Cessione del quinto in 24 ore – E’ davvero possibile?

Cessione del quinto: come fare in 24 ore?

Nella suddivisione tra prestiti veloci, rapidi e immediati troviamo varie tipologie di finanziamento. Tra quelli “immediati” ci sono soprattutto quelli finalizzati che per loro natura devono fornire una risposta nell’arco di qualche decina di minuti. A questi si aggiunge, come rapidità, anche la dilazione di pagamento come Pagodil. Ma quando entriamo nella sfera dei prestiti personali i tempi si allungano. A questo punto viene da domandarsi se sia possibile ottenere una cessione del quinto in 24 ore. Proviamo a rispondere.

Quali sono i tempi “giusti”?

Esiste una tempistica “standard” per l’erogazione di un prestito che le banche indicano basandosi su tempi medi. Non si tratta però di tempi garantiti, ovvero certi perché si abbia la risposta definitiva. La differenza tra i tempi medi indicati dalle differenti banche e quelli effettivi è condizionata da tanti fattori alcuni dei quali non preventivabili né per la banca e nemmeno per i richiedenti.

Queste considerazioni valgono anche per la cessione? La cessione del quinto è un prestito personale che sfrutta una garanzia molto forte e questo può ridurre i tempi di approvazione rispetto ad un altro prestito personale. Tuttavia sperare di avere una cessione del quinto in sole 24 ore è spesso inutile. Infatti, anche se le valutazioni sull’affidabilità del richiedente sono praticamente nulle, la banca o la finanziaria devono valutare la situazione del datore di lavoro.

Questo ci porta a una prima conclusione: la cessione del quinto per lavoratori dipendenti del settore pubblico (soprattutto a tempo indeterminato) generalmente viene concessa più rapidamente di quella a dipendenti privati. Ma anche in questo caso le 24 ore sono una tempistica troppo ridotta solitamente per assolvere a tutte le formalità.

Con un preventivo online è più veloce?

Per quanto riguarda la tempistica del preventivo la via scelta può fare la differenza. La risposta ad una richiesta di preventivo online, anche sulla cessione del quinto, è quasi immediata, visto che normalmente richiede manciate di minuti o al massimo qualche ora.

Anche richiedendo un preventivo tramite un consulente, andando in filiale o agenzia, le risposte sono molto veloci, ma in questo caso il tempo necessario aumenta a causa degli spostamenti e delle probabili attese (quando è possibile è sempre preferibile fissare prima un appuntamento).

Sull’affidabilità del preventivo non c’è differenza, poiché i sistemi e i programmi usati sfruttano le stesse voci. Nel caso di una richiesta di preventivo direttamente in agenzia (o con consulente) è consigliato portare con sé le ultime buste paga o il cedolino della pensione.
Come ridurre i tempi?
Per richiedere ed ottenere una cessione del quinto ci sono solitamente tre tappe:

  1. la richiesta del preventivo e successiva eventuale richiesta della cessione del quinto;
  2. la presentazione dei documenti necessari (dove può essere necessario richiedere alcune certificazioni specifiche);
  3. la fase di valutazione della documentazione con successiva delibera della banca.

Come detto i tempi per la richiesta di preventivo e successiva domanda del finanziamento necessitano di pochi minuti o al massimo qualche ora. Se si vogliono ridurre i tempi delle fasi successive è consigliato richiedere in anticipo i documenti che saranno necessari per far avanzare la richiesta di finanziamento. Questi possono essere richiesti ad esempio per email se si fa un preventivo online oppure al call center quando si chiama per l’appuntamento.

In generale tra i documenti che possono essere richiesti e che possono prolungare i tempi, abbiamo:

  • certificato medico di sana e robusta costituzione (per la parte assicurativa);
  • attestato di servizio (per i dipendenti del settore pubblico);
  • certificazione della quota cedibile (per i pensionati).

Infine ci sono i tempi legati alla valutazione dei documenti da parte della banca o della finanziaria sui quali non possiamo fare nulla per cercare di velocizzare i tempi, se non presentare tutti i documenti nel modo giusto e tutti insieme fin da subito, per evitare che la pratica venga messa dietro ad altre pratiche più “complete”. Per questo è consigliabile creare buoni rapporti con il personale dell’amministrazione (ufficio paga, ecc).

Quali alternative per bisogno di liquidità urgente?

L’idea di richiedere una cessione del quinto in sole 24 ore evidenzia il bisogno di liquidità in modo urgente. Cosa fare?

Per essere pronti davanti a degli imprevisti imminenti, le alternative sono davvero poche e tutte partono dalla prevenzione. Tra queste possiamo pensare a:

  • fido o scoperto bancario: si tratta di una forma di apertura di credito che una volta concesso permette di ottenere delle somme immediate. Il principale vantaggio è rappresentato dall’assenza di un piano di rimborso con rate fisse da versare ma l’impatto degli interessi passivi nel tempo solitamente tende ad essere elevato;
  • prevalutazione: si tratta di un credito accordato per una certa somma che fa partire il piano di rimborso nel momento in cui si comincerà ad usarlo. Le somme accordate non saranno elevatissime ed i tempi necessari alla pre-valutazione sono in genere gli stessi previsti per un normale prestito personale.

In entrambi i casi bisogna quindi organizzarsi in anticipo senza attendere che l’urgenza arrivi.

Approfondimento: Ho bisogno di soldi in trempi brevi.

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Quota cedibile – Come richiedere la certificazione?

Quota cedibile: cos’è e come calcolarla

I contributi che i lavoratori versano durante la vita lavorativa servono per creare una pensione che dovrebbe garantire un’esistenza dignitosa con condizioni di vita accettabili. Questa regola vale per le pensioni pagate da ogni ente previdenziale, sia che si tratti dell’Inps (ed ex Inpdap) che di altre pubbliche amministrazioni private e non come ad esempio Enasarco.

