Borse di studio Inpdap : requisiti per fare la richiesta online

Supermedia, Itaca e Homo Sapiens Sapiens : le borse di studio erogate dall’ Inpdap

L’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti della pubblica amministrazione) ha chiuso i battenti all’inizio del 2012, ma tutte le sue funzioni sono state recepite dall’ Inps, che ne gestisce anche l’erogazione delle borse di studio agli studenti (vedi anche Prestito d’onore). Vediamo a chi spettano, quali sono i requisiti per usufruirne e come fare la richiesta online (fermo restando che i bandi di assegnazione variano sotto alcuni aspetti di anno in anno, come è evidente dal 2014 al 2016).

I destinatari: a chi spettano le borse di studio Inpdap

Le borse di studio Inpdap sono riservate ai figli (o agli orfani) dei dipendenti della pubblica amministrazione, anche se pensionati, purché iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali o alla Gestione Assistenza Magistrale.

Condizione necessaria per usufruire di questo incentivo è l’aver frequentato (o avere una frequenza in corso) scuole medie, superiori e Università, statali o legalmente riconosciuti; scuole italiane all’estero; scuole dislocate in territorio Ue, istituti stranieri con corsi equivalenti a quelli italiani. A queste caratteristiche occorre poi affiancare il possesso dei requisiti di merito di cui si possono avere chiarimenti nei singoli bandi pubblicati dall’ Inps volta per volta.

Le principali borse di studio

Le borse di studio Inpdap più importanti sono tre: la Supermedia, il Programma Itaca e la Homo Sapiens Sapiens.

  • Il bando Supermedia è destinato agli studenti di terza media in procinto di sostenere l’esame di fine anno e agli studenti dei primi quattro anni di scuole superiori, compresi i corsi di formazione professionale, purché di durata non inferiore ai sei mesi. Requisiti necessari per costoro sono il possedere una media di almeno 8/10, non essere in ritardo di oltre un anno nell’iter scolastico e possedere uno specifico valore ISEE minorenni oppure ordinario (lo si vede poi nel bando che interessa). Uno spazio è riservato anche agli studenti che hanno sostenuto l’esame di maturità con una votazione di almeno 80/100.
  • Il Programma Itaca assegna invece borse di studio per soggiorni all’estero ed è destinato agli studenti delle scuole superiori che desiderino trascorrere un intero anno scolastico (o anche una parte) in scuole straniere. La borsa può essere totale o parziale. Necessaria, per concorrere, la promozione senza debiti formativi nell’anno scolastico 2014/15.
  • La Borsa Homo Sapiens Sapiens, infine, è riservata agli studenti universitari per il conseguimento della laurea, corsi di specializzazione e perfezionamento, master universitari o stage in azienda, purché possiedano meno di 32 anni, una media minimo del 26/30 o un voto di laurea di almeno 95/110.

Come inviare la domanda online

La richiesta di una delle borse di studio Inpdap può essere inoltrata esclusivamente in via telematica dal genitore iscritto all’Inps Gestione ex Inpdap dello studente o dallo studente stesso se maggiorenne. Per prima cosa ci si collega al sito web dell’ Inps e si richiede il Pin.

Una volta ottenuto quest’ultimo si può accedere all’area riservata, e si fa il log in con le credenziali ricevute. A questo punto si entra nella sottosezione Domande (in Borse di Studio, nella sezione Servizi) e si inseriscono i propri dati. Molto consigliato, comunque, seguire il bando corrispettivo all’incentivo scelto, che informerà su tutte le indicazioni e le scadenze (vedi anche Prestiti per studenti).

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Numero Verde Inpdap: assistenza e numeri utili

Guida all’assistenza Inpdap: conviene contattare il numero verde?

Come sanno bene gli insegnanti e tutti coloro che fino a qualche anno fa facevano riferimento all’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, dal 2012 l’Inpdap non esiste più ma è stato accorpato dalla Finanziaria di quello stesso anno nella gestione dell’Inps, all’interno di una sezione dedicata ai dipendenti pubblici.

