Opyn finanziamenti: una valida alternativa per le aziende?

Opyn: cos’è e come funziona per i finanziamenti alle aziende

L’elenco delle piattaforme Fintech diventa sempre più lungo e ricco di alternative tra le quali troviamo anche Opyn (il logo è rappresentato dal nome Opyn stilizzato). Non parliamo di una realtà nuova in quanto si è affacciata sul mercato italiano già dal lontano 2012 (come Borsa del Credito), mantenendo una certa solidità soprattutto grazie a partnership con gruppi importanti, tra i quali spiccano il Gruppo Azimut e Banca Valsabbina.
Si tratta di una piattaforma che opera con la dovute licenze e la vigilanza di banca d’Italia e Consob.

logo opyn

Opyn ha sede a Milano ed è gestita dalla Business Innovation Lab Spa, che a sua volta è la capogruppo delle società a socio unico ART SGR Spa (numero 161 iscrizione all’Albo delle SGR) e Mo.Net Spa (numero iscrizione 36058.6 all’albo degli Istituti di Pagamento). Quest’ultima si occupa anche della gestione dei servizi di pagamento, mentre la ART SGR è autorizzata alla “gestione dei fondi alternativi di investimento per gli investitori professionali”.

Indice

Che cosa propone?

Opyn ha la funzione di mediatore per la piattaforma di marketplace tra l’offerta dei prestiti da parte delle banche partner e il lato della domanda, quest’ultima rappresentata dalle pmi. Quindi, semplicemente, le Pmi che vogliono richiedere dei finanziamenti passano tramite Opyn per ottenere un check up e l’iscrizione nel marketplace, così da avere l’attenzione delle banche partner.

Qual è il compenso di Opyn? È ricavato con l’applicazione di una commissione di intermediazione, quindi viene percepito nel momento in cui si incontrano domanda e offerta, mentre le fasi di valutazione e registrazione non prevedono costi di alcun tipo.

Non si possono conoscere le condizioni generali, come un ‘tasso medio’ applicato o il piano di ammortamento, in quanto ogni richiesta e/o progetto è a sé stante, per cui i tassi saranno determinati in modo personalizzato. Per la stessa ragione, non è possibile ottenere una simulazione o un preventivo online.

(Fonte: sito ufficiale Opyn – Data: 2 agosto 2022)

Come si accede ai servizi?

Abbiamo già accennato che coloro che vogliono entrare nella piattaforma per richiedere prestiti (lato della domanda) devono per prima cosa registrarsi. Quindi, per fare questo primo step, dal sito ufficiale di Opyn si dovrà cliccare sul bottone Chiedi un prestito, per aprire il form nel quale procedere con l’inserimento dei vari dati richiesti.

A questo punto non si arriva in automatico alla creazione del proprio account e delle relative credenziali (che serviranno poi per fare i vari login), ma si deve affrontare una procedura di Verifica finanziabilità, passando per l’apposta pagina dove si verrà indirizzati. In questa seconda procedura vanno allegati i documenti obbligatori richiesti (facendo attenzione alla qualità della scannerizzazione perché siano ben leggibili).

Terminato il tutto ci si mette in attesa perché solo se Opyn darà il via libera si passerà alla fase finale di creazione dell’account che avviene semplicemente cliccando sul link di attivazione che sarà inviato dallo staff di Opyn. Tale link permette di accedere alle ultime fasi di registrazione.

Quindi, prima di arrivare a ottenere l’eventuale finanziamento i tempi vanno suddivisi nei seguenti step (questo da sito ufficiale anche se le recensioni non sempre mettono in evidenza questo aspetto):

  • 10 minuti per l’inserimento dei dati richiesti e delle copie di documenti da caricare;
  • 24 ore circa per completare la fase di risposta (da parte di opyn) della valutazione preliminare;
  • circa 7 giorni per arrivare ad un risconto (non necessariamente positivo) sulla richiesta di finanziamento.

Superata quest’ultima fase, in caso di parere positivo con via libera dei finanziatori, arriverà anche il contratto che riporta le condizioni del prestito e che, se si è soddisfatti delle condizioni, deve essere firmato tramite firma elettronica (si usa la formula dei codici OTP). Infatti il contratto, fino a quando non si decide di firmarlo accettando le condizioni in blocco, va visto come un preventivo e non è assolutamente vincolante.

(Fonte: sito ufficiale Opyn – Data: 2 agosto 2022)

Requisiti necessari per la richiesta

Il marketplace di Opyn, come detto, è accessibile solo al mondo del business ma non tutte le aziende possono ottenere la registrazione, in quanto devono aver raggiunto dei requisiti minimi abbastanza importanti:

  • raggiungimento della soglia di fatturato di almeno 1.000.000 euro;
  • raggiungimento della soglia di fatturato di almeno 500.000 euro nel solo caso di richieste fino a un massimo di 100.000 euro;
  • in entrambi i casi l’aver depositato almeno due bilanci.

È importante avere una buona reputazione creditizia (anche al di fuori del semplice merito creditizio). A tal fine si considera infatti anche l’esistenza di finanziamenti e/o leasing a medio o lungo termine che abbiano almeno 12 mesi ancora in corso, oppure l’aver concluso leasing e/o finanziamenti sempre di medio o lungo termine nell’arco degli ultimi 36 mesi, senza disguidi nei rimborsi.

(Fonte: sito ufficiale Opyn – Data: 2 agosto 2022)

I numeri utili

Per ricevere assistenza o informazioni come canali si possono usare:

  • indirizzo e-mail: [email protected];
  • chat (usando il tasto ‘Aiuto’ che si trova in basso a destra) attiva dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 22.00;
  • accesso ai social per domande generiche ;
  • Whatsapp

Conclusioni

Opyn è un’interessante alternativa per reperire finanziamenti per le aziende, pur rimanendo legati alle banche come finanziatori. Tuttavia manca la possibilità di farsi un’idea di massima senza passare per le fasi di registrazione e di valutazione, che comunque, lo ricordiamo ancora una volta, non hanno alcun carattere vincolante.

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Banca Aidexa: 3 alternative di prestito per aziende

Prestiti per il business e conto deposito: guida all’offerta di Banca Aidexa

Banca Aidexa, per arrivare alla forma societaria e all’assetto attuale, ha attraversato una recente storia di cambiamenti e di fusioni. Come punto di partenza possiamo prendere Banca Idea, che nasce nel 2018 e che diventa nel 2020 proprio AideXa Spa.

