Cessione del quinto dello stipendio: 6 aspetti che devi conoscere

Cessione del quinto dello stipendio: guida pratica

L’Inps, come noto, ha stipulato una serie di convenzioni per offrire condizioni “tutelate” ai pensionati che cercano una cessione del quinto. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti non è invece avvenuto alcun intervento diretto o indiretto, a meno che non si sia un dipendente pubblico gestione Inpdap e che si abbia aderito al fondo per la Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali.

Tra l’altro per i dipendenti del settore pubblico in servizio non ci sono stati grandi cambiamenti rispetto alla ‘classica’ cessione del quinto dello stipendio, della quale sono stati i soli possibili fruitori fino al 2005. Solo da quest’anno, infatti, anche i dipendenti privati hanno ottenuto la possibilità di poter richiedere una cessione del quinto con garanzia dello stipendio, a condizione che vengano rispettate una serie di condizioni.

E’ quindi molto importante avere una sorta di vademecum che permetta di conoscere le informazioni fondamentali sulla cessione del quinto dello stipendio, al fine di sfruttarne pienamente le possibilità.

1- Che tipo di finanziamento è e come funziona?

La cessione del quinto dello stipendio rientra comunque nei prestiti personali. Infatti quando si richiede non bisogna dare nessuna giustificazione o motivazione dell’uso della liquidità che si sta domandando. Si tratta inoltre di un prestito a tasso fisso, nel senso che per tutta la durata del piano di ammortamento il tasso rimane sempre lo stesso, indicato nel contratto.

La rata che viene pagata sarà al massimo pari al quinto dello stipendio al netto delle trattenute, e il pagamento avviene a monte. Il datore di lavoro trattiene infatti l’importo della rata che versa poi alla finanziaria o banca che ha concesso la cessione. Si può chiedere la cessione anche se si è protestati o cattivi pagatori e se si hanno dei finanziamenti già in corso.

2- Chi può richiederla?

La richiesta può quindi essere fatta dai dipendenti pubblici statali e parastatali, ed anche dai privati. Tra le due categorie, ovvero quella pubblica e quella privata, ci sono delle differenze sostanziali che partono dai requisiti.
Per i dipendenti pubblici generalmente è infatti richiesta ‘semplicemente’ un’anzianità minima di servizio e, nel caso di contratti a tempo determinato, una durata residua superiore a quella del piano di rimborso. Invece per i dipendenti privati sono richiesti di norma:

  • un tfr a garanzia del prestito;
  • l’appartenenza ad un’azienda con almeno 15 dipendenti (possono essere previste delle eccezioni che vanno valutate caso per caso) e con un bilancio in attivo (società commissariate o in stato di liquidazione generalmente sono escluse);
  • l’appartenenza a un’azienda facente parte di determinati settori.

In quest’ultimo caso le società cooperative e appartenenti al terzo settore possono essere escluse anche se non da tutti gli istituti di credito che offrono la cessione del quinto ai dipendenti.

In tale situazione è possibile rivolgersi ad alcune realtà finanziarie più piccole presenti sul territorio ma attenzione normalmente si dovrà sottostare a condizioni meno convenienti in funzione del rischio ‘maggiorato’ che l’istituto di credito si assume.

Approfondimento: Cessione del quinto dipendenti pubblici.

3 – A chi rivolgersi?

In linea teorica tutte le banche e le società finanziarie (a partire da quelle più grandi come Unicredit ed Intesa Sanpaolo) possono concedere la cessione del quinto presso le proprie sedi o agenzie, tramite offerta di prestito online oppure grazie ad intermediari ed agenti in attività finanziaria abilitati. Qualsiasi sia la modalità di contatto, il richiedente ha il diritto di chiedere un preventivo gratuito e senza impegno e di ricevere una copia del documento che riporta le “Informazioni europee di base sul credito ai consumatori” con tutte le caratteristiche ed i costi.

(Esempio IEBCC Agos)

4- Polizza obbligatoria

L’assicurazione legata alla cessione del quinto è obbligatoria per legge. Nel caso di una cessione del quinto dello stipendio deve coprire sia il rischio caso morte che quello della perdita dell’impiego (per i pensionati invece c’è solo la copertura per il rischio caso morte).

Il costo della polizza di norma è a carico del richiedente la cessione, anche se in alcuni casi può essere la banca o la finanziaria che decide di farsene carico. Per questo bisogna tenere debitamente conto anche del costo collegato alla componente assicurativa per poter valutare la convenienza reale di una cessione del quinto.

5- Rinnovo ed estinzione anticipata

L’estinzione anticipata non prevede particolari limiti (se non il pagamento della penale di estinzione che è pari all’1% tranne nel caso di mancanza di meno di 12 rate al termine del rimborso dove la penale si riduce a 0,5%).
Per quanto riguarda invece la richiesta di rinnovo vanno rispettate delle particolari condizioni. In particolare deve essere rimborsato almeno il 40% delle rate a meno che si abbia in corso una cessione del quinto al massimo di 60 rate e si voglia passare a quella decennale. In questo caso il rinnovo è possibile senza altri limiti.

Attenzione: quando il finanziamento si estingue in via anticipata il finanziato ha diritto alla restituzione degli interessi e costi collegati come quelli assicurativi, così come le eventuali commissioni bancarie pagate, che sono calcolati in funzione della parte di “finanziamento” non goduta.

6- E’ possibile utilizzare il diritto di recesso?

Il diritto di recesso è sempre previsto, sia in caso di offerta a distanza che firma del contratto in filiale. E’ però necessario esercitare questo diritto entro 14 giorni dalla data in cui è stato firmato il contratto. Se in questo tempo il finanziamento è stato erogato allora bisogna restituire tutto il capitale con l’aggiunta degli interessi maturati e l’imposta sostitutiva. Se un contratto dovesse presentare delle criticità o mancare di trasparenza, ci si può rivolgere all’arbitro bancario finanziario.

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Cessione del quinto pensione – Come si calcola la rata

Cessione del quinto pensione: requisiti e modalità di calcolo

Iniziamo subito dicendo che anche coloro che non hanno maturato la pensione versando contributi come lavoratori pubblici possono accedere alla cessione del quinto della pensione. Si tratta di una novità che è stata introdotta dal legislatore a partire dal 2005 e che, grazie anche alle successive modifiche, ha cercato di rendere questo prestito “personale” il più sicuro possibile.

Innanzitutto il legislatore ha dovuto considerare il fatto che un pensionato di norma vive di sola pensione, stabilendo un importo minimo di ‘assegno pensionistico’ sotto al quale la cessione del quinto non può essere concessa. A questa forma di tutela si è aggiunto anche l’Inps, che ha stipulato una serie di convenzioni con banche e finanziarie, con le quali stabilisce le condizioni massime applicabili dal punto di vista economico.