Tuttavia permane l’esigenza, per alcuni, di rivolgersi all’assistenza per i contribuenti, che, molto spesso, prima veniva esplicata attraverso un numero verde Inpdap per prestiti, piccolo prestito o altre informazioni. Vediamo allora a chi bisogna rivolgersi per ottenere queste indicazioni, indipendentemente dal fatto che si risieda a Milano o Roma, oppure Palermo, Bari, ecc.

Via all’accorpamento dei numeri all’interno dell’Inps

Cominciamo subito col dire che il vecchio numero verde Inpdap è stato soppresso: al suo posto, in conseguenza all’accorpamento dei numeri all’interno della gestione Inps, ne è comparso uno nuovo a disposizione degli ex Inpdap (compresi i pensionati).

Questo numero è gratuito per chi si trova in territorio italiano e chiama da telefono fisso: 803.164, componendo il quale ci si metterà immediatamente in collegamento con il contact center dell’ex istituto previdenziale. Chi invece chiama dall’estero dovrà comporre numeri diversi (come, ad esempio, lo 0800904332 per chi si trova in Francia, o lo 0800963706 per chi è in Gran Bretagna) a seconda del Paese in cui si trova, mentre chi ha a disposizione solo telefoni cellulari dovrà sapere che in questo caso il numero da digitare è lo 06164164, ed è a pagamento, con tariffa decisa dal proprio gestore telefonico.

Assistenza Italia Assistenza estero Assistenza da Cellulari Orari
803.164
  • Francia: 0800904332
  • Gran Bretagna: 0800963706
06164164
  • dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00
  • sabato e pre-festivi dalle 8.00 alle 14.00

Quando e perché chiamare

Il Numero verde Inps, sia da telefono fisso che da cellulare, può essere utilizzato dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00, mentre il sabato o nei giorni pre-festivi, il numero è attivo solo in mattinata, dalle 8.00 alle 14.00.
Gli operatori potranno rispondere alle seguenti domande:

  • delucidazioni sulla propria pensione;
  • contributi versati o quelli ancora da versare;
  • avere informazioni su prestiti, piccolo prestito, mutui ex Inpdap (vedi anche Cessione del quinto Inps);
  • informazioni per avviare una domanda di disoccupazione;
  • riferire di variazioni di residenze;
  • richiedere il pin di accesso per i servizi telematici sul portale dell’Inps;
  • assistenza per problemi tecnici legati all’utilizzo della piattaforma telematica;

In ogni caso, qualora si dovessero creare delle difficoltà nella risoluzione di un problema, l’operatore potrà decidere di fissare un appuntamento presso la sede più vicina Inps ex Inpdap per una risoluzione dettagliata e personalizzata. Per ulteriori informazioni si consiglia di visitare il sito: www.inps.it.

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Inpdap Valore Vacanza : guida alla domanda online

Vacanze studio in convenzione con Inps: guida ad Inpdap Valore Vacanza

Inpdap Valore Vacanza è un’importante iniziativa che ogni anno l’Inps mette a disposizione dei dipendenti o pensionati ex Inpdap (Istituto nazionale previdenza dipendenti amministrazione pubblica), Ipa ed Ipost, al fine di garantire ai figli di questi ultimi soggiorni estivi o vacanze studio, in Italia o all’estero, della durata di una, due, tre o quattro settimane (vedi anche Finanziamenti agevolati per studenti).

Il bando viene pubblicato ogni anno dall’Inps intorno al mese di Marzo e la domanda va inoltrata esclusivamente online. Ecco allora tutti i dettagli su partecipanti e guida alla domanda online (vedi anche Prestito d’onore).

A chi si rivolge Inpdap Valore Vacanza

Inpdap Valore Vacanza si rivolge a ragazzi dai 7 ai 17 anni (minorenni, dunque) che abbiano conseguito la promozione scolastica senza debiti formativi (requisito che però non si applica ai più piccoli, agli invalidi civili al 100% ed ai disabili) e siano figli di dipendenti o pensionati ex Inpdap.

Se si possiedono tali requisiti si può partecipare al bando, ma bisogna assicurarsi di essere in possesso anche del Pin Inps. Quest’ultimo lo si può richiedere online sul portale dell’ Inps; tramite il contact center o recandosi ad uno degli sportelli dell’ente previdenziale sparsi in tutte le città italiane (vedi anche Piccolo prestito Inpdap).

