Fido Intesa Sanpaolo – FidoPiù e AperCredito

Fido bancario Intesa Sanpaolo: costi, interessi e convenienza

Gli imprevisti possono mettere in seria crisi chiunque e a volte poter contare sull’apertura di credito in conto corrente può dare un po’ di sollievo. Per quanto riguarda la banca torinese il Fido di Intesa Sanpaolo viene offerto con l’affidamento in conto a revoca (quindi a tempo indeterminato) e quello a tempo determinato (quindi a scadenza).

Come conoscere quanto costa?

Come per ogni altro fido, anche con Intesa Sanpaolo sapere quanto può costare la gestione ed il mantenimento è utile, poiché in alcuni casi l’apertura di credito in conto corrente rischia di essere un lusso inutile. Come vedremo tra poco i costi possono variare anche in funzione della tipologia di fido scelta.

Detto questo, la presenza della Commissione Disponibilità Fondi in tutte e 4 le alternative disponibili, rende la scelta di ‘aprire’ un fido con la banca torinese non particolarmente conveniente se la possibilità di andare scoperti è quasi inesistente e si vuole richiedere l’apertura di credito per pura prudenza. Se invece il rischio di dover andare in rosso sul conto è alto (magari per degli squilibri di cassa tra entrate e uscite, soprattutto a causa delle varie scadenze di accredito e addebito) allora può rappresentare una valida alternativa.

La scelta invece tra la tipologia a tempo determinato o tempo indeterminato permette di modulare la durata del fido con il periodo entro il quale si stima di dover far fronte a questi squilibri. In questo caso un eccesso di uscite per un lasso di tempo noto potrebbe spingere verso il fido a scadenza, mentre la gestione di un conto con una situazione costantemente al limite dello sconfinamento, dovrebbe far propendere più per l’apertura a tempo indeterminato.

Vediamo ora quali sono le caratteristiche principali delle 4 tipologie di fido Intesa Sanpaolo menzionate ricordando che la liquidazione degli interessi per ogni tipologia rimane comunque con scadenza trimestrale.

FidoPiù a tempo indeterminato

La somma massima che può essere richiesta è fissata a 75 mila euro. Nonostante la dicitura ci troviamo di fronte ad un contratto ‘a revoca’ per questo in qualsiasi momento può essere richiesta la restituzione della somma usata nello sconfinamento se per la banca c’è un giustificato motivo. Se non c’è invece un giustificato motivo la banca deve fornire almeno 15 giorni di preavviso prima che il titolare del conto debba restituire la somma usata in affidamento.

C’è da tener presente che, per quanto riguarda le somme da restituire, si tratta solo dell’importo utilizzato realmente con l’aggiunta degli eventuali interessi maturati. Ad esempio se abbiamo un affidamento di 10 mila euro ma li abbiamo usati per 1500 euro, allora solo questa somma, più gli interessi maturati, sarà da restituire tramite versamento sul conto corrente per il quale il fido è stato concesso. Al 10 luglio 2018 la Civ è pari a zero mentre il tasso applicato è 10,5000%. La CDF è invece dello 0,5%.

FidoPiù a tempo determinato

Le caratteristiche così come i tassi, sono come quelli a tempo indeterminato ma si ha una scadenza. In tale data la somma usata in affidamento deve essere interamente restituita con l’aggiunta degli interessi passivi maturati. Anche in questo caso la Civ è pari a zero e la CDF a 0,5%.

Il Fido in conto corrente ordinario a tempo indeterminato – Apercredito

Come funzionamento è lo stesso del FidoPiù a tempo indeterminato, ma il tasso fisso sale al 14%. Per Civ e CDF valgono le stesse condizioni di FidoPiù (la prima a zero e la seconda a 0,5%). L’importo massimo è sempre di 75 mila euro.

Il Fido in conto corrente ordinario a tempo determinato – Apercredito

Stesso discorso del fido a tempo indeterminato, ma ovviamente c’è una scadenza che determina il termine del contratto di affidamento.

(Fonte: fogli informativi ufficiali Intesa Sanpaolo – Data: 10 luglio 2018)

Simulazione del calcolo degli interessi

Sul sito di Intesa Sanpaolo non c’è un vero e proprio simulatore che permette di fare una stima del costo complessivo che si può sostenere con il fido. Tuttavia all’interno del sito Intesa Sanpaolo è possibile trovare un apposito foglio excel attraverso cui si può ottenere un mero dato di stima:

Si tratta però di importi puramente indicativi. La richiesta può essere fatta rivolgendosi alla filiale Intesa Sanpaolo con la quale si ha il rapporto di conto corrente.

