Prestiti Inpdap 2022 per pensionati: tabella e tassi a confronto

Prestiti ex-Inpdap – Guida ai prestiti per dipendenti pubblici e pensionati

L’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica – INPDAP era un ente pubblico che fino al 2011 svolgeva attività di previdenza ed assistenza per i dipendenti pubblici. Il Governo Monti ne ha decretato la soppressione e tutte le funzioni svolte sino ad allora dall’Inpdap sono confluite nell’INPS. I prestiti che venivano erogati dall’Inpdap a favore degli iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie sono ancora disponibili sotto il nuovo nome di Prestiti INPS.

Indice

  1. Tipologie di finanziamenti ex-Inpdap
  2. Requisiti minimi
  3. Elenco banche convenzionate
  4. Richiesta e modalità di erogazione
  5. Tempistiche

Tipologie di finanziamenti INPS (ex-Inpdap)

L’offerta complessiva è suddivisibile in 3 categorie di prodotti messe a disposizione dei cittadini iscritti:

  1. Piccolo Prestito, ovvero una forma di finanziamento personale non finalizzato, che deve avere un valore ben preciso, di una, due, tre, quattro, sei o otto volte rispetto allo stipendio/pensione percepiti. L’importo del Piccolo Prestito, infatti, non può essere richiesto arbitrariamente, ma deve essere scelto tra le 6 opzioni disponibili. Sotto il profilo della durata non può essere mai inferiore ad 1 anno o superiore a 4 anni;
  2. Prestito Pluriennale Diretto, che viene finanziato direttamente dall’Inps e che può avere una durata di 5 o 10 anni. In questo caso, diversamente da quanto accade con il Piccolo Prestito, è necessario presentare una dettagliata documentazione di spesa e rientrare tra le motivazioni di utilizzo indicate nello specifico Regolamento;
  3. Prestito Pluriennale Indiretto o garantito, uguale nella forma e nella sostanza a quello diretto, ma erogato non più dall’Inps ma dalle società finanziarie convenzionate.
Tipo di prestito Durata del finanziamento Costo del finanziamento
Piccolo prestito Inpdap 1 – 2 – 3 – 4 anni TAN 4,25% +0,50% per spese amministrative +quota Fondo Rischi
Prestito Pluriennale Inpdap Diretto 5 – 10 anni TAN 3,50% +0,50% per spese amministrative +quota Fondo Rischi
Prestito Pluriennale Inpdap Garantito 5 – 10 anni tasso applicato dalla banca erogante convenzionata

Tabella aggiornata al 23/01/2022

Requisiti minimi

Non tutti i dipendenti pubblici, statali e i pensionati possono accedere a questo tipo di finanziamenti agevolati, anche se le limitazioni e le esclusioni sono davvero minime.

Per le forme di Piccolo Prestito, ad esempio, non è specificato alcun requisito di anzianità lavorativa o di tipologia di contratto. Ovviamente bisogna essere iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie.

Per i Prestiti Pluriennali, invece, sono necessari:

  • l’iscrizione alla Gestione, con almeno 4 anni di contributi versati;
  • un contratto di lavoro a tempo indeterminato con un’anzianità di almeno 4 anni valida ai fini pensionistici (che si dimezza ad esempio nel caso di invalidi o mutilati di guerra)

A titolo informativo, al momento di lasciare il servizio attivo passando alla condizione di pensionato, se si vuole continuare a usufruire dell’accesso ai prestiti Inps ex Inpdap, con la domanda di pensionamento bisogna anche fare quella di registrazione al fondo (ottenendo l’applicazione dell’aliquota di contribuzione agevolata). Ciò è dovuto al fatto che i dipendenti in servizio pagano un contributo maggiore rispetto ai pensionati e il passaggio non avviene da uno stato all’altro in modo automatico. Inoltre, l’adesione a tale Fondo è obbligatoria per tutti gli iscritti Inps ex-Inpdap mentre non lo è per i pensionati.

Le categorie che possono decidere di aderire al Fondo sono numerosissime, rendendo accessibili i prestiti ex-Inpdap a svariate categorie quali:

Elenco banche convenzionate

Ecco alcuni degli istituti di credito che risultano convenzionati in data 23/01/2022:

Data rilevazione: 23/01/2022 – Fonte con elenco completo

Richiesta e modalità di erogazione

Le modalità di erogazione sono molto semplici: in taluni casi, infatti, è direttamente l’Inps ad emettere l’intera somma richiesta, in altri, invece, valgono gli accordi con gli istituti convenzionati, sanciti all’interno di specifiche soglie, a cui gli iscritti possono rivolgersi direttamente. Tra i partner spiccano istituti di prim’ordine che garantiscono affidabilità e sicurezza nelle transazioni come BNL, Italcredi, Deutsche Bank, Compass e Banco Popolare.

Nel caso dei prestiti Inps ex-Inpdap erogati direttamente bisogna utilizzare l’apposito form da compilare online nella propria area privata del portale Inps. Il tutto si svolge per via telematica. Nel particolare a distanza avverrà sia la richiesta dell’apposito modulo presente sull’intranet da parte dell’amministrazione che l’invio della domanda. Sempre online, quando la domanda risulterà visibile nell’area personale, si dovrà dare la conferma della richiesta, od in alternativa fermare l’iter cancellandola.

Nonostante i requisiti posseduti, non c’è certezza che si otterrà la somma richiesta perché l’assegnazione viene fatta fino ad esaurimento dei fondi stanziati.

Per quanto riguarda invece i prestiti indiretti le figure interessate sono plurime visto che per la richiesta saranno interessate l’amministrazione del dipendente, la banca interpellata e l’ufficio Inps ex Inpdap responsabile a livello territoriale.

Ricordiamo inoltre che la possibile richiesta dei prestiti pluriennali garantiti è legata alle finalità per cui è richiesto il finanziamento stesso. Queste variano anche in funzione del piano di ammortamento e dovranno essere giustificate appunto al momento di richiedere il prestito (quinquennale o decennale) all’Ente.

Tempistiche

Viste le differenti tipologie di prestiti ex-Inpdap non è possibile indicare una tempistica univoca. Anche all’interno dello stesso prestito ci potranno essere delle notevoli differenze in funzione del numero delle richieste o della necessità di modifiche ed integrazioni. In senso assoluto è possibile che i prestiti pluriennali indiretti siano leggermente più veloci anche se molto, in questo caso, dipende dalle politiche interne dell’istituto di credito prescelto.