Prestiti 60 mesi: Agos, Webank e Findomestic

Prestiti 60 mesi – Come fare una simulazione online?

Le durate concesse per il rimborso di un prestito possono andare da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 10 anni. I prestiti di 60 mesi sono tra quelli più diffusi come accessibilità, soprattutto grazie ad un legame abbastanza stretto che hanno mantenuto per un lungo periodo con la cessione del quinto. Si deve infatti al 2005 e successive modifiche, l’introduzione della possibilità di scegliere per la cessione del quinto una qualsiasi durata purché compresa tra le 24 e le 120 rate.

Sul piano dei prestiti personali la durata di 5 anni (ovvero 60 mesi) è solitamente disponibile, fatta eccezione per quelle forme di prestito pensate per durare poco tempo perché legate a importi ridotti. Anche per i finanziamenti finalizzati la possibilità di poter scegliere un piano di 60 rate è spesso al centro di offerte interessanti, specialmente in alcuni settori come ad esempio quello delle auto e dell’arredamento, considerati gli importi anche piuttosto elevati che si devono richiedere per acquistare questi prodotti.

Caratteristiche e condizioni economiche
Per i prestiti di 60 mesi va fatta una distinzione in due settori: i prestiti di cessione del quinto e quelli di altro genere sia personali che finalizzati. In seno a quest’ultima categoria troviamo quelli collegati all’importo richiesto e quelli svincolati. Per queste due tipologie le differenze sugli interessi, sull’importo della rata e sui tassi applicati possono essere considerevoli.

Finanziamento a 5 anni: meglio la cessione o un prestito ‘tradizionale’?

Per prima cosa andiamo a vedere le peculiarità che caratterizzano una cessione del quinto a 60 mesi. La prima è legata alla possibilità di rinnovo prima della scadenza del contratto. A differenza dei prestiti personali generici quando si vuole rinnovare la cessione del quinto bisogna aver raggiunto una percentuale di rimborso minima pari al 40% della rimanente durata. Tuttavia se è stata fatta una cessione del quinto con durata massima non superiore ai 60 mesi e si vuole fare un rinnovo per passare ad una decennale non si dovrà rispettare alcuna quota di rimborso già realizzato ma potrà essere richiesta in qualsiasi momento.

Ancora oggi, inoltre, per i prestiti pluriennali ex Inpdap per finanziare alcuni bisogni specifici (come ad esempio acquisto auto, nascita di un figlio, matrimonio, funerale, cerimonia, ecc) si dovrà scegliere per forza la versione a 60 mesi perché quella a 10 anni è legata ad altri tipi di motivazione.

Per quanto riguarda gli altri prestiti personali e finalizzati questo orizzonte temporale permette di individuare molte alternative, presenti sia nell’offerta tradizionale che in quella online. Ovviamente per quest’ultima diventa molto più semplice fare un calcolo o una simulazione, per decidere se passare ad un preventivo ed eventualmente alla richiesta di prestito vera e propria.

Ricordiamo comunque che il preventivo non risulta in alcun modo impegnativo e non porta a una segnalazione nel sistema di una richiesta di prestito in corso. Non solo, rappresenta un passaggio irrinunciabile per comprendere appieno la convenienza di un prestito rispetto ad un altro e per permettere di valutare con attenzione la sostenibilità della rata alla luce di tutti gli impegni che si hanno già in corso.

Prestito Agos, WeBank e Findomestic

Agos e Findomestic offrono un servizio atto a garantire un calcolo rapido online ma con delle condizioni differenti non solo sul lato dei tassi applicati. Se Agos permette di svincolare l’importo richiesto dalla durata, Findomestic invece mantiene proprio questo tipo di legame (ad esempio per somme basse sarà difficile ottenere un piano di ammortamento della durata massima prevista ovvero le 120 rate). Tuttavia le 60 rate saranno quasi sempre disponibili per importi bassi, medi ed elevati.

Simulazione 1

Consideriamo una richiesta di 20 mila euro da restituire in 60 mesi.

In base a questi parametri, con il calcolo fatto al 26-09-2017 sul sito ufficiale Findomestic, avremo una rata da 409,90 euro con un Tan all’8,45% e un Taeg 8,79%

Se andiamo a considerare l’offerta di Agos invece ci troveremo davanti a una situazione con una rata di 403 euro con Tan 6,91% e Taeg 8,30% (Fonte: sito ufficiale Agos – data rilevazione 30/09/2017)

Una simulazione di questo tipo ci permette di capire il peso delle spese accessorie visto lo scarto che c’è tra Tan e Taeg.

Simulazione 2

Il secondo esempio prende come riferimento una somma pari a 10 mila euro da restituire in 60 mesi. Con queste condizioni consideriamo anche WeBank.

