoratore autonomo. Allo stesso modo ad un contratto di lavoro a tempo indeterminato viene attribuito un punteggio più alto rispetto ad uno a tempo determinato o di altra tipologia più flessibile.

Inoltre viene preso in esame anche la presenza di eventuali finanziamenti in corso che possono influire negativamente sul reddito effettivamente a disposizione.

Cosa sono le banche dati creditizie?

Ogni volta che una banca o una finanziaria erogano e concludono un finanziamento o incontrano problemi nel recupero del credito concesso, tali informazioni vengono segnalate ad archivi pubblici e privati detti SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie), costantemente aggiornati.

Nel momento in cui un ente creditizio, in seguito ad una richiesta di finanziamento, apre la fase di istruttoria, tra le numerose verifiche che effettua c’è anche la consultazione di queste banche dati, in cui è possibile ottenere una certificazione della storia creditizia di chiunque in passato abbia già avuto accesso al credito. Potrà quindi farsi un’idea precisa dell’attuale esposizione debitoria del potenziale cliente e della puntualità o meno dei pagamenti mostrata nei precedenti rimborsi. Ciò permette quindi alle banche di esporsi anche con i nuovi clienti, di cui non ha una conoscenza diretta.

In Italia c’è sia un SIC pubblico (quello della Banca d’Italia) che diversi privati (Experian, Crif, Assilea e Consorzio Tutela Credito). Le informazioni in essi contenute sono strettamente riservate ed accessibili solo ai diretti interessati ed agli enti creditori a cui il cliente ha presentato formale domanda di finanziamento. Inoltre i dati custoditi nei SIC vengono conservati per un tot di tempo (max. 60 mesi), dopodichè saranno cancellati secondo le tempistiche previste dalla normativa vigente. Questo per far sì che chi in passato possa aver avuto problemi di insolvenza non venga marchiato a vita ma, in seguito a successivi comportamenti virtuosi, possa in futuro accedere al credito nuovamente con semplicità.

loghi sic privati italiani

Infine va ricordato che il consumatore ha il diritto:

  • di essere tempestivamente informato quando sta per essere segnalato in seguito ad un primo ritardo nel pagamento di una rata, così da poter saldare il dovuto rapidamente evitando la segnalazione;
  • di accedere gratuitamente ai dati che lo riguardano presenti nei SIC e di richiederne la cancellazione, se non già effettuata, di quelli per i quali sono decorsi i tempi di conservazione e la correzione di quelli eventualmente inesatti, al fine di potersi presentare al meglio delle sue possibilità all’istituto di credito presso cui intende chiedere un finanziamento.

(Approfondimento: Cancellazione Crif)

Merito creditizio, Decreto Liquidità e Cura Italia

In seguito alle restrizioni nazionali e alle chiusure delle attività non essenziali che lo Stato ha dovuto imporre per arginare la diffusione del Coronavirus, l’economia Italiana è entrata in sofferenza. Lo Stato allora ha cercato di sostenere i settori più colpiti con i Decreti Cura Italia e Liquidità, intorno ai quali si è creata però un po’ di confusione. Erroneamente è infatti passata, anche attraverso i media, l’idea che tali decreti permettano di accedere al credito anche alle aziende con un merito creditizio inadeguato. Questo è sbagliato, infatti

anche nel caso in cui si usufruisca delle agevolazioni previste dallo Stato resta in vigore tutta la normativa vigente relativa all’obbligatorietà della valutazione del merito creditizio.

Ciò che è stato semplificato non è l’accesso al credito ma l’accesso alla garanzia pubblica sul credito (Fondo PMI).

(Approfondimento: Coronavirus Prestiti)