Premesso questo, la pensione rappresenta un tipo di emolumento che permette al pensionato anche di accedere ai finanziamenti, seppur con qualche limitazione. Tra queste troviamo quella della quota cedibile che è collegata alla cessione del quinto della pensione.

Che cosa rappresenta?

Come si capisce dal nome, la quota cedibile rappresenta l’importo massimo della pensione che può essere presa in considerazione per il calcolo della rata di una cessione del quinto. In base a questo e considerando l’età del pensionato richiedente si arriverà a determinare la somma massima che complessivamente potrà essere ottenuta.

Come viene calcolata?

La quota cedibile viene calcolata partendo dall’importo della pensione lorda. Da questo importo si devono detrarre le ritenute d’imposta dovute per legge arrivando all’importo della pensione netta (la somma che effettivamente viene percepita dal pensionato). Da questa si sottrae la pensione minima calcolata per quell’anno (ad esempio 502,39 per l’anno 2015 come da Fonte ufficiale Inps). In questo modo arriviamo all’importo sul quale sarà possibile poi andare a calcolare la rata che effettivamente sarà trattenuta a monte dall’ente previdenziale. Degli esempi possono aiutarci a capire come avviene il calcolo:

Esempio 1

Facciamo l’esempio un pensionato che ha una pensione di 600 euro lordi. Ora supponiamo che la pensione minima sia di 500 euro e che le imposte pagate siano pari a 50 euro. La quota cedibile sarà pari a 600-50-500= 50 euro.

Esempio 2

Ora pensiamo a un pensionato con una pensione lorda di 1500 euro. Supponiamo che le imposte siano di circa 400 euro. In questo caso la pensione netta sarà pari a: 1500-400= 1100 euro. Dato l’importo elevato non è necessario sottrarre la pensione minima per salvaguardare il reddito del pensionato. Il calcolo della rata (che in questo caso corrisponde alla quota cedibile) sarà di 1100 euro x 20%= 220 euro.

N.B. il sistema di calcolo è semplice ma si deve tener presente una cosa: le banche e le finanziarie potrebbero non concedere cessioni del quinto con una rata massima molto bassa. Quindi se si ha una pensione molto vicina a quella sociale è sempre meglio informarsi con i vari istituti di credito.

Approfondimento: Prestiti per pensionati.

Si può fare un calcolo on line?

Online ci sono dei tool che permettono di fare delle simulazioni. Ne esiste anche uno sul sito dell’Inps, che non offre un calcolo preciso ma indicativo. Non c’è il bisogno di loggarsi (quindi può essere usato anche da chi non ha le credenziali per accedere ai servizi Inps). Come dati da inserire ci sono solamente l’importo della pensione percepita ed il proprio codice fiscale. Trattandosi di un dato indicativo ci potrebbero essere differenze sul calcolo effettivo.

Come si può richiedere?

La certificazione della quota cedibile deve essere presentata obbligatoriamente alla finanziaria o alla banca con la quale si vuole domandare la cessione del quinto della pensione. La richiesta di questo documento va fatta personalmente al proprio ente previdenziale (non sono ammesse deleghe). E’ necessario andare con un proprio documento di riconoscimento e la tessera sanitaria alla sede Inps territorialmente competente, compilando l’apposito modulo (che può essere anche scaricato on line sul sito Inps sezione “Modulistica”).

Scegliendo società finanziarie che hanno convenzioni Inps l’iter diventa più semplice perché sfruttando dei canali telematici specifici, sarà la banca (o finanziaria) stessa a richiedere la certificazione. E’ chiaro che essendo una facilitazione dovuta alla convenzione con l’Inps non è possibile avere questa agevolazione con qualsiasi ente previdenziale.

Se si è pensionati Enasarco infatti bisogna richiedere la quota cedibile personalmente e direttamente all’ Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio sfruttando gli appositi canali. Questi sono:

  • raccomandata con Ricevuta di ritorno da inviare all’indirizzo di posta: Fondazione Enasarco – Servizio Prestazioni – Via Antoniotto Usodimare nr. 31 – 00154 Roma;
  • prestazioni@pec.enasarco.it nel caso di Pec.

Anche in questo caso possono esserci delle convenzioni in corso. Per conoscerle è possibile visitare il sito dell’ente. Al 7/11/2017 come da fonte ufficiale Enasarco.it sono:

  • Cap. Ital. Fin. S.p.A. (numero verde gratuito 800.22.55.66);
  • Dynamica Retail (telefono 06.9652051);
  • Ital Credi S.p.A. (numero verde gratuito 800.78.03.30);
  • Conafi Prestitò S.p.A. (numero verde gratuito 840.700.313);
  • Races Finanziaria S.p.A. (numero verde gratuito 800.06.33.22);
  • Credem (numero verde gratuito 800.2733.36);
  • M3 Prestitichiari S.p.A. (telefono 0965.811360 oppure 06.4940555);
  • Fides S.p.A. (numero verde gratuito 800.729.988).

Quanto tempo ci vuole?

Non ci sono tempi fissi. Il rilascio può avvenire su richiesta, con qualche minuto di attesa, ma in altri casi possono servire anche alcuni giorni. Per non creare disagio ai richiedenti viene offerta la possibilità di invio tramite posta al domicilio indicato nel modulo di richiesta della certificazione di quota cedibile.

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Cessione del quinto insegnanti – Quali alternative per i precari?

Cessione del quinto insegnanti – Meglio Inps o convenzionati?

I dipendenti statali possono usufruire di canali preferenziali (in alcuni casi quasi esclusivi) per accedere al credito. Tra i lavoratori impiegati nel settore pubblico troviamo gli insegnanti, i quali possono avere accesso anche ai prestiti Inpdap. Purtroppo un’ampia fetta di insegnanti, essendo precari, non trovano la stessa varietà di alternative di scelta di chi è di ruolo, ma in generale si può affermare che la tipologia di finanziamenti, soprattutto nell’ambito di quelli personali, è completa e esaustiva.

