Borse di studio Inpdap : requisiti per fare la richiesta online

Supermedia, Itaca e Homo Sapiens Sapiens : le borse di studio erogate dall’ Inpdap

L’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti della pubblica amministrazione) ha chiuso i battenti all’inizio del 2012, ma tutte le sue funzioni sono state recepite dall’ Inps, che ne gestisce anche l’erogazione delle borse di studio agli studenti (vedi anche Prestito d’onore). Vediamo a chi spettano, quali sono i requisiti per usufruirne e come fare la richiesta online (fermo restando che i bandi di assegnazione variano sotto alcuni aspetti di anno in anno, come è evidente dal 2014 al 2016).

I destinatari: a chi spettano le borse di studio Inpdap

Le borse di studio Inpdap sono riservate ai figli (o agli orfani) dei dipendenti della pubblica amministrazione, anche se pensionati, purché iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali o alla Gestione Assistenza Magistrale.

Condizione necessaria per usufruire di questo incentivo è l’aver frequentato (o avere una frequenza in corso) scuole medie, superiori e Università, statali o legalmente riconosciuti; scuole italiane all’estero; scuole dislocate in territorio Ue, istituti stranieri con corsi equivalenti a quelli italiani. A queste caratteristiche occorre poi affiancare il possesso dei requisiti di merito di cui si possono avere chiarimenti nei singoli bandi pubblicati dall’ Inps volta per volta.

Le principali borse di studio

Le borse di studio Inpdap più importanti sono tre: la Supermedia, il Programma Itaca e la Homo Sapiens Sapiens.

  • Il bando Supermedia è destinato agli studenti di terza media in procinto di sostenere l’esame di fine anno e agli studenti dei primi quattro anni di scuole superiori, compresi i corsi di formazione professionale, purché di durata non inferiore ai sei mesi. Requisiti necessari per costoro sono il possedere una media di almeno 8/10, non essere in ritardo di oltre un anno nell’iter scolastico e possedere uno specifico valore ISEE minorenni oppure ordinario (lo si vede poi nel bando che interessa). Uno spazio è riservato anche agli studenti che hanno sostenuto l’esame di maturità con una votazione di almeno 80/100.
  • Il Programma Itaca assegna invece borse di studio per soggiorni all’estero ed è destinato agli studenti delle scuole superiori che desiderino trascorrere un intero anno scolastico (o anche una parte) in scuole straniere. La borsa può essere totale o parziale. Necessaria, per concorrere, la promozione senza debiti formativi nell’anno scolastico 2014/15.
  • La Borsa Homo Sapiens Sapiens, infine, è riservata agli studenti universitari per il conseguimento della laurea, corsi di specializzazione e perfezionamento, master universitari o stage in azienda, purché possiedano meno di 32 anni, una media minimo del 26/30 o un voto di laurea di almeno 95/110.

Come inviare la domanda online

La richiesta di una delle borse di studio Inpdap può essere inoltrata esclusivamente in via telematica dal genitore iscritto all’Inps Gestione ex Inpdap dello studente o dallo studente stesso se maggiorenne. Per prima cosa ci si collega al sito web dell’ Inps e si richiede il Pin.

Una volta ottenuto quest’ultimo si può accedere all’area riservata, e si fa il log in con le credenziali ricevute. A questo punto si entra nella sottosezione Domande (in Borse di Studio, nella sezione Servizi) e si inseriscono i propri dati. Molto consigliato, comunque, seguire il bando corrispettivo all’incentivo scelto, che informerà su tutte le indicazioni e le scadenze (vedi anche Prestiti per studenti).

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Numero Verde Inpdap: assistenza e numeri utili

Guida all’assistenza Inpdap: conviene contattare il numero verde?

Come sanno bene gli insegnanti e tutti coloro che fino a qualche anno fa facevano riferimento all’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, dal 2012 l’Inpdap non esiste più ma è stato accorpato dalla Finanziaria di quello stesso anno nella gestione dell’Inps, all’interno di una sezione dedicata ai dipendenti pubblici.

Tuttavia permane l’esigenza, per alcuni, di rivolgersi all’assistenza per i contribuenti, che, molto spesso, prima veniva esplicata attraverso un numero verde Inpdap per prestiti, piccolo prestito o altre informazioni. Vediamo allora a chi bisogna rivolgersi per ottenere queste indicazioni, indipendentemente dal fatto che si risieda a Milano o Roma, oppure Palermo, Bari, ecc.

Via all’accorpamento dei numeri all’interno dell’Inps

Cominciamo subito col dire che il vecchio numero verde Inpdap è stato soppresso: al suo posto, in conseguenza all’accorpamento dei numeri all’interno della gestione Inps, ne è comparso uno nuovo a disposizione degli ex Inpdap (compresi i pensionati).

Questo numero è gratuito per chi si trova in territorio italiano e chiama da telefono fisso: 803.164, componendo il quale ci si metterà immediatamente in collegamento con il contact center dell’ex istituto previdenziale. Chi invece chiama dall’estero dovrà comporre numeri diversi (come, ad esempio, lo 0800904332 per chi si trova in Francia, o lo 0800963706 per chi è in Gran Bretagna) a seconda del Paese in cui si trova, mentre chi ha a disposizione solo telefoni cellulari dovrà sapere che in questo caso il numero da digitare è lo 06164164, ed è a pagamento, con tariffa decisa dal proprio gestore telefonico.