Cosa fare prima di compilare la domanda online

Una volta in possesso del Pin, per partecipare all’ Inpdap Valore Vacanza bisognerà compilare la domanda dell’iscrizione in banca dati che si può scaricare dal portale Inps e poi inviarla via e-mail, posta certificata, fax, raccomandata a/r con allegato un documento di identità del richiedente ai contatti indicati sempre sulla pagina web dedicata.

In alternativa si potrà presentare questa prima domanda a mano presso la sede provinciale Inps dove il ragazzo partecipante ha la residenza. A questo punto occorre preparare l’attestazione ISEE per l’anno in corso (non vale l’anno precedente), la quale risulta obbligatoria ai fini di una graduatoria che servirà a determinare il contributo economico della famiglia alla vacanza.

Come compilare la domanda online

Ora si è pronti per compilare ed inoltrare la domanda online. Una volta avuto accesso alla sezione dedicata, all’interno del portale web dell’Inps, bisognerà prima inserire codice fiscale e Pin, poi i recapiti presso i quali si desidera ricevere comunicazioni (indirizzo e-mail o numero di telefono) ed infine l’elenco di tutte le materie di studio (esclusa la religione) con relative votazioni conseguite dal ragazzo che si sta candidando.

Se si tratta di un disabile, occorre specificare se si desidera assistenza durante la vacanza. La domanda è pronta per essere inviata, ma va controllata attentamente poiché non può essere modificata (vedi anche Prestiti online immediati). Successivamente si riceverà dall’Inps una conferma di domanda ricevuta ed occorrerà attendere la pubblicazione delle graduatorie di reddito con relativo contributo economico delle famiglie per poter scegliere la destinazione sul catalogo che cambia ogni anno, con qualche conferma ricorrente (come si può vedere nel confronto tra quello del 2015 con il 2016).

Quando la pubblicazione di graduatorie e destinazioni sarà online, chi compila la domanda potrà accedere alla seconda fase, quella cioè della “Scelta della vacanza”. Le destinazioni che si potranno selezionare vanno da un minimo di una ad un massimo di cinque, ed una volta effettuata la scelta si potrà consultare il responso dato casualmente dal sistema informatico dell’Inps nell’area “Segui iter domanda”.

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Prestiti Inpdap per dipendenti pubblici: come richiederlo online

Prestito in convenzione Inpdap per dipendenti pubblici

I prestiti Inpdap sono pensati principalmente per i dipendenti pubblici. Sono un aiuto per far fronte a delle spese impreviste o necessarie purchè rientrino nel tabellario previsto dal regolamento (dal piccolo prestito ai finanziamenti per prima o seconda casa, come ristrutturazione, acquisto, ecc). Queste spese dovranno essere ovviamente documentate e presentate entro un anno con apposita modulistica.

Richiesta prestito Inpdap per dipendenti pubblici

Per quanto concerne la presentazione della domanda occorre ricordare che è previsto unicamente l’invio telematico.Andando sul sito dell’inps, è possibile accedere alla sezione apposita seguendo i seguenti passi. Dalla home page selezionate modulistica. Vi si aprirà una pagina con un menù sulla sinistra. Tra le voci di questo menù cliccate su gestione dipendenti pubblici. Dal sottomenù che si aprirà potrete accedere alle prestazioni creditizie e sociali. Qui troverete tutta la lista dei moduli che potrete scaricare o compilare direttamente in formato .pdf ed inviare assieme alle compravate spese sostenute.

Per l’invio della modulistica, sempre a sinistra trovate il box Invia moduli online (vedi anche Prestiti online immediati).

Registrazione obbligatoria al sito Inps

Per poter accedere a questa sezione è necessario che siate registrati sul sito. Se non l’avete ancora fatto potete richiedere il Pin. Questo codice di 16 cifre vi sarà inviato per metà tramite sms o indirizzo di posta elettronica certificata e per metà tramite posta ordinaria al vostro indirizzo di residenza.
La combinazione del vostro codice fiscale e del pin vi consentirà di accedere alla sezione di invio modulistica online.

In questo modo avrete libero accesso a tutti i servizi online compreso l’invio dei moduli per la richiesta di un prestito.