Fido Più Light

Concludiamo con la versione ‘leggera’ dell’apertura di credito in conto corrente di Banca Intesa. Come si legge dal sito della Cassa di Risparmio di Civitavecchia facente parte del gruppo Intesa Sanpaolo con Fido Più Light è possibile ottenere fino a 2000 euro (anche 1000 euro nel caso di Conto Facile). Tale prodotto è destinato ai pensionati ed ai dipendenti a tempo indeterminato. Interessanti le condizioni economiche che da foglio informativo ufficiale al 10 luglio 2018 sono:

  • CIF: 0 euro;
  • C.D.F.: 0%;
  • Tan: 8,50%
  • Taeg: 8,77%.

Prodotti e servizi Intesa Sanpaolo

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Fido Ing Direct: come richiederlo e quanto costa

Fido conto corrente Arancio Ing Direct: costi ed opinioni

Anche le banche on line sono diventate più flessibili nella concessione delle aperture di credito in conto corrente come nel caso del fido Ing Direct, collegato al noto conto corrente Arancio. Vediamone insieme costi, caratteristiche e peculiarità

Caratteristiche dello scoperto del conto corrente Arancio

L’importo che può essere richiesto come fido con Ing Direct deve essere compreso tra 1000 e 12 mila euro. Dal foglio informativo, in data 9 maggio 2018, vediamo che:

  • il tasso applicato è del 7%;
  • la liquidazione degli interessi avviene con cadenza trimestrale;
  • non sono previsti costi di istruttoria per la sua concessione e nemmeno la commissione omnicomprensiva.

Questo permette di calcolare in modo abbastanza facile gli interessi passivi che dovranno essere pagati per l’uso del fido con una semplice formula:

(Importo di fido utilizzato x giorni di effettivo utilizzo x tasso di interesse) / 36500

Come si evince anche dai forum e dalla community Arancio i tempi invece sono variabili, potendo andare da qualche giorno ad alcune settimane. Ciò è dovuto al fatto che la banca concede il fido sulla base di una serie di valutazioni che devono essere fatte su ogni singolo richiedente: per alcuni clienti questo tipo di analisi e di indagine necessita di tempi più lunghi rispetto ad altre situazioni.

Come funziona la richiesta?

La richiesta può essere fatta online oppure passando per una filiale Ing Direct. Nel primo caso si dovrà fare la richiesta dall’internet banking sfruttando l’apposita funzione. A procedere potrà essere l’interessato direttamente oppure con l’aiuto del consulente Ing Direct.

Se invece si sceglie la modalità ‘tradizionale’ si deve compilare il modulo cartaceo con l’aiuto di un impiegato. In caso di concessione comunque al richiedente arriverà la comunicazione secondo i canali indicati come principali quando è stato aperto il conto stesso.

Procedura per la richiesta online

Se si vuole fare la richiesta direttamente dalla propria area clienti, una volta loggati inserendo il pin e l’apposito codice, si deve entrare nella sotto sezione “Altre operazioni” presente nella sezione del conto corrente. Qui tra le altre voci c’è anche quella riferita al Fido. Una volta entrati nella funzione si potrà scegliere “Richiesta apertura” oppure “Richiesta Modifica Fido”. In entrambi i casi la banca farà le valutazioni che riterrà opportune per concedere il fido oppure per l’aumento o la modifica richiesti.

Attenzione: anche la procedura on line termina con l’uso del cartaceo. Si deve infatti stampare il modulo che risulterà precompilato, firmarlo ed inviarlo all’indirizzo indicato sul modulo stesso.

Se si ha una certa premura nel far avanzare la richiesta è consigliato inviare il cartaceo immediatamente perché la banca prenderà in carico la richiesta non quando questa viene inserita nel sistema via web, ma quando ottiene conferma con il cartaceo debitamente firmato. Sulla tempistica delle due vie per la richiesta le opinioni sono contrastanti anche se la più veloce sembra essere quella tramite filiale.

Quali requisiti servono?

