Rinegoziare cessione quinto – Quando e come è possibile

Rinegoziare cessione quinto stipendio e pensione : ecco come fare

La normativa ci permette di rinegoziare la cessione del quinto dello stipendio o della pensione (se ci sono le condizioni anagrafiche), anche nel caso di cessioni convenzionate (come ad esempio quelle Inps). Tuttavia bisogna in primis capire che cosa si intende per “rinegoziazione” di questo particolare tipo di prestito personale, considerata la natura specifica della cessione del quinto, che ha spinto il legislatore a disciplinare il tutto con delle leggi e regolamenti ad hoc.

Che cosa si intende?

Quando decidiamo di rinegoziare una cessione del quinto di fatto estinguiamo in modo anticipato il finanziamento di cessione del quinto esistente e ne apriamo un altro. Proprio per questo può essere utilizzata anche la dicitura di ‘rinnovo’. Per accedere a questo opportunità bisogna rispettare alcuni limiti, che sono stati introdotti sempre dal legislatore, e che cambiano a seconda che il contratto di finanziamento in essere sia di tipo “decennale” oppure quinquennale.

Quali sono i limiti per la rinegoziazione?

Per poter decidere di rinegoziare la cessione del quinto bisogna innanzitutto avere già un finanziamento di cessione in corso. Questo presuppone che chi abbia fatto la richiesta sia già in possesso dei requisiti minimi necessari che in generale sono:

  • l’essere un lavoratore dipendente o pensionato;
  • possedere un’età anagrafica consona a quella richiesta dall’ istituto di credito;
  • godere di uno stato di salute idoneo a far valutare positivamente la richiesta di rinnovo.

Di contro la necessaria sussistenza di questi requisiti può non permettere la richiesta a chi li ha perduti nel frattempo ad esempio in caso di un peggioramento dello stato di salute che rende il richiedente “non assicurabile”. Da sottolineare il caso limite legato all’età anagrafica accettata per i dipendenti in prossimità della pensione. In questo caso è, in linea di massima, necessario attendere che avvenga il passaggio da “dipendente a pensionato” e quindi procedere alla richiesta di rinnovo con il nuovo status.

N.B. Nel passaggio da cessione del quinto dello stipendio o della pensione ci sarà poi da considerare anche la presenza del limite della quota cedibile.

Oltre a questi limiti “soggettivi” che sono legati ai requisiti che deve possedere personalmente il richiedente, ci sono poi da considerare i limiti oggettivi, ovvero quelli legati allo stato di avanzamento del piano di ammortamento della cessione in corso. Qui bisogna fare una netta distinzione a seconda che si tratti di una cessione quinquennale o decennale.

Cessione del quinto decennale

In questo caso la richiesta di rinegoziazione può essere fatta solo dopo aver rimborsato almeno il 40% delle rate. Quindi se si ha una cessione del quinto con durata pari a 10 anni allora bisogna aver prima rimborsato almeno 48 rate. Non esiste la possibilità di poter derogare a questo limite normativo.

Cessione del quinto quinquennale

Anche per la cessione del quinto quinquennale vale in realtà il suddetto vincolo anche se limitatamente ad una rinegoziazione da un piano quinquennale ad un altro piano quinquennale. Se invece si vuole passare da una cessione con piano di ammortamento quinquennale in uno decennale allora il limite del 40% viene a cadere e la richiesta di rinnovo può essere fatta senza altre limitazioni se non quelle legate ad un possibile peggioramento della salute,al passaggio da dipendente a pensionato, età anagrafica, ecc.

Conviene come operazione?

Il discorso della convenienza va tenuto ben separato da quello della possibilità di poter rinegoziare la cessione del quinto che si ha in corso. Infatti non è assolutamente detto che le nuove condizioni saranno in linea con quelle precedenti (Attenzione: ricordiamo ancora una volta che al di là dei termini usati di fatto si estingue il precedente contratto di cessione e se ne stipula uno del tutto nuovo con nuove condizioni). Nel particolare è necessario valutare:

  • l’eventuale presenza di voci di spesa accessorie che non erano previste nel precedente contratto;
  • il risparmio sul precedente contratto in base al tasso offerto od al contrario quanto andremmo a pagare in più con l’accensione di una nuova cessione del quinto.

Se non si ha una necessità oggettiva (ad esempio di nuova liquidità sorta successivamente alla stipula della cessione del quinto), prima di accettare una proposta di rinnovo (che è una prassi che molte finanziarie adottano prima che sia scaduto il rimborso completo di cessione), o prima di farne richiesta in modo autonomo, è bene pensarci a fondo e considerare i pro ed i contro.A riguardo può essere utile l’impiego dei tool di calcolo indipendenti, od ancora richiedere un conteggio di estinzione e andarlo a confrontare con un preventivo sulla nuova cessione del quinto che dovremmo sottoscrivere.

Come consigliano le varie associazioni dei consumatori, va fatta massima attenzione, proprio alla lista dei costi accessori inseriti nel preventivo, e nel conteggio di estinzione, considerando quasi sempre presente anche il peso della penale di estinzione anticipata. Infine va considerata la componente assicurativa. Vediamola insieme.

Approfondimento: Estinzione anticipata cessione del quinto.

Come funziona con l’assicurazione?

A riguardo non c’è differenza a seconda che si decida di fare il rinnovo o di estinguere anticipatamente la cessione del quinto senza chiederne una nuova. Come già più volte affermato, infatti, in entrambi i casi l’effetto sul contratto esistente è lo stesso: il prestito si chiude sempre in modo anticipato, il che produce una serie di effetti che coinvolgono anche la componente assicurativa.

Nel particolare per le polizze che sono state stipulate dopo ottobre 2010 già a livello contrattuale deve essere specificato il rimborso della parte di premio assicurativo relativo ai premi già pagati ma non goduti sia a livello di calcolo che come modalità di restituzione. Anche per gli altri contratti si ha comunque diritto alla restituzione della quota di premio non goduta con un calcolo proporzionale alla durata restante (ad esempio relativi alle 60 rate che non dovrò rimborsare avendo estinto una cessione del quinto decennale in via anticipata dopo 5 anni).

Questo diritto ovviamente non spetta nei casi in cui è stata la banca o la finanziaria a farsi carico del costo della copertura assicurativa, mentre in tutti gli altri casi, quasi sempre dietro esplicita richiesta, dovranno essere restituiti. La richiesta non dovrà essere forzatamente fatta al momento della ‘chiusura’ del prestito bensì entro 10 anni che ne rappresentano il tempo di prescrizione.

N.B. Trattandosi di un tipo di copertura che di fatto è obbligatoria e non facoltativa, in caso di rinegoziazione si dovrà logicamente stipulare anche una nuova copertura assicurativa che sarà legata al nuovo contratto di cessione del quinto.

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Cessione del quinto dello stipendio: 6 aspetti che devi conoscere

Cessione del quinto dello stipendio: guida pratica

L’Inps, come noto, ha stipulato una serie di convenzioni per offrire condizioni “tutelate” ai pensionati che cercano una cessione del quinto. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti non è invece avvenuto alcun intervento diretto o indiretto, a meno che non si sia un dipendente pubblico gestione Inpdap e che si abbia aderito al fondo per la Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali.

