Prestiti Guardia di Finanza – Ecco cosa sono e come ottenerli

In convenzione o Inpdap: i prestiti guardia di Finanza migliori

Come per tutti i dipendenti statali, anche per chi lavora in Guardia di Finanza (così come per tutti i militari) i prestiti elargiti dalle banche possiedono spesso delle agevolazioni sul fronte economico Talvolta, inoltre, sono concessi sfruttando la formula della Cessione del quinto dello stipendio. Queste agevolazioni, indipendentemente dalla tipologia di finanziamento richiesto, possono essere dovute a accordi o convenzioni che singole banche fanno con i dipendenti pubblici in generale, oppure con un’offerta più mirata di prestiti per Guardia di Finanza che opera in una determinata zona (spesso si tratta di un intervento a livello regionale, ma in alcuni casi si può avere anche un accordo più ristretto o più ampio territorialmente parlando).
Ovviamente c’è sempre la possibilità di poter richiedere i prestiti pluriennali diretti Inps ex Inpdap, oppure quelli garantiti, per i quali il regolamento è ancora rimasto fermo al 2011, quindi con pochissime novità, tra le quali la creazione di un calcolatore online di simulazione e la possibilità di potersi ricavare un simil preventivo.

Bastano pochi documenti e il prestito è immediato

I prestiti personali vengono erogati senza alcun bisogno di giustificazione. Se si desiderano delle agevolazioni sulle condizioni bisogna chiedere in modo specifico che cosa riserva la banca come offerta per i militari, e quindi anche per la Guardia di Finanza. L’iter, sia che si opti per una banca con una convenzione attiva, che senza convenzione ma con tassi agevolati per i dipendenti del pubblico impiego, è sempre lo stesso : si sceglie una banca o una finanziaria, si chiede una somma, e se c’è il parere positivo in fase di valutazione, viene accreditata nell’arco di pochi giorni dall’approvazione.

Gli unici documenti da presentare generalmente consistono nell’ultima busta paga (o nelle ultime due), nel Cud o 730 in un documento di identità e il codice fiscale. Si dovrà ovviamente scegliere anche la durata della restituzione del prestito (quante rate) e l’importo che si intende pagare mensilmente, entro i limiti previsti dall’Istituto di credito interpellato.

L’alternativa della Cessione del Quinto

Per le categorie di dipendenti statali, ed anche per i prestiti ai dipendenti della Guardia di Finanza, la scelta più pratica sembrerebbe però proprio quella della cessione del quinto. Si tratta di un tipo di finanziamento, concesso da una banca o da una finanziaria a cui ci si rivolge, che prevede la trattenuta a monte dallo stipendio (ogni mese per tutta la durata del piano di ammortamento) di una certa somma fino ad un massimo del quinto dello stipendio, al fine di ripagare un prestito. La somma trattenuta corrisponde proprio alla rata da rimborsare (incombenza che spetterà al datore di lavoro).

L’alternativa della cessione del quinto mette al riparo da eventuali dimenticanze, giacché il meccanismo di restituzione dell’importo è automatico. Tra le possibilità di cessioni del quinto offerte ai dipendenti della Guardia di Finanza, ci sono dei prestiti in convenzione Inpdap che possono elargire somme anche piuttosto elevate tasso e condizioni variano a seconda della convenzione in essere). Questi si vanno ad aggiungere ai pluriennali direttamente erogati dall’Inps e x Inpdap, il cui importo è invece condizionato dalle finalità per cui vengono richiesti, mentre il tasso è sempre fisso, pari al 3,5% (più 0,50% per la quota amministrativa più la quota di fondo rischi unica componente variabile in funzione dell’età del richiedente).

Approfondimento: Cessione del quinto dipendenti pubblici.

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Prestiti dipendenti municipalizzate – Quali vantaggi?

Dipendenti municipalizzate: cessione del quinto o prestiti convenzionati?

Le aziende municipalizzate sono generalmente delle società di diritto privato (ma prive di una personalità giuridica autonoma), che svolgono la propria attività in un ambito specifico per conto del Comune. Si parla nella maggior parte dei casi di un ente economico di diritto pubblico che sperò svolge attività imprenditoriale.

Questa condizione molto particolare spesso crea problemi di interpretazione su quelli che sono i diritti dei dipendenti delle municipalizzate e quindi anche sui tipi di prestiti che possono ottenere.

La cessione del quinto è possibile?

Quando si ha a che fare con i dipendenti, sia del settore privato che di quello pubblico, si associa quasi subito la possibilità di accedere alla cessione del quinto dello stipendio. Sotto questo punto di vista i dipendenti delle municipalizzate vengono parificati in modo omogeneo ai dipendenti statali, para statali e pubblici. Quindi se la durata del contratto che si ha con l’azienda ha le condizioni minime necessarie per ottenere la cessione, almeno in teoria non ci dovrebbero essere problemi.

Purtroppo il condizionale è d’obbligo, visto che a conti fatti molte banche e finanziarie stabiliscono in modo molto specifico quei soggetti che potranno essere considerati finanziabili, anche in virtù delle aziende per le quali lavorano. Roma purtroppo è un esempio abbastanza esplicativo delle difficoltà che si possono incontrare a causa della scarsa solidità dell’azienda stessa per cui si lavora.

Se infatti quando si è dipendente pubblico di un ministero (o in generale di una pubblica amministrazione) l’aspetto della finanziabilità non entra in gioco, poiché non viene messo in discussione l’aspetto della “solidità” del datore di lavoro, di fronte alle aziende municipalizzate la situazione cambia.

Quindi riassumendo i dipendenti delle municipalizzate di un determinato Comune potranno vedersi rifiutata la propria richiesta di cessione del quinto dello stipendio, semplicemente perché l’azienda per cui si lavora mostra segnali evidenti, o anche solo degli accenni, di una condizione di sofferenza.

Requisiti minimi richiesti

Nonostante le aziende municipalizzate abbiano una partecipazione del “solo 40%” da parte dello Stato, enti, ecc, anche per il possesso dei requisiti minimi sono previste le stesse condizioni per lo più applicate per i dipendenti pubblici che lavorano per la pubblica amministrazione. In particolare bisogna aver maturato un’anzianità, dalla data di assunzione, che sia almeno pari a 3 mesi.

