Fido bancario: guida all’apertura di credito in conto corrente

Fido bancario: vantaggi e svantaggi apertura credito in conto corrente

I privati, ma ancor più le aziende, possono trovarsi a dover affrontare dei periodi in cui necessitano di una maggiore liquidità. Se tale necessità riguarda brevi periodi, che magari si ripresentano con una certa cadenza, la soluzione a tale problema potrebbe rivelarsi la richiesta e la successiva concessione di un fido, o affidamento, da parte della banca presso cui si ha aperto il conto corrente.

Nel seguente articolo ti illustrerò nei dettagli in cosa consiste questa particolare forma di finanziamento, quali sono i requisiti, le modalità per poterlo richiedere e il suo costo.

Indice articolo

Come funziona

Per fido, o affidamento bancario, si intende la messa a disposizione del cliente da parte della banca, previa attenta istruttoria, di una prestabilita somma di denaro che il correntista può prelevare dal suo conto pur non disponendone effettivamente. E’ una forma di finanziamento che permette al correntista di “andare in rosso” senza subire conseguenze perchè la banca glielo concede in cambio di commissioni e interessi sulla effettiva somma anticipata, non sull’intera concessa.

Tipi fido

Il fido in rari casi è un prestito per firma (la banca cioè non mette a disposizione denaro ma fa da garante presso i creditori dell’affidato) ma nella stragrande maggioranza dei casi è un prestito a breve termine per cassa (la banca mette a disposizione del cliente del denaro).
Per venire incontro alle esigenze delle aziende, il fido bancario può assumere diverse forme tecniche. Analizziamole insieme.

  1. Apertura di credito in conto corrente

    diverse tipologie di fido bancario

    Data rilevazione: 11/07/2019 – Fonte: Corso di Tecnica Bancaria Università di Cagliari – Documento

    E’ la forma di fido maggiormente conosciuta, che può assumere forme diverse a seconda delle modalità di utilizzo, della durata o del tipo di garanzie che lo assistono. Innanzitutto si parla di apertura di credito in c/c semplice quando la banca concede una prestabilita somma al cliente per un tempo determinato (a scadenza determinata) e per un unico utilizzo. Una volta rimborsata la cifra, per accedere nuovamente al fido occorre farne nuova richiesta. E’ quindi una soluzione rivolta soprattutto a quelle aziende che presentano un’attività fortemente stagionale, che necessitano di un fido ad esempio solo d’estate.

    Si parla invece di apertura di credito ordinaria o di elasticità di cassa quando la banca concede il fido a tempo indeterminato (a scadenza indeterminata). Il correntista può attingere a tale somma messa a disposizione dalla banca in qualunque momento, anche solo in parte, e man mano che la rimborsa effettuando versamenti sul conto, ripristina la somma totale a cui può continuare ad accedere ogni qual volta ne avesse esigenza. Il conto corrente di un cliente con apertura di credito ordinaria sarà quindi caratterizzato da frequenti prelievi e versamenti che si alternano di continuo. Il cliente potrà andare più volte “in rosso” senza dovere i tassi debitori come in un normale scoperto di conto, ma solo gli interessi passivi stabiliti dal contratto di affidamento. La banca monitorerà di continuo il conto in questione, perchè se tale alternanza tra prelievi e versamenti dovesse venir meno provvederà ad immobilizzare il conto per effettuare i dovuti controlli.

    L’apertura di credito in c/c, in base alla garanzie offerte, può essere in bianco o garantito. Si dice in bianco quando il cliente non fornisce garanzie nè personali nè reali. In questo caso la banca può far firmare al cliente un pagherò in bianco (cioè lasciando in bianco lo spazio dove si indica la somma da pagare, da cui la definizione). In questa maniera la banca ha in mano un titolo esecutivo da completare con l’eventuale cifra utilizzata dal cliente e non rimborsata, titolo che potrà utilizzare per richiedere un pagamento forzato alle autorità competenti.

    Si dice, invece, apertura di credito assistita da garanzie, quando si avvale di garanzie reali come pegni su cose mobili o crediti, oppure ipoteche su beni immobili o mobili registrati o quando si avvale di garanzie personali (fideiussione o avallo).