Tra l’altro per i dipendenti del settore pubblico in servizio non ci sono stati grandi cambiamenti rispetto alla ‘classica’ cessione del quinto dello stipendio, della quale sono stati i soli possibili fruitori fino al 2005. Solo da quest’anno, infatti, anche i dipendenti privati hanno ottenuto la possibilità di poter richiedere una cessione del quinto con garanzia dello stipendio, a condizione che vengano rispettate una serie di condizioni.

E’ quindi molto importante avere una sorta di vademecum che permetta di conoscere le informazioni fondamentali sulla cessione del quinto dello stipendio, al fine di sfruttarne pienamente le possibilità.

1- Che tipo di finanziamento è e come funziona?

La cessione del quinto dello stipendio rientra comunque nei prestiti personali. Infatti quando si richiede non bisogna dare nessuna giustificazione o motivazione dell’uso della liquidità che si sta domandando. Si tratta inoltre di un prestito a tasso fisso, nel senso che per tutta la durata del piano di ammortamento il tasso rimane sempre lo stesso, indicato nel contratto.

La rata che viene pagata sarà al massimo pari al quinto dello stipendio al netto delle trattenute, e il pagamento avviene a monte. Il datore di lavoro trattiene infatti l’importo della rata che versa poi alla finanziaria o banca che ha concesso la cessione. Si può chiedere la cessione anche se si è protestati o cattivi pagatori e se si hanno dei finanziamenti già in corso.

2- Chi può richiederla?

La richiesta può quindi essere fatta dai dipendenti pubblici statali e parastatali, ed anche dai privati. Tra le due categorie, ovvero quella pubblica e quella privata, ci sono delle differenze sostanziali che partono dai requisiti.
Per i dipendenti pubblici generalmente è infatti richiesta ‘semplicemente’ un’anzianità minima di servizio e, nel caso di contratti a tempo determinato, una durata residua superiore a quella del piano di rimborso. Invece per i dipendenti privati sono richiesti di norma:

  • un tfr a garanzia del prestito;
  • l’appartenenza ad un’azienda con almeno 15 dipendenti (possono essere previste delle eccezioni che vanno valutate caso per caso) e con un bilancio in attivo (società commissariate o in stato di liquidazione generalmente sono escluse);
  • l’appartenenza a un’azienda facente parte di determinati settori.

In quest’ultimo caso le società cooperative e appartenenti al terzo settore possono essere escluse anche se non da tutti gli istituti di credito che offrono la cessione del quinto ai dipendenti.

In tale situazione è possibile rivolgersi ad alcune realtà finanziarie più piccole presenti sul territorio ma attenzione normalmente si dovrà sottostare a condizioni meno convenienti in funzione del rischio ‘maggiorato’ che l’istituto di credito si assume.

Approfondimento: Cessione del quinto dipendenti pubblici.

3 – A chi rivolgersi?

In linea teorica tutte le banche e le società finanziarie (a partire da quelle più grandi come Unicredit ed Intesa Sanpaolo) possono concedere la cessione del quinto presso le proprie sedi o agenzie, tramite offerta di prestito online oppure grazie ad intermediari ed agenti in attività finanziaria abilitati. Qualsiasi sia la modalità di contatto, il richiedente ha il diritto di chiedere un preventivo gratuito e senza impegno e di ricevere una copia del documento che riporta le “Informazioni europee di base sul credito ai consumatori” con tutte le caratteristiche ed i costi.

(Esempio IEBCC Agos)

4- Polizza obbligatoria

L’assicurazione legata alla cessione del quinto è obbligatoria per legge. Nel caso di una cessione del quinto dello stipendio deve coprire sia il rischio caso morte che quello della perdita dell’impiego (per i pensionati invece c’è solo la copertura per il rischio caso morte).

Il costo della polizza di norma è a carico del richiedente la cessione, anche se in alcuni casi può essere la banca o la finanziaria che decide di farsene carico. Per questo bisogna tenere debitamente conto anche del costo collegato alla componente assicurativa per poter valutare la convenienza reale di una cessione del quinto.

5- Rinnovo ed estinzione anticipata

L’estinzione anticipata non prevede particolari limiti (se non il pagamento della penale di estinzione che è pari all’1% tranne nel caso di mancanza di meno di 12 rate al termine del rimborso dove la penale si riduce a 0,5%).
Per quanto riguarda invece la richiesta di rinnovo vanno rispettate delle particolari condizioni. In particolare deve essere rimborsato almeno il 40% delle rate a meno che si abbia in corso una cessione del quinto al massimo di 60 rate e si voglia passare a quella decennale. In questo caso il rinnovo è possibile senza altri limiti.

Attenzione: quando il finanziamento si estingue in via anticipata il finanziato ha diritto alla restituzione degli interessi e costi collegati come quelli assicurativi, così come le eventuali commissioni bancarie pagate, che sono calcolati in funzione della parte di “finanziamento” non goduta.

6- E’ possibile utilizzare il diritto di recesso?

Il diritto di recesso è sempre previsto, sia in caso di offerta a distanza che firma del contratto in filiale. E’ però necessario esercitare questo diritto entro 14 giorni dalla data in cui è stato firmato il contratto. Se in questo tempo il finanziamento è stato erogato allora bisogna restituire tutto il capitale con l’aggiunta degli interessi maturati e l’imposta sostitutiva. Se un contratto dovesse presentare delle criticità o mancare di trasparenza, ci si può rivolgere all’arbitro bancario finanziario.

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Cessione del quinto pensione – Come si calcola la rata

Cessione del quinto pensione: requisiti e modalità di calcolo

Iniziamo subito dicendo che anche coloro che non hanno maturato la pensione versando contributi come lavoratori pubblici possono accedere alla cessione del quinto della pensione. Si tratta di una novità che è stata introdotta dal legislatore a partire dal 2005 e che, grazie anche alle successive modifiche, ha cercato di rendere questo prestito “personale” il più sicuro possibile.

Innanzitutto il legislatore ha dovuto considerare il fatto che un pensionato di norma vive di sola pensione, stabilendo un importo minimo di ‘assegno pensionistico’ sotto al quale la cessione del quinto non può essere concessa. A questa forma di tutela si è aggiunto anche l’Inps, che ha stipulato una serie di convenzioni con banche e finanziarie, con le quali stabilisce le condizioni massime applicabili dal punto di vista economico.

Di che cosa si tratta?

La cessione del quinto della pensione non cambia, nelle modalità di rimborso, rispetto a una cessione del quinto dello stipendio, e come questa può essere richiesta anche dai cattivi pagatori. La sola concreta variante è che è compito dell’Inps versare la quota di cessione all’Istituto che ha concesso il finanziamento, trattenendola a monte sulla pensione. Vediamo ora quale tipo di pensione può essere utilizzata per la richiesta della cessione del quinto e la modalità di calcolo che deve tener conto della quota cedibile.

La durata del finanziamento può arrivare a 120 mensilità ma si deve considerare il limite dell’età anagrafica del richiedente, entro il quale il finanziamento deve essere stato interamente rimborsato.

