Bonus Biciclette: come funziona e chi può ottenerlo

Bonus Biciclette: guida alla richiesta e all’utilizzo

Tra le tante misure previste dal Governo per contrastare la diffusione del Coronavirus sul nostro territorio c’è il Bonus Mobilità, noto anche come Bonus Biciclette. Se sei interessato ad usufruirne anche tu, continua a leggere il seguente articolo: ti fornirò tutte le info utili e le ultime novità.

Indice

Di cosa si tratta?

disegno di bicicletta sull'erba

Il Bonus Mobilità è un contributo economico statale previsto dal Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 (convertito in legge il 17 luglio 2020) da utilizzarsi per l’acquisto di mezzi di trasporto individuali alternativi alle auto. Nasce dalla collaborazione tra il Ministero dei Trasporti e quello dell’Ambiente con lo scopo di incentivare l’uso di biciclette, monopattini elettrici e servizi di bike sharing per scongiurare, durante le Fasi 2 e 3 di ripresa dopo il lockdown, il sovraffollamento sui mezzi pubblici e il congestionamento dei centri urbani, favorendo al contempo l’energia pulita.

Tale sussidio può essere utilizzato, indipendentemente dalla fascia di reddito a cui si appartiene, dai maggiorenni residenti:

  • nei capoluoghi di Regione e di Provincia (anche con meno di 50.000 abitanti);
  • nei Comuni con più di 50.000 abitanti;
  • nei Comuni (anche sotto i 50.000 abitanti) delle 14 Città Metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia).

Per verificare se il proprio Comune rientra nella soglia di abitanti minima per poter accedere al Bonus occorre fare riferimento ai dati Istat del 1 Gennaio 2019.

Importo e prodotti per i quali è utilizzabile

disegno di biciclette e veicoli elettrici

Il Bonus Mobilità può essere utilizzato per acquistare:

  • biciclette nuove e usate, anche con pedalata assistita (max 0,25 kW, 25 Km/h);
  • handbike nuove e usate;
  • veicoli elettrici individuali nuovi o usati come monopattini, hoverboard e segway;
  • abbonamenti a servizi di mobilità condivisa come bike o monopattino sharing.

Sono invece esclusi gli acquisti di accessori o pezzi di ricambio.

L’importo del buono è pari al 60% del prezzo di vendita del prodotto in questione e comunque non può mai superare i 500€.

Come funziona?

disegno di computer, moduli e punti interrogativi

Si tratta di un buono retroattivo a partire dal 4 Maggio 2020. Possono quindi richiedere (una sola volta) il rimborso del 60% del prezzo d’acquisto tutti coloro che rientrano nei suddetti requisiti e che hanno acquistano un mezzo di trasporto individuale (tra quelli indicati), dal 4 Maggio al 31 Dicembre 2020. Farà fede lo scontrino fiscale, che deve essere parlante, ovvero deve riportare la natura dei beni acquistati e il codice fiscale del compratore, proprio come quelli della farmacia per intenderci. Su questo punto c’è stato un lungo dibattito tra il Ministero dell’Ambiente, che riteneva necessaria la fattura, e il Ministero dei Trasporti che preferiva il semplice scontrino. Con l’approvazione dello scontrino parlante si è raggiunto un punto d’incontro, utile anche a scongiurare che i 210 milioni stanziati finiscano anche nelle mani di eventuali furbetti che abbiano acquistato solo accessori o pezzi di ricambio.

In realtà il programma prevede la creazione di un’applicazione online che sarà scaricabile dal portale del Ministero dell’Ambiente ed alla quale si potrà accedere tramite SPID. Tale applicazione dovrebbe essere attivata tra fine Luglio e metà Agosto. Quindi l’utilizzo del Buono Mobilità seguirà due fasi.

  • Fase 1 (dal 4 maggio 2020 all’attivazione dell’app online): in tale periodo l’acquirente effettuerà l’acquisto della bicicletta (o similare) a prezzo pieno presso un qualsiasi rivenditore, anche online, richiedendo lo scontrino parlante. Il rimborso del 60% andrà successivamente richiesto dal consumatore sulla piattaforma apposita, quando quest’ultima sarà attivata;
  • Fase 2 (a partire dall’attivazione dell’apposita applicazione online): l’interessato farà richiesta online del Buono Mobilità, che sarà prodotto sotto forma di voucher elettronico e che avrà una validità di 30 giorni. Al momento dell’acquisto presso gli esercenti fisici o online aderenti all’iniziativa si mostrerà in cassa tale voucher ottenendo lo sconto immediato sul prezzo di vendita (se ne pagherà dunque solo il 40%). Sarà poi il venditore a provvedere in un secondo momento alla richiesta del rimborso del rimanente 60% secondo le modalità previste dal regolamento.

Possibili problematiche

disegno di omino pensieroso e punto interrogativo

Il Bonus Mobilità è stato accolto dagli interessati con grande entusiasmo. Da Maggio infatti in Italia si registra un vero e proprio boom degli acquisti nel settore coinvolto, con rivenditori (anche nazionali come Decathlon o Cisalfa) che segnalano il sold out e difficoltà della produzione a star dietro all’improvvisa crescita della domanda. Ovviamente ciò fa sorgere un dubbio: le risorse stanziate dal Governo saranno sufficienti a soddisfare tutte le richieste di rimborso che prenderanno d’assalto l’applicazione web non appena sarà attivata? Per scongiurare il pericolo click day è stato deciso che avranno la precedenza i rimborsi di acquisti già effettuati rispetto alla produzione di nuovi voucher elettronici, ma non è improbabile che i fondi possano esaurirsi in fretta, non riuscendo a soddisfare per intero la notevole domanda, creando inevitabilmente malcontento.

Inoltre sarà da chiarire il problema relativo allo scontrino fiscale. Fino a pochi giorni fa non c’era una linea chiara a riguardo, quindi in molti hanno effettuato l’acquisto ottenendo una fattura oppure uno scontrino standard. Ci si chiede: questi utenti dovranno rinunciare al rimborso? Oppure saranno accettati anche tali strumenti, almeno per gli acquisti avvenuti prima dell’indicazione ufficiale dello scontrino parlante?

Infine, se una volta rimborsati tutti gli acquisti già effettuati rimarrà una disponibilità di fondi residua per ulteriori voucher, quale sarà l’adesione al programma da parte dei venditori dal momento in cui dovranno provvedere loro alla richiesta di rimborso?

Staremo a vedere.

(Data rilevazione: 20/07/2020; Fonte: sito ufficiale Ministero dell’Ambiente)

(Approfondimento: Bonus Vacanze)

Approfondisci

Bonus Vacanze: dove richiederlo e come funziona

Bonus Vacanze: guida alla richiesta

Se anche tu hai sentito parlare del famigerato Bonus Vacanze e vuoi saperne di più sui requisiti per ottenerlo e su come richiederlo, continua a leggere il seguente articolo: ti fornirò tutte le info che cerchi.

Indice

Cos’è?

copertina opuscolo ufficiale bonus vacanze

L’emergenza sanitaria che ha recentemente colpito l’Italia ha costretto lo Stato ad imporre un lungo lockdown alla nostra nazione, al fine di arginare il più possibile la diffusione del Covid-19. Effettivamente le misure restrittive hanno funzionato dal punto di vista sanitario, ma hanno comportato grandi sacrifici per gli italiani, soprattutto economici. Per questo il Governo, nel Decreto Rilancio del 19 maggio 2020, ha previsto tutta una serie di misure a sostegno delle attività produttive e delle famiglie maggiormente colpite dal lungo periodo di forzata inattività. Tra questi provvedimenti rientra il cosiddetto Bonus Vacanze, ideato con il duplice scopo di aiutare a ripartire da un lato le famiglie, incentivandole a viaggiare in un periodo in cui le disponibilità economiche scarseggiano, dall’altro le attività turistiche italiane, uno dei settori maggiormente colpiti dalle conseguenze del Coronavirus e che stenta a riprendersi anche a causa della drastica riduzione dell’abituale turismo straniero.

A chi è rivolto?

immagine isee

Possono accedere a tale bonus economico le famiglie che dispongono di un ISEE (ordinario o corrente) inferiore a 40.000€.

Per chi non lo sapesse, l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) viene calcolato dall’INPS ed è lo strumento attraverso il quale viene valutata la situazione economica del tuo nucleo familiare al fine di vedere se rientra o meno nei requisiti minimi richiesti per ottenere eventuali agevolazioni o sostegni economici erogati dallo Stato. L’ISEE ordinario riporta la fotografia economica del tuo nucleo familiare relativa alla dichiarazione dei redditi di due anni indietro ed è valida fino al 31 Dicembre dell’anno in cui se ne è fatta richiesta. Se nel frattempo sono però intervenuti cambiamenti nella composizione del tuo nucleo familiare o sensibili riduzioni del reddito percepito è necessario aggiornare tale ISEE richiedendo quello corrente, che ha una validità di 6 mesi.

Per ottenere l’ISEE è necessario compilare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica, da quest’anno disponibile anche in versione precompilata). Tale compilazione puoi eseguirla sia autonomamente sul sito dell’INPS che con l’ausilio gratuito di un CAF.

In cosa consiste?

scritta bonus

Le famiglie che rientrano in un ISEE inferiore ai 40.000€ hanno diritto ad un buono economico il cui ammontare varia in base alla composizione del nucleo familiare:

  • 1 componente 150€;
  • 2 componenti 300€;
  • da 3 componenti in su 500€.

Nello specifico

l’80% del buono ottenuto sarà scontato dal conto al momento del pagamento della struttura presso cui si sarà fruita la vacanza, mentre il restante 20% potrà essere portato in detrazione nella dichiarazione dei redditi 2021.