  1. Agos: rata da 192,10 euro un Tan 4,92% e Taeg 6,45% (Fonte: sito ufficiale Agos – data rilevazione 30/09/2017)

  2. Findomestic: rata 194,50 euro un Tan 6,25% e taeg 6,43% (Fonte: sito ufficiale Findomestic – data rilevazione 30/09/2017)

  3. Webank: rata da 198,01 euro, Tan 7% e Taeg 7,29%. (Fonte: sito ufficiale WeBank – data rilevazione 30/09/2017)
  4. E’ quindi evidente che per una durata intermedia, come nel caso di 60 rate, le differenze delle condizioni economiche sui tassi applicati diventano notevoli con il diminuire dell’importo, arrivando a quasi il 2% in meno se si dimezza la somma richiesta.

    Al di là del calcolo che può essere condizionato dalle condizioni e dai tassi del momento, queste differenze vanno attentamente valutate spingendo a richiedere la somma “giusta” (ovvero quella che serve effettivamente) e a non prolungare più del dovuto la durata del piano di ammortamento.

    Conclusioni

    La scelta che si può incontrare quando si cercano prestiti da restituire in 60 rate è ampia, andando ad attraversare quasi ogni tipologia di finanziamento, dalla cessione del quinto al prestito finalizzato all’acquisto di un’auto, passando persino per un mutuo. Di contro si devono fare molte più valutazioni già a partire dalla fase di calcolo e/o di simulazione, consigliate ancor prima di arrivare alla richiesta di preventivo vera e propria.

    Purtroppo questa possibilità non è offerta da tutte le banche e da tutte le finanziarie. Si può sopperire al problema usando calcolatori indipendenti, facendo però attenzione alla politica dei tassi che quella società applica. Per l’aspetto della sostenibilità si deve invece sempre valutare l’entità della rata esclusivamente in funzione della propria disponibilità economica, tranne che nel caso della cessione del quinto dove il rapporto rata e reddito per legge viene vincolato all’entità del reddito netto percepito in media al mese.

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Prestiti 12 mesi – Come confrontare i migliori finanziamenti?

Prestiti rimborsabili in 12 mesi: sono sempre la scelta giusta?

Il web ha cambiato il modo di avvicinarsi al mondo bancario, in particolare per il comparto degli investimenti (con il trading online) e per quello dei finanziamenti. In quest’ultimo settore oltre ad agire sui tassi, ottenendone un alleggerimento delle condizioni economiche (specialmente per l’eliminazione dei costi accessori e in alcuni casi anche per il contenimento dei tassi di interesse applicati), ha soprattutto rivoluzionato le modalità ed i tempi di erogazione oltre che il numero di rate minime.

Quindi se fino a qualche anno fa i prestiti di breve durata andavano da un minimo di 12 mesi ad un massimo di 18 mensilità, oggi la soglia dei 12 mesi è diventata quasi quella massima con una durata minima che parte da soli 3 mesi.

Rata e durata: qual è il rapporto migliore per te?

In un finanziamento solitamente minore è la durata e minore è l’impatto degli interessi passivi. Di contro l’importo della rata logicamente aumenta e può essere difficile da sostenere anche se si tratta di un periodo di tempo piuttosto contenuto. Per questa ragione quando sceglie 12 mesi come piano di ammortamento per un prestito si deve essere consapevoli che la rata per importi medi sarà molto elevata.

Non a caso i prestiti rimborsabili in 12 mesi sono generalmente considerati all’interno della categoria dei mini o dei piccoli prestiti per quanto riguarda i finanziamenti “personali”. Per quelli finalizzati si tratta infatti di una durata “lunga” nel caso di prodotti tecnologici ed elettrodomestici mentre è insufficiente nel caso dell’acquisto di un’auto o di una moto.

Per valutare il rapporto migliore tra questa durata e l’importo della rata da restituire è utile usare uno strumento di simulazione. In questo ambito si hanno due possibilità:

  • usare un tool di calcolo messo a disposizione da chi propone il prestito (ad esempio Findomestic, Agos, ecc);
  • usare un tool indipendente.

Nel primo caso si ha il vantaggio di poter trasformare la simulazione in un vero e proprio preventivo di prestito, da salvare ed eventualmente inoltrare per poi far partire la richiesta di finanziamento in modo ufficiale. Di contro si è limitati dal fatto che le condizioni sono legate al tasso proposto solo da quella finanziaria o banca. Quindi viene meno l’aspetto generico della valutazione ma rimane quello strettamente pratico.

Nel secondo caso è invece possibile fare una simulazione generica oltre che varie prove con tassi “tipo” senza essere vincolati ad un tasso specifico proposto da una banca o da una finanziaria. Questi strumenti ‘super partes’ permettono di sopperire anche alla mancanza di tool di calcolo da parte di banche o finanziarie che non offrono il servizio online. Il tool è quasi sempre attendibile ma ci si deve ricordare di inserire il Taeg esatto applicato e non il Tan. Infine ci si deve ricordare che una simulazione non ha il carattere e non offre le tutele insite in un vero e proprio preventivo.