Quali pensioni si possono dare in garanzia?

La cessione del quinto della pensione può essere concessa sulle pensioni Inps, purché queste non rientrino nei seguenti casi:

  • pensione sociale minima;
  • pensione di invalidità civile;
  • assegno pagato ai pensionati per inabilità;
  • assegno per il sostegno al reddito ( come VOCRED, VOCOOP e VOESO);
  • assegno versato al nucleo familiare;
  • prestazione di esodo (come previsto dall’ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge n. 92/2012).

Non ci sono invece limiti sul tipo di contribuzione che ha fatto maturare la pensione, nel senso che può essere utilizzata come modalità di finanziamento anche da chi ha versato in tutto o in parte contributi come lavoratore autonomo.

Come si può richiedere?

La richiesta va fatta direttamente a una banca o a una finanziaria che prevede la possibilità di concessione di una cessione del quinto della pensione (vedi anche Prestiti per pensionati). Come già accennato all’inizio il pensionato si potrà rivolgere sia ad un istituto di credito convenzionato che a una banca che non risulta nell’elenco. Per accedere alla pagina degli istituti convenzionati, una volta entrati sul sito dell’Inps, basta seguire il percorso Prestazioni e servizi -> Elenco di Istituti

Ad esempio alcuni enti convenzionati a Gennaio del 2018 sono:

Prima di procedere con la richiesta formale di finanziamento, il pensionato richiedente dovrà essere in possesso del documento di cedibilità della pensione, dove è riportato l’importo massimo della rata del prestito. Se ci si rivolge a società convenzionate, di norma è lo stesso ente finanziario che provvede ad ottenere il documento dall’Inps. Se ci si rivolge a società o banche non convenzionate è il pensionato che deve andare in una delle sedi Inps per farsi rilasciare il documento di cedibilità della pensione.

Come si calcola la rata massima?

Se non c’è in corso alcun pignoramento (in caso di pignoramento comunque non si potrà superare il 50% della pensione compresa la quota di cessione del quinto calcolata) il calcolo avviene sulla pensione in funzione dell’importo cedibile. Questo a sua volta si calcola prendendo la pensione pagata al netto di qualsiasi trattenuta (comprese quelle fiscali e quelle previdenziali) così da non toccare l’importo ‘non cedibile’ che è pari alla pensione minima sociale.

Per chiarire meglio quanto facciamo due esempi:

Esempio 1

Pensione netta di 596 euro. Supponiamo per semplicità di calcolo che la pensione minima sia di 500 euro, la quota cedibile sarà pari a 596-500 euro e quindi 96 euro.

Esempio 2

Pensione di 1200 euro con trattenute di 200 euro. In questo caso la pensione netta da considerare ai fini del calcolo della quota cedibile sarà quindi di 1000 euro. In questo secondo esempio ipotetico, trovandoci ben al di sopra della pensione minima prevista dalla legge, la quota cedibile è semplicemente pari alla rata del quinto della pensione che si può ottenere, ovvero 200 euro.

Ovviamente questi calcoli sono semplificati e proposti a mero titolo di esempio. Per ottenere un dato certo bisogna utilizzare il certificato di quota cedibile rilasciato dall’Inps.

Quali sono i vantaggi delle convenzioni?

L’Inps ha stabilito delle condizioni massime che gli enti finanziari aderenti alle convenzioni devono rispettare. Ogni società aderente poi ha piena libertà nel decidere quale tasso applicare, al di sotto della soglia massima, e se offrire altri vantaggi, come ad esempio l’azzeramento di alcuni costi accessori. E’ quindi sbagliato pensare che i vantaggi siano tutti uguali tra loro.

Anche per questo è consigliato fare vari preventivi, facendo particolare attenzione al peso della quota assicurativa caso morte, obbligatoria per legge, che solo alcune banche e finanziarie sostengono al posto del finanziato. Quello che è certo è che non saranno sicuramente applicati tassi superiori alla soglia di usura.

La convenienza va calcolata personalmente, tenendo anche conto delle grandi differenze di età massima accettate dalle varie società: ad esempio Compass arriva ad 85 anni, mentre Findomestic e Fiditalia arrivano fino a 90 anni. Ci sono poi altre società che si fermano anche a soli 75 oppure 80 anni. Ricordiamo che l’età massima deve coincidere con la fine del piano di ammortamento del finanziamento.

I tassi di riferimento per il primo trimestre 2018 così come indicati dalla Banca d’Italia, per l’individuazione del tasso soglia oltre al quale gli interessi diverrebbero usurari, sono riportati nella seguente tabella:

Classe età
Classe di importo del finanziamento
Tasso soglia importi fino a 15 mila euro (Taeg)
Tasso soglia per finanziamenti di importo oltre 15 mila euro (Taeg)
Fino a 59 anni
8,66%
7,40%
60-64 anni
9,46%
8,20%
65-69 anni
10,26%
9%
70-74 anni
10,96%
9,70%
75-79 anni
11,76%
10,50%

Data rilevazione: 17/01/2018 – Fonte: sito INPS

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Cessione del quinto 10000 euro – Come richiedere il preventivo

Cessione del quinto 10000 euro e prestito personale

La famiglia dei prestiti personali è ampia e comprende anche la cessione del quinto. Questa al pari degli altri prestiti non finalizzati ha il vantaggio di non aver bisogno di dare delle spiegazioni o giustificazioni alla banca erogante per ottenere la somma richiesta. In che cosa si distingue però da tutti gli altri prestiti personali?

  1. il rapporto rata reddito: questo è prefissato per legge, senza possibilità di deroghe, ad un quinto dello stipendio o della pensione;
  2. le categorie di soggetti che possono farne richiesta: dipendenti pubblici/privati e pensionati;
  3. la possibilità di accesso anche ai protestati e cattivi pagatori.

Qual è l’importo che si può ottenere con più facilità?

Se si è alla ricerca di un piccolo prestito (inteso come cifra ridotta) si è consapevoli del fatto che la somma richiesta non necessariamente verrà accordata, ma che sarà comunque più facile da ottenere rispetto ad importi più elevati. Non a caso alcune banche segmentano l’offerta dei propri prestiti in varie tranche basate sugli importi da richiedere: ne è un esempio Webank con il prestito Small fino a 10 mila euro e Large dai 10 mila ai 30 mila euro.

Per la cessione del quinto non c’è questo genere di “accortezza” proprio perché a fare da ‘riferimento’ sarà il rapporto rata reddito che, come già detto, è fisso per legge ed è pari al 20% dello stipendio o della pensione netta mensile. Quindi se pensiamo di ottenere con più facilità una cessione del quinto 10000 euro rispetto ad una di importo maggiore siamo su una strada sbagliata.

Ricapitolando, infatti, l’importo complessivo con questo tipo di finanziamento sarà condizionato:

  • dal rapporto rata reddito: l’importo dell’impegno mensile non potrà superare il 20% del reddito netto percepito;
  • dalla durata scelta.

Proprio per questo, anche nel caso della cessione del quinto è necessario fare attenzione ai tassi di interesse applicati. Anzi, considerato che generalmente si può rimborsare una cessione del quinto anche in 120 rate (fatti salvi i limiti anagrafici), l’impatto degli interessi passivi potrebbe essere elevato.