In particolare a farsi notare sono le tipologie che vengono rimborsate come cessione del quinto insegnanti, trattandosi di casi in cui confluiscono sia il piccolo prestito Inpdap, che i prestiti pluriennali diretti o garantiti sempre dall’Inps ex gestione Inpdap, e la normale cessione del quinto. Tutte queste tipologie a loro volta sono disponibili sia per chi è ancora in attività lavorativa che per i pensionati.

Tra le principali differenze troviamo soprattutto le condizioni economiche applicate e le modalità di presentazione delle domande di prestito.

I prestiti Inpdap: dal piccolo prestito a quelli pluriennali

Non tutti gli insegnanti possono fare richiesta del piccolo prestito e dei prestiti pluriennali (il che vale sia per quelli diretti che per quelli garantiti). Questa restrizione è imposta dai requisiti minimi che bisogna aver raggiunto, che sono principalmente legati all’anzianità maturata dal momento dell’iscrizione della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Tra l’altro quando si sta per andare in pensione bisogna anche decidere se iscriversi come pensionato oppure se non farlo, ma l’iscrizione è e rimane obbligatoria, tanto per il piccolo prestito che per quelli pluriennali garantiti e non.

Ad esempio per quelli pluriennali è prevista un’anzianità minima di contribuzione di almeno 4 anni al fondo stesso. Il vantaggio è che raggiungendo l’anzianità di versamenti minima prevista si potrà farne richiesta anche se si ha un contratto a tempo determinato. I precari devono avere invece almeno un contratto di 3 anni. In alcune circostanze ben specifiche e determinate i tempi di iscrizione e/o versamento si dimezzano.

Per quanto riguarda questa tipologia di prestito bisogna considerare altri due aspetti che sono: la disponibilità finanziaria del Fondo stanziato per gli iscritti e le modalità di richiesta del finanziamento stesso. Prima di vedere questi due aspetti, e l’impatto che hanno sulle richieste, si deve tener presente che indipendentemente dal tipo di finanziamento scelto (piccolo prestito, prestiti pluriennali garantiti e prestiti pluriennali diretti) il rimborso verrà effettuato mensilmente, per un importo che sarà al massimo pari al 20% dello stipendio netto mensile, con trattenuta a monte. Quindi il pagamento delle rate avviene in modo automatico, senza ulteriori incombenze per i finanziati.

Modalità di richiesta prestiti Inpdap

Tra le tre tipologie di prestiti Inps ex Inpdap, troviamo differenze più o meno marcate, proprio nell’iter di richiesta. In particolare i prestiti erogati direttamente privilegiano in via esclusiva l’invio telematico. Per quanto riguarda il piccolo prestito, ad esempio, è sufficiente avere le credenziali ed il Pin dispositivo da utilizzare sul sito di NoiPa. Qui, una volta fatto il login si dovrà entrare nell’area personale, quindi nella zona self service, per poi entrare nella sezione dei prestiti. Essendo qui riportati tutti i dati dell’iscritto, non si dovrà fare altro che specificare la durata del finanziamento che si desidera fare (si può usare un tool di simulazione per avere le idee più chiare sul rapporto tra le rate da rimborsare e la somma massima che può essere ottenuta), e quindi inviare la richiesta con un semplice click.

Per i prestiti pluriennali diretti c’è sempre l’uso del sistema telematico, ma è l’amministrazione che inoltra la documentazione per conto del proprio dipendente iscritto alla Gestione Unitaria, allegando la documentazione che giustifica la motivazione per cui si richiede la liquidità. Poi personalmente si deve selezionare, all’interno dell’area personale presente sul sito dell’Inps, la richiesta dei prestiti pluriennali garantiti. Anche in questo caso si può operare una simulazione sfruttando il tool presente sul sito dell’Inps. Questo è accessibile senza necessità di fare il login.

Per i prestiti pluriennali garantiti, ci si deve rivolgere sempre alla propria amministrazione, la quale in via telematica invia la richiesta alla banca che il proprio dipendente ha scelto. Arriverà poi la risposta della banca sulla procedibilità della richiesta e sulle condizioni applicate, che dovranno passare al vaglio dell’Inps perché dia il proprio parere sulla possibilità di offrire (o meno) garanzia per permettere il perfezionamento della richiesta di finanziamento.

Cessioni del quinto per dipendenti pubblici e privati

Così come accade per i dipendenti pubblici, rimane sempre viva la possibilità di poter scegliere una cessione del quinto convenzionata con i lavoratori impiegati nel settore della pubblica amministrazione. Senza particolari limitazioni, si potrà ottenere la somma di cui si ha bisogno, a condizioni economiche più agevolate rispetto a quelle che vengono applicate ai dipendenti del settore privato e agli stessi pensionati.

Queste agevolazioni sono spesso frutto di specifiche convenzioni stipulate con ministeri e in generale con la PA, ma possono anche essere determinate dal minor rischio che una banca (o finanziaria) corre nel finanziare con la cessione del quinto gli insegnanti al pari di tutti i dipendenti pubblici.

Quindi quando si ha possibilità di scelta sarebbe meglio mettere in coda alle varie alternative la normale cessione del quinto destinata ai dipendenti del settore privato. Questa tuttavia è la sola via percorribile per le cessioni del quinto degli insegnanti delle scuole private. In questi casi si può vedere se la scuola da cui si dipende abbia in corso degli accordi specifici volti a migliorare le condizioni economiche applicate.