La concessione di un fido Ing Direct, come per ogni altro istituto di credito, consiste nella messa a disposizione di una linea di credito. Quindi la banca vuole avere delle garanzie e delle forme di tutela ben specifica. Queste ad oggi (rilevazione dal sito Ing Direct in data 9 maggio 2018) si possono riassumere in:

  1. parere positivo in fase di valutazione della richiesta: si tratta di un giudizio insindacabile che segue dei criteri che non sono specificati, quindi se si vuole provare bisognerà farlo ed attendere una risposta sperando che sia positiva;
  2. anzianità di conto corrente superiore ai 6 mesi: questa viene ‘calcolata’ dal momento di apertura e attivazione del conto fino al momento in cui si fa la richiesta di fido;
  3. accredito dello stipendio sul conto corrente Arancio: non è necessario aver fatto l’accredito per tutto il periodo dei 6 mesi di anzianità. E’ sufficiente che siano stati effettuati due accrediti consecutivi prima della richiesta di fido. In alternativa è possibile garantire una giacenza media pari ad almeno 3 mila euro sempre per i due mesi che precedono la richiesta dell’apertura di credito in conto corrente.

Quindi ricapitolando, tutte e tre le condizioni devono essere presenti simultaneamente, mentre non è necessario che si verifichino contemporaneamente: giacenza media di 3 mila euro e 2 stipendi accreditati.

C’è un ultimo aspetto, che anche se non specificato su nessun documento Ing Direct, rappresenta una regola di buon senso che può fare la differenza tra una richiesta di fido accettata ed una rifiutata: non andare in rosso prima che il fido sia stato concesso. Questo aspetto può condizionare infatti la fase di valutazione della richiesta di scoperto.

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Fido Widiba – Guida alla richiesta online

Fido Widiba – Quali documenti sono richiesti?

Il modo dei servizi offerti da Widiba prevede una presenza per quasi ogni tipologia di prodotto e/o servizio bancario collegato. In quest’ottica al conto corrente è collegata la possibilità di richiedere un fido, che Widiba concede se si rispettano alcuni requisiti fondamentali.

Requisiti e condizioni applicate

Il primo requisito è logicamente rappresentato dalla necessaria titolarietà di un conto corrente Widiba, anche perché la richiesta deve passare forzatamente tramite l’internet banking. Bisogna poi inviare alla banca, per consentire l’istruttoria, una serie di documenti che possono variare a seconda che:

  • si faccia richiesta di affidamento in conto corrente per importi inferiori a 75 mila euro;
  • apertura di credito in conto corrente superiore a 75 mila euro;
  • richiesta di variazione del fido.

Per ogni ipotesi è prevista la possibilità di poter presentare dei garanti, così da poter aumentare gli importi che Widiba può essere disposta a concedere come fido, ferma restando la sua facoltà di decidere a favore o meno di una qualsiasi richiesta.

In generale vale il principio in base al quale non c’è un collegamento diretto e restrittivo tra l’eventuale importo di stipendio o pensione percepito ed accreditato sul conto Widiba. La cifra concessa come fido terrà infatti conto anche di altre fonti di reddito, purché dimostrabili, oltre che dei garanti presentati nelle richieste. Tuttavia è pressoché necessario disporre l’accredito degli emolumenti (stipendio, pensione, ecc) per aumentare le possibilità che la somma richiesta venga accordata (senza tuttavia avere alcuna garanzia).

Da sottolineare infine la possibilità di richiedere il fido ‘garantendolo’ attraverso strumenti finanziari o meglio titoli offerti in garanzia. Questi devono coprire interamente l’importo concesso a meno che Widiba stessa non decida di applicare eventuali scarti ‘ad personam’.

Condizioni

Le condizioni variano in primis a seconda dei tassi di mercato. Oltre a questo ci possono essere delle differenze a seconda che si richieda un’apertura di credito in conto corrente superiore o inferiore ai 75 mila euro. Per essere aggiornati sui tassi applicati e le commissioni (in ogni caso omnicomprensive) si deve controllare l’ultimo foglio informativo approvato presente sul sito ufficiale Widiba. Ad esempio al 10 aprile 2018 i costi previsti sono:

  • commissione su corrispettivo accordato: 0,5% trimestrale;
  • spese di comunicazione: 50 centesimi.

