Anticipo cessione del quinto: è davvero possibile?

Anticipo della cessione del quinto: conviene davvero?

L’anticipo della cessione del quinto è possibile e permette di ottenere una somma in ‘acconto’, in attesa che tutte le procedure del finanziamento siano ultimate con la conseguente erogazione dell’importo rimanente.

È quindi ovvio che l’anticipo verrà decurtato dalla somma totale, per cui non cambia l’importo che complessivamente si potrà ottenere.

Cambiano però i tempi di erogazione delle somme e quindi si anticipa, per una parte, la possibilità di utilizzo. Si tratta di una possibilità che è utile soprattutto se si ha una particolare emergenza e se si ha bisogno di una somma urgente.

coppia felice di medià età

Caratteristiche generali

La possibilità di richiedere ed ottenere l’anticipo per la cessione del quinto (stipendio o pensione) è prevista dalla tipologia stessa di finanziamento, anche se ci possono essere delle restrizioni sull’importo che si potrà ottenere (calcolato in percentuale).

L’anticipo della cessione del quinto non va confusa con l’anticipo del Tfr. Ricordiamo infatti che l’anticipo del Tfr si può fare solo se ricorrono alcune necessità specifiche (acquisto casa, spese mediche, funebri, ecc) e può essere richiesto se si ha un accantonamento maturato in 8 anni di lavoro sempre nella stessa azienda.

Invece per la cessione del quinto l’anticipo non richiede particolari requisiti. Come appena detto, i limiti sull’importo dipendono dalla società finanziatrice o banca, mentre i tempi dal datore di lavoro. Aspetti, entrambi, che tuttavia non ne inficiano la possibilità di ottenerlo o meno.

Gli step per ottenere un anticipo

La richiesta dell’anticipo va fatta prima che si arrivi alla delibera per l’erogazione dell’importo. I tempi generalmente indicati sono compresi entro i 15 giorni dal momento in cui viene consegnata tutta la documentazione per il completamento della pratica.

Questo perché per arrivare all’erogazione della somma i tempi vanno in media tra i 15 giorni e i 30 giorni successivi (che spesso possono anche andare oltre fino a 45 giorni o 60 giorni).

Attenzione: non stiamo parlando di un acconto, ma di un anticipo che tecnicamente è diverso e lo è anche dal punto di vista burocratico. Infatti l’anticipo sulla cessione del quinto richiede la stipula di un contratto di prefinanziamento, che poi viene estinto con la somma complessiva versata dalla quale si deve decurtare l’importo stesso dell’anticipo (proprio per questo alla fine di tutto il procedimento si ottiene sempre la stessa somma richiesta in origine).

C’è un ‘però’, che dovrebbe emergere proprio dal fatto che si firma un prefinanziamento: si tratta di un contratto ‘aggiuntivo’ che prevede l’applicazione di interessi e questi interessi si calcolano giornalmente, per cui prima si arriva all’erogazione della cessione e meno sarà il loro ‘peso’ sull’operazione nel suo complesso (da valutare con apposito preventivo).

Da un punto di vista della convenienza bisogna fare attenzione anche all’importo richiesto a titolo di anticipo, dato che in alcuni si può arrivare anche fino al 70% della somma totale (maggiore è l’anticipo maggiori saranno gli interessi passivi che nel frattempo potranno maturare).

banconote da 20, 50 e 100 euro

Convenienza e possibilità di successo

Il discorso della convenienza va misurato in base alle proprie reali necessità. Non si può dare un giudizio a priori considerando che:

  • si pagheranno degli interessi che tuttavia possono essere quantificati solo dopo aver visionato il contratto di prefinanziamento. Si tratta di una valutazione da fare sul momento (vedi anche Tassi cessione);
  • la convenienza ‘economica’ non va spesso di pari passo con quella personale legata all’urgenza e ai motivi che costringono a chiedere un prestito personale o una cessione del quinto dello stipendio. Se l’aspetto personale è molto importante e poco flessibile (non si può attendere o derogare) allora bisogna guardare proprio a quest’ultimo aspetto come prioritario in assoluto;
  • c’è molta differenza di criteri e di trattamento da parte delle varie finanziarie e banche, per cui bisogna fare le valutazioni a monte, preferibilmente in fase di richiesta di preventivo.

Per quanto riguarda gli aspetti legati alle possibilità di avere successo nella richiesta (e non una cessione rifiutata), i fattori da considerare sono ancora di più, perché coinvolgono anche il datore di lavoro.

Approfondimento: Sospensione cessione del quinto

La variabile del datore di lavoro

Abbiamo già accennato più volte a delle limitazioni sui tempi di erogazione nel caso dei dipendenti, soprattutto nell’ambito del settore privato. Questo perché, anche nel caso dell’anticipo, l’istituto di credito dovrà valutare l’affidabilità/solidità dell’azienda per la quale si lavora.

Il livello di solidità influenzerà non solo il buon fine della pratica ma può fare una grande differenza anche sulla percentuale che potrà essere accordata come anticipo. Anche questo aspetto può variare molto tra le varie banche o finanziarie ed è perciò bene discuterne con chi segue la pratica.

Minori problemi ci dovrebbero essere nel caso della richiesta di una cessione del quinto della pensione visto che in questo caso è l’Inps a doversi interfacciare con l’istituto di credito.

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Cessione del quinto Bper: perché sceglierla?

Richiedere una cessione del quinto Bper: vantaggi e svantaggi

La cessione del quinto Bper si rivolge ai pensionati ed ai dipendenti. Tale finanziamento può essere richiesto passando tramite una delle filiali, oppure attraverso:

  • intermediari autorizzati per il collocamento;
  • agenti monomandatari in attività di promozione dei finanziamenti;

Scegliendo una delle due ultime alternative si dovrà considerare anche il costo del compenso per l’attività di intermediazione (assente in caso di filiale). In tutti i casi comunque la cessione verrà erogata da BiBanca.

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Caratteristiche e condizioni

Ricordiamo che, a prescindere dall’istituto di credito erogante, la cessione del quinto ha delle caratteristiche ben definite dalla normativa apposita che l’ha istituita (ad esempio sono esclusi a monte i lavoratori autonomi). Quindi anche nel caso della cessione del quinto dello stipendio e della pensione Bper troviamo:

  • durata fino a 120 mensilità, a partire da un minimo di 36 mesi;
  • tasso fisso per tutta la durata;
  • assicurazione obbligatoria (caso morte per dipendenti e pensionati, e caso rischio perdita lavoro per i soli dipendenti);
  • rata costante per tutta la durata.

logo di banca Bper

Invece per quanto riguarda le scelte specifiche fatte da Bper troviamo gli importi massimi che sono fissati a:

  • 75 mila euro per pensionati e dipendenti statali;
  • 55 mila euro per i dipendenti privati.

Per tutte le categorie invece l’importo minimo è unico ed è stato fissato a 3.600 euro. Ovviamente la possibilità di raggiungere gli importi massimi suddetti dipende da vari fattori:

  • durata massima che può essere ottenuta considerata la propria età anagrafica;
  • importo della pensione (al netto della quota cedibile) e dello stipendio netto (la rata massima deve rientrare nel 20% dello stipendio o pensione);
  • l’ammontare del Tfr accumulato per i dipendenti privati (vedi anche Prestiti INPS per dipendenti privati ).