Assistenza Italia Assistenza estero Assistenza da Cellulari Orari
803.164
  • Francia: 0800904332
  • Gran Bretagna: 0800963706
06164164
  • dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00
  • sabato e pre-festivi dalle 8.00 alle 14.00

Quando e perché chiamare

Il Numero verde Inps, sia da telefono fisso che da cellulare, può essere utilizzato dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00, mentre il sabato o nei giorni pre-festivi, il numero è attivo solo in mattinata, dalle 8.00 alle 14.00.
Gli operatori potranno rispondere alle seguenti domande:

  • delucidazioni sulla propria pensione;
  • contributi versati o quelli ancora da versare;
  • avere informazioni su prestiti, piccolo prestito, mutui ex Inpdap (vedi anche Cessione del quinto Inps);
  • informazioni per avviare una domanda di disoccupazione;
  • riferire di variazioni di residenze;
  • richiedere il pin di accesso per i servizi telematici sul portale dell’Inps;
  • assistenza per problemi tecnici legati all’utilizzo della piattaforma telematica;

In ogni caso, qualora si dovessero creare delle difficoltà nella risoluzione di un problema, l’operatore potrà decidere di fissare un appuntamento presso la sede più vicina Inps ex Inpdap per una risoluzione dettagliata e personalizzata. Per ulteriori informazioni si consiglia di visitare il sito: www.inps.it.

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Inpdap Valore Vacanza : guida alla domanda online

Vacanze studio in convenzione con Inps: guida ad Inpdap Valore Vacanza

Inpdap Valore Vacanza è un’importante iniziativa che ogni anno l’Inps mette a disposizione dei dipendenti o pensionati ex Inpdap (Istituto nazionale previdenza dipendenti amministrazione pubblica), Ipa ed Ipost, al fine di garantire ai figli di questi ultimi soggiorni estivi o vacanze studio, in Italia o all’estero, della durata di una, due, tre o quattro settimane (vedi anche Finanziamenti agevolati per studenti).

Il bando viene pubblicato ogni anno dall’Inps intorno al mese di Marzo e la domanda va inoltrata esclusivamente online. Ecco allora tutti i dettagli su partecipanti e guida alla domanda online (vedi anche Prestito d’onore).

A chi si rivolge Inpdap Valore Vacanza

Inpdap Valore Vacanza si rivolge a ragazzi dai 7 ai 17 anni (minorenni, dunque) che abbiano conseguito la promozione scolastica senza debiti formativi (requisito che però non si applica ai più piccoli, agli invalidi civili al 100% ed ai disabili) e siano figli di dipendenti o pensionati ex Inpdap.

Se si possiedono tali requisiti si può partecipare al bando, ma bisogna assicurarsi di essere in possesso anche del Pin Inps. Quest’ultimo lo si può richiedere online sul portale dell’ Inps; tramite il contact center o recandosi ad uno degli sportelli dell’ente previdenziale sparsi in tutte le città italiane (vedi anche Piccolo prestito Inpdap).

Cosa fare prima di compilare la domanda online

Una volta in possesso del Pin, per partecipare all’ Inpdap Valore Vacanza bisognerà compilare la domanda dell’iscrizione in banca dati che si può scaricare dal portale Inps e poi inviarla via e-mail, posta certificata, fax, raccomandata a/r con allegato un documento di identità del richiedente ai contatti indicati sempre sulla pagina web dedicata.

In alternativa si potrà presentare questa prima domanda a mano presso la sede provinciale Inps dove il ragazzo partecipante ha la residenza. A questo punto occorre preparare l’attestazione ISEE per l’anno in corso (non vale l’anno precedente), la quale risulta obbligatoria ai fini di una graduatoria che servirà a determinare il contributo economico della famiglia alla vacanza.

Come compilare la domanda online

Ora si è pronti per compilare ed inoltrare la domanda online. Una volta avuto accesso alla sezione dedicata, all’interno del portale web dell’Inps, bisognerà prima inserire codice fiscale e Pin, poi i recapiti presso i quali si desidera ricevere comunicazioni (indirizzo e-mail o numero di telefono) ed infine l’elenco di tutte le materie di studio (esclusa la religione) con relative votazioni conseguite dal ragazzo che si sta candidando.

Se si tratta di un disabile, occorre specificare se si desidera assistenza durante la vacanza. La domanda è pronta per essere inviata, ma va controllata attentamente poiché non può essere modificata (vedi anche Prestiti online immediati). Successivamente si riceverà dall’Inps una conferma di domanda ricevuta ed occorrerà attendere la pubblicazione delle graduatorie di reddito con relativo contributo economico delle famiglie per poter scegliere la destinazione sul catalogo che cambia ogni anno, con qualche conferma ricorrente (come si può vedere nel confronto tra quello del 2015 con il 2016).

Quando la pubblicazione di graduatorie e destinazioni sarà online, chi compila la domanda potrà accedere alla seconda fase, quella cioè della “Scelta della vacanza”. Le destinazioni che si potranno selezionare vanno da un minimo di una ad un massimo di cinque, ed una volta effettuata la scelta si potrà consultare il responso dato casualmente dal sistema informatico dell’Inps nell’area “Segui iter domanda”.

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Prestiti Inpdap per dipendenti pubblici: come richiederlo online

Prestito in convenzione Inpdap per dipendenti pubblici

Se sei un dipendente pubblico ed hai bisogno di maggiore liquidità, la soluzione ai tuoi problemi potrebbe essere un prestito INPS exINPDAP. Se rientri nei requisiti richiesti potrai accedere a finanziamenti che variano per importo e durata a seconda del tuo ambito di impiego o delle motivazioni della richiesta. In questo articolo ti illustrerò tutte le possibilità che ti offre l’INPS, i requisiti, le modalità di richiesta ed i tempi di erogazione.

