Concordato preventivo – Cos’è e come funziona

Concordato preventivo: un aiuto reale per imprenditori in difficoltà?

Per evitare il fallimento un’azienda o un imprenditore possono richiedere il concordato preventivo, procedura che è stata spesso nominata in corso del 2018 a causa delle difficoltà dell’azienda Atac. Tuttavia si tratta di una possibilità che è accessibile non solo alle grandi aziende ma anche alle realtà imprenditoriali di dimensioni ridotte. Scopriamo di più.

In che cosa consiste?

Si tratta di una procedura che congela le azioni esecutive che i creditori possono aver avviato nei confronti del’imprenditore o dell’azienda, permettendo a chi la amministra di mantenerne il controllo e la gestione. In questo modo, anziché arrivare a una procedura di liquidazione e di possibile dissesto finanziario, viene concessa una chance perché l’attività svolta permetta di superare il momento di difficoltà per tornare a una fase di normalità.

E’ infatti necessario, per poter ottenere l’autorizzazione del tribunale all’accesso al concordato preventivo, proporre un piano realizzabile e condivisibile per i creditori. Infatti se da una parte il debitore/imprenditore viene tutelato, dall’altra la legge salvaguarda anche i creditori, senza costringerli a sopportare un iter eccessivamente lungo o che possa arrecare ad essi un danno.

Quali sono i vantaggi?

Il vantaggio diretto per l’imprenditore come già detto è quello di mantenere la gestione dell’attività e scongiurare, almeno per il momento, l’avvio della procedura fallimentare. Per i creditori la possibilità di ottenere il pieno soddisfacimento del proprio credito, che potrebbe essere messo in dubbio con una procedura fallimentare. Infine c’è il vantaggio per i lavoratori che in questa fase mantengono la propria occupazione.

Requisiti per l’accesso

I requisiti necessari per la richiesta di concordato preventivo devono essere sia di tipo soggettivo che oggettivo. Nel particolare:

Requisiti soggettivi

Secondo la legge fallimentare possono accedervi solo coloro che rientrano nella categoria di imprenditori commerciali (sia individuali che collettivi). Anche se rientranti in queste ipotesi, restano comunque esclusi coloro che hanno :

  • avuto nei tre esercizi precedenti la richiesta, un attivo patrimoniale all’anno al massimo pari a 300mila Euro;
  • realizzato nei tre esercizi precedenti, ricavi lordi annui non superiori a 200mila euro;
  • un ammontare di debiti al massimo pari fino a 500mila euro.

Requisiti oggettivi

Come accennato l’imprenditore che fa richiesta del concordato preventivo deve trovarsi in una situazione di grave difficoltà e/o insolvenza. La domanda può essere fatta in via “preventiva” al fallimento, quindi può essere presentata fino a quando non sopraggiunga la sentenza di fallimento.

Caratteristiche del Piano per i creditori

L’imprenditore può richiedere l’avvio della procedura di concordato preventivo proponendo, nel piano:

  • la ristrutturazione del debito e la soddisfazione dei crediti con qualsiasi modalità;
  • l’attribuzione dello svolgimento dell’attività dell’impresa a un assuntore (in questo caso si ha un concordato preventivo con continuità indiretta);
  • una suddivisione dei vari creditori (o delle classi di credito), e poi proporre modalità diversificate di rimborso del credito.

Per quanto riguarda il rimborso dei crediti, il piano non può prevedere una misura inferiore al 20% per quelli chirografari (che può essere derogato solo in caso di accordo per la continuità aziendale), mentre per quelli privilegiati o assistiti da pegno o ipoteca non c’è una soglia limite, ma ci si può accordare affinché si ottenga un rimborso almeno pari al valore di mercato del momento.

Come avviene la domanda?

Per ottenere l’ammissione al concordato preventivo il soggetto interessato (imprenditore singolo, amministratore di società, ecc) deve proporre il ricorso al tribunale competente per territorio, dove ha la sede l’azienda, all’attenzione del pubblico ministero.

Se si tratta di società bisogna distinguere tra quelle di persone e quelle di capitali. Nel primo caso la richiesta di concordato preventivo deve essere appoggiata dalla maggioranza dei voti dei soci, mentre nelle società di capitali è il consiglio di amministrazione che deve decidere. Al ricorso vanno allegati come documenti necessari:

  • relazione sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda;
  • stato analitico ed estimativo delle attività;
  • elenco nominativo dei creditori (riportando per ognuno i crediti vantati, la presenza di diritti di prelazione, ecc);
  • elenco dei titolari di diritti reali o personali;
  • valore dei beni;
  • piano contenente le modalità di rimborso, ristrutturazione del debito, ecc.

E’ possibile presentare altre integrazioni sia volontarie che richieste dal tribunale chiamato a decidere (la richiesta di quest’ultimo viene fatta entro quindici giorni dal deposito del ricorso stesso). La decisione del tribunale viene presa in modo collegiale.

La domanda di concordato è quindi comunicata al pubblico ministero. Il cancelliere provvedere alla pubblicazione nel registro delle imprese, entro il giorno successivo a quello del deposito. Il giudice, stabilendo il termine tra 60 e 120 giorni per la presentazione del piano di concordato, provvede anche alla nomina del commissario giudiziale che monitorerà le azioni e la condotta del debitore, il quale può continuare a eseguire atti di straordinaria amministrazione fino alla decisione finale del giudice che potrà accettare l’ammissione al concordato oppure rigettarla, e quindi dichiarare il fallimento.

Se il giudice accetta l’accesso al concordato preventivo, stabilisce anche un termine non superiore a 15 giorni entro i quali il debitore deve depositare presso la cancelleria la somma pari al 50% di quella totale stimata per l’intera procedura. Se lo ritiene opportuno il giudice può ‘definire’ quale anticipo una somma inferiore al 50% ma comunque almeno pari al 20%.

Tipologie di particolari di procedura

Se un imprenditore riesce ad uscire da uno stato di insolvenza, ma si mantiene una situazione di crisi, può fare richiesta per il concordato preventivo in bianco o con riserva. Questa via è però preclusa se è stata fatta una richiesta analoga entro i due esercizi precedenti.

Approfondimento: Piano del consumatore.

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Prestiti sms – Quali alternative in Italia?

Prestiti tramite sms e app: Unicredit, Fineco e Agos

Nel periodo in cui lo smartphone permette di fare trading e gestire le proprie finanze, pensare alla possibilità di richiesta di prestiti sms potrebbe sembrare una soluzione scontata. Effettivamente nel nord Europa si è sviluppata questa forma di finanziamento, ed anche in Italia si riscontrano delle situazioni percorribili, anche se con modalità, almeno per il momento, ancora differenti.

Di che cosa si tratta?

Come si può evincere dal nome la forma pura dei prestiti via sms è quella di un finanziamento che può essere richiesto alla banca erogante tramite l’invio di un semplice short message tramite il proprio device mobile. Quindi anche quando guardiamo a prodotti proposti al di fuori dell’Italia, si deve avere come presupposto:

  • un rapporto già esistente con l’istituto di credito;
  • una pre-valutazione dell’affidabilità del richiedente.

Ovviamente, trattandosi di sms loans che prevedono importi modesti (generalmente si può partire da 50 0 100 euro ed arrivare a 500 euro), l’iter di approvazione è solitamente piuttosto veloce, ma la tempistica varia in funzione di numerose situazioni. Sempre parlando di situazioni generiche riscontrabili al di fuori dei nostri confini i tassi di interesse possono risultare anche elevati.

Attenzione: il discorso non è confrontabile con il panorama italiano in quanto i tassi sono legati a regolamenti bancari esteri, dove il calcolo delle soglie di “usura” avviene con criteri differenti rispetto alle leggi nostrane. Tra l’altro, ad oggi non c’è possibilità per i residenti in Italia di accedere a questi tipi di prestiti erogati da società straniere, proprio perché non rispettano la normativa vigente nel nostro Paese.

Quali alternative in Italia?

Se consideriamo i prodotti che attualmente sono disponibili invece in Italia, possiamo fare una distinzione tra quelli effettivamente richiedibili tramite sms e quelli che invece permettono di usare l’invio di un messaggio semplicemente per fissare un appuntamento. Questa seconda tipologia è molto più diffusa, mentre il primo tipo è disponibile solo presso le banche che offrono prodotti in pre-valutazione.