Conclusioni

Davanti a poca possibilità di scelta è molto difficile sbagliare, mentre quando si hanno tante opzioni il rischio di compiere la scelta meno adatta è molto più elevato. Per fare le proprie considerazioni in particolare bisogna considerare il fatto che c’è sempre una quota assicurativa applicata, e che solo nel caso di Banche e finanziarie si ha la possibilità di non doversene fare carico, grazie all’offerta del pagamento delle varie quote mensili da parte dello stesso Istituto finanziatore.

Infine qualsiasi sia la scelta che si sta vagliando, bisogna sempre sfruttare pienamente le potenzialità dei preventivi, per due ragioni: non è detto che si rientrerà con certezza nell’erogazione del piccolo prestito o dei prestiti pluriennali, poiché può accadere che il plafond stanziato non sia sufficiente a coprire tutte le richieste; inoltre non è da dare per scontato che la presenza della quota da destinare al fondo rischi non renda il finanziamento comunque conveniente anche quando si tratta di quelli più agevolati.

Approfondimento: Prestiti perspnali per insegnati.

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Cessione del quinto dipendenti cooperative – Quando è possibile?

Cessione del quinto dipendenti cooperative: quali differenze con i dipendenti privati?

La cessione del quinto per i dipendenti delle cooperative può rappresentare un’ulteriore via di accesso al mondo dei finanziamenti, ma non si tratta di una possibilità che si può dare per scontata. In particolare i dipendenti di una società cooperativa, a differenza di quanto accade per i dipendenti di società spa e della maggioranza delle srl, possono tentare questa strada, ma pur essendo in possesso di tutti i requisiti necessari, si possono ritrovare con la richiesta rifiutata. La ragione è dettata soprattutto dal fatto che molte banche e finanziarie ritengono una società cooperativa eccessivamente rischiosa nel caso della cessione del quinto (vedi anche Come rinnovare la cessione in corso).

Perché si hanno difficoltà con le cessioni?

Quando un dipendente ottiene la cessione del quinto, sarà compito del datore di lavoro effettuare il rimborso delle rate ogni mese. Ma ovviamente come base per il funzionamento di questo meccanismo è necessario che il datore di lavoro sia considerato economicamente solido e forte. Nelle cooperative la formula particolare utilizzata, che vede i dipendenti nella veste anche di soci, può causare dei problemi aggiuntivi, oltre al fatto che tranne nel caso delle cooperative molto grandi, generalmente non si può parlare di strutture molto forti dal punto di vista patrimoniale.

A questo aspetto si aggiungono anche gli ambiti in cui le cooperative normalmente operano, spesso con carattere sociale, per offrire servizi che sono considerati in generale ‘poco graditi’ da chi deve scegliere se concedere o meno la cessione del quinto (come ad esempio il settore turismo, pulizie, ecc). Quindi, anche se da una parte si supera il problema della valutazione della solidità reddituale del richiedente e della valutazione del merito creditizio, si passa al fatto che il datore di lavoro deve essere considerato un partner affidabile nelle fasi di rimborso delle varie rate.

Ma le difficoltà non finiscono qui perché c’è anche la questione dell’assicurazione. E’ sbagliato pensare che sia solo la banca a dare il proprio via libera alla finanziabilità con cessione del quinto dei dipendenti di cooperative: bisogna considerare anche l’apertura o le reticenze che potrebbero avere le compagnie di assicurazione che devono essere obbligatoriamente interpellate. In molti casi, nemmeno la determinazione di un premio assicurativo più elevato viene considerato in modo favorevole dall’assicurazione, poiché il rischio viene considerato comunque eccessivo.

Quindi i limiti che si possono incontrare nelle richieste di cessione del quinto da parte di dipendenti delle cooperative non sono dettati da restrizioni o interpretazioni della norma che ha esteso la possibilità di accesso a questa forma di prestito personale anche ai dipendenti del settore privato. I limiti e le cause di esclusione sono legate esclusivamente alle valutazioni che gli Istituti di credito interpellati effettuano. Queste considerazioni sono legittime e si basano sul diritto che un finanziatore ha di tutelarsi nel miglior modo possibile (o che ritiene opportuno). Questo stesso discorso varrà anche per la compagnia di assicurazione. A riguardo si potrebbe pensare che cambiando compagnia assicurativa l’ostacolo potrebbe essere superato, ma è molto difficile che una situazione considerata rischiosa per la società A venga considerata assicurabile dalla compagnia B: generalmente vengono usati dei parametri molto comuni, che possono volgere in positivo o in negativo solo situazioni che riportano delle minime differenze. Se però ci sono delle demarcazioni più nette allora l’esito sarà praticamente lo stesso.

Come fare per sapere se le cessioni possono essere ottenute?

Difficilmente le grandi banche hanno prodotti dedicati ai soci di società cooperative. E’ più probabile trovare delle finanziarie che siano disposte a vagliare una richiesta di cessione del quinto. Normalmente si tratta di una situazione che però esclude le cooperative con un basso numero di soci, il che crea un’altra distinzione netta tra i dipendenti di società spa e srl e quelli di cooperative, visto che per le prime due normalmente è accettato un numero minimo di dipendenti che sia pari ad almeno 16 addetti. Nel caso delle cooperative anche ‘50 soci lavoratori’ è normalmente considerato un numero esiguo.

Per sapere se un’offerta di cessione è appetibile e allo stesso tempo fattibile bisogna informarsi subito se è prevista la possibilità di accesso anche alle cooperative. Per avere delle informazioni più certe è meglio far fare un preventivo e parlare direttamente con un consulente preposto ad istruire la pratica, piuttosto che fermarsi solo alle informazioni del numero verde che hanno carattere troppo generico (e possono non entrare nel merito delle potenzialità di una richiesta concreta).