Più nel dettaglio, le tappe che hanno portato Banca Idea all’attuale Banca Aidexa sono le seguenti:

  • giugno 2019: incorporazione di PBI Srl;
  • giugno 2020: acquisizione di Fide SpA. (si parte con il finanziamento X Instant);
  • novembre 2020: nasce AideXa Spa;
  • gennaio 2021: si tocca la soglia di 1.000.000 di credito erogato;
  • giugno 2021: trasformazione in Banca AideXa.

Questo processo di continua evoluzione ha portato man mano ad un arricchimento dell’offerta, inizialmente incentrata solo sui finanziamenti destinati alle aziende, per poi aprirsi ai privati con il conto deposito dedicato.

logo banca aidexa

Banca Aidexa ha sede a Milano e, data la storia recente, non è stato ancora pubblicato il suo CET1 (sul sito ufficiale si legge che è attesa la pubblicazione nel secondo trimestre del 2022). Se ci si domanda dove trovare una delle filiali, queste non si trovano nemmeno in città grandi come Roma o Torino, trattandosi infatti di una banca al 100% online.

Indice

Cosa offre?

Come abbiamo già accennato, la parte più importante dell’offerta è costituita dai finanziamenti rivolti alle aziende, attualmente disponibili in 3 differenti versioni (con un focus di destinatari targettizzato) e cioè:

  • X Instant: il finanziamento destinato alle piccole e medie imprese. I tempi di risposta in caso di richiesta sono molto stretti, infatti sul sito viene specificato che può essere ottenuto in 48 ore;
  • X Garantito: qui abbiamo un finanziamento dedicato alle società di capitali che devono aver maturato un fatturato di almeno 100 mila euro;
  • X Garantito Extra: si tratta sempre di un finanziamento pensato per le società di capitali con un fatturato pari ad almeno 1,5 milioni di euro.

Il conto deposito invece è stato denominato X Risparmio. Tale prodotto rappresenta uno dei canali che Banca Aidexa utilizza per reperire liquidità da destinare al comparto finanziamenti, per cui non troviamo la proposta del conto deposito libero ma solo quella del deposito vincolato.

Principali caratteristiche dei finanziamenti

Ecco una sintetica panoramica delle caratteristiche di spicco dei finanziamenti.

X Instant
Destinatari aziende piccole, come Pmi e ditte individuali
Tempi di risposta veloci ovvero circa 48 ore dall’invio della richiesta e della documentazione completa
Modalità di richiesta online, con compilazione del form presente sul sito
Dati necessari dati della società o della ditta, copia dell’ultimo bilancio depositato presso la Camera di Commercio; Documenti d’identità del legale rappresentante e dei titolari effettivi dell’azienda; Codice Fiscale del legale rappresentante dell’azienda; Estratti conto; Partita Iva
Requisiti necessari dimostrazione di almeno 2 anni di attività (relativi al periodo precedente alla richiesta), almeno 100 mila euro di fatturato
Tempi di compilazione circa 20 minuti in tutto
Tipi di interventi finanziabili sostegno del fabbisogno dell’azienda
Importo minimo e massimo richiedibile compreso tra 10 mila euro e 100 mila euro

(Fonte: sito ufficiale Banca Aidexa – Data: 2 agosto 2022)

X Garantito
Destinatari società di capitali con almeno 100 mila euro di fatturato
Tempi di risposta dipendono dalla complessità della richiesta
Modalità di richiesta online con compilazione del form presente sul sito ed accesso ad un dispositivo con videocamera (serve per ultimare la richiesta)
Dati necessari dati della società o della ditta, copia dell’ultimo bilancio depositato presso la Camera di Commercio; Documenti d’identità del legale rappresentante e dei titolari effettivi dell’azienda; Codice Fiscale del legale rappresentante dell’azienda; Estratti conto; Partita Iva
Requisiti necessari dimostrazione di almeno 2 anni di attività (relativi al periodo precedente alla richiesta), almeno 100 mila euro di fatturato
Tempi di compilazione dipendono dal numero di soggetti i cui dati vanno inseriti con relativi documenti di identità
Tipi di interventi finanziabili sostegno del fabbisogno dell’azienda
Importo minimo e massimo richiedibile compreso tra 10 mila euro e 300 mila euro (80% coperto dal fondo di garanzia delle Pmi)

Come durata massima del piano di ammortamento sono specificati i 24 mesi.

(Fonte: sito ufficiale Banca Aidexa – Data: 2 agosto 2022)

X Garantito Extra
Destinatari società di capitali con almeno 1,5 milioni di euro di fatturato
Tempi di risposta dipendono dalla complessità della richiesta
Modalità di richiesta online, con compilazione del form presente sul sito (serve per ultimare la richiesta)
Dati necessari dati della società o della ditta, copia degli ultimi 3 bilanci depositati presso la Camera di Commercio; Documenti d’identità del legale rappresentante e dei titolari effettivi dell’azienda; Codice Fiscale del legale rappresentante dell’azienda; Estratti conto; Partita Iva
Requisiti necessari dimostrazione di almeno 2 anni di attività (relativi al periodo precedente alla richiesta), almeno 100 mila euro di fatturato
Tempi di compilazione dipendono dal numero di soggetti i cui dati vanno inseriti con relativi documenti di identità
Tipi di interventi finanziabili realizzazione di grandi progetti
Importo minimo e massimo richiedibile compreso tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro

La durata massima per il rimborso è di 60 rate.

(Fonte: sito ufficiale Banca Aidexa – Data: 2 agosto 2022)

disegno di pagine di pc con servizi

Principali caratteristiche del conto deposito

X Risparmio, come detto, è un conto deposito vincolato che può avere una durata compresa tra 3 mesi e 36 mesi. Tra i requisiti richiesti per l’apertura c’è solo la titolarità di un conto corrente di appoggio che può essere con qualsiasi banca.