Di che cosa si tratta?

La cessione del quinto della pensione non cambia, nelle modalità di rimborso, rispetto a una cessione del quinto dello stipendio, e come questa può essere richiesta anche dai cattivi pagatori. La sola concreta variante è che è compito dell’Inps versare la quota di cessione all’Istituto che ha concesso il finanziamento, trattenendola a monte sulla pensione. Vediamo ora quale tipo di pensione può essere utilizzata per la richiesta della cessione del quinto e la modalità di calcolo che deve tener conto della quota cedibile.

La durata del finanziamento può arrivare a 120 mensilità ma si deve considerare il limite dell’età anagrafica del richiedente, entro il quale il finanziamento deve essere stato interamente rimborsato.

Quali pensioni si possono dare in garanzia?

La cessione del quinto della pensione può essere concessa sulle pensioni Inps, purché queste non rientrino nei seguenti casi:

  • pensione sociale minima;
  • pensione di invalidità civile;
  • assegno pagato ai pensionati per inabilità;
  • assegno per il sostegno al reddito ( come VOCRED, VOCOOP e VOESO);
  • assegno versato al nucleo familiare;
  • prestazione di esodo (come previsto dall’ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge n. 92/2012).

Non ci sono invece limiti sul tipo di contribuzione che ha fatto maturare la pensione, nel senso che può essere utilizzata come modalità di finanziamento anche da chi ha versato in tutto o in parte contributi come lavoratore autonomo.

Come si può richiedere?

La richiesta va fatta direttamente a una banca o a una finanziaria che prevede la possibilità di concessione di una cessione del quinto della pensione (vedi anche Prestiti per pensionati). Come già accennato all’inizio il pensionato si potrà rivolgere sia ad un istituto di credito convenzionato che a una banca che non risulta nell’elenco. Per accedere alla pagina degli istituti convenzionati, una volta entrati sul sito dell’Inps, basta seguire il percorso Prestazioni e servizi -> Elenco di Istituti

Ad esempio alcuni enti convenzionati a Gennaio del 2018 sono:

Prima di procedere con la richiesta formale di finanziamento, il pensionato richiedente dovrà essere in possesso del documento di cedibilità della pensione, dove è riportato l’importo massimo della rata del prestito. Se ci si rivolge a società convenzionate, di norma è lo stesso ente finanziario che provvede ad ottenere il documento dall’Inps. Se ci si rivolge a società o banche non convenzionate è il pensionato che deve andare in una delle sedi Inps per farsi rilasciare il documento di cedibilità della pensione.

Come si calcola la rata massima?

Se non c’è in corso alcun pignoramento (in caso di pignoramento comunque non si potrà superare il 50% della pensione compresa la quota di cessione del quinto calcolata) il calcolo avviene sulla pensione in funzione dell’importo cedibile. Questo a sua volta si calcola prendendo la pensione pagata al netto di qualsiasi trattenuta (comprese quelle fiscali e quelle previdenziali) così da non toccare l’importo ‘non cedibile’ che è pari alla pensione minima sociale.

Per chiarire meglio quanto facciamo due esempi:

Esempio 1

Pensione netta di 596 euro. Supponiamo per semplicità di calcolo che la pensione minima sia di 500 euro, la quota cedibile sarà pari a 596-500 euro e quindi 96 euro.

Esempio 2

Pensione di 1200 euro con trattenute di 200 euro. In questo caso la pensione netta da considerare ai fini del calcolo della quota cedibile sarà quindi di 1000 euro. In questo secondo esempio ipotetico, trovandoci ben al di sopra della pensione minima prevista dalla legge, la quota cedibile è semplicemente pari alla rata del quinto della pensione che si può ottenere, ovvero 200 euro.

Ovviamente questi calcoli sono semplificati e proposti a mero titolo di esempio. Per ottenere un dato certo bisogna utilizzare il certificato di quota cedibile rilasciato dall’Inps.

Quali sono i vantaggi delle convenzioni?

L’Inps ha stabilito delle condizioni massime che gli enti finanziari aderenti alle convenzioni devono rispettare. Ogni società aderente poi ha piena libertà nel decidere quale tasso applicare, al di sotto della soglia massima, e se offrire altri vantaggi, come ad esempio l’azzeramento di alcuni costi accessori. E’ quindi sbagliato pensare che i vantaggi siano tutti uguali tra loro.

Anche per questo è consigliato fare vari preventivi, facendo particolare attenzione al peso della quota assicurativa caso morte, obbligatoria per legge, che solo alcune banche e finanziarie sostengono al posto del finanziato. Quello che è certo è che non saranno sicuramente applicati tassi superiori alla soglia di usura.

La convenienza va calcolata personalmente, tenendo anche conto delle grandi differenze di età massima accettate dalle varie società: ad esempio Compass arriva ad 85 anni, mentre Findomestic e Fiditalia arrivano fino a 90 anni. Ci sono poi altre società che si fermano anche a soli 75 oppure 80 anni. Ricordiamo che l’età massima deve coincidere con la fine del piano di ammortamento del finanziamento.

I tassi di riferimento per il primo trimestre 2018 così come indicati dalla Banca d’Italia, per l’individuazione del tasso soglia oltre al quale gli interessi diverrebbero usurari, sono riportati nella seguente tabella:

Classe età
Classe di importo del finanziamento
Tasso soglia importi fino a 15 mila euro (Taeg)
Tasso soglia per finanziamenti di importo oltre 15 mila euro (Taeg)
Fino a 59 anni
8,66%
7,40%
60-64 anni
9,46%
8,20%
65-69 anni
10,26%
9%
70-74 anni
10,96%
9,70%
75-79 anni
11,76%
10,50%

Data rilevazione: 17/01/2018 – Fonte: sito INPS

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Finint – Opinioni su prestiti, mutui e investimenti

Finint – Consulenza sull’erogazione di finanziamenti, mutui e investimenti

La Finint è una società finanziaria internazionale (Investments sgr) specializzata in vari campi incentrati prevalentemente inerenti al settore degli investimenti. La Finint nasce nel 1980 e nel corso degli anni ha ampliato il proprio gruppo creando nuove società tra cui ricordiamo:

  • la Finint Revalue, nata nel 2007 dalla fusione della Eurisko e della Sogepim RE, specializzate nel settore immobiliare e nel real estate, e con una certa dimestichezza nel recupero crediti;
  • la Finint Sgr nata nel 2004 specializzata nella gestione degli investimenti, compresi i piani individuali di risparmio (Pir);
  • la Banca Finint fondata nel 2014;
  • Finint Mediatore Creditizio.