Facciamo un esempio:

Hai soggiornato con tua moglie ed i due tuoi figli presso una struttura aderente per un totale di 1.000€. Presentando un Bonus Vacanze di 500€ pagherai all’albergatore 600€, in quanto l’80% del buono (ovvero 400€) ti sarà detratto subito dal conto. Per i restanti 100€ a cui hai diritto, dovrai richiederne la detrazione sull’imposta dovuta nella dichiarazione dei redditi dell’anno prossimo.

Come lo richiedo?

Il Bonus Vacanze può essere richiesto ed utilizzato dal 1 Luglio al 31 Dicembre 2020.

La richiesta deve necessariamente avvenire online attraverso IO,

l’app dei Servizi Pubblici fornita gratuitamente da PagoPa Spa e disponibile per device con sistema operativo sia Android (4.4 e superiori) che iOS (13 e superiori).

Attenzione: per poter accedere all’app IO è indispensabile disporre di uno dei seguenti strumenti attraverso il quale autenticarsi:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) composto da nome utente e password e necessario per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione;
  • CIE 3.0 (la carta d’identità elettronica in plastica con la banda ottica sul retro), col relativo codice PIN di 8 cifre.

Per chi ancora non lo avesse richiesto, lo SPID si ottiene online registrandosi presso uno degli Identity provider che trovi sul sito ufficiale www.spid.gov.it e seguendo la procedura guidata.

Una volta che ti sarai autenticato, dovrai selezionare nell’app IO la sezione “Pagamenti”, scegliere “Aggiungi Bonus/Sconto” e selezionare “Bonus Vacanze”. Non dovrai allegare alcun documento in quanto l’app riceverà automaticamente dall’INPS il tuo ISEE, comunicherà con l’Agenzia delle Entrate e in pochi minuti riceverai l’esito della tua domanda. In caso positivo, il Bonus spettante sarà immediatamente attivo e fruibile sull’app stessa, sotto forma di un codice univoco e un QR.

Come lo utilizzo?

Una volta ottenuto, il Bonus Vacanze può essere utilizzato per le vacanze in Italia di un qualsiasi membro della famiglia. Ad esempio può essere utilizzato sia nel caso di una vacanza per l’intero nucleo familiare (genitori e figli), sia per una vacanza fruita solo da uno dei figli. Al momento del pagamento (che deve avvenire in un’unica soluzione in loco o presso un’agenzia viaggi, mai attraverso l’intermediazione di piattaforme online) il beneficiario deve presentare:

  • il codice QR, per permettere all’albergatore di verificare la validità del Bonus;
  • il codice fiscale di chi presenterà la dichiarazione dei redditi 2021 richiedendo la detrazione del 20% residuo. Tale codice fiscale dovrà essere obbligatoriamente riportato sulla fattura/scontrino.

immagine codice qr e codice fiscale

Il pagamento può avvenire con qualsiasi strumento (contanti, carta di credito, di debito, prepagata, bonifico) accettato dalla struttura prescelta.

Attenzione: il Bonus va speso tutto in una volta.

Se la vacanza per la quale lo si desidera utilizzare ha un importo inferiore all’ammontare del buono le percentuali di utilizzo saranno ricalcolate sul prezzo effettivo e la parte residua del bonus non utilizzata andrà irrimediabilmente perduta.

Quali sono le strutture aderenti?

Le strutture ricettive italiane (hotel, campeggi, agriturismi o bed & breakfast) non sono obbligate a partecipare all’iniziativa promossa dal Governo. La loro adesione al progetto è infatti discrezionale e non esiste un elenco ufficiale di quelle che attualmente hanno deciso di accettare il Bonus Vacanze.

E’ quindi opportuno informarsi previamente al momento della scelta onde evitare brutte sorprese.

Federalberghi, per semplificare la fruizione del Bonus Vacanze, ha attuato un sondaggio tra i suoi soci e ha creato una pagina web ( www.italyhotels.it) sulla quale è possibile individuare tra le oltre 28.000 strutture a lei associate quelle aderenti.

Ausili regionali

Alcune Regioni hanno varato sussidi ed iniziative addizionali, cumulabili col Bonus Vacanze, per incentivare ulteriormente il turismo sul proprio territorio.

Ad esempio il Piemonte ha attivato l’iniziativa “La nostra ospitalità è singolare” con la quale il turista che prenota tre notti presso le strutture aderenti ne paga all’albergatore solo una, mentre le altre sono offerte dalla Regione.

In Calabria invece è stata approvata l’iniziativa “Stai in Calabria” che prevede, tramite procedura a sportello, l’erogazione di voucher (spendibili in strutture ricettive calabresi) fino ad un massimo di 320€ per nucleo familiare in caso di ISEE inferiore ai 20.000€.

(Data di rilevazione: 15/07/2020); Fonte: sito ufficiale Agenzia delle Entrate).

(Approfondimento: Bonus Biciclette, Reddito di cittadinanza)

Approfondisci

Prestito rotativo: non solo carte revolving

Prestito rotativo: scopri tutto quel che c’è da sapere

Se ti è capitato di sentir parlare di prestito rotativo ma non ti è chiaro di cosa si tratti continua a leggere il seguente articolo: ti fornirò tutte le informazioni che cerchi a riguardo.

Indice

Cos’è e come funziona?

disegno di monete e punto interrogativo

Per prestito (o credito) rotativo si intende una particolare linea di credito concessa da una banca o da una finanziaria ad un suo cliente in seguito ad una tradizionale valutazione creditizia. Ciò che lo differenzia da un comune finanziamento è il fatto che:

  • il rimborso rateale mensile avrà inizio solo nel momento in cui il cliente deciderà di utilizzare, in parte o in toto, il credito concesso e gli interessi saranno applicati solo sulla parte effettivamente utilizzata;
  • la quota capitale di ogni rata rimborsata andrà a ricostituire il plafond concesso in partenza (ecco perché è detto “rotativo”), così che il beneficiario di tale forma di prestito potrà attingere nuovamente alla medesima linea di credito senza dover effettuare una nuova richiesta di prestito e senza quindi dover sottostare ad un’ulteriore fase di istruttoria da parte della banca in questione;
  • non è possibile stabilire in anticipo la durata del rimborso perchè la flessibilità di utilizzo comporta la frequente aggiunta di nuovi acquisti rateizzati e quindi il continuo prolungarsi del piano di rimborso, spesso costituito da rate fisse di minimo importo;
  • il plafond concesso è a discrezione della banca che lo stabilirà dopo un’accurata indagine reddituale e creditizia.

Si tratta quindi di un prodotto finanziario che presenta molte analogie con l’apertura di credito in conto corrente (o fido bancario), con la differenza che il prestito rotativo non è necessariamente erogato dall’istituto di credito presso cui si è titolari del conto e non è obbligatoriamente un prodotto ad esso collegato. Inoltre nel prestito rotativo c’è l’obbligo dei rimborsi mensili che invece non troviamo nel fido, in cui invece i tempi di rimborso sono a discrezione dell’affidato.

Al momento della richiesta è opportuno valutare con attenzione le condizioni economiche applicate in quanto la comodità di avere sempre a disposizione un credito a cui attingere senza alcun preavviso ha inevitabilmente il suo costo.

Attenzione quindi non solo al TAN indicato sul foglio informativo ma soprattutto al TAEG, il valore che indica non solo il tasso di interesse applicato alle somme utilizzate ma anche l’incidenza di tutti i costi accessori (spese di incasso rata, imposta di bollo, gestione pratica) che possono rendere il credito rotativo anche piuttosto salato.

Carte revolving

immagine di carta revolving

La forma più tipica di credito rotativo è rappresentata dalle cosiddette carte di credito revolving, ovvero quelle carte di credito che non solo ti anticipano (nei limiti del plafond concesso) il denaro necessario per effettuare i tuoi acquisti nell’arco del mese in corso ma che ti offrono anche la possibilità di rateizzarne il rimborso con l’applicazione degli interessi pattuiti nel contratto.

Le rate mensilmente versate andranno a ricostituire il saldo a disposizione presente sulla carta.

Tali carte di credito possono essere richieste presso qualsiasi banca o finanziaria che le presenti in catalogo (eventualmente anche per i non correntisti), oppure online presso il sito ufficiale dell’istituto emittente (come ad esempio avviene con Carta Blu e Carta Explora American Express). La concessione può essere più semplice e veloce se si effettua la domanda presso una banca di cui si è già clienti in quanto l’istituto in questione sarà già in possesso di informazioni sia sullo storico reddituale che sulla puntualità nei rimborsi del richiedente.

In ogni caso, comunque, è necessario allegare alla domanda i seguenti documenti:

  • copia fronte/retro di un documento d’identità valido;
  • copia del codice fiscale o della tessera sanitaria;
  • documento attestante il reddito percepito (busta paga per i lavoratori dipendenti, dichiarazione dei redditi per i lavoratori autonomi, cedolino della pensione per i pensionati).

Ogni istituto di credito, se lo ritenesse necessario, potrà poi richiedere ulteriori documentazioni, ad esempio per verificare la residenza del richiedente.

Nella stragrande maggioranza dei casi l’addebito delle rate mensili avverrà sul conto corrente del richiedente, quindi la titolarità di un conto bancario o postale è spesso un requisito imprescindibile, anche se non mancano le eccezioni, ovvero carte revolving i cui rimborsi possono essere effettuati attraverso il pagamento di semplici bollettini postali (come ad esempio Carta Aura Findomestic).

Spesso le carte di credito revolving, oltre agli interessi, prevedono un canone mensile o annuo il cui importo sale con l’aumentare del plafond concesso e con la presenza di eventuali servizi accessori esclusivi a cui danno accesso. Anche in questo caso, però, non mancano le eccezioni come ad esempio AgosPay Zero e Carta Easy Compass, entrambe senza canone.

Attenzione: il fatto che una carta revolving non abbia il canone, non la rende automaticamente più conveniente di una che invece lo prevede. Occorre sempre confrontare i TAEG per valutare correttamente al momento della scelta.

