Greenfunding – Come funziona il crowdfunding eco sostenibile

Greenfunding: la raccolta fondi per l’ambiente e l’agricoltura

Una piattaforma di crowdfunding specializzata nella raccolta dei fondi per i progetti nell’ambito della green economy è la Greenfunding. Sfrutta le modalità tipiche di raccolta fondi “dal basso”: è nata proprio per offrire un servizio di reperimento di denaro alternativo ai canali più tradizionali, per i progetti che hanno come requisito obbligatorio e fondamentale la sostenibilità ambientale. La gestione della piattaforma Greenfunding è ad opera della associazione senza scopo di lucro ‘Associazione Greencommerce’.

Quali caratteristiche specifiche presenta la piattaforma?

Come detto Greenfunding è una piattaforma di crowdfunding, ma al di là di questo punto in comune, presenta delle caratteristiche uniche o comunque molto particolari rispetto ad altri siti web di finanziamento collettivo. Tra le principali peculiarità abbiamo:

  • l’integrazione della piattaforma stessa con un network dedicato esclusivamente alla green economy (questo sfrutta vari canali di comunicazione che passano attraverso Greengooo! New Media Production, compresa la web magazine Greenews.info, partner di LaStampa.it, l’e-commerce Greencommerce.it e IMAGE);
  • una maggiore durata delle campagne di raccolta fondi;
  • la possibilità di proporre modalità di raccolta differenti tra il reward, il donation, il misto o la raccolta fondi semplice;
  • la possibilità di poter anche definire dei target intermedi;
  • durante la ‘campagna’ la possibilità di creare una bacheca annunci che riporta le offerte di lavoro da parte di chi propone un progetto.

Tutte queste caratteristiche sono state inserite per rendere la piattaforma adatta sia a chi ha già un progetto realizzato almeno sulla carta (e che ha bisogno solo di fondi per farlo partire) che a chi invece parte da zero e vuole creare una base di fondi per avere maggiore appeal anche nella presentazione del proprio progetto verso i canali tradizionali (finanziamenti da parte di banche, grandi partner, ecc).

Cosa fare per presentare un progetto?

Bisogna per prima cosa registrarsi (ottenendo un nome utente e una password univoci) e quindi definire bene l’importo che si vuole raccogliere fissando anche i tempi di raccolta che devono essere compresi tra 7 e 270 giorni. Quindi bisogna registrare il proprio progetto, al quale va dato un nome per poterlo identificare e promuovere. Questo viene sottoposto alla valutazione da parte del team della Greenfunding che valuta in particolare la sussistenza di “ coerenza, verosimiglianza e generale fattibilità del progetto”.

Come accennato si può/deve decidere se si vuole usare per la raccolta fondi una delle seguenti modalità:

  • Ricompensa tutti (reward): in questo caso la ricompensa può essere definita in misura proporzionale all’importo donato, definendo dei vari step;
  • Donazione (donation);
  • Misto (Donation senza ricompensa entro una certa soglia, Reward solo a chi dona oltre la soglia indicata);
  • Raccolta fondi semplice (in questo caso non si ha la definizione di un budget da raggiungere e nemmeno di soglie o target da raggiungere, e non è previsto alcun compenso per i donatori).

Per ogni tipologia si può scegliere di indicare un target intermedio, che porta a un parziale successo della campagna. Nel caso della sola donazione si può optare anche per la formula ‘all or nothing’ (se non si raggiunge il “goal” le donazioni vengono restituire ai donatori). Una volta terminata la fase di caricamento degli strumenti necessari (compresi video, supporti grafici, ecc) bisogna promuovere la campagna, sia tramite i propri canali che quelli di Greenfunding.

(Fonte: sito ufficiale Greenfunding – Data: 11/07/2018)

Quali sono i costi?

La Greenfunding prende un compenso che va dal 3 al 6% (più Iva) dell’importo raccolto, ma solo se la campagna si conclude con successo. Solo nel caso della raccolta fondi semplici sarà comunque dovuta la commissione del 6% più Iva sull’importo raccolto. Inoltre bisogna considerare il compenso previsto per i donatori, che però è da pagare solo se viene scelta una modalità differente rispetto alla donation, e se ovviamente la campagna si conclude con successo. Il compenso deve essere indicato nelle modalità di raccolta della campagna stessa e può prevedere sia dei beni materiali che immateriali.

(Fonte: sito ufficiale Greenfunding – Data: 11/07/2018)

Chi può presentare un progetto?

Si possono registrare alla piattaforma coloro che hanno un progetto “green” per il quale lanciare una campagna, sia se si stratta di una persona fisica che di enti, associazioni o aziende.

Chi può donare?

La donazione può essere fatta da chiunque. Nel caso delle persone fisiche bisogna che si tratti di maggiorenni. Come limiti di importo è definito solo quello della donazione minima che non può essere inferiore a 5 euro, mentre non ci sono limiti per la donazione massima.

(Fonte: sito ufficiale Greenfunding – Data: 11/07/2018)

Quali sono i tempi?

I tempi di durata della campagna vengono decisi autonomamente dal proponente la campagna (come detto entro i termini di un minimo di 7 giorni e un massimo di 270 giorni). Detto questo bisogna considerare il limite di massimo 90 giorni per le campagne con budget inferiore a 10 mila euro. I tempi decorrono dal momento in cui c’è l’approvazione e la pubblicazione della campagna da parte della Greenfunding. Il personale preposto alla valutazione ha al massimo 15 giorni di tempo per decidere.

(Fonte: sito ufficiale Greenfunding – Data: 11/07/2018)

Approfondimento: Social Lending.

Approfondisci

Fido Intesa Sanpaolo – FidoPiù e AperCredito

Fido bancario Intesa Sanpaolo: costi, interessi e convenienza

Gli imprevisti possono mettere in seria crisi chiunque e a volte poter contare sull’apertura di credito in conto corrente può dare un po’ di sollievo. Per quanto riguarda la banca torinese il Fido di Intesa Sanpaolo viene offerto con l’affidamento in conto a revoca (quindi a tempo indeterminato) e quello a tempo determinato (quindi a scadenza).

Come conoscere quanto costa?

Come per ogni altro fido, anche con Intesa Sanpaolo sapere quanto può costare la gestione ed il mantenimento è utile, poiché in alcuni casi l’apertura di credito in conto corrente rischia di essere un lusso inutile. Come vedremo tra poco i costi possono variare anche in funzione della tipologia di fido scelta.

Detto questo, la presenza della Commissione Disponibilità Fondi in tutte e 4 le alternative disponibili, rende la scelta di ‘aprire’ un fido con la banca torinese non particolarmente conveniente se la possibilità di andare scoperti è quasi inesistente e si vuole richiedere l’apertura di credito per pura prudenza. Se invece il rischio di dover andare in rosso sul conto è alto (magari per degli squilibri di cassa tra entrate e uscite, soprattutto a causa delle varie scadenze di accredito e addebito) allora può rappresentare una valida alternativa.