Caratteristiche e condizioni dei contratti

La durata è imposta dalla legge, quindi si va da un minimo di 24 a un massimo di 120 rate. Per i rinnovi valgono sempre i limiti imposti dalla legge, che stabilisce anche quelli relativi all’età massima del richiedente. Sia che si tratti di uomo o donna, i dipendenti non potranno superare alla scadenza del contratto i 70 anni di età. Se si ha bisogno di maggiore liquidità è possibile salire al 40% dello stipendio netto (doppio quinto) facendo richiesta di un prestito con delegazione di pagamento.

I prestiti personali: merito creditizio e contratto tipo

Se si desidera richiedere un qualsiasi prestito personale che non sia una cessione del quinto, o anche nel caso di richiesta di un prestito finalizzato per l’acquisto di un determinato bene (vedi Acquisto auto a tasso zero), se si è dei buoni pagatori (con merito creditizio positivo) e si ha un contratto con un buono stipendio e una durata sufficiente (per quelli a tempo determinato) non ci sono ostacoli che possano limitare l’accesso al credito.

Per quanto riguarda i tassi agevolati si dovrà cercare tra le convenzioni che normalmente le aziende municipalizzate direttamente, o per intervento dei comuni, sono soliti stipulare. Queste sono normalmente estese a tutti coloro che rientrano nel raggio di “dipendenza del rapporto” anche se in modo abbastanza ampio.

Prestiti agevolati: come fare?

I dipendenti pubblici vantano una lunga storia di agevolazioni legate a vari tipi di servizi, e tra questi i finanziamenti hanno sempre goduto di una condizione di primo piano. Non a caso la cessione del quinto è nata per i dipendenti pubblici e per quelli privati si è dovuto attendere il 2010 perché venisse estesa anche ad essi (vedi anche Cessione del quinto dipendenti privati).

Nonostante tale estensione ai dipendenti pubblici, ancora oggi, sono destinate condizioni migliori, con importi più elevati da poter richiedere e tassi più bassi. A questo tipo di vantaggio si aggiunge quello dei prestiti Inps ex Inpdap, che tuttavia rimangono accessibili solo per quei dipendenti pubblici che abbiano maturato i requisiti di anzianità e di contribuzione al fondo delle prestazioni creditizie e sociali.

Di contro però si possono ottenere ottime condizioni “locali” se si è dipendenti delle municipalizzate, grazie alle convenzioni che le banche che lavorano nel territorio tendono a stipulare. Qui il solo problema potrebbe essere rappresentato dal mancato rinnovo di un accordo, il che costituisce un limite solo per chi deve iniziare una pratica di finanziamento ma non per quanti hanno già il contratto in tasca e i soldi sul proprio conto corrente.

Quindi prima di mettersi a guardare in giro si dovrebbe vedere che cosa è previsto, tra accordi e convenzioni, proprio per quel comune o per quell’azienda municipalizzata. Solo in seconda battuta si deve guardare a ciò che è offerto ai dipendenti “pubblici” e a quali Istituti di credito prevedono questo tipo di servizio anche a livello nazionale.

Per conoscere comunque più nel dettaglio i vantaggi collegati ai prestiti pubblicizzati come “agevolati” la cosa da fare sempre è quella di richiedere un preventivo, sia in qualità di dipendente della municipalizzata che approfitta di un determinato accordo che sembrerebbe vantaggioso, che in qualità di dipendente che non beneficia di alcuna agevolazione al pari di qualsiasi altro potenziale finanziato. Da un semplice confronto, numeri alla mano, sarà estremamente agevole poter determinare il tipo e la concretezza dei vantaggi che spetterebbero.

E’ comunque consigliato cercare anche tra i prestiti online, procedendo con semplici e rapide richieste di preventivi sul web, molti dei quali vengono comunicati con esito immediato. Questo permette di avere subitaneamente una panoramica completa ed anche un piano di riserva nel caso in cui la banca o finanziaria “convenzionata” dovessero rifiutare la richiesta di cessione visto e considerato che quando il numero di dipendenti finanziato è molto elevato difficilmente si accetteranno altri soggetti da finanziare. La soluzione è così molto semplice: o si agisce tempestivamente oppure si guarda altrove.

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Prestiti per insegnanti – Guida alle agevolazioni

Prestiti per insegnanti – I vantaggi della cessione del quinto

Se lavori come insegnante puoi ottenere in maniera facile e in breve tempo il prestito che ti occorre per realizzare ad esempio un viaggio o una spesa imprevista per casa o per la tua famiglia.

Ci riferiamo a cifre che vanno da un minimo di €5.000 fino ad un massimo di €80.000.

La categoria essendo stipendiata dal Ministero della Pubblica Istruzione ha quindi un grado di finanziabilità elevato e per questo motivo è possibile scegliere tra più tipologie di prestiti e più precisamente:

  • prestiti personali
  • prestiti con cessione del quinto
  • prestiti con delega
  • prestiti Inps – ex Inpdap che include a sua volta altre 4 sottocategorie

Procediamo però per ordine andando ad analizzare le caratteristiche principali di ciascun finanziamento.

Prestiti personali

Se si ha bisogno di una certa somma ricorrere alla classica richiesta del prestito personale è sempre una strada veloce e abbastanza sicura. L’insegnante risulta comunque una categoria affidabile e se non ci sono problemi con segnalazioni per mancati pagamenti, non si dovrebbero avere particolari difficoltà nell’ottenimento del prestito.

Cessione del quinto

Di questa categoria ne parlo con particolare enfasi avendo sposato una prof, che da due anni non è più precaria, ha infatti ricevuto la tanto agognata cattedra di ruolo! Dovendo programmare tre spese importanti fra cui un progetto extrascolastico e un viaggio di un mese a Londra ha chiesto un prestito attraverso la cessione del quinto del suo stipendio. Ci siamo rivolti alla nostra banca di fiducia e dopo aver presentato tre documenti fra cui quella più importante era la busta paga ministeriale abbiamo ricevuto in pochissimo tempo sul conto l’accredito della somma richiesta!