Come fare per ottenere i preventivi on line

I prestiti online permettono di sfruttare i calcola rata, ovvero strumenti di calcolo tramite i quali si può trovare la rata più comoda o sostenibile da rimborsare, per poi passare direttamente alla visualizzazione del preventivo: tutto questo non necessita di registrazione o compilazione di moduli con i propri dati.

Con la cessione del quinto però questo aspetto viene meno. Anche nel caso di note finanziarie on line come ad esempio Agos, ci accorgiamo subito che l’uso del calcola rata non è possibile e che si dovrà passare direttamente alla richiesta del preventivo non vincolante. Facciamo un esempio pratico:

  • Supponiamo di avere il bisogno di richiedere una cessione del quinto per 10000 euro proprio con Agos.
  • Selezionando il pulsante che ci invia alla richiesta di preventivo ci troveremo davanti a questa pagina:
  • Andando avanti si dovranno compilare le varie pagine, con i dati richiesti come quelli anagrafici, lavorativi, ecc. E’ bene però notare che viene specificato che si tratta di una richiesta di preventivo non impegnativa;
  • A questo punto si ottiene direttamente il preventivo

Questa prassi è comune a molte altre finanziarie o banche anche se ci possono delle differenze. Ad esempio con Unicredit è necessario prendere un appuntamento in filiale mentre con Directafin si verrà richiamati da un consulente sul numero inserito nella fase di richiesta del preventivo stesso.

Approfondimenti: Cessione del quinto UniCredit.

A chi chiedere i preventivi?

E’ evidente che per quanto riguarda una cessione del quinto dello stipendio o cessione del quinto della pensione la procedura tramite consulente è considerata un punto cardine da parte di ogni possibile banca, finanziaria o società di mediazione. L’unico piccolo fastidio è quindi quello di doversi rivolgere a vari ‘consulenti’ prima di poter scegliere la proposta che sembra più conveniente.

Questa difficoltà può essere superata sfruttando alcuni marketplace specializzati, ovvero siti dove è possibile lasciare i propri dati principali per permettere ai vari consulenti ‘aderenti’ di fare più preventivi con un’unica richiesta. Sotto questo profilo può risultare interessante il servizio Quinto Subito. Vediamo come funziona:

  • Per utilizzare il market place basta registrarsi ed inserire i dati principali (ricavabili dall’immagine riportata sotto).
  • Fatto questo si dovrà attendere l’arrivo dei vari preventivi (massimo 5) per poi vagliare ogni singola proposta dei vari consulenti e scegliere quella che si preferisce. A questo punto è possibile procedere con la proposta ritenuta migliore, avendo già comunicato i dati fondamentali ed evitando sia al proponente che al potenziale cliente di perdere tempo prezioso.

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Cessione del quinto in 24 ore – E’ davvero possibile?

Cessione del quinto: come fare in 24 ore?

Nella suddivisione tra prestiti veloci, rapidi e immediati troviamo varie tipologie di finanziamento. Tra quelli “immediati” ci sono soprattutto quelli finalizzati che per loro natura devono fornire una risposta nell’arco di qualche decina di minuti. A questi si aggiunge, come rapidità, anche la dilazione di pagamento come Pagodil. Ma quando entriamo nella sfera dei prestiti personali i tempi si allungano. A questo punto viene da domandarsi se sia possibile ottenere una cessione del quinto in 24 ore. Proviamo a rispondere.

Quali sono i tempi “giusti”?

Esiste una tempistica “standard” per l’erogazione di un prestito che le banche indicano basandosi su tempi medi. Non si tratta però di tempi garantiti, ovvero certi perché si abbia la risposta definitiva. La differenza tra i tempi medi indicati dalle differenti banche e quelli effettivi è condizionata da tanti fattori alcuni dei quali non preventivabili né per la banca e nemmeno per i richiedenti.

Queste considerazioni valgono anche per la cessione? La cessione del quinto è un prestito personale che sfrutta una garanzia molto forte e questo può ridurre i tempi di approvazione rispetto ad un altro prestito personale. Tuttavia sperare di avere una cessione del quinto in sole 24 ore è spesso inutile. Infatti, anche se le valutazioni sull’affidabilità del richiedente sono praticamente nulle, la banca o la finanziaria devono valutare la situazione del datore di lavoro.

Questo ci porta a una prima conclusione: la cessione del quinto per lavoratori dipendenti del settore pubblico (soprattutto a tempo indeterminato) generalmente viene concessa più rapidamente di quella a dipendenti privati. Ma anche in questo caso le 24 ore sono una tempistica troppo ridotta solitamente per assolvere a tutte le formalità.

Con un preventivo online è più veloce?

Per quanto riguarda la tempistica del preventivo la via scelta può fare la differenza. La risposta ad una richiesta di preventivo online, anche sulla cessione del quinto, è quasi immediata, visto che normalmente richiede manciate di minuti o al massimo qualche ora.

Anche richiedendo un preventivo tramite un consulente, andando in filiale o agenzia, le risposte sono molto veloci, ma in questo caso il tempo necessario aumenta a causa degli spostamenti e delle probabili attese (quando è possibile è sempre preferibile fissare prima un appuntamento).

Sull’affidabilità del preventivo non c’è differenza, poiché i sistemi e i programmi usati sfruttano le stesse voci. Nel caso di una richiesta di preventivo direttamente in agenzia (o con consulente) è consigliato portare con sé le ultime buste paga o il cedolino della pensione.
Come ridurre i tempi?
Per richiedere ed ottenere una cessione del quinto ci sono solitamente tre tappe:

  1. la richiesta del preventivo e successiva eventuale richiesta della cessione del quinto;
  2. la presentazione dei documenti necessari (dove può essere necessario richiedere alcune certificazioni specifiche);
  3. la fase di valutazione della documentazione con successiva delibera della banca.

Come detto i tempi per la richiesta di preventivo e successiva domanda del finanziamento necessitano di pochi minuti o al massimo qualche ora. Se si vogliono ridurre i tempi delle fasi successive è consigliato richiedere in anticipo i documenti che saranno necessari per far avanzare la richiesta di finanziamento. Questi possono essere richiesti ad esempio per email se si fa un preventivo online oppure al call center quando si chiama per l’appuntamento.

In generale tra i documenti che possono essere richiesti e che possono prolungare i tempi, abbiamo:

  • certificato medico di sana e robusta costituzione (per la parte assicurativa);
  • attestato di servizio (per i dipendenti del settore pubblico);
  • certificazione della quota cedibile (per i pensionati).

Infine ci sono i tempi legati alla valutazione dei documenti da parte della banca o della finanziaria sui quali non possiamo fare nulla per cercare di velocizzare i tempi, se non presentare tutti i documenti nel modo giusto e tutti insieme fin da subito, per evitare che la pratica venga messa dietro ad altre pratiche più “complete”. Per questo è consigliabile creare buoni rapporti con il personale dell’amministrazione (ufficio paga, ecc).

Quali alternative per bisogno di liquidità urgente?