Il tasso è sempre in tale data pari al 7% più euribor a tre mesi se non si usa lo scoperto garantito da pegno su titoli, altrimenti lo spread dal 7% si dimezza (3,5% più euribor a tre mesi). Il tasso per quanto riguarda i primi mesi del 2018 rimane lo stesso, indipendentemente dall’importo concesso come fido, così come le condizioni e i costi accessori come si evince dai fogli informativi disponibili sempre al 16 aprile 2018.


Documenti necessari

Da allegare alla richiesta di fido Widiba sono necessari come documenti:

  • fotocopia di un documento di identità;
  • copia del codice fiscale o tessera sanitaria;
  • copia ultima dichiarazione dei redditi (quindi sono accettati Modello Unico per gli autonomi, e Modello 730 o CUD per pensionati o dipendenti);
  • in caso di dipendenti copia originale della certificazione del datore di lavoro dell’anzianità di servizio, mentre per professioni l’iscrizione all’Albo e per gli autonomi Estratto Camera di Commercio;
  • ultime due buste paga o cedolini della pensione;
  • per gli stranieri anche la copia del permesso di soggiorno.
  • utenza intestata al richiedente il fido che deve risultare pagata in modo regolare.

Tali documenti sono ‘caricabili’ direttamente online grazie alla funzione proposto oppure possono presentati in modo cartaceo ad una delle filiali Mps.

Attenzione: ribadiamo ancora una volta che la presentazione di una documentazione in “regola” non assicura la concessione del fido. Widiba, alla pari di un finanziamento, eseguirà un’istruttoria e deciderà in modo insindacabile sull’eventualità di concedere o meno il fiso.

Questo viene concesso di norma a tempo indeterminato con revoca. Quindi in qualsiasi momento la banca può decidere di revocare la messa a disposizione dello scoperto. Queste stesse regole valgono anche in caso di richiesta di variazione dell’importo di fido concesso in precedenza, per il quale si deve compilare l’apposito modulo scaricabile dal sito ufficiale Widiba.

Approfondimento: Guida alla richiesta di prestiti veloci.

Come avviene la richiesta?

Il primo passaggio, come detto, è quello di aprire un conto corrente Widiba. Si tratta di una procedura non complessa, ma che tuttavia può richiedere alcuni giorni per le procedure di riconoscimento (possibile sia con webcam che è più rapida, che con bonifico online da un conto che deve essere intestato al richiedente l’apertura).

E’ consigliato procedere con l’accredito dello stipendio con qualche mese di anticipo rispetto a quello in cui si provvederà alla richiesta del fido. A questo punto, per procedere con la richiesta, si dovrà:

  • entrare nell’internet banking loggandosi;
  • selezionare la sezione prestiti;
  • cliccare sulla voce del fido;
  • seguire le istruzioni per la compilazione degli spazi obbligatori.

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Fido Bancoposta – Come richiederlo e quanto costa

Fido Bancoposta: come funziona lo scoperto di Poste Italiane

Per poter gestire le proprie spese quotidiane o straordinarie con maggiore tranquillità, i titolari del conto di Poste Italiane possono richiedere il fido Bancoposta. Si tratta di uno scoperto in conto corrente che viene concesso fattivamente da Deutsche Bank che svolgerà i necessari accertamenti prima di accordarlo.

Nel caso in cui venisse rifiutato è sempre a Deutsche Bank da imputare questa scelta, essendo Poste italiane il semplice collocatore.

Requisiti necessari e documentazione richiesta

La richiesta del fido Bancoposta può essere fatta solo dai titolari di un conto che siano lavoratori dipendenti o pensionati, con accredito di stipendio o pensione sul conto stesso. E’ inoltre necessario che il conto abbia al massimo due intestatari (in caso di cointestazione) e che questi siano residenti in Italia. I documenti che bisogna presentare con la richiesta di attivazione del fido sono:

  • un documento di riconoscimento non scaduto;
  • la tessera sanitaria o il codice fiscale (se si ha la carta di identità con il codice fiscale è sufficiente come unico documento);
  • la copia dell’ultima busta paga per i lavoratori e del cedolino della pensione per i pensionati.

Può essere richiesta ulteriore documentazione soprattutto in corso di specifiche o particolari promozioni (Fonte sito ufficiale Poste Italiane – Data: 08/03/2018).

Una volta che si è diventati titolari del fido Bancoposta bisogna anche prendere la decisione se compilare il modulo di autorizzazione che permette di addebitare gli interessi sul conto corrente in modo automatico (si tratta di un’opzione facoltativa e non obbligatoria).

