Prestiti per commercianti – Le migliori alternative di oggi

Prestiti per commercianti – Meglio Poste Italiane o Unicredit?

Ci sono categorie professionali che necessitano in particolare di sostegno economico. Tra queste vi è sicuramente quella dei commercianti che possono scegliere diverse tipologie di prestiti adatti alle loro esigenze, sia che si trovino in difficoltà temporanea o in una vera e propria crisi, fino ad arrivare a dover sottostare ad un regime fallimentare. Ci sono anche addetti al commercio che attendono di riscuotere crediti maturati e che nel frattempo hanno bisogno di liquidità per far fronte agli impegni assunti con i fornitori.

Rivolgendosi agli istituti di credito o alle società finanziarie i commercianti possono ottenere un prestito il cui importo viene fissato al momento della sottoscrizione del contratto (il c.d. “fido”). Tale importo è variabile e dipende da quanto il richiedente sia affidabile: in genere una banca è restia a concedere un prestito ad un commerciante che ha accumulato ripetuti ritardi nei pagamenti.

Prima di fare una panoramica sulle alternative provenienti dal settore “privato”, si deve comunque ricordare che se si appartiene alla categoria dei commercianti si può usufruire di prestiti a fondo perduto o a tasso agevolato dedicati a chi lavora nel settore delle piccole e medie imprese (vedi anche Finanziamenti per autonomi). Per informarsi sulle modalità di accesso a tali prestiti è necessario recarsi presso la Regione di appartenenza, presso la Camera di Commercio, le sedi di Confesercenti e Confcommercio.

Mutuo liquidità

Una tipologia di prestito rivolto anche ai commercianti è il “mutuo chirografario”. In alcuni casi si può sfruttare anche la formula del mutuo di liquidità, rivolta anche ai privati.
Normalmente il tasso di interesse applicato a questa tipologia di prestito è superiore rispetto alla media. In compenso, il mutuo liquidità può coprire importi superiori ai 30 mila euro. Le spese sono maggiori rispetto a quelle previste per un qualsiasi altro prestito, ma la durata normalmente di un prestito personale.

Fido Affari Bancoposta

Per dare la possibilità ai commercianti di far fronte alle spese, Poste Italiane ha pensato ad un prestito con importo massimo finanziabile di 5000 euro. Si chiama “fido affari Bancoposta”, rivolto alle seguenti categorie professionali: commercianti, liberi professionisti e artigiani. Per ottenerlo bisogna possedere alcuni requisiti: essere costituiti nella forma della ditta individuale, essere in possesso di partita IVA, risultare titolari di un conto Bancoposta per l’attività professionale svolta. Prima di presentare la domanda per ottenere la concessione del fido bisogna procurarsi una specifica documentazione (tessera sanitaria, documento di identità in corso di validità, passaporto oppure permesso di soggiorno per gli stranieri, modello Unico).

Altri articoli: Finanziamenti Poste Italiane.

Prestiti Banca Unicredit

Una banca che in genere concede finanziamenti adatti ai commercianti è Unicredit. Per ottenere un prestito da questo istituto di credito i commercianti dovranno presentare apposita documentazione presso una filiale: infatti online è possibile fissare un appuntamento così da ottenere una consulenza personalizzata.

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Imprenditoria Femminile – Agevolazioni e Bandi 2016/17

Imprenditoria Femminile – Incentivi anche a fondo perduto

L’imprenditoria femminile cresce e, per fortuna, si consolida sempre più sul territorio; molte sono le startup di successo che hanno visto la luce negli ultimi anni e buona parte di queste sono declinate in rosa, anche a causa della crisi economica protagonista degli ultimi anni che ha destinato ormai irrimediabilmente anche le donne a dedicare obbligatoriamente una buona parte della giornata al lavoro. Per il prossimo biennio sono state per lo più rinnovate le condizioni di buona parte delle misure già previste per il 2015 e gli anni precedenti.

Agevolazioni e finanziamenti per l’imprenditoria femminile

La Legge 215/92 dal titolo “Azioni positive per l’imprenditoria femminile” nasce con l’obiettivo di qualificare la professionalità delle donne imprenditrici ed ogni anno da quando è stata approvata Governo ed enti preposti rifinanziano specifici strumenti finanziari che vanno in questa direzione (vedi anche Microcredito).