Altre forme di prestito rotativo

Ultimamente il prestito rotativo sta diventando accessibile alla clientela retail anche attraverso forme alternative alle carte revolving, ovvero come servizio accessibile ai titolari di determinate carte prepagate con iban oppure ai correntisti di alcune banche.

Il funzionamento di base è sempre lo stesso, ciò che varia di volta in volta sono i requisiti richiesti, le modalità da seguire per ottenerlo e, ovviamente, le condizioni economiche applicate.

Facciamo qualche esempio.

Minicredito Compass Pay

disegno di caraffa che versa gocce di euro

I titolari della Conto&Carta CompassPay, la carta prepagata ricaricabile con Iban emessa da Compass, possono richiedere in filiale il Minicredito, ovvero una linea di credito rotativo collegata alla carta. Il plafond concesso è di 1.500€ ed è utilizzabile sia per effettuare acquisti e pagamenti sia, previa richiesta, per trasferirlo in parte o totalmente sul saldo della carta-conto. Il credito di volta in volta utilizzato sarà rimborsato tramite rate fisse mensili di 50€ o 100€, la cui quota capitale andrà a ricostituire il plafond originale. La messa a disposizione del servizio ha un costo annuale di 20€ e prevede un TAN 16% e un TAEG max. di 23,30%.

(Data di rilevazione: 03/07/2020; Fonte: sito ufficiale Compass)

Credit boost Hype

schermata credit boost

I titolari delle carte prepagate con iban Hype Plus e Hype Premium in possesso dei requisiti minimi potranno richiedere Credit Boost direttamente dall’omonima app. Si tratta di una linea di credito rotativo di 2.000€ a cui attingere all’occorrenza trasferendo sul saldo della propria carta il contante indicato e rimborsando quanto prelevato in un numero di rate a scelta da 3 a 12. E’ previsto un costo una tantum di 5 € all’attivazione del servizio mentre ad ogni utilizzo saranno previamente evidenziati TAN e TAEG applicati.

(Data di rilevazione: 03/07/2020; Fonte: sito ufficiale Hype)

My Instant Credit Widiba

In questo caso si tratta di una linea di credito rotativo concessa da Widiba by Findomestic ai suoi correntisti in possesso di determinati requisiti. My Instant Credit si richiede velocemente online, offre un plafond di 1.500€ e permette di avere fino ad 5 rateizzazioni in corso. Per il rimborso è possibile scegliere tra 3, 6, 9 o 12 rate (TAN 10,68%, TAEG 11,22%).

(Data di rilevazione: 03/07/2020; Fonte: sito ufficiale Widiba)

Ricariconto UbiBanca

Anche i correntisti Ubi possono richiedere dall’app o dall’internet banking il credito revolving Ricariconto, che offre un plafond di 5.000€. Si potrà così selezionare dalla propria lista movimenti, anche accorpandole insieme, le spese che si desidera rateizzare (importo minimo 250€). Non son sono previsti canone, costi di attivazione né interessi, solo una commissione fissa variabile in base all’importo selezionato e alla durata della rateizzazione che può andare da 3 a 25 mesi (TAN 0%, TAEG max. 15,71%).

(Data di rilevazione: 03/07/2020; Fonte: sito ufficiale Ubi Banca)

Approfondisci

Minicredito Compass: cos’è e quanto costa?

Minicredito Compass: una linea di credito sempre a tua disposizione

Ultimamente banche e finanziarie offrono sempre più spesso nei loro cataloghi forme di piccoli prestiti pre-valutati, per i quali si effettua in anticipo la fase di istruttoria in modo tale da poter attingere alla somma concordata rapidamente quando eventualmente se ne dovesse avere bisogno. Si tratta di prodotti solitamente rivolti ai titolari di un conto corrente o di una carta prepagata evoluta, le cosiddette carte-conto. Anche Compass si è unita al coro offrendo ai possessori di Conto&Carta CompassPay la possibilità di richiedere il Minicredito. Se sei curioso di saperne di più continua a leggere il seguente articolo: ti fornirò tutti le info e i dettagli utili su questa forma di prestito rapido.

logo compass
Indice

Di cosa si tratta?

disegno di caraffa che versa gocce di euro

Potremmo definire il Minicredito offerto da Compass ai titolari della Conto&Carta CompassPay come un piccolo prestito di 1.500€ pre-accordato e messo in stand-by, pronto ad essere istantaneamente utilizzato al momento del bisogno, liquidandolo in toto o solo in parte sul tuo conto CompassPay, senza ulteriori trafile burocratiche. Il rimborso delle somme utilizzate, compresi gli interessi, avverrà mensilmente in piccole rate da 50€ o 100€ addebitate sempre sulla tua CompassPay.

La durata del rimborso, così come l’importo della rata, non sono fissi ma dipendono da quanta parte del fido è stata utilizzata.

Si tratta inoltre di una linea di credito rotativa, ovvero man mano che si rimborsa il debito attraverso la quota capitale delle rate mensili, si va a ricostituire il plafond originario che può quindi essere nuovamente utilizzato.

Per chi ancora non la conoscesse, ricordiamo che Conto&Carta CompassPay è una carta prepagata ricaricabile evoluta che, grazie alla presenza di un Iban bancario, offre al suo possessore le principali funzionalità di un conto corrente come l’accredito dello stipendio, la domiciliazioni delle utenze, bonifici in entrata ed uscita, pagamenti di vario genere, acquisti e prelievi, avvalendosi della sicurezza e affidabilità del circuito internazionale VPay by Visa.

immagine carta conto&carta compasspay

Quanto costa?

immagine di punto interrogativo fatto di banconote

Poter usufruire di questa comoda e immediata riserva di denaro ovviamente ha un suo costo. Innanzitutto occorre mettere in conto il canone mensile di 3€ della carta CompassPay (azzerabile in caso di accredito dello stipendio/pensione, SDD passivo o ricarica nel mese tramite Sisal pari almeno a 500€). A ciò vanno poi aggiunti i costi legati al Minicredito in questione, ovvero:

  • canone annuale di 20€ per la messa a disposizione del fido;
  • TAN 16% e TAEG max. 23,30% (calcolati su 1500€);
  • 16€ di imposta di bollo.

(Data di rilevazione: 25/05/2020; Fonte: sito ufficiale Compass).

Come lo richiedo?

Il Minicredito è un servizio che va richiesto necessariamente in filiale. E’ dunque consigliato fissare previamente un appuntamento con un consulente Compass contattando il Numero Verde 800.77.44.33. Alla richiesta seguirà una fase di istruttoria durante la quale sarà valutato il merito creditizio e il reddito del richiedente e, nel caso di esito positivo, il fido pattuito sarà rapidamente disponibile. Sul sito ufficiale non sono riportati i requisiti minimi di cui occorre essere in possesso né tanto meno se si tratta di un prodotto accessibile anche a chi non dispone di una busta paga.

Opinioni

Poter disporre di una linea di credito pronta all’occorrenza è sicuramente utile, soprattutto in caso di spese urgenti e impreviste. Non sempre però si tratta anche di una soluzione conveniente. Ad esempio, nel caso del Minicredito Compass il TAN e soprattutto il TAEG risultano un po’ alti, anche rispetto ad altre proposte simili presenti sul mercato. Inoltre è da tenere in conto la presenza della commissione di 20€ all’anno per la sola messa a disposizione del fido, dovuta anche nel caso in cui si dovesse scegliere di non utilizzare poi effettivamente il credito di cui abbiamo fatto previamente richiesta.

(Approfondimenti: Hype Credit Boost, My Instant Credit)

Approfondimenti

Approfondisci

Comprare a rate Amazon: come funziona e quanto costa?

Comprare a rate Amazon: chi può usufruirne?

logo amazon

Amazon, il colosso statunitense del commercio online, è un punto di riferimento per gli acquirenti di tutto il mondo, Italia compresa: coniuga varietà di scelta, comodità e convenienza, oltre ad offrire un ottimo servizio di assistenza post vendita, con la possibilità di restituire un qualsiasi acquisto non pienamente corrispondente alle nostre aspettative. L’unico punto a suo sfavore, fino a poco tempo fa, era l’obbligo di dover pagare sempre e comunque in un’unica soluzione, anche se l’importo in questione era importante, come ad esempio nel caso dell’acquisto di un televisore, di un computer o di una lavatrice. In tali situazioni, se pure Amazon offrisse un prezzo più basso rispetto al nostro negozio fisico di riferimento, spesso (è capitato anche a me) si finiva per acquistare comunque presso il rivenditore fisico solo perché capace di proporci un pagamento rateale, con buona pace della convenienza. Ma Bezos ultimamente ha rimescolato le carte in tavola introducendo la possibilità di comprare a rate anche sul noto sito di e-commerce. Se vuoi saperne di più, continua a leggere il seguente articolo: ti fornirò tutte le info utili a riguardo.

Indice

Di cosa si tratta?

immagine di computer da cui esce un pacchetto amazon

Partiamo col precisare di cosa non si tratta: non ci troviamo di fronte ad una forma di finanziamento in quanto Amazon non è una banca o una finanziaria, quindi non potrebbe erogare in prima persona tale servizio, nè ha stretto convenzioni con istituti di credito per fungere da intermediario del credito. Ciò che offre Amazon è in realtà una

dilazione di pagamento senza applicazione di interessi o altri oneri,

così come previsto dall’articolo 122 (comma 5) del TUB.

Chi può usufruirne e su quali categorie di prodotti?

Attualmente il servizio è rivolto ai soli clienti residenti in Italia, con un account Amazon attivo da almeno un anno e che presenti un’ottimale cronologia dei pagamenti, ovvero senza ritardi e problemi a riguardo in passato. L’account deve inoltre essere collegato ad una carta di debito o di credito attiva, che scada almeno 20 giorni dopo il pagamento dell’eventuale ultima rata prevista. Sono accettati i circuiti Visa, Mastercard e American Express. Non è possibile invece usufruire del servizio addebitandolo su una carta prepagata. Non si tratta quindi di un’opzione di pagamento rivolta a tutti: ad esempio non possono accedervi neppure i proprietari di partita IVA con account Amazon Business.

