Mutui senza busta paga – Agevolazioni acquisto prima casa

Mutuo senza busta paga per giovani e autonomi: chi può ottenerlo?

La crisi economica che ha investito il mondo ha portato conseguenze importanti anche nel mondo del lavoro, in cui un posto fisso a tempo indeterminato ha lasciato ormai lo spazio ad altre forme di contratti lavorativi precari e senza garanzie.

I sogni e gli obiettivi dei consumatori però non cambiano anche se si devono ovviamente adeguare alle variazioni economiche cui tutti siamo sottoposti, ma è indubbio che comprare una casa resta in cima alla lista dei desideri di tutti: giovani coppie, famiglie appena formate o single.

È possibile accedere a un mutuo senza busta paga?

Mutui ipotecari e garanzie accessorie

Tra le soluzioni di più facile accesso che prevedono che il richiedente abbia altre forme di garanzia troviamo:

  • appoggiarsi ad un co-obbligato o con un garante economicamente solidi che si assumano la responsabilità del prestito in caso di inadempienza da parte dell’intestatario;
  • sottoscrivere un mutuo ipotecario che, attraverso l’accensione di un’ipoteca su un immobile di proprietà del richiedente, permette di ottenere quella liquidità necessaria per poter acquistare l’immobile oggetto di interesse. Si tratta quindi di un mutuo di liquidità ma con ipoteca anziché chirografario (vedi anche Prestiti liquidità).

Mutui per titolari di altri redditi e mutui agevolati

Sono molte oggi le forme contrattuali di lavoro diverse da quelle a tempo indeterminato e sono conseguentemente nati prodotti finanziari ad hoc per chi può dimostrare un reddito continuativo.
Esistono poi dei mutui agevolati che propongono tassi di interessi ridotti e sono rivolti a determinate categorie di persone che hanno contratti di lavoro atipico e desiderano acquistare la loro prima casa. Tali mutui sono coperti e garantiti da uno speciale Fondo di Garanzia per i mutui prima casa per avere accesso al quale sono necessari determinati requisiti:

  • che l’ammontare richiesto non superi i 250.000 €;
  • che l’abitazione oggetto d’acquisto non sia di lusso, ovvero non rientri nelle categorie catastali A1, A8, A9;
  • che almeno uno dei richiedenti abbia meno di 40 anni.

Trattandosi di un prodotto finanziario agevolato verrà data la precedenza alle giovani coppie o ai nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, per tutelare le categorie più fragili. Sono molte le banche che hanno aderito al fondo ampliando l’offerta con prodotti personali grazie ai quali è possibile allargare ulteriormente il bacino di utenza, anche senza garante.
Primo fra tutti merita di essere menzionato il Mutuo Valore Italia Giovani di Unicredit grazie al quale è possibile finanziare fino al 100% del valore dell’immobile.

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Assegno sociale – Requisiti e limiti Inps

Assegno sociale – Qual è la cifra massima erogata dall’Inps?

I cittadini che si trovano in condizioni economiche disagiate e che sono al di sotto della soglia di povertà determinata dal reddito possono da molti anni usufruire di un aiuto da parte dello Stato, un contributo che fino ad un ventennio fa circa veniva definito “pensione sociale” e che dal 1997 va sotto il nome di assegno sociale. Scopriamo cosa è un assegno sociale, quali sono i requisiti da possedere per ottenerlo e a quanto ammonta un importo singolo per il 2017.

Cos’è e quali sono i requisiti per richiederlo

Quando si parla di assegno sociale ci si riferisce ad una prestazione economica da parte statale, versata dall’Inps, Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Importante sapere che l’assegno sociale non deve essere considerato come definitivo, ma possiede carattere provvisorio: viene cioè erogato nel mentre persista la condizione di indigenza.
Quindi ad esempio l’assegno sociale concesso per il 2013 non dà diritto in automatico al percepimento per il 2014 o sul 2015, ma ogni anno bisogna essere in possesso dei requisiti minimi necessari.(Vedi anche i Prestiti pluriennali Inpdap)

Può essere richiesto da tutti i cittadini italiani che abbiano superato i 65 anni e 7 mesi di età (per i cittadini comunitari occorre l’iscrizione all’Anagrafe del Comune di residenza, mentre per gli extracomunitari serve il permesso di soggiorno di lungo periodo) con almeno 10 anni di residenza in Italia e stato di bisogno economico. Quest’ultimo lo si rileva dal reddito personale per chi vive solo, o dal reddito cumulativo dei coniugi, in caso di persone sposate.