Esistono varie tipologie di finanziamento, infatti, per reperire il credito di cui si ha bisogno per far partire un’impresa o rilevarne una già esistente. Vediamoli insieme:

  • contributi a fondo perduto: si tratta di incentivi per i quali il 50% del contributo è interamente a fondo perduto, mentre il restante 50% è da restituire con un tasso d’interesse dello 0,5%, quindi molto agevolato, in un massimo di 10 anni;
  • riduzione d’imposta: in alternativa al finanziamento a fondo perduto viene concesso un credito d’imposta detraibile nella Dichiarazione dei Redditi;
  • finanziamenti agevolati: si tratta di strumenti finanziari che prevedono la restituzione completa del capitale al solito tasso dello 0,5% in 10 anni;
  • fondo di garanzia: si tratta di un fondo che permette di accedere al credito anche alle imprenditrici che non hanno garanzie da proporre alle banche e agli istituti di credito e si pone, appunto, come garante nel rapporto tra il soggetto richiedente il prestito e l’ente che lo concede.

Requisiti per avere accesso e inoltro domanda

Per poter presentare la domanda per uno dei finanziamenti regolati dalla Legge 215/92 bisogna possedere determinati requisiti:

  • essere una ditta individuale al femminile;
  • essere una società di persone o una cooperativa con il 60% di soci donne;
  • essere una società di capitali in cui i 2/3 delle quote sono in rosa ed 1/3 del personale dell’Amministrazione è formato da donne;
  • nel caso di società avere meno di 50 dipendenti;
  • avere un fatturato inferiore a 7 milioni di euro;
  • avere un bilancio inferiore a 5 milioni di euro;
  • non essere dipendenti da imprese partecipanti.

Chi è interessato ad inoltrare la domanda può verificare la presenza dei bandi sul sito del MiSE, Ministero Sviluppo Economico o in alternativa sul sito della Regione di appartenenza, all’interno dei quali ci sono tutte le istruzioni per la procedura.

Al termine della verifica da parte dell’ente preposto, che valuterà in base ai criteri di ammissibilità, quali la fattibilità del progetto, il business plan, la condizione lavorative delle richiedenti, età e quant’altro,verrà pubblicata la graduatoria sul sito di riferimento.

Altri articoli: Garanzia Giovani.

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Telemaco – Tutti i servizi per le imprese

Telemaco – Guida ai servizi online della Camera di Commercio

Telemaco è il portale messo a disposizione dei cittadini dalla Camera di Commercio che consente di avere accesso al patrimonio dei dati del Registro delle Imprese nazionale e di quello europeo, l’European Business Register. Non va confuso con Telemaco Credem Banca, che invece rientra nell’ambito del Corporate Banking, utile proprio alle imprese per una gestione dei conti con varie banche ma usando un solo collegamento via web. Stesso discorso per il Fondo Telemaco, che non ha nulla a che vedere con il servizio alle imprese, trattandosi di un fondo di previdenza destinato a chi lavora nelle telecomunicazioni.

Vediamo insieme le varie operazioni che possono essere eseguite, ricordando che alcune necessitano di registrazione a Telemaco Infocamere, mentre altre sono ad accesso libero.

Servizi disponibili senza registrazione

Non sono pochi i servizi messi a disposizione del cittadino da Telemaco che non necessitano di registrazione al portale e conseguente creazione dell’account né del versamento di un credito prepagato:

  • ricerca aziende nel Registro Imprese Italiano;
  • ricerca aziende nell’EBR, European Business Register;
  • richiesta visure, fascicoli e bilanci, pagando direttamente con carta di credito il costo del servizio;
  • verificare attraverso il QR Code l’esistenza e la corrispondenza di un documento di cui si è in possesso;
  • Mobile Apps è l’applicazione scaricabile gratuitamente, funzionante sia sui sistemi Android che iPhone, che permette di avere libero accesso tramite dispositivo mobile ai servizi offerti.