E non tutti i prodotti presenti su Amazon possono essere pagati a rate. Il servizio è infatti limitato soltanto a prodotti nuovi di determinate Categorie (come ad esempio “Elettronica” e “Informatica”) o ai dispositivi Amazon nuovi o ricondizionati, appartenenti a diverse Famiglie, come “E-reader Kindle”, “Tablet Fire” o “Dispositivi per Alexa”. Inoltre i prodotti in questione devono essere necessariamente venduti e spediti da Amazon. Individuare tali articoli, in realtà, è piuttosto semplice:

se l’opzione è prevista, questa è chiaramente esposta nel riquadro delle modalità di pagamento presente nella pagina di descrizione del prodotto stesso.

riquadro modalità pagamento amazon

A tanti non farà piacere sapere che sono esclusi dalla possibilità di dilazione tutti i prodotti Amazon Warehouse Deals.

Come funziona?

rappresentazione cinque rate amazon

Una volta scelto il prodotto che si intende acquistare a rate, occorrerà selezionare tale modalità di pagamento e procedere poi alla conclusione dell’ordine. La dilazione di pagamento sarà automaticamente attivata secondo la seguente procedura:

  • l’importo dell’articolo sarà ripartito in 5 rate di pari importo. Se ciò non è possibile, l’ultima rata potrà avere un importo leggermente superiore o inferiore alle altre;
  • l’IVA prevista sarà ripartita tra tutte e cinque le rate mentre solo sulla prima saranno addebitate eventuali spese di spedizione o per confezione regalo (se richiesta);
  • non sarà applicato alcun interesse;
  • la prima rata sarà automaticamente addebitata al momento della spedizione dell’articolo, mentre le successive avranno cadenza mensile, fino al pagamento dell’ultima.

Attenzione ad assicurarti che la carta collegata al tuo account sia attiva, in quanto se Amazon dovesse incontrare problemi nell’incassare il dovuto potrà intervenire dopo le opportune segnalazioni, ad esempio disabilitando l’uso del dispositivo Alexa acquistato a rate, rendendolo di fatto inutilizzabile.

Quante volte posso usufruire del pagamento a rate su Amazon?

disegno di tre punti interrogativi

E’ possibile procedere all’acquisto con dilazione di pagamento di massimo 1 prodotto idoneo nuovo di qualunque Categoria, oppure di massimo 3 dispositivi Amazon per Famiglia. Per poter effettuare nuovi acquisti a rate occorre aver completato il pagamento di una delle precedenti dilazioni, rispettando sempre il numero massimo per Categorie e Famiglie. Nel caso in cui non si voglia attendere, ad esempio per poter cogliere al volo un’offerta a tempo, allora si potrà procedere all’estinzione della rateizzazione in corso, possibile in qualunque momento e senza alcun costo aggiuntivo dall’apposita sezione del tuo account, e procedere poi al nuovo acquisto dilazionato.

Cosa accade in caso di reso o di sostituzione dell’articolo?

immagine di pacco da restituire ad amazon

Una degli aspetti più amati dai clienti Amazon è sicuramente la politica di reso applicata dal colosso statunitense, che permette di restituire facilmente qualsiasi acquisto non pienamente soddisfacente. Cosa accade, però, se si desidera rendere indietro un prodotto acquistato a rate? Non c’è alcun problema:

il pagamento rateale sarà annullato e ti verranno interamente rimborsate le rate versate sino a quel momento, senza perdite né costi aggiuntivi.

Nel caso in cui ti trovassi invece a dover ricorrere alla garanzia legale poiché l’articolo si rivela col tempo difettoso, è compito della casa produttrice provvedere tramite il suo servizio di assistenza ad una riparazione o sostituzione del prodotto danneggiato, mentre Amazon non ha responsabilità a riguardo. L’obbligo del pagamento con Amazon resterà dunque invariato e continuerai a versare regolarmente il dovuto fino all’estinzione della quinta ed ultima rata.

Opinioni

Con l’introduzione del pagamento a rate, Bezos ha reso ancora più appetibile acquistare su Amazon, anche i prodotti più costosi. Ad esempio, uno smartphone di fascia media da 300€ potrà essere facilmente acquistato in 5 comode rate da 60€ ciascuna, senza dover presentare busta paga o altri documenti di reddito. Basta avere una carta di credito o, ancora più semplicemente, un conto corrente con bancomat. Ovviamente ci sono delle limitazioni e per tutelarsi da eventuali mancati pagamenti Amazon effettua una selezione a monte dei clienti meritevoli ai quali proporre il servizio, però per chi si guadagna la fiducia del colosso statunitense effettivamente si apre un modo ancora più smart di fare shopping online.

(Approfondimento: Pagodil)

Approfondisci

Prestiti Dipendenti ASL: meglio un prestito INPS o personale?

Prestiti Dipendenti ASL: quali alternative?

Può capitare di dover affrontare spese impreviste o di volersi regalare una vacanza o un arredamento rinnovato. In questi casi, se non si dispone di sufficiente liquidità o non si desidera azzerare i propri risparmi, può essere necessario richiedere un finanziamento. Se sei un dipendente ASL hai la fortuna di rientrare nella più generica categoria dei dipendenti pubblici, che beneficia di una più ampia e agevolata offerta nel campo del credito al consumo. Continuando a leggere il seguente articolo troverai le principali informazioni sulle alternative a tua disposizione e sui costi che comportano.

Indice

Prestiti INPS (ex Inpdap)

disegno di un medico con logo inps

La prima alternativa da prendere in considerazione è rappresentata dai finanziamenti erogati direttamente dall’INPS o garantiti dal medesimo ente previdenziale. Si tratta di un accesso al credito agevolato, rivolto esclusivamente ai

dipendenti pubblici e statali in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, con un’anzianità di servizio di almeno 4 anni e che siano iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali (Fondo Credito) con una regolare contribuzione di almeno 4 anni.

L’accesso è possibile anche per i pensionati regolarmente iscritti e contribuenti alla suddetta Gestione. I dipendenti ASL, in quanto dipendenti della pubblica amministrazione, risultano automaticamente iscritti alla Gestione Unitaria e mensilmente versano al Fondo, tramite trattenuta in busta paga, un’aliquota pari allo 0,35%. Altre tipologie di dipendenti pubblici, invece, devono fare esplicita richiesta di iscrizione, così come tutti i pensionati. Possono richiedere finanziamenti all’INPS anche i dipendenti ASL in possesso di un contratto di lavoro a tempo determinato, ma in tal caso il prestito concesso dovrà essere rimborsato entro la scadenza del rapporto lavorativo.

Tutti i prestiti INPS hanno le caratteristiche tipiche della cessione del quinto:

  • tasso fisso e rate tutte di pari importo per l’intera durata del finanziamento;
  • rate di importo non superiore al quinto del proprio stipendio/pensione al netto di ritenute previdenziali e fiscali;
  • rimborso a mezzo di trattenute in busta paga da parte dell’ente pubblico di appartenenza;
  • presenza obbligatoria di copertura assicurativa;
  • non viene preso in considerazione il merito creditizio e non sono richiesti garanti.

Si tratta di finanziamenti soggetti ad una procedura burocratica particolare e possono quindi richiedere tempistiche più lunghe rispetto ad un comune prestito personale. Sul portale INPS è possibile effettuare anche delle simulazioni di prestiti per verificare gli importi minimi e massimi richiedibili in base alla propria personale retribuzione. Per quanto riguarda importi e durata, questi dipendono anche dalla tipologia di prestito a cui ci si rivolge.

-Piccoli Prestiti

Si tratta di prestiti di importo ridotto e con rimborso a breve termine, utili per soddisfare le esigenze quotidiane di chi li richiede. E’ possibile ottenere importi pari ad un minimo di 1 fino ad un massimo di 8 mensilità nette di stipendio o pensione da restituire in massimo 4 anni. E

non è necessario specificare l’utilizzo che si andrà a fare del credito in quanto non sono richiesti giustificativi di spesa,

al pari di un comune prestito personale.
E’ previsto un TAN agevolato del 4,25% a cui si aggiunge un’aliquota dello 0,50% per coprire le spese amministrative e la quota da versare al Fondo Rischi (assicurazione) che varia in base alla durata del finanziamento ed all’età del richiedente, così come riportato nell’apposita tabella pubblicata alla fine del Regolamento. Sarà inoltre possibile richiederne un rinnovo dopo aver già rimborsato almeno la metà delle rate previste dal piano di ammortamento. Con una parte del nuovo Piccolo Prestito concesso si andrà ad estinguere ciò che ancora rimane del precedente finanziamento.
La domanda da parte dei dipendenti ASL in servizio dovrà essere presentata presso la propria amministrazione di appartenenza che provvederà a trasmetterla per via telematica all’INPS. Gli ex dipendenti ASL in pensione potranno invece presentarla direttamente online dal portale INPS.

-Prestiti Pluriennali Diretti

Se si necessita di importi maggiori, l’INPS, tramite il Fondo Credito, mette a disposizione anche dei dipendenti ASL i Prestiti Pluriennali Diretti (erogati direttamente dall’INPS in base alla disponibilità del Fondo stabilita anno per anno dal bilancio), con durata di 5 o 10 anni ed importi variabili in base alla motivazione della richiesta.

Si tratta infatti di finanziamenti strettamente regolamentati per accedere ai quali è necessario rientrare, potendolo dimostrare, nelle casistiche elencate e specificate nel sopra citato Regolamento (come ad esempio motivi di salute dell’iscritto o dei familiari, acquisto prima casa, acquisto automobile, manutenzione ordinaria o straordinaria della prima casa).