Oggi il gruppo ha filiali e sedi in 6 Paesi nel mondo e vanta in tutto un organico di oltre 750 persone, confermando un certo dinamismo anche nella ricerca di nuovi collaboratori. Attualmente, tra la holding e le sue varie controllate, ha concentrato l’attenzione e l’attività su tre aree di business:

  • Business Process Outsourcing
  • Banca Finint
  • Investimenti proprietari

Da Agosto 2017 il consiglio di amministrazione è cambiato, dopo il definitivo divorzio tra i due soci Marchi e De Vido. Attualmente il consiglio in carica è formato da:

  • Enrico Marchi – Presidente
  • Daniele Da Lozzo – Consigliere
  • Giovanni Perissinotto – Consigliere
  • Mauro Sbroggiò – Consigliere

Sede legale e contatti

La sede legale è a Conegliano. Per poter contattare la sede e gli uffici si possono usare come riferimenti:

  • Sede Legale Via Vittorio Alfieri, 1 cap 31015 Conegliano (TV) – Telefono +39 0438 360 900 – Fax +39 0438 411 901
  • Uffici Via Orefici, 2 cap 20123 Milano (MI) – Telefono +39 02 3668 7100 – Fax +39 02 3668 7129

Come contatto è anche possibile usare l’indirizzo e-mail info@finint.com oppure compilare il form sul sito.

Finint MC

La Finint Mediatore Creditizio è la società che si è specializzata nel credito sia verso i privati che verso le aziende. Per queste ultime sono previste soluzioni che coinvolgono anche i fondi erogati tramite Cofidi, il microcredito oltre al credito agevolato e i finanziamenti di tipo Green. Si punta comunque soprattutto su consulenza e personalizzazione delle offerte.

L’offerta rivolta ai privati e famiglie va dalla cessione del quinto ai prestiti personali, passando per le proposte indirizzate al miglioramento energetico della propria abitazione.

Prestiti personali

La proposta, secondo quanto riportato dal sito ufficiale in data 3/01/2017, comprende vari prodotti, frutto di accordi e convenzioni con le principali società finanziarie, istituti di credito e banche italiane. La scelta avviene anche in questo caso in funzione della consulenza e delle necessità del richiedente. Per conoscere le reali condizioni bisogna passare attraverso la richiesta di uno o più preventivi.

Cessione del quinto

Finint Mediatore creditizio ha varie convenzioni anche per la concessione della cessione del quinto, comprendendo tutte le varie categorie di destinatari. Sono presenti anche convenzioni agevolate a seconda di specifiche categorie (come ad esempio i dipendenti ministeriali).

Approfondimento: Prestiti agevolati Inps per dipendenti pubblici.

Hub Green

Con il prodotto Finint Green Hub si va oltre il mero finanziamento, al quale si aggiunge un pacchetto completo di servizi, comprensivo della supervisione dei lavori di ristrutturazione ad opera di partner selezionati. Il prodotto propone una soluzione “chiavi in mano” finalizzata alla ristrutturazione e alla riqualificazione energetica della casa, con obiettivo di realizzazione in massimo 5 settimane e aumento della classe energetica dell’immobile stesso. (Fonte sito ufficiale Finint MC – data 3/1/2017)

Mutuo Casa Tua

Non si tratta di un mutuo ma di un portale che permette di fare il confronto tra i alcuni mutui presenti sul mercato. Anche in questo caso si rimanda comunque al ruolo centrale del consulente che permette di individuare la proposta migliore disponibile al momento della ricerca e della richiesta.

La consulenza è gratuita e prima di arrivare a prendere un appuntamento si affrontano le fasi di semplice ricerca e comparazione online. E’ possibile richiedere un’ eventuale valutazione della fattibilità del mutuo scelto tra le varie proposte messe in evidenza, il tutto, ovviamente, ancora senza alcun impegno. Se si ha bisogno di informazioni o chiarimenti si può contattare il numero verde 800 55 75 55 con risposta da operatore dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle 19 e il sabato con orario ridotto dalle 8,30 alle 13.

Finint Revalue

Anche la Finint Revalue presenta una certa ‘connessione’ con il mondo dei finanziamenti anche si è specializzata nelle aree del business credit management. Attenzione particolare è stata rivolta al settore immobiliare e quello auto.

Nel particolare la Finint Revalue risulta essere particolarmente attiva per quanto riguarda il recupero e la gestione crediti, attività svolta da più di 25 anni Finint Revalue, avendo come clienti soprattutto banche, società di leasing e società finanziarie. La mission è quella di velocizzare e rendere più affidabili i rimborsi dei crediti, mentre per quelli in sofferenza sono adottate varie tipologie di approccio verso il debitore:

  • phone ed home collection;
  • fasi di gestione legale del credito e costante monitoraggio operativo del credito stesso;
  • informatizzazione di tutte le fasi per renderle più efficienti e sicure limitando i disguidi.

In aggiunta al recupero crediti c’è la sfera di “acquisto dei crediti”che viene effettuata pro soluto, su portafogli di varia tipologia e dimensione, anche tramite operazioni di cartolarizzazione. La Finint Revalue ha proprie sedi e propri contatti:

  • Outsourcing RE & Energy Via Venezia, 13/C cap 31020 San Vendemiano (TV) telefono +39 0438 376500
  • Credit Management Collection Via Venezia, 13/C cap 31020 San Vendemiano (TV) telefono +39 0438 404700
  • Credit Management Collection Via Cristoforo Landino, 10 cap 50129 Firenze (FI) telefono +39 055 2345142
  • Outsourcing RE & Energy, Credit Management Collection, Segreteria in Via Vittorio Alfieri, 1 cap 31015 Conegliano (TV) con contatti rispettivamente a: Outsourcing RE & Energy +39 0438 376500; Credit Management Collection +39 0438 404700; Segreteria info@finintrevalue.it

Finint Sgr

Per completezza parliamo anche della Sgr del gruppo. Come si evince dalla sigla questa società è specializzata nella gestione di fondi di investimento, soprattutto di tipo mobiliare, anche di categoria riservata. Attualmente i fondi che gestisce sono così organizzati:

  • 9 fondi mobiliari su settori quali: azionari, obbligazionari, credit funds e risparmio energetico;
  • 19 fondi immobiliari nei settori di: Npl, Energia, Housing social, a reddito, sviluppo e riconversione.

Come altra attività offre: consulenza personalizzata su portafogli personali, prodotti strutturati, risk management, financial planning. Come contatti si possono usare:

  • Telefono: +39 0438 360406 oppure +39 0438 360407
  • Fax: +39 0438 694566
  • e-mail: infosgr@finint.it

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Equilon – Prestiti, mutui e cessione del quinto

Equilon: quale offerta con Compass e CheBanca?

La società Equilon eroga varie tipologie di prestiti, comprese la cessione del quinto e del doppio quinto, i mutui ma anche coperture assicurative; è stata acquistata da Compass spa e data in licenza alla società Futuro spa del quale Compass è socio unico.