Ri.cerca, ri.build, ri.map, ri.visual, ComUnica, consultazione EBR

Esiste anche una consistente gamma di servizi a cui si ha accesso attraverso la registrazione e la richiesta di attivazione del servizio, immediata in caso di sola consultazione, sottoposta ad inoltro di richiesta e successiva verifica se si vuole anche poter inviare pratiche e richiedere certificati:

  • ri.cerca: per poter richiedere la consultazione di tutti i documenti ufficiali di un’azienda o di una persona fisica, quali visure camerali ordinarie e storiche, fascicoli completi, e per poter consultare il Registro dei Protesti (vedi anche Visura online protesti) e l’archivio dei Marchi e dei Brevetti;
  • ri.build: permette di verificare in modalità automatica gli aggiornamenti camerali relativi ad un’impresa o ad un gruppo di imprese, scegliendo la natura delle informazioni che si intendono tenere sotto controllo;
  • ri.map: permette di ricercare un’azienda o un gruppo di aziende attraverso determinati criteri di tipo territoriale e visualizzare i risultati su un mappa;
  • ri.visual: servizio che affianca lo standard testuale e propone le stesse informazioni in formato visuale, sotto forma di slides che illustrano anche graficamente le relazioni tra imprese e persone ad esse collegate;
  • ComUnica: strumento attraverso il quale è possibile inoltrare pratiche alla Camera di Commercio e tenere sotto controllo lo stato di avanzamento; questo servizio necessita di creazione di un conto personale che garantisca il pagamento dei costi necessari per i vari servizi;
  • consultazione dei documenti ufficiali, quali la scheda dell’impresa, la lista dei titolari di cariche, i bilanci e gli atti, delle imprese europee iscritte nell’EBR, il Registro Europeo formato dai Registri delle Imprese di ben 24 paesi.

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Garanzia Giovani – Quali soluzioni per gli under 30?

Come accedere agli incentivi previsti dal Fondi di Garanzia Giovani

La Youth Guarantee, altrimenti detta Garanzia Giovani, è un piano di finanziamento voluto dalla Comunità Europea che si prefigge l’obiettivo di portare incentivi e sostegno al mondo del lavoro giovanile offrendo opportunità di lavoro ai NEET, Not in Education, Employment or Training, ovvero quei giovani compresi tra i 15 ed i 29 anni che non sono impegnati in un percorso scolastico, di formazione o di lavoro.

Il Piano Garanzia Giovani è stato adottato dall’Italia nel 2014, grazie al Decreto Lavoro 2013, ed è stato recentemente prorogato fino al 2020 con tanto di raddoppio di incentivi soprattutto rivolti alle aziende che assumono concretamente il lavoratore che ha aderito ad un programma di formazione nell’ambito del progetto.(Vedi anche

Sono due le modalità per poter avere accesso ai finanziamenti messi a disposizione dal Fondo Europeo: iscriversi direttamente sul sito istituzionale del Governo o iscriversi nella sezione apposita del sito regionale d’interesse che può essere anche diverso rispetto alla regione di residenza. (Vedi anche Prestiti a fondo perduto)

Cosa prevede il Fondo di Garanzia Giovani
Il Programma Garanzia Giovani prevede un interessante pacchetto di opportunità a cui si può accedere dopo la fase iniziale di orientamento volta ad ottenere un profilo lavorativo del richiedente:

  • percorsi di formazione gratuiti orientati all’inserimento lavorativo
  • progettazione ed attuazione di percorsi di accompagnamento lavorativo
  • incentivazioni di contratti di apprendistato
  • attivazione di percorsi di tirocinio
  • inserimento in progetti di Servizio Civile Volontario
  • interventi di sostegno all’autoimprenditorialità (Vedi anche Invitalia)
  • sostegni alla mobilità professionale all’estero
  • bonus occupazionali rivolti alle imprese

Novità 2016: bonus raddoppiati, self-employment e tirocini ridotti

Rispetto alla Garanzia Giovani originaria del 2014, il rifinanziamento avvenuto a fine del 2015 ha apportato delle modifiche sostanziali soprattutto riguardo a queste misure:

  • bonus di assunzione: risultano raddoppiati rispetto a quelli previsti precedentemente, in quanto le aziende che provvederanno ad assumere tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre del 2016 il lavoratore che si è formato presso la sua sede riceveranno da un minimo di 2.000,00 €, se il contratto è di tipo determinato con una durata che va dai 6 ai 12 mesi, ad un massimo di 6.000,00 €, per i giovani che vengono assunti a tempo indeterminato;
  • self-employment: sono stati destinati 124 milioni di euro per finanziare il settore dell’autoimprenditorialità, al fine di concedere prestiti fino a 50.000,00 € da restituirsi in 7 anni senza garanzie a coloro che presenteranno progetti considerati meritevoli;
  • tirocini ridotti: vengono, invece, ridotte le misure destinate ai tirocini, al fine di disincentivare la tendenza, emersa nei primi due anni di Progettazione, di alcuni datori di lavoro di “disfarsi” del giovane tirocinante alla fine del percorso, dopo aver usufruito degli incentivi dedicati.