Prestiti Inpdap per insegnanti

L’Inpdap prevede, inoltre, una formula di prestito pensata per gli insegnanti ed in generale per le figure che lavorano all’interno delle strutture scolastiche. L’agevolazione riguarda sia i tassi di interesse che la tempistica di restituzione del capitale (vedi anche Miglior prestito da 10 mila euro).

Vi è, poi, una particolare forma di prestito denominato “piccolo prestito gestione magistrale” riservato agli iscritti dell’ex ente nazionale di assistenza magistrale (ENAM). Si tratta di un piccolo prestito che può ammontare al massimo a due stipendi e che può essere restituito in 24 rate al tasso annuo di interesse pari all’1.5%.

Per ottenere questa agevolazione è necessario essere ancora in attività e avere delle precise motivazioni che vanno dalla nascita di un figlio all’acquisto di un alloggio o ancora cure mediche e decessi familiari. Anche in questo caso la domanda va compilata e spedita unicamente per via telematica.

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Prestiti Inpdap prima casa per acquisto e ristrutturazione

Prestito Inpdap per acquisto prima casa e ristrutturazione abitazione

Tra le varie possibilità di prestito offerte dall’Inpdap ai dipendenti pubblici vi sono anche quelle dedicate appositamente all’acquisto di un’abitazione o alla ristrutturazione di un alloggio.
Come qualsiasi altro tipo di prestito anche questo necessita il rispetto di alcuni requisiti. Vediamo insieme i principali.

Requisiti per l’accesso ai prestiti acquisto prima casa

Il primo requisito è l’iscrizione alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali con un’anzianità al fondo di almeno tre anni. In aggiunta si deve possedere un lavoro a tempo indeterminato e, affinchè la domanda venga accolta, è necessario che l’abitazione non rientri nelle categorie “di lusso”, ovvero non deve appartenere alle seguenti categorie: A/2, 3, 4, 5, 6, 7.

Per i pensionati il requisito è quello di non aver ancora compiuto i 60 anni di età.

Si può acquistare anche un box purchè risulti pertinenza dell’abitazione. In ogni caso l’importante è non superare il massimale consentito, ovvero 300.000 euro. Come tasso si può optare per il fisso od il variabile.

Per poter accedere al mutuo a tassi agevolati, perchè poi alla fine di questo si tratta, è necessario presentare la domanda nei termini previsti ed aspettare l’uscita delle graduatorie che vengono esposte con scadenza quadrimestrale. Le graduatorie tengono conto di diversi fattori, principalmente composizione del nucleo familiare (figli a carico, coniuge, ecc) e reddito familiare (vedi anche Prestiti personali senza busta paga).

Prestiti per ristrutturazione

Un altro tipo di finanziamento è studiato appositamente per chi, invece, ha la necessità di ristrutturare la propria abitazione principale o semplicemente deve far fronte a lavori di manutenzione. A tal proposito rientrano come motivazione anche eventuali spese straordinarie di condominio o l’installazione di impianti di energia rinnovabile.
Possono accedere al presto diverse categorie di dipendenti pubblici e statali, compresi gli insegnanti, purchè si siano maturati almeno 4 anni di anzianità.

Gli importi erogabili vanno da un minimo di 10.000 euro ad un massimo di 30.000 euro. Ovviamente all’atto di presentazione della domanda si deve documentare in maniera opportuna l’intervento fatto, fornendo preventivi e/o fatture. La rata verrà poi determinata in base al capitale scelto ed avrà un importo in ogni caso non superiore al quinto dello stipendio.

All’interno della rata saranno ovviamente presenti le quote relative alla somma totale da restituire, la parte di interesse e vi sarà un’aliquota destinata all’assicurazione sulla vita. In questo modo i familiari del contraente saranno sgravati in caso di decesso. Per il calcolo della rata purtroppo non ci sono tool Inpdap online, ma si possono usare quelli generici disponibili online, dove va semplicemente inserito il tasso relativo al tipo di prestito scelto (vedi anche Prestiti in 24 ore).

In caso di diminuzione della disponibilità economica è possibile , inoltre, richiedere una rinegoziazione del finanziamento con una rimodulazione della rata mensile da corrispondere.