L’idea di richiedere una cessione del quinto in sole 24 ore evidenzia il bisogno di liquidità in modo urgente. Cosa fare?

Per essere pronti davanti a degli imprevisti imminenti, le alternative sono davvero poche e tutte partono dalla prevenzione. Tra queste possiamo pensare a:

  • fido o scoperto bancario: si tratta di una forma di apertura di credito che una volta concesso permette di ottenere delle somme immediate. Il principale vantaggio è rappresentato dall’assenza di un piano di rimborso con rate fisse da versare ma l’impatto degli interessi passivi nel tempo solitamente tende ad essere elevato;
  • prevalutazione: si tratta di un credito accordato per una certa somma che fa partire il piano di rimborso nel momento in cui si comincerà ad usarlo. Le somme accordate non saranno elevatissime ed i tempi necessari alla pre-valutazione sono in genere gli stessi previsti per un normale prestito personale.

In entrambi i casi bisogna quindi organizzarsi in anticipo senza attendere che l’urgenza arrivi.

Approfondimento: Ho bisogno di soldi in trempi brevi.

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Quota cedibile – Come richiedere la certificazione?

Quota cedibile: cos’è e come calcolarla

I contributi che i lavoratori versano durante la vita lavorativa servono per creare una pensione che dovrebbe garantire un’esistenza dignitosa con condizioni di vita accettabili. Questa regola vale per le pensioni pagate da ogni ente previdenziale, sia che si tratti dell’Inps (ed ex Inpdap) che di altre pubbliche amministrazioni private e non come ad esempio Enasarco.

Premesso questo, la pensione rappresenta un tipo di emolumento che permette al pensionato anche di accedere ai finanziamenti, seppur con qualche limitazione. Tra queste troviamo quella della quota cedibile che è collegata alla cessione del quinto della pensione.

Che cosa rappresenta?

Come si capisce dal nome, la quota cedibile rappresenta l’importo massimo della pensione che può essere presa in considerazione per il calcolo della rata di una cessione del quinto. In base a questo e considerando l’età del pensionato richiedente si arriverà a determinare la somma massima che complessivamente potrà essere ottenuta.

Come viene calcolata?

La quota cedibile viene calcolata partendo dall’importo della pensione lorda. Da questo importo si devono detrarre le ritenute d’imposta dovute per legge arrivando all’importo della pensione netta (la somma che effettivamente viene percepita dal pensionato). Da questa si sottrae la pensione minima calcolata per quell’anno (ad esempio 502,39 per l’anno 2015 come da Fonte ufficiale Inps). In questo modo arriviamo all’importo sul quale sarà possibile poi andare a calcolare la rata che effettivamente sarà trattenuta a monte dall’ente previdenziale. Degli esempi possono aiutarci a capire come avviene il calcolo:

Esempio 1

Facciamo l’esempio un pensionato che ha una pensione di 600 euro lordi. Ora supponiamo che la pensione minima sia di 500 euro e che le imposte pagate siano pari a 50 euro. La quota cedibile sarà pari a 600-50-500= 50 euro.

Esempio 2

Ora pensiamo a un pensionato con una pensione lorda di 1500 euro. Supponiamo che le imposte siano di circa 400 euro. In questo caso la pensione netta sarà pari a: 1500-400= 1100 euro. Dato l’importo elevato non è necessario sottrarre la pensione minima per salvaguardare il reddito del pensionato. Il calcolo della rata (che in questo caso corrisponde alla quota cedibile) sarà di 1100 euro x 20%= 220 euro.

N.B. il sistema di calcolo è semplice ma si deve tener presente una cosa: le banche e le finanziarie potrebbero non concedere cessioni del quinto con una rata massima molto bassa. Quindi se si ha una pensione molto vicina a quella sociale è sempre meglio informarsi con i vari istituti di credito.

Approfondimento: Prestiti per pensionati.

Si può fare un calcolo on line?

Online ci sono dei tool che permettono di fare delle simulazioni. Ne esiste anche uno sul sito dell’Inps, che non offre un calcolo preciso ma indicativo. Non c’è il bisogno di loggarsi (quindi può essere usato anche da chi non ha le credenziali per accedere ai servizi Inps). Come dati da inserire ci sono solamente l’importo della pensione percepita ed il proprio codice fiscale. Trattandosi di un dato indicativo ci potrebbero essere differenze sul calcolo effettivo.

Come si può richiedere?

La certificazione della quota cedibile deve essere presentata obbligatoriamente alla finanziaria o alla banca con la quale si vuole domandare la cessione del quinto della pensione. La richiesta di questo documento va fatta personalmente al proprio ente previdenziale (non sono ammesse deleghe). E’ necessario andare con un proprio documento di riconoscimento e la tessera sanitaria alla sede Inps territorialmente competente, compilando l’apposito modulo (che può essere anche scaricato on line sul sito Inps sezione “Modulistica”).

Scegliendo società finanziarie che hanno convenzioni Inps l’iter diventa più semplice perché sfruttando dei canali telematici specifici, sarà la banca (o finanziaria) stessa a richiedere la certificazione. E’ chiaro che essendo una facilitazione dovuta alla convenzione con l’Inps non è possibile avere questa agevolazione con qualsiasi ente previdenziale.

Se si è pensionati Enasarco infatti bisogna richiedere la quota cedibile personalmente e direttamente all’ Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio sfruttando gli appositi canali. Questi sono:

  • raccomandata con Ricevuta di ritorno da inviare all’indirizzo di posta: Fondazione Enasarco – Servizio Prestazioni – Via Antoniotto Usodimare nr. 31 – 00154 Roma;
  • prestazioni@pec.enasarco.it nel caso di Pec.

Anche in questo caso possono esserci delle convenzioni in corso. Per conoscerle è possibile visitare il sito dell’ente. Al 7/11/2017 come da fonte ufficiale Enasarco.it sono:

  • Cap. Ital. Fin. S.p.A. (numero verde gratuito 800.22.55.66);
  • Dynamica Retail (telefono 06.9652051);
  • Ital Credi S.p.A. (numero verde gratuito 800.78.03.30);
  • Conafi Prestitò S.p.A. (numero verde gratuito 840.700.313);
  • Races Finanziaria S.p.A. (numero verde gratuito 800.06.33.22);
  • Credem (numero verde gratuito 800.2733.36);
  • M3 Prestitichiari S.p.A. (telefono 0965.811360 oppure 06.4940555);
  • Fides S.p.A. (numero verde gratuito 800.729.988).

Quanto tempo ci vuole?

Non ci sono tempi fissi. Il rilascio può avvenire su richiesta, con qualche minuto di attesa, ma in altri casi possono servire anche alcuni giorni. Per non creare disagio ai richiedenti viene offerta la possibilità di invio tramite posta al domicilio indicato nel modulo di richiesta della certificazione di quota cedibile.

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Cessione del quinto insegnanti – Quali alternative per i precari?

Cessione del quinto insegnanti – Meglio Inps o convenzionati?