(Fonte: sito ufficiale Bper – Data: 20 agosto 2021)

Per quanto riguarda le condizioni economiche bisogna considerare soprattutto le seguenti voci accessorie:

  • eventuali costi di intermediazione che sono calcolati con commissione del 2% sulla somma richiesta;
  • costi di istruttoria che si calcolano con commissione del 3% sulla somma richiesta;
  • premio assicurativo (costo del 26% su rischio vita caso morte e 15% per il rischio perdita di impiego).

Come si può notare non ci sono costi per le comunicazioni. I costi accessori saranno dovuti solo in caso di concessione della cessione del quinto e nel momento in cui si ottiene la somma richiesta.

Richiesta preventivo e finanziamento

Sul sito è presente un form che permette di richiedere informazioni. Tuttavia si tratta di un modulo di ri-contatto per cui una volta inseriti i propri dati e le informazioni che si desidera ricevere si dovrà poi attendere la chiamata di un consulente. Per ottenere un vero e proprio preventivo (sempre se si vuole passare tramite Bper) allora si deve andare in una filiale, muniti dei documenti principali come la busta paga o cedolino della pensione (dove sono presenti i dati utili a valutarne la richiedibilità).

Documenti necessari e requisiti

disegno di documento e punto interrogativo

Proprio in base alla normativa vigente, anche nel caso della cessione del quinto con Bper bisogna avere dei requisiti specifici per procedere alla richiesta. Proprio per questo si devono presentare come documenti obbligatori :

  1. documento d’identità valido (con una scadenza preferibilmente non inferiore a 6 mesi);
  2. codice fiscale (con tesserino del c.f. oppure la tessera sanitaria) in originale;
  3. ultima busta paga (cessione del quinto dello stipendio) o l’ultimo cedolino della pensione (cessione del quinto della pensione);
  4. codice IBAN del conto corrente per l’accredito della somma accordata;
  5. ultimo CUD in caso di un dipendente oppure ultimo modello OBIS/M per un pensionato (indispensabile per determinare la quota cedibile);
  6. certificato di stipendio o attestato di servizio per i lavoratori dipendenti.

(N.B. Eventuale ulteriore documentazione può essere richiesta qualora occorresse)

(Fonte: sito ufficiale Bper – Data: 20 agosto 2021)

Tornando ai requisiti che bisogna avere, oltre ad essere dipendenti o pensionati, si deve ottemperare ai seguenti aspetti:

Requisiti necessari dipendenti:

  • residenza in Italia;
  • maggiore età;
  • essere titolari di un contratto a tempo indeterminato con anzianità di almeno sei mesi.

Requisiti necessari pensionati:

  • residenza in Italia;
  • avere una pensione non inferiore a 600 euro mensili;
  • età massima al momento della richiesta del prestito di 79 anni.

Concludendo

La cessione del quinto Bper non può presentare troppe differenze rispetto all’offerta media di altre banche e finanziarie (è quindi richiedibile anche da chi ha avuto segnalazioni Crif). Si può sicuramente valutarne la validità, ma per farlo bisogna passare per la richiesta di un preventivo fatto su misura, per cui è necessario comunque rivolgersi ad una filiale Bper (non parliamo di cessione a distanza oppure online).

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Cessione del quinto per acquisto auto: è possibile?

Cessione del quinto per acquisto auto: cosa sapere prima di scegliere

I prestiti personali non hanno una finalità specifica, per cui non rientrato tra quelli finalizzati. Allora perché si sente parlare di cessione del quinto per l’acquisto dell’auto, come se fosse un prestito di tipo finalizzato, mentre viene ‘legislativamente’ classificato tra quelli di tipo personale? Facciamo un po’ di chiarezza.

Si può usare come prestito ‘auto’?

Dobbiamo innanzitutto distinguere tra due ipotesi: la cessione del quinto per l’acquisto dell’auto come alternativa a un prestito finalizzato, e il prestito pluriennale garantito finalizzato all’acquisto dell’auto.

Cessione del quinto vera e propria

La prima ipotesi, che è quella più ricorrente, è normalmente accessibile a tutti coloro che possono richiedere la cessione del quinto, come dipendenti (pubblici o privati) e i pensionati Inps (purché non si tratti di pensione non derivante da attività lavorativa come quella di invalidità).

calcolatrice con numero 5
In questo caso si richiede una cessione del quinto per usarne la liquidità per l’acquisto di un’auto, il che rende possibile acquistare un’auto nuova, usata o a km zero.

Approfondimento: Finanziamento auto usata

L’acquisto può avvenire sia presso un concessionario che da un privato, proprio perché non c’è alcun legame tra il finanziamento e il tipo di utilizzo che se ne farà per quanto riguarda la finanziaria o banca finanziatrice. Detto questo ci possono essere alcuni limiti di accesso legati a i seguenti punti:

  • durata del contratto di lavoro da dipendente (solo nel caso di un contratto a tempo determinato);
  • requisiti minimi necessari dell’azienda della quale si è dipendenti (tipo di attività, numero di dipendenti, numero di cessioni già accordate);
  • assicurabilità del richiedente (per patologie e malattie);
  • quota cedibile;
  • età anagrafica;
  • stipendio già impegnato per pignoramento o condizioni simili.

Di contro la richiesta può essere fatta anche da chi è un cattivo pagatore o da chi ha altri impegni che non permetterebbero la richiesta di prestiti auto o altri tipi di finanziamento.

Prestito pluriennale diretto

La seconda ipotesi è quella del prestito pluriennale diretto. Si tratta di un finanziamento che funziona come la cessione del quinto (con trattenuta della rata a monte e importo massimo rata reddito pari al 20%) ma che può essere richiesto solo da chi possiede i requisiti previsti dal regolamento Inps ex Inpdap.

Più precisamente questo finanziamento è destinato a coloro che:

  • sono iscritti nel fondo unitario per le prestazioni creditizie e sociali da almeno 4 anni (fatti salvi coloro che hanno un tempo dimezzato in quanto invalidi sul lavoro, medaglie al valor militare ecc);
  • hanno un contratto a tempo indeterminato e se determinato di durata residua superiore quella del piano di ammortamento (non si può quindi trattare di un finanziamento auto senza busta paga);
  • necessitano di una cifra che rientra nell’importo massimo che si può richiedere.

A differenza della cessione del quinto ‘generica’ è necessario dimostrare l’acquisto e il relativo importo da spendere (è sufficiente anche un preventivo) e non si può ottenere una somma superiore a 20 mila euro. Inoltre bisogna dimostrare che si tratta dell’unico mezzo di cui è proprietario il richiedente e dare prova di aver versato almeno il 10% del prezzo di acquisto riportato nel preventivo. Inoltre non si può scegliere nel piano quinquennale visto che con questa finalità è previsto per forza il piano decennale.

impiegato che accoglie con stretta di mano

C’è convenienza?

La cessione del quinto prevede l’assicurazione obbligatoria (di cui si fa carico in alcuni casi, la stessa banca o finanziaria erogatrice) e tassi medio o medio-contenuti. Tuttavia difficilmente si potrà aspirare a un tasso zero o tassi promozionali particolarmente bassi, come può avvenire nel caso di prestiti auto proposti nelle offerte della banca o delle concessionarie appartenenti allo stesso gruppo (vedi anche finanziamenti auto a tasso zero).

Quindi sul piano della convenienza, soprattutto nel caso di acquisto di auto nuova, il binomio ‘risparmio’ e cessione del quinto non va molto bene. Più che parlare di convenienza dobbiamo considerare l’opportunità di riuscire a ottenere la somma di cui si ha bisogno, soprattutto in quelle ipotesi in cui non ci sono molte altre alternative da seguire.