La formula per l’applicazione dei tassi di interesse è quella classica, ovvero il tasso tende ad alzarsi con l’aumentare la durata del vincolo, dovendo però scegliere come somma da depositare tra 1000 euro e 100 mila euro:

  • vincolo di 3 mesi: Tasso annuo lordo pari a 0,75%; Tasso netto pari a 0,56%;
  • vincolo di 6 mesi: Tasso annuo lordo 1 %: Tasso netto 0,74%;
  • vincolo di 12 mesi: Tasso annuo lordo 2%; Tasso netto 1,48%;
  • vincolo di 18 mesi: Tasso annuo lordo 2,25%; Tasso netto 1,67%;
  • vincolo di 24 mesi: Tasso annuo lordo 2,5%; Tasso netto 1,85%;
  • vincolo di 36 mesi: Tasso annuo lordo 3%; Tasso netto 2,22%.

Per fare una simulazione sugli interessi che si potrebbero ottenere si può usare il calcolatore sul sito ufficiale inserendo la somma che si vorrebbe depositare. L’apertura del conto deposito è sempre interamente online. Per procedere bisogna disporre di un dispositivo munito di videocamera (device tipo pc, tablet o smartphone) ed inserire nella registrazione:

  • il Codice Fiscale;
  • un Documento di riconoscimento (sono accettati carta d’identità, passaporto o patente);
  • l’IBAN del conto corrente di appoggio.

N.B. L’imposta di bollo per il 2022 è a carico di Banca AideXa Spa.

(Fonte: sito ufficiale Banca Aidexa – Data: 2 agosto 2022)

Contatti per assistenza, reclami e contestazioni

Per l’assistenza i canali che si possono utilizzare sono i seguenti:

  • business banker (con appuntamento da fissare tramite il sito ufficiale);
  • servizio clienti al numero 02 8729 3700 (gli operatori rispondono dalle ore 9 alle ore 18);
  • chat per le necessità più urgenti.

Per fare i reclami o in caso di contestazioni si devono invece usare come canali:

  • indirizzo PEC: [email protected];
  • indirizzo E-mail: [email protected];
  • raccomandata A/R da inviare a: Banca AideXa S.p.A. – Reclami – Via Cusani, 10 – 20121 – Milano (MI).

Recensioni

stelle trustpilot

Andando su siti specializzati come Trustpilot vediamo che la media dei giudizi supera le 4,3 stelle, ottenute grazie soprattutto a due aspetti molto apprezzati dagli utenti, ovvero la semplicità della procedura di apertura e la semplicità di gestione. Apprezzato anche il conto deposito, come risulta da siti specializzati nel risparmio come Altroconsumo.

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Resto al Sud – Le novità 2020

Resto al Sud: quali agevolazioni offre?

Le novità per Resto al Sud, ovvero l’incentivo stanziato dal governo ma gestito da Invitalia, per il 2019 non sono trascurabili, considerato l’ampliamento della platea che ne può fare richiesta.

Nel particolare, che cosa è cambiato con Resto al Sud, a chi si rivolge nel 2019 il bando di adesione e quali sono le agevolazioni? All’interno dell’articolo andiamo a rispondere a questi tre interrogativi fondamentali.

Le novità nel bando 2019

Innanzitutto chiariamo che le caratteristiche e lo scopo di Resto al Sud non sono cambiate. Parliamo sempre di agevolazioni finalizzate alla creazione di nuove attività imprenditoriali nelle zone italiane che sono economicamente più in difficoltà, ovvero quelle del mezzogiorno e precisamente:

  • Sardegna,
  • Abruzzo,
  • Molise,
  • Basilicata,
  • Campania,
  • Calabria,
  • Puglia,
  • Sicilia.

Detto questo il bando ha introdotto un’importante novità su alcuni requisiti che devono possedere i richiedenti, soprattutto per quanto riguarda l’età anagrafica. Resto al Sud, infatti, fino a fine 2018 si rivolgeva solo alla fascia di età compresa tra 18 anni compiuti e 36 anni non compiuti, mentre a partire da Gennaio 2019 si è passati alla fascia di età che va da 18 anni compiuti a 46 anni non compiuti. Inoltre possono aderire al bando e alla richiesta anche i liberi professionisti.

Requisiti obbligatori

Riassumiamo in sintesi quali devono essere i requisiti ‘base’ che si devono avere per poter fare la domanda:

  • età anagrafica compresa tra 18 e 46 anni;
  • progetto di avvio dell’attività in una delle regioni previste nel bando (la domanda può essere fatta anche da chi è residente all’estero);
  • per i liberi professionisti non aver avuto una partita Iva per attività analoga a quella per la quale si richiedono gli incentivi nei 12 mesi precedenti alla domanda di accesso, e mantenimento della sede operativa nelle regioni comprese in Resto al sud;
  • per tutti i richiedenti e per tutta la durata del finanziamento non ci dovrà essere un contratto di lavoro dipendente.

In cosa consiste l’agevolazione?

In pratica ci sono due agevolazioni che sono concesse contemporaneamente e che permettono di finanziare al 100% le spese da sostenere per avviare la propria attività imprenditoriale. Queste due agevolazioni sono un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso zero.

Il contributo a fondo perduto copre il 35% della spesa totale e viene erogato tramite Invitalia, e non deve essere restituito. Il finanziamento a tasso zero invece viene erogato tramite banche aderenti a un’apposita convenzione con invitalia e quindi con resto al Sud, e va restituito a rate nell’arco di 8 anni totali. Per conoscere le banche aderenti si può consultare l’elenco aggiornato presente sul sito ufficiale Invitalia, che riporta in quali regioni operano i vari istituti di credito e lo spread applicato (oltre che il referente ed i contatti telefonici).

Tra l’altro il finanziamento è garantito da un fondo garanzia delle Pmi e gli interessi sono coperti da un contributo in conto interessi. Per questo il beneficiario dell’agevolazione restituirà solo la quota capitale prevista dal piano di ammortamento.

Le due agevolazioni partono automaticamente e in parallelo se la domanda di partecipazione a Resto al Sud viene valutata positivamente da Invitalia e si ottiene quindi l’accesso alle agevolazioni stesse.

Limite importi

In base al nuovo bando di Resto al Sud come limiti massimi erogabili troviamo:

  • massimo 50 mila euro per ogni socio/richiedente,
  • massimo totale di 200 mila euro (indipendentemente dal numero di soci anche superiore a 4).

Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, vanno inviate a Invitalia attraverso la piattaforma dedicata, accessibile dal sito ufficiale Invitalia.it.

