BeCrowdy – Cos’è e come funziona?

BeCrowdy Crowdfunding – Vantaggi e svantaggi

In un’era sempre più social e digitale, internet può fare la differenza. Ed è ciò che avviene attraverso il Crowdfunding. Si tratta di una raccolta fondi alimentata dalla community con donazioni spontanee che ha lo scopo di finanziare i più svariati progetti. Sono tante le piattaforme di crowdfunding in circolazione: Eppela, BoomStarter, GoFundMe…Oggi voglio parlarti di una in particolare, tutta italiana: BeCrowdy.

Indice articolo

Cos’è?

BeCrowdy è una piattaforma di crowdfunding “reward-based”, cioè di raccolta fondi basata sulle ricompense offerte dai progettisti ai propri sostenitori. Nasce dall’intuizione di cinque giovani che nel 2013 hanno partecipato e vinto la prima edizione di ON/OFF, un concorso promosso dal Comune di Parma per incoraggiare le innovative idee imprenditoriali degli under 31.

I fondatori hanno voluto mettere al servizio esclusivamente dell’arte e della cultura le loro competenze nel settore creando questa piattaforma di raccolta fondi volta a finanziare artisti, musicisti, scrittori, attori e ballerini che hanno un progetto ma che non dispongono delle risorse economiche necessarie per realizzarli. Una forma di mecenatismo culturale 3.0, per intenderci.

Come funziona e costi

Artista/promoter

L’utilizzo della piattaforma è molto semplice. Se sei un artista o un promoter culturale ed hai un progetto in cerca di finanziatori, dovrai registrarti gratuitamente su BeCrowdy inserendo i tuoi dati personali, la tua e-mail e scegliendo Username e Password. A questo punto potrai proporre il tuo progetto esponendolo seguendo le linee guida che ti saranno fornite ed indicando l’importo di cui necessiti. Se il team della piattaforma riterrà la tua idea valida e realizzabile, avrà inizio la campagna vera e propria, che avrà una durata variabile a tua scelta tra i 30 e i 90 giorni. Dovrai fornire al team di BeCrowdy l’indirizzo email di un tuo conto PayPal attivo e un IBAN bancario su cui versare l’importo raccolto (attenzione:il denaro viene erogato soltanto nel caso in cui a fine campagna l’obiettivo sia stato raggiunto al 100% o superato, secondo la formula “all or nothing”).

Per invogliare la community ad investire nel tuo progetto dovrai offrire delle “ricompense” a tema. Ad esempio, se stai cercando finanziamenti per incidere un cd, a seconda del contributo che il sostenitore vorrà fornirti, potresti offrire un ringraziamento specifico sul tuo sito ufficiale, una copia autografata del cd oppure un biglietto per il tuo prossimo concerto, una maglietta promozionale ecc.

Al momento di stabilire il budget che desideri raccogliere dovrai tenere presenti oltre alle spese di realizzazione del progetto vere e proprie, anche quelle necessarie a finanziare le ricompense promesse e a coprire la commissione della piattaforma. Iscriversi ed aprire una campagna presso BeCrowdy è infatti gratuito e se non si raggiunge l’obiettivo non ottieni nulla e non devi nemmeno nulla, ma nel caso in cui la raccolta fondi copra per intero il budget stabilito, al momento della liquidazione dei fondi ottenuti la piattaforma tratterrà l’8% dell’importo +IVA e ti addebiterà anche i costi legati alle singole transazioni effettuate dai donatori.

Queste spese aggiuntive devi preventivarle nell’importo fissato come obiettivo della campagna, per evitare di trovarti impreparato dopo. L’importo preventivato ed effettivamente raccolto sarà erogato sul c/c da te indicato entro 30 giorni dalla chiusura della campagna.

logo becrowdy

Sostenitori

Il vero cuore pulsante di BeCrowdy è la community. Gli utenti, non necessariamente iscritti alla piattaforma, navigando sul sito si informeranno sulle varie campagne in atto leggendo le presentazioni dei progetti e i loro aggiornamenti. Se incuriositi e interessati, potranno decidere di diventarne sostenitori (acquistando fino a massimo tre ricompense) effettuando una donazione tramite carta di credito, prepagata o Paypal, il cui importo sarà visibile esclusivamente al progettista, per motivi di privacy.

Nel caso in cui non si disponga di un conto Paypal, quest’ultimo può essere aperto contestualmente alla donazione. L’importo minimo che si può finanziare è 2€, quello massimo 1000€. Le donazioni possono avvenire attraverso due circuiti differenti: PayPal e MangoPay. Nel primo caso si tratta in realtà di una promessa di pagamento, cioè il donatore si impegna a mantenere disponibile la somma offerta alla data di chiusura della campagna.

Se il progetto raggiungerà l’obiettivo indicato, solo allora la quota offerta sarà effettivamente prelevata dal conto PayPal ed erogata. Nel caso in cui, invece, si utilizzi il circuito MangoPay, la quota offerta viene immediatamente prelevata, ma, se alla fine della campagna non dovesse esser stata raggiunto l’obiettivo, ti sarà riaccreditato quanto donato. In ogni caso al sostenitore non si applica alcuna commissione.

Sito web

Il sito ha una grafica ed un’impaginazione chiare ed accattivanti di facilissima intuizione. La formica, operosa e risparmiatrice, è stata scelta come figura simbolo della cooperazione nel logo della piattaforma.

Nella homepage sono proposti in bella vista i progetti in evidenza, ma è possibile navigare nel sito per categoria, a seconda dei propri interessi (arti visive, editoria, eventi, musica e arti performative), oppure digitando nel campo “Cerca” il nome dell’artista di cui si è sentito parlare e che si intende finanziare, ad esempio Cisco, De Rev.

becrowdy home page

Cliccando su un progetto in particolare, si apre la pagina dedicata, dove troverai tutte le informazioni a riguardo, eventuali aggiornamenti, informazioni sul progettista e l’elenco dei sostenitori. Sempre ben in evidenza l’obiettivo da raggiungere, l’importo raccolto, i giorni rimanenti della campagna e il numero dei sostenitori per adesso coinvolti.

esempio raccolta fondi becrowdy

Sicurezza: ci si può fidare?

Nel momento in cui viene pubblicata una campagna di raccolta fondi per un dato progetto, BeCrowdy si obbliga a fornire al progettista i mezzi per la raccolta fondi, ma non assicura il risultato. Per questo è dovuta una commissione solo nel caso in cui il budget viene raggiunto al 100% e quindi erogato. Si tratta di un tipo di finanziamento moderno, che proviene dalla folla, che offre tanti vantaggi ma che può nascondere qualche insidia.

Ad esempio, il progettista potrebbe temere il furto della sua idea. Effettivamente il pericolo c’è, ma per realizzare un qualunque progetto è necessario condividerlo, soprattutto se si cercano dei finanziatori. Occorre rischiare. Alcuni rischi li corre anche il sostenitore. Potrebbe capitare che i fondi offerti vengano solo intascati dal progettista e non utilizzati per la realizzazione del progetto.

La piattaforma, infatti, termina il suo compito e si libera da ogni responsabilità erogando il budget raggiunto al 100% all’artista/promoter finanziato dalla community e non ha alcun controllo su ciò che accade dopo. La responsabilità di come viene utilizzato il denaro offerto è esclusivamente del progettista. I sostenitori sono però tutelati da PayPal nel caso in cui si dovesse entrare in contestazione con l’artista o il promoter.

Per ulteriori informazioni è a disposizione degli utenti il seguente contatto: info@becrowdy.com

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Prestito ristrutturazione prima casa – Agevolazioni e proposte 2019

Prestito ristrutturazione prima casa: come e perchè sceglierlo

Se è arrivato il momento di avviare i lavori di ristrutturazione della tua prima casa, ma non disponi della somma necessaria per affrontarne la spesa, dovrai necessariamente richiedere un finanziamento. Orientarti tra le numerose alternative non è affatto semplice. In questo articolo cercherò di fornirti delle linee guida che potranno aiutarti nella scelta della soluzione più adatta alle tue esigenze.

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Prestito o mutuo?

Se hai già cominciato ad informarti sulle possibili alternative, avrai notato che è possibile ottenere la liquidità necessaria a sostenere i lavori sia nella forma del credito al consumo (prestito personale, finalizzato o cessione del quinto), sia sotto forma di mutuo di ristrutturazione. Cerchiamo di far luce sulle differenze tra le due tipologie.

