Cessione del quinto Inpdap: come calcolare la quota cedibile

Prestiti in convenzione Inpdap: conviene la cessione del quinto?

Tra gli elementi più importanti in una richiesta di prestito personale attraverso la cessione del quinto della pensione Inpdap spicca, senza dubbio, la quota cedibile. Con questo termine si indica l’importo massimo della rata mensile che può essere addebitata al pensionato. Inoltre, considerando che il periodo più lungo di cessione del quinto consentito ai pensionati non può superare i 10 anni, ecco che, con una semplice moltiplicazione della quota cedibile per 120, il numero dei mesi in 10 anni, si ottiene il valore massimo complessivo che un pensionato può rimborsare all’ente erogatore del finanziamento (vedi anche Carte revolving senza reddito dimostrabile).

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Questo semplice calcolo ovviamente non sostituisce una simulazione fatta dall’istituto finanziario interpellato per la sua concessione per valutare la convenienza del prestito, con tanto di calcolo del tasso, del monte interessi e della somma quindi complessivamente restituita al termine del contratto di finanziamento.

Per calcolare la quota cedibile di una pensione Inpdap è necessario utilizzare i parametri presenti all’interno del prospetto annuale che l’ente previdenziale invia ai pensionati: si prende in considerazione il valore netto della pensione, comprensiva di tredicesima, si divide l’importo per 5 e il risultato lo si approssima di circa il 2%.

Ecco che la quota cedibile è servita: troppo complicato? Cerchiamo di chiarirvi le idee con alcuni esempi.

Il caso delle pensioni minime

Per comprendere meglio il modo di calcolare la quota cedibile è necessario snocciolare qualche numero concreto che si avvicini il più possibile alla realtà vissuta da milioni di pensionati italiani.

Ipotizziamo di dover individuare la quota cedibile della nostra pensione, del valore esatto di 600 euro. Come detto in precedenza, l’importo mensile, comprensivo di tredicesima, indicato sul prospetto inviato annualmente dall’Inpdap, dovrà essere diviso per 5 ed arrotondato di circa il 2%.

Per semplificare l’esempio proviamo a tralasciare l’arrotondamento percentuale: euro più, euro meno, il quinto cedibile con una pensione di 600 euro al mese è 120 euro. Siamo sicuri? La risposta è no. Infatti se l’importo calcolato è correttamente 120 euro, come il 20% di 600, la quota rimanente di pensione, ovvero 480 euro, è al di sotto della soglia minima stabilita dalla legge.

Un valore che viene rivisto dal Governo ogni anno, e che per il 2015 è di 502,39 euro. Nel nostro esempio, quindi, la quota massima cedibile sarà di 97,61 euro (vedi anche Piccolo prestito Inpdap).

Ritenute fiscali: si abbatte la quota disponibile

Ipotizziamo di percepire una pensione mensile di 1.200 euro, e di essere soggetti a 300 euro di ritenute fiscali. In questo caso l’importo da considerare ai fini del calcolo della quota cedibile è 900 euro. Ciò accade perché la ritenuta fiscale, in virtù della sua natura tributaria obbligatoria, è un elemento indispensabile che non può essere tralasciato. La quota cedibile, quindi, sarà di 180 euro, per una rimanenza pensionistica di 720 euro complessivi, al di sopra della soglia minima di legge. Bisogna comunque ricordarsi che le banche non calcolano la quota cedibile (vedi anche Guida al prestito Unicredit), ma questa va richiesta all’inps che rilascia l’apposita certificazione (e questo vale anche per le banche come Bnl che sono convenzionate con l’ex Inpdap).

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