Fido WeBank – Gli interessi sono davvero bassi?

Fido bancario WeBank – Quanto costa andare in rosso sul conto corerente

Sappiamo bene ormai come tutti gli istituti bancari e le finanziarie si prodighino ogni giorno con proposte e prodotti innovativi per attrarre sempre nuovi clienti. Da prestiti sempre più flessibili a conti correnti smart. Esiste però anche un altro strumento a disposizione delle banche per venire incontro alla clientela: il fido bancario. Scopriamo allora le caratteristiche di un fido Webank (la banca online che fa capo a Banca Popolare di Milano) e quanto esso convenga alla clientela.

Differenza tra fido e prestito e condizioni del fido Webank

Cominciamo col dire che un fido consiste in una somma di denaro che viene messa a disposizione dalla banca ad un proprio correntista (cittadino privato o impresa) quando quest’ultimo è in rosso! Per essere più chiari il fido rappresenta la somma massima che può essere usata da un correntista al di là della propria disponibilità sul conto corrente: ad esempio se ho un fido di 2000 euro e il saldo del conto è di 500 euro, io potrei usare la liquidità sul conto corrente per un totale di 2500 euro.

La differenza fondamentale tra il fido e il prestito consiste nel fatto che nel fido gli interessi si pagano solo sulle somme usate, e per il periodo di loro utilizzo. A queste vanno aggiunte alcune altre voci di “spesa” legate alla messa a disposizione del fido stesso. Successivamente prelievi e pagamenti possono essere gestiti liberamente, sempre nei limiti di quell’importo.

Nel caso di Webank si parla di un massimo del doppio del netto dello stipendio accreditato, fino a 5.000 euro. In più non si paga assolutamente nulla per commissioni di disponibilità fondi, così per le spese di istruttoria e di rinnovo del fido. Per quanto riguarda i tassi di interesse applicati: il Tan è al 4,5%, mentre il Taeg si porta a 4,94%. La richiesta di apertura e la concessione del fido Webank, poi, restano sempre gratuite. Per poter richiedere la concessione del Fido non bisogna andare in una filiale Bpm ma il tutto si gestisce online dall’area personale del proprio conto corrente, sempre rigorosamente a distanza, grazie all’impiego della firma digitale.

Requisiti e durata del fido

Per usufruire di un fido Webank occorrono determinati requisiti. Il principale è quello di essere titolari di un Conto Webank attivo da almeno 6 mesi. Occorre poi avere disposto l’accredito continuativo dello stipendio da almeno 3 mesi.

Per quanto riguarda la durata, poi, bisogna sapere che il fido resta valido fino a quando viene mantenuto l’accredito dello stipendio. Volendo fare un esempio pratico: se si richiede un fido per tre mesi e si usufruisce di una somma di circa 1.500 euro al mese la somma da pagare sarà pari a 16,88 euro.

Per altre informazioni più dettagliate si potrà consultare il sito web di Webank www.webank.it oppure telefonare al numero verde 800.148.149 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 21.00 ed il sabato dalle 9.00 alle 17.00.

Altri approfondimenti: Recensione ed opinioni carta di credito WeBank.

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Fido bancario Unicredit – Conviene Scoperto Facile?

Fido bancario di UniCredit -Quanto costa?

Il fido bancario UniCredit è molto probabilmente una delle migliori linee di credito tra quelle concesse attualmente dalle banche e rappresenta un’ottima soluzione per chi ha bisogno di ottenere della liquidità di cui disporre per gestire le spese di tutti i giorni.

Ricordiamo che il fido bancario è una particolare operazione di finanziamento che può essere considerata una valida alternativa al più specifico prestito personale; si tratta in pratica di uno sconfinamento autorizzato dalla banca stessa, la quale concede al cliente di prelevare, a sua discrezione, la somma concordata anche se il conto va in rosso. Ovviamente su questo importo la banca applica degli interessi solitamente calcolati trimestralmente che rappresentano il guadagno della banca.

Il fido bancario UniCredit dimostra di essere particolarmente intelligente e flessibile ed ha riscosso molto successo tra i titolari privati del conto corrente My Genius (esiste ovviamente anche un’ampia linea di fidi per aziende).

Vediamone insieme le caratteristiche principali, i requisiti per poterlo ottenere ed i costi da accollarsi.

Scoperto Facile: flessibilità e requisiti

Si chiama Scoperto Facile la concessione di un fido bancario per privati proposto, e recentemente rinnovato, da UniCredit e si presenta come un prodotto estremamente flessibile e all’avanguardia.