Quindi, vista la comodità del web per fare le proprie ricerche e per conoscere più approfonditamente le possibilità che si hanno, si possono fare due passaggi. Un primo passo, di tipo conoscitivo a livello più generale, può passare per le vie di contatto altrettanto generiche come i form interni ai siti, i forum o il numero verde. Il secondo passaggio invece dovrebbe portare ad uno step successivo, di personalizzazione della questione e della richiesta, il che può passare tramite contatto telefonico con un consulente preposto o mediatore, oppure recandosi in agenzia o in filiale di banca, se la prima serie di informazioni è stata esaustiva e abbastanza positiva.

Caratteristiche dei preventivi

I preventivi oggi devono essere rilasciati in forma scritta standardizzata. Ciò vale anche in caso di richiesta on line. Se sul sito di una banca non è specificato che è prevista la cessione del quinto di dipendenti di cooperative, non bisogna scoraggiarsi e rinunciare alla richiesta del preventivo stesso. Si tratta infatti di un’operazione che non costa nulla, non impegna in alcun modo, ma che permette di avere una base con dati certi e personalizzati da cui partire per vedere poi se tale richiesta sarà di fatto procedibile oppure no.

In questa fase si possono raggiungere anche delle informazioni confortanti dal punto di vista della fattibilità della richiesta, ma visto che non si hanno garanzie totali, almeno fino a quando non viene staccato l’assegno (perché possono subentrare altre cause di rifiuto come ad esempio numero elevato di soci che ha già una cessione del quinto in corso), è buona norma informarsi presso altre finanziarie e banche per avere una sorta di piano di riserva.

Quali sono i requisiti specifici?

In pratica non ci sono delle limitazioni specifiche, per cui i requisiti minimi, che andiamo a riassumere di seguito, sono gli stessi previsti per una cessione del quinto dello stipendio. Dal punto di vista soggettivo e personale si dovrà essere maggiorenni e residenti in Italia. Bisogna non aver superato il limite di età per il pensionamento.

Dal punto di vista oggettivo e reddituale sono richiesti il possesso di contratti di lavoro da dipendente a tempo indeterminato (in alcuni casi è accettato anche a tempo determinato), aver maturato anzianità sul posto di lavoro complessivamente di almeno 6 mesi, ed avere un Tfr che possa garantire la somma finanziata.

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Rimborso cessione del quinto – Chi ne ha diritto e come ottenerlo

Come chiedere il rimborso della cessione del quinto

Avete mai sentito parlare del rimborso cessione del quinto? Sapete di cosa si tratta? Chi può richiederlo? Molte sono le domande e poche le risposte e questo articolo mira a dare le informazioni necessarie per comprendere se anche voi ne avete diritto.

Sono infatti molti i consumatori che hanno richiesto l’estinzione anticipata o la rinegoziazione di un finanziamento erogato secondo questa particolare procedura, essendo un tipo di prestito molto apprezzato dalle banche per le garanzie che offre. Molto probabilmente però molti di loro non sono a conoscenza che potrebbero aver maturato il diritto di richiedere il rimborso della cessione del quinto, o meglio di quei costi che vengono aggiunti nel conteggio estintivo anche se ciò non dovrebbe accadere.

Cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando.

Cessione del quinto ed estinzione anticipata

Ricordiamo velocemente cosa sono le cessioni è perché sono prestiti molto richiesti e concessi facilmente dalle banche e dalle finanziarie.

Prima di tutto va detto che sono dedicati esclusivamente a chi ha una busta paga (se cessione dello stipendio), relativa ad un contratto a tempo indeterminato o un cedolino della pensione, in quanto proprio questi due documenti rappresentano la garanzia che tutela la banca ed evita al cliente di dover fornire garanzie accessorie, reddituali e/o personali.

La rata dovuta viene infatti trattenuta direttamente dal datore di lavoro il quale si impegna a versarla all’ente erogante, ponendosi quindi come intermediario e garante del debito.

Per legge è possibile chiedere l’estinzione anticipata o la rinegoziazione di una cessione del quinto in qualsiasi momento versando alla lista tutto di credito il capitale residuo e l’eventuale penale di estinzione, se prevista dal contratto e mai comunque superiore all’1%.

Quali sono le spese che devono essere rimborsate

Delle spese che sono state sostenute dal cliente in fase di stipula ve ne sono alcune che non possono essere rimborsate ed altre invece che per legge dovrebbero essere restituite ma che spesso non vengono inserite nel conteggio estintivo presentato dalla banca o dalla finanziaria.

Nella prima categoria troviamo le spese di istruttoria della pratica, che in effetti è stata istruita, e le imposte di bollo, che sono dei tributi fiscali dovuti; nella seconda categoria invece rientrano quelle spese che sono soggette a maturazione nel tempo, come l’assicurazione sulla vita, almeno per la parte di premio non goduta, le commissioni bancarie, le commissioni finanziarie e le spese definite “accessorie”, voci di spesa che su un prestito di 20.000,00 euro possono ammontare anche a 3.000/4.000 euro.

Purtroppo molto spesso l’istituto di credito non restituisce spontaneamente quanto dovuto e mette il cliente nella posizione di dover richiedere il rimborso cessione del quinto.

Vedi anche Come si può rinnovare la cessione del quinto.

Come chiedere

Se si vuole ottenere il congruo rimborso della cessione del quinto bisogna dunque procedere nel seguente modo:

  • calcolare, o farsi calcolare da agenzie preposte, quanto deve essere restituito;
  • inoltrare richiesta all’istituto erogante;
  • attendere risposta;
  • nel caso questa non soddisfi le richieste o la somma offerta fosse inferiore a quanto calcolato è possibile all’Arbitro Bancario Finanziario e fare ricorso compilando l’apposito modulo seguendo le istruzioni;
  • attendere la decisione dell’Arbitro che, a meno che non ci siano casi eccezionali, intima alla banca o alla finanziaria di versare il dovuto.

