Finanziamento auto rifiutato – Scopri le cause del rifiuto

Finanziamento auto rifiutato – Scopri le alternative

Ne possediamo tutti una ed è la nostra fedele compagna tutti i giorni perché ci accompagna ovunque: sto parlando dell’automobile ad oggi considerata indispensabile da chiunque. Eppure la spesa da affrontare quando se ne acquista una non è mai indifferente anche se ci rivolgiamo al mercato dell’usato. Per questo spesso si richiede un prestito finalizzato per l’acquisto dell’autovettura, anche perché sul mercato ci sono molti prodotti finanziari studiati per questo specifico obiettivo.

Può capitare che il finanziamento auto venga rifiutato. Perché succede? Esiste qualche alternativa? Cosa fare?

Cerchiamo di dare risposta a queste domande.

Cause che portano ad un finanziamento auto rifiutato

Possono essere molteplici le cause che inducono una finanziaria a rifiutare un prestito finalizzato per l’acquisto dell’auto; tra questi evidenziamo:

  • situazione di indebitamento complessivo gravosa che non permette al richiedente di accendere un altro prestiti;
  • esistono nelle banche dati altre richieste di finanziamento rifiutate o in attesa di risposta;
  • vi sono segnalazioni come cattivo pagatore nelle banche dati a carico del richiedente;
  • lo storico creditizio è nullo, ovvero chi sta richiedendo il finanziamento auto non ha mai contratto altri prestiti e non si è costruito quindi nessuna “reputazione” creditizia;
  • l’importo richiesto è troppo alto rispetto al reddito percepito; in questo caso l’eventuale firma di un garante potrebbe sbloccare la situazione favorevolmente.

Esistono alternative quando un finanziamento auto viene respinto?

Quando viene rifiutato il prestito richiesto per acquistare l’auto a causa di qualche segnalazione nei vari SIC, Sistemi Informatici Creditizi, non ci sono molte alternative, se non quella di richiedere un prestito con cessione del quinto o con delega (vedi anche Come funziona il prestito delega). Per questa tipologia di finanziamento infatti è assolutamente irrilevante essere iscritti nei registri dei cattivi pagatori perché la garanzia di cui la finanziaria ha bisogno è determinata dalla busta paga o dalla pensione.

Ricordiamo che i prestiti con cessione del quinto e con delega sono quei finanziamenti che vengono concessi ai lavoratori e ai pensionati, a fronte, appunto, dell’impegno di riservare una parte dello stipendio/pensione mensile, fino ad un massimo del 20%, per la rata del finanziamento in oggetto. La quota concordata viene trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dall’ente preposto a versare la pensione i quali hanno l’obbligo di versarla direttamente alla società finanziaria creditrice.

Si evince dunque che l’importo massimo richiedibile è strettamente connesso all’entrata economica mensile disponibile che garantisce il finanziamento, in quanto la percentuale del 20% che può essere richiesta determina la rata massima.

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