E’ bene tener presente che Equilon funge da intermediario e non colloca in modo diretto propri prodotti, ma si avvale della collaborazione con Compass, Chebanca e Futura spa (per le polizze assicurative funge da intermediario per la Metlife Europe D.A.C).

Quali prodotti può erogare?

Attraverso Equilon è possibile richiedere i prestiti personali con importo fino a 30 mila euro e l’erogazione sarà a cura di Compass spa. E’ comunque possibile anche richiedere la cessione del quinto, per somme superiori a 50 mila euro e in aggiunta il prestito con delega o cessione del doppio quinto. In questo caso l’erogante sarà Futura spa. (Fonte sito ufficiale Equilon – data 2/1/2017)

Sempre all’interno dei finanziamenti troviamo i mutui destinati all’acquisto o ristrutturazione di un immobile. In questo caso l’erogazione avviene tramite la collaborazione con CheBanca e per questo si può contare su una buona varietà di scelta:

  • Mutuo Tasso Fisso: la rata rimane la stessa per l’intera durata del piano di ammortamento;
  • Mutuo Tasso Variabile: l’andamento delle rate segue le variazioni del tasso di indicizzazione sul quale avviene il calcolo degli interessi;
  • Mutuo Tasso Variabile con CAP: un variabile che non può andare al di sopra del tetto massimo indicato in contratto;
  • Mutuo Tasso Risparmio: in funzione delle giacenze sul conto corrente CheBanca si possono ottenere delle riduzioni dei tassi e quindi degli interessi da rimborsare;
  • Mutuo Rata Protetta: la rata non può superare determinati livelli preimpostati nel contratto.

Come altri prodotti, non strettamente appartenenti alla sfera dei finanziamenti troviamo: il conto corrente Digital CheBanca e la polizza infortuni MetLife (Fonte sito ufficiale Equilon – data 2/1/2017).

Come si accede ai prodotti Equilon?

Per poter accedere ai prodotti Equilon bisogna passare attraverso un punto vendita o un agente della rete Equilon. Per conoscere il punto vendita o l’agente più vicino al proprio indirizzo, si può usare sia il motore di ricerca sul sito che il form di ricontatto.

Con il motore di ricerca basta inserire la città che interessa (ad esempio Roma, Latina, ecc) e, per una ricerca più ristretta, anche l’indirizzo di riferimento per calcolarne la vicinanza. Tuttavia solo l’informazione sulla città è obbligatoria.

Ad esempio con la ricerca su Roma potremmo avere un risultato come questo riguardante tutta la capitale:

E’ utile fare questo tipo di ricerca online perché permette di ottenere anche le informazioni sui prodotti che per ciascun punto vendita sono disponibili. Infatti non sempre mutui o prestiti personali saranno accessibili. Nel caso del modulo di ricontatto sarà cura dei punti vendita e/o agenti più vicini contattare il richiedente attraverso i recapiti inseriti:

In entrambi i casi non si è obbligati a procedere con i contratti, anche qualora si richiedessero dei preventivi. Ogni tipo di informazione non ha alcun tipo di obbligo o di impegno.

Tassi e costi?

Trattandosi da una società che funge da intermediario, non è previsto a monte un elenco dei costi applicati. Le condizioni applicate potranno essere conosciute solo di volta in volta, passando tramite la richiesta di un normale preventivo (o di più preventivi). Da una parte ciò è un vantaggio perché si ottiene una consulenza personalizzata, mentre dall’altra ovviamente non lascia spazio per prendere una decisione a monte senza dover procedere alla formale richiesta di un preventivo.

Ribadiamo comunque che i preventivi non nè sono impegnativi e né vincolanti, quindi si potrà sempre cercare altrove la soluzione di finanziamento più adatta alle proprie necessità, se la proposta di Equilon non dovesse risultare soddisfacente. Il discorso non vale solamente per il conto corrente che rimanda interamente alle condizioni economiche applicate alla versione Digital di CheBanca. Nel particolare abbiamo (Fonte sito ufficiale CheBanca – data 2/1/2017):

  • canone 0;
  • operazioni illimitate online gratis;
  • operazioni in filiale 3 euro;
  • bonifico urgente 5 euro.

Attraverso l’opzione filiale, ad un costo di 2 euro, tutte le operazioni in agenzia avranno un costo pari a zero (fatta eccezione quelle urgenti).

Conclusioni

Da una parte si ha l’affidabilità e l’esperienza di Compass e di CheBanca. Di contro si ha a che fare con un intermediario, il che può limitare la sfera della chiarezza a monte delle condizioni applicate.

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Creditis Spa – Opinioni su prestiti e assicurazioni

Prestiti Creditis: Mysura, Carta Valea e Dammi il 5

La Creditis servizi finanziari Spa è una società di intermediazione finanziaria e assicurativa appartenente per anni al Gruppo Carige con sede a Genova. Si tratta di una società che è stata al centro di lunghe trattative per la sua cessione conclusesi nel 2017 con il passaggio al Chenavary Financial Group.

Che cosa offre?

Come società specializzata nel credito al consumo Creditis eroga principalmente prestiti personali e cessioni del quinto. Tra i suoi prodotti ci sono anche la carta Valea e la copertura assicurativa del credito concesso. Vediamo tutto nel particolare:

Mysura

Si tratta di un prestito personale rimborsabile fino a 120 rate caratterizzato da una certa flessibilità a partire dalla possibilità di saltare fino a due rate, da restituire in coda al piano di ammortamento. Il nome deriva dalla possibilità di stilare un piano di restituzione “su misura” a seconda delle reali necessità individuate tramite un consulente che, come evidenziato dal sito stesso, seguirà il richiedente nelle varie fasi. Può essere richiesto per qualsiasi finalità: vacanza, cerimonia, studio, acquisto auto, ecc. I requisiti base sono:

  • età minima 18 anni;
  • età massima al termine del finanziamento 75 anni;
  • residenza in Italia;
  • reddito dimostrabile: per i lavoratori dipendenti anzianità lavorativa di almeno 3 mesi, se si è un lavoratore autonomo l’anzianità lavorativa deve essere almeno di 12 mesi;
  • avere un conto corrente (presso qualsiasi banca).

I documenti necessari possono invece essere riassunti in: documento di identità e codice fiscale; documento che dimostri il reddito percepito (compreso il cedolino della pensione, buste paga, oppure 730 e modello Unico). Il prestito può essere richiesto anche da cittadini extra Ue ma in questo caso sono richiesti:

  • permesso di soggiorno con ingresso in Italia da 12 mesi;
  • ricevuta di pagamento di utenza attestante la residenza;
  • anzianità lavorativa di almeno 6 mesi per i dipendenti.