Documenti e preventivi

Anche alcuni concessionari possono proporre la soluzione di una cessione del quinto per auto, ma non è che detto che, alla pari dei finanziamenti finalizzati, sia l’alternativa più conveniente. È necessario quindi farsi fare differenti preventivi anche per la cessione, comparandoli anche ad altre tipologie di prestito, per evitare di scegliere in modo poco prudente, tenendo d’occhio anche i costi indiretti o accessori.

Qualora si decidesse di optare comunque per una cessione del quinto, bisogna avere con sé:

  • documenti di riconoscimento personali;
  • ultima busta paga o cedolino della pensione (per appurare in primis la quota cedibile);
  • per i lavoratori può essere richiesta anche una copia del contratto di lavoro (opzionale dipende dalla banca o finanziaria alla quale ci si rivolge);
  • preventivo ufficiale del prezzo dell’auto (necessario in realtà solo per conoscere la cifra esatta che si vuole finanziarie).

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Assicurazione cessione del quinto: cosa copre?

Assicurazione cessione del quinto: ecco come funziona

Iniziamo subito evidenziando come l’assicurazione sulla cessione del quinto dello stipendio e della pensione sia obbligatoria. Lo stabilisce l’articolo 54 del D.P.R. n. 180/1950 dove si sottolinea che le cessioni ‘devono’ essere accompagnate dalla ‘garanzia dell’assicurazione sulla vita e contro i rischi di impiego’.

due mani che proteggono un disegno di una famiglia

Come si può notare in questo riferimento legislativo si indica solo un generico ‘vita e rischio impiego’. La motivazione è semplice: quando fu approvata questa legge la cessione del quinto era destinata solo ai dipendenti del pubblico impiego, mentre quelli del settore privato e pensionati sono stati aggiunti a questa possibilità solo nella prima decade degli anni 2000.

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Perché una copertura obbligatoria?

Come noto ai più la cessione del quinto rappresenta un tipo di finanziamento dotato di ampie garanzie per l’istituto di credito concedente il finanziamento, in primis quella di veder rimborsata la rata a monte, ovvero con la trattenuta sullo stipendio netto mensile da parte del datore di lavoro (o ente previdenziale per i pensionati). Un aspetto che evidentemente riduce in modo notevole il rischio di insolvenza (vedi cessione del quinto rifiutata).

Tuttavia ciò non tutela la banca o la finanziaria da qualsiasi situazione che può rendere il finanziato inadempiente. Qui entra in scena la copertura assicurativa obbligatoria che ribadiamo è legata ai seguenti 2 punti:

  • rischio perdita di impiego (per dipendenti settore pubblico e privato);
  • rischio caso morte (per pensionati e per dipendenti di settore pubblico e privato).

Pensionati o dipendenti: chi rischia (e paga di più)?

Quindi, riassumendo, la copertura obbligatoria si applica per quelle situazioni che non trovano tutela ‘effettiva’ per l’istituto di credito se non con la stipula di una polizza assicurativa. Nel caso di pensionati è ad esempio riferita solo alla premorienza anche se questo non porta ad un miglioramento delle condizioni economiche. Considerata l’età più avanzata, il maggior costo ‘assicurativo’ eguaglia la necessità dei dipendenti di doversi assicurare oltre che per caso premorienza, anche per la perdita del posto di lavoro.

Con chi stipularla?

Il discorso fin qui è chiaro: se si vuole ottenere una cessione del quinto, si dovrà anche sottoscrivere un’assicurazione adeguata (per copertura dei rischi e massimali). Ma è possibile scegliere in autonomia con chi stipularla?

Fino a un po’ di tempo fa (o meglio, prima che emergessero le problematiche legate ai conflitti di interesse per l’appartenenza delle compagnie agli stessi gruppi bancari o delle finanziarie che proponevano i contratti di cessione), il finanziato (richiedente) non aveva scelta: davanti si trovava tra i fogli da firmare anche quello assicurativo.

I premi poi venivano aggiunti al costo della rata generalmente in modo rateizzato anche se non erano obsolete soluzioni a ‘premio unico’ (quindi con un bel esborso al momento dell’accredito della somma ottenuta). In ogni caso erano a carico sempre del finanziato.

Ad oggi la situazione è invece radicalmente cambiata dopo una serie di problematiche affrontate proprio sui conflitti di interesse ed a seguito di opportune liberalizzazioni. Per la precisione è stato scelto di offrire la possibilità al richiedente/finanziato di scegliersi la copertura assicurativa. Logicamente non nella sostanza (il livello di ‘tutela’ deve essere in linea con l’ammontare del finanziamento e l’attività lavorativa oltre che età anagrafica) ma nel soggetto (compagnia di assicurazione) proponente. Perchè? La risposta è semplice: per permettere a chiunque di trovare l’assicurazione adatta al costo più conveniente.

mano con penna e fogli da firmare

Che cosa è cambiato nella richiesta e nella convenienza?

In linea di principio, oggi chi vuole richiedere la cessione del quinto verrà messo davanti a una serie di scelte legate all’assicurazione, alcune da parte anche della stessa banca interpellata, che proporrà quindi una o più coperture assicurative ‘adatte’. Il richiedente (finanziato) non è però obbligato a sottoscrivere la polizza (o scegliere tra quelle proposte dalla banca), ma può muoversi liberamente.

Detto questo, per una banca/finanziaria, nella concessione di una cessione del quinto, è utile avere un rapporto diretto con la compagnia di assicurazione per non andare incontro a disguidi e ritardi sia in fase di sottoscrizione che di ‘eventuale’ liquidazione. Per riuscire a ottenere questa forma di tutela, sempre più spesso gli istituti di credito si fanno carico del costo del premio assicurativo.

In questo caso anche se la compagnia appartiene allo stesso gruppo della banca (o finanziaria), il limite del palese conflitto di interessi viene meno.

Le coperture: di che tipo?

Per quanto riguarda la premorienza non c’è molto da dire, in quanto l’assicurazione tutela evidentemente l’istituto di credito in caso di morte del finanziato. In tale evenienza verserà la differenza (o capitale residuo) da rimborsare al momento della morte del finanziato alla banca o finanziaria. Proprio per questo da un punto di vista commissionale più una persona è avanti con gli anni, maggiore è il rischio e maggiore è il premio da pagare.

Invece per la perdita di impiego ci sono delle differenze ‘fondamentali’ che bisogna conoscere, soprattutto tra la tipologia ‘a protezione del credito’ e quella contro le ‘possibili perdite economiche future’ (o perdite pecuniarie future). La prima infatti prevede che in caso di perdita di impiego (che non deve essere mai per colpa o licenziamento volontario) la compagnia di assicurazione possa rifarsi su l’assicurato: paga le rate al posto del datore di lavoro, fino al ritrovamento del nuovo impiego, ma i premi che ha pagato nel frattempo vengono richiesti all’assicurato. Invece l’altra formula prevede che l’assicurazione paghi le rate durante il periodo di mancanza di impiego, fino a quando il lavoratore trova altro lavoro, ma non ha possibilità di richiedere i premi pagati nel frattempo.

Oltre a questo ci sono molti altri fattori da considerare che impongono di leggere con attenzione le varie proposte ricevute a prescindere dalla mera convenienza economica. Nel particolare è essenziale prestare attenzione alla formule di rivalsa al verificarsi di alcune situazioni (clausole, limitazioni, ecc)

N.B. Il licenziamento per giusta causa, come quello volontario, non beneficiano mai della copertura assicurativa.

