Prestito vitalizio ipotecario – Quali rischi per gli eredi?

Prestito vitalizio ipotecario – Ecco perchè conviene il rimborso anticipato degli interessi

Si chiama Prestito Vitalizio Ipotecario ed è una nuova forma di finanziamento ipotecario dedicata anche ai pensionati che permette di ottenere liquidità velocemente senza avere l’obbligo di restituire, almeno finché il contraente è in vita, la somma prestata e rimanendo comunque proprietari dell’immobile oggetto di ipoteca.

Ad onor del vero si tratta di uno strumento finanziario presente nel nostro ordinamento già dal 2005 e molto utilizzato nei paesi anglosassoni che è stato recentemente modificato per renderlo più accessibile e, quindi, fruibile dai consumatori.

Si tratta di un prestito a medio-lungo termine non finalizzato, ovvero che permette di poter impiegare i soldi ottenuti senza vincoli, che può essere stipulato dagli over 60 proprietari di un bene immobile che viene “monetizzato” e trasformato in denaro liquido (vedi anche Prestiti convenienti per giovani e pensionati).

Vediamo le principali caratteristiche.

A chi è rivolto

Come abbiamo già detto questo strumento finanziario è dedicato a tutti coloro che abbiano almeno 60 anni di età e siano proprietari di un immobile che non sia già gravato da ipoteche. Sono esclusi, quindi, tutti i soggetti giuridici, come società, associazioni e aziende. I soggetti finanziatori sono, invece, le banche aderenti, attualmente Monte dei Paschi di Siena, Unicredit, BNL, Intesa Sanpaolo e Poste Italiane tramite Deutsche Bank e gli intermediari finanziari autorizzati dalla Banca d’Italia.

Quanto è possibile ottenere

L’importo finanziabile è generalmente compreso tra il 15% ed il 50%, a seconda dell’età del richiedente, del valore dell’immobile valutato da un perito di fiducia dell’ente erogante. Più il contraente è anziano più è alta la percentuale ottenibile, perché, ovviamente, minore è il tempo presunto di restituzione della somma prestata alla banca o la finanziaria concedente.

Come funziona

Questa è la parte più innovativa di questa forma di finanziamento, in quanto il contraente può decidere di non restituire niente di quanto gli è stato versato e lasciare agli eredi, che alla morte dell’intestatario entreranno in possesso sia dell’immobile che del debito, la responsabilità di decidere come restituire il dovuto o saldando direttamente l’importo o permettendo all’Istituto di Credito di vendere l’immobile rimborsando eventuali somme eccedenti.

È importante sottolineare che questa operazione prevede costi abbastanza elevati, sia perché lo spread è alto, indicativamente intorno al 5%, sia perché la capitalizzazione degli interessi è composta: gli interessi già calcolati sul capitale finanziato annualmente si sommano al capitale generando quindi un aumento della somma da rimborsare. Per evitare un eccessivo accumulo di spese è possibile pattuire la restituzione anticipata degli interessi per sfruttare i vantaggi della capitalizzazione semplice.

Va precisato che in questa forma di finanziamento l’ammontare del debito non potrà mai superare il valore dell’immobile.

Per questo motivo il decreto attuativo recentemente approvato impone regole di trasparenza più rigide rispetto a quelle previste per i mutui fondiari più comuni, la prima delle quali è la consegna 15 giorni prima della prevista firma del contratto di tutta la documentazione che attesti in modo chiaro e puntuale i costi totali del prestito lungo tutta la durata del finanziamento.

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