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Prestiti per autonomi: quali soluzioni senza garante?

Prestiti per autonomi: le alternative alle cambiali

I lavoratori autonomi, ed in questa categoria rientrano i liberi professionisti, gli imprenditori, i commercianti e gli artigiani, hanno sempre avuto più difficoltà ad ottenere prestiti personali. La mancanza di una busta paga periodica e fissa su cui contare, infatti, condiziona in qualche modo l’Istituto di Credito che si ritrova meno garantito sulla solvibilità del cliente ed è quindi meno disponibile a concedere linee di credito, a meno che non vengano fornite altre garanzie, come la presenza di una terza persona che possa contare su uno stipendio a tempo indeterminato o una pensione e si presti come garante. Un problema che coinvolge non solo coloro che possono dimostrare solo redditi bassi, ma anche medi.

Le esigenze di mercato attuali, però, conseguenti ad una crisi del mondo del lavoro che vede una diminuzione significativa del cosiddetto “posto fisso”, hanno spinto sempre più banche a proporre prestiti per autonomi per rispondere alle esigenze dei numerosi clienti che, seppur privi di una busta paga, producono comunque un reddito che può essere certificato ed utilizzato come garanzia di una capacità reddituale sufficiente ad ottenere un finanziamento, ferme restando le difficoltà in cui incappano coloro che sono protestati o segnalati crif nella lista dei cattivi pagatori.
Vediamo quali sono i metodi più efficaci per poter richiedere prestiti per autonomi senza dover ricorrere ad un garante (vedi anche Prestiti personali senza busta paga).

Prestiti per lavoratori autonomi con garanzie reddituali

Un lavoratore autonomo che desideri ottenere un finanziamento può presentare il Modello Unico, il modello ufficiale della Dichiarazione dei Redditi che certifica il reddito netto che è stato prodotto nell’anno precedente. Questa categoria di lavoratori, infatti, anche se non ha entrate fisse e periodiche su cui contare perché percepisce dei compensi a saldo delle prestazioni effettuate, spesso ha un’attività avviata che permette una capacità reddituale anche maggiore rispetto a quella di un lavoratore dipendente o di un pensionato.

Ovviamente va valutato il reddito annuale e non quello mensile come si è soliti fare per le linee di credito a cui hanno di solito accesso i lavoratori dipendenti e/o i pensionati, per poter avere un’idea chiara di quale può essere l’importo che può essere erogato e la durata totale del contratto, considerando che, in linea di massima, si può avere accesso a finanziamenti hanno un importo massimo di 50.000 € e possono essere restituiti in un minimo di 12 mesi ed un massimo di 120 mesi.

Prestiti per lavoratori autonomi senza garanzie

Nel caso in cui, invece, i redditi certificati dal Modello Unico non dovessero essere ritenuti sufficienti, la banca chiede solitamente delle garanzie accessorie. Se non si ha la possibilità di presentare un garante che diventi co-obbligato alla restituzione della somma prestata, esistono altre alternative per poter fornire le garanzie richieste:

  • un pacchetto azionario o qualsiasi altro prodotto finanziario che copra la cifra richiesta;
  • un canone d’affitto di un appartamento di proprietà locato;
  • un immobile di proprietà su cui accendere un’ipoteca.

Nel caso mancassero anche forme di garanzie alternative è possibile, come ultima spiaggia, richiedere i prestiti cambializzati, tipologie di finanziamento che si basano sulla presenza di cambiali che vanno a costituire le rate periodiche concordate con la banca, la quale, in caso di insolvenza, si ritrova in mano un titolo esecutivo per rivalersi di quanto non pagato.

I prestiti cambializzati sono tendenzialmente poco vantaggiosi, hanno spese abbastanza elevate e sono molto rischiosi, ragion per cui sono da considerarsi davvero come ultima alternativa dopo aver valutato tutte le altre.