Prestito prima casa

E’ la tipologia di finanziamento più idonea da scegliere nel caso di richiesta di importi contenuti e nel caso di urgenza dei fondi. Infatti di norma un prestito personale ha una durata di massimo 120 mesi, quindi se la somma da finanziare è elevata, per forza di cose le rate mensili saranno di notevole importo, sicuramente più alte rispetto a quelle di un mutuo che spalma il rimborso del debito anche su 30/35 anni. Risulta quindi più facilmente sostenibile per importi fino ai 50.000€ circa. Inoltre un prestito personale è caratterizzato da tempi di istruttoria ed erogazione rapidi e ridotti, quindi risulta essere preferibile ad un mutuo, i cui tempi si estendono anche a 60 giorni, nel caso di bisogno di immediata disponibilità. Altro vantaggio di un prestito è rappresentato dal fatto che l’unico requisito necessario per ottenerlo è la dimostrazione di percepire un reddito in grado di sostenere il rimborso. Nella maggioranza dei casi non occorrono ulteriori garanzie. Molti istituti bancari, però, permettono di richiedere un prestito soltanto a chi è già titolare da alcuni mesi di un conto corrente presso di loro.

In caso di estinzione anticipata del debito alcune banche o finanziarie potrebbero prevedere il pagamento di un indennizzo.

Banche e finanziarie propongono decine di offerte diverse di credito al consumatore. Per effettuare una scelta consapevole ricordati di confrontare sempre il TAEG delle varie alternative, perchè è il valore che indica il costo effettivo del finanziamento in questione, comprensivo di gran parte delle spese accessorie, come imposta di bollo, istruttoria, incasso rate ecc.

Mutuo per la ristrutturazione prima casa

A favore del mutuo troviamo sicuramente la maggiore durata del finanziamento che permette di contenere l’ammontare delle rate anche in caso di elevato importo erogato, e i tassi di interesse decisamente più bassi rispetto a quelli tipicamente applicati ad un prestito. Le spese accessorie di un mutuo però, attenzione, sono più elevate e numerose rispetto a quelle di un prestito, perchè bisogna considerare in più le spese della perizia, del notaio e dell’assicurazione, che si ammortizzano rispetto ad un prestito solo se l’importo richiesto supera all’incirca i 50.000€, rendendolo più conveniente. Altro fattore da non sottovalutare è il fatto che per ottenere il mutuo è necessario non solo dimostrare di percepire un reddito costante ed adeguato alla rata, ma occorre anche la garanzia reale dell’ipoteca sull’immobile di proprietà.

Se si considerano eventuali detrazioni fiscali, il mutuo ti permetterà di detrarre il 19% degli interessi pagati annualmente su un importo massimo di 2.582,25€. Il prestito non prevede invece alcun tipo di detrazione.

Nel caso di estinzione anticipata del debito, sul mutuo per legge non è dovuto alcun indennizzo. Inoltre per richiedere un mutuo non è assolutamente obbligatorio essere titolari di un conto corrente presso la banca che lo eroga.

Detrazioni fiscali 2019

Può tornarti utile sapere che, qualunque sia la forma di finanziamento scelta per sovvenzionare i lavori di ristrutturazione della tua casa, potrai detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria avvenuti entro il 31/12/2019, fino ad un tetto massimo di 96.000€, seguendo le limitazioni e le modalità stabilite (i pagamenti devono avvenire tramite bonifico bancario o postale con segnalati i seguenti dati: causale Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986, tuo codice fiscale e codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento). Recupererai tali detrazioni nei 10 anni successivi, un tanto all’anno.

Banche e finanziarie 2019

Ecco brevemente alcuni esempi di prestiti per ristrutturazione anche per prima casa offerti da banche e finanziarie:

Prestito BancoPosta Ristrutturazione Casa

logo poste italiane

Se sei un correntista BancoPosta potrai accedere ad un prestito finalizzato alla ristrutturazione della tua casa presentando le documentazioni relative ai preventivi di spesa ed ai buoni d’ordine effettuali per l’acquisto dei materiali necessari. Potrai richiedere da 10.000€ a 60.000€, a tasso fisso, da restituire in 36/ 120 mesi con addebito in c/c. Potrai usufruire di questa tipologia di finanziamento anche se sei titolare di un Libretto Postale nominativo ordinario, ma l’importo massimo erogabile in tal caso scende a 30.000€ e il rimborso avverrà tramite bollettini postali a carico del cliente. Tali finanziamenti sono intermediati da BancoPosta ma erogati da Deutsche Bank o Findomestic senza costi aggiuntivi.

Esempio:

  • Importo: 15.000€
  • Durata: 78 mesi
  • Rata: 246,51€
  • TAN fisso: 7,90%

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito Poste Italiane

Approfondimento: Prestiti Poste Italiane.

Prestito UbiBanca Creditopplà Ristrutturazione Casa

logo ubi banca

Anche UBI Banca offre ai suoi correntisti la possibilità di richiedere un prestito finalizzato ai lavori di ristrutturazione del proprio appartamento previa presentazione della dovuta documentazione dei preventivi. Potrai richiedere da 3.000€ in su, fino ad una massimo non predefinito, in base alle tue esigenze, da restituire in 19/120 mesi con rate addebitate sul tuo c/c.

Esempio:

  • importo: 13.000€
  • durata: 120 mesi
  • rata: 176,38€
  • TAN fisso: 10,49%

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito Ubi Banca

Approfondimento: Prestiti Ubi Banca.

Unicredit CreditExpress Rinnova

logo unicredit

Se invece sei correntista Unicredit, potrai richiedere, in seguito alla presentazione dei preventivi e di un’autocertificazione in cui assicuri che i fondi ricevuti saranno utilizzati per effettuare i lavori, l’erogazione di un importo da 5.000€ a 100.000€ da restituire in 36/120 mesi. TAN fisso: 6,50%.

Esempio:

  • importo: 50.000€
  • durata: 96 mesi
  • rata: 669,31€
  • TAN fisso: 6,50%

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito UniCredit

Approfondimento: Prestiti UniCredit.

Prestito Findomestic Ristrutturazione casa

logo findomestic

Ovunque tu sia titolare di un c/c, potrai rivolgerti a Findomestic per richiedere dai 1.000€ ai 60.000€ da restituire in massimo 120 mesi. Flessibilità assicurata grazie alla possibilità di variare leggermente l’importo della rata ogni mese e di posticiparne periodicamente il pagamento in caso di difficoltà. Previste ulteriori agevolazioni del TAN fisso nel caso di lavori finalizzati al risparmio energetico o all’utilizzo di energia rinnovabile (prestito RataVerde).

Esempio:

  • Importo: 15.000€
  • Durata: 96 mesi
  • Rata: 199,00€
  • TAN fisso: 6,43%

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito Findomestic

Approfondimento: Prestiti Findomestic.

Prestito Mediolanum Riparti Italia

logo banca mediolanum

Nel caso tu sia un correntista Mediolanum ed abbia investito un patrimonio da 5.000€ in su presso la Banca, potrai richiedere, presentando i dovuti preventivi dei lavori, da 4.000€ a 100.000€ da restituire in 12/120 mesi.

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito Banca Mediolanum

Approfondimento: Prestiti Mediolanum.

Prestito diretto quinquennale o decennale INPDAP (ex INPS)

logo inpdap

Da non sottovalutare questa interessante alternativa se sei un dipendente pubblico o un ex dipendente pubblico in pensione. Si tratta di un prestito a tasso agevolato (TAN 3,50%) il cui importo massimo dipende dall’entità del tuo stipendio o pensione, e il cui rimborso avviene tramite trattenuta in busta paga/cedolino della pensione in 60 o 120 mesi, con rate il cui importo non può mai superare il quinto dello stipendio/pensione. Sono finanziamenti strettamente regolamentati sia per quanto riguarda i requisiti necessari per potervi accedere, sia per l’utilizzo dei fondi erogati. Tra le motivazioni valide per la richiesta è presente la manutenzione ordinaria (prestito quinquennale, max. 30.000€) e straordinaria (prestito decennale, max 100.000€) della casa di proprietà e di residenza.

Data rilevazione: 20/08/2019 – Fonte: sito INPS

L’elenco dei prodotti è puramente indicativo: quasi tutte le banche e finanziarie propongono prestiti finalizzati alla ristrutturazione di casa. Pertanto ti consigliamo di contattare anche la tua banca di fiducia magari di cui sei già correntista (come ad esempio BNL, MPS o Intesa Sanpaolo) per verificare se ci sono prodotti specifici.

Opinioni personali

Se la tua prima casa necessita di lavori di ristrutturazione, il momento è favorevole per avviarli in quanto lo Stato ha prorogato le detrazioni fiscali al 50% sino al 31 Dicembre del 2019. Se vuoi approfittare di tali agevolazioni fai sempre molta attenzione ai tassi dei finanziamenti che prenderai in considerazione e valuta attentamente se per le tue esigenze è più conveniente affidarti ad un prestito o ad un mutuo.

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MotusQuo opinioni – Prestiti e investimenti online

MotusQuo – Cos’è e come funziona?

Se possiedi un capitale che desideri investire oppure se hai necessità di richiedere un prestito per esigenze personali o per finanziare un progetto che ti sta particolarmente a cuore, tradizionalmente ci si rivolge agli istituti bancari, fisici o online, o alle finanziarie sparse sul territorio nazionale.