In caso di estinzione anticipata?

Infine, in caso di estinzione anticipata della cessione del quinto si ha diritto alla restituzione della parte di assicurazione i cui premi sono stati già pagati ma non goduti. Il rimborso comprende anche i relativi caricamenti legati ai costi di gestione che nella maggior parte dei casi rappresentano proprio il guadagno della compagnia assicurativa. Stesso discorso anche nel caso del rinnovo della cessione del quinto che ricordiamo porta fattivamente alla chiusura del vecchio finanziamento per l’apertura di un nuovo contratto, anche in riferimento all’ambito assicurativo.

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Cessione del quinto a distanza: è possibile?

Vantaggi e svantaggi della cessione del quinto a distanza

I prodotti finanziari hanno dimostrato nell’ultimo ventennio una grande propensione ad adattarsi alle cambiate esigenze degli utenti. Tra gli ultimi cambiamenti nell’ambito dei prestiti si mette in bella mostra quello che riguarda la cessione del quinto ‘a distanza’.

Un cambiamento di rotta molto significativo in quanto per questo tipo di prodotto la consulenza ha sempre avuto un ruolo centrale e ciò lo aveva finora escluso dalla platea di quanti volevano un valido prestito online senza andare in filiale.

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Quali sono i cambiamenti?

punti interrogativi

Dobbiamo subito specificare che il cambiamento riguarda soprattutto le modalità di accesso, mentre per il funzionamento non ci sono stati dei cambiamenti significativi rispetto ad una cessione del quinto ‘tradizionale’. Infatti seppur ‘a distanza’ rimaniamo su un prodotto per il quale valgono le leggi che lo hanno istituito negli anni ‘60 e quelle che nella prima decade degli anni 2000 lo hanno esteso anche a dipendenti privati e pensionati come possibili destinatari.

Per quanto riguarda le modalità di accesso, dobbiamo invece fare una distinzione, in quanto anche negli anni passati si poteva accedere alla cessione del quinto a distanza, ma solo per la richiesta di un preventivo e con modalità che non rendevano un interessato del tutto autonomo. Quindi mettiamo a confronto ciò che si può fare online, apprezzandone le varie differenze.

Richiesta di un preventivo online

Come già detto, questa possibilità era già presente da diversi anni. Tuttavia, per il ruolo ricoperto dalla consulenza, questa fase non si conclude con l’immediatezza della risposta. E’ possibile procedere compilando:

  • un form online, con dati generici e di contatto, esplicitando la volontà di essere contattati da un consulente. In questo caso non si sta chiedendo un preventivo direttamente (per lungo tempo è stata l’opzione più frequente);
  • una richiesta di preventivo online, con i dati di cui si è in possesso su stipendio netto (o pensione) e sui dati del datore di lavoro che si possono ottenere dalla busta paga (o dall’Inps nel cedolino della pensione). In questo caso si può ottenere un preventivo che viene inviato nell’arco di qualche giorno senza essere ricontattati. È però un’alternativa abbastanza rara;
  • un questionario con alcuni dati fondamentali. Si tratta di una situazione intermedia in quanto i dati inseriti vengono presi in carico da un consulente, che prima di stilare un preventivo approfondisce eventualmente alcuni aspetti e informazioni, così da avere un quadro completo e chiaro per procedere ad un preventivo attendibile.

In tutti e tre i casi, anche se non ci troviamo di fronte a situazioni online al 100%, si può quindi sempre parlare di preventivi ‘a distanza’. Un aspetto evidentemente migliorativo visto che fino a pochi anni fa il primo passaggio obbligato era quello di fissare un appuntamento, recarsi in una filiale o incontrare un intermediario.

Richiesta del finanziamento

disegno di uomo al computer

Passiamo ora alla vera e propria novità visto che oggi, anche se in un numero di casi che ancora non è elevatissimo,

dal preventivo si può passare alla formalizzazione della richiesta della cessione del quinto a distanza.

Per la precisione le strade percorribili in questo caso sono generalmente due e cioè:

  • dopo aver superato la fase del preventivo (dove è quasi sempre previsto un contatto con un consulente che può avvenire via telefono, o tramite Skype e canali simili), se si decide di formalizzare la richiesta si ottiene il contratto cartaceo. Spesso questo viene portato da un corriere apposito che poi prende in carico il tutto firmato e le copie dei documenti;
  • sempre a seguito del preventivo, si ottiene il materiale in modo digitale al contatto e-mail dato in fase di richiesta. In tal caso è normalmente richiesto di stampare la documentazione, firmarla e poi inviarla nel modo che si ritiene più sicuro, affidandosi a poste o corriere. In alcuni casi, ma solo se previsto, è possibile sfruttare la firma digitale, così da non dover usare nulla di cartaceo.

Perché rinunciare alla consulenza tradizionale?

Una cessione del quinto a distanza è più veloce? La risposta non può essere univoca visto che i tempi sono condizionati dal momento in cui l’operatore o il consulente che devono prendere in carico la pratica riescono a ricevere tutto il materiale richiesto. Inoltre da un punto di vista formale l’iter ha gli stessi tempi previsti per una cessione del quinto tradizionale, dovendo coinvolgere anche il datore di lavoro o l’Inps.

Passiamo ora a valutare l’aspetto della consulenza. Il potersi affidare ad una persona esperta che segue le pratiche è infatti un fattore che per alcuni bilancia la scomodità di doversi spostare per andare agli appuntamenti. Anzi, questo è stato uno dei freni allo sviluppo di cessioni del quinto a distanza negli anni passati. Tuttavia oggi il panorama è cambiato e

la consulenza può essere espletata online.

Non solo, a rafforzare l’aspetto della comodità c’è anche quello della sicurezza inerente alla pandemia che ha flagellato il 2020 e che purtroppo proseguirà anche in un certo numero di mesi del 2021.

Alcuni esempi

Le società che propongono la cessione del quinto a distanza sono ancora poche.

Abbiamo comunque fatto una ricerca mirata ed abbiamo trovato alcune società già organizzate per la cessione del quinto online. Si tratta solo di alcuni esempi evidenziati al 26 dicembre 2020 per cui non si tratta di un elenco esaustivo.

Dynamica Retail

Dynamica Retail rientra tra gli intermediari regolarmente iscritti nell’Elenco. La cessione del quinto che propone a distanza è stata chiamata Vysta. La modalità di sottoscrizione del contratto segue la procedura digitale al 100 per cento sfruttando la firma digitale.

Creditoxte

Creditoxte è un intermediario regolamentato e iscritto nell’Elenco Generale presso la Banca d’Italia. Non si ha una procedura digitale come nel primo caso. Anzi, la parte contrattuale è rimandata all’uso del cartaceo e prevede l’intervento di un corriere, che sarà però sempre pagato dalla società finanziaria.

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Cessione del quinto con taeg basso: come fare la scelta giusta?

Cessione del quinto con taeg basso: cosa influenza il tasso?

Una delle regole certe nel mondo dei finanziamenti è che qualunque valutazione si stia facendo bisogna guardare ai tassi di interesse come un punto molto importante, seppur non esclusivo. Anche nel caso della cessione del quinto è così, anche se il Taeg basso in tali prestiti dipenda da numerosi fattori che non sempre possono essere sfruttati dai richiedenti.

