Prestiti 12 mesi – Come confrontare i migliori finanziamenti?

Prestiti rimborsabili in 12 mesi: sono sempre la scelta giusta?

Il web ha cambiato il modo di avvicinarsi al mondo bancario, in particolare per il comparto degli investimenti (con il trading online) e per quello dei finanziamenti. In quest’ultimo settore oltre ad agire sui tassi, ottenendone un alleggerimento delle condizioni economiche (specialmente per l’eliminazione dei costi accessori e in alcuni casi anche per il contenimento dei tassi di interesse applicati), ha soprattutto rivoluzionato le modalità ed i tempi di erogazione oltre che il numero di rate minime.

Quindi se fino a qualche anno fa i prestiti di breve durata andavano da un minimo di 12 mesi ad un massimo di 18 mensilità, oggi la soglia dei 12 mesi è diventata quasi quella massima con una durata minima che parte da soli 3 mesi.

Rata e durata: qual è il rapporto migliore per te?

In un finanziamento solitamente minore è la durata e minore è l’impatto degli interessi passivi. Di contro l’importo della rata logicamente aumenta e può essere difficile da sostenere anche se si tratta di un periodo di tempo piuttosto contenuto. Per questa ragione quando sceglie 12 mesi come piano di ammortamento per un prestito si deve essere consapevoli che la rata per importi medi sarà molto elevata.

Non a caso i prestiti rimborsabili in 12 mesi sono generalmente considerati all’interno della categoria dei mini o dei piccoli prestiti per quanto riguarda i finanziamenti “personali”. Per quelli finalizzati si tratta infatti di una durata “lunga” nel caso di prodotti tecnologici ed elettrodomestici mentre è insufficiente nel caso dell’acquisto di un’auto o di una moto.

Per valutare il rapporto migliore tra questa durata e l’importo della rata da restituire è utile usare uno strumento di simulazione. In questo ambito si hanno due possibilità:

  • usare un tool di calcolo messo a disposizione da chi propone il prestito (ad esempio Findomestic, Agos, ecc);
  • usare un tool indipendente.

Nel primo caso si ha il vantaggio di poter trasformare la simulazione in un vero e proprio preventivo di prestito, da salvare ed eventualmente inoltrare per poi far partire la richiesta di finanziamento in modo ufficiale. Di contro si è limitati dal fatto che le condizioni sono legate al tasso proposto solo da quella finanziaria o banca. Quindi viene meno l’aspetto generico della valutazione ma rimane quello strettamente pratico.

Nel secondo caso è invece possibile fare una simulazione generica oltre che varie prove con tassi “tipo” senza essere vincolati ad un tasso specifico proposto da una banca o da una finanziaria. Questi strumenti ‘super partes’ permettono di sopperire anche alla mancanza di tool di calcolo da parte di banche o finanziarie che non offrono il servizio online. Il tool è quasi sempre attendibile ma ci si deve ricordare di inserire il Taeg esatto applicato e non il Tan. Infine ci si deve ricordare che una simulazione non ha il carattere e non offre le tutele insite in un vero e proprio preventivo.

Come scegliere?

Nel piccolo prestito la durata di rimborso annuale condiziona la somma massima che può essere ottenuta, dal momento che sarà pari allo stipendio netto mensile, condizionando anche le possibilità di rinnovo.

Al di fuori di questa categoria particolare ci sono comunque altri limiti, come nel caso della cessione del quinto e della larga maggioranza dei prestiti di consolidamento debiti: in entrambi i casi la durata minima parte dalle 24 mensilità. Quindi se si vuole avere una certa libertà di scelta puntando a una durata solo annuale di restituzione del finanziamento ci si deve orientare su quelli che sono in generale considerati dei prestiti veloci, dedicati a chi ha bisogno di liquidità per tempi ridotti e di importo contenuto (anche se ovviamente non mancano delle eccezioni, dove si possono raggiungere anche somme pari a 10 mila euro o qualcosa di più).

Per questa ragione un tool generico è utile per farsi un’idea su ciò che in media potrebbe offrire il mercato ma non garantisce un contributo conoscitivo completo ed affidabile. Ad esempio, prendiamo come riferimento due istituti che hanno moltissime convenzioni nei principali negozi ed allo stesso tempo offrono prestiti online come Findomestic e Agos.

Per una somma modesta come 1000 euro i due istituti di credito hanno infatti una politica molto diversa: Agos permette di rimborsare i 1000 euro già a partire dai 6 mesi. Invece Findomestic per i prestiti personali non considera affatto i 12 mesi e parte da non meno di 18 mesi (come si riscontra dal sito ufficiale facendo un preventivo di 1000 euro in data 28/08/2017).

Anche per questo una scelta a monte fatta sulla carta non è possibile e rischia di essere fuorviante. In quest’ottica i comparatori offrono la possibilità di fare una valutazione generale ma è sempre necessario scendere nel merito e fare in seguito un preventivo per più proposte che sembrerebbero le più convenienti ad un primo confronto.

Chi li offre?

Al di fuori dei prestiti “finalizzati” bisogna cercare tra i prestiti personali preferibilmente classificati in: mini, giovani, smart, ecc. Non tutte le banche li prevedono e l’offerta può risultare piuttosto variegata. Ad esempio troviamo:

  • Agos: da 6 a 120 mesi;
  • Webank: nel prestito small da 6 a 60 rate;
  • Unicredit: si parte da 12 mesi per lo smart Voucher e il prestito Mini (prima anche per quello giovani). Per la versione Easy che parte da soli 6 mesi per arrivare fino a 36 mesi (legato agli importi richiesti).

Ovviamente questi sono solo alcuni esempi, che non possono sostituire una ricerca e valutazione che va fatta sempre in modo molto personale, tenendo conto delle caratteristiche che deve avere il finanziamento richiesto. Non tutti i prestiti infatti offrono le stesse caratteristiche anche dal punto di vista della flessibilità grazie alla presenza di opzioni di gestione.

Conclusioni e opinioni sulla convenienza

Da quanto detto è evidente come i prestiti in 12 mesi sono utili solo per importi contenuti e necessità urgenti. In generale rischiano di rendere il rapporto rata/durata poco performante soprattutto considerato il fatto che minore è la durata e maggiore è l’impatto dei tassi applicati (come nel caso del Taeg che a causa dei costi accessori come quelli di gestione e di istruttoria rischiano di non essere “assorbiti”).

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