Limiti di reddito e importi erogati

Per il biennio 2016-2017 l’importo massimo erogabile per prestazione mensile ammonta a 448,07 euro (per 12 mensilità più una), mentre i limiti di reddito per poter fare domanda di assegno sociale ammontano a 5.824,91 euro per le persone non coniugate e a 11.649,82 euro per i coniugi. Ai fini del calcolo del reddito vengono conteggiati, tra le altre cose, anche il possesso di eventuali immobili e terreni, la vincita di concorsi a premi, tutti i tipi di pensione, gli assegni alimentari.

Approfondisci anche la Cessione del quinto INPS.

Tra le voci che invece non fanno parte del conteggio del reddito troviamo l’indennità di accompagnamento, i TFR, il reddito arretrato di un precedente lavoro all’estero. Per richiedere un assegno sociale si può compilare la domanda in maniera telematica sul sito web dell’Inps, recarsi presso il patronato più vicino, oppure telefonare al call center dell’Inps al numero gratuito 803164 (se si chiama da fisso) o al numero a pagamento 06164164 (se si chiama da mobile). Per tutte le informazioni più dettagliate si veda: www.inps.it.

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Prestiti personali senza busta paga: le 3 cose da evitare !

E’ possibile ricevere un finanziamento senza busta paga?

Ottenere dei prestiti senza busta paga è una mera utopia se si sta cercando di ottenere una cessione del quinto dello stipendio o un prestito con delega. Invece negli altri casi ci sono delle vie percorribili, che ovviamente hanno percentuali di successo differenti a seconda che si vogliano ottenere i finanziamenti senza busta paga con garante, oppure senza garante o garanzie.

I finanziamenti per disoccupati e per casalinghe senza garanzie: è possibile?

Perdere il lavoro è senza dubbio una delle paure più grandi per tutti gli italiani, sempre più attanagliati da spese ed incombenze economiche. Fino a qualche anno fa, inoltre, gli istituti bancari e finanziari erano totalmente contrari ad erogare prestiti personali senza busta paga: con lo status di disoccupazione, quindi, l’accesso al credito era completamente precluso.

Negli ultimi tempi, però la situazione è cambiata e si stanno aprendo le porte del mondo dei prestiti personali anche ai soggetti che non possono dimostrare un reddito da lavoro attraverso le ultime buste paga percepite. Ad esempio una delle categorie che spesso incontra grandi difficoltà è quella delle casalinghe, svolgendo un genere di “lavoro” tipicamente non retribuito.

Quali comportamenti si dovrebbero evitare?

Per incrementare le probabilità di ottenere un prestito è bene evitare comportamenti errati e modalità di presentazione della domanda non conformi o poco affidabili, che rischierebbero di far chiudere in un nulla di fatto la richiesta (vedi anche Condizioni del Prestito della Speranza).

E’ importante, per questo motivo, conoscere bene quelle che sono le esigenze degli istituti finanziari, comportandosi di conseguenza.

Una condizione che può fare grande differenza nella richiesta di un prestito senza busta paga, è quella legata al merito creditizio. Spesso chi è senza un reddito certificato, non ha nemmeno una carta di credito. In questo modo nel sistema non esiste alcuna esperienza come merito creditizio. Se si ha un conto cointestato, sarebbe buona prassi richiedere una carta di credito aggiuntiva a favore ad esempio della moglie casalinga: in questo modo si darà prova di affidabilità, il che costituirà un punto di grande forza specialmente se si va a chiedere un prestito senza avere la possibilità di fornire delle garanzie particolarmente solide.

Gli errori e i comportamenti da evitare assolutamente

Scopriamo insieme quali sono le 3 cose da evitare per aumentare le possibilità ottenere un prestito personale senza busta paga, ed eventualmente senza garante, valide tanto per i Prestiti personali on line che per quelli da richiedere tramite uno sportello od un’agenzia.