Ne è un esempio lapalissiano la categoria di appartenenza, essendo questo prodotto suddiviso in cessione del quinto Inps per pensionati e cessione del quinto dello stipendio per dipendenti pubblici e dipendenti statali. Analizziamo subito più a fondo questo aspetto.

numerosi simboli di percentuale

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Categoria di appartenenza

A differenza di quanto accade per i finanziamenti personali e per quelli finalizzati, dove trattamenti più favorevoli sull’applicazione dei tassi vengono rimandati a specifiche convenzioni, nel caso delle cessioni del quinto il taeg più basso spetta comunque ai dipendenti pubblici. Poi troviamo in una posizione intermedia il Taeg riservato ai pensionati, e infine nella parte più ‘costosa’ quello applicato ai dipendenti privati.

Nelle tre opzioni possiamo trovare delle condizioni ulteriormente migliorative se ci dovessero essere delle convenzioni appositamente dedicate ma

l’ordine di tassi applicati, dal Taeg più basso al più alto, segue sempre questo schema: dipendenti pubblici, pensionati e infine dipendenti privati.

Tan e Taeg

Rispetto ad altri finanziamenti, con la cessione notiamo anche un importante scostamento tra il Tan e il Taeg. E’ logico quindi domandarsi quali siano le ragioni e come regolarsi. Ribadiamo innanzitutto la validità del principio in base al quale non ci si deve far attrarre da un Tan basso, ma bisogna sempre guardare al Taeg. Un assunto che è valido per i finanziamenti in generale, ma a maggior ragione per le cessioni del quinto dove nel taeg entra anche l’assicurazione. Ricordiamo che quest’ultima è infatti ‘obbligatoria’, altra grande differenza rispetto agli altri tipi di prestiti dove l’assicurazione è generalmente facoltativa.

Il discorso dell’assicurazione è molto importante in quanto, pur essendo obbligatoria per tutti i tipi di cessione del quinto, questa risulterà diversa a seconda della categoria di appartenenza. Nel particolare

per i pensionati è prevista solo la copertura caso morte, mentre per chi è ancora dipendente oltre a quella caso morte viene inserita anche la parte legata al rischio di perdita del lavoro.

lavagna con su scritto tan e taeg

Entriamo nel merito di queste caratteristiche e che cosa implicano in termini di impatto su un Taeg più o meno basso:

  • per i pensionati: anche se la copertura assicurativa riguarda solo il ‘caso morte’, avendo un’età media al di sopra dei 65 anni, i pensionati pagano un premio più elevato, rispetto al caso morte di un dipendente;
  • per i dipendenti pubblici: vista la ‘stabilità’ e l’affidabilità del datore di lavoro il premio assicurativo per il rischio perdita di lavoro è più basso rispetto a quello applicato ad un dipendente privato;
  • per i dipendenti privati: gli appartenenti a questa categoria lavorativa hanno già un Tan più elevato rispetto alle altre categorie nella cessione del quinto, in quanto vanno incontro a maggiore rischio di perdita di lavoro. Un discorso amplificato nel Taeg visto che il maggior rischio prevede anche un premio assicurativo più elevato.

(Approfondimento: Tassi Cessione del quinto)

Come risparmiare

Ovviamente non si può scegliere la categoria di appartenenza, ma informarsi sulla presenza di eventuali agevolazioni o convenzioni dedicate è sempre una soluzione valida per ottenere complessivamente un Taeg più basso, dove, ripetiamo, confluiscono anche i costi accessori collegati all’operazione di finanziamento.

Alcuni esempi

Per comprendere ancora meglio quanto evidenziato fino ad ora, proponiamo le condizioni per le tre situazioni ‘tipo’ proposte da Banca Ifis (tra i pochi istituti di credito a riportare esempi ufficiali per le varie alternative di richiedenti senza bisogna dell’intervento di un consulente).

N.B. Gli esempi riportano anche le spese accessorie, ma soprattutto quelle di intermediazione. Queste non è detto che saranno sempre applicate, perché dipende a quale mediatore creditizio, banca o istituto di credito ci si rivolge.

immagine di calcolatrice

Dipendente della pubblica amministrazione

La richiesta è di 20 mila euro, da rimborsare in 120 rate. L’importo netto ottenuto secondo il simulatore, con un Taeg 5,3840% e Tan di 3,3898%, è di circa 19.567,87 euro, dovendo rimborsare al mese una rata di 210,00 euro. Quindi al termine del piano di ammortamento si restituiranno in termini di interessi circa 3.852,13 euro (ci sono poi da includere le commissioni di intermediazione di 1200 euro, i costi di istruttoria, l’imposta di bollo).

Dipendente del settore privato

L’esempio che ci viene offerto prevede una somma richiesta di circa 10 mila euro, da rimborsare sempre per 120 rate e con una rata mensile di circa 140 euro. I Tassi saranno:
Tan fisso pari a 7,5534% e Taeg pari a 10,5191%. Gli interessi alla scadenza saranno di circa 5.033,38 euro. Per cui si può vedere come a parità di durata, ma per un importo pari a circa la metà, si arriverà a pagare quasi il doppio di interessi. Anche in questo caso sono da aggiungere gli interessi di intermediazione e le spese di istruttoria (commissioni intermediario incaricato pari a 840,00 euro e spese di Istruttoria pari a 336,00 euro).

Pensionato

In questo esempio abbiamo un pensionato che richiede 14mila euro, da restituire sempre in 120 rate mensili, con una rata che sarà pari a circa 175 euro. Nel calcolo vediamo che i tassi indicati sono: Tan fisso 5,6531% e Taeg pari a 8,5069%. Inoltre il monte interessi a fine piano di ammortamento è di circa 4.987,04 euro (anche in questo caso sono state considerate commissioni medie di intermediazione e spese di istruttoria, ecc).

Come anticipato nel discorso generale fatto all’interno dell’articolo abbiamo quindi un monte interessi più basso rispetto a quello del dipendente privato ma più alto di quello di un dipendente pubblico. Come vediamo inoltre è proprio il Taeg a schizzare verso l’alto proprio in funzione delle spese accessorie legate all’assicurazione.

(Fonte simulazione: Banca Ifis – Data: 26 dicembre 2020)

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Delegazione di pagamento rifiutata: perché?

Cosa fare in caso di delegazione di pagamento rifiutata?

La delegazione di pagamento (o prestito con delega) può essere richiesto dai dipendenti che hanno una cessione del quinto in corso. Il fatto che questi due finanziamenti siano legati tra di loro e che funzionino in modo analogo può far pensare che anche i criteri di approvazione e i requisiti siano uguali.

Ci sono invece delle differenze che possono aumentare notevolmente la possibilità di trovarsi davanti ad una delegazione di pagamento rifiutata. Cerchiamo allora di capire chi può rifiutarla, perché e se ci sono delle possibilità di modificare un rifiuto in un assenso.

Indice articolo

Come funziona la procedura di richiesta

L’aspetto che accomuna la cessione del quinto e la delegazione di pagamento riguarda le seguenti condizioni e requisiti:

  • si deve essere un dipendente;
  • si deve avere uno stipendio che permette di raggiungere una quota di cessione del quinto e del doppio quinto accettata dal finanziatore (banca o finanziaria);
  • ci si deve rivolgere ad un istituto di credito che preveda questi prodotti tra quelli che propone (non è detto che la società che propone la cessione del quinto offra anche la delegazione di pagamento);
  • la rata può raggiungere al massimo il 20% dello stipendio netto.

delegazione di pagamento rifiutata

Come si può notare non abbiamo inserito nell’elenco la cessione del quinto della pensione, dal momento che i pensionati non possono sfruttare il prestito con delega di pagamento. Oltre a questa differenza c’è poi da considerare:

  • le restrizioni applicate sul tipo di impiego che nel caso della delega di pagamento possono essere di più rispetto alla cessione del quinto;
  • nel caso della cessione non avviene una valutazione di ‘merito’ del datore di lavoro, ma questa è prevista nel caso del prestito con delega di pagamento.