I dipendenti statali possono usufruire di canali preferenziali (in alcuni casi quasi esclusivi) per accedere al credito. Tra i lavoratori impiegati nel settore pubblico troviamo gli insegnanti, i quali possono avere accesso anche ai prestiti Inpdap. Purtroppo un’ampia fetta di insegnanti, essendo precari, non trovano la stessa varietà di alternative di scelta di chi è di ruolo, ma in generale si può affermare che la tipologia di finanziamenti, soprattutto nell’ambito di quelli personali, è completa e esaustiva.

In particolare a farsi notare sono le tipologie che vengono rimborsate come cessione del quinto insegnanti, trattandosi di casi in cui confluiscono sia il piccolo prestito Inpdap, che i prestiti pluriennali diretti o garantiti sempre dall’Inps ex gestione Inpdap, e la normale cessione del quinto. Tutte queste tipologie a loro volta sono disponibili sia per chi è ancora in attività lavorativa che per i pensionati.

Tra le principali differenze troviamo soprattutto le condizioni economiche applicate e le modalità di presentazione delle domande di prestito.

I prestiti Inpdap: dal piccolo prestito a quelli pluriennali

Non tutti gli insegnanti possono fare richiesta del piccolo prestito e dei prestiti pluriennali (il che vale sia per quelli diretti che per quelli garantiti). Questa restrizione è imposta dai requisiti minimi che bisogna aver raggiunto, che sono principalmente legati all’anzianità maturata dal momento dell’iscrizione della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Tra l’altro quando si sta per andare in pensione bisogna anche decidere se iscriversi come pensionato oppure se non farlo, ma l’iscrizione è e rimane obbligatoria, tanto per il piccolo prestito che per quelli pluriennali garantiti e non.

Ad esempio per quelli pluriennali è prevista un’anzianità minima di contribuzione di almeno 4 anni al fondo stesso. Il vantaggio è che raggiungendo l’anzianità di versamenti minima prevista si potrà farne richiesta anche se si ha un contratto a tempo determinato. I precari devono avere invece almeno un contratto di 3 anni. In alcune circostanze ben specifiche e determinate i tempi di iscrizione e/o versamento si dimezzano.

Per quanto riguarda questa tipologia di prestito bisogna considerare altri due aspetti che sono: la disponibilità finanziaria del Fondo stanziato per gli iscritti e le modalità di richiesta del finanziamento stesso. Prima di vedere questi due aspetti, e l’impatto che hanno sulle richieste, si deve tener presente che indipendentemente dal tipo di finanziamento scelto (piccolo prestito, prestiti pluriennali garantiti e prestiti pluriennali diretti) il rimborso verrà effettuato mensilmente, per un importo che sarà al massimo pari al 20% dello stipendio netto mensile, con trattenuta a monte. Quindi il pagamento delle rate avviene in modo automatico, senza ulteriori incombenze per i finanziati.

Modalità di richiesta prestiti Inpdap

Tra le tre tipologie di prestiti Inps ex Inpdap, troviamo differenze più o meno marcate, proprio nell’iter di richiesta. In particolare i prestiti erogati direttamente privilegiano in via esclusiva l’invio telematico. Per quanto riguarda il piccolo prestito, ad esempio, è sufficiente avere le credenziali ed il Pin dispositivo da utilizzare sul sito di NoiPa. Qui, una volta fatto il login si dovrà entrare nell’area personale, quindi nella zona self service, per poi entrare nella sezione dei prestiti. Essendo qui riportati tutti i dati dell’iscritto, non si dovrà fare altro che specificare la durata del finanziamento che si desidera fare (si può usare un tool di simulazione per avere le idee più chiare sul rapporto tra le rate da rimborsare e la somma massima che può essere ottenuta), e quindi inviare la richiesta con un semplice click.

Per i prestiti pluriennali diretti c’è sempre l’uso del sistema telematico, ma è l’amministrazione che inoltra la documentazione per conto del proprio dipendente iscritto alla Gestione Unitaria, allegando la documentazione che giustifica la motivazione per cui si richiede la liquidità. Poi personalmente si deve selezionare, all’interno dell’area personale presente sul sito dell’Inps, la richiesta dei prestiti pluriennali garantiti. Anche in questo caso si può operare una simulazione sfruttando il tool presente sul sito dell’Inps. Questo è accessibile senza necessità di fare il login.

Per i prestiti pluriennali garantiti, ci si deve rivolgere sempre alla propria amministrazione, la quale in via telematica invia la richiesta alla banca che il proprio dipendente ha scelto. Arriverà poi la risposta della banca sulla procedibilità della richiesta e sulle condizioni applicate, che dovranno passare al vaglio dell’Inps perché dia il proprio parere sulla possibilità di offrire (o meno) garanzia per permettere il perfezionamento della richiesta di finanziamento.

Cessioni del quinto per dipendenti pubblici e privati

Così come accade per i dipendenti pubblici, rimane sempre viva la possibilità di poter scegliere una cessione del quinto convenzionata con i lavoratori impiegati nel settore della pubblica amministrazione. Senza particolari limitazioni, si potrà ottenere la somma di cui si ha bisogno, a condizioni economiche più agevolate rispetto a quelle che vengono applicate ai dipendenti del settore privato e agli stessi pensionati.

Queste agevolazioni sono spesso frutto di specifiche convenzioni stipulate con ministeri e in generale con la PA, ma possono anche essere determinate dal minor rischio che una banca (o finanziaria) corre nel finanziare con la cessione del quinto gli insegnanti al pari di tutti i dipendenti pubblici.

Quindi quando si ha possibilità di scelta sarebbe meglio mettere in coda alle varie alternative la normale cessione del quinto destinata ai dipendenti del settore privato. Questa tuttavia è la sola via percorribile per le cessioni del quinto degli insegnanti delle scuole private. In questi casi si può vedere se la scuola da cui si dipende abbia in corso degli accordi specifici volti a migliorare le condizioni economiche applicate.

Conclusioni

Davanti a poca possibilità di scelta è molto difficile sbagliare, mentre quando si hanno tante opzioni il rischio di compiere la scelta meno adatta è molto più elevato. Per fare le proprie considerazioni in particolare bisogna considerare il fatto che c’è sempre una quota assicurativa applicata, e che solo nel caso di Banche e finanziarie si ha la possibilità di non doversene fare carico, grazie all’offerta del pagamento delle varie quote mensili da parte dello stesso Istituto finanziatore.

Infine qualsiasi sia la scelta che si sta vagliando, bisogna sempre sfruttare pienamente le potenzialità dei preventivi, per due ragioni: non è detto che si rientrerà con certezza nell’erogazione del piccolo prestito o dei prestiti pluriennali, poiché può accadere che il plafond stanziato non sia sufficiente a coprire tutte le richieste; inoltre non è da dare per scontato che la presenza della quota da destinare al fondo rischi non renda il finanziamento comunque conveniente anche quando si tratta di quelli più agevolati.

Approfondimento: Prestiti perspnali per insegnati.

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Cessione del quinto dipendenti cooperative – Quando è possibile?

Cessione del quinto dipendenti cooperative: quali differenze con i dipendenti privati?