Senza alcun dubbio, la cessione del quinto rappresenta quindi uno dei prodotti più importanti e sfruttati oggi dagli insegnanti. Infatti con la cessione del quinto viene valutato non il profilo personale del richiedente (quindi ad esempio se ha prestiti personali in corso anche non pagati), ma viene valutato il grado di solvibilità del datore di lavoro. In particolare gli insegnanti, anche con contratto con rinnovo annuale, fanno riferimento al Miur e pertanto non hanno nessun tipo di problema, nè per ciò che concerne la cessione del quinto nè per il prestito con delega.

Tra i documenti che la banca o finanziaria richiederanno per la concessione del prestito con cessione, la busta paga ministeriale rappresenta probabilmente il più importante. Questa tipologia di prestito ha una durata che va dai 24 ai 120 mesi.

Questo strumento finanziario è reso particolarmente interessante grazie ad un tasso d’interesse agevolato. E’ bene specificare che la somma massima erogabile dalla banca è ovviamente condizionata dall’ammontare dello stipendio dell’insegnante.

Attenzione! Anche i docenti protestati e considerati dunque cattivi pagatori, possono accedere alla cessione del quinto per insegnanti, dato che le verifiche fiscali sul richiedente non vengono effettuate.

Il prestito con delega

La figura del docente può valutare anche l’opzione del prestito con delega. In che modo? L’insegnante ricordiamo è un dipendente ministeriale e per avviare la pratica del prestito con delega deve dunque in questo caso rivolgersi al Ministero della Pubblica Istruzione che stipula una convenzione fra l’Amministrazione Pubblica e l’istituto di credito scelto per il prestito. Questo finanziamento ha le stesse caratteristiche della cessione e prevede dunque il rimborso del prestito tramite un’altra trattenuta sulla busta paga mensile.

L’aspetto significativo è che questo particolare finanziamento è cumulabile con la normale cessione del quinto e quindi è come se si avesse una doppia cessione del quinto dello stipendio.

Inoltre appartiene alla categoria dei finanziamenti non finalizzati e, perciò, in sede contrattuale, il docente non dovrà indicare la causa o lo scopo per cui sta richiedendo il prestito, né dovrà dimostrare le spese sostenute. Anche in questo caso cattivi pagatori o protestati potranno ottenere il prestito.

Prestiti ex Inpdap

Come già noto dal 1° gennaio 2012 l’ente Inpdap è stato accorpato dall’Inps. Quando si parla di prestiti Inpdap Insegnanti si possono inquadrare 3 soluzioni diverse:

Si tratta in tutti e 3 i casi, di prestiti rimborsati attraverso la cessione del quinto, ciò significa che l’importo di ciascuna rata non potrà superare un quinto dello stipendio del docente.

Piccolo prestito. E’ riservato agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e permette al docente di effettuare la richiesta di un piccola cifra all’Inps e di ricevere l’accredito dell’importo sul proprio conto corrente, con la conseguente applicazione della trattenuta sul cedolino di stipendio. Non è richiesta alcuna documentazione di spesa e può essere rimborsato in minimo un anno fino ad un massimo di quattro anni. Il tasso TAN è del 4,50% fisso per tutta la durata del finanziamento e le spese amministrative corrispondono allo 0,50% della cifra concessa.

Prestito pluriennale diretto. Sono prestiti che possono essere richiesti solo da coloro che sono iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali dell’Inps, per coprire spese improvvise legate alla salute, alla ristrutturazione dell’abitazione, al matrimonio del docente o di un suo familiare. Ciò che è fondamentale in questo caso è che le somme di denaro richieste dovranno essere documentate.

Le somme è bene precisare vengono erogate dall’INPS stesso attraverso il “fondo credito” e solo se c’è copertura.

Tre i requisiti fondamentali:

  1. 4 anni di contributi versati nella Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali
  2. 4 anni di anzianità di servizio utile alla pensione
  3. un contratto a tempo indeterminato.

Cambia la durata per i prestiti in questione che possono essere rimborsati in 5 o 10 anni prevedendo un tasso TAN fisso per tutta la durata del prestito pari al 3,50%.

Prestito pluriennale garantito. E’ molto simile al prestito pluriennale diretto infatti anche in questo caso la durata può essere di 60 mesi o 120 mesi solo che il finanziamento viene erogato solo da istituti di credito o società finanziarie convenzionate con l’ente previdenziale quindi con l’INPS che in questo caso fa solo da garante, sempre tramite il suo Fondo Credito.

Durata
TAN
Importi Massimi
Piccolo prestito
da 1 anno a 4 anni
4,50%
fino a 8 mensilità
Prestiti pluriennali garantiti
5/10 anni
3,50%
fino a €30.000

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Prestito con pensione di invalidità – I casi finanziabili

Guida alla richiesta di un prestito con pensione di invalidità

Per cittadino invalido si ritiene qualsiasi cittadino che subisca una menomazione a livello sia fisico che mentale e che si trovi quindi in una situazione di svantaggio psicofisico.

Ma la loro situazione sfavorevole si ripercuote anche dal punto di vista economico come ad esempio nella possibilità di accedere a forme di prestito?
Facciamo chiarezza. Nell’ordinamento Italiano abbiamo 4 tipologie di invalidi classificati secondo la causa invalidante:

  • Invalidi civili (Legge 66/62; Legge 381/70; Legge 382/70; Legge 118/71).
  • Invalidi di guerra (D.P.R. 915/78).
  • Invalidi per servizio (D.P.R. 915/78).
  • Invalidi del lavoro (D.P.R. 1124/64).

E secondo quanto sancito proprio dall’art. 38 della Costituzione Italiana queste categorie di cittadini hanno diritto al supporto economico e assistenziale, percependo una pensione nei modi e nelle misure previste dall’ordinamento legislativo.

Invalidità civile

Per avere il riconoscimento di invalidità civile bisogna riscontrare una minorazione, detta anche infermità fisica, psichica o sensoriale, che quindi reca un danno funzionale, cioè la perdita o la limitazione a svolgere un’attività non più normalmente, ma con ovvie e gravi difficoltà. Queste difficoltà devono corrispondere ad una riduzione della capacità lavorativa superiore a 1/3.

Invalidità di guerra

Si definisce invalido di guerra secondo il D.P.R. 915/78 il cittadino sia militare che civile che lavorando per lo Stato abbia subito menomazioni di qualunque genere per cause belliche come lo scoppio di un ordigno.