Come scegliere?

Nel piccolo prestito la durata di rimborso annuale condiziona la somma massima che può essere ottenuta, dal momento che sarà pari allo stipendio netto mensile, condizionando anche le possibilità di rinnovo.

Al di fuori di questa categoria particolare ci sono comunque altri limiti, come nel caso della cessione del quinto e della larga maggioranza dei prestiti di consolidamento debiti: in entrambi i casi la durata minima parte dalle 24 mensilità. Quindi se si vuole avere una certa libertà di scelta puntando a una durata solo annuale di restituzione del finanziamento ci si deve orientare su quelli che sono in generale considerati dei prestiti veloci, dedicati a chi ha bisogno di liquidità per tempi ridotti e di importo contenuto (anche se ovviamente non mancano delle eccezioni, dove si possono raggiungere anche somme pari a 10 mila euro o qualcosa di più).

Per questa ragione un tool generico è utile per farsi un’idea su ciò che in media potrebbe offrire il mercato ma non garantisce un contributo conoscitivo completo ed affidabile. Ad esempio, prendiamo come riferimento due istituti che hanno moltissime convenzioni nei principali negozi ed allo stesso tempo offrono prestiti online come Findomestic e Agos.

Per una somma modesta come 1000 euro i due istituti di credito hanno infatti una politica molto diversa: Agos permette di rimborsare i 1000 euro già a partire dai 6 mesi. Invece Findomestic per i prestiti personali non considera affatto i 12 mesi e parte da non meno di 18 mesi (come si riscontra dal sito ufficiale facendo un preventivo di 1000 euro in data 28/08/2017).

Anche per questo una scelta a monte fatta sulla carta non è possibile e rischia di essere fuorviante. In quest’ottica i comparatori offrono la possibilità di fare una valutazione generale ma è sempre necessario scendere nel merito e fare in seguito un preventivo per più proposte che sembrerebbero le più convenienti ad un primo confronto.

Chi li offre?

Al di fuori dei prestiti “finalizzati” bisogna cercare tra i prestiti personali preferibilmente classificati in: mini, giovani, smart, ecc. Non tutte le banche li prevedono e l’offerta può risultare piuttosto variegata. Ad esempio troviamo:

  • Agos: da 6 a 120 mesi;
  • Webank: nel prestito small da 6 a 60 rate;
  • Unicredit: si parte da 12 mesi per lo smart Voucher e il prestito Mini (prima anche per quello giovani). Per la versione Easy che parte da soli 6 mesi per arrivare fino a 36 mesi (legato agli importi richiesti).

Ovviamente questi sono solo alcuni esempi, che non possono sostituire una ricerca e valutazione che va fatta sempre in modo molto personale, tenendo conto delle caratteristiche che deve avere il finanziamento richiesto. Non tutti i prestiti infatti offrono le stesse caratteristiche anche dal punto di vista della flessibilità grazie alla presenza di opzioni di gestione.

Conclusioni e opinioni sulla convenienza

Da quanto detto è evidente come i prestiti in 12 mesi sono utili solo per importi contenuti e necessità urgenti. In generale rischiano di rendere il rapporto rata/durata poco performante soprattutto considerato il fatto che minore è la durata e maggiore è l’impatto dei tassi applicati (come nel caso del Taeg che a causa dei costi accessori come quelli di gestione e di istruttoria rischiano di non essere “assorbiti”).

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Cessione del quinto dipendenti pubblici – Preventivo gratis

Cessione del quinto dipendenti pubblici: come funziona e quali sono i vantaggi

La cessione del quinto dipendenti pubblici è una particolare forma di finanziamento dedicata appunto a quei lavoratori che fanno riferimento all’ INPDAP, Istituto Nazionale Previdenza Dipendenti Amministrazione Pubblica. Ovvero la compagine assistenziale che ha il compito di gestire le pensioni e le indennità di tutti i dipendenti dello Stato, delle Regioni e delle amministrazioni locali.

È importante segnalare che tecnicamente l’INPDAP è stato soppresso nel 2011 con il Decreto Salva Italia e le funzioni svolte sono state trasferite all’INPS, anche se nei fatti ancora l’ex-Inpdap continua a svolgere buona parte delle attività originarie, tra cui appunto la concessione di prestiti particolarmente agevolati, regolati da normativa.

Prestiti Pluriennali Diretti: requisiti e caratteristiche

Vengono definiti Prestiti Pluriennali Diretti quei finanziamenti erogati direttamente dall’INPS ex-INPDAP grazie al Fondo di Credito, regolarmente finanziato dai regolari versamenti da parte dei dipendenti e dei pensionati iscritti.