Scoperto Facile può essere gestito attraverso l’area clienti dedicata che si trova sul portale e non sono poche le operazioni eseguibili, prima fra tutte la facoltà di aumentare e diminuire il plafond di credito a seconda delle necessità che via via si presentano.

Ovviamente la concessione non è automatica, in quanto la banca si riserva di eseguire le dovute verifiche sulla capacità reddituale del cliente e di richiedere la canalizzazione dello stipendio, della pensione o di qualsiasi altra fonte di reddito per quei clienti che non sono affidati.

I massimali di Sconto Facile

Sono quattro i plafond a disposizione del cliente e tutti prevedono un unico tasso fisso di 8,90%, per un TAEG corrispondente di 11,41%, applicato trimestralmente solo alle somme effettivamente utilizzate.

Ogni scaglione prevede un canone mensile che corrisponde alla commissione per la messa a disposizione dei fondi, il cosiddetto DIF, spesa che non può superare lo 0,50% del capitale interessato su base trimestrale.

Vediamo insieme le quattro possibilità di Scoperto Facile, il fido bancario di UniCredit:

  • plafond da 1.500 € per un canone mensile di 2,50 €;
  • plafond da 3.000 € per un canone mensile di 5,00 €;
  • plafond da 6.000 € per un canone mensile di 10,00 €;
  • plafond da 12.000,00 per un canone mensile di 20,00 €.

Il passaggio da un massimale ad un altro non prevede il pagamento di commissioni a carico del cliente.

Prodotti Unicredit

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Fido bancario: guida all’apertura di credito in conto corrente

Apertura credito in conto corrente: vantaggi e svantaggi

E’ un vero e proprio contratto col quale l’Istituto di credito mette a disposizione del cliente una determinata somma di denaro per un dato periodo di tempo permettendo di spendere più soldi di quelli che realmente possiede sul proprio conto.

Come funziona e come richiederlo?

Per richiederlo, innanzitutto è necessario essere un correntista “corretto ed affidabile” nei rapporti con la propria banca (principio che vale tanto per le grandi banche come Bnl, Unicredit che le banche più piccole). Soddisfatto questo primo requisito si potrà presentare un’apposita domanda. A questa bisognerà allegare alcuni documenti che ci saranno richiesti dal nostro istituto di credito. Solitamente si tratta di dati inerenti il bilancio, se si tratta di azienda, o dichiarazione dei redditi per i privati.

Per quanto riguarda la tempistica, in caso di esito favorevole, questa si aggira intorno alle due settimane, ma i tempi possono variare a seconda dell’istituto di credito e dalle verifiche da effettuare (vedi anche Prestito personale online). Primo fra tutti l’Istituto controllerà se siamo iscritti alla Centrale Rischi on­line come cattivi pagatori o protestati. Una volta concesso il fido, e firmata altra documentazione, bisognerà attendere il giorno lavorativo successivo per poter utilizzare la somma messa a disposizione.

Quante tipologie?

Esiste l‘apertura di credito “semplice” che consiste da un solo utilizzo della somma messa a disposizione, anche se con prelevamenti successi, quella “in conto corrente”, che offre la possibilità all’accreditato di effettuare versamenti per reintegrare i prelievi effettuati. Esiste, inoltre, l’ “apertura allo scoperto” o “apertura garantita”. In questo caso le garanzie reali o personali si estinguono solo con la cessazione del rapporto. Se poi le garanzie diventano insufficienti, la banca può chiedere un’ulteriore garanzia o la sostituzione del garante. Infine, se il cliente non ottempera alla richiesta, la banca può ridurre il credito oppure recedere dal contratto stesso.

Quali costi?

Essendo uno strumento molto utile è naturale che il servizio abbia un costo d’apertura, di gestione, di chiusura e che si debbano sostenere dei tassi di interesse che comunque risultano solitamente più bassi di quelli per l’accensione di un classico prestito (vedi anche Consolidamento debiti).

Due voci di spesa sono sicuramente ineludibili e sono: la “commissione di disponibilità fondi” la cui applicazione è prevista in misura fissa sull’interno valore del fido e viene addebitata trimestralmente ed ha un valore che non può superare lo 0,50%.

Il limite è che viene applicata a prescindere dal reale utilizzo del fido. E’ consigliabile, pertanto, richiedere il fido solo se realmente necessario. Il lato positivo è dato dalla sua negoziabilità e cioè la possibilità di accordarsi con l’istituto di credito per una commissione inferiore.

Un’altra voce di spesa è data dagli “interessi debitori” che, a differenza della commissione di disponibilità dei fondi, non sono una spesa fissa ma variabile a seconda della frequenza d’utilizzo del fido e del tempo per cui rimane attivo.

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