Sui Prestiti Pluriennali Diretti grava un TAN agevolato pari al 3,5% più i costi accessori previsti anche per i Piccoli Prestiti. La domanda deve essere presentata alla propria amministrazione di appartenenza entro un anno dall’evento documentato che ne ha determinato lo stato di necessità e con tutti i giustificativi di spesa (preventivi e/o fatture) allegati. I pensionati potranno invece inoltrare la domanda direttamente online. Sarà possibile rinnovare un prestito quinquennale dopo due anni di regolari rimborsi e un prestito decennale dopo quattro anni.

-Prestiti Pluriennali garantiti

Nel caso in cui non si rientrasse nelle casistiche previste dal Regolamento dei Prestiti Pluriennali Diretti, l’INPS ha stretto convenzioni con alcuni istituti di credito per permettere ai dipendenti pubblici, quindi anche ai dipendenti ASL, ed ai pensionati di poter richiedere un Prestito Pluriennale, quinquennale o decennale, erogato dalla banca in convenzione ma

garantito dall’INPS in caso di morte, perdita del lavoro o riduzione dello stipendio del richiedente.

I tassi applicati non saranno bassi come quelli previsti dai Prestiti Pluriennali Diretti, ma sono comunque agevolati (variano da istituto ad istituto) e quindi più bassi rispetto a quelli di mercato. Oltre al TAEG previsto dall’ente erogante si dovrà tener conto di ulteriori costi da versare all’INPS per compensare le spese amministrative e i premi compensativi. Alla domanda da consegnare presso la propria amministrazione si dovrà allegare un certificato medico di sana costituzione fisica.

Altre possibili alternative

disegno di medico con banconote

In qualità di dipendente ASL, e quindi di dipendente pubblico, potrai anche valutare la possibilità di richiedere una cessione del quinto dello stipendio presso gli istituti di credito che presentano in catalogo tale prodotto. I tassi solitamente applicati alle cessioni per i dipendenti pubblici sono competitivi, soprattutto laddove sono state strette convenzioni specifiche con l’ASL a livello nazionale o locale. Può essere dunque opportuno informarsi previamente sulla presenza o meno di tali convenzioni in corso direttamente presso la propria amministrazione di appartenenza così da richiedere il preventivo in primo luogo presso gli istituti di credito potenzialmente più vantaggiosi. Poiché la cessione è una tipologia di finanziamento che prevede costi accessori legati anche alla copertura assicurativa obbligatoria occorrerà confrontare soprattutto i TAEG e non soltanto i TAN dei vari preventivi raccolti.

Da non sottovalutare inoltre il vantaggio di poter richiedere una cessione anche nel caso in cui in passato si sia stati segnalati al Crif come cattivi pagatori in quanto il merito creditizio del richiedente non viene preso in considerazione ai fini della concessione del credito.

E se gli importi di cui necessitassi sono particolarmente elevati, potrai accostare alla cessione anche un prestito con delega di pagamento, per raddoppiare la parte di stipendio (fino al 40% totale) impegnata dal rimborso e di conseguenza il credito richiedibile.

Se non si hanno problematiche passate di insolvenza un’altra strada percorribile, più rapida nei tempi e più snella nelle procedure burocratiche, è quella rappresentata dal classico prestito personale. In tal caso ti dovrai recare presso le banche o finanziarie che più ti interessano portando con te busta paga, documento d’identità e codice fiscale per richiedere un preventivo personalizzato. In alcuni casi potrai procedere anche senza recarti di persona in filiale, ma da pc grazie alle richieste online.
In linea di massima potrai richiedere fino ad un massimo di 60.000€ circa, da rimborsare in massimo 120 rate, il cui importo non dovrà sottostare alla limitazione al 20% dello stipendio prevista dalla cessione e dai prestiti INPS. I tassi applicati ad un prestito personale solitamente si aggirano intorno al 7% e le spese accessorie sono ridotte in quanto la copertura assicurativa è solo facoltativa.

Da non sottovalutare, infine, la possibilità di richiedere un prestito finalizzato quando la liquidità serve per l’acquisto di un bene come un divano, uno smartphone o un elettrodomestico. In questo caso sarà lo stesso venditore a fornirti in negozio il finanziamento, in virtù di specifiche convenzioni con le principali finanziarie. E grazie a temporanee promozioni potresti riuscire a spuntare persino il TAN 0%.

(Approfondimento: Prestiti per protestati e cattivi pagatori)

Approfondisci

Coronavirus prestiti: come sospenderli o richiederne di nuovi

Coronavirus prestiti: cosa prevedono i nuovi decreti per privati ed aziende

L’esplosione della pandemia da Covid-19 che ha colpito a ciel sereno l’Italia a partire dal 21 febbraio 2020 ha comportato la necessità di fronteggiare non solo un’emergenza sanitaria senza precedenti nella storia delle nostra Repubblica Italiana, ma anche una non meno grave emergenza economica, figlia delle necessarie restrizioni sociali imposte dal governo con l’obiettivo di rallentare il più possibile la diffusione del virus.

Mentre negli ospedali migliaia di italiani lottano tra la vita e la morte, negozi, fabbriche e attività impossibilitati ad attuare lo smart working sono costretti a chiudere fino a data da destinarsi, senza più poter contare sugli introiti abituali. Tanti i posti di lavoro perduti, tante le famiglie improvvisamente senza un reddito su cui contare. Di fronte a questa catastrofica situazione, il governo ha cercato di sostenere le categorie più colpite attraverso una serie di decreti ad hoc: il Cura Italia del 17/03/2020 e il Decreto Liquidità del 08/04/2020, che prevedono moratorie e garanzie a favore dei privati o delle aziende che possano dimostrare di essere state coinvolte dalla crisi dovuta al Covid 19.

Nel seguente articolo cercherò di fornire agli interessati una panoramica circa le possibili agevolazioni di cui si può attualmente usufruire, sia dal punto di vista dei privati consumatori che da quello delle aziende o dei lavoratori autonomi.

Indice

Privati consumatori

disegno di un consumatore preoccupato

Quanti italiani possono affermare di non avere in corso nemmeno un prestito? Pochi, perchè negli ultimi anni il ricorso al credito al consumo è aumentato notevolmente anche per sovvenzionare l’acquisto di beni non proprio di prima necessità come smartphone, arredamento o vacanze. Anche il più responsabile dei consumatori potrebbe però oggi, a causa della crisi economico-sanitaria scatenata dal Covid 19, trovarsi in serie difficoltà a restituire il dovuto alle banche o finanziarie con cui ha in passato acceso un finanziamento o un mutuo per l’acquisto della prima casa.

Il Decreto Cura Italia prevede a favore dei privati agevolazioni relative al rimborso dei mutui accesi in passato per l’acquisto dell’immobile di residenza: in virtù del “Fondo Solidarietà per i mutui prima casa” (Fondo CONSAP), potranno richiedere la sospensione dei pagamenti da 6 fino ad un massimo di 18 mesi, in proporzione ai giorni di lavoro sospeso o con orario ridotto. Tale agevolazione è infatti estesa anche ai lavoratori dipendenti che hanno visto sospendere o ridurre di almeno il 20% il proprio orario lavorativo per almeno 30 giorni ed ai lavoratori autonomi o ai liberi professionisti che abbiano subìto, in seguito al coronavirus, un dimostrabile decremento degli introiti, rispetto all’ultimo trimestre del 2019, superiore al 33%.
Il Decreto prevede inoltre un’ulteriore agevolazione: il Fondo Consap provvederà al pagamento del 50% degli interessi compensativi di sospensione maturati sul debito residuo.
Attenzione però: nella maggior parte dei casi per usufruire di tali agevolazione è richiesto dagli istituti di credito coinvolti che il mutuatario sia un soggetto performing, ovvero senza sofferenze o inadempienze prima dell’emergenza di Covid-19. Per maggiori info su requisiti e modalità di presentazione della domanda di sospensione del mutuo presso il proprio ente creditore, si consiglia di consultare il sito ufficiale del MEF .

Nel Decreto però nulla si dice a riguardo del pur diffusissimo credito al consumo. Chi dovesse avere difficoltà a sostenere le rate dei comuni prestiti (personali o finalizzati) dovrà quindi necessariamente contattare l’ente creditore e cercare un compromesso. Non essendoci linee guida imposte dall’alto, le varie banche e finanziarie si stanno comportando diversamente le une dalle altre, ma per lo più vige il principio di valutare caso per caso. Alcune finanziarie stanno venendo incontro ai loro clienti facendo pagare in questi mesi di emergenza solo la quota interessi delle rate, altre consigliano di usufruire delle eventuali opzioni di flessibilità previste nel contratto (Salta Rata o Cambia Rata), altre ancora potrebbero decidere di sospendere il rimborso per due o tre mesi. In tutti i casi occorre però fare attenzione ad eventuali costi accessori collegati alle agevolazioni concesse. Nel prossimo Decreto Aprile dovrebbe comunque essere colmato l’attuale vuoto legislativo a riguardo alle difficoltà di rimborso del credito al consumo ai tempi del Coronavirus.

Diverso è il discorso per quanti hanno invece in corso una cessione del quinto. Infatti, essendo una tipologia di prestito accompagnata per legge dalla copertura assicurativa, nei casi più gravi provvederà la polizza a restituire il debito, altrimenti in caso di riduzione del reddito percepito, le rate si adegueranno ad esso in quanto la mensilità dovuta non può per legge superare il quinto dello stipendio netto. Ma attenzione, le varie quote tagliate dalle rate non saranno condonate ma messe in coda a fine finanziamento con un conseguente allungamento della durata del rimborso.