Vediamo insieme quali sono i requisiti necessari per potervi avere accesso e le caratteristiche principali di questi prestiti:

  • sono prestiti finalizzati che vengono erogati per soddisfare una specifica spesa che deve essere prevista dal Titolo II del Regolamento ed opportunamente documentata o autocertificata;
  • possono farne richiesta gli iscritti che abbiano 4 anni di anzianità utili per ottenere il trattamento pensionistico, 4 anni di versamento contributivo ed un contratto a tempo indeterminato (i lavoratori a tempo determinato possono fare richiesta per una durata pari alla durata del contratto in essere);
  • i prestiti vengono erogati sotto forma di cessione del quinto;
  • il tasso d’interesse previsto è fisso ed è del 3,50%, a cui vanno però aggiunti uno 0,50% per le spese amministrative ed un’aliquota percentuale relativa al Fondo Rischi, tassi, questi ultimi, molto variabili a seconda dell’età del richiedente e della durata del finanziamento;
  • l’erogazione del finanziamento è subordinata alla disponibilità presente nel Fondo di Credito;
  • sono disponibili apposite tabelle che permettono di calcolare l’importo lordo e quello netto in base alla normativa vigente.

Prestiti Pluriennali Garantiti: requisiti e come funziona la richiesta

In questo caso ci troviamo invece di fronte a finanziamenti che vengono concessi da istituti di credito e società finanziarie convenzionati con l’INPS che si pone come garante , tramite il Fondo di Credito.

Di seguito le caratteristiche principali deiPrestiti Pluriennali Garantiti, i requisiti necessari per la richiesta e la modalità di presentazione della domanda:

  • la garanzia da parte dell’INPS di estinguere il debito in vece del titolare è garantita in caso di morte di quest’ultimo, in caso di cessazione del contratto di lavoro senza opportuno ri-collocamento o pensionamento o in caso di riduzione dello stipendio che impedisca il regolare pagamento;
  • possono fare richiesta tutti i dipendenti pubblici in servizio da almeno 4 anni;
  • possono essere di durata quinquennale o decennale (eventualmente da commisurare con gli anni di servizio rimanenti prima dell’entrata in pensione del richiedente);
  • anche questi finanziamenti vengono erogati sotto forma di cessione del quinto;
  • il tasso di interesse varia a seconda dell’istituto erogante a cui ci si riferisce; i tassi fissi da aggiungere sono: 0,50% per spese di amministrazione, 1,5%, per i prestiti quinquennali, o 3%, per i prestiti decennali, per il rischio insolvenza;
  • è obbligatorio allegare alla domanda, il cui modulo è reperibile presso le sedi degli istituti convenzionati, un certificato medico di sana e robusta costituzione;
  • dopo aver valutato la regolarità della domanda, l’INPS decide se erogare o meno la prestazione.

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Prestiti su misura – 3 preventivi gratis personalizzati

Come trovare i prestiti su misura più adatti alle tue esigenze

Spesso ci si trova nella necessità di dover reperire una determinata liquidità di denaro e si decide di ricorrere al credito al consumo; bisogna, in questi casi valutare con attenzione le varie proposte presenti sul mercato, al fine di poter trovare i prestiti su misura più indicati per soddisfare le specifiche esigenze. In questo modo sarà possibile sottoscrivere un prodotto che non sia eccessivamente impegnativo da sostenere e che dunque non gravi troppo sugli impegni economici familiari mensili.

Se si desidera accedere ad una forma di finanziamento abbastanza lungo per portare a termine un progetto significativo, si può ricorrere ai classici prestiti personali. Parliamo di prodotti come le cessioni del quinto ad esempio. Mentre quando le cifre di cui si ha bisogno sono più contenute, ci si può rivolgere a strumenti più snelli e veloci, come le carte di credito revolving o i piccoli prestiti finalizzati gestibili completamente online.

Prestiti finalizzati o prestiti liberi?

La prima importante valutazione da prendere in considerazione per trovare i prestiti su misura migliori sul mercato è individuare la finalità. Si vuole comprare una macchina, ristrutturare la casa, pagare l’università dei figli o acquistare oggetti specifici di un determinato negozio o punto vendita?

Se abbiamo le idee chiare su questo possiamo ricorrere ai prestiti finalizzati, che offrono tassi più bassi ed erogazioni praticamente immediate. Di contro va detto che l’importo ottenuto è vincolato esclusivamente all’acquisto di quel determinato bene o servizio e non possiamo disporre del denaro in altro modo.

I prestiti di liquidità pura invece garantiscono una maggior libertà di gestione in quanto il denaro viene depositato direttamente sul conto corrente del richiedente. In questo caso i criteri di concessione sono più severi ed i tassi più elevati, ma bisogna anche dire che il mercato è più libero, e quindi più concorrenziale, perché oggi tutte le banche e le finanziarie hanno prodotti di questo tipo da proporre.