Approfondimenti: Protesto della cambiale.

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Elicicoltura finanziamenti: le agevolazioni per il 2017

Investire nell’ elicicoltura: i finanziamenti regionali ed europei 2017

Un settore dell’agricoltura che in questi ultimi anni sta conoscendo un discreto successo ed è visto come destinatario di diversi finanziamenti è quello dell’ elicicoltura, che più che coltura riguarda veri e propri allevamenti di lumache da gastronomia. Vediamo nello specifico in cosa consiste l’elicicoltura e quali sono le agevolazioni economiche previste per il 2016 rivolte a chi vuole intraprendere questo tipo di attività.

I Psr dei fondi europei

Con il termine elicicoltura viene indicata qualsiasi attività volta all’allevamento di lumache da gastronomia, le quali possono essere impiegate sia nel campo alimentare che in quello, in ascesa, della commercializzazione della bava di lumaca per comporre creme di bellezza o rimedi per la salute della pelle.

Esistono diversi finanziamenti per l’elicicoltura. Il 2016 rientra in pieno, ad esempio, nel periodo che comprende il nuovo piano di stanziamento Psr 2014/2020 (Piano di Sviluppo Rurale), di cui i bandi sono usciti già a partire dalla seconda metà del 2015. Si tratta di finanziamenti voluti dall’ Ue all’interno del Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) e che sono concepiti a fondo perduto in quote del 60 o addirittura del 70% in alcune regioni svantaggiate ma a vocazione particolarmente agricola (vedi anche Guida ai finanziamenti a fondo perduto).

Attenzione, però: i dettagli delle agevolazioni non sono uguali per tutti, bensì variano di regione in regione. Ogni amministrazione regionale fa infatti uscire un proprio bando con requisiti e stanziamenti diversi. Per consultarli ci si può collegare ai siti web delle Regioni oppure chiedere informazioni agli uffici della Coldiretti o di Confidi. A riguardo ci sono delle Regioni più attive rispetto alle altre, tra le quali spiccano il Piemonte, il Veneto, la Calabria e la Sicilia.

I fondi ai giovani agricoltori

Il Psr prevede anche dei fondi specifici per giovani agricoltori (vedi anche Finanziamenti agevolati per Start up), in questo caso in elicicoltura. Destinatari sono coloro che avviano un’attività imprenditoriale/agricola per la prima volta ed hanno un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni. Per quest’anno si prevedono circa 100 milioni di euro che saranno erogati per avviare nuove aziende in agricoltura, per dare premi tra i 40 ed i 70 mila euro, finanziare ristrutturazioni, interventi per il miglioramento delle risorse idriche e della gestione del suolo.

Previsto anche un credito d’imposta per alcune regioni d’Italia. Anche in questo caso per avere tutte le informazioni, per ricevere assistenza su redazioni di business plan, e metodi di accesso ai bandi ci si può rivolgere ai CreditAgri Italia di Coldiretti, con uffici presenti in tutto il territorio nazionale.

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Invitalia: cos’è e come ottenere i finanziamenti

Agevolazioni Invitalia 2016 anche per start up

Invitalia è l’agenzia promossa dal ministero dell’Economia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo delle nuove imprese, o start up, con sede a Roma.

Avendo l’obiettivo di rilanciare l’economia, essa si occupa esclusivamente di settori strategici ed opera in particolare in zone più in difficoltà come il Sud Italia. Al 31 gennaio di quest’anno l’agenzia ha finanziato 653 start up innovative, 112.001 iniziative avviate con l’autoimpiego o l’autoimprenditorialità e 61 contratti di sviluppo avviati. Ma come si fa ad ottenere un finanziamento da Invitalia? Cerchiamo di capirlo.

A chi si rivolge Invitalia: donne, giovani, disoccupati, imprese e P.A.

L’agenzia ministeriale creata per incentivare lo sviluppo economico dell’Italia ha un pubblico di riferimento ben individuato: donne, giovani, disoccupati, imprese, Pubblica Amministrazione e chi opera nel settore del no profit.

Per ognuno di loro Invitalia mette a punto degli strumenti adeguati: per le donne, ad esempio, si può scegliere tra Smart & Start Italia, Autoimpiego, Selfiemployment, Nuove imprese a tasso zero, mentre per le imprese vengono messi a disposizione anche gli investimenti innovativi ed il fondo della rete per gli incubatori.