Ma forse non sai che da circa un decennio in Italia è possibile soddisfare tali esigenze anche in un altro modo, ricorrendo al cosiddetto “Social lending” (prestito sociale) noto anche come “Peer to peer lending” (individui che prestano ad altri individui), investendo o ricevendo in prestito denaro senza l’intermediazione di banche ed istituti di credito, ma affidandosi a piattaforme dedicate che mettono direttamente in contatto investitori e richiedenti. Ed è proprio di una di queste piattaforme di social lending che voglio parlarti oggi: MotusQuo.

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Cos’è MotusQuo

MotusQuo è una start up italiana ed innovativa fondata nel 2014 dal dott. Giorgio Martelli, che si è lanciato in quest’avventura dopo essere stato per oltre 7 anni direttore esecutivo di UBS, quindi dopo aver acquisito una notevole esperienza nel settore bancario.

Tramite la creazione e gestione di una piattaforma essenziale ed intuitiva, MotusQuo fornisce ai privati la possibilità di incrociare le proprie esigenze di investire o essere finanziati risparmiando tempo e denaro, eliminando completamente l’intermediazione di istituti bancari o di credito. Entrare a far parte della community di MotusQuo è semplice: in pochi click potrai iniziare ad investire la somma che deciderai di caricare sul tuo conto MotusQuo, oppure potrai immediatamente formulare la richiesta di un prestito.

Partners

MotusQuo, dunque, nasce con l’intenzione di eliminare gli intermediari tra il finanziatore e il finanziato al fine di abbattere costi e tempistiche, ma per la società in questione ciò non deve andare a scapito della sicurezza e trasparenza delle operazioni, obiettivi chiave spesso ribaditi dal CEO.

Per questo MotusQuo si appoggia a partner affidabili come:

  • Lemon way, un istituto di pagamento, supervisionato dal solido Gruppo bancario BNL-BNP Paribas, che rispetta le regolamentazioni europee per tutelare da frodi, riciclaggio e terrorismo tutte le transazioni che avvengono al suo interno;
  • la Centrale dei Rischi, che fa capo alla Banca d’Italia, e il CRIF che raccolgono tutte le informazioni relative a finanziamenti concessi a persone fisiche, aziende e società, in modo tale da permettere alla piattaforma MotusQuo di stabilire che tipo di pagatore sia e quindi a che classe di rischio appartenga (dalla A alla F, la più rischiosa) chiunque stia richiedendo un prestito. Sono comunque inseriti nella piattaforma solo i richiedenti ritenuti idonei a ricevere un prestito.

Costi e servizi

Il punto di forza del social lending, ed in particolare di MotusQuo è rappresentato dall’abbattimento dei costi. Infatti l’iscrizione alla piattaforma e l’usufrutto dei servizi di pagamento Lemon way sono completamente gratuiti.

Investitori

Se sei un investitore potrai caricare sul tuo conto MotusQuo da un minimo di 500€ ad un massimo di 50.000€ che potrai investire a tuo piacimento tra le richieste di finanziamento presenti in piattaforma già nel giro di 72 ore e con tassi di rendimento variabili e vantaggiosi.

MotusQuo tratterrà sui capitali investiti una commissione pari all’1,5%. Non sono previste commissioni sugli interessi, sui quali però sarà applicata una ritenuta fiscale pari al 26%, a titolo di sostituto d’imposta.

schema funzionamento investimento motusquo

Potrai scegliere tra due modalità d’investimento, a seconda della tua esperienza nel settore:

  • automatico: in base al rapporto rendimento/rischio che intendi sostenere potrai scegliere di investire seguendo uno dei tre piani proposti: prudente, moderato o intraprendente; ovviamente, come in qualsiasi investimento, più alto è il rendimento, più sale il rischio.
  • manuale: potrai comporre a tuo piacimento il piano che preferisci attivando manualmente le offerte che più soddisfano le tue esigenze e i tuoi obiettivi.

esempio di rendimenti investimenti motusquo

Quindi sarai sempre tu a scegliere di volta in volta i margini di rischio da sostenere e i tassi d’interesse che vuoi ottenere, in tali scelte la piattaforma non interferisce in alcun modo. Inoltre per ogni richiesta di prestito che visionerai ti saranno fornite tutte le informazioni necessarie per effettuare le dovute valutazioni (scopo, importo totale, età, occupazione e classe di rischio del richiedente, identificato per motivi di privacy da un nickname).

Potrai anche visionare le offerte proposte da altri investitori per quel medesimo prestito ed eventualmente modificare la tua per renderla più concorrenziale. Inizierai a ricevere i rimborsi sul tuo conto MotusQuo già dal mese successivo e potrai scegliere di volta in volta se ritirarli o eventualmente rinvestirli.

Attraverso l’app MotusQuo, disponibile sia per Android che per iOS, potrai monitorare l’andamento dei tuoi investimenti anche grazie ai grafici.

esempio schermata app motusquo

E’ importante sottolineare il fatto che non presterai denaro ad una persona in particolare, ma investirai un capitale che verrà ripartito dalla piattaforma in svariati progetti in modo tale che, in caso di insolvenze, il problema riguarderebbe solo una parte e non la totalità dell’importo investito. Diversificherai quindi i tuoi investimenti sia nei tempi di rientro che negli interessi percepiti.

Inoltre, al momento dell’iscrizione, delegherai la società in questione a gestire le eventuali insolvenze in tua vece; MotusQuo incasserà al tuo posto la quota interessi maturata sul credito recuperato e addebiterà sul tuo conto fino ad un massimo del 50% delle spese sostenute per il recupero del credito. In caso di problematiche complesse potrai richiedere il rientro rapido del credito tramite la cessione del finanziamento in questione a società terze, pagando una commissione pari a max. il 3% del valore ceduto.

Finanziato

Se sei un maggiorenne con residenza italiana, hai massimo 65 anni e non sei protestato, potrai richiedere da 1.500€ a 30.000€ , scegliendo di rimborsare l’importo in un numero di rate a tua scelta partendo da 12 fino a 60 mesi. Quando la tua richiesta sarà approvata, l’importo stabilito sarà versato sul tuo conto in 5 giorni lavorativi e il rimborso comincerà dal mese successivo. MotusQuo applicherà una commissione pari al 3% dell’importo erogato, che il debitore dovrà versare con piccole quote inserite nelle rate mensili del rimborso. Non è previsto alcun costo aggiuntivo in quanto la burocrazia è azzerata e non ci sono spese di istruttoria o apertura pratica.

fasi richiesta prestito motusquo

Nel momento in cui inserirai nel sistema la tua richiesta di prestito, la piattaforma cercherà per te le migliori offerte disponibili in quel momento, col tasso di interesse più conveniente, sempre garantito al di sotto della soglia di usura. La tua richiesta sarà quindi plurifinanziata al fine di offrirti le migliori condizioni possibili. Nell’immagine seguente tratta direttamente dal foglio informativo è rappresentata la panoramica della provenienza dei fondi che hanno contribuito all’erogazione del prestito e le singole quote da restituire ai vari tassi applicati. E’ ben in evidenza anche la commissione che dovrà essere versata a MotusQuo.

esempio condizioni prestito motusquo

Come si vede, i tuoi dati sensibili e quelli degli investitori saranno tutelati, in quanto non apparirà mai il tuo nome e cognome, ma solo il tuo nickname.
Anche se non ci sono di mezzo le banche, ciò non vuol dire che si possa facilmente ovviare al rimborso del prestito. La puntualità dei rimborsi è importante, anche perchè sono previsti interessi di mora e spese per il recupero credito. Può inoltre essere utile sapere che è possibile richiedere un solo finanziamento per volta, quindi non è previsto il consolidamento.

Come effettuare l’iscrizione alla piattaforma

L’iscrizione si svolge completamente online, in pochi e semplici passaggi. Cliccando sul bottone Diventa un investitore o Chiedi un prestito inizierà la fase di registrazione durante la quale dovrai inserire il tuo nome, cognome, password, indirizzo email e numero di cellulare. La mail ti servirà per autenticare l’account mentre sul cellulare riceverai un SMS che ti servirà per confermare la procedura. I documenti che dovrai scansionare sono il tuo documento d’identità, una bolletta necessaria per verificare la tua effettiva residenza in Italia e un documento che attesti l’IBAN del tuo conto corrente. Dovrai poi continuare seguendo le procedure indicate, molto intuitive, per cominciare ad investire o per effettuare una richiesta di prestito.

Se avessi bisogno di assistenza, potrai richiederla via email a support@motusquo.it oppure, se ti sei già registrato, telefonicamente aprendo online un ticket: sarai contattato appena possibile

Opinioni

Il social lending timidamente negli anni si sta facendo strada per gli investimenti e le richieste di credito come canale alternativo ai tradizionali istituti bancari, fisici o online. Si tratta naturalmente di un metodo che può generare perplessità nei consumatori, proprio per la mancanza di un intermediario solido e rassicurante, ma che trae proprio da ciò i suoi vantaggi economici più rilevanti. Su diversi forum online ho riscontrato una certa diffidenza tra gli utenti che investono sul social lending, però non solo su MotusQuo, poichè, proprio come succede alle banche, anche incrociando tutti i possibili dati a disposizione, può capitare di imbattersi in un neo cattivo pagatore e vedersi quindi definire come inesigibili i propri crediti. Ma è un rischio che fa parte del gioco, bisogna metterlo in conto.