La scelta invece tra la tipologia a tempo determinato o tempo indeterminato permette di modulare la durata del fido con il periodo entro il quale si stima di dover far fronte a questi squilibri. In questo caso un eccesso di uscite per un lasso di tempo noto potrebbe spingere verso il fido a scadenza, mentre la gestione di un conto con una situazione costantemente al limite dello sconfinamento, dovrebbe far propendere più per l’apertura a tempo indeterminato.

Vediamo ora quali sono le caratteristiche principali delle 4 tipologie di fido Intesa Sanpaolo menzionate ricordando che la liquidazione degli interessi per ogni tipologia rimane comunque con scadenza trimestrale.

FidoPiù a tempo indeterminato

La somma massima che può essere richiesta è fissata a 75 mila euro. Nonostante la dicitura ci troviamo di fronte ad un contratto ‘a revoca’ per questo in qualsiasi momento può essere richiesta la restituzione della somma usata nello sconfinamento se per la banca c’è un giustificato motivo. Se non c’è invece un giustificato motivo la banca deve fornire almeno 15 giorni di preavviso prima che il titolare del conto debba restituire la somma usata in affidamento.

C’è da tener presente che, per quanto riguarda le somme da restituire, si tratta solo dell’importo utilizzato realmente con l’aggiunta degli eventuali interessi maturati. Ad esempio se abbiamo un affidamento di 10 mila euro ma li abbiamo usati per 1500 euro, allora solo questa somma, più gli interessi maturati, sarà da restituire tramite versamento sul conto corrente per il quale il fido è stato concesso. Al 10 luglio 2018 la Civ è pari a zero mentre il tasso applicato è 10,5000%. La CDF è invece dello 0,5%.

FidoPiù a tempo determinato

Le caratteristiche così come i tassi, sono come quelli a tempo indeterminato ma si ha una scadenza. In tale data la somma usata in affidamento deve essere interamente restituita con l’aggiunta degli interessi passivi maturati. Anche in questo caso la Civ è pari a zero e la CDF a 0,5%.

Il Fido in conto corrente ordinario a tempo indeterminato – Apercredito

Come funzionamento è lo stesso del FidoPiù a tempo indeterminato, ma il tasso fisso sale al 14%. Per Civ e CDF valgono le stesse condizioni di FidoPiù (la prima a zero e la seconda a 0,5%). L’importo massimo è sempre di 75 mila euro.

Il Fido in conto corrente ordinario a tempo determinato – Apercredito

Stesso discorso del fido a tempo indeterminato, ma ovviamente c’è una scadenza che determina il termine del contratto di affidamento.

(Fonte: fogli informativi ufficiali Intesa Sanpaolo – Data: 10 luglio 2018)

Simulazione del calcolo degli interessi

Sul sito di Intesa Sanpaolo non c’è un vero e proprio simulatore che permette di fare una stima del costo complessivo che si può sostenere con il fido. Tuttavia all’interno del sito Intesa Sanpaolo è possibile trovare un apposito foglio excel attraverso cui si può ottenere un mero dato di stima:

Si tratta però di importi puramente indicativi. La richiesta può essere fatta rivolgendosi alla filiale Intesa Sanpaolo con la quale si ha il rapporto di conto corrente.

Fido Più Light

Concludiamo con la versione ‘leggera’ dell’apertura di credito in conto corrente di Banca Intesa. Come si legge dal sito della Cassa di Risparmio di Civitavecchia facente parte del gruppo Intesa Sanpaolo con Fido Più Light è possibile ottenere fino a 2000 euro (anche 1000 euro nel caso di Conto Facile). Tale prodotto è destinato ai pensionati ed ai dipendenti a tempo indeterminato. Interessanti le condizioni economiche che da foglio informativo ufficiale al 10 luglio 2018 sono:

  • CIF: 0 euro;
  • C.D.F.: 0%;
  • Tan: 8,50%
  • Taeg: 8,77%.

Prodotti e servizi Intesa Sanpaolo

Approfondisci

Consolidamento debiti Agos – Guida al preventivo

Consolidamento debiti Agos: conviene la rata singola?

Agos Ducato (Società per Azioni formatasi a seguito della fusione tra la finanziaria Agos e la Ducato) è una delle società finanziarie con più ampia capillarità territoriale all’interno della nostra penisola. A questo si affianca un’offerta online forte, soprattutto per la facilità di calcolo dei preventivi direttamente dal sito web tramite l’uso del tool accessibile senza bisogno di registrazione. Tra i finanziamenti che offre, all’interno della sezione dei prestiti personali, troviamo anche il consolidamento debiti Agos.

Prima di vedere le caratteristiche di questo finanziamento ricordiamo che Agos ad oggi è una finanziaria di proprietà per il 61% della società francese Crédit Agricole (indirettamente tramite la Crédit Agricole Consumer Finance) e per il 39% dal Banco BPM.

L’offerta del consolidamento debiti, che cosa offre?

Il prestito di consolidamento debiti con Agos, offre la stessa possibilità che offrono i finanziamenti analoghi, ovvero quella di compattare tutti i prestiti che si hanno già in corso in un solo finanziamento, così da dover affrontare una sola rata e un’unica scadenza. Si tratta quindi di un prodotto che può essere richiesto non come primo e unico finanziamento. Per quanto riguarda le caratteristiche principali riassumiamole brevemente:

  • tasso Tan unico fisso, che rimane quindi invariato per tutta la durata del finanziamento (il Tan e quindi anche il Taeg dipendono poi dalla somma scelta e dalla durata del piano di rimborso);
  • possibilità di flessibilità con il Salta Rata (permette di saltare una rata rimborsandola in coda al piano) e Modifica Rata (variando di conseguenza la durata del piano);
  • durata del piano di rimborso anche lungo, fino ad un massimo di 120 rate.

Il rimborso può avvenire tramite bollettino postale oppure addebito diretto in conto corrente (con SDD).

Come richiedere informazioni

Per avere maggiori informazioni inerenti anche al consolidamento debiti si può:

  • chiamare il numero verde Agos 800134860 Servizio Pronto Credito;
  • fare la prenotazione online e richiedere un appuntamento presso la filiale Agos più comoda o vicina da raggiungere.

In questo secondo caso basterà:

  • collegarsi al sito ufficiale;
  • ricercare la zona d’interesse grazie all’inserimento del cap o del nome della città;
  • individuare la filiale con la quale si vuole l’appuntamento tramite la mappa interattiva;
  • cliccare sopra “Richiedi appuntamento”.

A questo punto si arriverà alla pagina apposita dove vanno compilati i vari capi richiesti per fissare l’appuntamento.

Come ottenere un preventivo on line

E’ possibile fare una simulazione o richiedere un preventivo anche online, così da avere una prima idea sulle condizioni che si avrebbero, a seconda dell’importo scelto e della durata di rimborso. Per poter sfruttare il tool basta cliccare sul pulsante rosso “Richiedi Subito” che invia alla pagina che dà accesso alla compilazione dei dati necessari per fare un primo calcolo delle condizioni:

Ora vediamo due esempi, potendo scegliere tra 500 e 30 mila euro come importi che possono essere inseriti (Fonte sito ufficiale Agos – Data: 10 luglio 2018). Il primo riguarda la richiesta di un consolidamento debiti per 10 mila euro mentre l’altro per la cifra massima contemplata dal sistema (pari appunto a 30 mila euro):

Esempio 10.000 euro

In questo caso inseriamo l’importo e poi clicchiamo su ‘Calcola la Rata’

Il sistema ci fornirà le varie ipotesi legate alla durata potendo visualizzare e stampare il modulo ‘SECCI’ di ogni alternativa:

Scegliendo nell’esempio quella da 120 rate si può notare che il Tan al 9 luglio 2018 è fissato a 6,92% mentre il Taeg a 8,10%.