Come si presenta la domanda?

Per prima cosa è consigliato controllare sull’apposita pagina di Invitalia riservata a Resto al Sud di essere in possesso di tutti i requisiti necessari, considerata anche la possibilità di adesione:

Entro 60 giorni dall’approvazione della domanda (che diventano 120 se si è residenti all’estero) si può anche costituire un team di persone che porterà avanti il progetto. Si dovrà avere anche un indirizzo Pec valido che servirà per le comunicazioni con Invitalia.

Una volta fatti tutti i controlli preliminari bisogna andare nella sezione dei moduli per scaricare i modelli necessari per fare la domanda. Questa poi va inviata tramite l’apposita piattaforma telematica, previa registrazione.

Caratteristiche della domanda

La domanda, come detto è presentabile solo in modalità telematica, e sarà composta dal progetto imprenditoriale e dalla documentazione che sarà chiesto di caricare e allegare (la procedura è guidata e può essere consultata anche scaricando l’apposita guida). Non è prevista una scadenza per la presentazione delle domande.

Di contro queste saranno valutate in funzione dell’ordine cronologico di arrivo. Il progetto sarà giudicato per accuratezza e fattibilità. In quest’ottica anche per compilazione della domanda si può richiedere assistenza gratuita a centri accreditati con Invitalia.

Se ci sono fondi sufficienti e tutte le condizioni e requisiti necessari sono presenti, Invitalia darà parere positivo (dal sito ufficiale si legge che una prima risposta viene fornita nell’arco di 60 giorni). Ricordiamo infine che nell’iter è generalmente previsto anche un colloquio personale che potrà essere svolto a distanza anche tramite Skype.

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Anticipo fatture – UniCredit, Intesa e Banca Ifis

Cos’è l’anticipo fatture? Tre alternative a confronto

Tutti coloro che ottengono pagamenti tramite fatture possono smobilizzarle per ottenere immediata liquidità tramite l’anticipo fatture. Si tratta di una procedura molto utilizzata, che può essere assistita o meno da un apposito fido bancario (il che dipende dal tipo di politica di credito aziendale adottata dalle differenti banche) e che prevede il pagamento anticipato delle fatture che vantano i titolari di partita Iva.

Le fatture devono avere però delle caratteristiche ben precise e normalmente devono rientrare in crediti “a breve scadenza” quindi presentare delle date per i pagamenti che non siano eccessivamente lontane rispetto al momento in cui se ne richiede l’anticipo.

Vantaggi e svantaggi

L’anticipo delle fatture è comunque una procedura usata dalle aziende, soprattutto quelle appartenenti al mondo anglosassone (in inglese l’anticipo fatture è tradotto con advance invoices), perché permette di riequilibrare uno squilibrio finanziario dovuto al tempo che normalmente trascorre tra i costi sostenuti per fornire beni e servizi e quello in cui l’incasso delle fatture è possibile in funzione delle scadenze. Il vantaggio è evidentemente dato dalla possibilità di ottenere subito liquidità (che per tempistiche non sarebbe ancora ottenibile), senza dover richiedere prestiti o finanziamenti veri e propri, con tempi tecnici che possono essere anche abbastanza lunghi.

Lo svantaggio sta nel fatto che non si incasserà l’esatto importo della fattura. La banca che anticipa la fattura trattiene una percentuale del valore (con l’aggiunta di commissioni e costi fissi), che aumenta con l’allontanarsi della scadenza.

In sintesi: se la fattura scade tra una decina di giorni, la somma che la banca tratterrà come “servizio” sarà inferiore a quella relativa alla fattura che scade tra un mese.

Generalmente si tratta di una procedura che viene assistita dalla clausola ‘salvo buon fine’, così da far cadere il rischio di insolvenza solo sull’imprenditore o azienda che usa questa modalità di “finanziamento a breve termine”. Per conoscere le condizioni legate alla scadenza delle fatture ed alle cifre ottenibili come anticipo bisogna informarsi presso le banche che offrono questo tipo di servizio. Molte grandi banche presentano l’anticipo delle fatture all’interno della propria offerta e spesso si ha anche la possibilità di usare il servizio online (ad esempio in questo senso troviamo Banca Ifis e UniCredit).

Tipologia di anticipo?

Ci sono due tipologie principali di anticipo fatture, ovvero quella con cessione del credito, e quella con mandato di incasso. Nel primo caso l’azienda titolare delle fatture le cede alla banca, ottiene una liquidità inferiore al valore nominale delle fatture e non c’è nessun altro obbligo che la banca abbia nei suoi confronti. Invece nel caso di mandato di incasso l’azienda mantiene la titolarità delle fatture, dando alla banca il compito di incassarle alla scadenza. La banca versa all’azienda una somma inferiore al valore nominale incassato, frutto però del servizio e dell’anticipo versato.

Costi e limiti

Generalmente il costo applicato sulle fatture è rappresentato da una commissione variabile che racchiude varie voci, quali:

  • tasso applicato;
  • costi legati alle modalità di riscossione.

Come già accennato tale importo variabile dipende anche dal tipo di fattura, dal grado di esigibilità e dalla scadenza. I limiti sono dettati dalle banche, quindi non c’è una situazione tipo, se non il fatto che non sono accettate fatture che presentano vizi o che sono difficilmente esigibili (ad esempio vantate verso aziende in difficoltà, ecc). Ribadiamo: per entrambe le situazioni, ossia per i costi e possibili limiti, bisogna informarsi presso le varie banche.

Esempi

Banca UniCredit

La richiesta di anticipo fatture con UniCredit può avvenire anche online se si ha un fido per anticipo su fatture e un contratto Banca via internet. Le fatture accettate non devono avere una scadenza superiore a 18 mesi. Quindi abbiamo due situazioni:

  • canale tradizionale prendendo appuntamento in filiale: bisogna rivolgersi a un consulente e si può procedere anche se non si è già cliente;
  • canale online offerto solo a chi è già cliente e con un servizio di banca multicanale attivo: accedendo proprio alla funzione entro l’area personale “Anticipo Fatture Online” si potranno scegliere e caricare le fatture per le quali ottenere l’anticipo.

(Fonte: Sito ufficiale Banca UniCredit – Data: 7 gennaio 2019)

Approfondimento: Prestiti UniCredit.