Fatte queste premesse e queste distinzioni, abbiamo già vari punti che ci aiutano ad individuare i casi in cui la delegazione di pagamento può essere rifiutata.

Le cause del rifiuto

Il possesso dei requisiti necessari per ottenere la cessione del quinto non aprono automaticamente la strada alla concessione del prestito con delega, in primis per una questione temporale. Una delle motivazioni di rifiuto è spesso il fatto che i requisiti che si avevano al momento della richiesta della cessione sono venuti meno (per esempio un cambiamento nello stato di salute del richiedente).

rifiuto delega

Ma la causa forse più frequente di rifiuto è dovuta alla valutazione di merito. Qui dobbiamo fare una precisazione, in quanto la cessione del quinto e il prestito con delega non si basano su un criterio di valutazione del merito creditizio, che è quello adottato negli altri tipi di prestito (compresi i mutui), dove si vaglia la reputazione creditizia del richiedente (buon pagatore, cattivo pagatore o giudizio neutrale).

Ma se nel caso della cessione del quinto, una volta appurato il possesso dei requisiti necessari, l’accettazione risulta essere molto probabile per la delegazione non è così. In questo caso infatti gli attori che possono bloccare la pratica sono diversi.

Ma chi può fare questo tipo di valutazione entrando nel merito della richiesta? Sia la finanziaria o la banca (il finanziatore) che il datore di lavoro o l’amministrazione pubblica che poi si dovrà occupare della trattenuta a monte delle rate e del pagamento. E al rifiuto non deve seguire in modo obbligato anche una motivazione e tanto meno c’è il dovere di spiegare.

L’ingerenza del datore di lavoro si verifica soprattutto nel settore privato. Allo stesso modo, prima di far partire la fase di istruttoria vera e propria, è ormai prassi che la finanziaria o la banca senta il datore di lavoro o l’amministrazione, per appurare se ci sarà disponibilità a procedere, così da ridurre i rischi di tempo e risorse sprecate nelle fasi successive.

Cosa si può fare

Dobbiamo distinguere le due ipotesi di possibile rifiuto: quello del datore di lavoro e quello dell’Istituto finanziario interpellato. Nel caso in cui fosse il datore di lavoro a rifiutarsi, allora al dipendente rimane poco margine, se non quello di far capire la propria necessità e sperare che da questo scambio si arrivi ad un cambiamento di rotta.

Se invece il datore di lavoro è propenso, ma è l’Istituto finanziario che ha manifestato il rifiuto, si potrà tentare con qualche altra società e sperare in una maggiore fortuna. Tra l’altro nella ricerca di un’altra banca o finanziaria, ci si dovrà concentrare sulle limitazioni di accesso relative al tipo di attività svolta dalla propria società, tipo di società, dimensioni, fatturato e numero di dipendenti. Questi parametri non sono univoci, ma dipendono dalle scelte interne fatte da ciascun gruppo di banche o finanziarie.

cause rifiuto

Non si ha invece alcun margine di miglioramento se il motivo per il quale si arriva alla delegazione di pagamento rifiutata è dovuto al superamento della soglia massima di importo che può essere impegnato del proprio stipendio. Per legge , conteggiando tutti i tipi di trattenute a monte (come pignoramenti, pagamenti di assegni per separazioni, cessione), si può arrivare al massimo al 50% del totale. Quindi dato che la delega di pagamento porterebbe, in aggiunta alla cessione del quinto, il totale impegnato al 40% come massimo, diventa più facile che si arrivi a superare la soglia del 50% se ci dovessero essere altre trattenute, che avevamo potuto non considerare durante la richiesta della sola cessione del quinto.

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Sospensione cessione del quinto: requisiti e funzionamento

Cessione del quinto: quando è possibile la sospensione?

Quando si firma un contratto per la richiesta della cessione del quinto dello stipendio o della pensione si è obbligati a sottoscrivere un’assicurazione per la copertura in caso di morte (sia dipendenti che pensionati) che perdita di impiego (solo per i dipendenti). Quindi la possibilità di sospensione della cessione del quinto, sulla carta, non è prevista dalla normativa ma ciò non toglie che si possano verificare delle situazioni eccezionali come è accaduto con il Covid 19.

L’emergenza Covid 19

Facciamo subito una doverosa premessa: il decreto Cura Italia ha stabilito solo la sospensione delle rate di mutuo per coloro che rientravano nei casi riportati nel decreto stesso (perdita di impiego o riduzione orario di lavoro), ritrovandosi nella difficoltà oggettiva di poter rimborsare questa tipologia specifica di finanziamento. In questo decreto il riferimento è stato fin da subito solo ai mutui, il che ha escluso l’accesso alla sospensione per ogni altra tipologia di finanziamento.

Per andare incontro a chi aveva maturato la necessità di poter usufruire comunque della sospensione della cessione del quinto o di altre tipologie di prestiti (personali e di credito al consumo) è subentrata una moratoria nata da un accordo tra Abi e Assofin.

Questa moratoria è stata prorogata fino al 30 settembre ma con il perdurare dello stato di emergenza (10 ottobre 2020) si attendono novità sulla possibilità di altre proroghe. Tale moratoria ha previsto la possibilità di sospendere il pagamento delle rate (per tutto l’importo o per la sola quota capitale) per una durata massima di 6 mesi o per periodi inferiori da concordare con il richiedente.

Requisiti moratoria

I requisiti per poter accedere alla moratoria (anche per la sospensione della cessione del quinto) sono rivolti ai dipendenti, dato che i pensionati non rientrano nei seguenti casi di perdita di lavoro oppure riduzione dell’orario di lavoro con perdita di almeno una parte della retribuzione. Per la precisione, le condizioni da rispettare sono le seguenti:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato, escludendo i casi di risoluzione del rapporto consensuale o volontario da parte del lavoratore, licenziamento per giusta causa, oppure nei casi in cui si può entrare nel pensionamento;
  • cessazione dei rapporti di lavoro “atipici” previsti nell’articolo 409, numero 3, del codice di procedura civile (valgono le stesse eccezioni previste per la cessazione del rapporto di lavoro subordinato);
  • sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo pari ad almeno 30 giorni (Cassa Integrazione o altri ammortizzatori sociali).

prestiti

A queste condizioni se ne aggiunge un’altra, ovvero l’avere il prestito con una banca o una finanziaria che abbia aderito a questo accordo tra Assofin e Abi, la quale ha deciso di includere nella moratoria anche la cessione del quinto.

domande

Nel caso della sospensione della cessione del quinto è necessario che siano rispettati i seguenti step:

  • il lavoratore deve esprimere la volontà di richiedere la sospensione;
  • il datore di lavoro deve accettarla;
  • l’accettazione deve avvenire anche da parte della compagnia di assicurazione.

La richiesta va presentata alla propria finanziaria o banca usando l’apposita modulistica.

È possibile per i pensionati?