Lo Stato Italiano risarcisce questa categoria di cittadini attraverso l’erogazione di un trattamento definito appunto pensione di guerra che può essere erogata sia direttamente alla persona che ai familiari qualora la persona sia deceduta o se la persona la percepiva prima di morire (reversibilità) .

Invalidità di servizio

Sono definiti invalidi per servizio, secondo il D.P.R. 915/78, tutti i dipendenti pubblici che a causa di una malattia o di un infortunio, dovuto sempre al lavoro prestato, sono rimasti invalidi. Tale invalidità deve essere accertata presso la Commissione Medica Periferica.

Invalidità lavorativa

Il D.P.R. 1124764 sancisce che possono considerarsi invalidi di lavoro tutti quei dipendenti di aziende private che a seguito di una malattia o infortunio derivante dall’attività svolta subiscono un’invalidità superiore al 20%. Questo riconoscimento deve essere effettuato dall’INAIL della provincia in cui si è verificato l’infortunio.

Inabilità lavorativa

Differente è il caso della inabilità lavorativa che invece prevede un’infermità o una patologia che causi l’impossibilità permanente a svolgere qualsiasi lavoro.

Ma i pensionati invalidi possono richiedere un prestito?

Partiamo dal presupposto che la figura del pensionato INPS (o altro ente) che percepisce mensilmente la sua pensione di anzianità è considerata da banche e finanziarie una figura top. Ma chi percepisce la pensione di invalidità sono trattati dagli Istituti di Credito allo stesso modo?

Le pensioni di invalidità sono rappresentate nella maggior parte dei casi da sussidi cioè da cifre non particolarmente alte legate all’andamento non sempre certo di un determinato infortunio/malattia ed ecco perché andiamo ad analizzare per quali categorie di invalidi esiste la possibilità concreta di chiedere un prestito.

Confronto probabilità di erogazione tra prestito personale e Cessione del quinto – con pensione

Tipologia di pensione
Probabilità erogazione Prestito personale
Probabilità erogazione del prestito con Cessione del quinto
Pensione di anzianità
Alta
Alta
Pensione con invalidità di guerra/reversibilità
Media
Alta
Pensione con invalidità di servizio
Molto Bassa
Alta
Pensione con invalidità lavorativa
Bassa
Alta
Pensione con inabilità lavorativa
Bassa
Alta
Pensione invalidità civile
Molto Bassa
Bassa
Assegno/pensione sociale
NO
NO

Quindi da quello che si evince in tabella non tutte le categorie di pensione possono essere finanziate tramite un prestito personale. Per quanto riguarda poi la pensione di invalidità l’unica soluzione realmente fattibile è quella del prestito con cessione del quinto che però viene concessa in base alla tipologia di invalidità attribuita al richiedente.

Ad esempio, come mostrato in tabella una categoria di pensione non finanziabile con cessione del quinto è l’Invalidità civile, oppure i casi degli assegni o le pensioni sociali.
Tra le categorie finanziabili, invece, troviamo la pensione degli invalidi di guerra e quindi anche quella dei familiari detta reversibilità e anche la categoria dei pensionati con invalidità /inabilità lavorativa.

Come richiedere la cessione

Se si ha una pensione di invalidità, occorre fornire come in un normale prestito i documenti attestanti le entrate, tutti i documenti e certificati medici più un modulo che fornisce direttamente la banca o finanziaria che attesta le varie patologie del richiedente.

Essendoci delle probabilità di decesso da parte del richiedente – a volte alte, a volte minime – c’è da sottolineare che questo tipo di finanziamento viene tutelato obbligatoriamente da una polizza vita assicurativa del richiedente. Infatti il modulo compilato dal medico (vedi Prestiti Enpam) viene dopo valutato proprio dalla compagnia assicurativa che decide se accordare o meno la copertura per la cessione del quinto e poi di conseguenza l’istituto di credito accetta o rifiuta la richiesta.

Quando non viene erogata?

Ecco i casi in cui la Banca generalmente non eroga il prestito con cessione del quinto anche se garantito dalla pensione di invalidità stessa:

  • malattia troppo grave e probabilità elevata di decesso;
  • pensione di invalidità troppo bassa per riuscire a coprire le rate;
  • pensione di invalidità incerta – nel senso che può essere revocata da un momento all’altro – in base ad esempio ad una guarigione – o a un netto miglioramento dall’infortunio o malattia preesistente

Approfondimento: Cessione del quinto rifutata.

Conclusioni

Come abbiamo analizzato non sempre la Banca accoglie positivamente la richiesta di prestito con pensione di invalidità. Bisogna infatti considerare anche il fatto che in molti casi la pensione di invalidità non è sempre aggredibile in caso di inadempienza, ciò significa che l’istituto di credito non può rifarsi su di essa nel caso in cui il richiedente smettesse di rimborsare il finanziamento.

In conclusione, l’erogazione di un prestito per i titolari di pensione di invalidità, viene valutata caso per caso, questo perchè ovviamente la Banca vuole essere sicura che si riesca a rimborsare la somma prestata ma la soluzione ottimale rimane per la maggior parte dei casi la richiesta attraverso cessione del quinto.

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Prestiti Enasarco – Solo cessione del quinto?

Prestiti Enasarco personali e contributi agevolati: come richiederli?

Gli enti si adoperano per offrire dei vantaggi esclusivi ai propri iscritti, ed ovviamente l’Enasarco non fa alcuna eccezione. Si incontrano delle differenze sulle condizioni proposte a seconda che si rientri negli agenti di commercio ancora in attività oppure pensionati, ma in generale ci sono convenzioni e varie forme di agevolazioni accessibili per tutti gli iscritti. In particolare nella sezione dei prestiti Enasarco troviamo tre possibili alternative per poter finanziare i propri progetti, che possiamo sintetizzare nel seguente modo:

  • Mutui: si tratta della sola forma del mutuo fondiario, disponibile per acquisto o per ristrutturazione. I mutui non sono erogati in modo diretto dall’Enasarco (così come invece può avvenire con l’Inpdap), ma l’erogazione è a carico con una delle banche convenzionate;
  • prestito personale, con la forma della cessione del quinto. Anche in questo caso l’erogazione avviene, a condizioni agevolate, da parte delle finanziarie e delle banche che hanno stipulato degli specifici accordi con l’ente;
  • contributi integrativi: all’interno dei “prestiti agevolati” questi sono quelli che più ci si avvicinano per due ragioni. La prima è che questi contributi vengono concessi direttamente dall’Enasarco, ma solo al verificarsi di alcune situazioni e/o eventi specifici. La seconda ragione è dovuta invece al fatto che si tratta di somme che non devono essere restituite da chi ne ha ricevuto il beneficio.