Indice articolo

Cosa sono

Si tratta di prestiti a tassi agevolati che possono essere erogati ai dipendenti pubblici (anche in pensione) sia direttamente dall’INPS attingendo al Fondo Credito, oppure da banche e finanziarie convenzionate con la garanzia del Fondo INPS.

Tale Fondo Credito si alimenta grazie all’aliquota contributiva che viene versata dai dipendenti delle aziende del Gruppo Poste Italiane SpA, dai dipendenti ed ex dipendenti pubblici in pensione iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, o alla Gestione Assistenza Magistrale.

Possono essere sia piccoli prestiti personali a breve termine, utilizzabili a discrezione del richiedente, sia prestiti finalizzati a coprire certificate e regolamentate spese nell’ambito della salute e del benessere del nucleo familiare del richiedente.

Tipologie e requisiti

Le diverse forme di prestiti offerti dall’INPS sono descritti nel Regolamento per l’erogazione dei prestiti consultabile sul sito Inps. Ecco alcuni dei prestiti disponibili

Piccoli prestiti

Possono essere annuali, biennali, triennali o quadriennali e con l’aumentare della durata aumenta anche l’importo che può essere richiesto. E’ possibile richiedere un prestito pari ad una mensilità media netta dello stipendio o pensione per quello annuale, due per il biennale, tre per il triennale, quattro per il quadriennale. Si può raddoppiare l’importo erogabile nel caso in cui il richiedente non abbia già in corso una cessione del quinto.

Il TAN applicato all’importo lordo di tali finanziamenti è pari al 4,25%. Al momento dell’erogazione è prevista una ritenuta dello 0,50% dell’importo per coprire le spese amministrative relative al prestito ed un’ulteriore ritenuta per il contributo del fondo rischi il cui valore percentuale varia a seconda dell’età del richiedente e della durata del prestito (da un minimo dello 0,17% per i più giovani fino al 15,39% per i più anziani).

Tali finanziamenti avranno una rata il cui importo non potrà mai superare il quinto dello stipendio e il rimborso avverrà tramite trattenuta in busta paga, come avviene per la cessione del quinto. Prevista la possibilità di rinnovare il prestito una volta arrivati a metà della sua durata. Può essere richiesto dai dipendenti pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali oppure dai dipendenti delle Poste Italiane e società collegate.

Per gli insegnanti e i direttori scolastici con contratto a tempo indeterminato nella scuola statale primaria e dell’infanzia, a più di due anni di distanza dall’età pensionabile, iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale è prevista una forma ridotta di questa tipologia di piccoli prestiti: non più di due mensilità medie nette da restituire in 24 mesi. Il TAN applicato sarà dell’1,50% e gli interessi saranno trattenuti anticipatamente al momento dell’erogazione, insieme con un ulteriore 1% dell’importo lordo del prestito per le spese amministrative e il fondo di garanzia. Presenti limitazioni nelle comprovate motivazioni della richiesta (salute, matrimonio dei figli, nascita o adozione figli, decesso di un familiare, acquisto di un’auto).

Anticipazione Vecchio e Nuovo Fondo Mutualità

Può essere richiesto dai dipendenti e dai pensionati iscritti alla Gestione dei Fondi di Mutualità che non abbiano in corso provvedimenti disciplinari, di decadenza o dimissioni. Si tratta di un prestito che viene erogato dall’INPS in forma di anticipazione sul Fondo e soltanto per specificate e certificate motivazioni di salute (visite specialistiche, ricoveri in cliniche private, protesi di varia tipologia, nascita di un figlio, spese per il funerale di un familiare a carico ecc.) nel caso di iscritti al Nuovo Fondo. Per gli iscritti al Vecchio Fondo non è richiesta alcuna motivazione. L’importo richiedibile è pari massimo al 75% del capitale maturato dagli iscritti: ad esempio, se il capitale sottoscritto è di 5.000€, l’importo erogabile massimo sarà di 3750€ da restituire in 24/48 mesi, con un TAEG del 5%.

Data rilevazione: 9/08/2019 – Fonte: sito INPS

logo inps inpdap

Prestiti pluriennali

Tali prestiti pluriennali (diretti o indiretti a seconda se siano erogati direttamente dall’INPS o da banche convenzionate) sono una tipologia di finanziamento strettamente regolamentato sia per quanto riguarda i requisiti per potervi accedere, sia per le motivazioni per cui è possibile effettuarne la richiesta.

Innanzitutto occorre essere iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali ed avere almeno quattro anni di anzianità lavorativa e quattro anni di contributi al predetto fondo. Bisogna inoltre avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il rimborso avviene in 60 mesi (prestito quinquennale) o 120 mesi (prestito decennale) ed il TAN applicato è del 3,50% per i prestiti diretti (per quelli indiretti dipende da’’istituto che lo propone) a cui in fase di erogazione si aggiungono una ritenuta dello 0,50% per le spese amministrative e una per il fondo rischi, nella stessa modalità e percentuale prevista per i Piccoli Prestiti.

E’ possibile rinnovare un finanziamento di questa tipologia solo dopo due anni di ammortamento di un prestito quinquennale e quattro anni di ammortamento di uno decennale. Tale forma di finanziamento può essere richiesta soltanto per comprovate esigenze familiari dell’iscritto: trasloco, lavori condominiali, acquisto auto o prima casa, matrimonio dei figli, malattia ecc. Per ulteriori dettagli rimando al Regolamento.