(Approfondimento: Sovraindebitamento)

Imprese, professionisti e lavoratori autonomi

immagine di saracinesca chiusa per coronavirus

Il Decreto Cura Italia offre alle micro, piccole e medie imprese in difficoltà a causa dell’attuale emergenza sanitaria la possibilità di richiedere la sospensione fino al 30/09/2010 del pagamento di prestiti e mutui rivolgendosi direttamente presso l’istituto di credito interessato e presentando la documentazione richiesta.
Il Decreto Liquidità ha inoltre potenziato il Fondo di Garanzia per le PMI e i professionisti con partita IVA semplificandone l’accesso burocratico. Infatti, presentando l’apposito modulo compilato in ogni sua parte, sarà possibile accedere a prestiti fino ad un massimo del 25% dei ricavi e comunque fino ad un massimo di 25.000€, con istruttoria veloce, quindi in tempi brevissimi, godendo di una garanzia statale automatica pari al 100%. La copertura della garanzia statale si riduce al 80% per importi superiori. Sui giornali tale forma di prestito è stata pubblicizzata come “senza istruttoria” ma non è corretto, in quanto, ai fini dell’erogazione, è comunque necessario essere in possesso dei requisiti minimi richiesti dalla banca a cui ci si rivolge.

Anche le grandi imprese potranno usufruire di prestiti garantiti dallo Stato grazie all’intervento della SACE, società per azioni del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Potranno accedervi tutte le aziende con sede in Italia che a fine dicembre 2019 non presentavano problemi economici e che invece possano dimostrare di aver ultimamente subito danni economici a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Inoltre devono già avere utilizzato per intero la quota messa a disposizione dal Fondo Centrale di Garanzia. In questo caso l’istituto di credito sarà tenuto ad aprire una regolare fase di istruttoria. L’importo massimo richiedibile non deve superare il 25% del fatturato dichiarato relativamente al 2019 o, in mancanza di un bilancio, non può superare il doppio di quanto speso nel 2019 per i salari dei dipendenti. Quanto richiesto dovrà essere utilizzato secondo le limitazioni previste dal decreto e rimborsato in massimo 6 anni, con piani di preammortamento fino a 24 mesi. La garanzia statale coprirà dal 70% al 90% dell’importo in base al fatturato e al numero di dipendenti dell’azienda in questione.

Le modalità di richiesta di tali finanziamenti alle imprese sono ancora in via di definizione. Per maggiori dettagli e aggiornamenti si consiglia di visitare frequentemente il sito ufficiale del MEF e quello della propria banca di riferimento.

(Data rilevazione informazioni: 17/04/2020)

Approfondisci

Prestiti per infermieri: quali alternative?

Prestiti per infermieri: guida alla scelta

Sono tante le motivazioni che possono spingerci a richiedere un prestito, ma indipendentemente da quali esse siano è sempre opportuno essere a conoscenza delle possibili alternative a disposizione per poter individuare più facilmente la soluzione che meglio soddisfa le nostre esigenze e le nostre tasche. In particolare ciò torna utile a quelle categorie di consumatori che, in virtù del proprio contratto lavorativo, possono accedere a forme agevolate di finanziamenti, come ad esempio gli infermieri. Le agevolazioni più interessanti riguardano sicuramente i prestiti per infermieri appartenenti alla pubblica sanità, ma anche gli infermieri della sanità privata possono in alcuni casi usufruire di condizioni favorevoli. Nel seguente articolo fornirò a questa specifica categoria di consumatori tutte le informazioni utili per orientarsi al meglio tra le varie offerte e trovare il finanziamento più indicato.

Indice

Prestiti INPS

disegno di infermiere con scritta inps

Gli infermieri appartenenti alla sanità statale (dipendenti dell’ASL e di Aziende Ospedaliere e Universitarie o di Case di Cura pubbliche) possono in primo luogo valutare le diverse tipologie di prestiti offerti dall’INPS (ex INPDAP).

Si tratta di finanziamenti accessibili ai dipendenti pubblici e statali che siano in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, con un’anzianità lavorativa di 4 anni validi al fine della pensione e che siano iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo Credito) con almeno 4 anni di regolare pagamento della quota dovuta.

In caso di contratto a tempo determinato con durata almeno triennale, è possibile usufruire dei prestiti INPS soltanto se il piano di rimborso si completa entro la fine del contratto stesso.

Tutti i prestiti INPS presentano alcune caratteristiche tipiche della cessione del quinto dello stipendio e cioè:

  • il rimborso avviene a mezzo di trattenute in busta paga effettuate direttamente dall’Ente pubblico da cui si dipende;
  • l’importo fisso delle rate non può superare il 20% del proprio stipendio al netto di ritenute fiscali e previdenziali.

Se la somma di cui si necessita è contenuta, ci si può orientare sul Piccolo Prestito, che permette di richiedere un importo pari al massimo a 8 mensilità nette del proprio stipendio, da restituire entro un massimo di 4 anni. Tale tipologia di prestito ha il vantaggio di non necessitare di alcun giustificativo di spesa e l’erogazione non è vincolata all’utilizzo della somma per comprovate e specifiche motivazioni.

Economicamente parlando, il Piccolo Prestito gode di un TAN agevolato del 4,25%. Tra le spese accessorie sono previste un’aliquota dello 0,5% per la copertura delle spese amministrative e una quota da versare al Fondo Rischi il cui importo dipende dall’età del richiedente, come indicato dalle apposite tabelle presenti nel Regolamento.

Se la somma di cui si necessita è più elevata, è possibile orientarsi invece sui Prestiti Pluriennali Diretti (cosiddetti in quanto erogati direttamente dall’INPS), che possono avere durata quinquennale o decennale. In tal caso però il credito sarà concesso soltanto per alcune comprovate motivazioni specificate all’interno del Regolamento. Quindi si potrà usufruire del TAN agevolato al 3,5% soltanto nel caso in cui si possa dimostrare di rientrare nelle casistiche stabilite, che riguardano ad esempio problemi di salute dell’iscritto o di un membro del suo nucleo familiare, nascita di un figlio, morte di un familiare, acquisto dell’auto, manutenzione ordinaria e straordinaria o acquisto dell’abitazione principale.

Sia l’erogazione dei Piccoli Prestiti che dei Prestiti Pluriennali sono soggette alla disponibilità stanziata annualmente dall’INPS al relativo Fondo Credito ed è possibile effettuare delle simulazioni di calcolo utilizzando l’apposito tool presente sul sito ufficiale.

E’ possibile anche rivolgersi agli Istituti di credito in convenzione con l’INPS per richiedere un Prestito Pluriennale Garantito, cioè garantito dal Fondo Credito INPS ma erogato dall’istituto convenzionato. Anche in questo caso gli infermieri potranno usufruire di un tasso agevolato, ma questo varierà da banca a banca e sarà più alto rispetto a quello offerto dal prestito diretto, pur restando comunque più favorevole rispetto a quello di mercato. Sempre necessario ai fini dell’erogazione produrre tutta la documentazione richiesta relativa allo stato di necessità.

Cessione del quinto dello stipendio

disegno di infermiere con rappresentazione di un quinto

Altra strada percorribile è quella della richiesta di una cessione del quinto dello stipendio, che non richiede alcun giustificativo di spesa. Banche e finanziarie vedono gli infermieri come consumatori a basso rischio, per cui sono ben disposti a stringere convenzioni con gli Enti Sanitari Statali o Privati di appartenenza e ad offrire quindi ai loro dipendenti condizioni agevolate, che possono riguardare tassi concorrenziali, burocrazia semplificata o spese accessorie ridotte.

E’ opportuno, dunque, informarsi presso la propria amministrazione per conoscere le eventuali convenzioni in atto e rivolgersi alle banche coinvolte per richiedere un preventivo personalizzato.

La cessione del quinto è una forma di prestito personale che presenta delle spese accessorie notevoli, prima fra tutte la polizza assicurativa vita e impiego obbligatoria per legge, ma offre l’indiscusso vantaggio di essere accessibile anche a cattivi pagatori e pignorati, in quanto, ai fini della concessione del credito, non viene preso in considerazione il merito creditizio del richiedente ma soltanto la busta paga e il tipo di contratto lavorativo in essere. Inoltre, nel caso in cui l’importo necessario sia importante, è possibile raddoppiare la quota cedibile (arrivando ad impegnare il 40% della retribuzione mensile netta) chiedendo in aggiunta il prestito con delega, erogabile però solo a condizione che l’amministrazione di appartenenza conceda per iscritto il suo consenso.

(Approfondimento: Prestiti per protestati e cattivi pagatori)

Altre possibili alternative

disegno di infermiere con monete e banconote

Gli infermieri, sia statali che privati, possono accedere al credito anche tramite la richiesta di un tradizionale prestito personale. Non si godrà di tassi agevolati, ma tale forma di finanziamento presenta comunque costi accessori più bassi rispetto ad una cessione del quinto e tempi si istruttoria ed erogazione più rapidi anche rispetto ai prestiti INPS.

Affinché la richiesta vada a buon fine è però necessario disporre di un buon merito creditizio e di un contratto lavorativo possibilmente a tempo indeterminato. In mancanza di tali requisiti la concessione del credito potrebbe essere vincolata da parte della banca alla firma di un garante o di un fideiussore.

Nel caso in cui, invece, la liquidità occorra per l’acquisto di un bene (ad esempio l’auto nuova, una vacanza, un nuovo divano) potrebbe essere più conveniente richiedere un prestito finalizzato, spesso proposto direttamente dal venditore che funge da intermediario con le più note finanziarie nazionali (Findomestic, Agos, Compass). Tale forma di finanziamento permette di usufruire di tassi concorrenziali (alle volte addirittura TAN 0%), spese accessorie ridotte ed offre la comodità di poter essere richiesto in loco, al momento dell’acquisto, previa presentazione dell’opportuna documentazione.

Cosa valutare per scegliere al meglio

punti di domanda

Da quanto finora detto emerge che gli infermieri che necessitano di liquidità possono percorrere diverse strade.