Come ottenere i finanziamenti

Se ad esempio sono un giovane (uomo o donna) con meno di 29 anni, sono iscritto al programma Garanzia Giovani ( vedi anche Fondo di Garanzia) , ma non ho mai lavorato né sto studiando (Neet, in gergo) posso usufruire del cosiddetto Selfiemployment. Dal 1 marzo 2016 sono aperte le domande per questo tipo di incentivo che prevede finanziamenti a tasso zero per tutti i giovani che vogliano avviare un’attività lavorativa in proprio. Il fondo, in totale, ammonta a circa 114,6 milioni di euro. Per candidarsi occorre collegarsi alla piattaforma telematica di Invitalia (attraverso il sito web www.invitalia.it) ed inviare la propria domanda.

Smart & Start dedicato alle nuove imprese

Alle start up è invece dedicato il programma Smart & Start, un programma dalla dotazione economica di 200 milioni di euro e capace di finanziare progetti fino ad 1,5 milioni. Via libera, allora, a tutte le giovani imprese che lavorano nel campo dell’economia digitale, con un elevato impatto tecnologico. Smart & Start offre un mutuo a tasso zero per il 70% che diventa l’80% dell’investimento se l’impresa è costituita solo da donne o da giovani sotto i 35 anni o da un Phd italiano che lavora all’estero ma desidera rientrare in Italia.

In più le start up che sorgono nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna e nella zona terremotata dell’Aquila hanno diritto ad un contributo a fondo perduto pari al 20% del mutuo (vedi anche Prestito a fondo perduto) . Per ottenere i finanziamenti occorre inviare il business plan dell’impresa alla piattaforma di Invitalia, in particolare sul sito web www.smartstart.invitalia.it.

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Microcredito M5s: accesso al prestito del Movimento 5 Stelle

Finanziamento PMI: le agevolazione del microcredito M5s

Chi oggi desidera avviare una piccola o media impresa o un’attività ed ha bisogno di fondi per partire può contare anche sul microcredito messo a disposizione dal Movimento 5 Stelle. Come infatti si legge sul blog di Beppe Grillo, principale organo di informazione per tutte le notizie riguardanti il M5s, i parlamentari facenti parte di questo partito “hanno creato un fondo grazie ai tagli del loro stipendio. Che ora torna ai cittadini”. Il fondo è gestito dal ministero dello Sviluppo Economico .Vediamo allora come funziona l’accesso a questo prestito e a chi è rivolto.

Cosa finanzia e quanto si può ottenere

Il Microcredito m5s finanzia tutte le idee di impresa che sono attinenti ai settori dell’agricoltura, dell’artigianato, dei servizi, del commercio e di tutto ciò che può essere legato ad una start up (vedi anche Finanziamenti start up). Destinato anche ad imprese già esistenti, di solito finanzia fino a 25 mila euro, ma talvolta arriva anche ad erogare cifre intorno ai 35 mila, e non può protrarsi oltre i sette anni.

Caratteristica principale di questo tipo di credito è che esso copre circa l’80% degli importi finanziati e che fornisce anche assistenza e supporto all’attività imprenditoriale attraverso intermediari finanziari professionisti. Tali servizi non vengono però forniti prima della prenotazione del credito, ma si avrà comunque la possibilità di usufruire di istruzioni e consigli da parte dei consulenti del lavoro del M5s.

Come accedere al prestito e come funziona

L’accesso al prestito del Movimento 5 Stelle avviene tramite una prenotazione, da effettuare online sul sito www.fondidigaranzia.it (in Toscana, Marche e Abruzzo si può provare ad inoltrare una richiesta di ammissione esclusivamente tramite Confidi). Ovviamente prima va scelto il soggetto finanziatore a cui presentare il progetto che si ha in mente di sviluppare (vedi anche Guida al Fondo di Garanzia). Quest’ultimo dovrà essere molto dettagliato e con un piano di spesa fattibile. La prenotazione effettuata online avrà una validità di 5 giorni lavorativi, durante i quali il richiedente del prestito dovrà raggiungere l’intermediario finanziario scelto che avrà a disposizione circa due mesi (60 giorni) per portare a termine la pratica (il tasso, per cui di conseguenza il monte interessi, dipenderanno dall’accordo con l’Istituto di credito convenzionato scelto).