A Mysura, in modo facoltativo, è possibile abbinare una copertura assicurativa (caso morte e perdita di impiego) che prende il nome di ‘Lucky’. (Fonte: sito ufficiale Creditis – data: 1/1/2018)

Dammi il 5

Si tratta di una ‘classica’ cessione del quinto della pensione. Come requisiti e documenti sono necessari:

  • pensione INPS o INPDAP;
  • età massima alla richiesta di 78 anni di età (al termine del rimborso l’età massima accettata è di 80 anni);
  • residenza in Italia;
  • conto corrente presso una qualsiasi banca;
  • documento di identità e codice fiscale;
  • fotocopia dell’ultimo Cud oppure dell’ultimo cedolino della pensione.

(Fonte: sito ufficiale Creditis – data: 1/1/2018)

Approfondimento: Prestiti per pensionati.

Carta Valea

La carta Valea è una carta di credito revolving che può mettere a disposizione del titolare un plafond fino a 5000 euro: acquistando con la card si rateizzano gli acquisti e si consuma il plafond, fino al suo esaurimento.

Mano a mano che si rimborsano mensilmente le rate, si ripristina la disponibilità del plafond stesso. Il Tan è fisso al 14,9% mentre il Taeg dipende dal plafond e dalle somme utilizzate (dal sito ufficiale Creditis 29-12-2017). Non è previsto un canone di gestione annuale e si hanno zero costi di incasso rid.

Lucky

Lucky è abbinabile sia a Mysura che Carta Valea. Il costo è frazionato e inserito nella spesa mensile della rata. Le condizioni massime prevedono:

  • in caso di decesso per chi è di età compresa tra 18 e 60 anni, per finanziamenti di durata massima pari a 6 anni, un capitale di 40 mila euro in caso morte;
  • per la perdita di lavoro rimborso fino a un massimo di 9 mensilità (importo massimo mensilità di 1200 euro) per sinistro, mentre si sale a 36 mensilità totali per tutta la durata del finanziamento per inabilità temporanea;
  • nel caso di invalidità permanente viene pagato tutto il debito residuo con la finanziaria fino ad un importo massimo di 80 mila euro;
  • per malattia grave 6 mensilità per sinistro e massimo 18 per tutta la durata del finanziamento (importo massimo mensile 1200).

Ribadiamo ancora una volta che parliamo di una copertura puramente facoltativa.

(Fonte: sito ufficiale Creditis – data: 1/1/2018)

Come accedere ai finanziamenti?

Creditis prevede il passaggio tramite consulente o agenzia. Per avere un primo contatto si possono utilizzare vari canali a partire dal sito ufficiale.

Collegandosi al sito ufficiale si compila il form

Si attende la chiamata da un consulente di zona per la conferma dell’appuntamento inserito in modo indicativo nel form stesso. Se si desidera invece avere un primo contatto, senza formalizzare alcun appuntamento si può andare sulla pagina destinata al ‘ricontatto’ telefonico

compilando il form seguente:

In alternativa troviamo la possibilità di chiamare direttamente il numero verde gratuito Creditis, dove un operatore risponde dalle ore 8,30 alle ore 18 dal lunedì al venerdì alla numerazione 800010909.

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Prestiti Supermarket – Consulenza online gratuita

Prestiti Supermarket: opinioni e funzionamento

I comparatori online su conti, carte di pagamento, prestiti e mutui stanno crescendo in modo esponenziale. Alcuni di questi presentano alcune caratteristiche peculiari, come ad esempio Prestitisupermarket che è allo stesso tempo sia un comparatore che un mediatore creditizio. Quindi oltre a proporre in modo gratuito la funzione di comparazione tra le offerte di varie banche/finanziarie offre anche il passaggio successivo che è quello della consulenza ed eventuale prosecuzione con la richiesta di finanziamento selezionata in fase di comparazione.

Come servizi online il portale è gestito dalla società FairOne spa. La data di lancio di Prestiti Supermarket risale al 2011 e nel corso degli anni ha raccolto un curriculum piuttosto ricco di opinioni positive. Ribadiamo subito che l’offerta dei suoi servizi al pubblico è gratuita al 100% e che ogni preventivo non sarà mai vincolante.

I servizi che offre

L’aspetto della comparazione è logicamente quello più immediato e non necessita nemmeno della creazione di un account. Semplicemente si deve selezionare il tipo di prestito che si desidera (ad esempio finalizzato all’ arredamento di casa), l’importo, la durata e fornire le poche informazioni richieste nel form, così come vediamo nell’immagine di seguito:

Come si può notare non va inserita alcuna informazione personale. Quindi cliccando sul pulsante Cerca prestito si avvia la funzione del motore di ricerca. Con questi parametri in data 6 dicembre 2017 risultano ad esempio le seguenti proposte:

Nella comparazione si possono notare alcuni aspetti fondamentali e cioè:

  • non vi è una differenziazione in base alla tipologia di prestito proposta (cessione del quinto, prestito personale, ecc);
  • le proposte sono in ordine di importo della rata;
  • non sempre sono visibili le condizioni economiche proposte.

Sempre nel caso del nostro esempio IBL e Bnl indicano la funzione “richiedi prestito” mentre Compass non fornisce dati sulla rata e invita a prendere un appuntamento in filiale .

Come si richiede un prestito?

Le banche o le finanziarie che operano on line con la firma digitale (come ad esempio Findomestic) permetteranno di completare tutta la richiesta via web a partire dalla visualizzazione del preventivo. Cliccando sul pulsante “richiedi prestito” si verrà indirizzati nella pagina preposta all’inserimento dei dati precisi da cui poi passare alle fasi successive. Con le finanziarie e banche più tradizionali come ad esempio Compass, si viene invece reindirizzati in una pagina di form che permetterà di prendere un appuntamento.

Qualsiasi sia il finanziamento scelto Prestiti Supermarket svolge una funzionalità di consulenza che parte dalla richiesta del preventivo fino a quella vera e propria del prestito. In tutti i casi, come si può trovare scritto anche sul sito, a dicembre 2017 il comparatore del gruppo Fairone Spa offre fino a 180 prestiti scontati frutto di accordi con vari Istituti di credito. Alcuni partner ad esempio sono:

(Data rilevazione: 7/12/2017 – Fonte: sito ufficiale Prestitisupermarket.it)

E’ possibile stampare il preventivo ottenuto, inviarselo via e-mail oppure salvarlo nell’account Prestiti Supermarket. Indipendentemente da queste scelte si può sempre ottenere consulenza gratuita chiamando il numero verde 800901905.

Dalle informazioni presenti sul sito ufficiale per ottenere un primo parere di fattibilità e procedibilità da parte della banca (o della finanziaria) scelta possono essere necessarie al massimo 48 ore.

Creazione account

Non è presente una vera e propria pagina di registrazione, il che può causare un po’ di confusione a coloro che vorrebbero procedere facendosi per prima cosa un account personale. In realtà questo viene generato direttamente dal sistema, quando vengono compilati i dati per la richiesta del preventivo.