  1. Mai presentare una richiesta di prestito senza garante
    Se non si ha alcun reddito dimostrabile la richiesta verrà bocciata immediatamente (rimanendo ‘nel sistema’ per 30 giorni). Quindi chiedere un nuovo prestito sempre senza busta paga ma con le opportune modifiche, come l’inserimento di un garante o coobbligato, diventerà una vera e propria impresa votata soprattutto all’insuccesso. Non avere una busta paga da presentare e più in generale un reddito documentabile (anche di origine patrimoniale) è considerata per le banche una totale mancanza di sicurezza sulla possibilità di rimborso del debito complessivo. Per questa ragione è fondamentale trovare una persona di fiducia come garante del prestito richiesto, e che si faccia quindi carico della responsabilità di pagare le rate al posto del beneficiario in caso di mancato assolvimento dei doveri mensili. Meglio evitare di presentare una domanda senza una busta paga e senza un garante: il risultato sarà solo una perdita di tempo prezioso. Ovviamente questo discorso vale solamente nel caso in cui non si abbia alcun reddito di natura differente da quello da lavoro dipendente, o che questo sia del tutto inadeguato e insufficiente.
  2. Attenzione all’ipoteca sulla casa
    Per erogare un prestito personale, in caso di assenza della busta paga, gli istituti di credito cercheranno fonti di sicurezza in eventuali immobili di proprietà dei richiedenti. L’ipoteca sulla casa, però, può essere uno strumento a doppio taglio: se da un lato spalancherà le porte al prestito richiesto, dall’altro rappresenta un elemento ad altissimo rischio. E’ importante, quindi, non commettere l’errore di fare una valutazione limitandosi al breve periodo: l’impossibilità di pagare le rate del prestito con continuità, infatti, metterebbe a repentaglio il bene più prezioso che un cittadino possiede, la propria dimora. Se si ha proprio bisogno di ottenere un finanziamento, e si è senza busta paga e senza garanzie come accade spesso per le casalinghe, allora è meglio prendere in considerazione il prestito su pegno. Si potrà perdere il bene dato in garanzia, ma non si rischia di non ritrovarsi un tetto sopra la testa.
  3. Mai essere maleducati ed indisponenti: la cordialità paga!
    Come nella vita, così nella richiesta di un prestito la cortesia e la cordialità possono giocare un ruolo importante, ancor di più in assenza di una busta paga, per instaurare un rapporto fiduciario con la controparte, ottenendo così qualche punto percentuale in più di possibilità di ricevere il credito. L’erogazione di un prestito, infatti, non è altro che una decisione presa da un team di persone che valutano la pratica: oltre ai criteri oggettivi (vedi anche Crif), non bisogna mai dimenticare la componente umana. Sorriso, disponibilità e allegria: una mix che può sempre essere utile. Un comportamento corretto potrebbe ad esempio permettere di accedere a un prestito cambializzato, che ricordiamo, ha carattere molto “eventuale” e non va mai dato per scontato.

Con garante o coobbligato?

Le politiche di credito adottate dalle banche (Compass, Unicredit, Findomestic, ecc il principio vale per tutti) potrebbero anche non considerare sufficiente l’inserimento di un garante in una richiesta di prestiti senza busta paga. Può succedere ad esempio quando l’importo richiesto è considerato elevato dalla banca (diventa più facile ottenere un piccolo prestito), oppure quando la durata scelta è particolarmente lunga. In questi casi bisogna arrendersi?

La risposta fortunatamente è no. Anzi rimangono almeno due possibilità:

  1. quella di chiedere alla banca una lettera liberatoria, così da poter fare la richiesta del prestito con un’altra banca o finanziaria che ha parametri meno rigidi;
  2. cambiare la posizione occupata dalla persona disposta a fare da garante ‘promuovendolo’ a coobbligato.

In questo modo il fatto che il richiedente principale sia senza busta paga è una pura formalità poiché, mentre nel caso di obbligato principale e garante la banca dovrà prima cercare di ottenere il pagamento da chi non ha un reddito aggredibile, e poi solo successivamente al garante, nell’altro caso avrà la possibilità di chiedere il pagamento direttamente a quest’ultimo. La conseguenza di questa scelta sarebbe sia sul piano della semplificazione che sul tempo necessario da utilizzare per ottenere il pagamento.

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