Conviene il rinnovo cessione del quinto? 5 motivi per evitarlo

Guida al rinnovo della cessione del quinto dello stipendio o pensione

La cessione del quinto dello stipendio è una delle più diffuse forma di finanziamento privato, grazie alla sua semplicità di utilizzo: ad un tasso fisso e con il rimborso diretto, a rate costanti sullo stipendio, la cessione del quinto facilita l’accesso al credito, per la massima praticità di gestione durante tutta la durata dell’ammortamento.

Inoltre, la busta paga rappresenta, già di per sé, un’ampia garanzia per questo tipo di finanziamento: i richiedenti, in questo modo, non hanno necessità di presentare garanti o forme di sicurezza maggiori all’istituto, in grado di azzerare i rischi di insolvenza grazie alla possibilità di intervenire direttamente sul reddito mensile.
Oltre agli aspetti più positivi, però, esistono alcune ragioni per cui, arrivati alla scadenza del finanziamento o in caso di necessità di nuova liquidità, non conviene rinnovarlo. Dal tasso, alle spese accessorie, i motivi per cui non rinnovare la cessione del quinto sono diversi: scopriamoli insieme.

  1. Gli interessi ricapitalizzati
    Il rinnovo della cessione del quinto dello stipendio può essere effettuato non appena decorrono i primi 2/5 della durata totale del contratto (quindi ad esempio il rinnovo prima dei quattro anni in caso di cessione del quinto decennale non è possibile) . In questo caso il richiedente ha la possibilità di rinegoziare l’importo, ottenendo una maggiore liquidità a fronte di una nuova richiesta. Tale tipologia di rinnovo, però, espone il cliente ad una ricapitalizzazione degli interessi. Ciò significa che il costo totale del rimborso potrebbe aumentare in modo esponenziale, rendendo poco conveniente il prestito.
  2. Le spese accessorie duplicate
    Rinnovare una cessione del quinto dello stipendio, in particolare se l’ammortamento in corso non è stato ancora concluso, espone il richiedente ad altissimi costi aggiuntivi (e ciò vale anche in caso di cessione inps o Inpdap che usano comunque l’ammortamento alla francese). Infatti, per la banca o per la società erogatrice del finanziamento, un rinnovo è a tutti gli effetti una nuova pratica. Le spese di apertura di istruttoria, le spese assicurative e le commissioni legate all’attività bancaria vengono duplicate e di conseguenza, raddoppiano il peso dei costi sui clienti. E’ fondamentale, in questi casi, verificare come si modifica il TAEG: molto spesso, infatti, conviene optare per soluzioni alternative, più convenienti, piuttosto che preferire un rinnovo della cessione del quinto della pensione o dello stipendio.
  3. Attenzione al TFR, tutt’altro che al sicuro
    Una scelta azzardata: si può definire così il rinnovo della cessione del quinto dello stipendio, soprattutto alla luce delle norme appena introdotte con il Jobs Act e con il concetto di tutele crescenti. Infatti se il rapporto di lavoro si dovesse concludere prima dell’estinzione totale del debito, ecco che la banca o la finanziaria erogatrice potrà avvalersi del TFR per ottenere l’importo mancante a saldo. Inoltre se l’ammontare del TFR non fosse sufficiente a far fronte al residuo debitorio, si interverrà con le tradizionali azioni di recupero del credito.

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