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Prestito pluriennale Inpdap: regolamento e tabelle

Finanziamenti pluriennali Inpdap: i requisiti 2016

I prestiti Inpdap sono delle agevolazioni che riguardano i dipendenti pubblici ancora in attività o i pensionati ma non solo. Dopo aver introdotto la gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali dell’inpdap, infatti, anche coloro che non sono iscritti all’Inpdap per fini previdenziali possono aver accesso ai prestiti.

Possiamo distinguere i prestiti pluriennali in due grandi famiglie: quelli diretti e quelli garantiti.
Vediamo insieme qualche dettaglio in più su queste due tipologie.

Prestiti pluriennali diretti
Se avete bisogno di una somma di denaro per far fronte ad esigenze reali, la forma di prestito diretto è quella che fa per voi. Ovviamente ci sono dei requisiti da rispettare a partire dall’uso dell’apposita modulistica, vediamo insieme quali (vedi anche Condizioni prestiti personali online).

Requisiti per l’accesso al prestito pluriennale diretto Inpdap 2015/16

Intanto bisogna essere iscritti da almeno 4 anni alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie. Poi si deve avere un lavoro a tempo indeterminato od a tempo determinato ma con un’anzianità di almeno tre anni.

Il prestito può essere richiesto a 5 o 10 anni con restituzione rispettivamente in 60 o 120 rate. Per quanto concerne i tassi di interesse, viene applicato un tasso nominale pari a 3.5% annuo con l’aggiunta delle spese di amministrazione.

Prestito pluriennale garantito

Accanto al prestito pluriennale standard annoveriamo anche il prestito pluriennale garantito. Questa forma di finanziamento ha sicuramente maggiori tutele verso il contraente in specifici casi, come ad esempio il decesso dell’iscritto prima che sia stato estinto il prestito o nel caso in cui ci sia una riduzione di stipendio.

In ogni caso si contraddistingue per essere stipulabile solamente da coloro che risultino ancora in servizio e con almeno 4 anni di contributi utili ai fini pensionistici.

Per quanto concerne le tempistiche sono le stesse previste per il prestito diretto, quindi da 5 a 10 anni ma con valori dei tassi di interesse variabili che vengono decisi dagli istituti di credito e dalle società finanziare che hanno il dovere di indicare in maniera esplicita il valore del TAEG applicato nel regolamento.

Da ricordare, infine, che la quota cedibile ovvero la rata mensile non può superare un quinto dello stipendio o della pensione :si tratta, quindi, di una sorta di cessione del quinto (per approfondimenti leggi Cessione del quinto Inps).

Per completezza riportiamo qui di seguito la tabella riassuntiva relativa ai prestiti pluriennali.

Tabella Prestiti dipendenti TAN
Prestito Inpdap triennale/quadriennale 4,50%
Prestito Inpdap quinquennale/decennale 3,50%

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Piccolo prestito Inpdap: tempi di erogazione e calcolo rata

Prestiti Inpdap: conviene il piccolo prestito?

Il piccolo prestito Inpdap è una delle forme di credito a importo contenuto più diffuse in Italia. Tale prestito è concesso ai lavoratori ed ai pensionati pubblici ivi compresi i militari) da parte del Fondo Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, organizzato presso l’Inpdad.

Il piccolo prestito, inoltre, è particolarmente utile per fronteggiare situazioni di necessità immediata di liquidità (vedi anche Ho bisogno di soldi urgentemente). Non solo: tra le caratteristiche di questo tipo di finanziamento spiccano i tassi altamente agevolati e le durate, fisse su 12, 24, 36 o 48 rate, o, in casi eccezionali, a 5 e 10 anni, corredate da specifiche motivazioni e spese documentate, il tutto confermato anche per il 2015.

Come ottenere un piccolo prestito Inpdap

Per ottenere un piccolo prestito Inpdap è necessario essere in possesso di particolari requisiti, primo tra tutti l’iscrizione alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, oltre a un minimo di 4 anni di versamenti contributivi.

I lavoratori ed i pensionati pubblici rientranti in questa categoria possono avanzare richiesta tramite specifica domanda all’Ufficio provinciale o territoriale dell’Inps Gestione Dipendenti Pubblici, o attraverso la piattaforma web dedicata (vedi anche Guida al prestito personale online), per ridurre i tempi di attesa di valutazione della pratica.