Simulatore

Per facilitare all’utente la valutazione di un piccolo prestito o di uno pluriennale, sul portale INPS è a disposizione un apposito simulatore, per quantificare l’importo richiedibile, la durata e l’entità delle rate mensili. Per accedervi è necessario il codice PIN rilasciato dall’INPS, lo SPID oppure una Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

simulazione rata prestito inps per dipendenti pubblici

Come effettuare la domanda

Per poter effettuare una richiesta di credito, nel caso si disponga solo del PIN online, è necessario convertirlo presso una sede Inps in PIN dispositivo. Una volta entrati nella propria area riservata tramite le credenziali di accesso, bisognerà seguire questo ordine di clic: Per Area Tematica, Credito e selezionare la tipologia di prestito che si desidera richiedere. A questo punto occorrerà compilare in ogni sua parte il modulo ed eventualmente allegare la documentazione richiesta. Nella stessa sezione dell’Area Personale sarà possibile seguire l’iter della richiesta e il suo esito. Se la domanda dovesse essere rigettata, il richiedente riceverà una comunicazione con le motivazioni del rifiuto. Tra le documentazioni da allegare alla domanda troviamo:

  • certificazione dello stato di necessità;
  • preventivi e/o fatture delle spese da sostenere;
  • certificato medico.

L’INPS effettuerà tutti i dovuti controlli in fase di richiesta, erogazione e utilizzo delle somme finanziate.
Un pò diversa è la metodica per la richiesta di un Anticipo Vecchio e Nuovo Fondo Mutualità.

Tempi di erogazione

Per quanto riguarda le tempistiche, queste non sono indicate sul sito ufficiale, ma cercando in rete su alcuni forum di settore ho notato che variano in base alla tipologia del prestito richiesto e da Regione a Regione. Ad esempio, alcuni utenti hanno visto erogarsi il Piccolo Prestito sul proprio conto corrente in tre/quattro settimane dall’invio della domanda.

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Prestiti Inpdap prima casa per acquisto e ristrutturazione

Prestito Inpdap per acquisto prima casa e ristrutturazione abitazione

Tra le varie possibilità di prestito offerte dall’Inpdap ai dipendenti pubblici vi sono anche quelle dedicate appositamente all’acquisto di un’abitazione o alla ristrutturazione di un alloggio.
Come qualsiasi altro tipo di prestito anche questo necessita il rispetto di alcuni requisiti. Vediamo insieme i principali.

Requisiti per l’accesso ai prestiti acquisto prima casa

Il primo requisito è l’iscrizione alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali con un’anzianità al fondo di almeno tre anni. In aggiunta si deve possedere un lavoro a tempo indeterminato e, affinchè la domanda venga accolta, è necessario che l’abitazione non rientri nelle categorie “di lusso”, ovvero non deve appartenere alle seguenti categorie: A/2, 3, 4, 5, 6, 7.

Per i pensionati il requisito è quello di non aver ancora compiuto i 60 anni di età.

Si può acquistare anche un box purchè risulti pertinenza dell’abitazione. In ogni caso l’importante è non superare il massimale consentito, ovvero 300.000 euro. Come tasso si può optare per il fisso od il variabile.

Per poter accedere al mutuo a tassi agevolati, perchè poi alla fine di questo si tratta, è necessario presentare la domanda nei termini previsti ed aspettare l’uscita delle graduatorie che vengono esposte con scadenza quadrimestrale. Le graduatorie tengono conto di diversi fattori, principalmente composizione del nucleo familiare (figli a carico, coniuge, ecc) e reddito familiare (vedi anche Prestiti personali senza busta paga).

Prestiti per ristrutturazione

Un altro tipo di finanziamento è studiato appositamente per chi, invece, ha la necessità di ristrutturare la propria abitazione principale o semplicemente deve far fronte a lavori di manutenzione. A tal proposito rientrano come motivazione anche eventuali spese straordinarie di condominio o l’installazione di impianti di energia rinnovabile.
Possono accedere al presto diverse categorie di dipendenti pubblici e statali, compresi gli insegnanti, purchè si siano maturati almeno 4 anni di anzianità.

Gli importi erogabili vanno da un minimo di 10.000 euro ad un massimo di 30.000 euro. Ovviamente all’atto di presentazione della domanda si deve documentare in maniera opportuna l’intervento fatto, fornendo preventivi e/o fatture. La rata verrà poi determinata in base al capitale scelto ed avrà un importo in ogni caso non superiore al quinto dello stipendio.

All’interno della rata saranno ovviamente presenti le quote relative alla somma totale da restituire, la parte di interesse e vi sarà un’aliquota destinata all’assicurazione sulla vita. In questo modo i familiari del contraente saranno sgravati in caso di decesso. Per il calcolo della rata purtroppo non ci sono tool Inpdap online, ma si possono usare quelli generici disponibili online, dove va semplicemente inserito il tasso relativo al tipo di prestito scelto (vedi anche Prestiti in 24 ore).

In caso di diminuzione della disponibilità economica è possibile , inoltre, richiedere una rinegoziazione del finanziamento con una rimodulazione della rata mensile da corrispondere.

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Prestito pluriennale Inpdap: regolamento e tabelle

Finanziamenti pluriennali Inpdap: i requisiti 2019

In seguito ad Decreto Salva Italia di Monti del 2011, l’INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica) dal 1° gennaio 2012 è stato soppresso, confluendo nell’INPS, nel tentativo di riorganizzare il sistema previdenziale italiano per contenere la spesa pubblica. Quindi tutte le funzioni a favore dei dipendenti e pensionati pubblici (contributi, pensioni, erogazioni di prestiti e varie prestazioni sociali) svolte sino ad allora dall’INPDAP esistono ancora, solo che adesso se ne occupa direttamente l’INPS Gestione Dipendenti Pubblici.