Per poter scegliere al meglio quella più adatta alle proprie esigenze ed alle proprie tasche è sempre opportuno richiedere il maggior numero di preventivi possibile, sia online (quando l’istituto di credito lo permette) sia recandosi direttamente presso la banca convenzionata o comunque di proprio interesse.

Al momento della valutazione delle varie offerte occorre paragonare il TAEG, in quanto è questo il valore che indica il costo complessivo del finanziamento, spese accessorie comprese. Oltre alla convenienza, però, l’infermiere dovrà valutare anche altri fattori, che potrebbero influire sulla scelta ancor più del vantaggio economico.

Infatti, se ad esempio si deve rispondere ad una necessità di liquidità impellente, i finanziamenti INPS potrebbero non essere la soluzione giusta pur essendo sicuramente competitivi da un punto di vista economico, in quanto richiedono dei tempi burocratici e quindi di erogazione più lunghi rispetto a quelli di un prestito personale o finalizzato. Nel caso, invece, di passate segnalazioni al Crif per problemi di insolvenza, sarà opportuno indirizzarsi verso la cessione del quinto, pur essendo più costosa, poiché richiedibile anche da pignorati e cattivi pagatori.

Approfondisci

Prestiti Miur: quali alternative per il 2020?

Prestiti Miur: 7 domande e 7 risposte

Alcune categorie di consumatori possono accedere al credito di cui necessitano anche attraverso specifici finanziamenti agevolati, come ad esempio accade per i dipendenti del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Se sei un dipendente statale appartenente al Miur, continua a leggere il seguente articolo: cercherò di rispondere alle tue principali domande sull’argomento.

Indice

  1. Cosa si intende per Prestiti Miur?
  2. Chi può richiederli e quali sono i requisiti?
  3. Cos’è il Piccolo Prestito INPS?
  4. Cosa sono i Prestiti Pluriennali diretti INPS?
  5. Come richiedere un prestito INPS?
  6. Come usufruire dei finanziamenti convenzionati Miur?
  7. Quali alternative ai prestiti Miur?

1.Cosa si intende per Prestiti Miur?

logo miur

Per Prestiti Miur si intendono tutti quei finanziamenti che presentano qualsiasi tipo di agevolazione nei confronti dei dipendenti del suddetto Ministero: docenti, personale ATA e ricercatori universitari. Appartengono a tale categoria di finanziamenti:

  • i prestiti erogati direttamente dall’INPS a favore degli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo Credito) in possesso dei dovuti requisiti;
  • i prestiti erogati da alcuni istituti di credito a favore del personale docente e amministrativo scolastico in seguito alla stipula di apposite convenzioni con il Ministero dell’Istruzione.

Le agevolazioni di cui si potrà usufruire possono essere diverse, ad esempio tassi più bassi rispetto a quelli di mercato, semplificazioni dell’iter burocratico o spese accessorie ridotte.

Tali prestiti agevolati assumono la forma e le modalità di rimborso tipiche della cessione del quinto dello stipendio, quindi:

  • tasso fisso;
  • rate di importo non superiore al 20% dello stipendio netto;
  • rimborso mensile a mezzo di trattenute dirette in busta paga;
  • copertura assicurativa obbligatoria.

2.Chi può richiederli e quali sono i requisiti?

immagine punti di domanda

Possono essere richiesti da tutti i dipendenti del Miur, quindi:

  • docenti delle scuole di ogni ordine e grado;
  • personale ATA;
  • docenti e ricercatori universitari.

Nel caso dei prestiti INPS (Piccolo Prestito o Prestiti Pluriennali) occorrerà anche avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato con un’anzianità di servizio di almeno 4 anni valida ai fini della pensione ed essere iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo Credito) con regolare versamento della quota negli ultimi 4 anni. Nel caso in cui si disponesse di un contratto lavorativo a tempo determinato, per poter accedere ai prestiti INPS è necessario che la sua durata sia di almeno 3 anni e che il finanziamento richiesto si concluda entro e non oltre la fine del rapporto lavorativo.

Possono accedere ad una particolare tipologia di Piccolo Prestito INPS anche gli insegnanti e i direttori scolastici delle scuole primarie e dell’infanzia in servizio, iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale (ex ENAM), in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e che hanno ancora da svolgere almeno altri due anni di lavoro prima di andare in pensione.

Nel caso, invece, di prestiti agevolati erogati da Istituti di credito in convenzione col Miur sarà sufficiente dimostrare tramite busta paga la dipendenza lavorativa presso il Ministero dell’Istruzione.

3.Cos’è il Piccolo Prestito INPS?

logo inps

Il Piccolo Prestito è un finanziamento a breve termine erogato dall’INPS (tramite il Fondo Credito) a favore degli aventi diritto che ne fanno richiesta. Non occorre presentare alcun giustificativo di spesa ma l’erogazione è comunque soggetta alla disponibilità presente nel Fondo, che viene annualmente stabilita dal bilancio INPS.

Si tratta di prestiti il cui importo può arrivare al massimo a 8 mensilità nette da restituire in massimo 4 anni. E’ possibile richiederne un rinnovo dopo aver rimborsato almeno la metà delle rate previste dal proprio piano di ammortamento.

Il TAN applicato è pari al 4,25% a cui vanno aggiunti:

  • un’aliquota dello 0,50% dell’importo erogato, per coprire le spese amministrative;
  • il premio da versare al Fondo Rischi il cui importo varia in base all’età del richiedente, secondo quanto riportato nelle tabelle presenti nel relativo Regolamento.

Gli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale (ex ENAM) possono anche accedere ad un particolare Piccolo Prestito che gode di un TAN agevolato pari all’1,50%; in più sarà dovuta un’aliquota dell’1% per spese amministrative e Fondo Rischi. La durata massima è di 24 mesi e l’importo massimo richiedibile è pari a 2 mensilità nette. Si tratta, quindi, di un piccolo finanziamento a tasso molto agevolato, che è soggetto però a limitazioni per quanto riguarda le motivazioni della richiesta. Inoltre non è cumulabile con altri prestiti concessi dalla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

4.Cosa sono i Prestiti Pluriennali diretti INPS?

I Prestiti Pluriennali diretti INPS sono invece finanziamenti agevolati con i quali i dipendenti Miur possono accedere a importi più elevati, rimborsabili in 5 o 10 anni. L’erogazione da parte dell’INPS è però soggetta alla motivazione per cui il credito è richiesto.

Per averne diritto occorre infatti rientrare nelle specificate casistiche riportate dal Regolamento, allegando alla domanda la documentazione che attesta lo stato di necessità oltre a preventivi e/o fatture relative alle spese da sostenere o già sostenute.

E’ possibile fare richiesta di un prestito pluriennale entro un anno dall’evento che ha determinato la necessità economica (malattia, acquisto auto, manutenzione straordinaria dell’abitazione, nascita di un figlio ed altro ancora).

Il TAN applicato è pari al 3,5% cui si aggiunge un’aliquota dello 0,5% più il premio dovuto al Fondo Rischi. La restituzione comincia due mesi dopo l’accredito dell’importo concesso sul conto corrente. Sono previste sia la possibilità di rinnovo che di estinzione anticipata.

5.Come richiedere un prestito INPS?

I dipendenti Miur devono inoltrare la domanda per un prestito INPS per via telematica, scegliendo se utilizzare il portale INPS o quello NOIPA, seguendo le indicazioni fornite ed allegando l’opportuna documentazione. Sempre tramite il portale scelto, sarà possibile monitorare l’avanzamento della pratica o ricevere delucidazioni in caso di rifiuto.

6.Come usufruire dei finanziamenti convenzionati Miur?

disegno di una banca e banconote

I dipendenti Miur, in qualità di statali, sono visti di buon grado dagli Istituti di credito che sono quindi favorevoli a stipulare convenzioni col Ministero per offrire condizioni agevolate alla categoria, perché il rimborso è considerato a basso rischio. Tali convenzioni, che possono offrire agevolazioni di vario genere, hanno però carattere temporaneo ed alle volte anche locale.

E’ quindi opportuno rivolgersi preventivamente presso la propria amministrazione di appartenenza per reperire informazioni aggiornate sulle convenzioni in corso,

così da andare a colpo sicuro e richiedere un preventivo personalizzato di cessione del quinto direttamente alle banche e finanziarie che potenzialmente offriranno le condizioni più favorevoli. Ricordati di portare con te un documento di riconoscimento valido, il codice fiscale o tessera sanitaria e le ultime due buste paga.

La cessione del quinto, solitamente, è un finanziamento leggermente più costoso di un comune prestito personale, però, proprio in virtù delle sue modalità di rimborso, permette anche ai cattivi pagatori e ai pignorati di farne richiesta con esito positivo, in quanto sarà il Miur stesso a fare da garante trattenendo a monte le rate in busta paga. Inoltre, nel caso di elevata necessità di liquidità, alla cessione può essere accostato il prestito con delega che, impegnando un ulteriore 20% dello stipendio, permette di raddoppiare il credito richiedibile, previa concessione, da parte della propria amministrazione di appartenenza, del consenso scritto ad effettuare le ulteriori trattenute .

Invece, presso le banche convenzionate con l’INPS potrai fare richiesta di un Prestito Pluriennale (quinquennale o decennale) INPS garantito, cioè erogato dalla banca in questione ma garantito dal Fondo Credito INPS. I tassi applicati non saranno concorrenziali come quelli del Prestito Diretto ma comunque più bassi di quelli di mercato. Anche in questo caso occorrerà dimostrare di rientrare nelle casistiche previste dal Regolamento.

7.Quali alternative ai prestiti Miur?