Data rilevazione: 14 Giugno 2019 – Fonte: sito MotusQuo

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Pensione di cittadinanza 2019 – Ecco quando può essere richiesta

Pensione di cittadinanza – Cos’è e come presentare la domanda online

Avrai sicuramente sentito parlare del Reddito di Cittadinanza, una forma di politica attiva atta ad integrare il reddito di quelle famiglie in comprovate difficoltà economiche a causa della mancanza di un lavoro. Forse, però, non sai che esiste anche la Pensione di Cittadinanza. Se hai più di 67 anni, continua a leggere questo articolo, perchè cercherò di chiarirti tutti gli aspetti principali di tale provvedimento.

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Cos’è?

La Pensione di Cittadinanza, così come il Reddito di Cittadinanza, nasce con l’intento di fornire un’integrazione economica esentasse e non pignorabile a quei nuclei familiari in difficoltà, portando ad un minimo di 780€ la pensione di un single. Tale soglia si innalza nel caso in cui il nucleo familiare sia composto da più elementi rispondenti a determinati requisiti. Prima dell’introduzione della Pensione di Cittadinanza, il massimo a cui potevano aspirare i pensionati sotto la soglia di povertà era di circa 662€ mensili, comprensivi di integrazione al trattamento minimo, maggiorazione sociale e incremento al milione.

Con la Pensione di Cittadinanza si accede a poco più di 100€ aggiuntivi, non tantissimo, ma che possono comunque fare la differenza. Inoltre ne possono beneficiare anche coloro il cui trattamento dipende dal sistema contributivo (pensionati a cui non spetta l’integrazione al minimo), e in più tale sussidio economico è compatibile con eventuali altre prestazioni di previdenza o assistenza, sempre entro la soglia dei 780€ mensili per un unico componente.

Requisiti

Per avere diritto a tale sussidio è necessario rientrare in una serie di requisiti, sia di cittadinanza che economici.

Innanzitutto occorre essere cittadini italiani o della Comunità Europea oppure stranieri o parenti di stranieri che abbiano un permesso di soggiorno UE a lungo termine. Occorre inoltre risiedere in Italia almeno da 10 anni, di cui gli ultimi due continuativamente. Per la Pensione di Cittadinanza tutti i membri del nucleo familiare devono avere un’età maggiore di 67 anni, a meno che eventuali conviventi più giovani non siano gravemente disabili o non autosufficienti.

E’ necessario rientrare anche in una serie di requisiti economici, come:

  • avere un ISEE inferiore ai 9.360€ annui;
  • il proprio patrimonio immobiliare non deve superare i 30.000€, sia in Italia che all’estero (esclusa la prima casa);
  • il patrimonio mobiliare deve essere inferiore ai 6.000€, soglia che si alza nel caso di minori o familiari disabili a carico;
  • il reddito familiare non deve superare quello che si ottiene moltiplicando i massimo 6.000€ annui per il coefficiente di equivalenza, che varia da 1 a 2,2 in base al numero di componenti del nucleo familiare e alla loro età o eventuale disabilità. La soglia massima che si ottiene con tale calcolo si eleva ulteriormente nel caso in cui si stia pagando un affitto o un mutuo. Nella tabella seguente riporto le soglie massime che permettono di richiedere la pensione di cittadinanza, senza contare l’eventuale fitto o mutuo sostenuti.
Nucleo familiare Scala di equivalenza Soglia massima del reddito familiare
1 adulto 1 6.000,00 €
1 adulto +1 minore 1,2 7.200,00 €
2 adulti 1,4 8.400,00 €
2 adulti +1 minore 1,6 9.600,00 €
2 adulti +2 minori 1,8 10.800,00 €
2 adulti +3 minori 2 12.000,00 €
3 adulti + 2 minori 2,1 12.600,00 €
4 adulti 2,1 12.600,00 €
4 adulti + una persona disabile o non autosufficiente 2,2 13.200€
  • non bisogna possedere un’auto immatricolata nei sei mesi precedenti o di cilindrata superiore ai 1600cc;
  • non bisogna possedere una moto immatricolata nei precedenti due anni o con cilindrata superiore ai 250cc;
  • non si devono possedere imbarcazioni da diporto o navi.

Simulatore

Prossimamente sul portale INPS sarà inserito un simulatore per aiutare coloro che intendono presentare domanda a valutare in base ai propri DSU e ISEE se effettivamente rientrano nei requisiti richiesti e a quanto ammonterebbe l’integrazione a cui si ha diritto.

Il simulatore potrà essere utilizzato in due modi, sia autenticandosi sul sito INPS attraverso SPID, PIN o carta nazionale dei servizi, utilizzando così documentazioni certe ed ottenendo risultati attendibili, sia senza autenticarsi utilizzando autocertificazioni che potrebbero però non essere corrette e quindi dare risultati non corrispondenti a quelli effettivi.

Come presentare la domanda

Nel caso in cui rientrassi nei requisiti di cittadinanza ed economici che ti ho appena elencato, dovrai consegnare al CAF il modulo DSU compilato in tutte le sue parti per richiedere la certificazione ISEE 2019, fondamentale per attestare il tuo reddito quando si aspira ad accedere ad agevolazioni.

Completato il recupero di tutta la documentazione necessaria, dovrai scaricare sul sito web www.redditodicittadinanza.gov.it il modello SR 180, compilarlo attentamente e consegnarlo attraverso uno di questi canali:

  • presso un CAF;
  • presso un Ufficio Postale dopo il quinto giorno del mese;
  • on line sul sito www.redditodicittadinanza.gov.it , dopo aver attivato le credenziali SPID di secondo livello da richiedere presso uno degli enti indicati sul sito www.spid.gov.it .

Se necessario, bisognerà allegare alla domanda anche i due moduli integrativi SR181 e SR182 relativi ad eventuali attività lavorative il cui reddito non confluisce nell’ISEE.

Modalità e tempi di erogazione

Se la domanda sarà accolta, comincerai a percepire il beneficio dal mese successivo. Il contributo economico non ti verrà erogato direttamente in pensione, ma attraverso una carta prepagata elettronica fornita dalle Poste Italiane, che potrai ritirare presso l’Ufficio Postale indicato dopo il quinto giorno del mese. In seguito ad un emendamento del decreto, la Pensione di Cittadinanza potrà essere ritirata dal beneficiario anche in contanti presso il medesimo Ufficio Postale.

A differenza del Reddito di Cittadinanza, che prevede 18 mesi di erogazione e la possibilità, se sussistono i requisiti, di richiederlo nuovamente dopo un mese di pausa, tale pausa non è necessaria per la Pensione di Cittadinanza.

Obblighi per il beneficiario

Il diritto alla Pensione di Cittadinanza non prevede alcun obbligo da parte del pensionato se non il protrarsi nel tempo della rispondenza ai requisiti necessari. Infatti, poichè tale provvedimento economico è rivolto ai cittadini con più di 67 anni, quindi in età pensionabile, non c’è l’obbligo di stipulare il Patto per il lavoro o il Patto per l’inclusione sociale che invece sussiste per chi percepisce il Reddito di Cittadinanza.

Volendo, il pensionato in questione può anche svolgere regolare attività lavorativa, ma il reddito prodotto in totale non deve superare i requisiti sopra indicati per poter continuare ad avere diritto del beneficio.

Com’è spendibile la Pensione di Cittadinanza

Se sceglierai di percepire la Pensione di Cittadinanza tramite prepagata, potrai utilizzarla per acquistare beni e servizi di base, come farmaci, bollette e alimentari. Ti sarà permesso prelevare da 100€ a 220€ in contanti al mese in base al numero dei componenti del tuo nucleo familiare e della loro situazione di salute. Inoltre potrai pagare tramite bonifico l’affitto del tuo appartamento o la rata del mutuo. Non è consentito l’utilizzo della carta per il gioco d’azzardo. La somma percepita mensilmente sulla carta va utilizzata entro i trenta giorni successivi. Se a fine mese dovesse rimanere del credito sulla carta, verrà sottratta tale rimanenza dalla successiva erogazione fino ad un massimo del 20%, escluso eventuali arretrati.

Conclusioni

Con il Reddito e la Pensione di Cittadinanza lo Stato si impegna attivamente a contrastare la povertà di quei nuclei familiari in difficoltà, come ad esempio tanti pensionati italiani che non riescono ad arrivare a fine mese. Dal 6 Marzo 2019, data in cui è iniziata la possibilità di effettuare richiesta per tale sussidio, le domande presentate sono state di gran lunga sopra il milione con un’elevata percentuale di esito positivo, circa il 75%.

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Quota 100 INPS – Conviene andare in pensione in anticipo?