La cessione del quinto per i dipendenti delle cooperative può rappresentare un’ulteriore via di accesso al mondo dei finanziamenti, ma non si tratta di una possibilità che si può dare per scontata. In particolare i dipendenti di una società cooperativa, a differenza di quanto accade per i dipendenti di società spa e della maggioranza delle srl, possono tentare questa strada, ma pur essendo in possesso di tutti i requisiti necessari, si possono ritrovare con la richiesta rifiutata. La ragione è dettata soprattutto dal fatto che molte banche e finanziarie ritengono una società cooperativa eccessivamente rischiosa nel caso della cessione del quinto (vedi anche Come rinnovare la cessione in corso).

Perché si hanno difficoltà con le cessioni?

Quando un dipendente ottiene la cessione del quinto, sarà compito del datore di lavoro effettuare il rimborso delle rate ogni mese. Ma ovviamente come base per il funzionamento di questo meccanismo è necessario che il datore di lavoro sia considerato economicamente solido e forte. Nelle cooperative la formula particolare utilizzata, che vede i dipendenti nella veste anche di soci, può causare dei problemi aggiuntivi, oltre al fatto che tranne nel caso delle cooperative molto grandi, generalmente non si può parlare di strutture molto forti dal punto di vista patrimoniale.

A questo aspetto si aggiungono anche gli ambiti in cui le cooperative normalmente operano, spesso con carattere sociale, per offrire servizi che sono considerati in generale ‘poco graditi’ da chi deve scegliere se concedere o meno la cessione del quinto (come ad esempio il settore turismo, pulizie, ecc). Quindi, anche se da una parte si supera il problema della valutazione della solidità reddituale del richiedente e della valutazione del merito creditizio, si passa al fatto che il datore di lavoro deve essere considerato un partner affidabile nelle fasi di rimborso delle varie rate.

Ma le difficoltà non finiscono qui perché c’è anche la questione dell’assicurazione. E’ sbagliato pensare che sia solo la banca a dare il proprio via libera alla finanziabilità con cessione del quinto dei dipendenti di cooperative: bisogna considerare anche l’apertura o le reticenze che potrebbero avere le compagnie di assicurazione che devono essere obbligatoriamente interpellate. In molti casi, nemmeno la determinazione di un premio assicurativo più elevato viene considerato in modo favorevole dall’assicurazione, poiché il rischio viene considerato comunque eccessivo.

Quindi i limiti che si possono incontrare nelle richieste di cessione del quinto da parte di dipendenti delle cooperative non sono dettati da restrizioni o interpretazioni della norma che ha esteso la possibilità di accesso a questa forma di prestito personale anche ai dipendenti del settore privato. I limiti e le cause di esclusione sono legate esclusivamente alle valutazioni che gli Istituti di credito interpellati effettuano. Queste considerazioni sono legittime e si basano sul diritto che un finanziatore ha di tutelarsi nel miglior modo possibile (o che ritiene opportuno). Questo stesso discorso varrà anche per la compagnia di assicurazione. A riguardo si potrebbe pensare che cambiando compagnia assicurativa l’ostacolo potrebbe essere superato, ma è molto difficile che una situazione considerata rischiosa per la società A venga considerata assicurabile dalla compagnia B: generalmente vengono usati dei parametri molto comuni, che possono volgere in positivo o in negativo solo situazioni che riportano delle minime differenze. Se però ci sono delle demarcazioni più nette allora l’esito sarà praticamente lo stesso.

Come fare per sapere se le cessioni possono essere ottenute?

Difficilmente le grandi banche hanno prodotti dedicati ai soci di società cooperative. E’ più probabile trovare delle finanziarie che siano disposte a vagliare una richiesta di cessione del quinto. Normalmente si tratta di una situazione che però esclude le cooperative con un basso numero di soci, il che crea un’altra distinzione netta tra i dipendenti di società spa e srl e quelli di cooperative, visto che per le prime due normalmente è accettato un numero minimo di dipendenti che sia pari ad almeno 16 addetti. Nel caso delle cooperative anche ‘50 soci lavoratori’ è normalmente considerato un numero esiguo.

Per sapere se un’offerta di cessione è appetibile e allo stesso tempo fattibile bisogna informarsi subito se è prevista la possibilità di accesso anche alle cooperative. Per avere delle informazioni più certe è meglio far fare un preventivo e parlare direttamente con un consulente preposto ad istruire la pratica, piuttosto che fermarsi solo alle informazioni del numero verde che hanno carattere troppo generico (e possono non entrare nel merito delle potenzialità di una richiesta concreta).

Quindi, vista la comodità del web per fare le proprie ricerche e per conoscere più approfonditamente le possibilità che si hanno, si possono fare due passaggi. Un primo passo, di tipo conoscitivo a livello più generale, può passare per le vie di contatto altrettanto generiche come i form interni ai siti, i forum o il numero verde. Il secondo passaggio invece dovrebbe portare ad uno step successivo, di personalizzazione della questione e della richiesta, il che può passare tramite contatto telefonico con un consulente preposto o mediatore, oppure recandosi in agenzia o in filiale di banca, se la prima serie di informazioni è stata esaustiva e abbastanza positiva.

Caratteristiche dei preventivi

I preventivi oggi devono essere rilasciati in forma scritta standardizzata. Ciò vale anche in caso di richiesta on line. Se sul sito di una banca non è specificato che è prevista la cessione del quinto di dipendenti di cooperative, non bisogna scoraggiarsi e rinunciare alla richiesta del preventivo stesso. Si tratta infatti di un’operazione che non costa nulla, non impegna in alcun modo, ma che permette di avere una base con dati certi e personalizzati da cui partire per vedere poi se tale richiesta sarà di fatto procedibile oppure no.

In questa fase si possono raggiungere anche delle informazioni confortanti dal punto di vista della fattibilità della richiesta, ma visto che non si hanno garanzie totali, almeno fino a quando non viene staccato l’assegno (perché possono subentrare altre cause di rifiuto come ad esempio numero elevato di soci che ha già una cessione del quinto in corso), è buona norma informarsi presso altre finanziarie e banche per avere una sorta di piano di riserva.

Quali sono i requisiti specifici?

In pratica non ci sono delle limitazioni specifiche, per cui i requisiti minimi, che andiamo a riassumere di seguito, sono gli stessi previsti per una cessione del quinto dello stipendio. Dal punto di vista soggettivo e personale si dovrà essere maggiorenni e residenti in Italia. Bisogna non aver superato il limite di età per il pensionamento.

Dal punto di vista oggettivo e reddituale sono richiesti il possesso di contratti di lavoro da dipendente a tempo indeterminato (in alcuni casi è accettato anche a tempo determinato), aver maturato anzianità sul posto di lavoro complessivamente di almeno 6 mesi, ed avere un Tfr che possa garantire la somma finanziata.

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Rimborso cessione del quinto – Chi ne ha diritto e come ottenerlo

Come chiedere il rimborso della cessione del quinto

Avete mai sentito parlare del rimborso cessione del quinto? Sapete di cosa si tratta? Chi può richiederlo? Molte sono le domande e poche le risposte e questo articolo mira a dare le informazioni necessarie per comprendere se anche voi ne avete diritto.