    A differenza di un normale prestito personale, gli interessi sono più alti ma vengono calcolati e capitalizzati solo sulla somma effettivamente utilizzata, non su quella concessa di partenza dalla banca. Inoltre sono previste commissioni e spese di istruttoria che variano da un istituto bancario ad un altro.

    Ciò che lo differenzia, ad esempio, da un prestito rotativo è il fatto che per ogni utilizzo di un prestito rotativo si redige un piano di ammortamento, stabilendo in partenza ad ogni utilizzo numero di rate e importo, invece nell’apertura di credito tale piano non c’è, è il cliente che a seconda delle sue possibilità rimborsa il debito con versamenti successivi e di vario importo da lui stabilito. Ed è proprio questo il vantaggio del fido, la sua elasticità.

  2. Operazione di smobilizzo dei crediti

    Molte aziende vendono la loro merce offrendo ai clienti un differimento del pagamento. Questa tipologia di fido consente a queste aziende di vedersi anticipati dalla banca questi crediti di futura riscossione, così da poter attingere a fondi non ancora effettivamente presenti sul conto corrente ma di prossimo arrivo.

  3. Anticipazioni su pegno

    Anche in questo caso la banca anticipa al cliente una somma di denaro a breve termine e con scadenza ben definita. In cambio la banca accetta in pegno a suo favore merci, valori mobiliari o crediti da parte del cliente.

  4. Finanziamento in valori mobiliari

    E’ una forma di fido molto complessa che si basa su un trasferimento temporaneo di titoli del cliente in cambio di denaro.

Richiesta e requisiti fido

Ogni banca ha sicuramente il suo protocollo aziendale per effettuare ed eventualmente accordare o rifiutare una richiesta di fido, ma per lo più il tutto segue le seguenti fasi:

  • compilazione di un modulo, in cui il privato o l’azienda dovranno fornire tutti i dati necessari alla banca per effettuare i dovuti controlli e valutazioni per stabilire l’affidabilità economica del richiedente ed il suo merito creditizio. Nel caso di un privato, ad esempio, saranno richiesti i suoi dati personali e quelli di tutti i membri del suo nucleo familiare, il regime patrimoniale scelto nel caso in cui ci sia un coniuge, un elenco degli immobili di proprietà con eventuali ipoteche e l’ultima dichiarazione dei redditi. Saranno richieste anche l’ultima busta paga (lavoratori dipendenti), il modello UNICO (liberi professionisti) o il cedolino della pensione (pensionati). Un requisito spesso necessario è l’aver effettuato l’accredito dello stipendio/pensione/altra fonte reddituale sul conto corrente in questione.
  • caratteristiche dell’affidamento: il richiedente dovrà specificare a che tipologia di fido desidera accedere, le motivazioni e la durata e dovrà inoltre esporre le eventuali garanzie che può offrire e le altre linee di credito a cui può già attingere.
  • Istruttoria: raccolta tutta la documentazione richiesta, la banca incrocerà tali dati con quelli resi disponibili dal SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie), valutando così se il richiedente è un buon o cattivo pagatore. La banca arriverà ad esprimere tale giudizio prendendo in considerazione la puntualità dei pagamenti, l’uso corretto o meno che si fa degni assegni, eventuali rapporti con altri istituti bancari e così via. La banca effettuerà anche analisi di tipo quantitativo, per stabilire l’effettiva capacità di rimborso del richiedente.
  • comunicazione della decisione al cliente: la fase di istruttoria richiede ovviamente alla banca del tempo materiale per effettuare tutte le analisi e valutazioni del caso, però, in linea di massima, se non si ottiene risposta entro un mese dalla consegna della documentazione è probabile che la richiesta sia stata rifiutata.

costi fido bancario

Costi fido

Come ho accennato prima, i tassi di interesse applicati al fido sono generalmente più elevati rispetto a quelli di un normale prestito personale, però col fido si ha il vantaggio di vedere applicati i tassi passivi solo sulle somme effettivamente utilizzate e solo per i giorni fino al rimborso. Attenzione però ai costi accessori. Spesso sono dovuti alla banca, oltre agli interessi, anche commissioni onnicomprensive, spese di istruttoria veloce per ogni utilizzo, anche minimo, del budget a disposizione oppure un canone fisso periodico per la messa a disposizione del servizio, da versare anche nel caso in cui non se ne sia fatto uso.