Il sistema provvede a creare l’account attribuendo una password in default ed utilizzando l’indirizzo e-mail inserito come username. Poi come avviene per ogni altro sito che offre servizi disponibili tramite login, si potrà entrare nell’account tramite la voce “accedi” (che si trova nella parte in alto a destra).

L’uso dell’account non sarà obbligatorio, nemmeno nelle fasi successive o qualora si vorrà tornare a fare altre ricerche sui vari tipi di prestiti nel futuro.

Conclusioni

La dualità di servizi che vanno dalla comparazione alla mediazione di Prestiti Supermarket hanno l’aspetto positivo della comodità. La convenienza delle condizioni di ogni singolo prestito andrà poi valutata personalmente, facendo controlli anche alle condizioni applicate al di fuori dell’ambiente del compratore stesso.

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Prestiti online senza andare in filiale – Sono sicuri?

Prestiti online senza recarsi in filiale: sono davvero convenienti?

La diffusione di dispositivi tecnologici collegati al web ha contribuito all’incremento dell’offerta di prestiti online senza la necessità di andare in filiale. Un altro contributo è stato dato dai siti di comparazione sempre più numerosi ed ovviamente dalle condizioni economiche che generalmente sono più vantaggiose nel caso di scelta di un prodotto sottoscritto in modo digitale.

Come si possono ottenere?

Le società finanziarie oppure le banche che hanno orientato una parte della propria offerta alle sottoscrizioni on line possono optare per tre tipologie di “accesso”:

  • procedura online al 100% che si avvale soprattutto del sistema della firma digitale;
  • procedura per i prestiti online senza recarsi in filiale ma che sfruttano la modulistica cartacea;
  • procedura iniziale online e successivamente incontro in agenzia o filiale per la formalizzazione della richiesta e la consegna dei documenti.

Quest’ultima modalità è quella che sta diventando sempre meno frequente visto che riduce i concreti e reali vantaggi legati alla comodità di una richiesta di un finanziamento da casa o dal proprio smartphone in mobilità.

La procedura online al 100% ha il vantaggio di essere sicura e rapida (non ci sono ad esempio tempi di attesa legati alla spedizione dei moduli cartacei) e si ha una maggiore facilità nel seguire la traccia dell’iter della richiesta stessa.

Procedure sicure

Quando si propone un prestito online digitale al 100% il finanziatore si deve avvalere obbligatoriamente della firma digitale. Questo rappresenta un sistema forte, sicuro e certo perché venga riconosciuta l’identità del richiedente e non necessita del possesso di una Pec o di una carta servizi.

Nel fornire questo tipo di strumento c’è una certa differenza a seconda che si tratti di prestiti proposti da una banca, che vede nell’erogazione del finanziamento un servizio aggiuntivo o “accessorio” ad un conto corrente (come ad esempio Webank) o se ci riferiamo ad una finanziaria o anche ad una banca che offre prevalentemente prestiti (come ad esempio Findomestic).

Nel primo caso l’iter da seguire parte e si gestisce all’interno dell’apposita area del servizio di internet banking. In questo modo la banca avrà già in partenza le informazioni sulla certa identificazione del richiedente (la firma digitale è come se fosse stata apposta a monte).

Si tratta di una modalità che può essere usata anche al di fuori del circuito finanziario privato. In questo senso un esempio lo troviamo con il piccolo prestito dei dipendenti pubblici richiedibile direttamente all’interno nell’area personale di NoiPa.

Nel caso invece di finanziarie o di banche che puntano sull’offerta di prestiti anche a chi non è correntista viene sfruttata la firma digitale ‘vera e propria’ con delle modalità comunque molto semplici.

Esempio pratico Findomestic

Con la banca del gruppo Bnp Paribas si deve semplicemente creare un pin personale che va autenticato tramite l’uso della password OTP inviata con sms da Findomestic stessa.

Fatta questa operazione è possibile richiedere il finanziamento ufficialmente visto che la firma dei contratti avviene fattivamente semplicemente spuntando le varie caselle indicate:

Il tutto viene reso autentico re-inserendo il pin generato in fase di registrazione e con un altro OTP sempre inviato con SMS.

(Fonte: sito ufficiale Findomestic – Data rilevazione: 06/12/2017)

Tutte le banche on line li propongono senza recarsi in filiale?

La connessione logica tra “banca online” e l’offerta di un prestito interamente sul web viene in modo quasi spontaneo. Nella pratica però non è detto che la situazione sarà esattamente in questo modo. Una delle più grandi banche europee online come Ing Direct, ad esempio, propone il Prestito Arancio con richiesta di preventivo e di prestito online, ma comunque vuole che venga inviata anche la documentazione in modo cartaceo (info sito ufficiale Ing Direct – data 06/12/2017).

Quindi prima di procedere con una richiesta di finanziamento bisognerebbe controllare il tipo di procedura che verrà seguita non solo nella fase di richiesta, ma anche in quelle successive. Ovviamente tutto questo non deve fuorviare dalla necessità di mantenere l’attenzione rivolta su alcuni aspetti molto importanti legati all’effettiva convenienza come:

  • Tan e Taeg;
  • spese accessorie e altri costi;
  • spese di assicurazione obbligatorie o facoltative;
  • modalità di accredito e di rimborso;
  • presenza di possibili convenzioni come ad esempio quelle Inps per i pensionati o NoiPa per i dipendenti pubblici;
  • condizioni di eventuali promozioni o offerte a tempo.

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Sovraindebitamento – Chi può usare la legge Salva Suicidi?

Sovraindebitamento: requisiti e funzionamento della legge 3/2102

Le difficoltà legate al sovraindebitamento sono divenute molto evidenti soprattutto negli anni successivi alla crisi iniziata nel 2008. Tra gli effetti più evidenti c’è stato un incremento di suicidi che ha coinvolto imprenditori ma anche privati, schiacciati dal peso di un’esposizione debitoria non più sostenibile.

Le problematiche finanziarie sono a volte dovute a questioni fiscali, come ad esempio pesanti cartelle Equitalia oppure semplicemente ad una riduzione delle entrate per disoccupazione o altre motivazioni simili (approdondimento: Cosa fare in caso di debiti con Equitalia).

Proprio per questo a Gennaio 2012 è stata approvata la legge nr.3 che è diventata attiva a febbraio dello stesso anno e che è stata definita come Legge sul sovraindebitamento o Legge Salva Suicidi. Vediamone le principali caratteristiche.

Di che cosa si tratta?

In pratica questa legge ha introdotto la procedura dell’esdebitazione accessibile ai soggetti non fallibili, che permette di riordinare i propri debiti e di renderli più sostenibili. In che modo? Tramite la compilazione di un piano che sia fattibile e sostenibile in tempi certi e definiti. Nella compilazione di questo piano si possono andare ad escludere alcuni debiti, ottenendo un alleggerimento del loro peso, che può arrivare fino all’80% in meno.