Tra i vari servizi e prestazioni che l’INPS offre ai dipendenti o pensionati pubblici, oggi voglio illustrarti nel dettaglio quelli relativi all’erogazione dei prestiti pluriennali Inpdap.

Indice articolo

Tipologie di prestiti pluriennali

prestiti pluriennali inpdap

Attualmente l’INPS prevede due tipologie di prestiti pluriennali, a tassi agevolati: quelli diretti e quelli indiretti. Sono entrambi rivolti a dipendenti pubblici o ex dipendenti pubblici in pensione per esigenze personali o familiari comprovate, solo che i primi sono erogati direttamente dall’INPS tramite il proprio Fondo Credito (ecco perchè diretti), mentre i secondi vengono erogati da società finanziarie o istituto di credito esterni e convenzionati (ecco perchè indiretti) garantiti però dall’INPS contro eventuali rischi legati al decesso, alla riduzione dello stipendio o alla cessazione del lavoro senza diritto a pensione.

Entrambe le tipologie possono avere una durata di 5 o 10 anni, a seconda dell’importo richiesto, i cui massimali variano in base al proprio stipendio o pensione, e l’erogazione avviene tramite bonifico sull’IBAN indicato dal richiedente. Il rimborso parte due mesi dopo l’erogazione ed avviene mensilmente tramite trattenuta in busta paga o nel cedolino della pensione con rate il cui importo non può superare il quinto dello stipendio o della pensione.

Il TAN applicato ai prestiti diretti, secondo le tabelle presenti sul sito ufficiale www.inps.it , è pari al 3,50%; per i prestiti indiretti il TAN varia a seconda dell’istituto di credito al quale ci si rivolge. Si tratta di prodotti finanziari strettamente regolamentati sia per quanto riguarda i requisiti necessari per poter accedere ai fondi, sia per l’utilizzo che di tali fondi si intende farne. Entriamo più nel dettaglio.

Tabella Prestiti dipendenti TAN
Prestito Inpdap triennale/quadriennale 4,50%
Prestito Inpdap quinquennale/decennale 3,50%

Prestiti pluriennali diretti

Requisiti

Per poter richiedere un prestito pluriennale bisogna rientrare nei seguenti requisiti:

  • essere dipendente pubblico con servizio utile ai fini della pensione con almeno quattro anni di anzianità;
  • essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • essere un pensionato ex dipendente pubblico;
  • essere iscritto da almeno quattro anni al Fondo Credito, noto anche come Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

Nel caso in cui entrambi i coniugi siano lavoratori dipendenti pubblici che soddisfano tali requisiti, possono entrambi presentare domanda per la medesima comprovata motivazione, fermo restando che l’importo totale di entrambi i finanziamenti non potrà superare l’importo preventivato.

Motivazioni accettate per un prestito quinquennale

Se rientri nei requisiti sopra elencati potrai richiedere un prestito diretto a tasso agevolato se la motivazione indicata e certificata appartiene ad una delle seguenti casistiche, contemplate nel regolamento:

  • calamità naturali;
  • rapina, furto, incendio;
  • trasloco (max 15.000€);
  • lavori condominiali della casa di proprietà di residenza;
  • manutenzione ordinaria della casa di residenza, di cui il richiedente o il suo coniuge o i suoi genitori conviventi, siano proprietari, usufruttuari o conduttori (max 30.000€);
  • spese per l’installazione di impianti per l’energia rinnovabile (max 25.000€);
  • acquisto di autovettura per il richiedente (massimo erogabile 20.000€);
  • nascita di figlio o adozione;
  • protesi e cure dentarie;
  • acquisto di ausili per portatori di handicap;
  • malattia dell’iscritto;
  • decesso di familiari;
  • matrimonio del richiedente o di un suo figlio (massimo erogabile 23.000€);
  • corsi post laurea di almeno due anni.

Motivazioni accettate per un prestito decennale

  • riscatto di alloggi popolari o di enti pubblici in cui si è già in affitto;
  • acquisto della casa in cui si risiederà (max. 150.000€);
  • costruzione della casa in cui si risiederà (max. 150.000€);
  • anticipata estinzione o riduzione di un mutuo ipotecario;
  • manutenzione straordinaria, risanamento o ristrutturazione edilizia della casa di proprietà o nuda proprietà (max. 100.000€);
  • malattie gravi dei componenti del nucleo familiare del richiedente.

Come effettuare la domanda

Si può presentare la domanda entro e non oltre un anno dalla comparsa dell’evento e/o dalla data di emissione delle fatture che lo attestano.

La domanda va presentata online all’amministrazione di appartenenza che la girerà all’INPS. I pensionati, oltre che online, possono presentare la domanda anche tramite call center da rete fissa al numero gratuito 803.164 o da rete mobile al numero 06 164 164, oppure tramite enti di patronato.

Alla domanda occorre allegare:

  • tutta la documentazione che certifica lo stato di necessità;
  • la spesa che si deve sostenere, documentata tramite preventivi e/o fatture;
  • recente certificato medico che attesti la sana e robusta costituzione del richiedente; nel caso in cui il prestito occorra per problemi di salute del richiedente, la domanda sarà accompagnata da un certificato medico che attesti che il paziente è affetto da patologia stabilizzata, non in fase terminale.

Una volta ottenuto il prestito, l’INPS effettuerà i dovuti controlli per accertarsi che la somma erogata sia stata effettivamente utilizzata per la motivazione indicata. L’interessato ha quindi l’obbligo di fornire all’INPS le documentazioni di spesa necessarie entro trenta giorni dall’emissione dell’ultima fattura pagata.

