Crowdfunding: le 5 piattaforme più sicure

Come finanziare una buona idea: i vantaggi del Crowdfunding

C’era una volta la richiesta di finanziamento alle banche da parte di un piccolo imprenditore, o di una persona creativa ma dai pochi mezzi economici, che molto spesso si vedeva rivolgere cortesi ma decisi rifiuti (vedi anche Ho bisogno di soldi). Da qualche anno non è più così perché i prestiti per avviare un’attività, dare slancio ad un’idea o portare avanti una start-up possono venire “dal basso”, cioè da una comunità in rete.

Il fenomeno si chiama crowdfunding (letteralmente, dall’inglese: “finanziamento che arriva da una moltitudine di persone”) e sta ottenendo sempre più successo, anche in Italia.

Scopriamo di cosa si tratta e quali sono le piattaforme più sicure a cui rivolgersi (vedi anche Preventivo prestito).

Il crowdfunding in pillole

Il crowdfunding si presenta dunque come una raccolta di fondi online e si divide in alcune tipologie:

  • Reward-based, in cui chi fa la donazione in denaro riceve in cambio il prodotto che l’impresa richiedente sta finanziando o un ringraziamento su un sito web;
  • Donation-based, tipologia basata sulle donazioni e che non prevede, quindi, alcun tipo di ritorno economico, ma solo etico e sociale (se ne servono, ad esempio, le organizzazioni no profit);
  • Lending-based, quando i fondi vengono prestati, da individui o associazioni o aziende, a fronte di un pagamento di interessi;
  • Equity-based (utilizzato soprattutto dalle start-up), grazie a cui, a seguito della donazione, si entra a far parte del capitale sociale di una determinata impresa.
  • Modelli ibridi, cioè quelli misti, effetto della fusione tra due tipologie di crowdfunding.

Le 5 piattaforme di cui ci si può fidare

Sono tantissime, oggi, le piattaforme web su cui approdare per richiedere dei fondi utili per avviare un’attività o finanziare un progetto. Non tutte però sono affidabili e sicure. Eccone 5 di cui ci si può fidare.

  1. Kickstarter. È sicuramente stata la prima piattaforma di crowdfunding ed è diventata la più famosa. Nata negli Stati Uniti, recentemente ha aperto i suoi affari anche all’Italia. Si occupa di ogni tipo di progetto ma non di charity (donation-based).
  2. Eppela. Il corrispettivo italiano di Kickstarter accoglie diversi tipi di progetti (che spaziano dallo spettacolo all’artigianato, fino alle iniziative sociali) ma solo chi possiede un conto in banca, seppur esiguo, qui può chiedere un finanziamento.
  3. Indiegogo. Messa su nel 2008, anche questa piattaforma è simile a Kickstarter, ma in più vanta l’apertura verso il modello donation-based. Musica, educazione, design sono solo alcuni dei settori in cui opera.
  4. Starteed. Ancora una piattaforma italiana. Oltre a finanziare progetti eterogenei, Starteed consente di trovare soluzioni di tipo tecnologico e supporto sociale alle proprie campagne. Non sono però ammessi progetti di tipo personale (vacanze, viaggi, tasse, etc.).
  5. Produzioni dal Basso. La piattaforma al servizio dei cittadini o di chiunque desideri portare avanti un’idea, anche di solidarietà o per un progetto personale. La novità sta nel metodo di pagamento, deciso dall’utente, e nella mancanza di limiti di tempo. Per quanto riguarda le commissioni Produzioni dal Basso trattiene dal 3 al 5 per cento del budget.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *