Prestito per casalinghe: è possibile ottenerlo online?

Senza busta paga e senza garante: è possibile ottenere prestiti per casalinghe?

Per una casalinga non è semplicissimo ottenere un prestito personale, dal momento che gli istituti finanziari richiedono garanzie reddituali o lavorative per concederlo, come una busta paga o un contratto, o eventualmente un garante. Questo però non significa che non esistano prestiti per casalinghe, anzi! Vediamo allora quali sono le soluzioni migliori in proposito, e se è possibile ottenere un prestito online.

Alcune garanzie, anche se minime, sono necessarie

Quando si richiede un finanziamento ad una banca, si sa, più garanzie si possono portare più semplice è ricevere l’importo che ci serve (vedi anche Fido bancario). Per un prestito per casalinghe questo vale ancora di più: poiché non si possiede un lavoro tradizionalmente inteso (pur essendo quello della casalinga un lavoro a tutti gli effetti) è necessario presentare un garante (una persona vicina che può garantire sul pagamento delle rate) e sarebbe preferibile dimostrare una capacità di reddito o di risparmio, come ad esempio un conto corrente o delle proprietà intestate.

Ovviamente, poi, non si dovrà essere segnalati dal Crif come cattivi pagatori e non si dovrà aver subito nessun pignoramento. Riassumendo richiedere dei prestiti personali senza busta paga e senza garante diventa particolarmente complicato (a volte si può superare questa difficoltà con la firma delle cambiali o pagherò).

Una delle soluzioni interessanti per un prestito ad una casalinga è la richiesta di una carta di credito revolving (cioè carte di credito che non prevedono il saldo a fine mese ma secondo piccole rate mensili). Ovviamente l’importo concesso non sarà molto alto (di solito si arriva a 1.500 euro), ma può bastare per effettuare degli acquisti per la famiglia o per qualche spesa medica fuori programma.

Prestiti online: importi contenuti e solo se si lavora part-time

Un prestito per casalinghe lo si può richiedere anche online alla banca o alla finanziaria quando previsto. In questo caso esistono però delle condizioni: la cifra richiesta dovrà essere contenuta (fino a 3.000 euro) ed è necessario avere almeno un impiego part-time. Se la casalinga è invece disoccupata il prestito personale online diventerà davvero difficile senza la presenza di garanti .

La prima condizione (lavoro part-time) è però ricca di alternative. Mettiamo che una casalinga abbia bisogno di un prestito di 3.000 euro per delle cure dal dentista e sia disposta a pagare una rata mensile fino a 300 euro. Findomestic consente, ad esempio, una soluzione molto comoda con 18 rate da 179,50 euro con Tan fisso al 9,51% e Taeg fisso al 9,93%. Si può inviare tutta la documentazione online, grazie alla firma digitale. Interessante è poi la possibilità per le casalinghe che lavorano part-time di utilizzare le piattaforme per prestiti tra privati.

Si tratta di istituti di pagamento, autorizzati dalla Banca d’Italia, che non fanno altro che connettere tra di loro chi ha bisogno di un prestito con chi può mettere a disposizione somme di denaro. Questo avviene dopo un’attenta valutazione dell’affidabilità delle persone. Per chiedere un prestito a queste piattaforme (come Smartika o Prestiamoci) occorrerà presentare un documento d’identità, un reddito dimostrabile (da lavoro subordinato, autonomo o atipico) ed un conto bancario o postale. Una volta accettata la richiesta online, anche l’erogazione avviene online in maniera sicura e veloce.

Se si è disoccupate: garante o ipoteca su qualche immobile

E se invece si rientra nella categoria delle casalinghe disoccupate? Qui le banche, sebbene ammorbidite in questi ultimi anni, concedono somme in prestito solo se c’è la presenza di un garante per la casalinga (come ad esempio un figlio o un’altra persona vicina).

In alternativa, si dovrà dimostrare di possedere delle rendite (magari da qualche affitto di appartamenti o tenute) e di possedere un conto corrente o un libretto di risparmio (perché magari la casalinga ha un lavoro in nero). Ultima alternativa potrebbe essere quella di porre un’ipoteca su un immobile: sulla propria casa o su altri possedimenti (vedi anche Finanziamenti per disoccupati).

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