Per tutti i dettagli, conoscenza dei requisiti tecnici necessari a richiedere un microcredito ed altre info utili si potrà consultare il sito web www.beppegrillo.it e scaricare le schede tecniche od iscriversi alla mailing list del M5s, allo scopo di ricevere tutte le istruzioni necessarie a questo tipo di procedura. Utile, infine, consultare il sito web del microcredito del ministero dello Sviluppo Economico.

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Prestiti a fondo perduto: contributi a conto interessi o capitale

Finanziamenti a fondo perduto: guida alle agevolazioni 2015/16

Nel vasto universo dei prestiti a fondo perduto molto spesso può capitare di imbattersi in espressioni del tipo “contributo in conto interessi”, oppure “contributo in conto capitale”. Si tratta di categorie che fanno parte dei finanziamenti agevolati. Scopriamo allora qual è il significato di tali diciture e quanto esse sono legate a questo tipo di prestiti.

Sito A chi è rivolto?
Ministero dello Sviluppo economico www.sviluppoeconomico.gov.it Canale ufficiale italiano per la divulgazione sul web di informazioni relative alle agevolazioni statali. Il portale è suddiviso in tre aree tematiche: servizi per il cittadino, per le aziende e per i Media.
Smart&Start Italia www.smartstart.invitalia.it Finanziamenti agevolati per start-up innovative.
Fondi di Garanzia www.fondidigaranzia.it Incentivi ed agevolazioni per PMI.

Contributi in conto interessi o capitale: le differenze

Sappiamo che i prestiti a fondo perduto sono quei prestiti in cui l’ente erogatore ha interesse a considerare questi ultimi come incentivi per avvantaggiare imprese o soggetti lavoratori di un determinato settore: i prestiti vengono dunque trattati alla stregua di un vero e proprio investimento, dove non si prevede che il beneficiario restituisca il capitale o che l’eventuale restituzione sia soggetta ad interessi.

Ed è qui che stanno le differenze, che determinano la suddivisione in categorie come contributi in conto interessi o contributi in conto capitale. Un contributo in conto interessi è un’agevolazione finanziaria concessa da un ente in concerto con gli istituti finanziari per aiutare lo sviluppo di un progetto di un’impresa con un finanziamento a medio o a lungo termine. Tale agevolazione può prevedere un tasso di interessi molto basso, con erogazione in più fasi distinte. Si tratta, insomma, di una sorta di rimborso (ottenuto in anticipo) degli interessi maturati dal finanziamento da parte di una banca.

Un contributo in conto interessi non è mai uguale per tutti ma dipende dai bandi dei singoli enti erogatori e risulta pari all’ammontare complessivo di interessi calcolati con un tasso fissato periodicamente dalla Commissione Europea. Nel caso dei contributi concessi dal ministero dello Sviluppo Economico, ad esempio, il tasso ammonta al 2,75% su un piano convenzionale di ammortamento, cosicché un’impresa che ha richiesto un finanziamento di 60 mila euro otterrà un contributo in conto interessi pari a 4.630 euro circa (per info più dettagliate si veda il sito web www.sviluppoeconomico.gov.it).

Diverso è invece il contributo in conto capitale, che essendo in parte a fondo perduto, non prevede alcuna restituzione da parte dell’impresa o della persona richiedente, su tutti o alcuni investimenti. Questo significa che nei contributi in conto capitale, dopo aver visionato un business plan del candidato, l’ente erogatore può decidere di finanziare parte o tutti gli investimenti futuri dell’impresa, senza obbligo di restituzione, sulla base percentuale delle spese ammissibili. Le spese dovranno ovviamente essere tutte debitamente documentate attraverso fatture saldate dei fornitori”.

Chi può richiederli: tutti i destinatari

Non tutti possono richiedere dei prestiti a fondo perduto, né come contributi in conto interessi né in conto capitale, ma solo determinate tipologie di destinatari. Essi in generale consistono in:

  • Determinate categorie di persone (come giovani under 36, donne, disoccupati) che hanno in mente di avviare un’impresa;
  • Attività già avviate, ma che operano su territori economicamente o socialmente svantaggiati;
  • Attività dirette alla digitalizzazione, ammodernamento dei macchinari e spinta all’export;
  • Coloro che hanno intenzione di dare il via ad una start up (vedi anche Finanziamenti agevolati per Start up) o una microimpresa (di anche solo una persona);
  • Coloro che hanno intenzione di avviare microimpresa, una società o una pmi in un territorio svantaggiato o in una regione depressa economicamente;
  • Imprese (anche reti di aziende, consorzi ) che hanno bisogno di aiuti finanziari per continuare ad operare.