Banca Ifis

Tra i vari servizi offerti alle imprese, Banca Ifis propone anche quello denominato Ti Anticipo, che è proprio incentrato sul servizio di anticipo fatture. Queste devono possedere alcuni requisiti ben specifici. In particolare sono anticipabili tramite il servizio solo le fatture che si vantano verso le PA e solo se sono state trasformate in crediti certificati. Per il servizio di certificazione bisogna andare sul sito del Mef mentre per quello di richiesta dell’anticipo sull’apposita piattaforma creata appositamente da Banca Ifis. Inoltre le fatture da anticipare devono essere almeno pari a 10 mila euro di importo (valore nominale).

Senza registrarsi, sul sito ufficiale si possono fare delle simulazioni approssimative sul controvalore che si potrebbe ottenere a titolo di anticipo. Per accedere al servizio non c’è necessità di essere già clienti di Banca Ifis. Poche limitazioni anche per quanto riguarda le aziende che possono utilizzare l’anticipo fatture con Ti Anticipo che nel particolare può essere usufruito da:

  • società di capitali;
  • imprese individuale;
  • società costituite da persone fisiche.

(Fonte: Sito ufficiale Tianticipo.it – Data: 7 gennaio 2019)

Intesa Sanpaolo

Ai clienti, titolari del conto Inbiz, viene data la possibilità da Intesa Sanpaolo di accedere al servizio Anticipo Fatture offerto tramite il canale online, accedendo all’apposita sezione sul proprio portale Inbiz. Si tratta però di un servizio che non viene attivato automaticamente, ed anche se l’anticipo fatture avverrà totalmente online, bisogna almeno fare un primo passaggio in filiale per conoscere le condizioni e soprattutro per attivare il servizio stesso (l’attivazione è comunque gratis).

Se si hanno crediti esteri ovvero verso società e imprese non residenti in Italia, allora si potrà usare il servizio Anticipo Fatture Estero Web. Ricordiamo che Anticipo Fatture Web è collegabile con il sistema di fatturazione elettronica Easy Fattura (offerto sempre da Inbiz/Banca Intesa) che permetterà di ridurre ulteriormente i formalismi burocratici.

(Fonte: Sito ufficiale Banca Intesa Sanpaolo – Data: 7 gennaio 2018)

Approfondimento: Prestiti Intesa Sanpaolo.

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TiAnticipo – Come ottenere l’anticipo dei crediti con le PA

Conviene TiAnticipo di Banca Ifis – Guida pratica

TiAnticipo è un servizio che Banca Ifis offre alle aziende che hanno credito verso la pubblica amministrazione. Tramite l’accesso alla piattaforma omonima (TiAnticipo.it) si possono infatti monetizzare in tempi rapidi le fatture con le PA (approfondimento: Anticipo fatture), passando attraverso i crediti certificati.

La possibilità di potersi avvalere di questa possibilità si basa sui seguenti riferimenti normativi:

  • artt. 69 e 70 R.D. 18/11/1923 n. 2440;
  • art. 9 All. E L. 20/03/1965 n. 2248;
  • art. 117 D. Lgs. 12 aprile 2006 n. 163;
  • Art. 106, comma 13, D. Lgs. 18 aprile 2016 n. 50;
  • Decreto Legge n. 66 del 24/04/2014, art. 37, comma 7-bis.

Approfondimento: Guida al microcredito.

Come funziona la piattaforma?

La piattaforma Ti Anticipo offre un servizio interamente digitale, che consente di accedere al credito, così da poter superare lo scoglio dei ritardi di pagamenti, usando fatture già emesse. Entrando nella piattaforma si può richiedere un preventivo gratuito che indica il valore di anticipo che si potrà ottenere sulle fatture verso la PA.

In base a questo si potrà valutare di proseguire la procedura tramite registrazione alla piattaforma stessa per arrivare ad ottenere l’accredito delle somme stimate nella fase di preventivo. I crediti (commerciali) dovranno essere :

  • certificati;
  • non prescritti;
  • liquidi ed esigibili.

Poche limitazioni per quanto riguarda le aziende che potranno accedere al servizio da un punto di vista della ragione sociale. TiAnticipo infatti può essere usufruito da:

  • Spa;
  • Aziende individuali;
  • Società di persone fisiche.

Caratteristiche della piattaforma

Il software usato non richiede alcun download e l’interfaccia è di facile utilizzo. La fase che potrebbe sembrare più complessa è quella di caricamento delle fatture ma di fatto si riduce a una procedura semplice proprio perché viene interamente guidata. E’ però necessario far certificare in via preventiva il proprio credito, il che avviene senza costi tramite la Piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti (PCC) che è gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Qui si deve:

  • andare sulla pagina preposta del Mef;
  • utilizzare nel menu la funzione “Utilizzi del Credito/Ricerca certificazioni”;
  • cliccare sulla funzione “Download”;
  • selezionare la certificazione che si vuole ottenere.

Tempi

La procedura ha una tempistica variabile e dipende principalmente dal fatto che si sia al primo accesso (si deve per prima cosa registrare la propria azienda), oppure ad accessi successivi. La durata di registrazione delle fatture dipende da vari fattori, ma in tutti i casi si tratta di iter che durano pochi minuti. La richiesta di preventivo è invece molto rapida. Infine come tempi vanno considerati quelli di pagamento dell’anticipo della fattura registrata, che arrivano al massimo a 10 giorni complessivi.

(Fonte: sito ufficiale TiAnticipo – Data: 18/06/2018)

Limiti

Non sono previsti dei limiti massimi per ottenere l’anticipo dei crediti certificati ma è necessario raggiungere almeno la soglia di 10 mila euro che costituiscono di fatto il limite minimo.

(Fonte: sito ufficiale TiAnticipo – Data: 18/06/2018)

Richiesta del preventivo

Procedere all’uso del tool per richiedere il preventivo è utile soprattutto per calcolare l’importo che si potrà effettivamente ottenere come anticipo. Seppur non siano previsti elevati costi dovuti a notai (od alla gestione diretta) l’importo che viene erogato non può essere pari al valore della fattura stessa. In senso assoluto maggiore è l’anticipo rispetto alla scadenza e maggiore è lo scarto di importo rispetto al valore della fattura stessa.