Prestiti pluriennali indiretti

prestiti pluriennali indiretti

Per accedere ai prestiti quinquennali o decennali indiretti, cioè erogati da istituti bancari o finanziarie convenzionate con l’INPS e garantiti dal Fondo Crediti dell’INPS stessa, occorre rispettare gli stessi requisiti validi per i prestiti diretti, rientrare in una delle motivazioni elencate sopra e presentare le medesime documentazioni. La domanda dovrà essere inoltrata telematicamente all’amministrazione di appartenenza. Questa verrà poi inviata all’istituto erogante che provvederà a compilare in tutte le sue parti la proposta di contratto riportata sul modello. Una volta tornata all’INPS ed effettuati i dovuti controlli, verrà fornita la garanzia e il prestito sarà erogato secondo le modalità ed ai tassi agevolati proposti di volta in volta dall’istituto bancario in questione.

Informazioni utili

come richiedere informazioni ufficiali sui prestiti pluriennali inpdap

Gli iscritti al Fondo Crediti possono richiedere un nuovo prestito come consolidamento del precedente solo dopo due anni di ammortamento di un prestito quinquennale e quattro anni di ammortamento di un prestito decennale.

Sul sito dell’INPS è possibile accedere ad una simulazione per poter conoscere senza impegno l’importo massimo a cui si può accedere in base ai propri requisiti

Attualmente è prevista la possibilità di richiedere un prestito diretto pluriennale riservato esclusivamente ai dipendenti delle Poste Italiane SpA e società collegate. Il TAEG applicato è 3,50%. Il prestito può essere richiesto solo se si rientra in una delle motivazioni esposte nel regolamento “CRED 3” (www.inps.it/docallegatiNP/Mig/Allegati/477Regolamento_prestiti_pluriennali.pdf ).

La domanda va effettuata utilizzando il modulo GP01 Cred 3 compilato in tutte le sue parti, al quale andranno allegati una serie di documenti:

  • fotocopia di un documento d’identità valido;
  • fotocopia dell’ultima busta paga;
  • certificato medico;
  • stato di famiglia;
  • documentazione relativa alla motivazione del prestito;
  • certificato stipendiale.

Tale domanda dovrà essere spedita all’INPS via posta all’indirizzo: INPS – Direzione Centrale Sostegno alla non autosufficienza, invalidità civile e altre prestazioni – Area dirigenziale Prestazioni Creditizie – viale Aldo Ballarin, 42 – 00142 Roma, oppure tramite posta elettronica certificata al seguente indirizzo: dc.invaliditacivilecreditowelfare@postacert.inps.gov.it.

Approfondimenti: Cessione del quinto Inps, Condizioni prestiti personali online.

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Piccolo prestito Inpdap: tempi di erogazione e calcolo rata

Prestiti Inpdap: conviene il piccolo prestito?

Il piccolo prestito Inpdap è una delle forme di credito a importo contenuto più diffuse in Italia. Tale prestito è concesso ai lavoratori ed ai pensionati pubblici ivi compresi i militari) da parte del Fondo Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, organizzato presso l’Inpdad.

Il piccolo prestito, inoltre, è particolarmente utile per fronteggiare situazioni di necessità immediata di liquidità (vedi anche Ho bisogno di soldi urgentemente). Non solo: tra le caratteristiche di questo tipo di finanziamento spiccano i tassi altamente agevolati e le durate, fisse su 12, 24, 36 o 48 rate, o, in casi eccezionali, a 5 e 10 anni, corredate da specifiche motivazioni e spese documentate, il tutto confermato anche per il 2015.

Come ottenere un piccolo prestito Inpdap

Per ottenere un piccolo prestito Inpdap è necessario essere in possesso di particolari requisiti, primo tra tutti l’iscrizione alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, oltre a un minimo di 4 anni di versamenti contributivi.

I lavoratori ed i pensionati pubblici rientranti in questa categoria possono avanzare richiesta tramite specifica domanda all’Ufficio provinciale o territoriale dell’Inps Gestione Dipendenti Pubblici, o attraverso la piattaforma web dedicata (vedi anche Guida al prestito personale online), per ridurre i tempi di attesa di valutazione della pratica.

Sia online che presentata per forma cartacea, l’erogazione del piccolo prestito Inpdad, una volta accettata la domanda, avviene in tempi brevissimi, tramite accredito diretto sul conto corrente del soggetto che ne ha fatto richiesta. Uno strumento finanziario, quindi, che strizza l’occhio alla praticità ed è in grado di soddisfare, nel breve termine, le esigenze di liquidità dei dipendenti e dei pensionati pubblici.

Durata finanziamento e calcolo rata

Le tipologie di ammortamento del piccolo prestito Inpdap sono numerose: i richiedenti, infatti, possono avanzare domanda per ottenere un credito da rimborsare su base annuale, biennale, triennale o quadriennale o, nei casi eccezionali, si possono richiedere i prestiti pluriennali con scadenze quinquennali e decennali, che arricchiscono ulteriormente il panorama dei prestiti Inpdap.

A seconda della durata viene calcolato l’importo massimo erogabile che, in modo crescente, sarà di importo pari a 1, 2, 3 o 4 volte il reddito mensile percepito (vedi anche Finanziamenti da 10000 euro). Inoltre, nel caso non sussistano sulla pensione o sulla stipendio ritenute dovute a cessioni del quinto, è possibile ottenere cifre doppie per ciascuna categoria di richiesta.
Qualunque sia la scelta sulla durata di rimborso, sulla somma complessiva verrà applicato un tasso di interesse annuo del 4,25%, a cui aggiungere un percentuale dello 0,50% come quota per le spese di amministrazione, ed una relativa al contributo del fondo rischi, secondo la normativa vigente.