Caratteristiche e condizioni della cessione del quinto Enasarco

Indipendentemente dalla motivazione che spinge a chiedere una certa liquidità, sotto forma di prestito personale, gli iscritti Enasarco possono richiedere una cessione del quinto a condizioni agevolate. I requisiti che bisogna avere sono quelli minimi previsti per la richiesta delle cessioni. Tuttavia la domanda non deve essere rivolta direttamente a una delle sedi Enasarco presenti in Italia, ma bisogna fare la richiesta agli Istituti di credito convenzionati con l’ente stesso.

L’elenco di queste società convenzionate è in continuo mutamento, ma generalmente è aggiornato sul sito o si possono avere informazioni specifiche direttamente dagli uffici preposti dell’Enasarco. Per contattare questi uffici si possono utilizzare differenti canali, e comunque si può contattare il supporto del contact center per informazioni di carattere generale.

Informazioni ed assistenza sono ottenibili con:

  • il Contact center della Fondazione Enasarco che ha operatori che risponderanno dal lunedì al venerdì (tranne i festivi) dalle 8,30 fino alle ore 19.00;
  • entrando direttamente all’interno dell’area riservata in Enasarco facendo il login e poi entrando nella sezione delle informazioni;
  • la Live Chat (che è attiva dalle ore 9 alle ore 14 nei giorni feriali, ovvero dal lunedì al venerdì esclusi i festivi).

E’ possibile conoscere le condizioni che ciascuna finanziaria o banca convenzionata è disposta a fare, procedere con la richiesta di un preventivo, o conoscere le modalità di accesso all’offerta dei prestiti Enasarco, contattando direttamente una delle società convenzionate. Attualmente sono operative e attive con le convenzioni le seguenti società:

Banca/Finanziaria Contatto
Cap. Ital. Fin. S.p.A. 800.22.55.66
Conafi Prestitò S.p.A. 840.700.313
Credem 800.2733.36
Dynamica Retail 06.9652051
Fides S.p.A. 800.729.988
Istituto Finanziario Europeo S.r.L. 800.200.948
Ital Credi S.p.A. 800.78.03.30
M3 Prestitichiari S.p.A. 0965.811360 / 06.4940555
Fincontinuo S.p.A. 800.92.30.69

Se le condizioni che sono applicate dalle differenti società sono sostanzialmente molto diversificate tra di loro, in comune troviamo la documentazione necessaria che bisogna esibire per poter passare dalla richiesta del preventivo alla domanda vera e propria di prestito. Come documenti obbligatori necessari ci sono:

  • un documento di identità in corso di validità (che non sia prossimo alla scadenza);
  • il codice fiscale o la tessera sanitaria;
  • la certificazione della quota cedibile (che va richiesta agli uffici preposti Enasarco);
  • le ultime retribuzioni o l’ultima pensione.

I prestiti agevolati: contributi integrativi

Il verificarsi di alcune situazioni particolari (che possono essere sia positive come una nascita o un’adozione, che negative come un decesso o una malattia), portano a degli squilibri finanziari. Per fornire un sostegno economico in queste situazioni, anche l’Enasarco ha previsto una serie di forme di contribuzione, che hanno in comune solo tre elementi:

  • il contributo integrativo viene concesso solo dietro richiesta esplicita del possibile beneficiario, nelle modalità e nei tempi previsti da ciascuna situazione;
  • la domanda dovrà essere fatta usando gli appositi moduli e usando gli specifici canali, pena il rigetto e l’esclusione dal beneficio;
  • non è previsto l’obbligo di restituzione delle somme che vengono accordate.

In pratica i contributi integrativi sono da considerarsi i soli prestiti Enasarco realmente agevolati, proprio per l’uso della formula a “fondo” perduto. E’ però necessario che si verifichino alcune condizioni specifiche, e bisogna possedere dei requisiti ben definiti per poterne fare richiesta. Inoltre sono previsti dei limiti sulle somme che possono essere accordate.

I principali contributi agevolati che possono essere richiesti sono:

  1. contributo per infortunio o malattia specifico per gli agenti over 75 anni.
    L’obiettivo è quello di aiutare il richiedente a sostenere le spese mediche dovute a infortunio o malattia (che devono essere dimostrate tramite l’invio di fatture e spese mediche sostenute). Bisogna fare richiesta entro 90 giorni dall’evento. La richiesta, su apposito modulo, va fatta con Pec (indirizzo del destinatario prestazioni@pec.enasarco.it) oppure con raccomandata A/R da inviarsi all’indirizzo: Fondazione Enasarco via Antoniotto Usodimare 31, cap 00154 Roma sottoponendo all’attenzione del Servizio Prestazioni (Ufficio prestazioni integrative e Firr);
  2. contributo figlio (in caso di nascita oppure di adozione): Vengono previsti degli importi fissi che sono pari a 750 euro per il primo figlio, 650 euro per il secondo figlio e 500 euro per il terzo. La domanda può essere fatta sia dagli agenti in attività che i pensionati, ma a condizione che non passino 12 mesi dall’evento;
  3. contributo per i figli con disabilità: pensionati o agenti in attività possono richiederlo. L’importo massimo riconosciuto è di 1000 euro all’anno, ma la domanda va fatta entro il termine approvato nel regolamento di riferimento (tradizionalmente il 30 gno). Le modalità di richiesta sono le stesse previste dal punto 1;
  4. contributo spese funerarie: il termine per la presentazione è sempre di 12 mesi dall’evento. Modalità di richiesta e indirizzi di riferimento sono gli stessi del punto precedente;
  5. contributi per eventi di particolare gravità (sia in caso di problemi di salute oppure per decesso, o terremoto e calamità naturali, ecc): modalità analoghe negli altri casi, ma si ha la particolarità di non prevedere una somma fissa. E’ la commissione della Fondazione Enasarco che caso per caso stabilisce in che misura fornire il proprio contributo, sulla base delle spese riportate nella documentazione allegata;
  6. contributo per asilo nido, spese di istruzione dei figli (soprattutto laurea e post laurea), rimborso spese di testo dei libri scolastici, contributo su soggiorni estivi, per ricoveri in casi di cura, ecc.
  7. Approfondimento: Come richiedere un prestito d’onore.