Prendiamo come esempio una richiesta di anticipo su fattura certificata del valore di 50 mila euro con scadenza il 5 agosto 2018 (in data 18 giugno 2018). I passaggi obbligati sono:

  1. Scegliere l’importo e cliccare su “Ottieni preventivo”;
  2. Compilare gli spazi con le informazioni riportate sulle fatture e inserire l’indirizzo e-mail dove ricevere il preventivo una volta calcolato;
  3. Controllare l’importo che si può ottenere, in un range riportato nel preventivo;
  4. Cliccare su Registrati nel caso il preventivo venga ritenuto consono alle proprie aspettative. Tale procedura (gratuita) porterà alla firma di un regolare contratto e si potrà completare totalmente online nel caso si utilizzi la firma digitale. Con quella autografa è invece necessario riferirsi ad un incaricato di Banca Ifis (i ‘poteri’ del firmatario dovranno essere in entrambi i casi certificati con apposita documentazione).

(Fonte: sito ufficiale TiAnticipo – Data: 18/06/2018)

A questo punto è possibile caricare le fatture on line. Terminata la fase di valutazione (necessaria per vedere se effettivamente le fatture hanno tutti i requisiti richiesti) Banca Ifis accrediterà le somme preventivate entro i tempi variabili che come già detto possono arrivare fino a un massimo di 10 giorni. L’anticipo avviene con modalità pro-soluto.

Contatti e informazioni

E’ possibile contattare TiAnticipo usando il modulo di contatto sul sito:

In alternativa è possibile chiamare il numero verde 800712433 al quale rispondono operatori dalle ore 8.30 fino alle 13.30 e poi dalle 14.30 fino alle 17.30 i giorni che vanno dal lunedì al venerdì compresi.

Approfondimento: CrediFamiglia di Banca Ifis.

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Prestiti per commercianti – Le migliori alternative di oggi

Prestiti per commercianti – Meglio Poste Italiane o Unicredit?

Ci sono categorie professionali che necessitano in particolare di sostegno economico. Tra queste vi è sicuramente quella dei commercianti che possono scegliere diverse tipologie di prestiti adatti alle loro esigenze, sia che si trovino in difficoltà temporanea o in una vera e propria crisi, fino ad arrivare a dover sottostare ad un regime fallimentare. Ci sono anche addetti al commercio che attendono di riscuotere crediti maturati e che nel frattempo hanno bisogno di liquidità per far fronte agli impegni assunti con i fornitori.

Rivolgendosi agli istituti di credito o alle società finanziarie i commercianti possono ottenere un prestito il cui importo viene fissato al momento della sottoscrizione del contratto (il c.d. “fido”). Tale importo è variabile e dipende da quanto il richiedente sia affidabile: in genere una banca è restia a concedere un prestito ad un commerciante che ha accumulato ripetuti ritardi nei pagamenti.

Prima di fare una panoramica sulle alternative provenienti dal settore “privato”, si deve comunque ricordare che se si appartiene alla categoria dei commercianti si può usufruire di prestiti a fondo perduto o a tasso agevolato dedicati a chi lavora nel settore delle piccole e medie imprese (vedi anche Finanziamenti per autonomi). Per informarsi sulle modalità di accesso a tali prestiti è necessario recarsi presso la Regione di appartenenza, presso la Camera di Commercio, le sedi di Confesercenti e Confcommercio.

Mutuo liquidità

Una tipologia di prestito rivolto anche ai commercianti è il “mutuo chirografario”. In alcuni casi si può sfruttare anche la formula del mutuo di liquidità, rivolta anche ai privati.
Normalmente il tasso di interesse applicato a questa tipologia di prestito è superiore rispetto alla media. In compenso, il mutuo liquidità può coprire importi superiori ai 30 mila euro. Le spese sono maggiori rispetto a quelle previste per un qualsiasi altro prestito, ma la durata normalmente di un prestito personale.

Fido Affari Bancoposta

Per dare la possibilità ai commercianti di far fronte alle spese, Poste Italiane ha pensato ad un prestito con importo massimo finanziabile di 5000 euro. Si chiama “fido affari Bancoposta”, rivolto alle seguenti categorie professionali: commercianti, liberi professionisti e artigiani. Per ottenerlo bisogna possedere alcuni requisiti: essere costituiti nella forma della ditta individuale, essere in possesso di partita IVA, risultare titolari di un conto Bancoposta per l’attività professionale svolta. Prima di presentare la domanda per ottenere la concessione del fido bisogna procurarsi una specifica documentazione (tessera sanitaria, documento di identità in corso di validità, passaporto oppure permesso di soggiorno per gli stranieri, modello Unico).

Altri articoli: Finanziamenti Poste Italiane.

Prestiti Banca Unicredit

Una banca che in genere concede finanziamenti adatti ai commercianti è Unicredit. Per ottenere un prestito da questo istituto di credito i commercianti dovranno presentare apposita documentazione presso una filiale: infatti online è possibile fissare un appuntamento così da ottenere una consulenza personalizzata.

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Imprenditoria Femminile – Agevolazioni e Bandi 2016/17

Imprenditoria Femminile – Incentivi anche a fondo perduto

L’imprenditoria femminile cresce e, per fortuna, si consolida sempre più sul territorio; molte sono le startup di successo che hanno visto la luce negli ultimi anni e buona parte di queste sono declinate in rosa, anche a causa della crisi economica protagonista degli ultimi anni che ha destinato ormai irrimediabilmente anche le donne a dedicare obbligatoriamente una buona parte della giornata al lavoro. Per il prossimo biennio sono state per lo più rinnovate le condizioni di buona parte delle misure già previste per il 2015 e gli anni precedenti.

Agevolazioni e finanziamenti per l’imprenditoria femminile

La Legge 215/92 dal titolo “Azioni positive per l’imprenditoria femminile” nasce con l’obiettivo di qualificare la professionalità delle donne imprenditrici ed ogni anno da quando è stata approvata Governo ed enti preposti rifinanziano specifici strumenti finanziari che vanno in questa direzione (vedi anche Microcredito).