Sia online che presentata per forma cartacea, l’erogazione del piccolo prestito Inpdad, una volta accettata la domanda, avviene in tempi brevissimi, tramite accredito diretto sul conto corrente del soggetto che ne ha fatto richiesta. Uno strumento finanziario, quindi, che strizza l’occhio alla praticità ed è in grado di soddisfare, nel breve termine, le esigenze di liquidità dei dipendenti e dei pensionati pubblici.

Durata finanziamento e calcolo rata

Le tipologie di ammortamento del piccolo prestito Inpdap sono numerose: i richiedenti, infatti, possono avanzare domanda per ottenere un credito da rimborsare su base annuale, biennale, triennale o quadriennale o, nei casi eccezionali, si possono richiedere i prestiti pluriennali con scadenze quinquennali e decennali, che arricchiscono ulteriormente il panorama dei prestiti Inpdap.

A seconda della durata viene calcolato l’importo massimo erogabile che, in modo crescente, sarà di importo pari a 1, 2, 3 o 4 volte il reddito mensile percepito (vedi anche Finanziamenti da 10000 euro). Inoltre, nel caso non sussistano sulla pensione o sulla stipendio ritenute dovute a cessioni del quinto, è possibile ottenere cifre doppie per ciascuna categoria di richiesta.
Qualunque sia la scelta sulla durata di rimborso, sulla somma complessiva verrà applicato un tasso di interesse annuo del 4,25%, a cui aggiungere un percentuale dello 0,50% come quota per le spese di amministrazione, ed una relativa al contributo del fondo rischi, secondo la normativa vigente.

Gli importi delle spese relative all’amministrazione e al contributo per il fondo rischi, vengono applicate ad inizio contratto, con trattenuta sull’importo erogato.

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Prestiti Inpdap per pensionati: tabella e tassi a confronto

Finanziamenti INPDAP per pensionati: guida alla scelta

I dipendenti statali hanno avuto sempre una via privilegiata per quanto riguarda i finanziamenti. Ad esempio sono stati i primi a beneficiare della concessione della cessione del quinto dello stipendio. Oggi quando si pensa a finanziamenti molto convenienti si pensa inevitabilmente ai prestiti Inps. Infatti i dipendenti pubblici in generale sono i soli destinatari di una serie di condizioni particolari che riguardano una gamma di servizi, che fanno perno proprio sull’offerta dei finanziamenti creati appositamente per le necessità dei lavoratori della pubblica amministrazione.

In origine, per rendere più semplice la gestione dei fondi da utilizzare per la concessione di prestiti agevolati, sono state create differenti tipologie, come nel caso dei prestiti Inpdap e quelli Ipost. Poi con la nascita del Super Inps la distinzione e demarcazione tra le differenti offerte è stata parzialmente superata, anche se in sostanza le modifiche non sono state molte.

I finanziamenti Inpdap: diretti e indiretti

L’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica (ex Inpdap) è da sempre vicino a suoi iscritti e alle loro famiglie sulle tematiche economico – finanziarie. Per questa ragione, con l’obiettivo di supportare i pensionati e i dipendenti più in difficoltà o coloro che hanno un’esigenza temporanea maggiore di liquidità anche per il verificarsi di particolari eventi (matrimonio, nascita figlio, acquisto casa o auto, ecc) , l’Inpdap propone, in base alle disponibilità monetarie annuali, nel proprio pacchetto di offerte e di convenzioni, alcuni prestiti a condizioni ultra agevolate che permettono un accesso facilitato al credito a tutti i dipendenti pubblici titolari di pochi ma indispensabili requisiti.

Requisiti necessari

Tra i prestiti Inpdap troviamo sia il piccolo prestito che quelli pluriennali. Per quanto riguarda questi ultimi abbiamo quelli erogati direttamente dall’Inpdap e quelli in modo indiretto tramite le banche aderenti a specifiche convenzioni (tra le storiche ricordiamo Bnl, Mps, ecc). L’aspetto comune per la richiesta di uno qualsiasi di questi finanziamenti è rappresentato dal fatto che ne possono fare domanda solamente i dipendenti pubblici e statali che siano iscritti nella Gestione unitaria delle prestazioni creditizie.