C’è però da porre l’attenzione proprio sugli aspetti chiave di questa legge, che sono la sostenibilità del piano di rimborso e soprattutto la sua fattibilità. Non si tratta quindi di una possibile via da usare per poter scappare dall’obbligo di rimborsare i debiti o per evitare di pagare le cartelle Equitalia. Anzi è necessario che la possibilità di un regolare rimborso di tutti i debiti contratti sia oggettiva e che venga valutata come tale dai periti nominati dal tribunale.

A chi si rivolge?

Come già accennato possono fare ricorso all’esdebitazione i consumatori e i soggetti non fallibili. In questo senso sono da intendersi coloro che nello svolgimento dell’attività lavorativa non sono assoggettabili alla legge fallimentare. Per questa ragione nella legge rientrano due modalità:

  • il piano del consumatore: questa procedura si rivolge a chi è un privato e ha contratto debiti per la sfera personale (non lavorativa). Con questa procedura e se viene logicamente approvata dal giudice non c’è il bisogno che i creditori diano il loro consenso. Il provvedimento del giudice rende il piano obbligatorio per tutte le parti coinvolte. Il consumatore esdebitato dovrà essere regolare nel seguire il piano di rimborso. E’ inoltre necessario che questi abbia un patrimonio o un reddito capace di permette il rimborso. Quindi l’esdebitazione non può essere utilizzata da chi non ha alcun reddito dimostrabile a meno che non abbia qualcuno che faccia da garante;
  • l’accordo del debitore: questa procedura riguarda i soggetti che non siano consumatori ma che allo stesso tempo non siano sottoponibili alla legge fallimentare. Deve sempre essere approvato dal giudice ma qui i creditori possono opporsi. E’ infatti necessario che almeno il 60% di chi vanta un credito sia concorde nel far passare il piano così come è stato proposto.

A queste due modalità si aggiunge una terza in cui il debitore mette il suo patrimonio a disposizione del procuratore nominato dal tribunale perché provveda, tramite l’alienazione di una parte o la totalità di esso, al rimborso dei debiti. Dal patrimonio vengono lasciati fuori solo gli stipendi o salari e pensioni, i crediti e i beni non pignorabili, i diritti di usufrutto e i crediti legati al mantenimento.

Come si accede alla procedura?

Bisogna rivolgersi al tribunale territorialmente competente. La legge (art 15) prevedeva la creazione di Organismi di composizione della crisi (OCC), preposti a guidare chi volesse usare l’iter dell’esdebitazione. In pratica però solo in alcune città sono nati questi “comitati”.

E’ sempre consigliato chiedere alla cancelleria del proprio tribunale (quella della ‘volontaria giurisdizione’) e informarsi se ci sono questi organismi o se si hanno altri riferimenti dando eventualmente mandato per la nomina di un professionista specializzato. Questa figura risulta essenziale per risolvere ogni piccolo intoppo in fase di preparazione del piano, e per arrivare a un programma di rimborso che appaia al giudice effettivamente fattibile e sostenibile.

Quando un consumatore non può usare la procedura?

Come già accennato un motivo di esclusione è riferito alla mancanza dei requisiti legati al proprio patrimonio od al possesso di un reddito dimostrabile. A queste cause si aggiungono anche:

  • aver usufruito dell’esdebitazione nei 5 anni precedenti;
  • non aver rispettato il piano di rimborso precedente;
  • aver subito una qualsiasi revoca alla procedura;
  • aver omesso parte della documentazione durante l’iter di avvio.

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Rottamazione cartelle Equitalia bis – Come funziona la proroga?

Rottamazione cartelle Equitalia: scadenza e funzionamento

La scadenza del 21 aprile 2017 per la rottamazione cartelle Equitalia ha chiuso la prima tranche di richieste per non pagare interessi di mora e sanzioni sui debiti che si hanno con il fisco, l’Inps, le imposte e tributi locali, ecc. Con il decreto legge del 16 ottobre è partita invece la seconda ‘versione’, denominata ‘rottamazione delle cartelle Equitalia bis’.

Questa ha lasciato invariati numerosi punti della versione definitiva precedente, ampliando la platea di soggetti che possono usufruirne. All’8 novembre del 2017 sono stati però esclusi coloro che non hanno aderito alla precedente versione per quanto riguarda le cartelle antecedenti al 1 gennaio 2017.

Nuova versione o proroga?

Il testo del decreto legge 148/2017 ha riaperto la possibilità di richiedere la rottamazione:

  • a quanti hanno già aderito alla precedente rottamazione e poi non sono stati regolari con i pagamenti;
  • a chi si era visto rifiutare la precedente domanda;
  • a tutti i contribuenti per quanto riguarda le cartelle fino a settembre 2017.

Non si può quindi parlare di una vera e propria proroga in quanto deve essere ripresentata una domanda nuova, usando l’apposito modello, il DA 2017 (si può scaricare sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione Riscossione). Questo modello non è l’unico disponibile. Infatti coloro che non hanno ottenuto la rateizzazione della rottamazione per non aver effettuato regolari pagamenti per le rateizzazioni richieste entro il 31 dicembre 2016, dovranno usare il modello Dar R.

Quando fare la domanda?

Anche i termini entro i quali devono essere fatti i vari adempimenti sono diversi a seconda delle varie situazioni. Vediamoli nel particolare:

Nuove cartelle

La domanda di accesso alla rottamazione deve essere fatta entro il 15 maggio 2018. Questa richiesta potrà riguardare tutte le cartelle che ancora non sono state notificate al contribuente, notifica che dovrebbe avvenire entro il 31 marzo 2018 (invio tramite posta ordinaria). Se non saranno cambiate le restrizioni previste nel testo di legge non sono ammesse le vecchie cartelle ma solo quelle per i carichi che vanno dal 1 gennaio 2017 al 30 settembre 2017. A riguardo è previsto un emendamento che sarà discusso a novembre del 2017.

Per i contribuenti la cui domanda non è stata accolta

La richiesta di accesso alla rottamazione va fatta entro il 31 dicembre 2017 ma perché sia accolta deve essere saldato il debito relativo a tutto il 2016 (quindi completo pagamento delle rate non versate). Poi sempre entro il 31 marzo 2018 sarà l’Agenzia delle entrate ad inviare la comunicazione con l’importo del debito pregresso.

Approfondimento: Cos’è una dilazione di pagamento.

Contribuenti decaduti dalla precedente rottamazione

Coloro che non hanno pagato la prima rata ovvero quella di luglio 2017, oppure quella prevista per il 30 settembre 2017 non dovranno fare nulla se non mettersi in regola con il pagamento. Infatti con il decreto è stata introdotta la proroga al 30 Novembre 2017. (Fonte Agenzia delle Entrate al 7 novembre 2017)

In quante rate?