Prestiti non finalizzati: quale scegliere?

Tra i prestiti non finalizzati quelli più richiesti perché considerati più sicuri, sia per il cliente che per l’istituto erogante, sono le cessioni del quinto in cui la rata concordata viene direttamente prelevata dallo stipendio dell’intestatario.
Certo è che questo tipo di finanziamento viene concesso solo ai lavoratori dipendenti o ai pensionati e non si rivolge quindi a tutti.

In effetti il lavoratore autonomo o colui che non può dimostrare il proprio reddito con la busta paga, si può trovare in maggiore difficoltà ad ottenere un finanziamento. Non bisogna scoraggiarsi però perché esistono anche prestiti senza busta paga (vedi anche Cosa fare in caso di prestito rifiutato).

Come abbiamo detto nel paragrafo precedente il mercato del credito al consumo è molto vivace e sono numerosissimi i prodotti disponibili: prestiti cambializzati, carte di credito a rate e piccoli finanziamenti veloci appositamente studiati per le categorie di lavoratori redditualmente meno garantite.

In questo ambito spiccano Agos e Findomestic e Credem ed Unicredit tra le banche, la prima con il suo prestito Avvera, facile e rapido da ottenere, la seconda con CreditExpress Dynamic, che propone una rata personalizzabile. Senza tralasciare il quasi omonimo Gran Prestito su Misura di Cariparma.

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Finanziamento con carta di credito a saldo o revolving

Carte di credito a saldo o carte revolving: come funziona il finanziamento?

Ottenere un prestito senza busta paga può essere più semplice di quanto si pensi, soprattutto se si ha bisogno di cifre contenute per soddisfare esigenze specifiche. Il finanziamento con carta di credito può essere ottenuto abbastanza facilmente per acquistare beni o servizi e per ottenere liquidità.

Sono due le formule di prestito attraverso carta di credito: la classica carta di credito a saldo e la carta revolving. Vediamole insieme nei particolari.

Carta di credito a saldo: come funziona e come ottenerla

Si tratta della classica carta di credito, la cosiddetta “carta a saldo”; generalmente collegata a un conto corrente sul quale vengono regolarmente accreditati stipendi, pensioni o qualsiasi altra entrata al fine di poter garantire un sufficiente deposito di denaro che possa coprire il plafond concesso.

La carta di credito a saldo è infatti una sorta di fido a brevissimo termine (max 45 giorni) perché la somma di tutti gli acquisti fatti nell’arco del mese viene addebitata solitamente il 15 del mese successivo, senza ulteriori spese. Possiamo quindi parlare di un finanziamento con addebito su carta di credito. Ovviamente si ha la consegna immediata del bene acquistato.

La carta di credito revolving

La carta revolving rappresenta una vera e propria forma di finanziamento con carta di credito poiché concede una disponibilità finanziaria anche in assenza di capitali depositati sul conto corrente, con rimborso a rate. Se la carta viene utilizzata per fare spese la somma disponibile diminuisce e l’importo da restituire viene rateizzato per il periodo concordato al momento della stipula del contratto.

Il denaro restituito attraverso le rate mensili va dunque a ricostituire il capitale finanziato che può essere riutilizzato. La differenza principale tra un prestito personale ed una carta di credito revolving risiede proprio nel fatto che l’importo non viene erogato tutto in una volta e che una volta reintegrato può essere riutilizzato, e non c’è bisogno di fare una richiesta di finanziamento ad ogni utilizzo.

Ovviamente la facilitazione di poter pagare a rate la somma che viene prestata comporta anche il pagamento di interessi, solitamente molto alti, con un totale di spese complessive decisamente superiore a quelle applicate ad altre forme di finanziamento. Si consiglia di consultare con attenzione i fogli informativi e prendere visione del TAEG finale, al fine di evitare brutte sorprese.

Da aggiungere inoltre che il mancato pagamento delle rate dovute comporta la segnalazione come “cattivo pagatore” nelle varie centrali rischi.

Il finanziamento con carte di credito revolving si rivela quindi utile quando si deve far fronte a spese improvvise da restituire nell’arco di brevi periodi; numerosissimi sono i prodotti proposti dalle varie banche e finanziarie, come la Carta Attiva di Agos in convenzione con Euronics che si appoggia al circuito Visa o la Carta UniCredit Flexia che, viceversa, utilizza il circuito Mastercard.