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Prestiti Cnpr – I requisiti per ottenere tassi agevolati

Prestiti Cnpr – Come ottenere il prestito d’onore

La Cnpr (cassa nazionale per la Previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e Periti Commerciali) è un ente di previdenza non facoltativa ma obbligatoria, che si occupa principalmente del pagamento della pensione maturata dai suoi aventi diritto (da bilancio questa sfera impegna quasi l’80% delle risorse complessive). Nel tempo ha ampliato i propri servizi, occupando aree legate anche all’erogazione di finanziamenti (che arriva a toccare direttamente circa il 2% delle risorse del Cnpr).

Questi vengono erogati in modo diretto, soprattutto sotto forma di sussidi e contributi integrativi delle retribuzioni, e con la forma più vicina a quelli agevolati come nel caso del prestito d’onore under 38 anni. Se si desidera ottenere dei prestiti personali con tassi più bassi rispetto alla media del mercato dei finanziamenti o dei mutui, allora ci si può avvicinare a quelli che sono frutto di convenzioni con banche private. Tra le più attive troviamo soprattutto la Banca Popolare di Sondrio.

Condizioni e requisiti per le richieste di mutuo e di prestito

Le convenzioni attive per la richiesta di mutui di acquisto, ristrutturazione e costruzione (generalmente con la formula del S.A.L.) sono principalmente con la Banca Popolare di Sondrio, e a seguire troviamo la Mps. In particolare troviamo le seguenti caratteristiche.

Approfondimento: Confronta prestiti online.

Banca Popolare di Sondrio

Mutuo

L’importo massimo che viene concesso è di 350 mila euro. Vale comunque un altro limite che è dato dalla percentuale del 70% del prezzo di acquisto o costo di costruzione. L’ipoteca non deve essere necessariamente di primo grado, ma può essere anche di grado successivo. Inoltre le finalità prevedono la possibilità di richiesta del mutuo anche per acquistare uno studio. La durata può essere scelta tra 5, 10 15 oppure 20 anni. Lo spread è dell’1,1% per le percentuali finanziate tra il 50 e il 70%, mentre al di sotto del 50% lo spread si ferma allo 0,9% per il variabile puro. Per il tasso variabile indicizzato al tasso Bce si ha uno spread maggiore di circa 0,25% su quello indicizzato all’euribor a 6 mesi. Il tasso fisso parte da un punto percentuale di spread fino ad un massimo di 1,35%.

Le spese comuni per tutti i mutui sono: quelle di istruttoria pari a 150 euro; le spese di incasso rata fissate a 3,5 euro cad. Inoltre c’è da considerare il costo della perizia che è pari a 200 euro più Iva in caso di acquisto o ristrutturazione, mentre per la costruzione con Sal, il costo è di 85 euro più Iva per ciascun intervento del perito. Non è prevista alcuna penale di estinzione anticipata se la richiesta del mutuo è fatta da persone fisiche, altrimenti sarà pari all’1% dell’importo da restituire. La domanda di mutuo deve essere fatta on line, con l’uso dell’apposito modulo presente nella sezione dell’area personale del richiedente.

Prestiti

Anche per la richiesta dei prestiti personali bisogna usare il canale on line per poter avviare la pratica. In questo caso poi tutta la procedura proseguirà sempre a distanza, con l’invio della documentazione da firmare e inoltrare direttamente a domicilio o presso l’indirizzo dato in fase di avvio. Per poter ottenere le condizioni agevolate, applicate su un importo compreso tra 5 mila e 25 mila euro, bisogna possedere degli specifici requisiti che sono:

  • aver raggiunto almeno 2 anni di iscrizione e contribuzione a Cnpr;
  • aver fatto una dichiarazione dei redditi per lo stesso periodo minimo;
  • avere accesso all’area personale dell’apposita sezione per inoltrare la richiesta.

La durata di questi prestiti dovrà essere compresa tra i 2 e i 5 anni, mentre il rimborso non avviene con cadenza mensile ma trimestrale (le scadenze sono fissate al 31 gennaio,al 30 aprile, al 31 luglio e al 31 ottobre di ogni anno).

Come spese accessorie sono previste:

  • spese di incasso rid di 4 euro;
  • spese di istruttoria (30 euro per importi fino a 15 mila euro, 50 euro per quelli superiori).

Maggiori informazioni possono essere ottenute dal numero verde 800 478 960 oppure inviando una e-mail a ragionieri.finanziamenti@popso.it.

Monte dei Paschi di Siena

Mutui

La Mps arriva fino a 30 anni di durata per la concessione dei mutui agli iscritti Cnpr. Tuttavia come finalità sono accettate solo quelle relative all’acquisto, ristrutturazione o surroga di un’unità abitativa destinata ad abitazione principale. Tra i limiti è previsto anche la consistenza del plafond dedicato alla concessione dei mutui fino al suo esaurimento.

Prestiti

Mps fa una distinzione tra i prestiti personali e finanziamenti professionali. Per i primi la somma massima che può essere concessa arriva a 60 mila euro, da restituire entro 120 rate al massimo. Mentre per quelli di natura professionale il tempo di rimborso si dimezza mentre l’importo massimo sale a 75 mila euro.

Per accedere alle agevolazioni bisogna andare a una delle filiali Mps dimostrando il proprio status di iscritto al Cnpr.