Per il piccolo prestito non è specificata una durata minima di “anzianità” di iscrizione e contribuzione al fondo stesso, mentre per quelli pluriennali è prevista un’anzianità di almeno 4 anni (che si dimezza ad esempio nel caso di invalidi o mutilati di guerra). Al momento di lasciare il servizio attivo passando alla condizione di pensionato, se si vuole continuare a usufruire dell’accesso ai prestiti Inps ex Inpdap con la domanda di pensionamento bisogna anche fare quella di registrazione al fondo.

Ciò è dovuto al fatto che i dipendenti in servizio pagano un contributo maggiore rispetto ai pensionati e il passaggio non avviene da uno stato all’altro quindi in modo automatico. In più per i prestiti pluriennali non garantiti bisogna anche essere in possesso delle certificazioni che attestano il possesso dei requisiti oggettivi, ovvero le finalità per cui si richiede il finanziamento stesso, che in alcuni casi possono essere forniti tramite autocertificazione.

Richiesta e modalità di erogazione

Le modalità di erogazione sono molto semplici: in taluni casi, infatti, è direttamente l’Inpdap ad emettere l’intera somma richiesta, in altri, invece, valgono gli accordi con gli istituti convenzionati, sanciti all’interno di specifiche soglie, a cui gli iscritti possono rivolgersi direttamente. Tra i partner spiccano istituti di primordine che garantiscono affidabilità e sicurezza nelle transazioni come Poste Italiane, BNL, Italcredi, Deutsche Bank, Compass e Banco Popolare. Nel caso dei prestiti Inpdap erogati direttamente bisogna utilizzare l’apposita modulistica, disponibile online nella sezione Modulistica Inps. Oggi le richieste avvengono per lo più in via telematica (ad esempio si ricorda per il piccolo prestito il sito e l’applicativo ivi presente di NoiPa).

Nonostante i requisiti posseduti non c’è certezza che si otterrà la somma richiesta perché l’assegnazione viene fatta fino ad esaurimento dei fondi stanziati. Nel caso dei prestiti pluriennali garantiti la domanda va fatta sempre sull’apposito modulo in 4 copie e consegnata alla propria amministrazione, che la vidima e aggiunge la certificazione attestante il certificato di reddito per l’invio alla banca convenzionata. Questa dopo una breve istruttoria la rinvia, con l’esito, all’amministrazione trattandosi di un prestito che ha funzionamento comunque di cessione del quinto con trattenuta a monte della rata da pagare mensilmente.

Tipo di prestito Durata del finanziamento Costo del finanziamento
Piccolo prestito Inpdap 1 – 2 – 3 – 4 anni TAN 4,25%
Prestito Pluriennale Inpdap Diretto 5 – 10 anni TAN 3,50%
Prestito Pluriennale Inpdap Garantito 5 – 10 anni 1,50% (5 anni) – 3,00% (10 anni) + tasso applicato dalla banca erogante
In caso il richiedente abbia più di 65 anni + 0,50% sui 5 anni e + 1,00% sui 10 anni

Tabella aggiornata al 4 Gennaio 2017.

Finanziamenti Inpdap: 3 categorie ben specifiche per i pensionati

L’offerta complessiva di Inpdap è suddivisibile in 3 categorie di prodotti messe a disposizione dei cittadini iscritti. Si parte con il piccolo prestito, ovvero una forma di finanziamento personale non finalizzato, che deve avere un valore ben preciso, di una, due, tre, quattro, sei o otto volte rispetto alla pensione percepita.

L’importo del piccolo prestito, infatti, non può essere richiesto arbitrariamente, ma deve essere scelto tra le 6 opzioni disponibili. Sotto il profilo della durata non può essere mai inferiore a 1 anno o superiore a 4 anni.

C’è quindi il prestito pluriennale diretto, la canonica cessione del quinto della pensione che viene finanziata direttamente dall’Inpdap, e che può avere un durata di 5 o 10 anni. In questo caso, diversamente da quanto accade con il piccolo prestito, è necessario presentare una dettagliata documentazione di spesa. Chiude l’elenco il prestito pluriennale garantito, uguale nella forma e nella sostanza a quello diretto, ma erogato non più dall’Inpdap ma dalle società finanziarie convenzionate.