Come funzionano?

Il funzionamento dei prestiti via sms, sia che si tratti di semplici richieste di appuntamento (in molti casi è prevista soprattutto la modalità tramite Whatsapp), che di vere e proprie richieste di erogazione di una somma pre-valutata, è comunque semplice: si invia il messaggio con un testo predeterminato dalla banca e si fa il tipo di richiesta del quale si ha bisogno. Nel caso dell’erogazione dei prestiti da parte della banca stessa, generalmente il messaggio o la richiesta va fatta passando per un’app che logicamente deve essere scaricata sul proprio smartphone.

All’interno del ‘panorama’ finanziario nostrano di prodotti con questo tipo di caratteristiche in particolare ne incontriamo due, proposti da società che appartengono allo stesso gruppo bancario: Fineco e Banca UniCredit, entrambi appartenenti all’UniCredit Group.

Esempi e alternative

UniCredit con Creditexpress Easy

Come appena anticipato per poter usare il prestito concesso (con una cifra che deve essere compresa tra 1000 e 5000 euro) bisogna usare obbligatoriamente l’apposita app. Si tratta di una somma pre-accordata, a seguito di un iter di pre-valutazione che va fatto presso una filiale UniCredit (tra l’altro bisogna essere correntisti almeno da 6 mesi per potervi accedere). Una volta che la somma è stata accordata questa potrà essere richiesta in tutto od in parte tramite un messaggio effettuato da app mobile. Questo può avvenire in base alle proprie necessità (ad esempio per un acquisto) visto che la cifra viene immediatamente messa a disposizione del richiedente.

Come appena detto non è necessario usare per intero la somma accordata, ma la si può usare anche solo in modo parziale: ad esempio se si hanno 2000 euro di prestito accordato ma si ha bisogno di 800 euro, si può richiedere solo questa somma. Il tasso di interesse fisso verrà applicato solo sulla somma effettivamente richiesta (quindi nel nostro esempio sugli 800 euro). La somma eccedente potrà essere usata successivamente.

(Fonte: sito ufficiale UniCredit – Data: 7 gennaio 2019)

Approfondimento: Finanziamenti UniCredit.

Fineco

Con questa banca si può sfruttare il servizio di richiesta Prestiti Personali a valutazione istantanea via App. Come requisiti necessari troviamo la necessità di avere un conto corrente Fineco e l’aver scaricato l’app sul proprio smartphone (compatibile sia per sistema Android che per iOs). La somma massima ottenibile è fino a 15000 euro ed anche in questo caso ci deve essere stata logicamente una fase di valutazione preventiva. Come aspetti positivi ci sono:

  • sincronizzazione dell’app con l’area clienti che permette di vedere il piano di rimborso, così da poter fare la scelta ideale in funzione delle possibilità di rimborso;
  • richiesta istantanea e al 100 per cento parperless, che può essere fatta h24 tutti i giorni senza limitazioni.

Non ci sono spese di istruttoria, gestione pratica o incasso rid e il tasso fisso al 7 gennaio 2019 è di poco inferiore al 4%.

(Fonte: sito ufficiale Fineco – Data: 7 gennaio 2019)

Approfondimento: Prestiti online Fineco.

L’alternativa Agos4Now

Concludiamo con la proposta di finanziamento via app della finanziaria italo/francese. Non parliamo di un vero e proprio prestito sms, ma di un’applicazione attraverso cui procedere alla richiesta di un finanziamento senza entrare nel sito Agos od in una filiale.

Per farlo sono sufficienti la propria carta d’identità e la tessera sanitaria. Questo prodotto è assolutamente paperless visto che il riconoscimento viene fatto tramite webcam da operatore Agos e la procedura si completa con una firma digitale. Agos4Now, al termine della procedura di valutazione che può essere seguita sempre tramite app, permette di ottenere fino a 3000 euro.

(Fonte: sito ufficiale Agos – Data: 7 gennaio 2019)

Approfondimento: Prestiti online Agos.

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Anticipo fatture – UniCredit, Intesa e Banca Ifis

Cos’è l’anticipo fatture? Tre alternative a confronto

Tutti coloro che ottengono pagamenti tramite fatture possono smobilizzarle per ottenere immediata liquidità tramite l’anticipo fatture. Si tratta di una procedura molto utilizzata, che può essere assistita o meno da un apposito fido bancario (il che dipende dal tipo di politica di credito aziendale adottata dalle differenti banche) e che prevede il pagamento anticipato delle fatture che vantano i titolari di partita Iva.

Le fatture devono avere però delle caratteristiche ben precise e normalmente devono rientrare in crediti “a breve scadenza” quindi presentare delle date per i pagamenti che non siano eccessivamente lontane rispetto al momento in cui se ne richiede l’anticipo.

Vantaggi e svantaggi

L’anticipo delle fatture è comunque una procedura usata dalle aziende, soprattutto quelle appartenenti al mondo anglosassone (in inglese l’anticipo fatture è tradotto con advance invoices), perché permette di riequilibrare uno squilibrio finanziario dovuto al tempo che normalmente trascorre tra i costi sostenuti per fornire beni e servizi e quello in cui l’incasso delle fatture è possibile in funzione delle scadenze. Il vantaggio è evidentemente dato dalla possibilità di ottenere subito liquidità (che per tempistiche non sarebbe ancora ottenibile), senza dover richiedere prestiti o finanziamenti veri e propri, con tempi tecnici che possono essere anche abbastanza lunghi.

Lo svantaggio sta nel fatto che non si incasserà l’esatto importo della fattura. La banca che anticipa la fattura trattiene una percentuale del valore (con l’aggiunta di commissioni e costi fissi), che aumenta con l’allontanarsi della scadenza.

In sintesi: se la fattura scade tra una decina di giorni, la somma che la banca tratterrà come “servizio” sarà inferiore a quella relativa alla fattura che scade tra un mese.

Generalmente si tratta di una procedura che viene assistita dalla clausola ‘salvo buon fine’, così da far cadere il rischio di insolvenza solo sull’imprenditore o azienda che usa questa modalità di “finanziamento a breve termine”. Per conoscere le condizioni legate alla scadenza delle fatture ed alle cifre ottenibili come anticipo bisogna informarsi presso le banche che offrono questo tipo di servizio. Molte grandi banche presentano l’anticipo delle fatture all’interno della propria offerta e spesso si ha anche la possibilità di usare il servizio online (ad esempio in questo senso troviamo Banca Ifis e UniCredit).

Tipologia di anticipo?

Ci sono due tipologie principali di anticipo fatture, ovvero quella con cessione del credito, e quella con mandato di incasso. Nel primo caso l’azienda titolare delle fatture le cede alla banca, ottiene una liquidità inferiore al valore nominale delle fatture e non c’è nessun altro obbligo che la banca abbia nei suoi confronti. Invece nel caso di mandato di incasso l’azienda mantiene la titolarità delle fatture, dando alla banca il compito di incassarle alla scadenza. La banca versa all’azienda una somma inferiore al valore nominale incassato, frutto però del servizio e dell’anticipo versato.

Costi e limiti

Generalmente il costo applicato sulle fatture è rappresentato da una commissione variabile che racchiude varie voci, quali:

  • tasso applicato;
  • costi legati alle modalità di riscossione.

Come già accennato tale importo variabile dipende anche dal tipo di fattura, dal grado di esigibilità e dalla scadenza. I limiti sono dettati dalle banche, quindi non c’è una situazione tipo, se non il fatto che non sono accettate fatture che presentano vizi o che sono difficilmente esigibili (ad esempio vantate verso aziende in difficoltà, ecc). Ribadiamo: per entrambe le situazioni, ossia per i costi e possibili limiti, bisogna informarsi presso le varie banche.

