Prestiti per autonomi: quali soluzioni senza garante?

Prestiti per autonomi: le alternative alle cambiali

I lavoratori autonomi, ed in questa categoria rientrano i liberi professionisti, gli imprenditori, i commercianti e gli artigiani, hanno sempre avuto più difficoltà ad ottenere prestiti personali. La mancanza di una busta paga periodica e fissa su cui contare, infatti, condiziona in qualche modo l’Istituto di Credito che si ritrova meno garantito sulla solvibilità del cliente ed è quindi meno disponibile a concedere linee di credito, a meno che non vengano fornite altre garanzie, come la presenza di una terza persona che possa contare su uno stipendio a tempo indeterminato o una pensione e si presti come garante. Un problema che coinvolge non solo coloro che possono dimostrare solo redditi bassi, ma anche medi.

Le esigenze di mercato attuali, però, conseguenti ad una crisi del mondo del lavoro che vede una diminuzione significativa del cosiddetto “posto fisso”, hanno spinto sempre più banche a proporre prestiti per autonomi per rispondere alle esigenze dei numerosi clienti che, seppur privi di una busta paga, producono comunque un reddito che può essere certificato ed utilizzato come garanzia di una capacità reddituale sufficiente ad ottenere un finanziamento, ferme restando le difficoltà in cui incappano coloro che sono protestati o segnalati crif nella lista dei cattivi pagatori.
Vediamo quali sono i metodi più efficaci per poter richiedere prestiti per autonomi senza dover ricorrere ad un garante (vedi anche Prestiti personali senza busta paga).

Prestiti per lavoratori autonomi con garanzie reddituali

Un lavoratore autonomo che desideri ottenere un finanziamento può presentare il Modello Unico, il modello ufficiale della Dichiarazione dei Redditi che certifica il reddito netto che è stato prodotto nell’anno precedente. Questa categoria di lavoratori, infatti, anche se non ha entrate fisse e periodiche su cui contare perché percepisce dei compensi a saldo delle prestazioni effettuate, spesso ha un’attività avviata che permette una capacità reddituale anche maggiore rispetto a quella di un lavoratore dipendente o di un pensionato.

Ovviamente va valutato il reddito annuale e non quello mensile come si è soliti fare per le linee di credito a cui hanno di solito accesso i lavoratori dipendenti e/o i pensionati, per poter avere un’idea chiara di quale può essere l’importo che può essere erogato e la durata totale del contratto, considerando che, in linea di massima, si può avere accesso a finanziamenti hanno un importo massimo di 50.000 € e possono essere restituiti in un minimo di 12 mesi ed un massimo di 120 mesi.

Prestiti per lavoratori autonomi senza garanzie

Nel caso in cui, invece, i redditi certificati dal Modello Unico non dovessero essere ritenuti sufficienti, la banca chiede solitamente delle garanzie accessorie. Se non si ha la possibilità di presentare un garante che diventi co-obbligato alla restituzione della somma prestata, esistono altre alternative per poter fornire le garanzie richieste:

  • un pacchetto azionario o qualsiasi altro prodotto finanziario che copra la cifra richiesta;
  • un canone d’affitto di un appartamento di proprietà locato;
  • un immobile di proprietà su cui accendere un’ipoteca.

Nel caso mancassero anche forme di garanzie alternative è possibile, come ultima spiaggia, richiedere i prestiti cambializzati, tipologie di finanziamento che si basano sulla presenza di cambiali che vanno a costituire le rate periodiche concordate con la banca, la quale, in caso di insolvenza, si ritrova in mano un titolo esecutivo per rivalersi di quanto non pagato.

I prestiti cambializzati sono tendenzialmente poco vantaggiosi, hanno spese abbastanza elevate e sono molto rischiosi, ragion per cui sono da considerarsi davvero come ultima alternativa dopo aver valutato tutte le altre.

Approfondimenti: Protesto della cambiale.

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