Esempio 30.000 euro

Nel caso specifico ripetiamo la stessa procedura cambiando l’importo:

Optando sempre per le 120 rate arriviamo ad un Tan in linea con il caso precedente (pari a 6,91%) e ad Taeg in leggera ‘contrazione’ pari a 7,69%.

(Fonte sito Agos al 9 luglio 2018)

Richiesta prestito tramite App

Chi vuole usare la gestione della richiesta del preventivo a distanza può sfruttare anche l’apposita App che può essere scaricata gratis dallo store di Android o iOs.

In particolare per il prestito di consolidamento Agos, una volta scaricata l’app e entrati al suo interno si dovrà selezionare “Prestiti”. Anche in questo caso ci troveremo di fronte ad un simulatore user-friendly che permette di calcolare il preventivo rapidamente (e se si vuole procedere di proseguire con la richiesta). Per scaricare l’App Agos servono come sistemi operativi minimi:

  • per Android la versione da 4.0;
  • per iOs la versione da 9.0.

Conclusioni

Il prestito consolidamento debiti con Agos può rappresentare una soluzione da valutare se si hanno varie rate di vari finanziamenti da rimborsare. Ovviamente è consigliato sempre farsi fare più di un preventivo da confrontare con prodotti analoghi offerti da altre finanziarie o da qualche altra banca.

Prodotti Agos Ducato

Approfondisci

Convenzione INPS 2018 – Vantaggi e tassi cessione del quinto

Convenzione INPS cessione del quinto: le novità per i pensionati

La convenzione INPS che occupa maggiore spazio all’interno delle pagine del sito ufficiale dell’ente previdenziale, è quella dedicata alle cessioni del quinto. In particolare a spiccare, per numero di banche e società convenzionate, oltre che per l’attenzione riposta nella determinazione periodica dei tassi, è la cessione del quinto per i pensionati. Ci sono poi varie altre convenzioni rivolte ad esempio ai prestiti pluriennali indiretti ex Inpdap oppure agli appartenenti ad altri enti previdenziali minori convogliati nell’INPS a seguito della scelta di riorganizzare la gestione delle pensioni iniziata diversi anni fa, con la nascita del SuperINPS.

Le convenzioni per i pensionati

La scelta del legislatore di estendere la cessione del quinto anche ai pensionati INPS ‘non ex dipendenti pubblici’, ha spinto l’ente a operare in modo tale da tutelare tutti i possibili beneficiari al massimo. Una forma di tutela che si è evidenziata in primis nelle modalità di determinazione dei tassi e di altre possibili agevolazioni.

Elenco banche e società finanziarie convenzionate

Ricordiamo che la convenzione INPS per la cessione del quinto pensionati non è obbligatoria, ma è facoltativa per cui se si vuole avere un prodotto che ne rispecchia le caratteristiche principali, allora bisogna rivolgersi a una della banche e società riportate nell’elenco di quelle con convenzione attiva. L’elenco è in continuo cambiamento per cui non è detto che le banche e le finanziarie presenti ad esempio nel 2017, lo siano anche nel 2018, e viceversa. Per conoscere questi elenchi basta collegarsi periodicamente alla pagina preposta del sito ufficiale dell’ente o, per chi non vuole o non può accedere alla pagina web, anche nelle varie agenzie territorialmente competenti.

Condizioni e tassi

L’INPS determina le condizioni della convenzione. Quindi stabilisce delle condizioni “tipo” che le banche e le finanziarie aderenti alla convenzione stessa si impegna a rispettare. Generalmente viene stabilito un tasso massimo oltre il quale non si può andare. Quindi non si ha un tasso univoco e unico per tutte le proposte di cessione del quinto da parte delle varie banche e finanziarie, ma si ha la certezza che se si rivolge a una società aderente alla convenzione al massimo verrà applicato il tasso limite. Ciò implica che facendo attenzione alla scelta, si potrà ottenere anche un tasso molto più favorevole, perché la società proponente ha deciso di applicare tassi ancor più bassi, oppure ha tolto costi di istruttoria o altre spese accessorie, ecc.

In quest’ottica non c’è la necessità di conoscere la circolare INPS in toto ma basta controllare sul sito ufficiale INPS i tassi limite che ogni tre mesi vengono pubblicati dallo stesso ente. Ad esempio possiamo mettere a confronto i tassi applicati dal 1 ottobre 2017 a 31 dicembre 2017 con quelli attivi dal 31 dicembre 2017 fino al 29 marzo 2018 e con quelli in corso al momento della stesura dell’articolo (validi dal 30 marzo 2018 fino a 29 giugno 2018). Le scadenze sono sempre ogni tre mesi, ovvero fine dicembre, fine marzo, fine giugno e fine settembre di ogni anno:

Dall’ 1 ottobre 2017 al 31 dicembre 2017

Classi di età tassi Fino a 15.000 € di finanziamento tassi Oltre 15.000 € di finanziamento
Fino a 59 anni 8,74% 7,45%
da 60 a 64 anni 9,54% 8,25%
da 65 a 69 anni 10,34% 9,05%
da 70 a 74 anni 11,04% 9,75%
da 75 a 79 anni 11,84% 10,55%

Dall’ 1 gennaio 2018 al 30 marzo 2018

Classi di età tassi Fino a 15.000 € di finanziamento tassi Oltre 15.000 € di finanziamento
Fino a 59 anni 8,66% 7,40%
da 60 a 64 anni 9,46% 8,20%
da 65 a 69 anni 10,26% 9,00%
da 70 a 74 anni 10,96% 9,70%
da 75 a 79 anni 11,76% 10,50%

Dall’ 1 aprile 2018 al 30 giugno 2018

Classi di età tassi Fino a 15.000 € di finanziamento tassi Oltre 15.000 € di finanziamento
Fino a 59 anni 8,70% 7,30%
da 60 a 64 anni 9,50% 8,10%
da 65 a 69 anni 10,30% 8,90%
da 70 a 74 anni 11,00% 9,60%
da 75 a 79 anni 11,80% 10,40%

Ricordiamo che le classi d’età inserite in tabella non devono essere intese al momento della richiesta bensì alla fine del piano di ammortamento.

Cosa cambia a livello di richiesta?

La cessione del quinto, se coinvolge una convenzione INPS, porta non solo a una maggior tutela sui tassi applicati, ma anche a uno snellimento dell’iter in sé. Infatti è previsto che la banca o la finanziaria convenzionata possano evadere parte delle procedure, a partire dalla richiesta della certificazione della quota cedibile, con un iter telematico che le collega direttamente ai sistemi dell’INPS.