Tali destinatari dovranno poi possedere determinati requisiti che vengono di volta in volta esplicitati nei singoli bandi relativi a ciascun anno (come 2015, 2016, ecc) e di competenza dell’ente chiamato a decidere e approvare il relativo regolamento di assegnazione (come ad esempio l’Unione europea, lo Stato Italiano o le singole Regioni come Lazio, Sardegna, Sicilia, ecc), così come dovranno attenersi ad alcune indicazioni per poter usufruire dei prestiti a fondo perduto (vedi anche Microcredito).

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Prestiti per artigiani: i finanziamenti a fondo perduto 2017

Finanziamenti agevolati per l’artigianato: le novità 2016/17

Quando si parla di prestiti agevolati a fondo perduto una larga fetta di questi è costituita dai prestiti ad artigiani, cioè a tutti coloro che svolgono attività di artigianato, anche artistico, come professione. Tale forma di professione artigiana può essere portata avanti sotto forma di start up (vedi anche Prestiti agevolati per start up) , di microimpresa, di lavoro autonomo o all’interno di una pmi. Anche per il 2015 sono state previste delle agevolazioni ai finanziamenti a fondo perduto riservati agli artigiani. Vediamo di cosa si tratta.

Finanziamenti europei, nazionali e regionali

Cominciamo col dire che un finanziamento a fondo perduto, proprio perché non è vincolato a restituzione totale con rate o interessi, serve per incentivare un particolare settore dell’economia e dell’impresa e concorre ad invogliare alcune categorie di soggetti (come ad esempio giovani, donne, disoccupati, ma anche coloro che operano in territori svantaggiati) ad investire o impiegarsi in un determinato settore. Uno di questi settori è sicuramente l’artigianato (vedi anche Fondo di Garanzia).

Gli artigiani possono scegliere tra finanziamenti agevolati a fondo perduto proposti da bandi dell’Unione Europea, dello Stato Italiano o delle Regioni (oltre ai prestiti d’onore per macro aree, come il Mezzogiorno). Per usufruirne occorre quindi prestare molta attenzione ai bandi promulgati dalla Regione di residenza o in cui l’impresa ha sede, oppure a somme messe a disposizione da parte di enti o singole leggi, che regolano anche i prestiti a fondo perduto (come ad esempio la n.488 del 1992 o la n.240 del 1981, insieme a diverse altre). In alternativa si può controllare la sezione delle convenzioni stipulate dal Cna della propria zona, controllando a chi si rivolgono, i requisiti richiesti, e se c’è possibilità di richiesta anche a chi ha la condizione di cattivi pagatori.

Le novità per il 2015

Per quanto riguarda l’anno in corso occorre sottolineare che sono molte ed articolate le iniziative e le leggi di questo tipo (basta scorrere l’elenco dei bandi Regione per Regione). Una di queste è stata l’iniziativa del fondo messo a disposizione dalla Legge di Stabilità 2014 di circa 15 milioni di euro, destinato a raggruppamenti di imprese o microimprese artigiane per spese riguardanti tecnologie digitali e manifattura sostenibile.

Tale finanziamento, che ha avuto molto successo e prevedeva somme richieste tra i 100 mila euro fino ad 1,4 milioni di euro, è stato possibile richiederlo fino alla metà di ottobre.

Sulla scia di questo bando partirà a breve (verosimilmente il 13 gennaio 2016) un’ulteriore selezione di finanziamenti agevolati a tasso 0 per un totale di 50 milioni di euro, destinati a giovani fino a 35 anni e donne che metteranno su un’impresa, anche operante nel settore dell’artigianato. Il finanziamento non potrà superare la cifra di 1,5 milioni di euro per impresa (destinati a programmi di investimento) e con copertura fino a 8 anni e fino al 75% delle spese sostenute.

Per ulteriori info ed approfondimenti si visiti il sito web del ministero dello Sviluppo Economico.

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