Quota 100 per pensionati INPS – Cos’è e come funziona

Nella Legge di Bilancio 2019 è presente una misura nota come Quota100 che interessa un gran numero di lavoratori pubblici e privati perchè fornisce loro una possibilità in più per andare in pensione prima dei 67 anni anagrafici necessari per conseguire la pensione di anzianità della legge Fornero.

Si tratta di una norma operativa in via sperimentale per il triennio 2019-2021 ed è stata nominata Quota 100 in quanto si rivolge a quei lavoratori che in questo triennio raggiungeranno la quota di 100 come somma tra l’età anagrafica e gli anni di contributi versati, per la precisione minimo 62 anni di età e almeno 38 di contributi . E’ quindi una legge che permette a chi possiede i requisiti necessari di poter andare in pensione con anche 5 anni di anticipo, senza che ciò influisca sull’importo del proprio assegno previdenziale se non nella misura dei contributi in meno versati uscendo dal mondo lavorativo leggermente prima del dovuto.

La pensione percepita continuerà ad essere calcolata secondo il sistema retributivo o misto come se si trattasse di una normale pensione di anzianità e varranno tutte le tipologie di contributi, anche quelli accreditati.

Ma andiamo con ordine…

Indice articolo

A chi si rivolge

Possono fare richiesta di pensione usufruendo di Quota 100 i lavoratori iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) e alle forme sostitutive dell’Ago gestite dall’INPS. Rientrano anche i lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Si rivolge quindi a dipendenti pubblici e privati ed a lavoratori autonomi come artigiani, commercianti e agricoltori. Non possono partecipare i dipendenti delle Forze Armate, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

La decorrenza, cioè le cosiddette “finestre trimestrali” che si aprono per uscire dal lavoro per coloro che hanno maturato i requisiti necessari, variano a seconda se si sia dipendente pubblico, privato o autonomo. In generale si parte dal 1° Aprile 2019 per i dipendenti privati e i lavoratori autonomi che hanno maturato i requisiti entro il 31/12/2018 , passando poi per il 1° Agosto per i dipendenti pubblici, il 1° settembre per i dipendenti della scuola, fino ad arrivare al 1° Novembre per il personale dell’AFAM. I dipendenti statali e della scuola devono comunicare almeno 6 mesi prima l’intenzione di andare in pensione anticipatamente all’amministrazione di appartenenza

Requisiti

La pensione Quota 100 può essere richiesta dai lavoratori che rientrano nelle tipologie sopra descritte che abbiano maturato minimo 62 anni di età e minimo 38 anni di contributi nel triennio in questione, che va dal 1°Gennaio 2019 al 31 Dicembre 2021. E come ho accennato prima, ai fini del conteggio valgono tutte le tipologie di contributi versati, anche cumulandoli. Il neo pensionato ha però l’obbligo di non percepire redditi derivanti da attività lavorative occasionali superiori ai totali 5.000€ lordi l’anno sino al raggiungimento dell’età di 67 anni, età a cui avrebbe dovuto andare in pensione se non avesse usufruito dell’opportunità fornita da Quota 100. Se si dovesse infrangere tale obbligo, per quell’anno in cui il reddito ha superato la soglia dei 5.000€ verrà sospesa l’erogazione della pensione.

spiegazione giornali quota 100 inps

Come presentare la domanda

La domanda va presentata online presso la sezione dedicata Quota 100 del sito Inps oppure tramite call center al numero gratuito 803.164 se si chiama da rete fissa, al numero 06.164.164 se si chiama da rete mobile. E’ possibile presentare la domanda anche tramite enti di patronato.

Approfondimento: Prestiti banche online.

Vantaggi e svantaggi di Quota 100

Tirando le somme, Quota 100 offre sicuramente dei vantaggi ai lavoratori in possesso dei requisiti necessari per fare domanda. Innanzitutto la possibilità di andare in pensione in anticipo, fino ad un massimo di 5 anni, che, considerata l’età avanzata di 67 anni richiesta attualmente per la pensione Fornero, costituisce già di per sè un elemento a favore. Inoltre, come abbiamo visto, sono valide tutte le tipologie di contributi versati negli anni e possono anche essere cumulati tra loro, anche se non sovrapposti.

Naturalmente c’è l’altra faccia della medaglia: andando anticipatamente in pensione si versano meno anni di contributi e ciò determina inevitabilmente una riduzione dell’assegno previdenziale che si percepirà, che può arrivare anche al 25% in meno, come si evince dalla seguente tabella tratta da Il Sole24Ore.

come si calcola assegno quota 100 inps

In più, se si desiderasse continuare a svolgere attività lavorativa, fino ai 67 anni c’è l’obbligo di non percepire da esse un reddito lordo annuo superiore ai 5.000€. Gli irriducibili del lavoro dovranno quindi pazientare un pò.

Bisogna inoltre evidenziare che soddisfare i requisiti contributivi richiesti da Quota 100 risulta molto più difficile per le donne, che per tanti motivi si trovano molto spesso ad avere carriere lavorative discontinue e anzianità di contributi minore.

Approfondimento: Cessione del quinto della pensione.

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Pc a rate anche a tasso zero – 3 alternative

Pc a rate – Finanziamento, Pagodil o credito revolving?

E’ possibile dilazionare i pagamenti oppure richiedere dei finanziamenti anche per acquistare un pc a rate. Tuttavia ogni scelta porta con sé degli aspetti negativi e degli aspetti positivi, che riguardano sia la “facilità” di accesso che il discorso della “convenienza”. Analizziamo insieme questi aspetti.

Con chi acquistare?

La prima domanda da porsi è: “A chi rivolgersi” per comprare un pc a rate? Infatti non tutti i venditori permettono di poter scegliere allo stesso tempo tra le diverse alternative che vedremo in seguito. In generale è possibile pagare un computer in maniera dilazionata presso:

  • le grandi catene di negozi che vendono prodotti tecnologici;
  • venditori specializzati hi-tech convenzionati con finanziarie o con forme di dilazione dei pagamenti;
  • provider tipo Tim, Vodafone, Wind.

Questi ultimi possono offrire la possibilità di acquisto a rate sia nel caso di tablet che pc veri e propri anche con addebito della rata in bolletta o sulla carta di credito.

Come vedremo al termine dell’articolo l’unica alternativa sempre accessibile è rappresentata dall’uso di una carta revolving o da forme di credito revolving che sono state ottenute autonomamente da chi deve fare l’acquisto. Negli altri casi si è vincolati a fare l’acquisto presso un punto vendita specifico piuttosto che presso un altro in base al servizio di finanziamento offerto.

Finanziamenti specifici o generici

Quando ci si rivolge alle grandi catene dei negozi (come ad esempio Mediaworld, Unieuro, Trony, ecc) oppure a quelle di e-commerce (un esempio lo abbiamo con Eprice, Monclick, ecc) ed in generale ai venditori specializzati hi-tech la soluzione più comune per l’acquisto di un pc a rate è rappresentata dai prestiti “finalizzati”. Questi possono essere suddivisi in 2 macrocategorie e cioè:

  • finanziamenti standard, con tassi (tan e taeg predeterminati) e durate differenti in funzione degli importi da rateizzare. Per questi finanziamenti bisogna avere un reddito dimostrabile e esibire la relativa certificazione (ad esempio busta paga, modello Unico, cedolino della pensione, ecc);
  • finanziamenti a tasso zero: i requisiti e le modalità di accesso rimangono gli stessi ma si usufruisce di un Tan pari a 0. Si tratta di finanziamenti proposti per intervalli di tempo limitati e spesso presentano durate ‘meno elastiche’ (ad esempio 10 rate, 20 rate, ecc). In molti casi anche i prodotti che possono essere rateizzati a tasso agevolato devono essere specificati nei vari regolamenti oppure devono presentare un prezzo di acquisto compreso tra determinati importi.

Di norma quando una catena di negozi offre l’acquisto tramite finanziamento finalizzato, le condizioni sono comuni a tutti i punti vendita che appartengono allo stesso franchising, e l’applicazione avviene anche sui prodotti venduti online. La condizioni proposte dipendono dalla finanziaria o dalla banca ‘convenzionata’ con Agos e Findomestic che rappresentano le alternative più frequenti.

Dilazione di pagamento

L’alternativa principale ad un classico finanziamento finalizzato è rappresentata da Pagodil che però necessita un convenzione in corso tra il venditore presso cui si acquista il personal computer e Cofidis che offre questo servizio di dilazione. Detto questo Pagodil presenta alcuni innegabili vantaggi come la possibilità di comprare il pc a rate senza l’applicazione di spese e interessi e soprattutto senza dover esibire una documentazione attestante il reddito.

Al momento di pagare basterà presentare il proprio bancomat o un assegno al venditore convenzionato (oltre al numero di telefono cellulare, Codice Fiscale ed un documento di identitá valido) ed attendere il responso che arriva nell’arco di alcuni minuti. Se non si ha il via libera si potrà decidere se acquistare con un’altra modalità anche a rate visto che un eventuale rifiuto non viene segnalato in banca dati.