Esempi

Banca UniCredit

La richiesta di anticipo fatture con UniCredit può avvenire anche online se si ha un fido per anticipo su fatture e un contratto Banca via internet. Le fatture accettate non devono avere una scadenza superiore a 18 mesi. Quindi abbiamo due situazioni:

  • canale tradizionale prendendo appuntamento in filiale: bisogna rivolgersi a un consulente e si può procedere anche se non si è già cliente;
  • canale online offerto solo a chi è già cliente e con un servizio di banca multicanale attivo: accedendo proprio alla funzione entro l’area personale “Anticipo Fatture Online” si potranno scegliere e caricare le fatture per le quali ottenere l’anticipo.

(Fonte: Sito ufficiale Banca UniCredit – Data: 7 gennaio 2019)

Approfondimento: Prestiti UniCredit.

Banca Ifis

Tra i vari servizi offerti alle imprese, Banca Ifis propone anche quello denominato Ti Anticipo, che è proprio incentrato sul servizio di anticipo fatture. Queste devono possedere alcuni requisiti ben specifici. In particolare sono anticipabili tramite il servizio solo le fatture che si vantano verso le PA e solo se sono state trasformate in crediti certificati. Per il servizio di certificazione bisogna andare sul sito del Mef mentre per quello di richiesta dell’anticipo sull’apposita piattaforma creata appositamente da Banca Ifis. Inoltre le fatture da anticipare devono essere almeno pari a 10 mila euro di importo (valore nominale).

Senza registrarsi, sul sito ufficiale si possono fare delle simulazioni approssimative sul controvalore che si potrebbe ottenere a titolo di anticipo. Per accedere al servizio non c’è necessità di essere già clienti di Banca Ifis. Poche limitazioni anche per quanto riguarda le aziende che possono utilizzare l’anticipo fatture con Ti Anticipo che nel particolare può essere usufruito da:

  • società di capitali;
  • imprese individuale;
  • società costituite da persone fisiche.

(Fonte: Sito ufficiale Tianticipo.it – Data: 7 gennaio 2019)

Intesa Sanpaolo

Ai clienti, titolari del conto Inbiz, viene data la possibilità da Intesa Sanpaolo di accedere al servizio Anticipo Fatture offerto tramite il canale online, accedendo all’apposita sezione sul proprio portale Inbiz. Si tratta però di un servizio che non viene attivato automaticamente, ed anche se l’anticipo fatture avverrà totalmente online, bisogna almeno fare un primo passaggio in filiale per conoscere le condizioni e soprattutro per attivare il servizio stesso (l’attivazione è comunque gratis).

Se si hanno crediti esteri ovvero verso società e imprese non residenti in Italia, allora si potrà usare il servizio Anticipo Fatture Estero Web. Ricordiamo che Anticipo Fatture Web è collegabile con il sistema di fatturazione elettronica Easy Fattura (offerto sempre da Inbiz/Banca Intesa) che permetterà di ridurre ulteriormente i formalismi burocratici.

(Fonte: Sito ufficiale Banca Intesa Sanpaolo – Data: 7 gennaio 2018)

Approfondimento: Prestiti Intesa Sanpaolo.

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Piano del Consumatore – Una soluzione al sovraindebitamento?

Piano del Consumatore: cos’è, come funziona e come accedervi

Il Piano del Consumatore fa parte di una serie di strumenti che i privati possono adottare per riuscire a superare una crisi debitoria, evitando così le azioni che i creditori possono mettere in atto per recuperare i propri crediti (in primis il pignoramento). Si tratta di una possibilità che è stata introdotta dalla Legge 27 gennaio 2012, n. 3, nota anche come legge Salva Suicidi. Questa nel corso del tempo ha fatto registrare anche delle ulteriori novità, permettendo l’accesso alla procedura del sovraindebitamento, prevista dal piano del consumatore, anche a coloro che si erano ritrovati ad affrontare una mediazione civile. Ricordiamo per chiarezza che quest’ultima prevede ugualmente la possibilità di risolvere controversie in modo extragiudiziale, ma per questioni che non sono strettamente attinenti all’indebitamento.

Quali soggetti possono accedere alla procedura di soluzione del sovraindebitamento?

Per poter usufruire del piano del consumatore si devono avere alcuni requisiti, sia soggettivi che di meritevolezza. In primis si rivolge, come si può capire anche dal nome, solo a coloro che rientrano nella figura di “consumatore” ovvero di un privato. Quindi sono esclusi tutti i casi in cui si possono applicare le normative sul fallimento. E’ poi necessario che la persona che vuole far ricorso al piano sia in una situazione oggettiva, e facilmente quantificabile, di sovraindebitamento, ma che ciò sia avvenuto senza le ipotesi di “dolo o colpa grave”.

In aggiunta a questi due principali requisiti esistono poi dei limiti invalicabili che impediscono l’uso del piano e sono riassumibili in:

  • uso di una soluzione analoga nei 5 anni antecedenti a quella dell’avvio della procedura;
  • effettuare delle omissioni sulle informazioni necessarie per valutare il piano, oppure nascondere documenti o beni in modo deliberato.

Come funziona questo strumento?

E’ bene precisare che il Piano del consumatore non è una sorta di “condono”, ma è uno strumento che permette di ristrutturare, quindi di riorganizzare il debito complessivo che si ha, per renderlo sostenibile. Questo porta ad una riduzione del peso del sovraindebitamento, con un abbattimento che può arrivare fino all’80% del totale, anche se la percentuale dipende dalla capacità di rimborso del debitore.

Proprio per questo si dovrà stilare un “piano” di rimborso realmente adeguato alle proprie condizioni economiche, che il giudice, chiamato ad approvare o meno il piano stesso, dovrà ritenere credibile, sostenibile, e anche soddisfacente sia per la tutela del debitore che del creditore. La durata, secondo alcune decisioni della Cassazione, di un Piano del consumatore non dovrebbe andare oltre i 5 anni, ma ovviamente è rimesso poi ai vari giudici decidere in funzione anche della complessità del piano e della situazione oggettiva del debitore.

Cosa cambia per il debitore?

Come già evidenziato lo scopo di questo strumento è quello di alleggerire la pressione dei debiti sul debitore sovraindebitato, riportando la somma di debiti a una soglia sopportabile, senza eccessive difficoltà anche per la normale vita familiare. Quindi si hanno due immediati vantaggi, con riduzione dell’importo delle rate da restituire, e un piano ben definito e chiaro per restituire quanto viene accordato dal giudice.

Tuttavia si può andare incontro a una serie di limitazioni (che sono solo eventuali) e che possono essere inserite nel Piano del consumatore per renderlo ancora più credibile. Parliamo ad esempio dell’impossibilità di poter usare strumenti di pagamento a credito (ad esempio le carte di credito), o di poter accedere durante il periodo di funzionamento del Piano a nuove forme di finanziamento.

Avvio della procedura: cosa serve e come si fa

La legge salva Suicidi ha inserito nel testo anche un organismo particolare, chiamato in modo specifico ad occuparsi dell’analisi della situazione da sovraindebitamento, per suggerire la soluzione più adatta, ed eventualmente per arrivare a stilare il Piano del Consumatore, assistendo il debitore in ogni fase.

Questo è noto come OCC, ovvero Organismo di Composizione della Crisi. Secondo la Legge stessa ci deve essere la creazione di un Organismo presso ogni tribunale, ma la nascita degli OCC sta avvenendo in modo progressivo ma anche lento, per cui ci sono molte città che sono ancora scoperte. Non è però un problema, in quanto ci si può tranquillamente rivolgere a un professionista preparato su questa materia.

Per conoscere se ci sono figure specifiche che sono accreditate presso il Tribunale, si può chiedere un elenco presso la cancelleria della sezione Civile del Tribunale di residenza (che sarà poi chiamato a giudicare ed eventualmente approvare o rigettare il Piano del consumatore che si proporrà). Una volta individuata la società specializzata, il professionista o l’OCC che seguirà la nostra pratica l’iter da seguire è semplice e lineare. Nel particolare
si deve:

  • dare tutta la documentazione necessaria a chi ci seguirà perché possa avere una situazione chiara sulle nostre difficoltà (inserendo tutti i debiti, dalle rate del mutuo a quelli con il Fisco, ecc);
  • consegnare tutti i documenti che attestano la nostra capacità di rimborso (redditi del nucleo familiare, eventuali investimenti, quote di proprietà, immobili ecc);
  • non omettere assolutamente nulla!