In questo modo il richiedente ha minori disagi ed una maggiore forma di assistenza. Invece per quanto riguarda il rimborso delle rate della cessione del quinto eventualmente accordate non si ha alcune differenza se si ci si rivolge a chi è o non è in convenzione con l’INPS, in quando sarà sempre quest’ultimo che dovrà trattenere la rata a monte sulla pensione ed occuparsi del suo rimborso direttamente alla società finanziatrice.

Approfondimento: Rimborso cessione del quinto.

Approfondisci

TiAnticipo – Come ottenere l’anticipo dei crediti con le PA

Conviene TiAnticipo di Banca Ifis – Guida pratica

TiAnticipo è un servizio che Banca Ifis offre alle aziende che hanno credito verso la pubblica amministrazione. Tramite l’accesso alla piattaforma omonima (TiAnticipo.it) si possono infatti monetizzare in tempi rapidi le fatture con le PA, passando attraverso i crediti certificati.

La possibilità di potersi avvalere di questa possibilità si basa sui seguenti riferimenti normativi:

  • artt. 69 e 70 R.D. 18/11/1923 n. 2440;
  • art. 9 All. E L. 20/03/1965 n. 2248;
  • art. 117 D. Lgs. 12 aprile 2006 n. 163;
  • Art. 106, comma 13, D. Lgs. 18 aprile 2016 n. 50;
  • Decreto Legge n. 66 del 24/04/2014, art. 37, comma 7-bis.

Approfondimento: Guida al microcredito.

Come funziona la piattaforma?

La piattaforma Ti Anticipo offre un servizio interamente digitale, che consente di accedere al credito, così da poter superare lo scoglio dei ritardi di pagamenti, usando fatture già emesse. Entrando nella piattaforma si può richiedere un preventivo gratuito che indica il valore di anticipo che si potrà ottenere sulle fatture verso la PA.

In base a questo si potrà valutare di proseguire la procedura tramite registrazione alla piattaforma stessa per arrivare ad ottenere l’accredito delle somme stimate nella fase di preventivo. I crediti (commerciali) dovranno essere :

  • certificati;
  • non prescritti;
  • liquidi ed esigibili.

Poche limitazioni per quanto riguarda le aziende che potranno accedere al servizio da un punto di vista della ragione sociale. TiAnticipo infatti può essere usufruito da:

  • Spa;
  • Aziende individuali;
  • Società di persone fisiche.

Caratteristiche della piattaforma

Il software usato non richiede alcun download e l’interfaccia è di facile utilizzo. La fase che potrebbe sembrare più complessa è quella di caricamento delle fatture ma di fatto si riduce a una procedura semplice proprio perché viene interamente guidata. E’ però necessario far certificare in via preventiva il proprio credito, il che avviene senza costi tramite la Piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti (PCC) che è gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Qui si deve:

  • andare sulla pagina preposta del Mef;
  • utilizzare nel menu la funzione “Utilizzi del Credito/Ricerca certificazioni”;
  • cliccare sulla funzione “Download”;
  • selezionare la certificazione che si vuole ottenere.

Tempi

La procedura ha una tempistica variabile e dipende principalmente dal fatto che si sia al primo accesso (si deve per prima cosa registrare la propria azienda), oppure ad accessi successivi. La durata di registrazione delle fatture dipende da vari fattori, ma in tutti i casi si tratta di iter che durano pochi minuti. La richiesta di preventivo è invece molto rapida. Infine come tempi vanno considerati quelli di pagamento dell’anticipo della fattura registrata, che arrivano al massimo a 10 giorni complessivi.

(Fonte: sito ufficiale TiAnticipo – Data: 18/06/2018)

Limiti

Non sono previsti dei limiti massimi per ottenere l’anticipo dei crediti certificati ma è necessario raggiungere almeno la soglia di 10 mila euro che costituiscono di fatto il limite minimo.

(Fonte: sito ufficiale TiAnticipo – Data: 18/06/2018)

Richiesta del preventivo

Procedere all’uso del tool per richiedere il preventivo è utile soprattutto per calcolare l’importo che si potrà effettivamente ottenere come anticipo. Seppur non siano previsti elevati costi dovuti a notai (od alla gestione diretta) l’importo che viene erogato non può essere pari al valore della fattura stessa. In senso assoluto maggiore è l’anticipo rispetto alla scadenza e maggiore è lo scarto di importo rispetto al valore della fattura stessa.

Prendiamo come esempio una richiesta di anticipo su fattura certificata del valore di 50 mila euro con scadenza il 5 agosto 2018 (in data 18 giugno 2018). I passaggi obbligati sono:

  1. Scegliere l’importo e cliccare su “Ottieni preventivo”;
  2. Compilare gli spazi con le informazioni riportate sulle fatture e inserire l’indirizzo e-mail dove ricevere il preventivo una volta calcolato;
  3. Controllare l’importo che si può ottenere, in un range riportato nel preventivo;
  4. Cliccare su Registrati nel caso il preventivo venga ritenuto consono alle proprie aspettative. Tale procedura (gratuita) porterà alla firma di un regolare contratto e si potrà completare totalmente online nel caso si utilizzi la firma digitale. Con quella autografa è invece necessario riferirsi ad un incaricato di Banca Ifis (i ‘poteri’ del firmatario dovranno essere in entrambi i casi certificati con apposita documentazione).

(Fonte: sito ufficiale TiAnticipo – Data: 18/06/2018)

A questo punto è possibile caricare le fatture on line. Terminata la fase di valutazione (necessaria per vedere se effettivamente le fatture hanno tutti i requisiti richiesti) Banca Ifis accrediterà le somme preventivate entro i tempi variabili che come già detto possono arrivare fino a un massimo di 10 giorni. L’anticipo avviene con modalità pro-soluto.

Contatti e informazioni

E’ possibile contattare TiAnticipo usando il modulo di contatto sul sito:

In alternativa è possibile chiamare il numero verde 800712433 al quale rispondono operatori dalle ore 8.30 fino alle 13.30 e poi dalle 14.30 fino alle 17.30 i giorni che vanno dal lunedì al venerdì compresi.

Approfondimento: CrediFamiglia di Banca Ifis.

Approfondisci

Fido Widiba – Guida alla richiesta online

Fido Widiba – Quali documenti sono richiesti?

Il modo dei servizi offerti da Widiba prevede una presenza per quasi ogni tipologia di prodotto e/o servizio bancario collegato. In quest’ottica al conto corrente è collegata la possibilità di richiedere un fido, che Widiba concede se si rispettano alcuni requisiti fondamentali.

Requisiti e condizioni applicate

Il primo requisito è logicamente rappresentato dalla necessaria titolarietà di un conto corrente Widiba, anche perché la richiesta deve passare forzatamente tramite l’internet banking. Bisogna poi inviare alla banca, per consentire l’istruttoria, una serie di documenti che possono variare a seconda che:

  • si faccia richiesta di affidamento in conto corrente per importi inferiori a 75 mila euro;
  • apertura di credito in conto corrente superiore a 75 mila euro;
  • richiesta di variazione del fido.