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Confronta prestiti – Le migliori cessioni del quinto

Confronta prestiti – Le 3 migliori soluzioni online

Chi non ha mai avuto bisogno di un prestito per acquistare l’auto, per pagare una vacanza o la spesa del dentista? Inoltre sappiamo tutti quanto una cessione del quinto possa essere d’aiuto per tutti i dipendenti (pubblici o privati) che hanno bisogno di un prestito ma a causa di particolari disavventure economiche sono segnalati come protestati o cattivi pagatori .
Oggi sempre più banche e finanziarie (nonché l’Inps, l’ex Inpdap ed ex Enpals) mettono a disposizione cessioni del quinto sia dello stipendio che della pensione; tuttavia è opportuno sempre mettere in atto l’operazione del “confronta prestiti”, magari dopo aver richiesto diversi preventivi. Di seguito vi mostriamo le caratteristiche di tre cessioni del quinto messe in atto da due banche ed una finanziaria.

Bnl Salary Power: tassi fissi e rate costanti

Il primo finanziamento preso in considerazione è quello proposto da Bnl sotto il nome di Salary Power. Si tratta di una cessione del quinto destinata ai dipendenti pubblici che può finanziare fino a circa 100 mila euro anche se si ha in corso un altro finanziamento. La rata massima, ovviamente, è pari ad un quinto dello stipendio massimo percepito e la particolarità è che il richiedente può anche non essere titolare di un conto corrente Bnl.

Cessione del quinto Compass

Un altro prestito interessante per i lavoratori dipendenti è quello concesso online da Compass. L’importo concedibile arriva fino a 75.000 euro per i lavoratori dipendenti privati o pubblici.

Findomestic Lavoratori Dipendenti

Anche Findomestic del gruppo BNP Paribas si occupa da anni di concedere cessioni del quinto a tutti i lavoratori dipendenti e pensionati. Basta presentare il proprio contratto a tempo indeterminato e si riceverà il finanziamento anche se si hanno ancora finanziamenti all’attivo o disguidi finanziari. Importo erogato è proporzionale allo stipendio del lavoratore richiedente e le rate possono arrivare fino ad un numero di 120 (vedi anche Opinioni Cessione del quinto Findomestic). Per altri dettagli vedi tabella allegata.

Bnl Salary Power Cessione del Quinto Compass Findomestic Lavoratori Dipendenti
Quanto finanzia Fino a 100.000 euro Fino a 75.000 euro Importo legato allo stipendio del lavoratore
Durata del finanziamento Fino a 120 rate mensili Fino a 120 rate mensili Fino a 120 rate mensili
Tassi di interesse – Tan fisso 7,68%;
– Taeg fisso 9,82%
Personalizzati – Tan fisso 5,93%;
– Taeg fisso 6,11%

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Prestito con carta prepagata con iban – Come fare?

Prestito personale su carta prepagata: condizioni e vantaggi

Oggi è possibile ottenere prestiti personali senza per forza dover avere un conto corrente sul quale appoggiare il pagamento delle rate e senza dover fare ricorso all’uso delle carte revolving che rimangono una soluzione comunque alternativa quantomeno da valutare.

L’uso delle carte prepagate infatti è diventato sempre più sicuro e versatile, tant’è che possono assolvere alle principali funzioni di un conto corrente aperto presso una banca.

Vediamo come è possibile ottenere un prestito con carta prepagata cercando di sottolineare i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le soluzioni.

Prestiti con carte prepagate: come funzionano

Attraverso le carte prepagate con IBAN è possibile ottenere dei prestiti personali, poiché il codice IBAN di cui è dotata permette alla carta stessa di ricevere l’accredito della somma finanziata e allo stesso tempo di effettuare il pagamento delle rate.

Solitamente i tassi riservati a questa tipologia di finanziamento presentano condizioni abbastanza favorevoli anche se di norma gli importi richiedibili non sono alti.

Da aggiungere infine che ottenere una carta prepagata è molto semplice e può essere richiesta da chiunque. Tra i prodotti più interessanti che propongono un prestito con carta prepagata segnaliamo SpecialCash di PostePay o PostePay Evolution, le carte prepagate di Poste Italiane.

Ma ci sono anche altri prodotti che presentano la possibilità di rimborso tramite carta prepagata, come ad esempio quasi tutta la gamma CreditExpress di Unicredit che è rimborsabile tramite rid su Genius Card.

Carta di credito revolving: il credito a rate sempre a portata di mano

La carta di credito revolving è un particolare strumento di pagamento tramite il quale è possibile ottenere dei veri e propri prestiti personali. Si tratta in pratica di una particolare carta di credito che nell’ultimo periodo sta avendo molto successo poiché mette a disposizione una certa somma e permette di restituire ciò che si spende attraverso un comodo rimborso rateale mensile.

La modalità di rimborso è la particolarità del credito revolving online o tradizionali: la rata mensile concordata comprende sia la parte di quota capitale sia la quota di interessi. Se infine il cliente preferisce può decidere, nella maggior parte dei casi, di rimborsare quanto speso durante il mese precedente anche in un’unica rata a saldo.

