Prestiti INPS per dipendenti pubblici: novità 2020

Prestiti erogati dall’Inps ai dipendenti pubblici: confronto tassi

Anche per il 2020 l’INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale) mette a disposizione di tutti i dipendenti pubblici e statali in possesso dei requisiti prestiti a tassi agevolati, con liquidità proveniente direttamente dal Fondo Credito INPS o da alcuni istituti bancari in virtù di apposite convenzioni. I prestiti Inps possono essere di due tipi: Piccoli prestiti o Prestiti pluriennali. Scopriamo insieme caratteristiche e costi partendo innanzitutto dai requisiti di cui occorre essere in possesso per potervi accedere.

Indice

prestiti dipendenti inps

Requisiti

Per richiedere un prestito Inps i dipendenti pubblici o i pensionati dovranno soddisfare determinati requisiti che variano seconda della tipologia di credito di cui si vuole usufruire. Per il Piccolo Prestito i dipendenti pubblici e i pensionati devono essere iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali con regolare versamento dei contributi.

Per i Prestiti Pluriennali l’iscrizione alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali deve risalire ad almeno 4 anni prima della richiesta. Inoltre occorre essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, valido ai fini pensionistici, e con un’anzianità di servizio di almeno 4 anni. Per chi dovesse invece disporre di un contratto a tempo determinato, quest’ultimo non deve avere durata inferiore ai tre anni ed il lavoratore dovrà mettere a disposizione il proprio TFR come garanzia di obbligazione. Inoltre il prestito concesso dovrà concludersi prima della scadenza del contratto lavorativo.

I dipendenti pubblici in servizio potranno presentare la domanda presso la propria amministrazione di appartenenza attraverso apposita modulistica disponibile in tutti gli uffici Inps. I dipendenti del MEF dovranno invece utilizzare la via telematica del portale NOIPA. I pensionati a loro volta devono compilare ed inoltrare la richiesta sempre online, ma dalla propria area privata del portale Inps.

Caratteristiche principali

Ciò che accomuna tra loro le varie tipologie dei prestiti Inps è il fatto che tutti presentano caratteristiche tipiche della cessione del quinto dello stipendio:

  • tasso fisso e rate mensili di importo non superiore al 20% dello stipendio netto;
  • rimborso a mezzo di trattenute in busta paga effettuate direttamente dall’amministrazione di appartenenza;
    copertura assicurativa;
  • ai fini della concessione non viene preso in considerazione il merito creditizio del richiedente e non occorrono garanti.

Rispetto ad un prestito personale, le tempistiche dei prestiti Inps tra presentazione della domanda ed erogazione del credito sono più lunghe per motivi burocratici e l’erogazione è inoltre subordinata alla disponibilità economica stabilita annualmente dal bilancio Inps per il Fondo Credito.

(Approfondimento: Prestiti per protestati e cattivi pagatori )

tassi interesse prestito

Piccolo prestito

Si tratta di un finanziamento di importo contenuto e a breve termine, utile ad esempio per alleggerire la gestione delle spese familiari degli aventi diritto. Un prestito annuale di questo tipo corrisponde all’erogazione di una mensilità media netta dello stipendio, da restituire in dodici mesi. Uno biennale corrisponde invece all’erogazione di due mensilità di stipendio da restituire in ventiquattro mesi e così via, fino al Piccolo Prestito quadriennale in 48 mesi (durata massima prevista). Occorre però sottolineare che se il dipendente pubblico o il pensionato non presenta altre trattenute sullo stipendio/pensione può richiedere anche il doppio della somma dello stipendio (in tal caso un prestito annuale ammonterebbe a due mensilità, biennale a quattro mensilità, triennale a sei). Il tasso di interesse applicato è agevolato ed è pari al 4,25% annuo. Per le spese amministrative è inoltre prevista un’aliquota dello 0,50% a cui si aggiunge il premio da versare al Fondo Rischi, il cui importo varia in base all’età del richiedente e alla durata del finanziamento, come riportato nelle apposite tabelle del Regolamento.

prestiti in banca

Prestiti Pluriennali

Si tratta di prestiti più corposi e si dividono in Diretti e Garantiti. I primi sono erogati direttamente dal Fondo Credito Inps, mentre i secondi sono erogati da banche convenzionate con l’Inps ma l’ente previdenziale li garantisce nel caso di morte del richiedente, perdita del lavoro o riduzione dello stipendio.

Per poter accedere ai Prestiti Pluriennali Diretti, oltre ad essere in possesso dei requisiti prima esposti, è necessario dimostrare il sorgere di uno stato di necessità documentabile che rientra in quelli annoverati nel suddetto Regolamento (ad esempio traslochi, lavori di manutenzione per la casa di proprietà, acquisto di un’auto, malattia). Possono avere durata quinquennale o decennale ed è prevista l’applicazione di un tasso di interesse al 3,50% più l’aliquota per spese amministrative dello 0,50% e il premio da versare al Fondo Rischi. La domanda deve essere presentata presso la propria amministrazione di competenza (o online nel caso in cui il richiedente sia un pensionato) entro e non oltre un anno dall’evento che ha determinato lo stato di necessità e occorre allegare preventivi di spesa e/o fatture oltre ad un certificato medico recente.

I Prestiti Pluriennali Garantiti, anche in questo caso quinquennali o decennali, hanno il vantaggio di poter essere richiesti anche nel caso in cui non si rientra nelle motivazioni contemplate dal Regolamento ma presentano un tasso di interesse, seppur agevolato, più alto rispetto a quello offerto dall’Inps e che varia a seconda della convenzione stipulata tra l’istituto di credito e l’ente previdenziale. Anche in questo caso la domanda va presentata presso la propria amministrazione di competenza che la inoltrerà all’istituto convenzionato.

Quest’ultimo provvederà a compilare il contratto che sarà poi esaminato dall’Inps prima di concedere la garanzia.