I finanziamenti Cnpr “diretti”

I prestiti ed i mutui erogati in virtù di una convenzione hanno natura indiretta. La Cnpr tuttavia eroga anche delle forme di “aiuto” in modo diretto, dove spiccano i prestiti d’onore che però vengono concessi tramite la partecipazione ad un bando. In particolare ci sono due possibilità:

  • il bando per la concessione del prestito d’onore under 38 anni che vogliono avviare un’attività. L’importo massimo che viene concesso è di 10 mila euro, ed è necessario che venga presentato un progetto di avvio dell’attività. Non è prevista una scadenza per la richiesta del finanziamento, a patto che avvenga entro la fine del 2017. Dalla domanda la commissione Cnpr ha tempo 60 giorni per dare parere positivo o negativo;
  • caratteristiche analoghe per il bando presentato dai tirocinanti (con obbligo di uso dell’apposito modulo scaricabile direttamente dal sito).

Conclusioni

I prestiti Cnpr presentano un buon ventaglio di opzioni. Solo nel caso dei contributi (concessi al verificarsi di specifici eventi come nascita di un figlio, malattia, decesso, ecc) si può parlare di prestiti diretti agevolati. Il lungo sodalizio soprattutto con la Banca Popolare di Sondrio garantisce comunque nel tempo condizioni buone e maggiore facilità di accesso al credito.

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Prestiti frontalieri – Requisiti prestiti in Svizzera

Prestiti svizzeri per italiani: i prestiti frontalieri

I prestiti frontalieri sono dei particolari finanziamenti dedicati ad una ben determinata categoria di lavoratori, ovvero quei cittadini residenti in uno Stato che lavorano però in un’altra nazione.

Si tratta dunque di lavoratori pendolari che abitano vicino ai confini nazionali e che ogni giorno si spostano dal luogo di residenza per recarsi al lavoro e anziché limitarsi a varcare il confine tra comune e comune o tra regione e regione, superano le frontiere fra uno Stato ed un altro. Il frontaliere per definizione fa ritorno al suo domicilio o tutti i giorni o almeno una volta alla settimana.

Lo Stato che ospita più frontalieri italiani è la Svizzera; si contano infatti di più di 60.000 lavoratori italiani nel Canton Ticino, ma anche il Principato di Monaco, la Francia, San Marino e la stessa città del Vaticano sono sede di frontalieri.

Ci occupiamo in questo articolo di analizzare le caratteristiche dei prestiti frontalieri per italiani da richiedere in Svizzera ed in particolare a Lugano, la città principale del Canton Ticino, la parte italiana della Confederazione Elvetica.

Come funzionano i prestiti per frontalieri in Svizzera?

Tanto per cominciare per poter esercitare un’attività lavorativa in Svizzera senza trasferire la propria residenza va richiesto un particolare permesso “G”, per ottenere il quale bisogna essere in possesso di determinate caratteristiche:

  • residenza in un comune situato vicino alla frontiera da almeno sei mesi;
  • contratto di lavoro sottoscritto con un’azienda con sede nel Canton Ticino.

Quando si diventa frontalieri si può aver accesso al credito al consumo che presenta un mercato molto mobile e ricco di prodotti ad hoc e decisamente vantaggiosi.
Oltre ai prestiti personali erogati da banche e finanziarie, in Svizzera sono molto diffusi anche i prestiti privati (vedi anche Social Lending); questo fa sì che i tassi siano compresi in una forbice molto ampia, tra il 5% ed il 15%.

Requisiti per poter richiedere un prestito

Vediamo ora quali sono i requisiti che in linea generale consentono di poter richiedere prestiti personali in Svizzera, oltre ovviamente ad aver ottenuto la condizione di frontaliere da almeno tre anni:

  • un’età compresa tra 18 e 69 anni;
  • reddito fisso mensile di minimo 2.300/2.500 CHF;
  • importi erogati compresi tra un minimo di 1.000 CHF ed un massimo di 200.000/250.000 CHF;
  • tempi di approvazione: 24/48 ore;
  • tempi di erogazione: massimo 7 giorni.

Esistono molte agenzie di mediazione che, operando anche su internet, si occupano di mettere in relazione i clienti italiani che sono alla ricerca del credito e gli istituti bancari o finanziari che erogano prestiti, al fine di velocizzare gli iter burocratici e consentire un rapido accesso agli importi richiesti; tra i più noti segnaliamo Flash Credit ed Eurofinservice.

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Prestiti dipendenti Spa – Confronta 3 preventivi gratis

Prestiti dipendenti spa – alternative alla cessione del quinto?

Richiedere un prestito oggi è molto semplice perché il mercato è diventato, in questo settore, davvero molto competitivo. Risultano infatti tantissime le proposte di finanziamenti, per qualsiasi categoria di lavoratori e di tipologia di pagatori.

Ovviamente i più avvantaggiati sono i lavoratori pubblici, ma anche i lavoratori privati possono usufruire di diverse opzioni per i prestiti, l’importante è che dimostrino di avere un contratto a tempo preferibilmente indeterminato. Tra i dipendenti privati rientrano senz’altro i dipendenti delle S.p.A., ed ecco che anche i prestiti per i dipendenti spa costituiscono una possibilità. Scopriamo di cosa si tratta.

Le tipologie di prestiti consentiti

Un dipendente di una S.p.A. è colui che lavora per una Società per Azioni con almeno 50 mila euro di capitale sociale e non meno di 16 dipendenti. Tra i prestiti per i dipendenti delle S.p.A. rientranti nella categoria di quelli “personali” possiamo sicuramente trovare la cessione del quinto dello stipendio e il prestito con delegazione.

La prima è la tipologia di finanziamento che prevede come rata di restituzione periodica al massimo un quinto dell’importo dello stipendio mensile, con rate che vanno dalle 24 alle 120 (quindi un periodo di restituzione che va dai 2 ai 10 anni).

Il prestito con delegazione di pagamento è invece la richiesta di un’ulteriore liquidità oltre alla cessione, ed anche in questo caso le rate possono andare dalle 24 alle 120 (sempre con rapporto rata/reddito di un quinto). Molte finanziarie consentono di effettuare, prima della richiesta, dei preventivi, sia presso le filiali che online sui siti web dedicati.

Requisiti per richiedere i prestiti

Per usufruire dei prestiti ai dipendenti delle S.p.A. questi ultimi dovranno possedere determinati requisiti. Innanzitutto è necessario avere un rapporto di lavoro con l’azienda sancita da un contratto a tempo indeterminato.