Caratteristiche e condizioni dello scoperto

Il fido offerto da Poste Italiane può essere concesso di un importo pari a:

Il tasso Tan è fisso per tutte e tre le ‘taglie’ ed all’8 marzo 2018 è pari all’8,9% (Fonte: foglio informativo Fido Bancoposta presente sul sito ufficiale in data 8/03/2018). Ovviamente c’è una variazione del Taeg in funzione degli importi dovuta anche alla commissione crescente trimestrale omnicomprensiva applicata per la concessione stessa dell’affidamento:

Importo scoperto Taeg Commissione trimestrale
1500 euro 10,27% 3,73 euro
3000 euro 9,93% 5 euro
5000 euro 9,76% 6,25 euro

(Fonte: foglio informativo Fido Bancoposta del Novembre 2017 valido al 8/03/2018)

Per conoscere il “costo effettivo” e capire se questo scoperto conviene in base alle proprie necessità, può essere usato un tool che è presente sul sito Poste Italiane. Il sistema non è aggiornatissimo, perché ad esempio è riportato l’importo di fido più basso di 750 euro ora non più presente. Il sistema è comunque funzionale ad una simulazione orientativa e può per questo dare un aiuto nelle proprie valutazioni. Per sfruttarlo si deve:

  1. Scegliere se si ha o meno il fido già sul conto:
  2. Inserire il tipo di conto che si ha (attenzione, se si è titolari di un conto Bancoposta Click comunque la richiesta di Fido non cambia);
  3. Scegliere l’ammontare del fido che si vorrebbe chiedere:
  4. Inserire il valore che si stima si utilizzerà come “scoperto” e la sua durata;
  5. Considerare il costo stimato dal sistema.

Attenzione: in fondo alla pagina sono presenti due pulsanti che dovrebbero permettere di eseguire differenti funzioni di richiesta (online oppure fissando un appuntamento). In realtà questo sistema è puramente indicativo e selezionando i pulsanti non si giunge a nessuna funzione operativa utile (info valida al 8/03/2018).

Come si richiede?

La richiesta del Fido Bancoposta va fatta per forza all’ufficio postale presso il quale è stato aperto il conto corrente (compreso il sabato mattina). Se si ha un conto cointestato è necessario che entrambi i titolari compilino il modulo di richiesta del fido stesso. Per ridurre i tempi di attivazione è consigliato prendere un appuntamento (può essere fatto chiamando il numero 800.00.33.22) e poi recarvisi con tutti i documenti che abbiamo indicato sopra.

L’esito logicamente non è immediato e dipende da numerosi fattori. Per conoscere i tempi si può al massimo chiedere all’ufficio postale stesso, che generalmente sa dire qual è la tempistica media, vista l’esperienza e il tipo di rapporto più o meno diretto con gli uffici Deutsche Bank preposti alla decisione di approvazione o di rifiuto.

Costi e commissioni extra

Nel caso in cui ci dovessero essere dei ritardi di pagamento, si applicano interessi di mora calcolati aggiungendo al tasso standard altri due punti e mezzo. In questo calcolo non viene considerata la commissione omnicomprensiva che è un costo fisso che viene liquidato in modo posticipato ad ogni trimestre.

Un esempio di costi proposto sui documenti ufficiali di Poste Italiane per un affidamento di € 1.500,00 è il seguente (da foglio informativo di Novembre 2017 al 6-03-2018):

  • totale degli interessi da liquidare per il periodo di utilizzo: 33,37 euro;
  • commissione omnicomprensiva per l’affidamento 3,75 euro;
  • totale da rimborsare pari a 1.537,12 (fido + interessi + commissione).

Nel caso in cui il fido non venisse utilizzato l’unico importo da liquidare è quello di 3,75 euro che viene richiesto indipendentemente dall’uso della linea di fido accordata.

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Fido WeBank – Gli interessi sono davvero bassi?

Fido bancario WeBank – Quanto costa andare in rosso sul conto corerente

Sappiamo bene ormai come tutti gli istituti bancari e le finanziarie si prodighino ogni giorno con proposte e prodotti innovativi per attrarre sempre nuovi clienti. Da prestiti sempre più flessibili a conti correnti smart. Esiste però anche un altro strumento a disposizione delle banche per venire incontro alla clientela: il fido bancario. Scopriamo allora le caratteristiche di un fido Webank (la banca online che fa capo a Banca Popolare di Milano) e quanto esso convenga alla clientela.