Per ogni ipotesi è prevista la possibilità di poter presentare dei garanti, così da poter aumentare gli importi che Widiba può essere disposta a concedere come fido, ferma restando la sua facoltà di decidere a favore o meno di una qualsiasi richiesta.

In generale vale il principio in base al quale non c’è un collegamento diretto e restrittivo tra l’eventuale importo di stipendio o pensione percepito ed accreditato sul conto Widiba. La cifra concessa come fido terrà infatti conto anche di altre fonti di reddito, purché dimostrabili, oltre che dei garanti presentati nelle richieste. Tuttavia è pressoché necessario disporre l’accredito degli emolumenti (stipendio, pensione, ecc) per aumentare le possibilità che la somma richiesta venga accordata (senza tuttavia avere alcuna garanzia).

Da sottolineare infine la possibilità di richiedere il fido ‘garantendolo’ attraverso strumenti finanziari o meglio titoli offerti in garanzia. Questi devono coprire interamente l’importo concesso a meno che Widiba stessa non decida di applicare eventuali scarti ‘ad personam’.

Condizioni

Le condizioni variano in primis a seconda dei tassi di mercato. Oltre a questo ci possono essere delle differenze a seconda che si richieda un’apertura di credito in conto corrente superiore o inferiore ai 75 mila euro. Per essere aggiornati sui tassi applicati e le commissioni (in ogni caso omnicomprensive) si deve controllare l’ultimo foglio informativo approvato presente sul sito ufficiale Widiba. Ad esempio al 10 aprile 2018 i costi previsti sono:

  • commissione su corrispettivo accordato: 0,5% trimestrale;
  • spese di comunicazione: 50 centesimi.

Il tasso è sempre in tale data pari al 7% più euribor a tre mesi se non si usa lo scoperto garantito da pegno su titoli, altrimenti lo spread dal 7% si dimezza (3,5% più euribor a tre mesi). Il tasso per quanto riguarda i primi mesi del 2018 rimane lo stesso, indipendentemente dall’importo concesso come fido, così come le condizioni e i costi accessori come si evince dai fogli informativi disponibili sempre al 16 aprile 2018.


Documenti necessari

Da allegare alla richiesta di fido Widiba sono necessari come documenti:

  • fotocopia di un documento di identità;
  • copia del codice fiscale o tessera sanitaria;
  • copia ultima dichiarazione dei redditi (quindi sono accettati Modello Unico per gli autonomi, e Modello 730 o CUD per pensionati o dipendenti);
  • in caso di dipendenti copia originale della certificazione del datore di lavoro dell’anzianità di servizio, mentre per professioni l’iscrizione all’Albo e per gli autonomi Estratto Camera di Commercio;
  • ultime due buste paga o cedolini della pensione;
  • per gli stranieri anche la copia del permesso di soggiorno.
  • utenza intestata al richiedente il fido che deve risultare pagata in modo regolare.

Tali documenti sono ‘caricabili’ direttamente online grazie alla funzione proposto oppure possono presentati in modo cartaceo ad una delle filiali Mps.

Attenzione: ribadiamo ancora una volta che la presentazione di una documentazione in “regola” non assicura la concessione del fido. Widiba, alla pari di un finanziamento, eseguirà un’istruttoria e deciderà in modo insindacabile sull’eventualità di concedere o meno il fiso.

Questo viene concesso di norma a tempo indeterminato con revoca. Quindi in qualsiasi momento la banca può decidere di revocare la messa a disposizione dello scoperto. Queste stesse regole valgono anche in caso di richiesta di variazione dell’importo di fido concesso in precedenza, per il quale si deve compilare l’apposito modulo scaricabile dal sito ufficiale Widiba.

Approfondimento: Guida alla richiesta di prestiti veloci.

Come avviene la richiesta?

Il primo passaggio, come detto, è quello di aprire un conto corrente Widiba. Si tratta di una procedura non complessa, ma che tuttavia può richiedere alcuni giorni per le procedure di riconoscimento (possibile sia con webcam che è più rapida, che con bonifico online da un conto che deve essere intestato al richiedente l’apertura).

E’ consigliato procedere con l’accredito dello stipendio con qualche mese di anticipo rispetto a quello in cui si provvederà alla richiesta del fido. A questo punto, per procedere con la richiesta, si dovrà:

  • entrare nell’internet banking loggandosi;
  • selezionare la sezione prestiti;
  • cliccare sulla voce del fido;
  • seguire le istruzioni per la compilazione degli spazi obbligatori.

Approfondimenti

Approfondisci

Prestiti arredamento – 3 regole per risparmiare

Prestiti arredamento: quali alternative con Ikea e Mondo Convenienza?

A volte per poter arredare la propria casa oppure una o più stanze, è necessario richiedere un finanziamento. I prestiti per l’arredamento sono oggi proposti anche dalle grandi catene e dai negozi di maggiori dimensioni, con offerte che a volte, possono coinvolgere anche la formula del tasso zero.

Quali tipi sono disponibili?

Le alternative possono essere principalmente due:

  • la richiesta di un prestito personale, che non coinvolge il venditore;
  • la richiesta di un finanziamento finalizzato, con la pratica avviata dal venditore stesso.

Mentre la prima alternativa è svincolata dalle dimensioni e dagli accordi che il venditore può avere con le varie finanziarie, la seconda sarà sfruttabile solo nei negozi che hanno un volume di affari tale da spingere verso questa direzione.

In tal senso si muove anche il servizio Pagodil che però non è un finanziamento vero e proprio bensì una dilazione di pagamento. E’ una soluzione fruibile solo con i negozi che hanno attiva un’apposita convenzione con Cofidis ed è priva di interessi. Le rate, a seconda degli accordi, posso varia da sei ad un massimo di 10. (Fonte sito ufficiale Cofidis – Data: 8/03/2018)

Quali tassi?

Anche sui tassi applicati ci possono essere delle differenze notevoli. Come già accennato con i prestiti finalizzati, se si rientra nelle condizioni previste dalla promozione, si può riuscire ad ottenere il doppio vantaggio di frazionare il pagamento del costo dell’arredamento senza dover pagare in più gli interessi passivi. Di contro con i prestiti personali generalmente non si ha questo vantaggio.

A chi chiedere?

Da un punto di vista formale per la richiesta dei prestiti personali ci si può rivolgere direttamente ad una banca o finanziaria che propone delle condizioni che soddisfano le specifiche necessità come ad esempio:

  • tassi;
  • costi accessori;
  • maggiori chance di vedere la domanda di finanziamento soddisfatta, ecc.

Nel caso di un prestito finalizzato si è invece condizionati dalle banche o finanziarie con le quali ha un accordo il venditore. Tra gli Istituti di credito troviamo Agos e Findomestic che, sia con accesso diretto online che tramite l’esercente, propongono condizioni con tassi più o meno vantaggiosi a seconda del tipo di promozione attiva. Non a caso entrambe rientrano tra le società di riferimento delle grande catene in Italia come Mondo Convenienza e Ikea.

I finanziamenti Ikea

Ad inizio marzo del 2018 troviamo tre proposte differenti a seconda che si rientri nella:

  • categoria privati;
  • categoria giovani (età 18 fino a 4 anni);
  • categoria business.