Come detto questa interessante alternativa può essere usata solo nei negozi che hanno l’accordo su Pagodil con Cofidis con possibili limitazioni anche all’interno di una stessa catena (ad esempio Unieuro di Roma potrebbe avere questa possibilità mentre quello di Milano, no). Quindi bisogna informarsi direttamente presso il negozio selezionato se c’è la possibilità di fare l’acquisto con Pagodil, ed eventualmente appurare le condizioni offerte (in primis l’importo minimo e massimo dilazionabile, e il numero di rate con le quali arriverà la dilazione).

N.B. Pagodil non è un finanziamento ma una dilazione di pagamento, tuttavia se non si pagano le rate si viene segnalati come cattivi pagatori.

(Fonte: sito ufficiale Cofidis – Data: 3 aprile 2019)

I finanziamenti revolving

Negli ultimi anni si sono diffusi alcune soluzioni di finanziamento che sfruttano il criterio della pre-valutazione oppure del “credito” revolving. Come detto queste alternative offrono maggiore libertà di scelta sul negozio presso il quale acquistare e eliminano il rischio che la richiesta di finanziamento venga rifiutata. Infatti con questi prodotti colui che vuole fare degli acquisti da rateizzare ottiene a monte (ad esempio dalla propria banca) un credito revolving o una linea revolving di un importo prefissato. Fino a che le somme non sono usate non si pagano gli interessi, che vengono pagati solo sulle cifre che vengono a mano a mano utilizzate. Facciamo un paio di esempi:

  • Credito ricaricabile Cofidis: i tempi di approvazione della linea di credito sono di circa 72 ore. Quando si usa una somma della linea concessa si inizia a pagare una rata fissa. Questa rimarrà immutata anche in caso di utilizzo ulteriore di denaro che porterà invece ad un prolungamento del piano di ammortamento. Con il rimborso progressivo si ripristina anche la linea di credito. Per usare le somme basta fare una telefonata al numero dedicato;
  • Smart voucher di Unicredit: il voucher dura 60 giorni, può essere di importo compreso tra 200 e 30 mila euro che va rimborsato tra 12 e 84 mesi. Tuttavia l’acquisto va fatto presso un partner convenzionato con Unicredit (NB. Ad aprile 2019 non risultano partner specializzati nell’offerta di pc ma l’elenco dei negozi convenzionati è costantemente aggiornato).

In entrambi i casi il vantaggio principale sta nella valutazione che avviene prima dell’acquisto e quindi nella possibilità di un uso “istantaneo”.

(Fonte: sito ufficiale Unicredit/Cofidis – Data: 3 aprile 2019)

Carte di credito

Rimane sempre la possibilità di procedere all’acquisto tramite una carta di credito revolving. In questo caso l’acquisto può essere fatto presso qualsiasi venditore purché il plafond sia sufficiente a coprire la spesa del pc e il tipo di carta (circuito) venga accettato.

Bisogna ovviamente considerare i tassi di interesse che saranno applicati sulla dilazione che non è detto siano meno onerosi di un normale finanziamento.

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Mini prestito Bancoposta – Requisiti e come richiederlo online

Mini prestito Bancoposta: ecco come ottenere fino a 3000 euro con Postepay

Tra i vari finanziamenti proposti da Poste Italiane tramite BancoPosta troviamo quello che è denominato “Mini Prestito BancoPosta”. Come si può evincere anche dal nome si tratta di un piccolo prestito, logicamente per quanto riguarda la somma che può essere concessa, e rientra tra i classici prestiti personali.

A queste caratteristiche standard unisce però una peculiarità specifica, ovvero il Mini Prestito può essere richiesto solo da chi è titolare di una carta Postepay Evolution. Questo finanziamento viene fattivamente concesso da Compass spa, in quanto Poste Italiane funge da collocatore, ma non ci sono costi aggiuntivi applicati per i finanziati (non solo, in caso di estinzione anticipata non viene applicata alcuna penale).

Caratteristiche principali

Il Mini Prestito Bancoposta può essere usato per qualsiasi necessità, entro la somma massima che viene concessa. Questa può essere scelta tra tre diversi importi, tutti legati a ad un’unica durata predeterminata. Ricordiamo che il prestito una volta erogato viene messo a disposizione direttamente sulla carta Postepay Evolution, per offrire una maggiore libertà di utilizzo negli acquisti che si vogliono effettuare.

(Fonte: sito ufficiale Poste Italiane – Data: 3 marzo 2019)

Requisiti

I requisiti sono solo legati all’età del richiedente, alla titolarità della Postepay Evolution e alla possibilità di dimostrare un reddito, quindi riassumendo bisogna avere:

  • età compresa tra i 18 e 70 anni ( che non devono essere stati compiuti a fine rimborso);
  • residenza in Italia;
  • Postepay Evolution attiva;
  • reddito da lavoro/pensione (che sia dimostrabile e che sia prodotto in Italia).

Documentazione necessaria

Al fine di poter dimostrare di possedere tutti i requisiti necessari si deve poter presentare:

  • un documento d’identità non scaduto;
  • la Tessera Sanitaria oppure il tesserino del codice fiscale;
  • un documento di reddito;

Solo per i cittadini stranieri devono essere anche presentati:

  • passaporto (che va in aggiunta all’altro documento di identità presentato);
  • carta di soggiorno oppure il Permesso di soggiorno non scaduto;
  • documento che dimostra che si è residenti in Italia da almeno 12 mesi per chi ha un contratto come lavoratore dipendente (dovendo anche dimostrare di lavorare da almeno 12 mesi presso lo stesso datore di lavoro) oppure 36 mesi per chi è lavoratore autonomo.

Importi e durate

Come già detto in precedenza gli importi richiedibili con il Mini Prestito Bancoposta sono 3 e cioè:

Per quanto riguarda la durata questa è sempre pari a 22 mesi, il che incide in modo diverso sugli interessi rendendo più “oneroso” come Tan e Taeg applicati quello da 1.000 euro in proporzione rispetto agli altri due importi più elevati.

(Fonte: sito ufficiale Poste Italiane – Data: 3 marzo 2019)

Rimborso e richiesta

Se la domanda di erogazione del Mini Prestito Bancoposta viene accettata la somma ottenuta viene accreditata in una sola soluzione sulla carta Postepay Evolution. Per il rimborso poi le relative rate vengono addebitate sulla stessa Postepay oppure sul conto Bancoposta. Le rate sono addebitate il giorno 15 o il giorno 30 di ogni mese fino alla scadenza del piano di ammortamento.

La richiesta va fatta presso un ufficio postale che ha la sezione per i servizi e prodotti Bancoposta. Per conoscere questa possibilità e per fissare un appuntamento si può chiamare il numero verde 800.00.33.22. L’appuntamento può essere fissato anche il Sabato mattina (logicamente se c’è disponibilità di orario presso l’ufficio postale scelto al momento di prendere l’appuntamento).

E’ anche possibile prendere un appuntamento online con il sito di Poste Italiane tramite area personale previa registrazione od accesso attraverso le credenziali Spid se possedute.

Perché Postepay Evolution?

Non si tratta di una vera e propria novità quella di collegare una carta conto a un prestito, grazie alla possibilità di addebito della rid bancaria per rimborsare le rate anche con alcune ricaricabili con iban. Tuttavia in questo finanziamento troviamo alcune innegabili peculiarità a partire dalle tre taglie ‘fisse’ di importi richiedibili tutti rimborsabili con una stessa durata (come detto pari a un anno e 10 mesi).

Detto questo l’obbligo di possedere una Postepay Evolution per accedere alla richiesta impone di valutare attentamente i costi diretti collegati proprio all’uso della carta oltre a quelli di tenuta (in primis il canone mensile). La prepagata con iban offerta da Poste Italiane anche in caso di non utilizzo prevede infatti l’applicazione di alcuni costi come quello di emissione che è di 5 euro (con obbligo di fare 15 euro di ricarica quindi una spesa iniziale di 20 euro) più 12 euro all’anno di canone( data rilevazione: 03/04/2019 – Fonte: sito Poste Italiane).

La durata della carta è di 5 anni, con rinnovo “automatico” a meno di disdetta. L’eventuale costo per l’addebito di ogni rid SDD è a partire da 40 centesimi ad eccezione di alcune ipotesi specificate da Poste Italiane (per cui in fase di richiesta bisogna informarsi sull’applicazione o meno di tali commissioni, che sono soggette a variazioni).

Prodotti Poste Italiane

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Prestiti Compass senza busta paga – Quali alternative?

Prestito Compass senza busta paga e garante: è davvero possibile?

L’offerta dei prestiti che Compass rivolge alla propria clientela o a chi è in cerca di liquidità è tutto sommato dotata di varie possibilità di scelta: dalle opzioni più flessibili al prestito “mini”, dal consolidamento debiti fino alla cessione del quinto dello stipendio. Se togliamo quest’ultima tipologia (rivolta solo ai lavoratori dipendenti sia pubblici che privati), per tutti gli altri prestiti l’offerta Compass è anche senza busta paga. Che cosa significa? Semplicemente che possono essere richiesti anche dai lavoratori autonomi.