Come per la precedente rottamazione cartelle Equitalia il numero delle rate sarà 5. Rimane comunque la possibilità di pagare il tutto in un’unica rata che coinciderà con il primo mese di scadenza fissato al luglio 2018. Le altre 4 rate vanno pagate entro i mesi di:

  • settembre 2018
  • ottobre 2018
  • novembre 2018
  • febbraio 2019

Questa possibilità però subisce delle limitazioni per coloro che aderiscono alla versione Bis con il modello DAR R. Per questi il numero massimo di rate saranno 3 e le scadenze previste sono:

  • settembre 2018;
  • ottobre 2018
  • novembre 2018.

Se si decide di pagare in un’unica soluzione allora il pagamento dovrà avvenire entro la fine di maggio 2018. Riassumendo:

(Fonte Agenzia delle Entrate al 7 novembre 2017)

Come si presentano le richieste?

L’invio può essere fatto sia per via telematica (metodo chiamato “Fai D.A. te”) che con consegna allo sportello. Se si sceglie la posta elettronica sarà obbligatorio usare una Pec indirizzata alla posta elettronica certificata della direzione regionale dell’Agenzia delle entrate di riferimento. Insieme alla domanda dovrà essere allegata anche una copia del documento di identità. Ribadiamo che la risposta da parte dell’agenzia arriverà entro il 30 giugno 2018.

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Cessione del quinto in 24 ore – E’ davvero possibile?

Cessione del quinto: come fare in 24 ore?

Nella suddivisione tra prestiti veloci, rapidi e immediati troviamo varie tipologie di finanziamento. Tra quelli “immediati” ci sono soprattutto quelli finalizzati che per loro natura devono fornire una risposta nell’arco di qualche decina di minuti. A questi si aggiunge, come rapidità, anche la dilazione di pagamento come Pagodil. Ma quando entriamo nella sfera dei prestiti personali i tempi si allungano. A questo punto viene da domandarsi se sia possibile ottenere una cessione del quinto in 24 ore. Proviamo a rispondere.

Quali sono i tempi “giusti”?

Esiste una tempistica “standard” per l’erogazione di un prestito che le banche indicano basandosi su tempi medi. Non si tratta però di tempi garantiti, ovvero certi perché si abbia la risposta definitiva. La differenza tra i tempi medi indicati dalle differenti banche e quelli effettivi è condizionata da tanti fattori alcuni dei quali non preventivabili né per la banca e nemmeno per i richiedenti.

Queste considerazioni valgono anche per la cessione? La cessione del quinto è un prestito personale che sfrutta una garanzia molto forte e questo può ridurre i tempi di approvazione rispetto ad un altro prestito personale. Tuttavia sperare di avere una cessione del quinto in sole 24 ore è spesso inutile. Infatti, anche se le valutazioni sull’affidabilità del richiedente sono praticamente nulle, la banca o la finanziaria devono valutare la situazione del datore di lavoro.

Questo ci porta a una prima conclusione: la cessione del quinto per lavoratori dipendenti del settore pubblico (soprattutto a tempo indeterminato) generalmente viene concessa più rapidamente di quella a dipendenti privati. Ma anche in questo caso le 24 ore sono una tempistica troppo ridotta solitamente per assolvere a tutte le formalità.

Con un preventivo online è più veloce?

Per quanto riguarda la tempistica del preventivo la via scelta può fare la differenza. La risposta ad una richiesta di preventivo online, anche sulla cessione del quinto, è quasi immediata, visto che normalmente richiede manciate di minuti o al massimo qualche ora.

Anche richiedendo un preventivo tramite un consulente, andando in filiale o agenzia, le risposte sono molto veloci, ma in questo caso il tempo necessario aumenta a causa degli spostamenti e delle probabili attese (quando è possibile è sempre preferibile fissare prima un appuntamento).

Sull’affidabilità del preventivo non c’è differenza, poiché i sistemi e i programmi usati sfruttano le stesse voci. Nel caso di una richiesta di preventivo direttamente in agenzia (o con consulente) è consigliato portare con sé le ultime buste paga o il cedolino della pensione.
Come ridurre i tempi?
Per richiedere ed ottenere una cessione del quinto ci sono solitamente tre tappe:

  1. la richiesta del preventivo e successiva eventuale richiesta della cessione del quinto;
  2. la presentazione dei documenti necessari (dove può essere necessario richiedere alcune certificazioni specifiche);
  3. la fase di valutazione della documentazione con successiva delibera della banca.

Come detto i tempi per la richiesta di preventivo e successiva domanda del finanziamento necessitano di pochi minuti o al massimo qualche ora. Se si vogliono ridurre i tempi delle fasi successive è consigliato richiedere in anticipo i documenti che saranno necessari per far avanzare la richiesta di finanziamento. Questi possono essere richiesti ad esempio per email se si fa un preventivo online oppure al call center quando si chiama per l’appuntamento.

In generale tra i documenti che possono essere richiesti e che possono prolungare i tempi, abbiamo:

  • certificato medico di sana e robusta costituzione (per la parte assicurativa);
  • attestato di servizio (per i dipendenti del settore pubblico);
  • certificazione della quota cedibile (per i pensionati).

Infine ci sono i tempi legati alla valutazione dei documenti da parte della banca o della finanziaria sui quali non possiamo fare nulla per cercare di velocizzare i tempi, se non presentare tutti i documenti nel modo giusto e tutti insieme fin da subito, per evitare che la pratica venga messa dietro ad altre pratiche più “complete”. Per questo è consigliabile creare buoni rapporti con il personale dell’amministrazione (ufficio paga, ecc).

Quali alternative per bisogno di liquidità urgente?

L’idea di richiedere una cessione del quinto in sole 24 ore evidenzia il bisogno di liquidità in modo urgente. Cosa fare?

Per essere pronti davanti a degli imprevisti imminenti, le alternative sono davvero poche e tutte partono dalla prevenzione. Tra queste possiamo pensare a:

  • fido o scoperto bancario: si tratta di una forma di apertura di credito che una volta concesso permette di ottenere delle somme immediate. Il principale vantaggio è rappresentato dall’assenza di un piano di rimborso con rate fisse da versare ma l’impatto degli interessi passivi nel tempo solitamente tende ad essere elevato;
  • prevalutazione: si tratta di un credito accordato per una certa somma che fa partire il piano di rimborso nel momento in cui si comincerà ad usarlo. Le somme accordate non saranno elevatissime ed i tempi necessari alla pre-valutazione sono in genere gli stessi previsti per un normale prestito personale.

In entrambi i casi bisogna quindi organizzarsi in anticipo senza attendere che l’urgenza arrivi.

Approfondimento: Ho bisogno di soldi in trempi brevi.

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