Sono ormai numerose le banche e soprattutto le agenzie finanziarie che offrono ai loro clienti la soluzione del credito revolving (alcune richiedibili online, mentre altre necessitano di richiesta tramite agente o da agenzia).

Tra le carte più richieste segnaliamo le carte revolving di Compass e l’intera gamma di Cartattiva revolving online di Agos, adatte per ogni esigenza ed utilizzabili per qualsiasi tipo di acquisto.

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Prestiti dipendenti a tempo determinato senza garante

Prestiti per dipendenti pubblici e privati a tempo determinato

Il contratto di lavoro a tempo determinato, anche in seguito alle riforme ed alle liberalizzazioni operate con la Legge 92/2012, detta anche Legge Fornero e successive modifiche è ancora uno dei contratti di lavoro più richiesti ed utilizzati.

Siamo infatti di fronte ad una modalità contrattuale che facilita molto i datori di lavoro perché prevede una durata di lavoro prestabilita, per un massimo di 36 mesi, ma che nel contempo tutela il lavoratore, il quale ha diritto alle medesime tutele riservate ai lavoratori titolari di un contratto a tempo indeterminato.

In tale ambito si collocano i prestiti per dipendenti a tempo determinato, una particolare categoria di finanziamenti, solitamente erogati secondo le modalità che regolano la Cessione del Quinto od i prestiti Delega, che permettono anche ai lavoratori atipici di avere accesso ad un credito senza dover presentare particolari garanzie (vedi anche Prestiti senza garanzie da 5000 euro).

Caratteristiche principali

Possono avere accesso ai prestiti per dipendenti a tempo determinato anche senza garante, tutti quei lavoratori, statali e non, che sono in possesso di:

  • contratti atipici;
  • contratti di apprendistato;
  • contratti a progetto;
  • colf e badanti.

Abbiamo detto nel paragrafo precedente che i prestiti di questa categoria vengono concessi secondo la modalità di Cessione del Quinto; ricordiamo che si tratta di quei particolari finanziamenti per i quali il rimborso mensile dovuto viene versato al beneficiario direttamente dal datore di lavoro.

Con questa premessa appare ovvio come il prestito per i dipendenti a tempo determinato abbia il suo limite nella durata limitata del lavoro in oggetto, in quanto la durata del finanziamento non potrà essere superiore a quella dei mesi residui di lavoro concordati.

Senza garante

Il lavoratore atipico dunque, nonostante la presenza di alcune indiscutibili limitazioni, la più importante delle quali è la durata limitata del finanziamento che implica la richiesta di un importo modesto, ha la possibilità di ricorrere abbastanza facilmente ai prestiti per dipendenti a tempo determinato senza garante. Non sarà quindi necessario ricorrere alla firma di una fidejussore che garantisca la solvibilità del richiedente, firma di solito richiesta nel caso di una capacità reddituale limitata del richiedente (vedi anche Come richiedere un prestito urgente).

Non tutti gli Istituti di Credito propongono prodotti finanziari per lavoratori atipici, ma ciò non toglie che ne esistano molti che offrono ottime condizioni. Fiditalia, ad esempio, presenta un’interessante gamma di prestiti personali con o senza Cessione del Quinto dedicati anche ai lavoratori dipendenti a tempo determinato.

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Prestito 80000 euro – Le alternative al mutuo

E’ possibile richiedere un prestito da 80000 euro?

Richiedere una cifra ingente come 80.000 euro non è cosa comune, soprattutto se restiamo nell’ambito della categoria dei prestiti personali, strumento finanziario solitamente utilizzato per importi più piccoli. Recentemente sono state introdotte però delle modifiche che alzano i massimali consentiti, prima fissati a 30.000 € circa per il credito al consumo, quello dei prestiti finalizzati all’acquisto di un bene o di un servizio attraverso dei rivenditori, e a 75.000 € per i più generici prestiti personali di solito non finalizzati.

(Vedi anche i Prestiti del Banco di Napoli)
Oggi è infatti possibile superare tali limiti ed anche il periodo di durata massima del contratto è stato portata da 120 mesi ad un massimo di 180 mesi, per dare tempo di ammortizzare le cifre ingenti di cui stiamo parlando.

Tecnicamente, dunque, quando si parla di un prestito di 80.000 euro stiamo parlando non di un mutuo, che prevede un’ipoteca, ma di un vero e proprio finanziamento personale non finalizzato o finalizzato come nel caso di un prestito per ristrutturazioni o per l’installazione di pannelli fotovoltaici, ecc). Articolo correlato: Differenza fra mutuo e prestito

Requisiti

Ciò detto, va anche aggiunto che non è per niente semplice vedersi concedere un prestito 80.000 euro in tempi brevi perché sempre di una somma importante si tratta.
I due requisiti fondamentali infatti per poterlo ottenere sono una perfetta integrità creditizia ed un reddito significativo che possa coprire la rata che sarà obbligatoriamente alta.

