Recupero Crediti: come funziona in Italia?

Le varie fasi del recupero crediti dalla stragiudiziale alla giudiziale

Il recupero dei crediti è l’insieme di attività che le aziende, o le banche , o le finanziarie hanno la possibilità di mettere in atto verso un debitore, per cercare di “recuperare”, appunto, la somma che è loro dovuta, quando il debitore è riluttante a saldare il debito.

Una forma particolare è rappresentata dal recupero crediti da lavoro (stipendi o altre somme non pagate dai datori di lavoro) ma in questi casi si seguono delle regole diverse.

Dal momento che, però, molto spesso tali società creditrici non hanno tempo per portare avanti questo tipo di attività dopo la fase del sollecito di pagamento, si affidano ad aziende specializzate in recupero crediti, le quali vengono retribuite per ogni pratica andata a buon fine o a provvigione sui risultati. Vediamo allora come funziona il recupero crediti in Italia (con metodologie identiche tanto in una grande città come Roma, che in centri molto più piccoli, e sia che il creditore sia una grande banca come Unicredit che una piccola finanziaria che opera territorialmente).

La fase del recupero stragiudiziale

Il recupero crediti può essere costituito da due fasi: stragiudiziale o giudiziale. La fase stragiudiziale evita le vie legali (con conseguenti ulteriori costi) ed è preferita dalle aziende che si occupano di recupero crediti quando possono contare sulla collaborazione del debitore. Di solito questa fase si articola in precisi passaggi.

Prima di tutto si invia al debitore un messaggio via posta tradizionale e via e-mail dove gli si spiega quanto deve pagare, quali sono gli interessi e lo si avverte che il recupero del credito è stato affidato ad un’apposita azienda. In secondo luogo si passa al sollecito telefonico, in cui l’operatore cercherà di persuadere il debitore a pagare il suo debito.

Se anche questo tentativo non dovesse funzionare, allora vi saranno degli agenti prenderanno visione diretta, mediante “contatto fisico”, della reale situazione di solvibilità del debitore e proveranno a mettere giù un vero e piano di rientro personalizzato per il recupero del credito. Come ultimo tentativo, in questa fase, si procede alla “messa in mora”, dopo la quale si entrerà nella fase giudiziale.

La fase giudiziale

Alla fase giudiziale si arriva in genere solo quando è stato tentato il possibile in fase stragiudiziale per convincere il debitore a pagare quanto deve. Tuttavia, quando si arriva in Tribunale, lo scopo principale è quello di pignorare i beni posseduti dal debitore attraverso atto giudiziario, ma solo dopo una sorta di accertamento per capire se il debitore è effettivamente in possesso di altri beni ed in grado di pagare (vedi anche Ho bisogno di soldi).

Se infatti il debitore è in possesso di pochissimi (e di scarso valore) beni pignorabili, non conviene all’azienda creditrice andare in fase giudiziale, in quanto potrebbe farsi carico delle spese legali. Le altre strade sono percorribili quando il creditore è già in possesso di un titolo esecutivo per riscattare il dovuto, ad esempio con cambiali o anche assegni che siano stati protestati (vedi anche Decreto ingiuntivo).

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