Esistono varie tipologie di finanziamento, infatti, per reperire il credito di cui si ha bisogno per far partire un’impresa o rilevarne una già esistente. Vediamoli insieme:

  • contributi a fondo perduto: si tratta di incentivi per i quali il 50% del contributo è interamente a fondo perduto, mentre il restante 50% è da restituire con un tasso d’interesse dello 0,5%, quindi molto agevolato, in un massimo di 10 anni;
  • riduzione d’imposta: in alternativa al finanziamento a fondo perduto viene concesso un credito d’imposta detraibile nella Dichiarazione dei Redditi;
  • finanziamenti agevolati: si tratta di strumenti finanziari che prevedono la restituzione completa del capitale al solito tasso dello 0,5% in 10 anni;
  • fondo di garanzia: si tratta di un fondo che permette di accedere al credito anche alle imprenditrici che non hanno garanzie da proporre alle banche e agli istituti di credito e si pone, appunto, come garante nel rapporto tra il soggetto richiedente il prestito e l’ente che lo concede.

Requisiti per avere accesso e inoltro domanda

Per poter presentare la domanda per uno dei finanziamenti regolati dalla Legge 215/92 bisogna possedere determinati requisiti:

  • essere una ditta individuale al femminile;
  • essere una società di persone o una cooperativa con il 60% di soci donne;
  • essere una società di capitali in cui i 2/3 delle quote sono in rosa ed 1/3 del personale dell’Amministrazione è formato da donne;
  • nel caso di società avere meno di 50 dipendenti;
  • avere un fatturato inferiore a 7 milioni di euro;
  • avere un bilancio inferiore a 5 milioni di euro;
  • non essere dipendenti da imprese partecipanti.

Chi è interessato ad inoltrare la domanda può verificare la presenza dei bandi sul sito del MiSE, Ministero Sviluppo Economico o in alternativa sul sito della Regione di appartenenza, all’interno dei quali ci sono tutte le istruzioni per la procedura.

Al termine della verifica da parte dell’ente preposto, che valuterà in base ai criteri di ammissibilità, quali la fattibilità del progetto, il business plan, la condizione lavorative delle richiedenti, età e quant’altro,verrà pubblicata la graduatoria sul sito di riferimento.

Altri articoli: Garanzia Giovani.

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Telemaco – Tutti i servizi per le imprese

Telemaco – Guida ai servizi online della Camera di Commercio

Telemaco è il portale messo a disposizione dei cittadini dalla Camera di Commercio che consente di avere accesso al patrimonio dei dati del Registro delle Imprese nazionale e di quello europeo, l’European Business Register. Non va confuso con Telemaco Credem Banca, che invece rientra nell’ambito del Corporate Banking, utile proprio alle imprese per una gestione dei conti con varie banche ma usando un solo collegamento via web. Stesso discorso per il Fondo Telemaco, che non ha nulla a che vedere con il servizio alle imprese, trattandosi di un fondo di previdenza destinato a chi lavora nelle telecomunicazioni.

Vediamo insieme le varie operazioni che possono essere eseguite, ricordando che alcune necessitano di registrazione a Telemaco Infocamere, mentre altre sono ad accesso libero.

Servizi disponibili senza registrazione

Non sono pochi i servizi messi a disposizione del cittadino da Telemaco che non necessitano di registrazione al portale e conseguente creazione dell’account né del versamento di un credito prepagato:

  • ricerca aziende nel Registro Imprese Italiano;
  • ricerca aziende nell’EBR, European Business Register;
  • richiesta visure, fascicoli e bilanci, pagando direttamente con carta di credito il costo del servizio;
  • verificare attraverso il QR Code l’esistenza e la corrispondenza di un documento di cui si è in possesso;
  • Mobile Apps è l’applicazione scaricabile gratuitamente, funzionante sia sui sistemi Android che iPhone, che permette di avere libero accesso tramite dispositivo mobile ai servizi offerti.

Ri.cerca, ri.build, ri.map, ri.visual, ComUnica, consultazione EBR

Esiste anche una consistente gamma di servizi a cui si ha accesso attraverso la registrazione e la richiesta di attivazione del servizio, immediata in caso di sola consultazione, sottoposta ad inoltro di richiesta e successiva verifica se si vuole anche poter inviare pratiche e richiedere certificati:

  • ri.cerca: per poter richiedere la consultazione di tutti i documenti ufficiali di un’azienda o di una persona fisica, quali visure camerali ordinarie e storiche, fascicoli completi, e per poter consultare il Registro dei Protesti (vedi anche Visura online protesti) e l’archivio dei Marchi e dei Brevetti;
  • ri.build: permette di verificare in modalità automatica gli aggiornamenti camerali relativi ad un’impresa o ad un gruppo di imprese, scegliendo la natura delle informazioni che si intendono tenere sotto controllo;
  • ri.map: permette di ricercare un’azienda o un gruppo di aziende attraverso determinati criteri di tipo territoriale e visualizzare i risultati su un mappa;
  • ri.visual: servizio che affianca lo standard testuale e propone le stesse informazioni in formato visuale, sotto forma di slides che illustrano anche graficamente le relazioni tra imprese e persone ad esse collegate;
  • ComUnica: strumento attraverso il quale è possibile inoltrare pratiche alla Camera di Commercio e tenere sotto controllo lo stato di avanzamento; questo servizio necessita di creazione di un conto personale che garantisca il pagamento dei costi necessari per i vari servizi;
  • consultazione dei documenti ufficiali, quali la scheda dell’impresa, la lista dei titolari di cariche, i bilanci e gli atti, delle imprese europee iscritte nell’EBR, il Registro Europeo formato dai Registri delle Imprese di ben 24 paesi.

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Garanzia Giovani – Quali soluzioni per gli under 30?

Come accedere agli incentivi previsti dal Fondi di Garanzia Giovani

La Youth Guarantee, altrimenti detta Garanzia Giovani, è un piano di finanziamento voluto dalla Comunità Europea che si prefigge l’obiettivo di portare incentivi e sostegno al mondo del lavoro giovanile offrendo opportunità di lavoro ai NEET, Not in Education, Employment or Training, ovvero quei giovani compresi tra i 15 ed i 29 anni che non sono impegnati in un percorso scolastico, di formazione o di lavoro.