Attenzione: Il professionista stesso può rifiutarsi di portare avanti la pratica se scopre che abbiamo nascosto con dolo parte dei documenti necessari.

Una volta raccolta tutta la documentazione è cura di chi ci segue valutare se abbiamo i requisiti soggettivi e oggettivi di meritevolezza necessari. Questa fase di consulenza generalmente non prevede la richiesta di alcun costo, e spesso si conclude con:

  • un preventivo dei costi futuri se si procederà;
  • un giudizio sulla fattibilità e credibilità di una richiesta di uso del Piano del consumatore.

Cosa succede dopo?

Una volta proposto il Piano del consumatore al Tribunale di competenza ci troveremo davanti a una doppia possibilità: omologazione (e avvio del piano), oppure rigetto. L’essere assistiti da un professionista accreditato presso il Tribunale può darci maggiore forza per l’omologazione.

Procedura davanti al tribunale

Sarà il professionista ad occuparsi di tutta la fase procedurale e formale. In primis presenterà un’istanza che viene depositata alla cancelleria della sezione civile del tribunale in cui risiede il debitore. L’istanza deve riportare:

  • tutte le informazioni necessarie per capire l’oggettività del sovraindebitamento (quindi elenco dei creditori e ammontare dei rispettivi crediti);
  • la reale capacità di rimborso del debitore (tutta la documentazione reddituale e patrimoniale), insieme ad una relazione che metta in evidenza quanta parte delle ‘ricchezze’ possedute servono per lo svolgimento della normale attività di famiglia (budget del nucleo familiare);
  • la percentuale di crediti che si vogliono rimborsare e le modalità con cui farlo.

Per dare maggiore forza e credibilità a un Piano del consumatore può essere prevista anche la possibilità di inserimento di uno o più garanti.

Quali caratteristiche ha il piano?

Nel piano devono essere riportate anche tutte le modalità che saranno utilizzate dal debitore per rimborsare la parte dei crediti che può sostenere. Ad esempio un piano di rimborso potrà essere fatto da rate fisse per un certo periodo di tempo, che possono essere accompagnate in futuro anche dalla liquidazione di alcuni beni od ancora da disinvestimenti ‘mirati’ (ad esempio su polizze o altri investimenti a scadenza, ecc). Chi controlla che avvengano tutte queste operazioni?

L’impegno a controllare il regolare svolgimento e l’esecuzione puntuale del piano del consumatore spetta a colui che si è occupato della fase di valutazione e compilazione (OCC oppure professionista).

Approfondimento: Come uscire dai debiti.

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Rinegoziare cessione quinto – Quando e come è possibile

Rinegoziare cessione quinto stipendio e pensione : ecco come fare

La normativa ci permette di rinegoziare la cessione del quinto dello stipendio o della pensione (se ci sono le condizioni anagrafiche), anche nel caso di cessioni convenzionate (come ad esempio quelle Inps). Tuttavia bisogna in primis capire che cosa si intende per “rinegoziazione” di questo particolare tipo di prestito personale, considerata la natura specifica della cessione del quinto, che ha spinto il legislatore a disciplinare il tutto con delle leggi e regolamenti ad hoc.

Che cosa si intende?

Quando decidiamo di rinegoziare una cessione del quinto di fatto estinguiamo in modo anticipato il finanziamento di cessione del quinto esistente e ne apriamo un altro. Proprio per questo può essere utilizzata anche la dicitura di ‘rinnovo’. Per accedere a questo opportunità bisogna rispettare alcuni limiti, che sono stati introdotti sempre dal legislatore, e che cambiano a seconda che il contratto di finanziamento in essere sia di tipo “decennale” oppure quinquennale.

Quali sono i limiti per la rinegoziazione?

Per poter decidere di rinegoziare la cessione del quinto bisogna innanzitutto avere già un finanziamento di cessione in corso. Questo presuppone che chi abbia fatto la richiesta sia già in possesso dei requisiti minimi necessari che in generale sono:

  • l’essere un lavoratore dipendente o pensionato;
  • possedere un’età anagrafica consona a quella richiesta dall’ istituto di credito;
  • godere di uno stato di salute idoneo a far valutare positivamente la richiesta di rinnovo.

Di contro la necessaria sussistenza di questi requisiti può non permettere la richiesta a chi li ha perduti nel frattempo ad esempio in caso di un peggioramento dello stato di salute che rende il richiedente “non assicurabile”. Da sottolineare il caso limite legato all’età anagrafica accettata per i dipendenti in prossimità della pensione. In questo caso è, in linea di massima, necessario attendere che avvenga il passaggio da “dipendente a pensionato” e quindi procedere alla richiesta di rinnovo con il nuovo status.

N.B. Nel passaggio da cessione del quinto dello stipendio o della pensione ci sarà poi da considerare anche la presenza del limite della quota cedibile.

Oltre a questi limiti “soggettivi” che sono legati ai requisiti che deve possedere personalmente il richiedente, ci sono poi da considerare i limiti oggettivi, ovvero quelli legati allo stato di avanzamento del piano di ammortamento della cessione in corso. Qui bisogna fare una netta distinzione a seconda che si tratti di una cessione quinquennale o decennale.

Cessione del quinto decennale

In questo caso la richiesta di rinegoziazione può essere fatta solo dopo aver rimborsato almeno il 40% delle rate. Quindi se si ha una cessione del quinto con durata pari a 10 anni allora bisogna aver prima rimborsato almeno 48 rate. Non esiste la possibilità di poter derogare a questo limite normativo.

Cessione del quinto quinquennale

Anche per la cessione del quinto quinquennale vale in realtà il suddetto vincolo anche se limitatamente ad una rinegoziazione da un piano quinquennale ad un altro piano quinquennale. Se invece si vuole passare da una cessione con piano di ammortamento quinquennale in uno decennale allora il limite del 40% viene a cadere e la richiesta di rinnovo può essere fatta senza altre limitazioni se non quelle legate ad un possibile peggioramento della salute,al passaggio da dipendente a pensionato, età anagrafica, ecc.

Conviene come operazione?

Il discorso della convenienza va tenuto ben separato da quello della possibilità di poter rinegoziare la cessione del quinto che si ha in corso. Infatti non è assolutamente detto che le nuove condizioni saranno in linea con quelle precedenti (Attenzione: ricordiamo ancora una volta che al di là dei termini usati di fatto si estingue il precedente contratto di cessione e se ne stipula uno del tutto nuovo con nuove condizioni). Nel particolare è necessario valutare:

  • l’eventuale presenza di voci di spesa accessorie che non erano previste nel precedente contratto;
  • il risparmio sul precedente contratto in base al tasso offerto od al contrario quanto andremmo a pagare in più con l’accensione di una nuova cessione del quinto.

Se non si ha una necessità oggettiva (ad esempio di nuova liquidità sorta successivamente alla stipula della cessione del quinto), prima di accettare una proposta di rinnovo (che è una prassi che molte finanziarie adottano prima che sia scaduto il rimborso completo di cessione), o prima di farne richiesta in modo autonomo, è bene pensarci a fondo e considerare i pro ed i contro.A riguardo può essere utile l’impiego dei tool di calcolo indipendenti, od ancora richiedere un conteggio di estinzione e andarlo a confrontare con un preventivo sulla nuova cessione del quinto che dovremmo sottoscrivere.

Come consigliano le varie associazioni dei consumatori, va fatta massima attenzione, proprio alla lista dei costi accessori inseriti nel preventivo, e nel conteggio di estinzione, considerando quasi sempre presente anche il peso della penale di estinzione anticipata. Infine va considerata la componente assicurativa. Vediamola insieme.

Approfondimento: Estinzione anticipata cessione del quinto.

Come funziona con l’assicurazione?

A riguardo non c’è differenza a seconda che si decida di fare il rinnovo o di estinguere anticipatamente la cessione del quinto senza chiederne una nuova. Come già più volte affermato, infatti, in entrambi i casi l’effetto sul contratto esistente è lo stesso: il prestito si chiude sempre in modo anticipato, il che produce una serie di effetti che coinvolgono anche la componente assicurativa.