Sono infatti molti i consumatori che hanno richiesto l’estinzione anticipata o la rinegoziazione di un finanziamento erogato secondo questa particolare procedura, essendo un tipo di prestito molto apprezzato dalle banche per le garanzie che offre. Molto probabilmente però molti di loro non sono a conoscenza che potrebbero aver maturato il diritto di richiedere il rimborso della cessione del quinto, o meglio di quei costi che vengono aggiunti nel conteggio estintivo anche se ciò non dovrebbe accadere.

Cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando.

Cessione del quinto ed estinzione anticipata

Ricordiamo velocemente cosa sono le cessioni è perché sono prestiti molto richiesti e concessi facilmente dalle banche e dalle finanziarie.

Prima di tutto va detto che sono dedicati esclusivamente a chi ha una busta paga (se cessione dello stipendio), relativa ad un contratto a tempo indeterminato o un cedolino della pensione, in quanto proprio questi due documenti rappresentano la garanzia che tutela la banca ed evita al cliente di dover fornire garanzie accessorie, reddituali e/o personali.

La rata dovuta viene infatti trattenuta direttamente dal datore di lavoro il quale si impegna a versarla all’ente erogante, ponendosi quindi come intermediario e garante del debito.

Per legge è possibile chiedere l’estinzione anticipata o la rinegoziazione di una cessione del quinto in qualsiasi momento versando alla lista tutto di credito il capitale residuo e l’eventuale penale di estinzione, se prevista dal contratto e mai comunque superiore all’1%.

Quali sono le spese che devono essere rimborsate

Delle spese che sono state sostenute dal cliente in fase di stipula ve ne sono alcune che non possono essere rimborsate ed altre invece che per legge dovrebbero essere restituite ma che spesso non vengono inserite nel conteggio estintivo presentato dalla banca o dalla finanziaria.

Nella prima categoria troviamo le spese di istruttoria della pratica, che in effetti è stata istruita, e le imposte di bollo, che sono dei tributi fiscali dovuti; nella seconda categoria invece rientrano quelle spese che sono soggette a maturazione nel tempo, come l’assicurazione sulla vita, almeno per la parte di premio non goduta, le commissioni bancarie, le commissioni finanziarie e le spese definite “accessorie”, voci di spesa che su un prestito di 20.000,00 euro possono ammontare anche a 3.000/4.000 euro.

Purtroppo molto spesso l’istituto di credito non restituisce spontaneamente quanto dovuto e mette il cliente nella posizione di dover richiedere il rimborso cessione del quinto.

Vedi anche Come si può rinnovare la cessione del quinto.

Come chiedere

Se si vuole ottenere il congruo rimborso della cessione del quinto bisogna dunque procedere nel seguente modo:

  • calcolare, o farsi calcolare da agenzie preposte, quanto deve essere restituito;
  • inoltrare richiesta all’istituto erogante;
  • attendere risposta;
  • nel caso questa non soddisfi le richieste o la somma offerta fosse inferiore a quanto calcolato è possibile all’Arbitro Bancario Finanziario e fare ricorso compilando l’apposito modulo seguendo le istruzioni;
  • attendere la decisione dell’Arbitro che, a meno che non ci siano casi eccezionali, intima alla banca o alla finanziaria di versare il dovuto.

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Cessione del quinto dipendenti privati – Come fare?

Cessione del quinto dipendenti privati di grandi e piccole aziende: normative e caratteristiche principali

La cessione del quinto dipendenti privati è molto probabilmente la soluzione più comoda, sicura e conveniente per ottenere un finanziamento quando ci si trova nella necessità di avere della liquidità da spendere per spese non preventivate o per portare a termine un progetto.

Come è risaputo questo tipo di prestito è concesso a tutti i dipendenti a tempo indeterminato del settore pubblico, ma la normativa relativa, le leggi 311/2005 e 80/2005 che hanno integrato il DPR 180/1950, prevede che ne possano usufruire anche i dipendenti di piccole aziende non statali, qualsiasi sia la forma giuridica con cui sono costituite – Sas, Snc, Srl o Spa – purché questa abbia almeno 16 dipendenti (qui è bene sottolineare che le finanziarie e le banche sono libere di decidere di escludere alcune aziende o categorie, in base a proprie valutazioni di convenienza e sicurezza).

Approfondimento: Preventivi prestiti gratuiti per dipendenti Spa.
Va evidenziato tuttavia che in alcuni casi il finanziamento viene concesso anche quando nell’azienda ci sono meno di 15 dipendenti, se la stessa viene riconosciuta finanziariamente idonea dalla compagnia assicurativa preposta a garantire la cessione del quinto dipendenti.

Cessione del quinto: vantaggi e garanzie

E’ un tipo di prestito che possiede caratteristiche diverse rispetto a quelle degli altri prodotti finanziari più comuni, in quanto l’impegno sottoscritto prevede l’assunzione di responsabilità anche da parte del datore di lavoro, il quale si impegna a cedere, eliminando di fatto la discrezionalità del sottoscrittore di corrispondere o meno il dovuto mensile, una parte dello stipendio, fino ad un massimo del 20%, del suo dipendente per un determinato numero di anni.

La busta paga stessa diventa quindi la garanzia necessaria e sufficiente per poter ottenere il prestito e ciò spiega perché la cessione del quinto viene concessa anche ai cattivi pagatori, protestati ed ai pignorati (con le dovute riserve).

Le garanzie

Inoltre nel caso di un dipendente privato anche il TFR, Trattamento di Fine Rapporto, accantonato negli anni viene considerato una garanzia; questo viene infatti “congelato”, e non può dunque essere richiesto dal titolare per tutta la durata della prestito, e prelevato dall’istituto erogante nel caso in cui il cliente si ritrovasse senza lavoro.

La presenza di garanzie così sicure consente alle banche e alle finanziarie di proporre prodotti convenienti, con tassi fissi concorrenziali ed iter burocratici molto snelli. Finanziarie come Findomestic e Compass, ad esempio, hanno messo sul mercato ottime soluzioni in tale direzioni e sono ad oggi leader nella cessione del quinto dipendenti privati.

Il coefficiente assicurativo: cos’è e quando diventa un ostacolo

Tutte le cessioni, sia per dipendenti pubblici che privati, sono garantite da una copertura assicurativa relativa al saldo del dovuto all’ente erogante nel caso di perdita di lavoro del debitore.

Le compagnie assicurative hanno dunque istituito il coefficiente assicurativo, un criterio di giudizio che ha l’obiettivo di valutare la solidità finanziaria del posto di lavoro del richiedente.

Numerosi sono i parametri presi in considerazione, alcuni relativi all’azienda, altri relativi al dipendente, che permettono di stabilire la sicurezza dell’operazione.
Appare chiaro come, nel caso di piccole aziende non molto solide, come ad esempio tale parametro pari a zero, la cessione non può essere concessa.

Il coefficiente assicurativo consente infine di stabilire la cifra massima erogabile che non può essere superiore al TFR accantonato moltiplicato appunto per il coefficiente. Per fare un esempio chiarificatore, se il TFR è pari a 10.000 € ed il coefficiente assicurativo è risultato essere di 2, il prestito concedibile non può superare i 20.000€.

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