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Cessione del quinto dipendenti privati – Come fare?

Cessione del quinto dipendenti privati di grandi e piccole aziende: normative e caratteristiche principali

La cessione del quinto dipendenti privati è molto probabilmente la soluzione più comoda, sicura e conveniente per ottenere un finanziamento quando ci si trova nella necessità di avere della liquidità da spendere per spese non preventivate o per portare a termine un progetto.

Come è risaputo questo tipo di prestito è concesso a tutti i dipendenti a tempo indeterminato del settore pubblico, ma la normativa relativa, le leggi 311/2005 e 80/2005 che hanno integrato il DPR 180/1950, prevede che ne possano usufruire anche i dipendenti di piccole aziende non statali, qualsiasi sia la forma giuridica con cui sono costituite – Sas, Snc, Srl o Spa – purché questa abbia almeno 16 dipendenti (qui è bene sottolineare che le finanziarie e le banche sono libere di decidere di escludere alcune aziende o categorie, in base a proprie valutazioni di convenienza e sicurezza).

Approfondimento: Preventivi prestiti gratuiti per dipendenti Spa.
Va evidenziato tuttavia che in alcuni casi il finanziamento viene concesso anche quando nell’azienda ci sono meno di 15 dipendenti, se la stessa viene riconosciuta finanziariamente idonea dalla compagnia assicurativa preposta a garantire la cessione del quinto dipendenti.

Cessione del quinto: vantaggi e garanzie

E’ un tipo di prestito che possiede caratteristiche diverse rispetto a quelle degli altri prodotti finanziari più comuni, in quanto l’impegno sottoscritto prevede l’assunzione di responsabilità anche da parte del datore di lavoro, il quale si impegna a cedere, eliminando di fatto la discrezionalità del sottoscrittore di corrispondere o meno il dovuto mensile, una parte dello stipendio, fino ad un massimo del 20%, del suo dipendente per un determinato numero di anni.

La busta paga stessa diventa quindi la garanzia necessaria e sufficiente per poter ottenere il prestito e ciò spiega perché la cessione del quinto viene concessa anche ai cattivi pagatori, protestati ed ai pignorati (con le dovute riserve).

Le garanzie

Inoltre nel caso di un dipendente privato anche il TFR, Trattamento di Fine Rapporto, accantonato negli anni viene considerato una garanzia; questo viene infatti “congelato”, e non può dunque essere richiesto dal titolare per tutta la durata della prestito, e prelevato dall’istituto erogante nel caso in cui il cliente si ritrovasse senza lavoro.

La presenza di garanzie così sicure consente alle banche e alle finanziarie di proporre prodotti convenienti, con tassi fissi concorrenziali ed iter burocratici molto snelli. Finanziarie come Findomestic e Compass, ad esempio, hanno messo sul mercato ottime soluzioni in tale direzioni e sono ad oggi leader nella cessione del quinto dipendenti privati.

Il coefficiente assicurativo: cos’è e quando diventa un ostacolo

Tutte le cessioni, sia per dipendenti pubblici che privati, sono garantite da una copertura assicurativa relativa al saldo del dovuto all’ente erogante nel caso di perdita di lavoro del debitore.

Le compagnie assicurative hanno dunque istituito il coefficiente assicurativo, un criterio di giudizio che ha l’obiettivo di valutare la solidità finanziaria del posto di lavoro del richiedente.

Numerosi sono i parametri presi in considerazione, alcuni relativi all’azienda, altri relativi al dipendente, che permettono di stabilire la sicurezza dell’operazione.
Appare chiaro come, nel caso di piccole aziende non molto solide, come ad esempio tale parametro pari a zero, la cessione non può essere concessa.

Il coefficiente assicurativo consente infine di stabilire la cifra massima erogabile che non può essere superiore al TFR accantonato moltiplicato appunto per il coefficiente. Per fare un esempio chiarificatore, se il TFR è pari a 10.000 € ed il coefficiente assicurativo è risultato essere di 2, il prestito concedibile non può superare i 20.000€.

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Pignoramento dello stipendio in presenza di cessione del quinto

Pignoramento dello stipendio in presenza di cessione del quinto: norme e limiti

Il Decreto del Presidente della Repubblica n.180/1950 stabilisce le norme a cui bisogna attenersi quando ci si trova ad avere a che fare con un pignoramento dello stipendio in presenza della cessione del quinto. E’ fondamentale conoscerne bene il funzionamento quando ci si trova a dover rispondere alla seguente domanda: può esserci la coesistenza tra pignoramento e libera cessione del quinto?

La risposta è affermativa, anche se vanno distinte le due ipotesi che si possono verificare per le quali i limiti fissati sono diversi: il pignoramento che viene eseguito quando già esiste una cessione oppure, viceversa, quando si richiede una cessione con pignoramento già eseguito (vedi anche Pignoramento presso terzi e Pignoramento immobiliare).

Prima ipotesi: pignoramento dello stipendio in presenza di cessione del quinto

Vediamo dunque quali sono i limiti entro i quali ci si può muovere quando viene notificato il pignoramento per debiti non pagati al datore di lavoro di un debitore che ha già liberamente richiesto la cessione del quinto.

In questo caso la parte di stipendio aggredibile è costituita dalla differenza che c’è tra la metà dello stipendio e la quota che già risulta ceduta.

Si fa notare però che in tali frangenti il totale mensile da corrispondere risulta essere il 50% della retribuzione complessiva, quindi una percentuale molto elevata. Tale misura viene concessa solo nei casi in cui i debiti da corrispondere siano di natura alimentare o destinati a più creditori. Altrimenti la quota pignorabile viene fissata in un quinto massimo del totale in busta paga.