Nel particolare per le polizze che sono state stipulate dopo ottobre 2010 già a livello contrattuale deve essere specificato il rimborso della parte di premio assicurativo relativo ai premi già pagati ma non goduti sia a livello di calcolo che come modalità di restituzione. Anche per gli altri contratti si ha comunque diritto alla restituzione della quota di premio non goduta con un calcolo proporzionale alla durata restante (ad esempio relativi alle 60 rate che non dovrò rimborsare avendo estinto una cessione del quinto decennale in via anticipata dopo 5 anni).

Questo diritto ovviamente non spetta nei casi in cui è stata la banca o la finanziaria a farsi carico del costo della copertura assicurativa, mentre in tutti gli altri casi, quasi sempre dietro esplicita richiesta, dovranno essere restituiti. La richiesta non dovrà essere forzatamente fatta al momento della ‘chiusura’ del prestito bensì entro 10 anni che ne rappresentano il tempo di prescrizione.

N.B. Trattandosi di un tipo di copertura che di fatto è obbligatoria e non facoltativa, in caso di rinegoziazione si dovrà logicamente stipulare anche una nuova copertura assicurativa che sarà legata al nuovo contratto di cessione del quinto.

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Consolidamento debiti BNL- Quali sono le alternative?

Consolidamento debiti con la cessione del quinto: la soluzione Bnl

Quando ci troviamo davanti alla necessità di riorganizzare le rate del mutuo e quelle di vari finanziamenti, il consolidamento debiti può sembrare l’unica soluzione percorribile. Tuttavia non tutte le banche propongono un prodotto ad hoc, come nel caso di BNL.

Questa banca soprattutto dopo l’entrata nel gruppo Bnp Paribas ha infatti apportato vari cambiamenti nella sua offerta prestiti (come ad esempio la sostituzione della gamma “Revolution” con quella “In Novo” per fare un esempio non esaustivo), scegliendo di proporre delle soluzioni adattabili anche alle esigenze di consolidamento debiti, ma non in via esclusiva.

Come riorganizzare i propri finanziamenti?

Come appena affermato quindi ad oggi (7 novembre 2018) all’interno dell’offerta di prestiti personali di Bnl non troviamo alcun consolidamento debiti, ma soluzioni alternative ‘adattabili’. Tra queste possiamo ‘affidare’ la riorganizzazione delle varie rate già in essere (di prestiti ed eventualmente anche del mutuo) alla richiesta di una cessione del quinto. A riguardo ricordiamo che si tratta di una possibilità accessibile solo ai lavoratori dipendenti o ai pensionati, che siano in possesso dei requisiti minimi necessari come ad esempio età anagrafica ed importo adeguato della quota del quinto che può essere ceduta.

Ribadiamo subito ancora una volta che non bisogna cadere nell’errore di ritenere la cessione del quinto un tipo di finanziamento di consolidamento debiti. Semplicemente si tratta di un prestito che può essere utilizzato anche con lo scopo di riorganizzare e consolidare le varie rate in una sola rata.

Caratteristiche della cessione del quinto dello stipendio

La richiesta della cessione del quinto dello stipendio può essere fatta da dipendenti pubblici o privati. La durata è quella prevista dalla legge quindi deve essere compresa tra un minimo di 24 a un massimo di 120 rate. Per quanto riguarda gli importi ci sono differenze a seconda che si rientri nelle categorie di dipendenti convenzionati pubblici o privati. La somma massima concedibile, comprensiva di cessione del quinto e prestito con delega non può superare 104 mila euro (Fonte: sito ufficiale Bnl – Data: 7 novembre 2018).

Per conoscere l’importo effettivo bisogna richiedere un preventivo, parlando con un consulente. Questo ultimo passaggio può passare anche per il servizio di ricontatto online, per il quale si deve compilare l’apposita schermata presente sul sito ufficiale:

Una volta inseriti negli appositi spazi le proprie informazioni personali e cliccato sul pulsante verde “conferma” e sufficiente attendere di essere contattati dal personale preposto.

Documenti necessari

Per fare la richiesta della cessione del quinto Bnl ai fini di un possibile consolidamento debiti bisogna esibire i seguenti documenti:

  • documento di identità non scaduto;
  • codice fiscale oppure la tessera sanitaria;
  • ultime due buste paga;
  • certificato di stipendio;
  • estratto contributivo Inps.

(Fonte: sito ufficiale Bnl – Data: 7 novembre 2018)

Caratteristiche della cessione del quinto della pensione

Nel caso dei pensionati, evidenziamo subito come Bnl sia tra le banche firmatarie della convenzione con l’Inps. Per quanto riguarda le principali caratteristiche, la durata va da 24 a 120 mensilità (compatibilmente con l’età anagrafica del richiedente) mentre la somma massima che può ottenere è di 90 mila euro (ovviamente in funzione della quota cedibile). Anche in questo caso, usando il modulo di richiesta di contatto (selezionando nell’apposito spazio la posizione di pensionato), si viene chiamati da un consulente, mentre non si ha la possibilità di richiesta di preventivo direttamente on line.

Documenti necessari

Per i pensionati i documenti da esibire sono solamente:

  • documento di identità in corso di validità
  • tessera sanitaria o codice fiscale
  • cedolino della pensione.

(Fonte: sito ufficiale Bnl – Data: 7 novembre 2018)

Cosa cambia dai prestiti specifici?

La cessione del quinto può essere usata quindi come possibile soluzione di consolidamento debiti Bnl. Di contro non trattandosi di un prestito creato appositamente va tenuto presente che una volta ottenuta la somma della quale si ha bisogno, dovrà essere il finanziato ad usarla per rimborsare anticipatamente i finanziamenti che vuole andare a consolidare. Infatti non c’è alcun interessamento diretto da parte della Bnl. Quindi, in sintesi, chi volesse usare come consolidamento debiti con Bnl la cessione del quinto dovrà:

  • richiedere i conteggi di estinzione dei debiti da consolidare (calcolando la somma di ciò che deve restituire comprensivo delle varie penali di estinzione se previste);
  • raccogliere i documenti necessari per fare la richiesta di un preventivo accurato sulla cessione del quinto che può ottenere fattivamente;
  • fare l’eventuale richiesta della somma di cui si ha bisogno;
  • ottenuto il finanziamento, provvedere, nelle modalità specificate da ciascuna banca, al rimborso anticipato dei prestiti che si vanno così a estingue e “consolidare” con la sostituzione della rata della cessione accordata.

Ribadiamo inoltre che questa soluzione non è accessibile ai liberi professionisti ed in generale ai ‘non dipendenti’ mentre, a differenza dei finanziamenti tradizionali, rappresenta una via percorribile sulla carta anche per cattivi pagatori e protestati.

Prodotti Bnl

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Consolidamento debiti Compass: come funziona il preventivo

Consolidamento debiti Compass Unica: unico prestito, unica rata

La gamma di prestiti personali proposti da Compass Spa prevede anche la formula del consolidamento debiti, che permette sia di aumentare l’importo già finanziato dalla stessa banca, che sostituire semplicemente i prestiti in corso accorpandoli in una sola rata mensile. Il prestito per il consolidamento debiti di Compass si chiama Unica. Vediamo come funziona e quali sono eventualmente le sue caratteristiche peculiari.

Quali sono le principali caratteristiche di Unica?

Unica è un classico finanziamento per il consolidamento debiti che, qualora venga concesso, permette al richiedente di avere una sola rata da rimborsare al posto di quelle relative ai vari finanziamenti pregressi. Una soluzione percorribile in primis per rendere il rimborso più agevole, dovendo ricordare solo una scadenza e un importo unificato, con semplificazione sia burocratica che per la gestione del budget familiare che mensilmente andrà a rimborsare i “debiti” rappresentati dai vari finanziamenti. Tra le caratteristiche principali individuabili dal sito Compass troviamo:

  • tempi rapidi per l’erogazione (anche se la tempistica dipende dal momento nel quale viene consegnata tutta la documentazione necessaria e quella aggiuntiva richiesta);
  • importo massimo che può essere richiesto entro i 30 mila euro;
  • soluzioni personalizzate in funzione delle somme che si devono richiedere e consulenza di personale dedicato Compass.