In quest’ottica bisogna tenere ben separate le possibilità di richiesta di un prestito senza busta paga o senza garante se si ha un reddito dimostrabile di qualsiasi altro tipo (purché certificato regolarmente) oppure se non si ha alcun reddito dimostrabile. In quest’ultimo caso la sola strada percorribile è infatti quella di un garante con una solidissima reputazione creditizia e un buon reddito dimostrabile.

Quali tipologie di prestito sono offerte?

Come evidenziato all’inizio i lavoratori autonomi, quindi senza una busta paga, ed i dipendenti possono fare richiesta di varie tipologie di finanziamento con Compass, ma in particolare spiccano quelli che rientrano nella categoria del prestito personale. In particolare è possibile scegliere:

  • la gamma dei prestiti flessibili, ovvero dotati di opzioni che ne rendono più semplice la gestione e le modalità di rimborso, potendone adattare per lo più, le caratteristiche alle capacità di rimborso nel corso del tempo (max. 30 mila euro);
  • il mini credito, di importo fino a un massimo di 1500 euro, che serve per avere un cuscinetto con il quale far fronte alle piccole emergenze, con la caratteristica del credito revolving (quindi con ripristino del plafond a mano a mano che la somma viene restituita);
  • prestito di consolidamento debiti, pensato per chi ha troppe rate mensili da rimborsare e che vuole accorparle in una sola rata con una sola scadenza mensile, e magari richiedere nuova liquidità.

Prestiti personali flessibili

All’interno di questa sezione troviamo varie tipologie di prestito caratterizzate dal tipo di opzione di flessibilità associata. Detto questo per quanto riguarda la durata massima (fino a 84 rate) e l’importo massimo (come già detto di 30 mila euro tranne che nel caso della tipologia “rata Tonda”) non ci sono differenze. Nel particolare al 7 marzo 2019 è possibile scegliere tra:

  • Ottimo: si tratta del finanziamento che permette di combinare la durata e la rata, in funzione dell’importo da richiedere, più adatto alle personali capacità di rimborso. Questo tipo di prestito è la tipologia più classica di Compass;
  • Total Flex: questo finanziamento è dotato di due serie di opzioni di flessibilità che sono il salta rata (per massimo 5 volte per tutta la durata del finanziamento e comunque non più di una volta all’anno, con la rata saltata che viene posticipata e aggiunta al termine del piano di ammortamento inizialmente sottoscritto), e la riduzione della rata. Questa viene ottenuta allungando la durata del piano di ammortamento (l’importo della rata ridotto e il conseguente aumento della durata è già calcolato e indicato nel contratto di finanziamento). Se si può fare l’estinzione anticipata rimane gratuita, anche avvalendosi delle opzioni di flessibilità;
  • Jump: prevede la sola funzione di salta rata, che rimane comunque utilizzabile per un massimo di 5 volte e per una sola volta all’anno;
  • Cifra Tonda: si combina la durata e l’importo con la rata sostenibile, il cui importo da scegliere sarà comunque una cifra tonda facile da ricordare. Ma attenzione: per questa tipologia la somma massima concessa è di 20 mila euro.

Anche online?

Accedendo alla pagina preposta del sito ufficiale Compass è possibile procedere ad una simulazione che richiede solo di inserire l’importo desiderato e la propria rata ‘ideale’.

(Fonte: sito ufficiale Compass – Data simulazione: 7 marzo 2019)

Se si ritiene la proposta soddisfacente si potrà cliccare su prosegui. Si verrà così trasferiti alla pagina preposta all’inserimento delle info personali, punto di partenza per il preventivo vero e proprio e di una possibile richiesta del finanziamento.

Soluzione per il consolidamento debiti

La banca milanese può offrire la soluzione adatta anche a chi è alla ricerca di prestiti senza busta paga, ma ha già varie rate da restituire in corso. Parliamo logicamente del consolidamento debiti Compass, che recentemente ha cambiato il proprio nome in Consolido. La somma massima concessa rimane a 30 mila euro e permette di estinguere da uno a più prestiti con l’aggiunta di liquidità facoltativa.

(Fonte: sito ufficiale Compass – Data: 7 marzo 2019)

Mini credito

MiniCredito è pensato per offrire una riserva di liquidità sempre accessibile, pagando gli interessi solo sulle somme usate. Solo quando si usa in tutto o in parte il credito di 1500 euro, si iniziano a pagare le rate, che possono essere di 50 o di 100 euro (l’ammontare della rata dipende dalla somma usata e dalla durata del piano di rimborso). Queste sono comprensive di una quota capitale (che ripristina progressivamente il plafond) e di interessi (in misura fissa). La richiesta va fatta in filiale potendo fissare l’appuntamento anche direttamente da sito ufficiale. Come condizioni economiche e costi collegati vanno considerati:

  • 20 euro di quota di gestione annua;
  • tassi di interesse: Tan 16% e Taeg 23,30%.

(Fonte: sito ufficiale Compass – Data: 7 marzo 2019)

Requisiti necessari e documenti
Come detto questa selezione di prestiti è richiedibile anche da chi è senza busta paga. Detto questo ricordiamo che è comunque necessario essere titolari di un reddito dimostrabile o fornire un garante. I requisiti minimi richiesti sono:

  • essere soggetti residenti in Italia. Se stranieri è sufficiente la residenza di almeno 1 anno e il permesso di soggiorno non scaduto;
  • avere un’età compresa tra i 18 e i 75 anni (che si considerano al termine del rimborso);
  • richiedere un importo non superiore al massimo concedibile.

Per quanto riguarda invece i documenti richiesti questi generalmente sono rappresentati da:

  • documento di identità non scaduto;
  • codice fiscale o tessera sanitaria;
  • certificato di reddito (ultima busta paga per i dipendenti e modello Unico per lavoratori autonomi. I pensionati devono portare l’ultimo cedolino della pensione, e come i dipendenti devono portare l’ultimo Cud).

Approfondimenti

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Pagoflex – Quanto costa pagare a rate con Ing Direct?

Pagoflex: come funziona il credito revolving con Ing Direct

La carta di credito Mastercard di Ing Direct, richiedibile solo dai clienti che hanno conto corrente Arancio e in possesso di specifici requisiti, è stata da qualche mese dotata della funzione Pagoflex. Di cosa si tratta? Vediamolo assieme.

Caratteristiche principali della funzione “di dilazione”

La carta di credito Mastercard del conto corrente Arancio è nata come una carta di credito a saldo. Tuttavia per rendere i rimborsi più flessibili, assecondando le preferenze e le esigenze dei propri clienti, Ing Direct ha introdotto la funzione Pagoflex che, nella pratica, la rende una carta di credito con opzione revolving. Come?

In poche parole, se si ha la necessità di sostenere alcuni pagamenti a rate, lo si potrà fare attivando, entro l’ultimo giorno lavorativo del mese in cui si è sostenuta la spesa da rateizzare, la funzione Pagoflex. Questa permetterà il rimborso dell’importo rateizzato in un numero di rate prefissato a monte tra le tre opzioni disponibili, sostenendo un tasso di interesse che è rappresentato da una commissione variabile. Proprio per questo il Taeg può risultare anche molto elevato (il che dipende dall’importo da rateizzare e dalla durata) nonostante il Tan pari a zero perché non sono applicati interessi in misura fissa.

In che cosa è diversa la funzione dalle altre carte revolving?

Pagoflex presenta alcuni spunti che rendono la funzione revolving parzialmente diversa da carte concorrenti a partire dalla già citata assenza di interessi fissi. A questo si aggiunge la necessità di attivare la funzione Pagoflex contestualmente alla richiesta di rateizzazione. Questo, come vedremo in seguito, porta a sostenere un costo per ogni volta in cui la si utilizza. Un aspetto sicuramente da tenere presente tranne che per la Mastercard Gold di Ing Direct per la quale la funzione risulta già attiva in promozione (almeno da quello che risulta al 6 Marzo 2019),

Non tutte le carte sono inoltre abilitate alla funzione. Se si ha una carta Mastercard che non ha questa abilitazione, si dovrà firmare tutta l’apposita modulistica. Questo avviene ‘in remoto’ tramite firma digitale, passando per il servizio di internet banking (nel particolare entrando nella propria area personale e selezionando la funzione “gestione delle carte”).

(Fonte: sito ufficiale Ing Direct – Data: 6 marzo 2019)

Approfondimento: Finanziamento con carta di credito.

Requisiti

Come si legge dal foglio informativo ufficiale della banca olandese per fruire di questa ‘dilazione’ la carta di credito deve risultare “attiva” (entro 12 mesi dalla data della sua richiesta). Questo avverrà procedendo all’accredito dello stipendio (o pensione) sul conto corrente oppure grazie ad un saldo sul conto stesso di un importo di almeno 3 mila euro per un periodo almeno pari a 30 giorni che precedono la richiesta di attivazione stessa.