Facciamo un esempio esemplificativo. Ipotizziamo uno stipendio di 1500 € sul quale risulta una rata mensile corrispondente a 300 €, ovvero il 20% del totale; la parte di retribuzione che può essere destinata a più creditori o per pagare gli alimenti corrisponde a 450 €, ovvero 750 €, la metà dello stipendio, meno di 300 € già impegnati. In tutti gli altri casi la parte pignorabile è di 300 €.

Seconda ipotesi: richiedere la cessione del quinto in presenza di pignoramento

Al contrario invece, ovvero quando la richiesta volontaria della cessione del quinto viene fatta quando c’è un pignoramento già in atto, la parte aggredibile è leggermente più limitata.
In questo caso infatti la quota cedibile della propria retribuzione non può essere maggiore della differenza che c’è fra i due quinti dello stipendio totale, al netto di trattenute e tasse, e la quota ceduta.

Il cumulo tra pignoramento e cessione in questo caso non potrà mai superare i 2/5 della retribuzione totale.

Applichiamo queste regole allo stesso esempio che abbiamo usato nel paragrafo precedente. Ipotizziamo che su uno stipendio da 1500 € sia stato eseguito un pignoramento di 250 € mensili; la quota disponibile da dedicare ad una cessione del quinto non può essere superiore a 350 €, ovvero 600 €, corrispondente ai due quinti del totale, meno 250 €, la parte mensile già pignorata.

Altri articoli: Preventivo online piccoli prestiti.

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Cessione del quinto dipendenti pubblici – Preventivo gratis

Cessione del quinto dipendenti pubblici: come funziona e quali sono i vantaggi

La cessione del quinto dipendenti pubblici è una particolare forma di finanziamento dedicata appunto a quei lavoratori che fanno riferimento all’ INPDAP, Istituto Nazionale Previdenza Dipendenti Amministrazione Pubblica. Ovvero la compagine assistenziale che ha il compito di gestire le pensioni (vedi anche Finanziamenti per pensionati) e le indennità di tutti i dipendenti dello Stato, delle Regioni e delle amministrazioni locali.

È importante segnalare che tecnicamente l’INPDAP è stato soppresso nel 2011 con il Decreto Salva Italia e le funzioni svolte sono state trasferite all’INPS, anche se nei fatti ancora l’ex-Inpdap (vedi anche Prestiti Inpdap dipendenti pubblici) continua a svolgere buona parte delle attività originarie, tra cui appunto la concessione di prestiti particolarmente agevolati, regolati da normativa.

Prestiti Pluriennali Diretti: requisiti e caratteristiche

Vengono definiti Prestiti Pluriennali Diretti quei finanziamenti erogati direttamente dall’INPS ex-INPDAP grazie al Fondo di Credito, regolarmente finanziato dai regolari versamenti da parte dei dipendenti e dei pensionati iscritti.

Vediamo insieme quali sono i requisiti necessari per potervi avere accesso e le caratteristiche principali di questi prestiti:

  • sono prestiti finalizzati (come ad esempio il Prestito per matrimonio) che vengono erogati per soddisfare una specifica spesa che deve essere prevista dal Titolo II del Regolamento ed opportunamente documentata o autocertificata;
  • possono farne richiesta gli iscritti che abbiano 4 anni di anzianità utili per ottenere il trattamento pensionistico, 4 anni di versamento contributivo ed un contratto a tempo indeterminato (i lavoratori a tempo determinato possono fare richiesta per una durata pari alla durata del contratto in essere);
  • i prestiti vengono erogati sotto forma di cessione del quinto;
  • il tasso d’interesse previsto è fisso ed è del 3,50%, a cui vanno però aggiunti uno 0,50% per le spese amministrative ed un’aliquota percentuale relativa al Fondo Rischi, tassi, questi ultimi, molto variabili a seconda dell’età del richiedente e della durata del finanziamento;
  • l’erogazione del finanziamento è subordinata alla disponibilità presente nel Fondo di Credito;
  • sono disponibili apposite tabelle che permettono di calcolare l’importo lordo e quello netto in base alla normativa vigente.

Prestiti Pluriennali Garantiti: requisiti e come funziona la richiesta

In questo caso ci troviamo invece di fronte a finanziamenti che vengono concessi da istituti di credito e società finanziarie convenzionati con l’INPS che si pone come garante (vedi anche Finanziamenti Inps dipendenti pubblici), tramite il Fondo di Credito.

Di seguito le caratteristiche principali dei Prestiti Pluriennali Garantiti, i requisiti necessari per la richiesta e la modalità di presentazione della domanda:

  • la garanzia da parte dell’INPS di estinguere il debito in vece del titolare è garantita in caso di morte di quest’ultimo, in caso di cessazione del contratto di lavoro senza opportuno ri-collocamento o pensionamento o in caso di riduzione dello stipendio che impedisca il regolare pagamento;
  • possono fare richiesta tutti i dipendenti pubblici in servizio da almeno 4 anni;
  • possono essere di durata quinquennale o decennale (eventualmente da commisurare con gli anni di servizio rimanenti prima dell’entrata in pensione del richiedente);
  • anche questi finanziamenti vengono erogati sotto forma di cessione del quinto;
  • il tasso di interesse varia a seconda dell’istituto erogante a cui ci si riferisce; i tassi fissi da aggiungere sono: 0,50% per spese di amministrazione, 1,5%, per i prestiti quinquennali, o 3%, per i prestiti decennali, per il rischio insolvenza;
  • è obbligatorio allegare alla domanda, il cui modulo è reperibile presso le sedi degli istituti convenzionati, un certificato medico di sana e robusta costituzione;
  • dopo aver valutato la regolarità della domanda, l’INPS decide se erogare o meno la prestazione.

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Fiditalia Cessione del Quinto – Conviene Quintocè?