I referenti dei finanziamenti come società sono Agos e Findomestic. Sono frequentemente presenti offerte legate ai tassi. Ad esempio per gli acquisti fatti entro giugno 2018, in negozio oppure online, troviamo il tasso zero. Per accedere a tale promo bisognerà optare per una durata tra 10, 20 oppure 30 rate e richiedere un importo minimo di 299 euro fino ad un massimo di 10 mila euro (Fonte sito ufficiale Ikea – Data: 8/03/2018).

Un esempio (8 marzo 2018), fornito dalla stessa Ikea vede la richiesta di 1200 euro, per il quale le rate saranno di 60 euro per 20 mensilità. Parliamo quindi di un tasso zero reale (Tan 0% e Taeg 0%).

(Fonte sito ufficiale Ikea – Data: 8/03/2018)

Sul sito ufficiale è anche possibile fare una simulazione del finanziamento. Ovviamente il tasso zero non è sempre disponibile, per cui si dovranno considerare le condizioni applicate quando si richiede il prestito.

Mondo Convenienza

Tra i negozi di riferimento nell’ambito dell’arredamento, sia per dimensioni che per presenza sul territorio italiano, troviamo quelli di Mondo Convenienza. Anche in questo caso in alcuni periodi si possono trovare finanziamenti a tasso zero a carattere promozionale o il pagamento delle rate posticipato più avanti nel tempo. Le società di riferimento sono Agos e Findomestic.

(Fonte sito ufficiale Mondo Convenienza – Data: 8/03/2018)

Findomestic

Ecco come utilizzare il servizio Calcola Rata presente sul sito Mondo Convenienza:

  • Inserire l’importo desiderato e ‘cliccare’ sul banner rosso che riporta la dicitura ‘Calcola’:
  • A questo punto bisogna scegliere la durata e la rata desiderata tra quelle proposte

Da notare che richiedendo il finanziamento con Findomestic in base agli accordi con Mondo Convenienza la durata massima, anche per un importo alto come 30 mila euro, è al massimo di 48 rate (Fonte sito ufficiale Mondo Convenienza – Data: 8/03/2018).

Al 9 marzo del 2018 Mondo Convenienza e Findomestic prevedono anche un prodotto ad hoc per i giovani con un’età tra i 20 e i 35 anni. Questo prende il nome di ‘Senza Sorprese’ è permette la richiesta di una cifra compresa tra i 200 e i 1800 euro. (Fonte sito ufficiale Mondo Convenienza – Data: 9/03/2018)

Agos

Per quanto riguarda Agos possiamo effettuare un confronto tra il preventivo di un prestito finalizzato effettuato tramite sito ufficiale Mondo Convenienza e quello di prestito personale richiedibile dal sito ufficiale Agos.

Dal sito ufficiale di Mondo Convenienza simulando la richiesta di un finanziamento di importo pari a 10 mila euro da rimborsare in 72 rate mensili si otterrà una rata pari a 181,40€, Tan dell’8,96%.

(Fonte sito ufficiale Mondo Convenienza – Data: 9/03/2018)

Dal sito Agos invece utilizzando sempre 10 mila euro come importo richiesto e 72 rate di rimborso, la rata del prestito personale (senza l’inserimento di assicurazioni contro gli imprevisti) risulterà pari a 163,80€, con l’applicazione di un Tan pari a 4,90%.

Si può notare che la richiesta di un prestito personale sul sito ufficiale Agos genera una rata inferiore rispetto al preventivo di finanziamento finalizzato effettuato sul sito ufficiale di Mondo Convenienza.

Le soluzioni

Detto questo attraverso il prestito finalizzato con Mondo Convenienza è possibile accedere ad altri tipi di agevolazione come la possibilità di far partire il finanziamento con alcuni mesi di ritardo.

Nel particolare, come si evince dal sito ufficiale, al 9 marzo del 2018 si può usufruire della seguente soluzione agevolata:

Conclusioni

Da questi esempi possiamo trarre alcune conclusioni importanti che ci possono permettere di fare una scelta più consapevole:

  1. Non sempre i prestiti per arredamento finalizzati sono necessariamente più convenienti dei prestiti personali richiesti direttamente alle banche o finanziarie convenzionate;
  2. Bisogna chiedere più preventivi (possibilmente anche on line) per fare dei confronti diretti;
  3. I prestiti finalizzati prevedono generalmente importi massimi e durate minori rispetto ai prestiti personali proposti dalle stesse società.

N.B. Il prestito finalizzato rientra tra i metodi di pagamento accettati dal sistema del Bonus Arredamento: bisognerà tener da parte il contratto di finanziamento da allegare alla documentazione per la compilazione e presentazione del 730.

Approfondisci

Fido Bancoposta – Come richiederlo e quanto costa

Fido Bancoposta: come funziona lo scoperto di Poste Italiane

Per poter gestire le proprie spese quotidiane o straordinarie con maggiore tranquillità, i titolari del conto di Poste Italiane possono richiedere il fido Bancoposta. Si tratta di uno scoperto in conto corrente che viene concesso fattivamente da Deutsche Bank che svolgerà i necessari accertamenti prima di accordarlo.

Nel caso in cui venisse rifiutato è sempre a Deutsche Bank da imputare questa scelta, essendo Poste italiane il semplice collocatore.

Requisiti necessari e documentazione richiesta

La richiesta del fido Bancoposta può essere fatta solo dai titolari di un conto che siano lavoratori dipendenti o pensionati, con accredito di stipendio o pensione sul conto stesso. E’ inoltre necessario che il conto abbia al massimo due intestatari (in caso di cointestazione) e che questi siano residenti in Italia. I documenti che bisogna presentare con la richiesta di attivazione del fido sono:

  • un documento di riconoscimento non scaduto;
  • la tessera sanitaria o il codice fiscale (se si ha la carta di identità con il codice fiscale è sufficiente come unico documento);
  • la copia dell’ultima busta paga per i lavoratori e del cedolino della pensione per i pensionati.

Può essere richiesta ulteriore documentazione soprattutto in corso di specifiche o particolari promozioni (Fonte sito ufficiale Poste Italiane – Data: 08/03/2018).

Una volta che si è diventati titolari del fido Bancoposta bisogna anche prendere la decisione se compilare il modulo di autorizzazione che permette di addebitare gli interessi sul conto corrente in modo automatico (si tratta di un’opzione facoltativa e non obbligatoria).