(Fonte: foglio informativo ufficiale Pagoflex – Data: 6 marzo 2019)

Quando si può richiedere la rateizzazione?

I limiti relativi all’impiego di Pagoflex sono legati all’importo rateizzabile, alla disponibilità del plafond della carta ed al tipo di operazione. In particolare è possibile richiedere la rateizzazione su tutte le operazioni di acquisto mentre rimangono escluse:

  • le operazioni di anticipo contante;
  • i pagamenti di una rid;
  • gli addebiti ricorrenti disposti sulla carta di credito).

L’importo per la quale si chiede la rateizzazione deve essere compreso tra i 200 euro e i 3 mila euro a fronte di un sufficiente plafond disponibile sulla carta (quindi se la spesa da rateizzare è 800 euro, ma come plafond residui da spendere ho solo 700 euro, la rateizzazione non viene concessa).

(Fonte: foglio informativo ufficiale Pagoflex – Data: 6 marzo 2019)

Come funziona il rimborso?

Nella modalità di rimborso non si hanno grandi differenze rispetto a una ‘classica’ carta revolving. Attraverso il pagamento delle rate mensili si andrà infatti a ristabilire il plafond della carta. Il rimborso delle rate avviene dal mese successivo a quello in cui è stata richiesta la rateizzazione e si aggiunge al totale delle spese da rimborsare a saldo. Ad esempio se ho una rata di 100 euro per la funzione revolving, e 500 euro di spese non rateizzate l’estratto conto mensile sarà di 600 euro. Se poi sono state disposte più opzioni Pagoflex nello stesso mese (o in mesi successivi), il totale da pagare sarà dato dalla somma delle varie rate pattuite nella rateizzazione più l’importo da rimborsare a saldo.

Costi applicati

I costi da considerare per valutare la convenienza di questa soluzione sono principalmente 3 e cioè:

  • quelli mensili associati alla carta di credito Mastercard (quando previsti);
  • il costo di attivazione della funzione Pagoflex, pari a una commissione fissa di 2 euro (indipendente dall’importo da rateizzare o dalla durata scelta);
  • la commissione di dilazione, pari allo 0,50% della somma rateizzata (che corrisponde a 50 centesimi di euro ogni 100 euro rateizzati, per fare una proporzione).

Ovviamente il Taeg, viste queste premesse, non può essere fisso, e per capire meglio questo aspetto possiamo riprendere alcuni esempi fatti dalla stessa Ing Direct

Importo che si vuole rateizzare Numero di rate di rimborso Taeg Rata mensile Importo dovuto per la dilazione Importo totale da restituire (importo rateizzato più le commissioni)
200 € 6 mesi 18,37% 34,33 € 8 € 208,00 €
500 € 9 mesi 14,39% 58,06 € 25,50 € 524,50 €
1.000 € 12 mesi 13,35% 88,33 € 62 € 1.062,00 €
1.500 € 6 mesi 14,09% 257,50 € 47 € 1.547,00 €
3.000 € 12 mesi 13,09% 265,00 € 182 € 3.182,00 €

(Fonte: sito ufficiale Ing Direct – Data: 6 marzo 2019)

Approfondimento: Dilazione di pagamento.

Quale durata scegliere?

Per quanto riguarda il numero di rate è possibile scegliere tra 6, 9 e 12 mesi. L’impatto degli interessi e costi globali scende con l’aumentare la somma da rateizzare, mentre potrebbe risultare elevato per le piccole somme. Come si evince dalla tabella precedente in generale importi più elevati ed un numero di rate più basso portano ad un Taeg più contenuto.

Approfondimenti:

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Resto al Sud – Le novità 2019

Resto al Sud: quali agevolazioni offre?

Le novità per Resto al Sud, ovvero l’incentivo stanziato dal governo ma gestito da Invitalia, per il 2019 non sono trascurabili, considerato l’ampliamento della platea che ne può fare richiesta.

Nel particolare, che cosa è cambiato con Resto al Sud, a chi si rivolge nel 2019 il bando di adesione e quali sono le agevolazioni? All’interno dell’articolo andiamo a rispondere a questi tre interrogativi fondamentali.

Le novità nel bando 2019

Innanzitutto chiariamo che le caratteristiche e lo scopo di Resto al Sud non sono cambiate. Parliamo sempre di agevolazioni finalizzate alla creazione di nuove attività imprenditoriali nelle zone italiane che sono economicamente più in difficoltà, ovvero quelle del mezzogiorno e precisamente:

  • Sardegna,
  • Abruzzo,
  • Molise,
  • Basilicata,
  • Campania,
  • Calabria,
  • Puglia,
  • Sicilia.

Detto questo il bando ha introdotto un’importante novità su alcuni requisiti che devono possedere i richiedenti, soprattutto per quanto riguarda l’età anagrafica. Resto al Sud, infatti, fino a fine 2018 si rivolgeva solo alla fascia di età compresa tra 18 anni compiuti e 36 anni non compiuti, mentre a partire da Gennaio 2019 si è passati alla fascia di età che va da 18 anni compiuti a 46 anni non compiuti. Inoltre possono aderire al bando e alla richiesta anche i liberi professionisti.

Requisiti obbligatori

Riassumiamo in sintesi quali devono essere i requisiti ‘base’ che si devono avere per poter fare la domanda:

  • età anagrafica compresa tra 18 e 46 anni;
  • progetto di avvio dell’attività in una delle regioni previste nel bando (la domanda può essere fatta anche da chi è residente all’estero);
  • per i liberi professionisti non aver avuto una partita Iva per attività analoga a quella per la quale si richiedono gli incentivi nei 12 mesi precedenti alla domanda di accesso, e mantenimento della sede operativa nelle regioni comprese in Resto al sud;
  • per tutti i richiedenti e per tutta la durata del finanziamento non ci dovrà essere un contratto di lavoro dipendente.

In cosa consiste l’agevolazione?

In pratica ci sono due agevolazioni che sono concesse contemporaneamente e che permettono di finanziare al 100% le spese da sostenere per avviare la propria attività imprenditoriale. Queste due agevolazioni sono un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso zero.

Il contributo a fondo perduto copre il 35% della spesa totale e viene erogato tramite Invitalia, e non deve essere restituito. Il finanziamento a tasso zero invece viene erogato tramite banche aderenti a un’apposita convenzione con invitalia e quindi con resto al Sud, e va restituito a rate nell’arco di 8 anni totali. Per conoscere le banche aderenti si può consultare l’elenco aggiornato presente sul sito ufficiale Invitalia, che riporta in quali regioni operano i vari istituti di credito e lo spread applicato (oltre che il referente ed i contatti telefonici).

Tra l’altro il finanziamento è garantito da un fondo garanzia delle Pmi e gli interessi sono coperti da un contributo in conto interessi. Per questo il beneficiario dell’agevolazione restituirà solo la quota capitale prevista dal piano di ammortamento.

Le due agevolazioni partono automaticamente e in parallelo se la domanda di partecipazione a Resto al Sud viene valutata positivamente da Invitalia e si ottiene quindi l’accesso alle agevolazioni stesse.

Limite importi

In base al nuovo bando di Resto al Sud come limiti massimi erogabili troviamo:

  • massimo 50 mila euro per ogni socio/richiedente,
  • massimo totale di 200 mila euro (indipendentemente dal numero di soci anche superiore a 4).

Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, vanno inviate a Invitalia attraverso la piattaforma dedicata, accessibile dal sito ufficiale Invitalia.it.

Come si presenta la domanda?

Per prima cosa è consigliato controllare sull’apposita pagina di Invitalia riservata a Resto al Sud di essere in possesso di tutti i requisiti necessari, considerata anche la possibilità di adesione:

Entro 60 giorni dall’approvazione della domanda (che diventano 120 se si è residenti all’estero) si può anche costituire un team di persone che porterà avanti il progetto. Si dovrà avere anche un indirizzo Pec valido che servirà per le comunicazioni con Invitalia.

Una volta fatti tutti i controlli preliminari bisogna andare nella sezione dei moduli per scaricare i modelli necessari per fare la domanda. Questa poi va inviata tramite l’apposita piattaforma telematica, previa registrazione.

Caratteristiche della domanda

La domanda, come detto è presentabile solo in modalità telematica, e sarà composta dal progetto imprenditoriale e dalla documentazione che sarà chiesto di caricare e allegare (la procedura è guidata e può essere consultata anche scaricando l’apposita guida). Non è prevista una scadenza per la presentazione delle domande.

Di contro queste saranno valutate in funzione dell’ordine cronologico di arrivo. Il progetto sarà giudicato per accuratezza e fattibilità. In quest’ottica anche per compilazione della domanda si può richiedere assistenza gratuita a centri accreditati con Invitalia.

Se ci sono fondi sufficienti e tutte le condizioni e requisiti necessari sono presenti, Invitalia darà parere positivo (dal sito ufficiale si legge che una prima risposta viene fornita nell’arco di 60 giorni). Ricordiamo infine che nell’iter è generalmente previsto anche un colloquio personale che potrà essere svolto a distanza anche tramite Skype.

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