Opinioni sulla cessione del quinto dello stipendio o pensione Fiditalia

La cessione del quinto è una modalità di prestito rivolta esclusivamente ai pensionati e ai lavoratori dipendenti. La somma di denaro richiesta ed ottenuta può essere rimborsata con rate mensili molto comode da restituire, perché trattenute direttamente a monte sulla pensione o sullo stipendio. Per la determinazione della rata deve essere rispettato il rapporto pari ad “un quinto” della “quota cedibile” calcolata sugli emolumenti netti. Una volta determinata la rata che può essere concessa, moltiplicandola per il numero dei rimborsi, si determina invece la somma massima complessivamente concedibile che può essere condizionata da un tetto massimo previsto dalla banca o dalla finanziaria concedente.

Per ottenere la cessione del quinto non vi è la necessità di presentare alcuna altra garanzia o garante al di fuori dello stipendio o della pensione. Vediamo quindi quali sono le caratteristiche e le condizioni che offre Fiditalia con il suo finanziamento specificatamente creato e denominato Quintocè.

Le caratteristiche del Quintocè Fiditalia

La cessione del quinto Fiditalia presenta una caratteristica abbastanza singolare: esiste un solo prodotto, appunto chiamato “Quintocè” che può essere richiesto dai dipendenti privati, pubblici e dai pensionati. Si tratta di una particolarità perché per molte altre banche (come ad esempio Ubi Banca, Unicredit, Intesa SanPaolo) le offerte vengono effettuate con prodotti differenti a seconda che si tratti almeno di cessione del quinto della pensione oppure dello stipendio.

Non è previsto un importo massimo richiedibile (che dipende ovviamente dalla rata massima ottenibile e dalla durata di rimborso scelta oppure ottenibile). La durata dei rimborsi deve essere compresa tra 24 e 120 mesi. Il TAN e il TAEG dipendono dal “profilo” di rischio del richiedente, quindi: il tasso più basso è applicato ai dipendenti privati, poi seguono i pensionati (in virtù della convenzione firmata con l’Inps) e quindi a chiudere ci sono i dipendenti privati, in parte condizionati anche dall’ affidabilità e solidità del loro datore di lavoro.

I costi di istruttoria sono pari a 350 euro, ai quali si aggiungono 16,00 euro di imposta di bollo per sottoscrizione del nuovo contratto. Ovviamente deve essere considerato anche l’importo della quota assicurativa Cpi, che è obbligatoria per legge.

Come richiederlo?

Il prestito “Quintocè” deve essere richiesto direttamente presso le filiali Fiditalia più vicine, ma è possibile fissare un appuntamento contattando il numero verde 800-558800.

Requisiti per ottenere la cessione del quinto Fiditalia

Ferme restando le condizioni oggettive che bisogna avere per accedere alla cessione del quinto (contratto di lavoro a tempo indeterminato o pensione) la cessione del quinto Fiditalia prevede anche come requisiti anagrafici il raggiungimento di un’età che sia compresa tra i 18 ed i 72 anni. Per i soli dipendenti privati la somma massima concedibile è condizionata anche dal Tfr accantonato (limite che non sussiste invece per i dipendenti pubblici).

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Cessione del quinto Intesa Sanpaolo con Accedo

Tassi e spese della Cessione quinto Intesa Sanpaolo

La cessione del quinto di Intesa Sanpaolo e alcuni altri prodotti erogati fino a giugno 2015 tramite Intesa Personal Finance, sono passati alla finanziaria Accedo Spa. Nella sostanza le condizioni economiche non hanno subito grandi cambiamenti anche per il rinnovo.

Come funziona la cessione per i dipendenti?

La cessione del quinto dello stipendio di Intesa Sanpaolo è rivolta sia ai dipendenti pubblici e ministeriali che a quelli che lavorano nel settore privato. L’importo minimo che si può richiedere è di 3000 euro e l’intervallo di tempo entro il quale fare la restituzione delle rate deve essere compreso tra i 24 mesi e i 120 mesi (vedi anche Piccoli prestiti). E’ prevista la commissione sulle spese di istruttoria.

Sono previste le seguenti penali di estinzione calcolate in relazione al debito residuo:

  • 1,00% se la durata del finanziamento è superiore ad un anno;
  • 0,50% con durata pari o inferiore ad un anno;
  • nessuna penale se il debito residuo è pari o inferiore a 10.000€

Il tasso effettivo (Taeg) dipende dall’importo richiesto e dal numero delle rate. Può essere utile usare il calcolatore online che permette di fare una simulazione, partendo dalla rata che si vorrebbe al massimo pagare e il numero di rate da restituire.

Ad esempio, con una rata di 100 euro al mese e un numero massimo di 60 rate (durata 5 anni), la somma che si otterrebbe al netto delle spese accessorie è di 4.751,58 euro, mentre il capitale che viene restituito è di 6000 euro. Gli interessi sono circa 600 euro. Il Taeg in questo esempio è di 10,09%.

Quali sono le condizioni per la cessione dei pensionati?

Intesa SanPaolo ha aderito alla convenzione Inps per la concessione della cessione del quinto ai pensionati. Come requisito necessario e obbligatorio troviamo lo stato di pensionato, ma senza che sia stata superata l’età di 85 anni al termine del piano di ammortamento. Come anzianità nel pensionamento sono richiesti minimo 3 mesi. I tassi sono sempre fissi e dipendono dalla durata scelta, per cui è necessario richiedere un preventivo personalizzato.

Caratteristiche comuni

Le due cessioni del quinto prevedono entrambe la possibilità di ottenere un anticipo sul prestito accordata, che può arrivare ad una percentuale pari all’80%.

Come impegni massimi in busta paga o pensione sono previsti i seguenti limiti: 50% per lo stipendio netto mensile e 40% di trattenute totali nel caso di pensione. Accedo Spa si fa carico del pagamento dei premi dell’assicurazione obbligatoria.

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