Gli importi delle spese relative all’amministrazione e al contributo per il fondo rischi, vengono applicate ad inizio contratto, con trattenuta sull’importo erogato.

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Prestiti Inpdap 2019 per pensionati: tabella e tassi a confronto

Prestiti INPDAP – Guida ai prestiti per dipendenti pubblici e pensionati

L’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica – Inpdap (organo soppresso nel 2011, con trasferimento delle funzione all’INPS) è da sempre vicino a suoi iscritti e alle loro famiglie sulle tematiche economico – finanziarie.

L’Inpdap infatti propone nel proprio pacchetto di offerte e di convenzioni anche prestiti a condizioni agevolate che permettono un accesso facilitato al credito ai pensionati, dipendenti più in difficoltà o coloro coloro che hanno un’esigenza temporanea maggiore di liquidità anche per il verificarsi di particolari eventi come matrimonio, nascita figlio, acquisto casa o auto.

Requisiti necessari

Bisogna innanzitutto distinguere il piccoli prestiti Inpdap dai prestiti Inpdap pluriennali.

Questi ultimi possono essere erogati direttamente dall’Inpdap o in modo indiretto tramite le banche aderenti a specifiche convenzioni (tra le storiche ricordiamo Bnl, Mps, ecc).

L’aspetto comune per la richiesta di uno qualsiasi di questi finanziamenti è rappresentato dal fatto che ne possono fare domanda solamente i dipendenti pubblici e statali che siano iscritti nella Gestione unitaria delle prestazioni creditizie.

Per il piccolo prestito non è specificata una durata minima di “anzianità” di iscrizione e contribuzione al fondo stesso, mentre per quelli pluriennali è prevista un’anzianità di almeno 4 anni (che si dimezza ad esempio nel caso di invalidi o mutilati di guerra). Al momento di lasciare il servizio attivo passando alla condizione di pensionato, se si vuole continuare a usufruire dell’accesso ai prestiti Inps ex Inpdap con la domanda di pensionamento bisogna anche fare quella di registrazione al fondo.

Ciò è dovuto al fatto che i dipendenti in servizio pagano un contributo maggiore rispetto ai pensionati e il passaggio non avviene da uno stato all’altro quindi in modo automatico. In più per i prestiti pluriennali non garantiti bisogna anche essere in possesso delle certificazioni che attestano il possesso dei requisiti oggettivi, ovvero le finalità per cui si richiede il finanziamento stesso, che in alcuni casi possono essere forniti tramite autocertificazione.

Elenco banche convenzionate

Ecco alcuni degli ustituti di credito che risultano convenzionati in data 19/12/2017:

  • Agos Ducato SpA
  • Banca del Mezzogiorno Mcc SpA
  • Banca popolare puglieseE
  • BNL Financa Spa RTI Poste Italiane SpA
  • Cofimar
  • Compass SpA
  • Consel
  • Cooperfin SpA
  • Creditis Servizi Finanziari Spa – Creditis SpA
  • Credito Emiliano SpA (Credem)
  • Deutsche Bank SpA
  • Eurocqs SpA
  • Fiditalia GIA Credit Fiditalia GIA Sogefin Fidital
  • Figenpa SpA
  • Finanziaria Familiare
  • Findomestic Banca Spa
  • FINDORO FINANZIARIA SpA
  • FinecoBank SpA
  • IBL Banca SpA
  • Intesa Sanpaolo
  • Libra Finanziaria SpA
  • Pitagora SpA
  • Prestitalia SpA
  • Races Finanziaria
  • Santander Consumer Bank Spa
  • Santander Consumer Unifin SpA
  • Sigla
  • Siriofin
  • Unicredit SpA
  • We Finance SpA

Data rilevazione: 19/12/2017 – Fonte con elenco completo: www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=49815.

Richiesta e modalità di erogazione: i finanziamenti diretti ed indiretti

Le modalità di erogazione sono molto semplici: in taluni casi, infatti, è direttamente l’Inpdap ad emettere l’intera somma richiesta, in altri, invece, valgono gli accordi con gli istituti convenzionati, sanciti all’interno di specifiche soglie, a cui gli iscritti possono rivolgersi direttamente. Tra i partner spiccano istituti di primordine che garantiscono affidabilità e sicurezza nelle transazioni come Poste Italiane, BNL, Italcredi, Deutsche Bank, Compass e Banco Popolare. Nel caso dei prestiti Inpdap erogati direttamente bisogna utilizzare l’apposita modulistica, disponibile online nella sezione Modulistica Inps. Oggi le richieste avvengono per lo più in via telematica (ad esempio si ricorda per il piccolo prestito il sito e l’applicativo ivi presente di NoiPa).

Nonostante i requisiti posseduti non c’è certezza che si otterrà la somma richiesta perché l’assegnazione viene fatta fino ad esaurimento dei fondi stanziati. Nel caso dei prestiti pluriennali garantiti la domanda va fatta sempre sull’apposito modulo in 4 copie e consegnata alla propria amministrazione, che la vidima e aggiunge la certificazione attestante il certificato di reddito per l’invio alla banca convenzionata. Questa dopo una breve istruttoria la rinvia, con l’esito, all’amministrazione trattandosi di un prestito che ha funzionamento comunque di cessione del quinto con trattenuta a monte della rata da pagare mensilmente.

Tipo di prestito Durata del finanziamento Costo del finanziamento
Piccolo prestito Inpdap 1 – 2 – 3 – 4 anni TAN 4,25%
Prestito Pluriennale Inpdap Diretto 5 – 10 anni TAN 3,50%
Prestito Pluriennale Inpdap Garantito 5 – 10 anni 1,50% (5 anni) – 3,00% (10 anni) + tasso applicato dalla banca erogante
In caso il richiedente abbia più di 65 anni + 0,50% sui 5 anni e + 1,00% sui 10 anni

Tabella aggiornata al 19 Dicembre 2017.