Esempi

Scoperto Facile Unicredit

Unicredit offre ai suoi correntisti una linea di credito in c/c il cui importo può variare, a seconda delle necessità, da 1.500€ fino ad arrivare a 12.000€. Per la messa a disposizione di tali fondi il correntista dovrà mensilmente versare un canone che cresce con il crescere del fido messo a disposizione, partendo da 2,5€ al mese sino ad arrivare a 20€ mensili. Tale canone comprende la commissione onnicomprensiva DIF (disposizione immediata fondi, max. 0,50% su base trimestrale). Indipendentemente dal fido offerto e da quello effettivamente utilizzato, i tassi applicati saranno sempre gli stessi: TAN 8,90% TAEG 11, 41%.

BNL

La proposta di apertura credito in c/c di BNL prevede la messa a disposizione di una somma che dipende dalla situazione economica del richiedente. Non è previsto alcun canone mensile o annuale. Alle somme effettivamente utilizzate sarà applicato per i giorni effettivi di utilizzo un TAN del 13,50% con una commissione onnicomprensiva su base annua del 2% (0,5%trimestrale). Sugli sconfinamenti extra-fido sono previste commissioni di istruttoria veloce.

fido bancario diverse banche

BPM

Banco BPM offre ai correntisti “You Welcome” un fido con TAN 12,50% applicato alle sole somme utilizzate e una commissione onnicomprensiva del 2% annuo sull’importo dell’affidamento accordato. Sugli sconfinamenti extra-fido è prevista una commissione di istruttoria veloce di 40€.

Revoca Fido

La revoca del fido da parte della banca segue regolamentazioni differenti a seconda che si tratti di un fido a scadenza o a tempo indeterminato.

Nel caso di un affidamento a scadenza la banca può revocarlo solo e unicamente in caso di giusta causa e concedendo al cliente almeno 15 giorni per restituire le somme utilizzate.

Nel caso invece di un fido a scadenza indeterminata entrambe le parti possono rescindere dal contratto in qualsiasi momento seguendo i termini e la procedura indicati in contratto. In mancanza di indicazioni dovranno essere concessi comunque i 15 giorni canonici. Ovviamente la libertà della banca non deve sfociare in comportamenti illegittimi: se il cliente rispetta i termini del contratto ed è un cliente virtuoso, revocarne improvvisamente il fido costringendolo ad un rientro rapido e non previsto e mettendolo quindi ovviamente in difficoltà, può definirsi un comportamento illegittimo, in particolare se, ad esempio, ad altri clienti altrettanto virtuosi non si sia riservato lo stesso trattamento per strategie interne, oppure se non siano state rispettate le procedure corrette (preavviso, comunicazione scritta ecc..). In tal caso il cliente potrà adire per vie legali o rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario per una risoluzione stragiudiziale del problema.

Conclusioni

Il fido bancario, come abbiamo visto, è una forma di finanziamento utilissima per i privati e spesso indispensabile per le aziende. E’ preferibile ad un finanziamento tradizionale (vedi anche Prestito personale online) per la sua notevole elasticità, soprattutto nei rimborsi, e per il fatto che gli interessi vengono pagati solo sulle somme utilizzate e per il tempo effettivo dello scoperto.

Il fatto poi che esistano forme specifiche a seconda del tipo di entrate delle aziende, fa sì che ogni cliente possa usufruire di un fido tagliato su misura dell’utilizzo che ne intende fare.

E’ opportuno però confrontare le offerte di più istituti bancari in quanto i tassi e le commissioni variano da banca a banca, e la valutazione in fase di scelta deve considerare i diversi fattori di costo e servizi in base alle proprie effettive esigenze.

Approfondimento: Consolidamento debiti.

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