Differenza tra fido e prestito e condizioni del fido Webank

Cominciamo col dire che un fido consiste in una somma di denaro che viene messa a disposizione dalla banca ad un proprio correntista (cittadino privato o impresa) quando quest’ultimo è in rosso! Per essere più chiari il fido rappresenta la somma massima che può essere usata da un correntista al di là della propria disponibilità sul conto corrente: ad esempio se ho un fido di 2000 euro e il saldo del conto è di 500 euro, io potrei usare la liquidità sul conto corrente per un totale di 2500 euro.

La differenza fondamentale tra il fido e il prestito consiste nel fatto che nel fido gli interessi si pagano solo sulle somme usate, e per il periodo di loro utilizzo. A queste vanno aggiunte alcune altre voci di “spesa” legate alla messa a disposizione del fido stesso. Successivamente prelievi e pagamenti possono essere gestiti liberamente, sempre nei limiti di quell’importo.

Nel caso di Webank si parla di un massimo del doppio del netto dello stipendio accreditato, fino a 5.000 euro. In più non si paga assolutamente nulla per commissioni di disponibilità fondi, così per le spese di istruttoria e di rinnovo del fido. Per quanto riguarda i tassi di interesse applicati: il Tan è al 4,5%, mentre il Taeg si porta a 4,94%. La richiesta di apertura e la concessione del fido Webank, poi, restano sempre gratuite. Per poter richiedere la concessione del Fido non bisogna andare in una filiale Bpm ma il tutto si gestisce online dall’area personale del proprio conto corrente, sempre rigorosamente a distanza, grazie all’impiego della firma digitale.

Requisiti e durata del fido

Per usufruire di un fido Webank occorrono determinati requisiti. Il principale è quello di essere titolari di un Conto Webank attivo da almeno 6 mesi. Occorre poi avere disposto l’accredito continuativo dello stipendio da almeno 3 mesi.

Per quanto riguarda la durata, poi, bisogna sapere che il fido resta valido fino a quando viene mantenuto l’accredito dello stipendio. Volendo fare un esempio pratico: se si richiede un fido per tre mesi e si usufruisce di una somma di circa 1.500 euro al mese la somma da pagare sarà pari a 16,88 euro.

Per altre informazioni più dettagliate si potrà consultare il sito web di Webank www.webank.it oppure telefonare al numero verde 800.148.149 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 21.00 ed il sabato dalle 9.00 alle 17.00.

Altri approfondimenti: Recensione ed opinioni carta di credito WeBank.

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Fido bancario Unicredit – Conviene Scoperto Facile?

Fido bancario di UniCredit -Quanto costa?

Il fido bancario UniCredit è molto probabilmente una delle migliori linee di credito tra quelle concesse attualmente dalle banche e rappresenta un’ottima soluzione per chi ha bisogno di ottenere della liquidità di cui disporre per gestire le spese di tutti i giorni.

Ricordiamo che il fido bancario è una particolare operazione di finanziamento che può essere considerata una valida alternativa al più specifico prestito personale; si tratta in pratica di uno sconfinamento autorizzato dalla banca stessa, la quale concede al cliente di prelevare, a sua discrezione, la somma concordata anche se il conto va in rosso. Ovviamente su questo importo la banca applica degli interessi solitamente calcolati trimestralmente che rappresentano il guadagno della banca.

Il fido bancario UniCredit dimostra di essere particolarmente intelligente e flessibile ed ha riscosso molto successo tra i titolari privati del conto corrente My Genius (esiste ovviamente anche un’ampia linea di fidi per aziende).

Vediamone insieme le caratteristiche principali, i requisiti per poterlo ottenere ed i costi da accollarsi.

Scoperto Facile: flessibilità e requisiti

Si chiama Scoperto Facile la concessione di un fido bancario per privati proposto, e recentemente rinnovato, da UniCredit e si presenta come un prodotto estremamente flessibile e all’avanguardia.

Scoperto Facile può essere gestito attraverso l’area clienti dedicata che si trova sul portale e non sono poche le operazioni eseguibili, prima fra tutte la facoltà di aumentare e diminuire il plafond di credito a seconda delle necessità che via via si presentano.