La società datrice di lavoro dovrà poi presentare una certa solidità e struttura per essere assicurabile, mentre per quanto riguarda i requisiti relativi alla persona che stipula il prestito, essa dovrà avere in media un’età compresa tra i 18 ed i 75 anni (in alcuni casi è disponibile un’età massima maggiore a scelta delle banche) essere residente in Italia.

Questo tipo di prestiti non richiede alcuna motivazione per la stipula e di solito la somma viene automaticamente accreditata sul conto corrente del richiedente, così come le rate mensili vengono automaticamente scalate dall’importo dello stipendio.

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Prestiti ai dipendenti ministeriali – Calcola rata gratis

Prestiti online dipendenti ministeriali con condizioni agevolate

Anche i dipendenti ministeriali, così come altri lavoratori dipendenti statali e non, hanno diritto a dei prestiti finanziari o cessioni del quinto dello stipendio a particolari condizioni, talvolta piuttosto vantaggiose. Vediamo in cosa consistono.

Per i dipendenti ministeriali stessi prestiti riservati ai dipendenti pubblici

I dipendenti ministeriali, in quanto lavoratori alle dipendenze di uno dei Ministeri del Governo della Repubblica Italiana, fanno parte a tutti gli effetti della schiera dei lavoratori statali e pubblici. A loro si rivolgono i prodotti erogati dall’ Inps (Istituto nazionale di Previdenza Sociale) con i prestiti ex Inpdap, ma anche in convenzione con molti istituti bancari, con vantaggi più cospicui rispetto ai normali finanziamenti riservati ai lavoratori (dal momento che in genere le tassazioni sono più basse).

Certamente è la cessione del quinto la forma di finanziamento che offre attualmente le caratteristiche più convenienti: tassi bassi e possibilità di accesso al credito anche a protestati e cattivi pagatori.

Specifici prestiti ai dipendenti ministeriali possono essere anche valutati mediante un preventivo con gli strumenti messi a disposizione dall’Inps attraverso una simulazione basata sull’inserimento di dati come data di nascita e stipendio netto (si vedano le info sul sito web www.inps.it) quanto da tutti gli istituti bancari che lo consentono.

I migliori prestiti bancari per i dipendenti ministeriali

Per quanto riguarda le banche, invece, vi sono alcuni istituti che propongono caratteristiche dei prestiti più vantaggiose rispetto ad altre. Tra questi possiamo annoverare il prestito messo a disposizione da Bnl, Salary Power, che non è altro che una cessione del quinto che concede fino ad un massimo di 104 mila euro con restituzione a rate fino a 120 mesi e nessun obbligo di aprire un conto corrente in Bnl.

Altra banca da tenere d’occhio per quanto riguarda i prestiti ai dipendenti pubblici e ministeriali è Intesa Sanpaolo, che propone un finanziamento fino a 75 mila euro da rimborsare in un periodo di tempo che va dai 24 ai 120 mesi, con tassi di interesse che si aggirano intorno al 12% circa. Findomestic finanzia progetti di prestito con un Tan del 5,93% ed un Taeg fisso del 6,09%. Il finanziamento Findomestic può essere richiesto anche online, con zero commissioni e nessuna imposta di bollo, e garantisce il blocco dei tassi di interesse dal momento in cui si stipula il finanziamento.

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Prestiti dipendenti Trenitalia – Conviene Fercredit

Prestiti dipendenti Trenitalia: come ottenere i migliori tassi per la cessione del quinto

Già sappiamo che ai dipendenti pubblici molto spesso vengono dedicate delle finanziarie apposite, con tanto di prestiti o finanziamenti concessi a particolari condizioni. Accade anche per Trenitalia, che poiché afferente a Ferrovie dello Stato, può disporre di una finanziaria per i propri dipendenti: Fercredit. Vediamo di cosa si tratta e quali sono i servizi offerti.

Quali sono i servizi di Fercredit e quali sono i tipi di prestito personale

Fercredit si occupa di fornire e gestire crediti e servizi che vengono vantati in confronto di terzi da Ferrovie dello Stato. Tali servizi possono essere rivolti a società clienti di Ferrovie dello Stato o ai propri lavoratori, e vanno dalla liquidazione dei dipendenti al factoring, dal leasing (vedi anche Come funziona il leasing auto)ai finanziamenti finalizzati, fino ai prestiti personali e all’analisi dei fornitori.

I prestiti Fercredit sono destinati esclusivamente ai dipendenti Trenitalia (Ferrovie dello Stato S.p.A.) e possono essere fruibili attraverso due canali di accesso: la cessione del quinto dello stipendio ed il prestito con delega di pagamento. I prestiti per la cessione del quinto consentono ai dipendenti Trenitalia di usufruire di vantaggi esclusivi, come una notevole riduzione dei tassi di interesse rispetto alle altre finanziarie.

Caratteristiche

Le caratteristiche variano in base a cosa si sceglie. La cessione del quinto comporta, ad esempio, un importo massimo erogabile secondo la diversa disponibilità stipendiale, dura da un minimo di 24 ad un massimo di 120 mesi e presenta un tasso fisso per tutta la durata del prestito, con importo di rata costante. L’erogazione può avvenire con accredito sul conto corrente del dipendente stesso, mentre c’è anche la possibilità di usufruire di una copertura assicurativa sulla vita (fondo ex Opafs). Per richiedere la cessione del quinto Fercredit è necessario che il dipendente Trenitalia sia assunto a tempo indeterminato con 4 anni minimo di servizio prestati.

Per quanto riguarda invece, il prestito con delega bisogna ricordare che l’importo massimo che Fercredit può erogare varia secondo lo stipendio. Anche in questo caso le rate mensili (da 24 a 60) sono costanti ed il prestito mantiene un tasso fisso per tutta la sua durata. Per ottenere questo prestito il dipendente Trenitalia dovrà dimostrare di possedere un contratto a tempo indeterminato, di non avere all’attivo protesti o pignoramenti e di poter rimborsare il tutto entro l’età della pensione. Vengono infine richieste delle garanzie, come un vincolo sul Tfr (vedi anche Cessione del quinto rifiutata). Per conoscere le varie agenzie (come Torino, Firenze, Roma, Milano, Bari, ecc) e per ulteriori info: www.fercredit.it.

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