Caratteristiche e condizioni dello scoperto

Il fido offerto da Poste Italiane può essere concesso di un importo pari a:

Il tasso Tan è fisso per tutte e tre le ‘taglie’ ed all’8 marzo 2018 è pari all’8,9% (Fonte: foglio informativo Fido Bancoposta presente sul sito ufficiale in data 8/03/2018). Ovviamente c’è una variazione del Taeg in funzione degli importi dovuta anche alla commissione crescente trimestrale omnicomprensiva applicata per la concessione stessa dell’affidamento:

Importo scoperto Taeg Commissione trimestrale
1500 euro 10,27% 3,73 euro
3000 euro 9,93% 5 euro
5000 euro 9,76% 6,25 euro

(Fonte: foglio informativo Fido Bancoposta del Novembre 2017 valido al 8/03/2018)

Per conoscere il “costo effettivo” e capire se questo scoperto conviene in base alle proprie necessità, può essere usato un tool che è presente sul sito Poste Italiane. Il sistema non è aggiornatissimo, perché ad esempio è riportato l’importo di fido più basso di 750 euro ora non più presente. Il sistema è comunque funzionale ad una simulazione orientativa e può per questo dare un aiuto nelle proprie valutazioni. Per sfruttarlo si deve:

  1. Scegliere se si ha o meno il fido già sul conto:
  2. Inserire il tipo di conto che si ha (attenzione, se si è titolari di un conto Bancoposta Click comunque la richiesta di Fido non cambia);
  3. Scegliere l’ammontare del fido che si vorrebbe chiedere:
  4. Inserire il valore che si stima si utilizzerà come “scoperto” e la sua durata;
  5. Considerare il costo stimato dal sistema.

Attenzione: in fondo alla pagina sono presenti due pulsanti che dovrebbero permettere di eseguire differenti funzioni di richiesta (online oppure fissando un appuntamento). In realtà questo sistema è puramente indicativo e selezionando i pulsanti non si giunge a nessuna funzione operativa utile (info valida al 8/03/2018).

Come si richiede?

La richiesta del Fido Bancoposta va fatta per forza all’ufficio postale presso il quale è stato aperto il conto corrente (compreso il sabato mattina). Se si ha un conto cointestato è necessario che entrambi i titolari compilino il modulo di richiesta del fido stesso. Per ridurre i tempi di attivazione è consigliato prendere un appuntamento (può essere fatto chiamando il numero 800.00.33.22) e poi recarvisi con tutti i documenti che abbiamo indicato sopra.

L’esito logicamente non è immediato e dipende da numerosi fattori. Per conoscere i tempi si può al massimo chiedere all’ufficio postale stesso, che generalmente sa dire qual è la tempistica media, vista l’esperienza e il tipo di rapporto più o meno diretto con gli uffici Deutsche Bank preposti alla decisione di approvazione o di rifiuto.

Costi e commissioni extra

Nel caso in cui ci dovessero essere dei ritardi di pagamento, si applicano interessi di mora calcolati aggiungendo al tasso standard altri due punti e mezzo. In questo calcolo non viene considerata la commissione omnicomprensiva che è un costo fisso che viene liquidato in modo posticipato ad ogni trimestre.

Un esempio di costi proposto sui documenti ufficiali di Poste Italiane per un affidamento di € 1.500,00 è il seguente (da foglio informativo di Novembre 2017 al 6-03-2018):

  • totale degli interessi da liquidare per il periodo di utilizzo: 33,37 euro;
  • commissione omnicomprensiva per l’affidamento 3,75 euro;
  • totale da rimborsare pari a 1.537,12 (fido + interessi + commissione).

Nel caso in cui il fido non venisse utilizzato l’unico importo da liquidare è quello di 3,75 euro che viene richiesto indipendentemente dall’uso della linea di fido accordata.

Prodotti Poste Italiane

Approfondisci

Prestito Webank – E’ un finanziamento online veloce?

Opinioni prestito webank – Quali condizioni del 2018?

Il fido (o scoperto bancario), il prestito Small e quello Large, costituiscono l’offerta dei finanziamenti per esigenze di tipo personale che Webank offre ai propri clienti. La principale differenza tra le due taglie di prestito è data dagli importi minimi e massimi richiedibili ed ovviamente dai tassi applicati, mentre le condizioni accessorie ed i requisiti pressoché coincidono.

Ciò che accomuna invece tutte e tre le tipologie di “credito” a cui si potrà accedere è invece il requisito di fondo obbligatorio rappresentato dalla titolarità di un conto corrente Webank.

I prestiti personali

Se si sta cercando un vero e proprio finanziamento, che non imponga la comunicazione o la giustificazione del tipo di impiego che se ne dovrà fare, allora si dovrà optare per il prestito Small o Large (a seconda dell’importo di cui si ha bisogno). Vediamo ora le principali caratteristiche e le condizioni di entrambi.

Prestito Small

Questo prestito personale permette di ottenere dai 500 euro fino ad un massimo di 10 mila euro. Dati anche gli importi, la scelta per il rimborso dovrà ricadere all’interno dell’intervallo che va dai 6 mesi ai 60 mesi (fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018).

Non sono applicati costi accessori come le spese di istruttoria o quelle di incasso delle rate che vanno obbligatoriamente addebitate sul conto corrente Webank che rappresenta, come detto, la condizione fondamentale per poter richiedere il finanziamento.

Il tasso fisso è a fine maggio 2018 pari al 7% come Tan. Se si dispone l’accredito dello stipendio si ottiene uno sconto sul tasso (che sarà quindi pari al 6,3%). L’estinzione anticipata è gratuita. Come esempio sul sito di Webank è riportato:

(fonte: sito ufficiale Webank – data 06/03/2018)

Prestito Large

Il prestito Large è destinato a chi vuole una somma che superi i 10 mila euro fino ad un massimo di 30 mila euro. Questo aumento degli importi prevede una durata molto più estesa che può arrivare fino a 120 rate. (fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018)

Non ci sono costi accessori mentre il tasso annuale Tan pur rimanendo fisso sale all’8%. In caso di addebito dello stipendio sul conto si ottiene lo sconto del tasso (che sarà pari a 7,2%). Zero anche la commissione legata all’estinzione anticipata.

Anche in questo caso possiamo vedere un esempio dal sito di Webank, le cui condizioni saranno valide per chi ne fa richiesta entro la fine di maggio prossimo:

(fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018)

Requisiti e condizioni Large e Small

Abbiamo già accennato al fatto che bisogna avere come requisito principale la titolarità di un conto corrente con Webank con un’anzianità di almeno 6 mesi. A questo si aggiunge la necessità di aver disposto l’accredito dello stipendio da almeno 3 mesi in modo continuativo od, in alternativa, di avere una certificazione reddituale da allegare alla richiesta (busta paga, modello Unico, ecc).

Infine è previsto il limite anagrafico che impone che alla scadenza non sia stata superato il settantesimo anno di età del finanziato (fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018).

Modalità di richiesta: guida pratica

La richiesta dei prestiti Webank può essere fatta direttamente online tramite internet banking. Attenzione: si tratta di una modalità che non può essere bypassata e che si ‘sbloccherà’ solo una volta raggiunta l’anzianità dei 6 mesi.

Se ci sono i requisiti necessari il percorso da seguire, una volta loggati ed entrati nell’area personale, è il seguente:

  • conto corrente-> prestiti
    • fido
    • prestito small
    • prestito large
    • (a scelta uno dei tre)

  • richiedi online.

A questo punto si aprirà la schermata della richiesta on line da compilare. Terminata la compilazione il tutto deve essere stampato e firmato. Una copia va inviata per posta all’indirizzo messo in evidenza sul modulo stesso.