Requisiti per la richiesta

Una delle condizioni necessarie per richiedere il consolidamento prestiti, con Compass o altra banca o finanziaria, è l’esistenza di uno o più finanziamenti già in essere che vanno sostituiti. Inoltre come altri requisiti necessari troviamo:

  • età del richiedente che deve aver superato i 18 anni e non aver invece superato (alla scadenza) i 70 anni di età;
  • residenza in Italia. In particolare se si tratta di un richiedente straniero, è obbligatorio avere la residenza da almeno un anno e poter esibire la carta di soggiorno non scaduta.

Poi c’è la parte dei documenti che bisogna esibire e accompagnare alla richiesta di finanziamento, che sono sia personali che reddituali, con l’aggiunta dei conteggi estintivi dei prestiti da sostituire e/o consolidare. Come documenti personali sono accettati:

  • carta di identità, passaporto o patente purché non scaduti;
  • codice fiscale o in alternativa la tessera sanitaria o la carta servizi.

Invece come documenti attestanti il reddito sono sia accettate le busta paga e i cedolini delle pensione che il modello Unico per chi ha redditi diversi da quelli da lavoro dipendente. E’ comunque sufficiente l’ultima dichiarazione dei redditi con la copia della ricevuta dell’avvenuto pagamento delle relative tasse.

Approfondimento: Assistenza debiti online e gratuita.

Come avviene il rimborso?

Se il prestito viene concesso, dall’approvazione Compass impiega in media un giorno lavorativo per effettuare i rimborsi dei prestiti in essere. La sola rata da rimborsare verrà pagata mensilmente tramite sdd su conto corrente, oppure tramite bollettino postale. Quest’ultimo può essere pagato anche presso le ricevitorie Lis Paga o i punti QuiPay, così come presso i supermercati GDO.

(Fonte: sito ufficiale Compass – Data: 1 ottobre 2018)

Come si può richiedere?

Innanzitutto per avere un’idea delle condizioni è possibile usare il calcola rata online per ottenere un preventivo o fare una simulazione sull’importo approssimativo della rata. Il tool non prevede la necessità di registrarsi o fare il login.

Il funzionamento è molto semplice basterà infatti inserire l’importo per il quale fare la simulazione e l’entità della rata ‘desiderata’. Fatto questo bisognerà cliccare su Calcola per ottenere un primo risultato approssimativo (nel nostro esempio 30 mila euro per una rata mensile di circa 540 euro):

(Fonte: sito ufficiale Compass – Data: 1 ottobre 2018)

Quindi con il click su Prosegui si fa partire la procedura di valutazione personalizzata sulla base dei dati che saranno inseriti. Online è anche possibile fissare un appuntamento, cliccando sull’immagine in alto sulla destra presente in quasi tutte le pagine del sito ufficiale.

Anche in questo caso la procedura è semplice ed intuitiva con possibilità di ricerca per cap oppure attraverso la mappa.

Selezionando la filiale Compass prescelta e cliccando sull’agenda collegata si può procedere a fissare l’appuntamento

In alternativa è possibile fissare l’appuntamento (o chiedere informazioni) chiamando il numero verde Compass 800774433 oppure compilando il form online per ottenere un contatto da un consulente.

Approfondimento: Simulazione prestito online.

Coperture assicurative

E’ possibile combinare il consolidamento debiti Compass, così come gli altri prestiti, con coperture assicurative facoltative (ovviamente rimane l’eccezione della cessione del quinto Compass per il quale l’assicurazione è obbligatoria). In fase di richiesta di preventivo si deve far presente che si vuole valutare il costo del finanziamento con e senza assicurazione.

Tra le varie coperture assicurative troviamo ad esempio la Creditor Protection che non è riferita ad una categoria specifica. Risulta quindi adattabile sia per chi fa parte del pubblico impiego, che per quello privato, lavoratori autonomi, liberi professionisti e pensionati. Per adottarla maggiormente alle proprie necessità è comunque possibile scegliere tra due tipi di pacchetto:

  • Standard, garanzia di Decesso (per qualunque causa), ma anche Invalidità Permanente Totale (per Infortunio o Malattia) e in caso di Malattia Grave (approfondimento: foglio informativo sito ufficiale);
  • Plus, che aggiunge alla versione standard anche l’ipotesi Ricovero Ospedaliero (approfondimento: foglio informativo sito ufficiale).

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Assistenza debiti gratuita: a chi rivolgersi?

Assistenza debiti gratuita: quali alternative contro il sovraindebitamento?

Le difficoltà che negli ultimi anni un numero crescente di italiani ha avuto a causa del sovraindebitamento, hanno spinto varie associazioni e organizzazioni, comprese quelle bancarie, a fornire delle informazioni utili a decidere in modo più consapevole sulla possibilità di richiedere o meno un prestito.

Quindi quando parliamo di assistenza debiti gratuita, dobbiamo per prima cosa fare una distinzione tra il tipo di assistenza che un’associazione o un’organizzazione può offrire prima che i debiti vengano contratti e quella che può essere offerta successivamente per trovare una soluzione al sovraindebitamento. La differenza a riguardo è molto importante e anche netta soprattutto per quanto riguarda la “gratuità” del servizio.

Quando l’assistenza è prima dell’indebitamento?

A causa della crisi economica europea moltissimi italiani, da Torino a Palermo, da Milano a Cagliari, ecc, si sono trovati in gravi difficoltà economiche non appena hanno subito squilibri finanziari che hanno reso difficoltoso rimborsare i debiti e onorare il pagamento delle rate dei finanziamenti già in corso. Per cercare di uscire da una situazione economicamente difficile, molti sono stati quelli che hanno contratto nuovi debiti, accendendo, quando possibile, nuovi prestiti o firmando cambiali, finendo così in un circolo vizioso pericolosissimo. In molti casi tuttavia con la giusta informazione queste situazioni potevano essere evitate.

Per questa ragione più di un’associazione dei consumatori ha intrapreso una serie di azioni con l’obiettivo di fornire gratis l’assistenza e le informazioni necessarie per poter agire diversamente. Questo genere di informazione viene offerto spesso semplicemente recandosi presso uno degli sportelli attivi nella propria città. In alcuni casi può essere richiesto il pagamento di un contributo associativo, che tuttavia comporta una spesa di pochi euro, e che consente di accedere a una gamma di servizi ampia, anche di carattere legale. Comunque un primo incontro, con l’esposizione delle questioni e problematiche da affrontare, di norma non comporta obblighi associativi o esborsi di alcun tipo. Solo se si deve fare un intervento o un’azione è bene informarsi sui possibili costi richiedendo un preventivo personalizzato.

Con questo percorso si può arrivare a trovare alternative differenti a quelle di contrarre altri debiti, anche accedendo a forme di finanziamento con carattere sociale. Sfortunatamente queste non sono sempre attive e comunque lo sono solo nelle Regioni che le hanno disposte, come il microcredito sociale.

Quando l’assistenza è dopo l’indebitamento?

Se si ha già una situazione che è ravvisabile come “sovraindebitamento” allora si può valutare la possibilità di attivare la procedura di saldo e stralcio, che permette di ridurre i debiti da restituire anche fino a circa l’80% e di organizzare le modalità di rimborso in base alle proprie reali possibilità. Trattandosi di una procedura che deve passare attraverso l’intervento di un giudice, sono inevitabilmente previsti dei costi da affrontare, anche per l’intervento di professionisti abilitati. Si può eventualmente vedere se alcuni di questi professionisti offrono servizi tramite il gratuito patrocinio, ma si tratta sempre di un’informazione che va richiesta presso l’ordine di professionisti che opera nella propria giurisdizione. Altrimenti poter contare sull’assistenza debiti gratuita successiva alla contrazione di un elevato indebitamento diventa impossibile.

Per conoscere i costi che si dovranno affrontare, valutandoli alla luce anche del risparmio che potrà essere ottenuto se la procedura di gestione del sovraindebitamento va a buon fine, è sempre possibile richiedere in via anticipata un preventivo durante il primo incontro, nel quale si farà anche il punto della situazione e si dovranno valutare i margini di manovra.

