Prestito della Speranza: requisiti e modalità di richiesta

Prestito della Speranza per privati ed aziende

Il prestito della Speranza è uno strumento finanziario che la Cei (Conferenza episcopale italiana), in collaborazione con l’Abi (Associazione Bancaria italiana) mette a disposizione di tutti coloro che si trovano in condizioni economiche svantaggiate, si tratti di persone, famiglie o microimprese (vedi anche Fido bancario). Lo scopo è quello di reinserire socialmente i beneficiari di questo credito, ponendoli in condizione di riprendersi lavorativamente ed economicamente. Ma come fare per ottenere un prestito della Speranza? Ecco i requisiti e le modalità di richiesta.

Come funziona e quanto viene finanziato

Il prestito della speranza può dar vita ad un credito sociale e ad un credito “Fare Impresa”. Al primo possono accedere le persone fisiche, e di conseguenza anche le famiglie, con finanziamenti di importo massimo di 7.500 euro. che hanno la caratteristica di essere dilazionati in sei rate, una ogni due mesi (l’importo medio di una rata ammonta a circa 134 euro) ciascuna con un Tan al 2,5% massimo. Al credito Fare Impresa accedono invece le microimprese, le cooperative o le s.r.l. che richiedano importo non superiore a 25.000 euro, con rata mensile indicativa di 468 euro e Tan al 4,5%. In entrambi i casi il finanziamento viene rimborsato alla banca entro sei anni (piano di ammortamento).

Tutti i requisiti che servono per accedere al prestito

Al prestito della Speranza (nel 2015 è stata avviata la versione 3.0), che non eroga denaro direttamente ma funziona come un fondo di garanzia per prestiti erogati da Banca Prossima (che consente di accedere al suo portale con registrazione e login), del gruppo Intesa Sanpaolo, non possono accedere tutti ma esclusivamente le persone fisiche, famiglie o microimprese che stanno attraversando una delicata fase lavorativa e finanziaria.

In tale gruppo rientrano: disoccupati e cassintegrati, giovani inoccupati, lavoratori precari, giovani coppie in procinto di formare una famiglia e che abbiano bisogno di acquistare beni durevoli (e non effimeri), imprese individuali, microimprese in fase di start up che incontrano difficoltà nell’accesso al credito, società cooperative e s.r.l (vedi anche Microcredito).

Come fare richiesta di un prestito della Speranza

Per fare richiesta di un prestito della Speranza occorre recarsi in una delle sedi Caritas più vicine e presentare almeno uno dei seguenti documenti per le persone fisiche: certificazione Isee, lettera di licenziamento o certificato di disoccupazione, documento attestante invalidità o disagio. Diverso è il caso delle microimprese, che dovranno mostrare l’iscrizione alla Camera di Commercio e Partita Iva, DURC con regolarità delle posizioni fiscali, bilancio economico degli ultimi tre anni di attività, business plan dell’attività che intendono intraprendere.

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