La banca risponderà, come specificato dal sito ufficiale, in “tempi brevi” (ovviamente le opinioni sulla velocità variano a seconda dell’esperienza personale) fornendo il proprio responso sull’erogazione (o meno) del finanziamento. Se la richiesta è accettata la somma domandata viene accreditata direttamente sul conto corrente Webank dal quale è stata fatta partire la richiesta e dove automaticamente ci sarà anche l’addebito delle rate.

N.b. La procedura sopra indicata permette di richiedere anche il fido che necessita come requisiti un’anzianità del conto pari almeno a sei mesi e l’accredito dello stipendio da tre.

Caratteristiche del fido

Il fido Webank può essere concesso per un importo pari al doppio dello stipendio accreditato sul conto corrente, ma entro un massimo di 5 mila euro. Le condizioni applicate, fino alla revisione di fine maggio 2018, prevedono un tasso pari al 4,5%.

(fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018)

Dalla scheda prodotto ufficiale il tasso applicato è comunque sempre pari al tasso Bce più lo spread del 4,5%. Non sono previste spese d’istruttoria e zero sono anche le commissioni legate alla disponibilità dei fondi. Qualora l’accredito dovesse essere tolto dal conto allora anche il fido verrebbe immediatamente revocato (fonte: sito ufficiale Webank – data 06/02/2018).

Contatti

Per richiedere informazioni i ‘non clienti’ possono riferirsi al numero verde Webank 800148149 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 21 e il sabato fino alle 17. I clienti hanno invece a disposizione un altro numero gratuito e cioè l’800060070 che risponde nei giorni feriali dalle 8 fino alle 22 ed il sabato fino alle 17.

Ai numeri telefonici si aggiunge la possibilità di contattare i promotori finanziari (il cosiddetto Sales Team) tramite il form presente alla pagina preposta del sito Webank.

Prodotti Webank

Approfondisci

Bonus Verde 2018 – Guida alle detrazioni fiscali

Bonus Verde – Ecco tutte le spese ammesse in detrazione

L’art. 1 della Legge di Bilancio 2018, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2017, conferma anche se con qualche variazione e novità, il pacchetto di agevolazioni fiscali dedicate a chi ristruttura e/o riqualifica il proprio immobile.

Nello specifico introduce il cosiddetto “Bonus Verde”, misura fiscale normata dai commi 12-13-14-15 e successive modificazioni del suddetto art.1, si permette al contribuente di portare in detrazione IRPEF il 36% di spese certificate per interventi atti a “risistemare le aree verdi” di un immobile ad uso abitativo. Il tetto massimo fissato della legge è pari a 5.000,00 € di spese effettuate nel 2018 per ogni unità immobiliare e, dunque, una detrazione massima di 1.800,00 € da ripartirsi in 10 anni.

Interventi ammessi

Diciamo subito che il testo della norma è generale e dà adito a qualche dubbio soprattutto riguardo cosa comprende effettivamente il Bonus e quindi quali sono i lavori agevolabili.

Il comma 12, infatti, parla di interventi di “sistemazione a verde”, di “realizzazione di impianti di irrigazione, di pozzi, di coperture a verde e di giardini pensili”; il comma 14, inoltre, consente di detrarre anche le “spese di progettazione e manutenzione” connesse agli interventi permessi dal comma 12.

Il comma 13, infine, chiarisce che l’agevolazione è concessa anche per interventi su parti condominiali (Approfondimento: Guida al prestito condominiale). Questo significa che un singolo contribuente intestatario di due unità immobiliari diverse, magari una privata e una condominiale, può detrarre il 36% su un totale di spesa di 10.000,00 € e un importo complessivo detraibile di 3.600,00 €, ripartito in due pratiche distinte.

Da Telefisco 2018, il Convegno Mondiale, giunto alla 27° Edizione, promosso da Il Sole 24 Ore in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, arrivano, però, le prime delucidazioni: non sono agevolabili gli interventi “in economia”, quelli fatti dal privato stesso, e le manutenzioni annuali, in quanto incompatibili con la natura di interventi di sistemazione “straordinaria” o “ex-novo”.

A essere sinceri l’obbligatorietà che gli interventi agevolabili non possano riguardare sistemazioni verdi già preesistenti è emersa durante lo svolgimento di Telefisco, in quanto, in effetti, il testo originale del DLL è ambiguo e interpretabile anche in altro modo.

In quest’ottica, dunque, sono escluse le spese di acquisto di piante in vaso, a meno che non siano ricadenti all’interno di un intervento di risistemazione ampio e strutturato di un giardino o di un terrazzo; non si possono, quindi, detrarre i costi relativi al mero acquisto di piante in vaso annuali.

Non è così improbabile che siano in arrivo ulteriori chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Fonte Il Sole 24 Ore

Bonus Verde: come si paga?

Altro capitolo importante è quello relativo alla modalità di pagamento; si deve, in questo caso,fare riferimento al comma 15, dove è genericamente indicato che deve essere eseguito con “strumenti idonei per consentire la tracciabilità”.

Inizialmente si era, dunque, pensato che tale strumento fosse il cosiddetto “bonifico parlante”, il metodo di pagamento specificatamente studiato per poter ottenere le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie ( approfondimento Finanziamenti finalizzati alla ristrutturazione casa) e che deve essere eseguito compilando l’apposito modello su cui devono essere riportati alcuni dati obbligatori, come, ad esempio, il numero di fattura, il nome della ditta che ha eseguito i lavori e il codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione .

l’Agenzia delle Entrate ha, però, chiarito che il pagamento può essere effettuato anche con assegni, carta di credito, carta di debito e bonifico ordinario; ciò comporta che non debba essere versata la ritenuta d’acconto dell’8% da parte degli istituti finanziari, obbligatoria, invece, per i bonifici parlanti.
Se si sono, dunque, già effettuati lavori e interventi dal momento dell’entrata in vigore del Bonus Verde, ovvero dal 1° gennaio del 2018, possono tutti essere ancora agevolati, se rispondenti ai requisiti illustrati nel capitolo precedente, purché non siano stati pagati in contanti.

Fonte Fisco e Tasse

Conclusioni

Riassumiamo le caratteristiche principali del Bonus Verde:

  • si tratta di un’agevolazione fiscale il cui oggetto è l’unità immobiliare ad uso abitativo, o porzione di essa in caso di condomìni e non la persona fisica; se, dunque, un contribuente interessato all’agevolazione, proprietario, conduttore o comodatario che sia, sostiene spese su diversi immobili, ha diritto a più detrazioni
  • gli interventi agevolabili sono tutti quelli utili alla sistemazione di aree verdi private e condominiali – terrazze, giardini e balconi -, al recupero di giardini di interesse storico, all’installazione di piante, anche in vaso, purché ricadenti all’interno di un intervento di recupero straordinario o ex novo, lavori necessari per trasformare aree incolte in aiuole o prati, rifacimento di impianti di irrigazione e spese di progettazione e manutenzione connesse con gli interventi ammessi
  • i pagamenti devono essere eseguiti nel corso del 2018 attraverso bonifici parlanti, bonifici ordinari, assegni, transazione con carta di credito o di debito, ossia con qualsiasi strumento che risulti tracciabile

Approfondisci