Elicicoltura finanziamenti: le agevolazioni per il 2018

Investire nell’ elicicoltura: i finanziamenti regionali ed europei 2017/18

Un settore dell’agricoltura che in questi ultimi anni sta conoscendo un discreto successo ed è visto come destinatario di diversi finanziamenti è quello dell’ elicicoltura, che più che coltura riguarda veri e propri allevamenti di lumache da gastronomia. Vediamo nello specifico in cosa consiste l’elicicoltura e quali sono le agevolazioni economiche previste soprattutto dal PSR per gli anni 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020 rivolte a chi vuole intraprendere questo tipo di attività.

Comunque la elicicoltura è un settore in continua crescita, quindi si possono trovare anche finanziamenti bancari, soprattutto da parte delle banche che hanno una certa attenzione al settore agricolo.

Secondo i dati relativi al 2016 da parte dell’Istituto Internazionale di Elicicoltura il consumo di lumache fresche è in crescita con un giro di affari per quest’anno di circa 2,5 miliardi di euro. Secondo delle stime ricavabili anche da testimonianze dirette riportate nell’apposita sezione dell’Istituto di elicicoltura, per 5 mila metri di allevamento intensivo l’investimento deve essere di circa 20 mila euro (Data: 09 agosto 2018 – Fonte: Istituto Internazionale di Elicicoltura).

I Psr dei fondi europei

Con il termine elicicoltura viene indicata qualsiasi attività volta all’allevamento di lumache da gastronomia, le quali possono essere impiegate sia nel campo alimentare che in quello, in ascesa, della commercializzazione della bava di lumaca per comporre creme di bellezza o rimedi per la salute della pelle.

Esistono diversi finanziamenti per l’elicicoltura. Il 2018 rientra in pieno, ad esempio, nel periodo che comprende il nuovo piano di stanziamento Psr 2014/2020 (Piano di Sviluppo Rurale), di cui i bandi sono usciti già a partire dalla seconda metà del 2015. Si tratta di finanziamenti voluti dall’ Ue all’interno del Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) e che sono concepiti a fondo perduto in quote del 60 o addirittura del 70% ino ad arrivare all’80% specialmente in alcune regioni svantaggiate ma a vocazione particolarmente agricola (vedi anche Guida ai finanziamenti a fondo perduto).

Attenzione, però: i dettagli delle agevolazioni non sono uguali per tutti, bensì variano di regione in regione. Ogni amministrazione regionale fa infatti uscire un proprio bando con requisiti e stanziamenti diversi. Per consultarli ci si può collegare ai siti web delle Regioni oppure chiedere informazioni agli uffici della Coldiretti o di Confidi. A riguardo ci sono delle Regioni più attive rispetto alle altre, tra le quali spiccano il Piemonte, il Veneto, la Calabria e la Sicilia.

L’esempio della Lombardia

L’attenzione dei giovani agricoltori per questo settore ha spinto varie altre Regioni a fare stanziamenti a fondo perduto per l’allevamento delle lumache ed un esempio recente si è avuto con la regione Lombardia. Ad esempio lo stanziamento per il 2018 è stato di € 2.958.966 per i progetti di ricerca nel settore agricolo, compresa la elicicoltura.

Lo stanziamento secondo il bando prevedeva la copertura fino all’80% delle spese sostenute e con una somma massima di 150 mila euro per anno e per un massimo di 36 mesi. Il bando in questione si è chiuso il 30 giugno e l’esito di ammissione per le domande è di 150 giorni. Ricordiamo che il Psr prevede stanziamenti atti a coprire il periodo che va dal 2014 fino al 2020 che le Regioni possono assegnare a tranches annuali.

I fondi ai giovani agricoltori

Il Psr prevede anche dei fondi specifici per giovani agricoltori (vedi anche Finanziamenti agevolati per Start up), in questo caso in elicicoltura. Destinatari sono coloro che avviano un’attività imprenditoriale/agricola per la prima volta ed hanno un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni. Per il 2016 si prevedevano circa 100 milioni di euro da erogare per avviare nuove aziende in agricoltura, per dare premi tra i 40 ed i 70 mila euro, finanziare ristrutturazioni, interventi per il miglioramento delle risorse idriche e della gestione del suolo. Per ogni anno la gestione delle risorse è sempre rimandata alle Regioni in funzione degli stanziamenti ad esse distribuiti.

Previsto anche un credito d’imposta per alcune regioni d’Italia. Anche in questo caso per avere tutte le informazioni, per ricevere assistenza su redazioni di business plan, e metodi di accesso ai bandi ci si può rivolgere ai CreditAgri Italia di Coldiretti, con uffici presenti in tutto il territorio nazionale.

Il microcredito

L’importo abbastanza contenuto permette di usare come finanziamento per l’elicicoltura anche il microcredito. Ovviamente l’entità della somma da richiedere dipende da vari fattori, compresa la proprietà o l’affitto del terreno. Inoltre bisogna munirsi di un business plan adatto. Per quest’ultimo aspetto ci sono anche dei modelli standard che vengono venduti online ma è logicamente preferibile farsi aiutare da persone che conoscono l’argomento per esperienza diretta (ci si può rivolgere ad esempio anche alla Coldiretti). In alternativa ci si può lavorare autonomamente ad esempio consultando la pagina apposita presente sull’ Istituto di elicicoltura.

N.B. Il business plan è sempre necessario anche se si richiede uno dei finanziamenti stanziati con bando regionale (per la redazione in questo caso bisogna attenersi alle indicazioni riportate nel bando stesso).

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