Ovviamente la concessione non è automatica, in quanto la banca si riserva di eseguire le dovute verifiche sulla capacità reddituale del cliente e di richiedere la canalizzazione dello stipendio, della pensione o di qualsiasi altra fonte di reddito per quei clienti che non sono affidati.

I massimali di Sconto Facile

Sono quattro i plafond a disposizione del cliente e tutti prevedono un unico tasso fisso di 8,90%, per un TAEG corrispondente di 11,41%, applicato trimestralmente solo alle somme effettivamente utilizzate.

Ogni scaglione prevede un canone mensile che corrisponde alla commissione per la messa a disposizione dei fondi, il cosiddetto DIF, spesa che non può superare lo 0,50% del capitale interessato su base trimestrale.

Vediamo insieme le quattro possibilità di Scoperto Facile, il fido bancario di UniCredit:

  • plafond da 1.500 € per un canone mensile di 2,50 €;
  • plafond da 3.000 € per un canone mensile di 5,00 €;
  • plafond da 6.000 € per un canone mensile di 10,00 €;
  • plafond da 12.000,00 per un canone mensile di 20,00 €.

Il passaggio da un massimale ad un altro non prevede il pagamento di commissioni a carico del cliente.

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Fido bancario: guida all’apertura di credito in conto corrente

Apertura credito in conto corrente: vantaggi e svantaggi

E’ un vero e proprio contratto col quale l’Istituto di credito mette a disposizione del cliente una determinata somma di denaro per un dato periodo di tempo permettendo di spendere più soldi di quelli che realmente possiede sul proprio conto.

Come funziona e come richiederlo?

Per richiederlo, innanzitutto è necessario essere un correntista “corretto ed affidabile” nei rapporti con la propria banca (principio che vale tanto per le grandi banche come Bnl, Unicredit che le banche più piccole). Soddisfatto questo primo requisito si potrà presentare un’apposita domanda. A questa bisognerà allegare alcuni documenti che ci saranno richiesti dal nostro istituto di credito. Solitamente si tratta di dati inerenti il bilancio, se si tratta di azienda, o dichiarazione dei redditi per i privati.

Per quanto riguarda la tempistica, in caso di esito favorevole, questa si aggira intorno alle due settimane, ma i tempi possono variare a seconda dell’istituto di credito e dalle verifiche da effettuare (vedi anche Prestito personale online). Primo fra tutti l’Istituto controllerà se siamo iscritti alla Centrale Rischi on­line come cattivi pagatori o protestati. Una volta concesso il fido, e firmata altra documentazione, bisognerà attendere il giorno lavorativo successivo per poter utilizzare la somma messa a disposizione.

Quante tipologie?

Esiste l‘apertura di credito “semplice” che consiste da un solo utilizzo della somma messa a disposizione, anche se con prelevamenti successi, quella “in conto corrente”, che offre la possibilità all’accreditato di effettuare versamenti per reintegrare i prelievi effettuati. Esiste, inoltre, l’ “apertura allo scoperto” o “apertura garantita”. In questo caso le garanzie reali o personali si estinguono solo con la cessazione del rapporto. Se poi le garanzie diventano insufficienti, la banca può chiedere un’ulteriore garanzia o la sostituzione del garante. Infine, se il cliente non ottempera alla richiesta, la banca può ridurre il credito oppure recedere dal contratto stesso.

Quali costi?

Essendo uno strumento molto utile è naturale che il servizio abbia un costo d’apertura, di gestione, di chiusura e che si debbano sostenere dei tassi di interesse che comunque risultano solitamente più bassi di quelli per l’accensione di un classico prestito (vedi anche Consolidamento debiti).

Due voci di spesa sono sicuramente ineludibili e sono: la “commissione di disponibilità fondi” la cui applicazione è prevista in misura fissa sull’interno valore del fido e viene addebitata trimestralmente ed ha un valore che non può superare lo 0,50%.

Il limite è che viene applicata a prescindere dal reale utilizzo del fido. E’ consigliabile, pertanto, richiedere il fido solo se realmente necessario. Il lato positivo è dato dalla sua negoziabilità e cioè la possibilità di accordarsi con l’istituto di credito per una commissione inferiore.

Un’altra voce di spesa è data dagli “interessi debitori” che, a differenza della commissione di disponibilità dei fondi, non sono una spesa fissa ma variabile a seconda della frequenza d’utilizzo del fido e del tempo per cui rimane attivo.

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