Il discorso per chi è pensionato è differente, proprio perché la pensione non va incontro alle incognite di chi è in attività lavorativa. Tuttavia è previsto un caso in cui si può ottenere la sospensione della cessione del quinto della pensione. Non si tratta di un aspetto legato alla pandemia in corso bensì alla legge sul sovraindebitamento.

Parliamo di una strada percorribile a seguito della decisione di un giudice del Tribunale di Udine che ha stabilito la sospensione di questo tipo di finanziamento gravante sulla pensione per permettere al pensionato di risanare il proprio debito. Tuttavia nonostante il precedente della suddetta sentenza, non è detto che la strada da percorrere sia semplice e chiara come nel caso delle moratorie.

Cosa accade con la cassa integrazione?

Cosa accade infine per i dipendenti che hanno i datori di lavoro che hanno usufruito della cassa integrazione per il Covid 19? In questi casi bisogna che il datore si metta in contatto con la banca o la finanziaria presso la quale il o i dipendenti hanno una cessione del quinto dello stipendio. Infatti è necessario che le quote che questi tratteneva a monte sullo stipendio netto vengano riconsiderate. Il tutto secondo quanto dispone da tempo l’art. 35 dpr 180/1950 quando si riferisce al caso in cui la “ la trattenuta non può eccedere il quinto dello stipendio ridotto”. In tal caso le ‘rate’ verranno rimodulate sulla base delle somme percepite in regime di CIG.

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Cessione del quinto IBL per dipendenti e pensionati

Cessione del quinto IBL: conviene?

I lavoratori dipendenti (pubblici, statali o privati che siano) e i pensionati (INPS, Ex-INPDAP o altri enti) possono, in caso di necessità e se in possesso degli opportuni requisiti, ottenere liquidità ricorrendo alla cessione del quinto dello stipendio.

Tra le numerose banche e finanziarie che offrono questa tipologia di credito al consumo c’è anche IBL Banca. Se sei interessato a conoscere i dettagli della cessione IBL, continua a leggere il seguente articolo: cercherò di fornirti tutte le informazioni utili a riguardo.

Indice

Chi è IBL Banca?

IBL Banca, presente in Italia con 52 filiali distribuite sul territorio, è un Gruppo bancario dal 2008, ma ha alle sue spalle oltre 90 anni di esperienza come istituto finanziario specializzato nel credito al consumo. Inoltre propone anche prodotti assicurativi grazie a IBL Assicura.

E’ particolarmente specializzata nella cessione del quinto dello stipendio/pensione e nei prestiti con delega.

Cessione del quinto dello stipendio IBL

I dipendenti pubblici e statali e i dipendenti privati possono rivolgersi ad IBL per richiedere la cessione del quinto dello stipendio. Questa particolare forma di credito al consumo è strettamente regolamentata e presenta le seguenti caratteristiche:

  • il rimborso avviene a mezzo di trattenute in busta paga effettuate dal datore di lavoro che provvederà personalmente a versarle alla banca;
  • l’importo massimo delle rate non può superare la quinta parte dello stipendio (detta quota cedibile) al netto di eventuali trattenute fiscali e/o previdenziali;
  • il finanziamento può avere una durata massima di 120 mesi;
  • la cessione deve essere sempre accompagnata da una polizza assicurativa obbligatoria che copra vita e impiego;
  • non sono necessarie garanzie oltre il TFR maturato e maturando del dipendente, su cui la banca pone un vincolo per tutta la durata del finanziamento. Può quindi essere richiesto anche da chi in passato ha avuto problemi di insolvenza in quanto nella fase di istruttoria non verrà preso in considerazione il merito creditizio.

Si tratta di un finanziamento a tasso fisso e con ammortamento alla francese. Non sono previste spese di intermediazione in quanto il credito è erogato direttamente da IBL e sarà possibile estinguerlo anticipatamente in qualunque momento recuperando anche gli eventuali interessi non maturati.

La quota massima a cui si può aspirare è strettamente legata all’entità dello stipendio percepito e del TFR maturato e all’anzianità lavorativa del dipendente: all’aumentare di tali parametri, aumenta l’importo del credito richiedibile.

Per farne richiesta, il dipendente dovrà recarsi personalmente presso una delle filiali IBL oppure dovrà compilare l’apposito form presente su www.iblbanca.it ed attendere di essere contattato da un consulente col quale fissare un appuntamento.

I requisiti richiesti sono:

  • essere maggiorenni;
  • avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato (se si è assunti a tempo determinato si potrà eventualmente ottenere un finanziamento di durata non superiore alla scadenza del contratto lavorativo);
  • aver maturato un TFR sufficiente;
  • essere dipendenti di un’azienda assicurabile (nel caso dei dipendenti privati).

I lavoratori autonomi sono esclusi da tale forma di credito.

I documenti da presentare, invece, sono i seguenti:

  • ultime due buste paga;
  • CUD;
  • certificato di stipendio rilasciato dal datore di lavoro;
  • dichiarazione sullo stato di salute ai fini della polizza assicurativa sulla vita.

La polizza assicurativa, come ho detto prima, è obbligatoria per legge ed IBL Banca propone anche prodotti assicurativi suoi. Il richiedente la cessione non è comunque obbligato ad accettare la proposta assicurativa fornita da IBL. E’ diritto del consumatore richiedere preventivi per prodotti analoghi presso altre compagnie assicurative alla ricerca di un eventuale polizza più vantaggiosa e, nel caso la trovasse, la banca sarà tenuta ad accettarla.

Una volta terminata la fase di istruttoria ed ottenuta la concessione da parte di IBL, il credito verrà erogato con assegno o bonifico bancario entro una decina di giorni dall’avvenuta concessione.

Sul sito di IBL Banca sono riportati alcuni esempi di cessione del quinto dello stipendio e della pensione.

In caso di necessità di ulteriore liquidità il dipendente avrà due possibilità:

  1. rinnovare la cessione.
    Il rinnovo potrà avvenire solo dopo aver rimborsato puntualmente i ⅖ della cessione in corso. Ad esempio, un finanziamento di 84 rate potrà essere rinnovato solo dopo aver pagato almeno le prime 34 rate.
  2. richiedere un prestito con delega.
    Questa soluzione è utile sia nel caso in cui non ci siano ancora i requisiti per rinnovare la cessione, sia quando si necessiti di somme importanti. Infatti con la delega di pagamento sarà possibile richiedere ulteriore liquidità impegnando un ulteriore quinto dello stipendio. In presenza quindi di una cessione in corso, aggiungendo il prestito con delega si potrà impegnare in totale fino al 40% della propria retribuzione (per questo tale finanziamento è detto anche doppio quinto). La documentazione da presentare è la medesima della cessione del quinto, così come le modalità di rimborso. E’ richiesto però esclusivamente un contratto di lavoro a tempo indeterminato e il consenso scritto alla delega del pagamento da parte del datore di lavoro.

Cessione del quinto della pensione IBL

Anche i pensionati in cerca di liquidità possono rivolgersi ad IBL, in quanto tale banca ha aderito alla Convenzione INPS, offrendo quindi ai pensionati INPS o EX-INPDAP la possibilità di accedere alla cessione del quinto della pensione usufruendo di tassi agevolati ed istruttoria semplificata e più veloce grazie al collegamento online diretto con l’INPS.

