Prestiti Inps per dipendenti pubblici: novità 2017

Prestiti erogati dall’Inps ai dipendenti pubblici: confronto tassi

Anche per il 2016/17 l’Inps, l’Istituto nazionale per la previdenza sociale, mette a disposizione di tutti i dipendenti pubblici prestiti a tassi agevolati, con liquidità proveniente dallo stesso Fondo credito Inps o da convenzioni con alcuni istituti bancari. Due, in particolare, le tipologie di credito di cui i dipendenti pubblici possono usufruire. Scopriamo quali sono, insieme con i requisiti che servono per ottenere un prestito.

Piccolo prestito e prestiti pluriennali

I prestiti Inps ai dipendenti pubblici possono essere di due tipi: piccoli prestiti o prestiti pluriennali. Un piccolo prestito Inps però, a sua volta può essere annuale, biennale e così via, fino ad arrivare ad un limite di quattro anni.

  • Il piccolo prestito Inps viene erogato ai dipendenti pubblici (o ai pensionati) che devono sostenere delle piccole spese impreviste. Un prestito annuale di questo tipo corrisponde all’erogazione di una mensilità media netta dello stipendio, da restituire in dodici mesi, con rate e tassi di interesse pari al 4,25% annui (per le spese di amministrazione e l’aliquota fondo rischi si può consultare il prontuario messo a disposizione dall’ente). Un prestito biennale corrisponde invece all’erogazione di due mensilità di stipendio da restituire in ventiquattro mesi e così via, fino al piccolo prestito quadriennale in 48 mesi (vedi anche Piccolo prestito Inpdap). Occorre però sottolineare che se il dipendente pubblico non presenta altre trattenute sullo stipendio (e di conseguenza il piccolo prestito Inps rappresenta l’unica forma di credito richiesta) può arrivare a richiedere anche il doppio della somma dello stipendio (in tal caso un prestito annuale ammonterebbe a due mensilità, biennale a quattro mensilità, triennale a sei etc.).
  • I prestiti pluriennali sono invece dei prestiti più corposi che l’Inps eroga ai dipendenti pubblici con determinati requisiti e particolari eventualità ( come ad esempio traslochi, lavori di manutenzione per la casa di proprietà, acquisto di un’auto, malattia) per una durata che va dai cinque ai dieci anni, restituibili con rate che variano in numero da 60 a 120 (vedi anche Prestito pluriennale Inpdap). In questo contesto bisogna fare attenzione a che la rata non superi il quinto dell’ammontare netto dello stipendio, calcolando poi nella restituzione un tasso di interesse al 3,50% ed un’aliquota per spese amministrative pari allo 0,50%.

I requisiti da possedere

Per richiedere un prestito Inps i dipendenti pubblici o i pensionati dovranno soddisfare determinati requisiti che variano secondo la tipologia di credito di cui si vuole usufruire. Per il piccolo prestito non servono particolari caratteristiche, basta essere dipendenti pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali ed inoltrare domanda attraverso apposita modulistica disponibile in tutti gli uffici Inps (i pensionati hanno invece l’obbligo di compilare la richiesta online).

Diverso il discorso per i prestiti pluriennali, per cui occorrono determinati requisiti del richiedente: oltre all’iscrizione alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, bisogna possedere un’anzianità di almeno quattro anni di servizio come dipendente pubblico con contratto a tempo indeterminato ed almeno quattro anni di versamenti di contributi. Per chi dispone invece di un contratto a tempo determinato vanno considerate queste altre varianti: innanzitutto il contratto non deve avere durata inferiore ai tre anni, ed in secondo luogo il lavoratore dovrà mettere a disposizione il proprio TFR come garanzia di obbligazione.

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