Il Piano Garanzia Giovani è stato adottato dall’Italia nel 2014, grazie al Decreto Lavoro 2013, ed è stato recentemente prorogato fino al 2020 con tanto di raddoppio di incentivi soprattutto rivolti alle aziende che assumono concretamente il lavoratore che ha aderito ad un programma di formazione nell’ambito del progetto.(Vedi anche

Sono due le modalità per poter avere accesso ai finanziamenti messi a disposizione dal Fondo Europeo: iscriversi direttamente sul sito istituzionale del Governo o iscriversi nella sezione apposita del sito regionale d’interesse che può essere anche diverso rispetto alla regione di residenza. (Vedi anche Prestiti a fondo perduto)

Cosa prevede il Fondo di Garanzia Giovani
Il Programma Garanzia Giovani prevede un interessante pacchetto di opportunità a cui si può accedere dopo la fase iniziale di orientamento volta ad ottenere un profilo lavorativo del richiedente:

  • percorsi di formazione gratuiti orientati all’inserimento lavorativo
  • progettazione ed attuazione di percorsi di accompagnamento lavorativo
  • incentivazioni di contratti di apprendistato
  • attivazione di percorsi di tirocinio
  • inserimento in progetti di Servizio Civile Volontario
  • interventi di sostegno all’autoimprenditorialità (Vedi anche Invitalia)
  • sostegni alla mobilità professionale all’estero
  • bonus occupazionali rivolti alle imprese

Novità 2016: bonus raddoppiati, self-employment e tirocini ridotti

Rispetto alla Garanzia Giovani originaria del 2014, il rifinanziamento avvenuto a fine del 2015 ha apportato delle modifiche sostanziali soprattutto riguardo a queste misure:

  • bonus di assunzione: risultano raddoppiati rispetto a quelli previsti precedentemente, in quanto le aziende che provvederanno ad assumere tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre del 2016 il lavoratore che si è formato presso la sua sede riceveranno da un minimo di 2.000,00 €, se il contratto è di tipo determinato con una durata che va dai 6 ai 12 mesi, ad un massimo di 6.000,00 €, per i giovani che vengono assunti a tempo indeterminato;
  • self-employment: sono stati destinati 124 milioni di euro per finanziare il settore dell’autoimprenditorialità, al fine di concedere prestiti fino a 50.000,00 € da restituirsi in 7 anni senza garanzie a coloro che presenteranno progetti considerati meritevoli;
  • tirocini ridotti: vengono, invece, ridotte le misure destinate ai tirocini, al fine di disincentivare la tendenza, emersa nei primi due anni di Progettazione, di alcuni datori di lavoro di “disfarsi” del giovane tirocinante alla fine del percorso, dopo aver usufruito degli incentivi dedicati.

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Prestiti per autonomi: quali soluzioni senza garante?

Prestiti per autonomi: le alternative alle cambiali

I lavoratori autonomi, ed in questa categoria rientrano i liberi professionisti, gli imprenditori, i commercianti e gli artigiani, hanno sempre avuto più difficoltà ad ottenere prestiti personali. La mancanza di una busta paga periodica e fissa su cui contare, infatti, condiziona in qualche modo l’Istituto di Credito che si ritrova meno garantito sulla solvibilità del cliente ed è quindi meno disponibile a concedere linee di credito, a meno che non vengano fornite altre garanzie, come la presenza di una terza persona che possa contare su uno stipendio a tempo indeterminato o una pensione e si presti come garante. Un problema che coinvolge non solo coloro che possono dimostrare solo redditi bassi, ma anche medi.

Le esigenze di mercato attuali, però, conseguenti ad una crisi del mondo del lavoro che vede una diminuzione significativa del cosiddetto “posto fisso”, hanno spinto sempre più banche a proporre prestiti per autonomi per rispondere alle esigenze dei numerosi clienti che, seppur privi di una busta paga, producono comunque un reddito che può essere certificato ed utilizzato come garanzia di una capacità reddituale sufficiente ad ottenere un finanziamento, ferme restando le difficoltà in cui incappano coloro che sono protestati o segnalati crif nella lista dei cattivi pagatori.
Vediamo quali sono i metodi più efficaci per poter richiedere prestiti per autonomi senza dover ricorrere ad un garante (vedi anche Prestiti personali senza busta paga).

Prestiti per lavoratori autonomi con garanzie reddituali

Un lavoratore autonomo che desideri ottenere un finanziamento può presentare il Modello Unico, il modello ufficiale della Dichiarazione dei Redditi che certifica il reddito netto che è stato prodotto nell’anno precedente. Questa categoria di lavoratori, infatti, anche se non ha entrate fisse e periodiche su cui contare perché percepisce dei compensi a saldo delle prestazioni effettuate, spesso ha un’attività avviata che permette una capacità reddituale anche maggiore rispetto a quella di un lavoratore dipendente o di un pensionato.

Ovviamente va valutato il reddito annuale e non quello mensile come si è soliti fare per le linee di credito a cui hanno di solito accesso i lavoratori dipendenti e/o i pensionati, per poter avere un’idea chiara di quale può essere l’importo che può essere erogato e la durata totale del contratto, considerando che, in linea di massima, si può avere accesso a finanziamenti hanno un importo massimo di 50.000 € e possono essere restituiti in un minimo di 12 mesi ed un massimo di 120 mesi.

Prestiti per lavoratori autonomi senza garanzie

Nel caso in cui, invece, i redditi certificati dal Modello Unico non dovessero essere ritenuti sufficienti, la banca chiede solitamente delle garanzie accessorie. Se non si ha la possibilità di presentare un garante che diventi co-obbligato alla restituzione della somma prestata, esistono altre alternative per poter fornire le garanzie richieste:

  • un pacchetto azionario o qualsiasi altro prodotto finanziario che copra la cifra richiesta;
  • un canone d’affitto di un appartamento di proprietà locato;
  • un immobile di proprietà su cui accendere un’ipoteca.

Nel caso mancassero anche forme di garanzie alternative è possibile, come ultima spiaggia, richiedere i prestiti cambializzati, tipologie di finanziamento che si basano sulla presenza di cambiali che vanno a costituire le rate periodiche concordate con la banca, la quale, in caso di insolvenza, si ritrova in mano un titolo esecutivo per rivalersi di quanto non pagato.

I prestiti cambializzati sono tendenzialmente poco vantaggiosi, hanno spese abbastanza elevate e sono molto rischiosi, ragion per cui sono da considerarsi davvero come ultima alternativa dopo aver valutato tutte le altre.

Approfondimenti: Protesto della cambiale.

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