Le associazioni ‘serie’ e le organizzazioni che si sono specializzate in questo tipo di assistenza, offrono questo primo servizio (compresa la valutazione e l’elaborazione di un preventivo) in modo gratuito. Quindi se si dovesse contattare una società che propone già per il primo incontro il pagamento di un contributo, seppur modesto, è meglio andare oltre e rivolgersi a chi invece garantisce la prima fase gratuitamente.

Esempi

L’associazione difesa dei consumatori offre una prima assistenza gratuita, per conoscere il problema e vedere quali sono le azioni che possono essere compiute. Per ottenere informazioni e poter fissare un appuntamento, si può compilare il form di ricontatto presente sul sito ufficiale, attraverso cui si verrà contattati senza alcun impegno.

Pur non essendo un’associazione dei consumatori la stessa politica si ha contattando la società Piano Debiti che offre, alla pari dell’esempio precedente, una prima consulenza gratuita. Anche in questo caso è possibile passare per il form di ricontatto attivo sul sito.

Il Movimento del Cittadino è molto attivo sia per l’assistenza che per la consulenza pre e post indebitamento. Per conoscere le condizioni, i costi e i margini di intervento si deve fissare un appuntamento presso uno degli sportelli, che sono quelli riportati di seguito:

  • Pistoia: 0573 26682 – pistoia@mdc.it;
  • Roma: 347.3216003 / 340.7235862- lazio@mdc.it;
  • Sportello Roma 10: 06 92948683 – 392.2329237 – sportelloroma10@mdc.it;
  • Perugia: 075 5720483 – perugia@mdc.it;
  • Pescara: 085 4152645 – pescara@mdc.it;
  • Ortona: 085 2190217 – mdcortona@libero.it;
  • Castel San Giorgio (Sa): 081 951922 –3880476605 oppure 3388538559;
  • Avellino: 348.9182054 – avellino@mdc.it ;
  • Treviso: 0422 1835505 – treviso@mdc.it;
  • Padova: 049 8597874 – padova.mdc@gmail.com;
  • Verona: 045 4855093 – verona.mdc@gmail.com.

La debt agency “Tutela debiti”, si propone per offrire consulenza legale a chi ha problemi con il Fisco, Equitalia, finanziarie e banche, per far fronte all’eccesso di debiti accumulati nel tempo. Per contattare l’agenzia e ottenere principalmente assistenza legale si deve contattare il numero verde 800960496 e ottenere gratis le indicazioni su come e cosa fare per iniziare il percorso di assistenza, ottenendo successivamente il preventivo sui costi da sostenere.

I costi varieranno a seconda di vari parametri, a partire dal tipo di servizio che si sta cercando, potendo scegliere tra:

  • cancellazione protesti e segnalazioni come cattivi pagatori;
  • consulenza per proteggere il patrimonio mobiliare e immobiliare;
  • assistenza e soluzioni per: pignoramenti, atti di revocatoria e/o di precetto;
  • consulenza per i debiti con banche, finanziarie, fisco;
  • assistenza in caso di decreto ingiuntivo.

Approfondimento: Come uscire dai debiti.

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Consolidamento debiti Findomestic – Come funziona Rata Unica

Consolidamento debiti Findomestic: come unire più prestiti con Rata Unica

Rata Unica è la proposta che troviamo nella sezione del consolidamento debiti di Findomestic. Si tratta, come si evince anche dal nome, di un ‘classico’ finanziamento dedicato a chi vuole consolidare i finanziamenti già in essere, potendo anche aggiungere nuova liquidità.

In quest’ultimo caso oltre al capitale necessario per estinguere tutti i prestiti in corso è possibile chiedere un’eventuale una somma aggiuntiva. Rata Unica prevede la richiesta del prestito online, potendo partire dal semplice calcolo del preventivo usando l’apposito tool.

Dobbiamo fare una premessa: Rata Unica è il vero e proprio prestito di consolidamento di Findomestic e non va confuso con la cessione del quinto che, almeno sulla carta, potrebbe essere utilizzato anche per consolidare altri finanziamenti in corso.

Preventivo: guida alla richiesta

Il calcola rata o calcolatore online non richiede una registrazione nell’area clienti di Findomestic. E’ sufficiente andare sul sito ufficiale Findomestic e compilare l’apposita schermata. Ecco i passaggi da fare:

schermata di presentazione del prestito rata unica

  1. Scegliere nella prima tendina del calcolatore la proposta Rata Unica dove è riportata la dicitura “Quale progetto vuoi realizzare”. Nel particolare è necessario indicare la dicitura ‘Nuovo progetto e consolidamento’.
  2. prima schermata sito ufficiale findomestic per richiesta prestito

  3. Quindi si deve riempire lo spazio con l’importo che si vorrebbe avere. Per sapere la somma esatta bisognerebbe avere i conteggi estintivi dei vari prestiti da consolidare (e non si hanno è preferibile inserire un importo un po’ più alto rispetto a quello che ci sembra necessario). Nel nostro esempio (effettuato su sito ufficiale Findomestic il 30 agosto 2018) ipotizziamo di voler richiedere un consolidamento con Findomestic di 10000 euro.
  4. esempio di schermata inserimento importo richiesta prestito

  5. Quindi bisogna cliccare su Calcola prestito. Se si vuole considerare nel preventivo anche un’eventuale assicurazione si deve biffare entro il quadratino apposito ma si tratta di un’opzione facoltativa;
  6. Ci troveremo davanti a varie possibili combinazioni tra: durata, rata e tasso applicato come nell’esempio (calcolo fatto al 30 agosto 2018)
  7. schermata sito ufficiale scelta combinazione durata importo rata

  8. Dobbiamo a questo punto selezionare una durata e corrispondente rata in base alle nostre necessità (nel nostro caso 108 rate di 121,50 euro cadauna). Prima di passare alla fase di richiesta del finanziamento possiamo usare la funzione “Salva il preventivo” e “Confronta” le varie soluzioni. Soprattutto questa seconda possibilità ci permette di vedere qual è la differenza tra interessi passivi finali e vantaggio immediato nella riduzione della rata.

Una volta scelta la durata e la corrispondente rata da rimborsare si potrà procedere alla vera e propria richiesta. In tal caso si potrà/dovrà completare la procedura con:

  • selezione ‘definitiva’ dell’importo;
  • compilazione online dei form proposti nella procedura guidata con i dati personali e reddituali richiesti (se si ha bisogno di supporto si può usare l’apposito servizio di chat online);
  • iter di firma digitale della richiesta del contratto di consolidamento debiti Findomestic, come avviene per gli altri tipi di prestito della banca del gruppo Bnp Paribas;
  • invio anche online dei documenti indicati come obbligatori e necessari per poter valutare la richiesta di finanziamento.

Confronto di più opzioni

Come abbiamo accennato è possibile ‘confrontare’ più soluzioni per valutarne la convenienza in base alle proprie necessità. Ad esempio abbiamo fatto la simulazione di un confronto tra la rata a 108 mensilità e quella a 84 rate.

confronta rata tra prestito a 108 mesi e 84 mesi

Come si può vedere con due anni di differenza sui piani di ammortamento avremo una discreta differenza negli interessi passivi finali. Nel particolare il capitale totale da restituire a termine sarà pari rispettivamente a:

  • 13122,00 € per quella a 108 rate;
  • 12390,00 € per quella a 84 rate.

Avremo quindi un risparmio sul piano più breve di 732 euro a parità comunque di Tan e Taeg.

(Fonte: sito ufficiale Findomestic – 30 agosto 2018)

Chi può farne la richiesta?

Come requisiti necessari per la concessione di Rata Unica Findomestic vanno considerati:

  • un reddito dimostrabile (non deve essere solo da pensionato o dipendente ma sono ammessi anche quelli da lavoro autonomo);
  • la presenza di più di un finanziamento da assoggettare al processo di consolidamento;
  • una buona reputazione creditizia (non è prevista la possibilità di concessione a chi sia un cattivo pagatore a differenza della cessione del quinto);
  • un’età anagrafica entrò l’intervallo ammesso da Findomestic (l’età massima è riferita al termine del piano di rimborso). Attualmente l’età è tra i 18 e i 75 anni (in data 30 agosto 2018 fonte sito ufficiale Findomestic).