Non è detto che per i dipendenti del Ministero dell’Istruzione la soluzione migliore sia sempre il prestito agevolato. Ad esempio, se il credito serve per l’acquisto di un bene, potrebbe essere più conveniente richiedere un prestito finalizzato direttamente presso lo store in cui si intende effettuare l’acquisto, anche se non è presente un trattamento favorevole per la propria categoria di appartenenza. Catene come Euronics, Nuovarredo, Mediaworld e tante altre offrono finanziamenti in collaborazione con le principali finanziarie nazionali, proponendo periodicamente anche condizioni promozionali molto vantaggiose, come il tasso zero.
disegno di un'insegnante alla lavagna
E ancora, in presenza di un impellente bisogno di denaro potrebbe non essere possibile attendere i tempi tecnici e burocratici necessari per l’erogazione dei prestiti agevolati. In tal caso potrebbe essere opportuno valutare anche il classico prestito personale, che prevede tassi leggermente più elevati ma tempistiche più rapide. Da tenere in conto, però, che, al fine della concessione, sarà necessario disporre di un buon merito creditizio o, in mancanza di quest’ultimo, di un solido garante o fideiussore.

Approfondisci

Prestiti per cure mediche: quali alternative?

Prestiti per cure mediche: cosa valutare al momento della scelta?

Purtroppo non sempre si accede al credito per permettersi una bella vacanza, la macchina nuova o per rimodernare l’arredamento. Spesso e volentieri si necessità di liquidità per sostenere spese mediche improvvise ed impellenti oppure costose cure odontoiatriche. Si parte da importi modesti (dai 3 ai 10.000€) per arrivare anche a cifre importanti (20 o 30.000€, come ad esempio nel caso di interventi chirurgici privati). Come muoversi per accedere al credito di cui si necessita? Quali sono le alternative da vagliare? Nel seguente articolo troverai tutte le informazioni utili al riguardo.

Indice

Prestiti finalizzati

disegno di medico e di banconote

Molte cliniche private, così come medici specialistici e dentisti, sono consapevoli del fatto che non sempre i costi delle loro prestazioni sono alla portata delle tasche dei pazienti. Per questo cercano di venire incontro alle esigenze della clientela stringendo convenzioni con finanziarie locali o nazionali per poter intermediare prestiti finalizzati alle cure mediche da sostenere. Direttamente in loco sarà possibile, dunque, effettuare il pagamento della parcella rateizzandone l’importo nella maniera più opportuna.

L’ente creditore, infatti, erogherà il contante concesso direttamente alla clinica o al professionista che effettuerà il servizio sanitario richiesto, mentre le rate saranno mensilmente rimborsate dal paziente.

Solitamente il prestito finalizzato presenta condizioni economiche più vantaggiose rispetto ad un prestito personale, rare volte con TAN 0% promozionale, più comunemente con TAN intorno al 4% o 5%.

Non è però richiedibile una cifra superiore a quella preventivata dal medico, quindi non è possibile approfittarne per mettere da parte un gruzzoletto aggiuntivo a cui attingere in caso di ulteriore necessità.

Per richiederlo è necessario presentare un documento d’identità, il codice fiscale, le ultime due buste paga o, in caso di lavoratori autonomi, la Certificazione Unica (modello CU). Per non incontrare intoppi è necessario inoltre disporre di una buona valutazione del merito creditizio.

Prima di firmare è sempre consigliabile valutare anche proposte esterne ed alternative, perché così facendo si potrebbe risparmiare qualcosa in più, che non fa mai male.

Prestito personale

disegni di denaro e banconote

A differenza del prestito finalizzato,

il prestito personale è una forma di credito al consumo per la quale non è necessario specificare le motivazioni della richiesta e l’importo concesso viene erogato sul conto corrente del richiedente

che potrà utilizzarlo a propria discrezione, quindi anche per sostenere le spese mediche necessarie. Le offerte di questa tipologia di prestito sono molto più numerose rispetto a quelle finalizzate, quindi, richiedendo più preventivi, è possibile riuscire a spuntare condizioni economiche favorevoli. Nella maggior parte dei casi è possibile richiedere fino a 75.000€ da restituire in massimo 120 mesi. Oltre al TAN occorre confrontare soprattutto i TAEG delle varie proposte perché quest’ultimo è il valore che indica il costo complessivo del finanziamento, spese accessorie comprese.

Alcune banche e finanziarie, come ad esempio Agos e Findomestic, propongono apparenti prestiti finalizzati per cure mediche ed estetiche che, ad uno sguardo più attento, si rivelano essere dei prestiti personali a tutti gli effetti. Attenzione, quindi: è opportuno attenersi sempre a ciò che è riportato nel foglio informativo del prodotto in questione.

La documentazione da presentare è la medesima di quella richiesta per i prestiti finalizzati. In mancanza dei requisiti ritenuti indispensabili dall’istituto per la concessione del credito potranno essere richieste garanzie aggiuntive, come un garante o un fideiussore.

Cessione del quinto

frazione un quinto

Si tratta di una forma di prestito personale al quale possono accedere unicamente i dipendenti (pubblici e privati) e i pensionati. Sono quindi esclusi i lavoratori autonomi e quelli atipici. A causa dei costi accessori (ad esempio la polizza vita e /o impiego obbligatoria),

si tratta di una forma di credito al consumo più costosa rispetto ad un prestito personale classico ma presenta il notevole vantaggio di poter essere richiesto anche da cattivi pagatori e protestati, in quanto non viene preso in considerazione il merito creditizio.

Il rimborso avverrà a mezzo di rate mensili trattenute direttamente in busta paga dal datore di lavoro e la durata massima prevista è di 120 mesi. Per quanto riguarda gli importi, questi dipendono dall’entità dello stipendio o pensione netti percepiti, in quanto la rata per legge non può superare la quinta parte dello stipendio/pensione.

Gli istituti di credito stipulano frequentemente convenzioni con enti pubblici o statali e con l’Inps, quindi chi appartiene a tali categorie può spuntare tassi o condizioni agevolate. E’ opportuno dunque informarsi presso la propria amministrazione di appartenenza o presso l’Inps circa le convenzioni in atto, così da ottimizzare i tempi di reperimento dei preventivi concentrandosi sugli istituti che offrono agevolazioni.

(Approfondimento: Preventivo cessione del quinto, Prestiti per protestati e cattivi pagatori)

Prestiti Inps

logo inps

I dipendenti pubblici o statali iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali da almeno 4 anni e con 4 anni di anzianità di servizio valida ai fini della quiescenza e i pensionati iscritti alla Gestione suddetta possono fare richiesta dei prestiti pluriennali diretti Inps (quinquennali o decennali) in quanto nel Regolamento, tra le motivazioni per cui tale credito viene erogato, sono contemplate:

  • malattia dell’iscritto (quinquennale): l’importo erogabile è a discrezione dell’Inps che valuterà preventivi di spesa, cartelle cliniche e certificati medici per stabilire la somma necessaria per affrontare la malattia. Occorrerà dunque allegare alla domanda autocertificazione dello stato di famiglia, tutti i referti medici relativi al problema di salute, eventuali ricevute di spese già effettuate;
  • protesi dentarie e cure odontoiatriche dell’iscritto o di un membro del suo nucleo familiare (quinquennale): anche in questo caso la somma erogata sarà determinata in base all’analisi dei preventivi di spesa allegati. Prima dell’erogazione occorrerà presentare copia autenticata di fatture pari almeno al 10% del totale delle spese preventivate, per dimostrare l’inizio delle cure in questione;
  • malattie gravi dell’iscritto o di un membro del nucleo familiare (decennale): valgono stesse regole e modalità dei precedenti casi, con la possibilità di accedere a somme più elevate grazie ad un piano di rimborso più esteso nel tempo.

E’ necessario disporre di un contratto di lavoro a tempo indeterminato oppure a tempo determinato con durata di almeno 3 anni. In quest’ultimo caso il prestito dovrà concludersi prima della fine del contratto lavorativo e il Tfr maturato e maturando sarà preso a garanzia per tutta la durata del finanziamento.

Il TAN applicato ai prestiti pluriennali è agevolato. E’ pari, infatti, al 3,5% a cui si aggiunge lo 0,5% dell’importo erogato per coprire le spese amministrative e la quota da versare al Fondo Rischi secondo le tabelle fornite dall’Inps. Le domande andranno presentate, seguendo l’iter telematico descritto sul sito ufficiale Inps, entro e non oltre un anno dalla data in cui si è verificato il problema di salute per cui è richiesto il credito.

Per importi più contenuti e senza bisogno di presentare giustificativi di spesa, è possibile richiedere all’Inps i cosiddetti Piccoli Prestiti, che possono avere una durata compresa tra 1 e 4 anni ed un importo che va da una mensilità netta fino ad un massimo di 8. Il TAN applicato è 4,25% a cui va aggiunto, come per i prestiti pluriennali, lo 0,5% dell’importo erogato per spese amministrative e la quota al Fondo Rischi.

Opinioni

Da quanto detto finora si evince che di fronte a spese mediche importanti o impreviste è possibile percorrere diverse strade.

La più pratica e veloce è rappresentata dal prestito finalizzato offerto direttamente presso la clinica a cui ci è rivolti. Ad esempio offrono questa tipologia di finanziamento cliniche dentali come Dentix e DentalPro.

Se si preferisce poter richiedere una liquidità superiore ai preventivi di spesa, per essere pronti ad eventuali spese aggiuntive, allora conviene indirizzarsi su un prestito personale, cercando di reperire il maggior numero di preventivi possibile (devono essere di pari importo e durata per poterli comparare opportunamente tra loro), anche online, così da individuare quello al momento più vantaggioso e che meglio soddisfa le proprie esigenze.

Se non si ha un’urgenza eccessiva, può rivelarsi conveniente provare ad ottenere un prestito Inps: prevedono tempi più lunghi rispetto ad un prestito tradizionale, l’erogazione è soggetta alla disponibilità del Fondo, ma offrono tassi effettivamente agevolati.

Approfondisci