I controlli presso le varie centrali di rischio saranno dunque accurati ed approfonditi e non saranno perdonate eventuali macchie nella carriera creditizia del richiedente; anche il reddito dovrà essere non solo dimostrabile e comprovato da opportuna certificazione, busta paga, pensione o dichiarazione dei redditi in caso di lavoratore autonomo, ma anche tale da poter garantire all’istituto erogante il rientro del dovuto per tutta la durata del finanziamento.
Spesso, inoltre, anche in presenza dei due requisiti di cui sù vengono chieste altre garanzie: un’assicurazione sulla vita dell’intestatario che copra il capitale prestato è pressoché d’obbligo e, a volte, anche un’ipoteca su un immobile di proprietà, caratteristica quest’ultima che rende, come dicevamo all’inizio, un prestito 80.000 euro molto simile ad un mutuo.

Come richiedere il prestito

Le modalità ed i canali per la richiesta di questo tipo di prestito sono gli stessi che vengono utilizzati per la richiesta degli altri finanziamenti, ovvero:

  • l’inoltro online della richiesta di preventivo sui siti delle Web Bank, quelle che operano su internet, le quali solitamente propongono tassi più agevolati e, più in generale, condizioni di contratto più concorrenziali;
  • la richiesta recandosi personalmente nella propria banca di fiducia per poter sfruttare l’eventuale conoscenza pregressa che magari ha permesso di creare un rapporto di stima tra cliente ed istituto di credito, elemento che potrebbe rivelarsi utile vista la difficoltà che l’erogazione del prestito 80.000 euro comporta.

Per ottenere ingenti somme è sempre possibile fare ricorso alla cessione del quinto (o ai prestiti pluriennali Inpdap per chi può accedervi).

Guida importo prestiti
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Prestito liquidità per privati – Quali garanzie?

Prestito di liquidità o mutuo con ipoteca?

Il prestito liquidità offre molti vantaggi in quanto la somma che viene erogata non è finalizzata all’acquisto di un bene o di un servizio e può essere spesa per qualsiasi esigenza personale. Rientra nella categoria dei prestiti personali e solitamente viene concesso per importi abbastanza contenuti, caratteristica che ne velocizza notevolmente l’iter procedurale.

Per questo motivo sono i finanziamenti che meglio si prestano a soddisfare esigenze improvvise, quali spese impreviste, riparazioni onerose o qualche acquisto per rinnovare la casa, a cui non si può far fronte. Il prestito liquidità si rivela perfetto anche quando si vuole riorganizzare la propria posizione debitoria perché magari si hanno più finanziamenti di piccola entità e di breve durata: ottenendo un unico prestito regolato da un contratto che dura di più si possono saldare i precedenti debiti, avere un’unica rata mensile e magari restare con un po’ di liquidità da spendere per altri obiettivi.

Come funziona

Per poter ottenere un prestito liquidità occorre presentarsi nella filiale della banca o nell’agenzia della finanziaria (ad esempio Findomestic, Unicredit, Agos, Compass) portando con sé la documentazione che certifica la propria capacità reddituale per il tipo di importo che si intende richiedere. In alternativa è possibile anche inoltrare la richiesta su uno dei molti siti delle banche dirette, quelle che operano esclusivamente online, allegando la medesima documentazione (come Ing Direct nota soprattutto per Conto Corrente Arancio e il deposito Conto Arancio).
Una volta verificata la reputazione creditizia del richiedente, aver ottenuto il via libera dalle varie centrali rischi ed aver appurato che il reddito presentato è sufficiente per coprire l’importo richiesto in pochi giorni solitamente la somma viene erogata.

Nel caso in cui l’importo della rata venisse considerato troppo alto rispetto all’entità del reddito è sempre possibile integrare la garanzia presentando un garante che abbia requisiti reddituali sufficienti e si accolli la responsabilità nel caso di eventuali mancati pagamenti da parte dell’intestatario. Oppure in alternativa si può richiedere un mutuo di liquidità con ipoteca su un immobile di proprietà a fare da garanzia.

Prestito liquidità anche per protestati

Nel caso la propria storia creditizia non fosse immacolata è possibile comunque ottenere un prestito se si è lavoratori dipendenti o pensionati ricorrendo ad una Cessione del Quinto.
Ricordiamo che si tratta di una particolare tipologia di prestito personale non finalizzato che permette un accesso al credito molto veloce e sicuro. La garanzia dell’entrata fissa mensile dello stipendio o della pensione, nonché l’impegno che l’azienda del lavoratore o l’ente previdenziale del pensionato si assumono di trattenere direttamente l’importo della rata dovuta e versarlo all’istituto erogante, sono infatti sufficienti per non interrogare le centrali di rischio e non verificare lo storico creditizio del richiedente.

Altri articoli: Consolidamento debiti.

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