I requisiti minimi per accedere ai prestiti Inpdap

Non tutti i pensionati possono accedere a questo tipo di finanziamenti agevolati, anche se le limitazioni e le esclusioni sono davvero minime. Per le forme di piccolo prestito, ad esempio, è sufficiente aver maturato almeno 6 mesi di rimborso per ottenere un’ erogazione pari ad una mensilità di pensione.

Maggiori saranno i mesi di rimborso ottenuti dal soggetto richiedente e più elevato potrà essere l’importo richiesto, fino ad un massimo di 8 mensilità.

Per i prestiti pluriennali, invece, è necessario essere iscritto da 4 anni alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, per richiedere ed ottenere importi superiori.

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Cessione del quinto Inpdap: come calcolare la quota cedibile

Prestiti in convenzione Inpdap: conviene la cessione del quinto?

Tra gli elementi più importanti in una richiesta di prestito personale attraverso la cessione del quinto della pensione Inpdap spicca, senza dubbio, la quota cedibile. Con questo termine si indica l’importo massimo della rata mensile che può essere addebitata al pensionato. Inoltre, considerando che il periodo più lungo di cessione del quinto consentito ai pensionati non può superare i 10 anni, ecco che, con una semplice moltiplicazione della quota cedibile per 120, il numero dei mesi in 10 anni, si ottiene il valore massimo complessivo che un pensionato può rimborsare all’ente erogatore del finanziamento (vedi anche Carte revolving senza reddito dimostrabile).

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Questo semplice calcolo ovviamente non sostituisce una simulazione fatta dall’istituto finanziario interpellato per la sua concessione per valutare la convenienza del prestito, con tanto di calcolo del tasso, del monte interessi e della somma quindi complessivamente restituita al termine del contratto di finanziamento.

Per calcolare la quota cedibile di una pensione Inpdap è necessario utilizzare i parametri presenti all’interno del prospetto annuale che l’ente previdenziale invia ai pensionati: si prende in considerazione il valore netto della pensione, comprensiva di tredicesima, si divide l’importo per 5 e il risultato lo si approssima di circa il 2%.

Ecco che la quota cedibile è servita: troppo complicato? Cerchiamo di chiarirvi le idee con alcuni esempi.

Il caso delle pensioni minime

Per comprendere meglio il modo di calcolare la quota cedibile è necessario snocciolare qualche numero concreto che si avvicini il più possibile alla realtà vissuta da milioni di pensionati italiani.

Ipotizziamo di dover individuare la quota cedibile della nostra pensione, del valore esatto di 600 euro. Come detto in precedenza, l’importo mensile, comprensivo di tredicesima, indicato sul prospetto inviato annualmente dall’Inpdap, dovrà essere diviso per 5 ed arrotondato di circa il 2%.

Per semplificare l’esempio proviamo a tralasciare l’arrotondamento percentuale: euro più, euro meno, il quinto cedibile con una pensione di 600 euro al mese è 120 euro. Siamo sicuri? La risposta è no. Infatti se l’importo calcolato è correttamente 120 euro, come il 20% di 600, la quota rimanente di pensione, ovvero 480 euro, è al di sotto della soglia minima stabilita dalla legge.

Un valore che viene rivisto dal Governo ogni anno, e che per il 2015 è di 502,39 euro. Nel nostro esempio, quindi, la quota massima cedibile sarà di 97,61 euro (vedi anche Piccolo prestito Inpdap).

Ritenute fiscali: si abbatte la quota disponibile

Ipotizziamo di percepire una pensione mensile di 1.200 euro, e di essere soggetti a 300 euro di ritenute fiscali. In questo caso l’importo da considerare ai fini del calcolo della quota cedibile è 900 euro. Ciò accade perché la ritenuta fiscale, in virtù della sua natura tributaria obbligatoria, è un elemento indispensabile che non può essere tralasciato. La quota cedibile, quindi, sarà di 180 euro, per una rimanenza pensionistica di 720 euro complessivi, al di sopra della soglia minima di legge. Bisogna comunque ricordarsi che le banche non calcolano la quota cedibile (vedi anche Guida al prestito Unicredit), ma questa va richiesta all’inps che rilascia l’apposita certificazione (e questo vale anche per le banche come Bnl che sono convenzionate con l’ex Inpdap).

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