Finanziamenti Inpdap: 3 categorie ben specifiche per i pensionati

L’offerta complessiva di Inpdap è suddivisibile in 3 categorie di prodotti messe a disposizione dei cittadini iscritti. Si parte con il piccolo prestito, ovvero una forma di finanziamento personale non finalizzato, che deve avere un valore ben preciso, di una, due, tre, quattro, sei o otto volte rispetto alla pensione percepita.

L’importo del piccolo prestito, infatti, non può essere richiesto arbitrariamente, ma deve essere scelto tra le 6 opzioni disponibili. Sotto il profilo della durata non può essere mai inferiore a 1 anno o superiore a 4 anni.

C’è quindi il prestito pluriennale diretto, la canonica cessione del quinto della pensione che viene finanziata direttamente dall’Inpdap, e che può avere un durata di 5 o 10 anni. In questo caso, diversamente da quanto accade con il piccolo prestito, è necessario presentare una dettagliata documentazione di spesa. Chiude l’elenco il prestito pluriennale garantito, uguale nella forma e nella sostanza a quello diretto, ma erogato non più dall’Inpdap ma dalle società finanziarie convenzionate.

I requisiti minimi per accedere ai prestiti Inpdap

Non tutti i pensionati possono accedere a questo tipo di finanziamenti agevolati, anche se le limitazioni e le esclusioni sono davvero minime. Per le forme di piccolo prestito, ad esempio, è sufficiente aver maturato almeno 6 mesi di rimborso per ottenere un’ erogazione pari ad una mensilità di pensione.

Maggiori saranno i mesi di rimborso ottenuti dal soggetto richiedente e più elevato potrà essere l’importo richiesto, fino ad un massimo di 8 mensilità.

Per i prestiti pluriennali, invece, è necessario essere iscritto da 4 anni alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, per richiedere ed ottenere importi superiori.

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Cessione del quinto Inpdap: come calcolare la quota cedibile

Prestiti in convenzione Inpdap: conviene la cessione del quinto?

Tra gli elementi più importanti in una richiesta di prestito personale attraverso la cessione del quinto della pensione Inpdap spicca, senza dubbio, la quota cedibile. Con questo termine si indica l’importo massimo della rata mensile che può essere addebitata al pensionato. Inoltre, considerando che il periodo più lungo di cessione del quinto consentito ai pensionati non può superare i 10 anni, ecco che, con una semplice moltiplicazione della quota cedibile per 120, il numero dei mesi in 10 anni, si ottiene il valore massimo complessivo che un pensionato può rimborsare all’ente erogatore del finanziamento (vedi anche Carte revolving senza reddito dimostrabile).

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Questo semplice calcolo ovviamente non sostituisce una simulazione fatta dall’istituto finanziario interpellato per la sua concessione per valutare la convenienza del prestito, con tanto di calcolo del tasso, del monte interessi e della somma quindi complessivamente restituita al termine del contratto di finanziamento.

Per calcolare la quota cedibile di una pensione Inpdap è necessario utilizzare i parametri presenti all’interno del prospetto annuale che l’ente previdenziale invia ai pensionati: si prende in considerazione il valore netto della pensione, comprensiva di tredicesima, si divide l’importo per 5 e il risultato lo si approssima di circa il 2%.

Ecco che la quota cedibile è servita: troppo complicato? Cerchiamo di chiarirvi le idee con alcuni esempi.

Il caso delle pensioni minime

Per comprendere meglio il modo di calcolare la quota cedibile è necessario snocciolare qualche numero concreto che si avvicini il più possibile alla realtà vissuta da milioni di pensionati italiani.

Ipotizziamo di dover individuare la quota cedibile della nostra pensione, del valore esatto di 600 euro. Come detto in precedenza, l’importo mensile, comprensivo di tredicesima, indicato sul prospetto inviato annualmente dall’Inpdap, dovrà essere diviso per 5 ed arrotondato di circa il 2%.

Per semplificare l’esempio proviamo a tralasciare l’arrotondamento percentuale: euro più, euro meno, il quinto cedibile con una pensione di 600 euro al mese è 120 euro. Siamo sicuri? La risposta è no. Infatti se l’importo calcolato è correttamente 120 euro, come il 20% di 600, la quota rimanente di pensione, ovvero 480 euro, è al di sotto della soglia minima stabilita dalla legge.

Un valore che viene rivisto dal Governo ogni anno, e che per il 2015 è di 502,39 euro. Nel nostro esempio, quindi, la quota massima cedibile sarà di 97,61 euro (vedi anche Piccolo prestito Inpdap).

Ritenute fiscali: si abbatte la quota disponibile

Ipotizziamo di percepire una pensione mensile di 1.200 euro, e di essere soggetti a 300 euro di ritenute fiscali. In questo caso l’importo da considerare ai fini del calcolo della quota cedibile è 900 euro. Ciò accade perché la ritenuta fiscale, in virtù della sua natura tributaria obbligatoria, è un elemento indispensabile che non può essere tralasciato. La quota cedibile, quindi, sarà di 180 euro, per una rimanenza pensionistica di 720 euro complessivi, al di sopra della soglia minima di legge. Bisogna comunque ricordarsi che le banche non calcolano la quota cedibile (vedi anche Guida al prestito Unicredit), ma questa va richiesta all’inps che rilascia l’apposita certificazione (e questo vale anche per le banche come Bnl che sono convenzionate con l’ex Inpdap).

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