Caratteristiche finanziamento

La somma che può essere richiesta è sempre compresa nel range da 1000 a 60 mila euro. La durata va in senso assoluto da 12 a 120 mesi anche se ci possono essere delle limitazioni dovute all’importo che si vuole richiedere. Ad esempio il piano di ammortamento decennale si applica solo per gli importi più elevati, come si può vedere anche dal nostro esempio nel quale con 10 mila euro arriviamo al massimo a 108 rate ovvero 9 anni.

Il tasso di interesse globale, Taeg, dipende ovviamente dalla durata e dall’importo scelto, così come per il Tan. Detto questo, sempre dall’esempio, è apprezzabile il fatto che le differenze a riguardo sono veramente minime (Tan tra 6,20% e 6,30% e Taeg tra 6,47% e 6,49%).

(Fonte: sito ufficiale Findomestic – 30 agosto 2018)

Prodotti Findomestic

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Consolidamento debiti cattivi pagatori – 3 alternative

Consolidamento debiti cattivi pagatori: cessione, prestito o mutuo di liquidità?

I prodotti destinati al consolidamento debiti hanno avuto un grande sviluppo. Si tratta infatti di tipologie di prestito pensate per coloro che hanno la necessità di riorganizzare i propri finanziamenti. Questo nell’ottica non tanto di un possibile risparmio (comunque ottenibile con tassi più convenienti od attraverso l’allungamento del piano di ammortamento) quanto per prevenire situazioni più complicate da gestire come ad esempio entrare nella ‘lista’ dei cattivi pagatori fino alla situazione più complicata dei protestati.

Ma se uno si trova già in questa condizione? Esiste la possibilità di consolidamento debiti anche per i cattivi pagatori? Vediamo insieme le risposte e le varie ipotesi percorribili.

I prodotti che si possono utilizzare

Nel caso del consolidamento debiti abbiamo tre possibili opzioni da valutare, alcune delle quali accessibili senza limitazioni specifiche per i cattivi pagatori, mentre in altri casi si possono incontrare maggiori difficoltà.

Cessione del quinto

La cessione del quinto non è un prestito di consolidamento debiti vero e proprio, ma può essere utilizzato per ottenere gli stessi risultati. Infatti il richiedente, indipendentemente dal numero di prestiti già in corso, può richiedere la cessione del quinto (logicamente se ne ha i requisiti soggettivi ed oggettivi necessari), per usare in parte o in tutto la liquidità per poter estinguere i finanziamenti già in essere. A differenza del consolidamento debiti apposito però il finanziato dovrà provvedere a estinguere ad uno ad uno i prestiti che si vogliono “consolidare” in autonomia. Nel consolidamento debiti vero e proprio è la banca che ha concesso il prestito che provvede all’estinzione delle varie rate consolidate con il finanziamento.

Ricordiamo che quest’opzione lascia esclusi i lavoratori autonomi essendo rivolta ai dipendenti (pubblici e privati) oltre che ai pensionati. Con la cessione del quinto la rata viene infatti ‘prelevata’ a monte dallo stipendio o dalla pensione per un massimo di un quinto dello stesso. Per questo motivo tale finanziamento è generalmente aperto anche a cattivi pagatori e protestati.

difficoltà nel pagare troppe rate dei prestiti

Consolidamento debiti

Si tratta della soluzione ‘ad hoc’ messa a punto dalle varie banche e da diverse finanziarie per unire più prestiti in una rata unica. Con questo finanziamento la banca che concede il prestito provvede ad estinguere i prestiti che sono da consolidare. Quindi non c’è un passaggio tramite il finanziato, che dovrà provvedere a consegnare, tra i documenti necessari per la richiesta, anche i conteggi di estinzione dei finanziamenti che si vogliono eliminare anticipatamente.

Con questo tipo di prodotto ci sono spesso dei limiti dati dall’appartenenza alla schiera dei cattivi pagatori, mentre non sono praticamente mai accettati i protestati. Per conoscere la politica adottata da una banca bisogna rivolgersi direttamente a lei e farsi fare un preventivo specificando se si è cattivi pagatori.

N.B. Le banche cambiano spesso le politiche di concessione del credito quindi bisogna essere sempre aggiornati.

Mutuo di liquidità

Un immobile da mettere in garanzia può essere una via percorribile per ottenere liquidità da usare per consolidare i debiti. Anche in questo caso non si tratta di un prodotto specifico, per cui dovrà essere cura del finanziato provvedere all’estinzione dei prestiti da estinguere in modo anticipato. Per i cattivi pagatori bisogna sempre valutare il tipo di politica di credito attuata dalle banche o finanziarie, non esistendo delle regole generiche adatte o adattabili a tutti. Generalmente gli importi richiedibili sono più elevati rispetto alle altre soluzioni così come l’orizzonte temporale della restituzione.

possibilità di richiesta di un mutuo liquidità

Quale opzione scegliere?

Come appena evidenziato nel caso del consolidamento debiti per cattivi pagatori ci possono essere delle limitazioni oggettive nell’accesso ad un’opzione piuttosto che in un’altra. Se la cessione del quinto è attuabile quasi sempre senza questo tipo di problema negli altri casi bisogna fare delle valutazioni più specifiche ed attente. Se si è nella possibilità di poter scegliere in modo del tutto autonomo allora bisogna farsi guidare dal principio della convenienza pura e semplice (ovvero risparmio in base ai tassi, spese o oneri accessori, ecc) che può portare ad una maggiore sostenibilità del peso dell’unica rata al posto delle varie rate che si pagavano in precedenza.

Nella scelta si deve tener presente anche se ci sono delle agevolazioni, passando ad esempio da una serie di prestiti con una banca o finanziaria specifiche (come ad esempio UniCredit o Agos) a un prodotto ad hoc con la stesso istituto di credito. Tutte queste valutazioni necessitano però di un preventivo strettamente personale, che in fondo non costa nulla e permette di avere un quadro completo della reale situazione.

Come scegliere i prestiti?

Quando si decide di prendere in esame un consolidamento debiti sia che si tratti di cattivi pagatori o di soggetti dotati di una reputazione creditizia perfetta, bisogna fare attenzione alla scelta dei prestiti da consolidare. A meno che non ci siano dei grandi squilibri economici (ad esempio una riduzione delle entrate, ecc) non andrebbero considerati i prestiti che sono in prossimità della scadenza. Questo principio è utile soprattutto se si hanno tante rate da rimborsare di media o piccola entità, e si può venir presi dalla tentazione di accorpare tutto in una sola rata.

Per non rischiare di perdere il vantaggio economico sulla riduzione dei tassi e degli interessi da pagare sui prestiti con maggiore durata, si dovrebbe chiedere un preventivo con i prestiti vicini alla scadenza e senza di essi. Guardando al monte interesse finale quasi sempre si noterà che la prima opzione non offre una reale convenienza.

Esempi

logo ufficiale Banca UniCredit

Concludiamo facendo un esempio di ciascuna delle tre tipologie di finanziamento proposte dallo stesso istituto di credito e cioè UniCredit. Eccone a somme linee le caratteristiche:

CreditExpress Compact

Il vero e proprio prestito di consolidamento offerto dalla banca italiana. Il tasso applicato è fisso per tutto il piano di ammortamento che va da tre a dieci anni. L’importo richiedibile è compreso invece tra i 2 mila e i 50 mila euro.

(Fonte: sito ufficiale UniCredit – Data: 1 settembre 2018)

Mutuo liquidità

In questo caso gli importi richiedibili aumentano notevolmente andando da 30.000 a 250.000 euro (comunque max 70% del valore evinto dalla perizia). Il tasso può essere sia fisso che variabile mentre la durata è compresa tra 5 anni e 1 mese e 20 anni.

(Fonte: sito ufficiale UniCredit – Data: 1 settembre 2018)

Cessione del quinto

Alla pari dei finanziamenti similari si tratta di una soluzione destinata esclusivamente ai dipendenti ed ai pensionati. La durata può essere compresa tra i 2 ed i 10 anni mentre gli importi massimi sono:

  • 72.000 euro per dipendenti pubblici e 47.000 euro per quelli privati;
  • 69.000 euro per i pensionati.

(Fonte: sito ufficiale UniCredit – Data: 1 settembre 2018)

Approfondimento: Cessione del quinto UniCredit.

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