La copertura assicurativa obbligatoria riguarda in questo caso solo la vita e l’importo richiedibile e la durata massima effettiva del finanziamento dipendono anche dall’età del richiedente: più si è in là con gli anni, minore sarà la durata concessa e più costosa l’assicurazione vita. La durata massima comunque è la stessa della cessione per i dipendenti: 120 mesi e l’importo massimo della rata non può superare il 20% della pensione al netto di eventuali ritenute. La quota cedibile può però risultare inferiore al quinto della pensione, in quanto per legge deve essere garantita al pensionato la pensione minima, attualmente fissata a 513€.

Facciamo un esempio: se il pensionato in questione percepisce dall’INPS una pensione netta di 620€, sottraendo la quinta parte (124€) gli rimarrebbero in tasca 496€, meno quindi del minimo fissato di 513€. Dunque non sarà cedibile la quota per intero ma solo la parte che eccede la pensione minima, cioè 107€. E se l’età glielo consente, potrà richiedere una durata di 120 mesi e rimborsare fino ad un massimo di 12.840€, interessi e polizza inclusi.

I documenti da presentare sono:

  • documento d’identità;
  • codice fiscale;
  • ultimi due cedolini della pensione;
  • CUD;
  • certificato di pensione rilasciato dall’INPS;
  • dichiarazione dello stato di salute per l’assicurazione.

Per i pensionati non è prevista la possibilità di richiedere il prestito con delega, sempre per questioni di tutela della pensione minima. Se un pensionato avesse bisogno di ulteriore liquidità dovrebbe prendere in considerazione altre strade, come ad esempio un prestito vitalizio ipotecario.

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Tassi cessione quinto – Consigli per scegliere al meglio

Tassi cessione quinto – Consigli per ottenere una rata bassa

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione, ha un funzionamento tipico che lo rende un finanziamento unico, pur trattandosi sempre di un prestito appartenente alla categoria dei “prestiti personali”. Questa unicità si riflette anche sulla determinazione dei tassi di interesse, che avvengono con modalità differenti a seconda che si tratti di una cessione del quinto Inps, Inpdap oppure proposta da una banca o una finanziaria senza convenzioni attive con gli enti pubblici.

Analizziamo insieme le differenti situazioni ricordando come indipendentemente dalla tipologia sarà sempre applicato un tasso fisso immutato per tutto il piano d’ammortamento.

Quali sono le differenze

Iniziamo subito affermando come i tassi della cessione del quinto non sempre siano determinati in modo del tutto autonomo dal soggetto che svolge la funziona di “finanziatore”. Questo limite può essere legato a molteplici aspetti e condizioni, che possiamo suddividere ancora una volta in funzione dell’istituto erogante e dalla tipologia del finanziamento. Vediamo alcuni esempi a riguardo (Data: 3 maggio 2019):
Cessione del quinto Inps

Parliamo in questo caso delle proposte di cessione del quinto della pensione che alcune banche e finanziarie offrono ai pensionati Inps in base ad apposita convenzione con l’ente pensionistico. Proprio in base a questi accordi gli istituti di credito si impegnano a mantenere dei livelli di tasso al di sotto della soglia che con cadenza trimestrale viene indicata con propria circolare dall’Inps stessa.

I tassi sulle cessioni del quinto Inps rivolte ai pensionati, sono determinati considerando l’andamento dei tassi di mercato o meglio in base al loro valore medio. Ribadiamo come il tasso soglia indicherà il valore oltre il quale le società firmatarie non potranno andare mentre è sempre possibile proporre tassi migliorativi rispetto a questo valore massimo. Da sottolineare come questa tipologia di finanziamento presenti anche delle agevolazioni inerenti alle procedure, notevolmente più snelle rispetto alle cessioni ‘classiche’.

Prestito pluriennale diretto Inpdap

Si tratta di un finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione, per il quale si applica un tasso fisso che può essere modificato solo con apposito regolamento. Questo deve essere emanato ed approvato dallo stesso ente (quello attuale risale al 2011 e la decisione ora spetta all’Inps ex Inpdap). Proprio in base a questo regolamento il tasso è ancora pari al 3,5%.

Ma attenzione i prestiti pluriennali erogati direttamente dall’ente pensionistico nazionale hanno una serie di vincoli, essendo richiedibili solo entro specifiche somme e per determinate motivazioni che devono essere dimostrabili, con erogazione fino a quando il plafond stanziato periodicamente non si esaurisce.

Prestito pluriennale indiretto Inpdap

Alla pari della cessione Inps i livelli di tassi devono rimanere al di sotto della soglia stabilita con apposite convenzioni con l’ex Inpdap. Anche in questo caso entro tale massimale ogni banca può poi definire in modo autonomo il tasso applicato eventualmente più basso rispetto ad un altro istituto di credito.

Approfondimento: Guida ai prestiti pluriennali INPS.

Cessioni senza vincoli o specifiche convenzioni

La cessione del quinto senza convenzioni rivolta a dipendenti pubblici, privati e pensionati riprende il criterio del “rischio” tipico dei finanziamenti in generale. Proprio per questo viene applicato un tasso più basso per le categorie con minor rischio rappresentate logicamente dai dipendenti pubblici che godono generalmente anche di importi massimi concessi maggiori.

Una scelta che potrebbe sembrare poco sensata dal momento che nella cessione del quinto il discorso del rischio appare marginale. E’ infatti il datore di lavoro che assolve il compito di pagare le rate ‘a monte’. Detto questo un’amministrazione pubblica non può andare incontro al rischio di fallimento o altre procedure concorsuali come potrebbe accadere per un’azienda privata.

Proprio per questa ragione il tasso applicato al dipendente privato tende ad essere più elevato seguito da quello destinato ai pensionati per i quali pesa soprattutto il fattore dell’età e le più frequenti problematiche di salute. Un dipendente privato può ottenere tassi più contenuti se può sfruttare delle convenzioni che una banca o una finanziaria hanno personalmente stipulato con l’azienda stessa, ma si tratta di una possibilità riservata di norma solo alle società di maggiori dimensioni. Delle differenze si possono avere anche a seconda del tipo di società o azienda per la quale lavorano i dipendenti (non a caso alcuni tipi di attività o aziende non sono mai considerate valutabili per una cessione del quinto).

Online si ottiene un tasso più basso?

Siamo abituati alle differenze non trascurabili tra i costi o prezzi da pagare per prodotti o servizi online rispetto ai canali tradizionali. Quando si tratta però dei tassi sulle cessioni del quinto il discorso diventa più complicato. Infatti anche quando ci si rivolge a una banca o una finanziaria che opera prevalentemente online, ci ritroviamo di fronte a trattamenti non sempre omogenei.

E’ per questo indispensabile farsi fare un preventivo da parte di più istituti di credito. Questo viene rilasciato solo dopo aver comunicato tutte le informazioni principali personali e dell’azienda, ente pensionistico o amministrazione. Infatti i tassi vengono determinati anche in base alla solidità e livello di rischio dell’azienda o ente per il quale si lavora.

Una volta in possesso dei vari preventivi e necessario confrontarli e valutare la soluzione più in linea con le proprie necessità anche in base ad alcuni aspetti non totalmente inerenti al tasso applicato, come ad esempio il premio dell’assicurazione obbligatoria (del quale in alcuni casi si farà carico la banca o la finanziaria anziché farlo pagare al finanziato, ecc).

Per confrontare più tassi cessione del quinto con una sola richiesta è invece possibile riferirsi ai comparatori. Attualmente la proposta è abbastanza ampia e va dai portali generalisti fino ai siti di confronto specializzati in questa tipologia di finanziamento come Il Comparatore.

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